35 Io penso che in questa aula, nessuno sia favorevole alle droghe, né a qualsiasi tipo di dipendenza e siccome ho un’esperienza su quello che riguarda il carcere, facendo il volontario in carcere, non è vero che non sono andati in galera ce ne sono andati diversi e ho queste statistiche io, pertanto molto veritiere perché per parlare del decreto Turco, bisogna parlare contemporaneamente di due problemi ben distinti che è il problema di droga e dipendenze e il problema di carcere e giustizia, sono due cose distinte.
Allora per quanto riguarda droghe e dipendenze, riprendiamo la discussione che abbiamo fatto in Seconda Commissione con la dottoressa Rossi del Sert il professor Zurlo del Provveditorato agli Studi e la dottoressa Grigolato della Prefettura e con il dottor Sciamanna della Questura e da questa discussione è emerso questo dato che i giovani e questo è il dramma non hanno la consapevolezza e la percezione delle conseguenze delle loro azioni.
Conseguenze che possono essere sia di natura medica perché abusare di sostanze qualsiasi esse siano fa molto male alla salute che penale, non si rendono conto che certe loro azioni sono reato e dovremo essere tutti impegnati a combattere le dipendenze, ma tutte, siano esse illegali come la droga perché è ancora illegale che legali perché più che la droga sono i 4 - 5 spritz che si fanno tutti i giorni i ragazzi, 4 - 5 spritz che sommati per un mese quelli fanno molto più male che gli spinelli.
Dipendenze anche alimentari perché tanti ragazzi hanno anoressia, bulimia, le dipendenze da gioco, il cosiddetto “mal di vivere” perché tanti continuano a prendere sempre più psicofarmaci, soprattutto nei giovani che in tanti casi porta anche al suicidio. Tutte queste dipendenze, trasgressioni, eccessive o croniche, le morti del sabato notte di tanti giovani non si combattono con la repressione penale, perché di questo si tratta ma con la prevenzione e con adeguati metodi educativi.
Allora adesso parlo un attimo dei metodi educativi che noi vogliamo delegare alla giustizia, ma che in realtà dovrebbe essere da parte dei genitori, insegnanti e tutti quanti i soggetti interessati. In questi anni si è perso il metodo educativo nei confronti dei ragazzi e dei giovani della giusta punizione perché siamo tutti lassisti quando questi ragazzi commettono degli errori.
La conseguenza di questa mancanza educativa della giusta punizione che non viene più data è che non percepiscono più quando le loro azioni sono positive o negative. Quando qualche soggetto educativo, prende provvedimenti seri nei confronti di chi sbaglia la loro reazione dei ragazzi: “Ma che male ho fatto”? Non si rendono proprio conto.
Sono pertanto gli adulti con la loro inerzia e il loro lassismo la vera causa dei disagi e delle difficoltà degli errori dei ragazzi e dei giovani.
Se nessuno spiega loro che per vivere in società bisogna rispettare le regole e che ogni azione ha delle conseguenze non possiamo pretendere che riescono a distinguere quello che è legale da quello che non lo è, i ragazzi vivono pertanto in un contesto sociale in cui non ci sono più regole, non ci sono più figure educative e significative, anzi ogni azione educativa sconfessa l’altro.
Ci sono genitori che sconfessano gli insegnanti, gli insegnanti che sconfessano i genitori e avanti di questo passo, il risultato è la mancanza di considerazione che hanno i giovani nei confronti degli adulti. Il coltello da parte del manico ce l’hanno loro, si sono rovesciate le parti, sono loro che dettano le regole e i genitori e insegnanti e educatori subiscono.
Se così non fosse non si capisce perché adolescenti o giovani appena maggiorenni, hanno il permesso di stare fuori tutta la notte con le conseguenze che ben sappiamo o quando sono in classe di poter fare quello che vogliono. Cioè questa disamina che secondo me è veritiera parte da un disastro educativo che stiamo vivendo ed è questo il motivo per cui un numero sempre maggiore di ragazzi fa uso di alcol e droghe.
Dunque per un periodo lungo facciamo fare loro quello che vogliono senza dire mai dei no, senza mettere quei paletti che sono le regole che se vengono superati portano alla punizione, alla giusta punizione che non diamo più come adulti, dunque ci comportiamo in questo modo, non diamo più regole e poi siamo lassisti e poi improvvisamente li andiamo a castigare in modo assolutamente esagerato a tal punto che possiamo rovinargli la vita.
E qui entriamo nel decreto Livia Turco, cioè penso che voi abbiate capito che io solo favorevole alla giusta punizione quando le regole non sono rispettate alla giusta punizione, la giusta punizione è educativa per il ragazzo, del giovane e la si deve applicare ma nello stesso tempo sono contrario a punizioni sproporzionate che non hanno senso e qui entra, come ho detto prima il discorso giustizia - carcere.
Adesso faccio una metafora che può sembrare un po’ macabra, cioè il fatto di giustizia, 36 siamo al Medioevo. Cioè se prendiamo la metafora giustizia applicata alla medicina, cioè immaginate che tutte le malattie venissero curate allo stesso modo, cioè il tumore con la chemioterapia e qua va bene, ma anche l’appendicite con la chemioterapia, probabilmente fa male, o l’influenza con la chemioterapia.
