Io ritengo opportuno prima della giornata destinata come Consiglio comunale all’esame della situazione riguardante come ben sappiamo Polesine Servizi, mettere a ulteriore disposizione del Consiglio, tutto il materiale che via - via mi arriva.
Io chiedo anche che questo momento, riteniamolo formale, informale, come volete possa però essere partecipato dal Consiglio, perché ritengo che sia nell’interesse di tutti i Consiglieri, poter avere alcuni elementi per qualcuno già noti, 53 per altri probabilmente no, utili alla formulazione poi di un parere e di una deliberazione quando sarà il momento in cui saremo chiamati a questa responsabilità. Allora io dico che cosa in via fondamentale, anche come Amministrazione abbiamo cercato di sollecitare.
Abbiamo preso atto e mi sembra che tutti i Consiglieri ne abbiamo avuto per il tramite dei rispettivi capogruppo, la disponibilità come materiale di documentazione delle linee guida elaborate dal nuovo CdA della Polesine Servizi.
L’analisi però che noi abbiamo fatto all’interno di quella documentazione, è abbastanza perplessa in quanto quella documentazione se segnala degli indirizzi chiaramente necessari, diciamo pure, orientati a favorire il risanamento della società, non hanno però quei punti di appoggio in termini di concretezza, vorrei dire proprio nella prospettiva economica e finanziaria per cui ci sono apparsi e mi sono apparsi, come credo a molti di voi, abbastanza vaghi e ancora generici, quando invece non dimentichiamo che la prospettiva di risanamento della società deve passare anche - non solo - ma anche attraverso una precisa indicazione di cifre, cioè di risultati economici.
Per maggior scrupolo abbiamo portato tutta la documentazione, via via che essa ci perveniva, poi dico anche perché ci perveniva a pezzi e bocconi, direi, via via che essa ci perveniva al consulente ingegner Favaretto e per ulteriore scrupolo anche all’ingegner Ranieri che abbiamo avuto modo di contattare come esperto per la sua lunga esperienza nella gestione acquedottistica e abbiamo ricevuto delle indicazioni sostanzialmente coincidenti in questi termini.
Ci stiamo orientando verso una politica di saggezza amministrativa, di scrupolo gestionale, di controllo delle risultanze economiche però dobbiamo ancora vedere i dati numerici che l’ingegner Favaretto sintetizzava in questi termini concreti. Dobbiamo ancora acquisire degli elementi di concretezza, questa era la riserva che veniva espressa.
Consapevole di questa riserva e consapevole di che ruolo per tutta la Provincia ma noi pensiamo, noi egoisticamente, ma fondamentalmente al Comune di Rovigo, mi sono attivato come non mai, sollecitando da parte dei consulenti indicazioni chiare al CdA e da parte del CdA indicazioni esaustive e via via più marcatamente espositive di quelle che le linee di risanamento avrebbero poi potuto comportare.
A questo siamo arrivati poi, diciamo pure, con un’attenzione da parte del CdA per queste nostre esigenze, io credo che stesse interpretando le necessità di tutto il Consiglio comunale non del Sindaco o della Giunta e siamo arrivati anche a una indicazione più analitica di quello che è il percorso che in termini di risultato economico nell’esercizio 2006 - 2007.
L’azienda si riproponeva alla luce di quelle che erano le condizioni che via - via si andavano proponendo nella contrattazione di determinate realtà con le quali la società si andava interfacciando. Mi riferisco alle banche, mi riferisco ai creditori, mi riferisco, diremo così all’organizzazione interna della stessa società.
In sostanza da una riserva che valutava corrette e in linea con un’azione di risanamento la proposta delle linee di azione individuate dal CdA di Polesine Servizi, si è passati a un’integrazione più concreta e più determinata nel campo delle cifre, sino a dare quelle indicazioni complessive, un differenziale alto, rispetto alle situazioni iniziali tra spese diminuite, costi ridotti, rinegoziazione di determinate condizioni in termini di convenzione e introiti derivati soprattutto dall’applicazione della nuova tariffa in vigore del primo gennaio del 2006, a una cifra significativa superiore ai 24 milioni di euro.
Abbiamo portato a valutazione anche dei nostri uffici, con i quali io continuo a ribadire l’apprezzamento per il lavoro continuo fatto il nostro direttore ne è in parte protagonista e in parte testimone, perché sa benissimo quanto è stato operato dagli uffici, prima, durante e anche nella fase attuale. La dottoressa Cittadin sta esaminando gli ultimi documenti che sono arrivati all’una e mezzo di oggi.