Nella giustizia succede questo in questo momento, cioè qualsiasi reato porta a un’unica soluzione, solo al carcere, porta solo a questo, solo al carcere, non ci sono misure alternative prima si va in carcere e poi successivamente si può dare le pene alternative, ma intanto uno si fa il carcere inizialmente. La legge può dare dei principi ma è applicandola che diventa sostanza.
A livello di principio sono contrario al decreto Turco, ma anche al decreto Giovanardi perché entrambi a livello di principio mi autorizzano a drogarmi perché fino a 20 spinelli, il decreto Giovanardi mi dice che posso prendere fino a 20 spinelli, l’altro invece fino a 40.
Io sono contrario anche se fosse un solo spinello, al mio paese il mio parroco dice che sono un “baccheton”, perché volevo impedire che venissero offerti e dati i superalcolici nel bar della parrocchia, pertanto non è questo il problema a livello di principio sono contrario sia all' uno che all’altro, sia al decreto Turco che al decreto Giovanardi a suo tempo.
Nello stesso tempo hanno ragione le comunità di tossicodipendenti a preoccuparsi quando attraverso una legge potrebbe passare un principio di tolleranza e permissivi su qualcosa che in realtà è male, perché ripeto farsi gli spinelli, bere tanti spritz fa male, ma a maggior ragione perché il problema è questo, con associazione di volontariato che si occupano di carcere, nell’affermare che in sostanza che la legge più che principio è sostanza, in quanto va a decidere concretamente realmente sulla persona, non si può, è assurdo, è da Medioevo, è deleterio per il ragazzo giovane andare in galera, è deleterio.
È un luogo che ti fa diventare delinquente se non lo sei, quando in realtà avrebbe bisogno di aiuto. Chi si occupa di carcere, si preoccupa in particolar modo delle conseguenze della carcerazione in prima persona e vi posso assicurare che la carcerazione è qualcosa di sconvolgente soprattutto per ragazzi giovani che non hanno la consapevolezza.
Allora in carcere ci dovrebbero andare le persone che sono pericolose per gli altri e che si meritano la pena del carcere perché hanno deliberatamente scelto di vivere in modo legale per tutti gli altri ci dovrebbero essere misure diverse delle giuste punizioni che non ime implichino la detenzione perché guardate che il decreto Turco decide questo di andare o non andare in carcere e lo ripeto anche Giovanardi mi permette di drogarmi e io sono completamente contrario.
Io ritengo che in campo educativo ma anche sociale, sia giusto punire chi commette degli errori in modo tale che la persona si renda conto e ha la percezione e capisce perfettamente che ogni sua azione ha delle conseguenze ma non facciamo diventare reato quello che in realtà non lo è.
Ciò che è reato è scritto prima di tutto nelle coscienze delle persone, omicidio, ladrocinio, stupro, pedofilia, etc., mentre nel corso della storia, purtroppo dell’uomo, si è deciso in base alla cultura del tempo ciò che è reato da ciò che non lo è, fino a non molto tempo fa, era dunque reato che meritava il carcere in base a voleri pseudo cattolici, l’adulterio.
Tutti ci ricordiamo la storia di Fausto Coppi con la Dama bianca che si è fatto il carcere perché aveva tradito, era andato insieme con uno sposato, fino a 40 anni fa. Oppure al contrario era tollerato e veniva dato una pena lieve a chi commetteva un omicidio, cosiddetto d’onore, è permesso anche quello.
Nel nostro tempo, siccome vivo il problema della sicurezza, abbiamo deciso che è reato scrivere un pezzo di carta, infatti la introduzione della Bossi Fini, 10 mila persone, sono state incarcerate, messe in prigione come assassini e ladri perché non avevano il permesso di soggiorno. E sempre in base al problema della sicurezza abbiamo deciso che le persone che hanno dei problemi di tossicodipendenza meritano il carcere.
Ora è in carcere in questo momento il 75 per cento delle persone sono extracomunitari e tossicodipendenti. Della comunità assassini e veri spacciatori in carcere ce ne sono ben pochi e concludo.
Io penso che fino a quando il legislatore non si deciderà a distinguere quello che è veramente reato perseguibile con il carcere, da quello che in realtà è soltanto un atteggiamento sbagliato e che va lo stesso perseguito ma in modo diverso, allora io sarà sempre contrario a qualsiasi legge che porti in carcere persone che in carcere non dovrebbero starci.
Ogni situazione non è mai tutta nera o tutta bianca, tutta buona o tutta cattiva, io credo pertanto che valutando i pro e i contro della legge Turco, vi siano molti più gli aspetti che vanno a favore delle persone, perché si 37 evita il carcere, perché il problema del decreto Turco non è essere a favore o no alla droga è il problema carcerario. È tutto lì il decreto Turco non è il problema essere favorevoli o no.
Come ho detto prima incattivisce l’uomo il carcere, bisogna dare la possibilità loro di poter incominciare mettere fine ai propri errori. Sono pertanto favorevole a tutte quelle soluzioni che evitino il carcere, a persone che in carcere non dovrebbero starci. Se il decreto Turco ha questo scopo evitare il carcere a chi in carcere non dovrebbe starci, io sono favorevole a questo tipo di decreto.