E quegli elementi contabili sono stati qualificati, sia dall’ingegner Favaretto, sia dai nostri uffici, sia dall’ingegner Ranieri, atti che procedono nella direzione giusta per far capire ai Consiglieri dei vari Consigli comunali e ai soci della società stessa, quindi i Comuni, i Comuni soci di Polesine che si sta andando nella direzione giusta, ma ciò non ci bastava e abbiamo ulteriormente chiesto altre integrazioni con dichiarazioni esplicite del Presidente del CdA e anche dei Revisori dei Conti di Polesine Servizi, in ordine a che cosa?
Sempre in ordine alla compiutezza necessaria di documentazione che lasciasse capire quale risultato economico nel medio termine si sarebbe potuto realizzare. Perché questa preoccupazione? La richiamo anche se è nota a tutti, ma l’accenno appena.
È una preoccupazione che non può essere 54 indirizzata a senso unico ricapitalizzare è un problema, ricapitalizzare è un esporsi a eventuali valutazioni negative della Corte dei Conti, ricapitalizzare può essere un eccesso di fiducia. Io non vado presentando solo questa direzione è un dovere e lo ribadisco questo, dovere nei confronti di tutti i miei colleghi di Consiglio dì rappresentare anche l’altro rovescio della medaglia, l’altra faccia della medaglia.
Che cosa significa e quali responsabilità possono intervenire per ciascuno di noi nel momento in cui in presenza di un movimento che possa dare delle prospettive di esito favorevole per la rimessa in pista della società, quale responsabilità ci assumiamo negando questo percorso o questa opportunità.
Perché se c’è un rischio di danno erariale in una prospettiva c’è altrettanto, non mi perito a dire più forte o meno forte, questo lo lascio all’intelligenza di ciascuno, c’è altrettanto rischio di danno erariale anche a fronte di una valutazione di non mantenimento della società, cioè di liquidazione, cioè di azione contraria alla ricapitalizzazione. Le documentazioni che abbiamo chiesto sono fortemente orientate a darci queste risposte. Come eravamo rimasti noi il 9 di ottobre?
Con una valutazione pesante, così l’abbiamo percepita e credo che con noi l’abbiano percepita molti Comuni della Provincia di Rovigo, dei Revisori dei Conti, i quali senza incertezze dichiaravano che la situazione contabile, finanziaria della società, destava, questo lo sapevamo grosse preoccupazioni e che sarebbe stata necessaria una ricapitalizzazione con importi nettamente superiori a questi previsti dalla assemblea dei soci su indicazione del CdA tra fine settembre e i primi di ottobre, quando ci diedero quelle indicazioni.
Questa era la prima considerazione importante. Considerazione che ha messo in difficoltà anche noi, ricordate benissimo quanta discussione è intervenuta in questo Consiglio per poter esprimere un primo orientamento di fattibilità da verificare poi nel corso del mese successivo che scade il 2 di dicembre, ecco perché ritengo di doverne parlare di queste cose, prima dell’1 di dicembre, quando siamo convocati per queste analisi.
Sono ovviamente ulteriori indicazioni..., è a cura anche degli uffici di farne copie per quanti sono i gruppi in modo che tutti ne possono avere, io credo che anche se vengono fatte una ventina di copie, non sbanchiamo il Comune, in modo che siano a disposizione un po’ dei Consiglieri, dopo riprendo quel documento perché ho piacere di leggerne anche una parte.
Nel mese tra il giorno in cui ci siamo riuniti in Polesine Servizi, come assemblea dei soci e oggi, diciamo, la preoccupazione fondamentale mia e della Giunta è stata quella di sollecitare la società stessa a produrre atti che potessero far meglio capire quale orientamento la società avrebbe potuto assumere. In particolare che cosa abbiamo chiesto?
Che vengano esplicitati quei passaggi che sappiamo sono intervenuti tra Presidente e Regione, tra Presidente e Istituti di Credito, tra Presidente e creditori, tra CdA e Revisori dei Conti in modo che ci fosse una dichiarazione palese delle cose fatte perché noi di fatto non ne eravamo edotti. Allora, le situazioni incominciano a essere adesso un attimo più chiare. Sono documenti che già sono stati partecipati ai Consiglieri.
La Regione per il tramite dell’Assessore Conta, assicura Polesine Servizi del versamento di 4.200.000 euro per quello che chiamiamo impropriamente il Tubo.
Poi gli istituti di credito segnalano una disponibilità alla rinegoziazione dei mutui anche all’assunzione più diretta di oneri che altri istituti di credito..., cioè che Polesine Servizi ha nei confronti di altri istituti di credito, dichiarandosi disponibili alla rinegoziazione dei mutui a medio termine e lungo termine, però quando la società stessa sia stata ricapitalizzata. C’è però questa disponibilità nei confronti di una società che si ritiene in grado di avere una prospettiva, avere un futuro.
Sulla base di che cosa anche questo è un dato importante, sul fatto che il regime di monopolio ha un fatturato tra i 32 e i 35 milioni di euro dei quali, oggi - come oggi, solo il 30 per cento è impegnato per far fronte a quei mutui che poi verrebbero rinegoziati.
Quindi c’è ancora un patrimonio libero importante, patrimonio che non tutto potrà essere impegnato nella relazione con le banche, è chiaro, nella rinegoziazione dei mutui, ma che parte servirà per la gestione dell’azienda, ma parte come, chiamiamole risorse e come garanzie, per la ricontrattazione dei nuovi rapporti con gli istituti di credito.
Così pure parte molto significativa e io direi anche di particolare rilevanza, la consapevolezza di dover dare corso a una modalità di gestione e di controllo di gestione del tutto nuova, sotto forma di metodologie aziendalistiche tali da assicurare un risultato economico certo e non a consuntivo drammaticamente aleatorio.
L’insieme di queste situazioni io desidero portarle a 55 conoscenza del Consiglio, sapendo anche, poi mi dirà il Consiglio se sono sufficienti queste comunicazioni, se si può aprire un dibattito, se il dibattito lo vogliamo limitare semplicemente al giorno 1 quando avremo in ordine del giorno questa specifica problematica.
Io dico che ritengo mio inderogabile dovere, non solo mettere a disposizione il materiale che mi perviene, oggi nell’accompagnatoria che mi è stata trasmessa, mi si dice: “Per le vostre determinazioni si trasmette copia della delibera 1360 - 1362 assunte dal CdA nella seduta di ieri 27 novembre”, quindi è materiale di ieri sera.
“A seguire nel primo pomeriggio provvederemo a inviare la nota del Collegio Sindacale cui si fa riferimento nel verbale stesso e nel contempo ulteriore documentazione attestante le iniziative intraprese sul fronte del risanamento della società”. Questo è quanto il Presidente mi ha trasmesso all’una e mezzo, anticipando che ci sarebbe stato poi questa ulteriore nota dei Revisori dei Conti. Perché dico è inderogabile dovere mio.
Perché il tipo di coinvolgimento di ciascuno di noi è estremamente importante e significativo e ribadisco questi due aspetti della medesima medaglia, sia in un caso, sia nell’altro caso, sia che si vada verso la ricapitalizzazione, sia che non si opti per la ricapitalizzazione.
Perché e non voglio addentrarmi in quelle che possono essere le conseguenze di un’azione piuttosto che di un’altra perché eventualmente quando si aprirà il dibattito, cercheremo anche di addentrarci in questo perché vorrei limitarmi con questa comunicazione a dare, in modo anche il più possibile asettico, quelli che sono gli estremi della questione che abbiamo sul tappeto.
Oggi, come oggi questo è il tipo di documentazione, fino a questa mattina la documentazione veniva ritenuta orientata a una certa linea significativa, riteneva peraltro anche dagli uffici non sufficiente a dare elementi di concretezza come chiedeva l’ingegner Favaretto. Queste ultime indicazioni di cui tra un attimo, io credo l’addetto alle fotocopie potrà distribuire un po’ di copie, in modo tale che anche da parte di ciascuno di voi, sia una lettura di quella documentazione stessa.
Documentazione che io ho, vorrei potervi, almeno nei tratti, eccoli qua, essenziali, poter anticipare. Mi date l’originale e basta. Allora mi fermo a questo punto.
Allora uno dei nodi importanti era questo. A questo punto interviene il dottor Attilio Padoan che è uno dei consulenti che è stato già nostro Revisore dei Conti, il quale informa i Consiglieri e i componenti del Collegio Sindacale che in alcuni Comuni la scelta di ricapitalizzazione, etc., etc., è messa in dubbio a causa di quanto affermato dal Collegio Sindacale, nella relazione sul bilancio. Vi ricordate quella che ci portarono il 9 di ottobre, tanto per intenderci?
Essa infatti nella sua parte finale così recita: “Il Collegio pertanto ritiene insufficiente l’intervento che gli amministratori hanno chiesto ai soci, al fine di ricapitalizzare la società. - Si parlava di 500 mila euro, a titolo di capitale sociale e 731 a titolo di riserva - e non adeguato alle necessità finanziarie dell’azienda. Si invitano pertanto i soci a ripianare le perdite esposte nella misura indicata e a ricostituire il capitale sociale e ricapitalizzare la società in misura più consistente e adeguata.
Secondo il dottor Padoan, una chiarificazione di questo concetto e una rassicurazione da parte del Collegio sulla bontà delle Linee Guida al Piano Industriale presentate dal Presidente Ferraccioli, potrebbero permettere a quei Comuni soci che ancora sono in difficoltà, di adottare la deliberazione. I Consiglieri condividono la necessità espressa dal dottor Attilio Padoan e chiedono ai componenti del Collegio di poter esprimersi in tal senso.
Per quanto riguarda la chiarificazione del concetto espresso nella relazione sopra citata, il Presidente del Collegio Sindacale ritiene - è il dottor Liviero - ritiene di poter informare i soci che l’invito a loro rivolto di ricapitalizzare la società in maniera più consistente, non riguardava la ricostituzione del capitale eroso ma una nuova dotazione che in senso più lato era intesa a superare le difficoltà che si vengono a creare da un’attuale situazione di capitale circolante netto, più volte evidenziato dalla società di revisione KPMG.
Situazione che si può superare comunque in un tempo più lungo anche con l’attuazione di un Piano Industriale che rilanci la gestione della Tesoreria aziendale e che riequilibri il debito della società, cioè grazie anche all’applicazione della nuova tariffa.
Per quanto riguarda il giudizio sulle Linee Guida al Piano Industriale, il dottor Turrini - è uno dei Revisori dei Conti - ricorda ai presenti che nella seduta del CdA del 15 novembre scorso era stata verbalizzata la condivisione delle Linee Guida al Piano Industriale da parte dei componenti del Collegio che ritengono che le attività già intraprese e i piani di azione individuali, potranno 56 consentire con una corretta attuazione operativa il raggiungimento degli obiettivi di risanamento e di riequilibrio aziendale”.
Questo era uno dei punti che mi premeva chiaramente leggere. Naturalmente altro punto e poi concludo l’intervento. Avevamo chiesto al Presidente, di esplicitare i passi che l’azienda stava compiendo, perché non potevamo noi interpretarli al buio, dovevamo sapere come l’azienda si stesse muovendo.
“Il Presidente sulla scorta dell’analisi dei documenti sopra descritti dichiara di aver intrapreso in alcune occasioni insieme a altri componenti del CdA incontri con i principali attori con cui si interfaccia la Polesine Servizi e di avere avuto i seguenti riscontri.
Gli istituti di credito, con cui la società intrattiene rapporti, hanno dichiarato la loro disponibilità a supportare la società, una volta ricapitalizzata e a sostenere un piano di consolidamento del debito procedendo con la rinegoziazione delle condizioni di contrazione del debito stesso e la trasformazione del debito da breve in medio e lungo termine.
La stessa BCC di Villadose, a fronte del rientro nel CdA di un loro rappresentante, per il quale il Presidente non ha posto alcuna obiezione, potrebbe addirittura svincolare la quota di mutuo infruttifera da loro detenuta a garanzia.
Alcuni istituti di credito nazionali, come Banca... e la BNL di Venezia, con quest’ultima già si opera, assicura il Presidente, sempre a fronte della avvenuta ricapitalizzazione e a fronte di un sostenibile Piano Industriale impostato sul controllo, sulla trasparenza, sul reporting, come già si sta attuando, hanno dichiarato disponibilità a liquidare i rapporti intrattenuti con altri istituti di credito, quindi farsi carico dei mutui che Polesine Servizi ha contratto con altre banche e a procedere con la verifica della bancabilità dell’intero piano degli investimenti inserito nel Piano d’Ambito, a condizioni senz’altro più convenienti di quelle oggi intrattenute.
La Regione Veneto presso la quale il Presidente si è recato pochissimi giorni fa, dove ha incontrato l’Assessore Conta, il quale ha dato disponibilità a approvare entro Natale 2006, una delibera di Giunta Regionale, che consentirà a Veneto Acque S.p.A. di liberare 4.200.000 euro previsti per la cessione delle condotte del Mosaf secondo la convenzione già sottoscritta.
Altro punto: i principali fornitori della società hanno dichiarato la propria disponibilità a concordare un piano di rientro programmato che nel medio termine possa permettere alla società di onorare il debito pregresso. Ciò vale in particolare per la Cles, che l’ha confermato per iscritto e per Sodea, per la quale oggi i direttori hanno stabilito un tavolo tecnico di confronto volto alla revisione della convenzione. Il resto è proprio della verbalizzazione di una riunione di CdA.
Ecco queste sono le considerazioni che mi premeva partecipare a tutto il Consiglio.
Ripeto con quale intento che quelle informazioni che loro hanno acquisito, quelle relative a questo prospetto circa il raggiungimento di una situazione economica derivata dall’aumento dei ricavi, dal contenimento dei costi, dal recupero dei crediti, dai fidi bancari, questo già loro l’hanno presente e l’hanno acquisito, quindi l’integrazione che posso dare oggi, assieme alle altre documentazioni credo possano mettere in condizioni i Consiglieri di riflettere e di maturare un proprio convincimento.
Perché io mi sono preoccupato di questo, poi mi siedo, per il semplice che arrivare al primo di dicembre, dovendo sgrezzare ulteriormente la materia in pochissime ore di seduta, mi sarebbe apparso una indelicatezza e una superficialità che assolutamente non riterrei corretto compiere nei confronti dei miei colleghi di Consiglio.