Relazione del Presidente dell’Accademia dei Concordi di Rovigo, Prof. Enrico Zerbinati - Discussione”.....................................................................................................................................................4
Presidente dell’Accademia dei Concordi di Rovigo
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Grazie, Presidente. Io devo iniziare, giustificando alcuni assenti del Consiglio di Amministrazione, l’Avvocato Trentina Noce, l’Avvocato Arzignani, il dottor Guasti e l’Avvocato Dainese. Io vorrei leggere una mia relazione.
“Illustro signor Presidente, Sindaco, membri della Giunta, Consiglieri comunali, rappresento contemporaneamente la presidenza del Consiglio di Amministrazione e la presidenza della Accademia dei Concordi, istituzione culturale, fondata nel 1580 che ha, su impulso del Governo austriaco e accedendo alle proposte del Comune, istituito la biblioteca accademico comunale nel 1839, come risulta dal frontespizio del regolamento della biblioteca e pinacoteca e dalla lettera inviata al Comune di Rovigo per chiedere la partecipazione all’inaugurazione.
In realtà il funzionamento pieno del servizio bibliotecario inizia solo nel 1840, la creazione della biblioteca trova la sua prima matrice nel cosiddetto contratto Gnocchi, stipulato nel 1836 con il quale si misero in proprietà comune, alle parti comunale e concordiana, libri, documenti e opere d’arte, appartenenti al Municipio di Rovigo e all’Accademia.
A causa del fatto che, da oltre 175 anni, l’Accademia compie anche un servizio di biblioteca, pochi conoscono bene la sua vita e il suo funzionamento complessivo ed è, pertanto, opportuno chiarire quali sono le sue attività.
Quella più connaturata alla sua natura accademica consiste nell’organizzare incontri, dibattiti, conferenze, corsi e lezioni su temi che interessano la cultura in generale, questa attività, normalmente svolta in sala Oliva, è finanziata direttamente dalla Accademia stessa, con risorse proprie, quali affitti e donazioni e con contributi per specifiche iniziative ricevute da Enti di varia natura, quali Fondazioni di origine bancaria e simili.
Inoltre, l’Accademia, per conto della Provincia di Rovigo, è referente del servizio bibliotecario provinciale, garantendo la catalogazione in SBN dei libri delle biblioteche comunali. Anche per conto della Regione del Veneto, essendo l’Accademia ente culturale ufficialmente riconosciuto svolge il compito di catalogazione e digitalizzazioni di documenti rari, antichi, autografi, nuova biblioteca manoscritta e attività di inventariazione e riordino di fondi archivistici.
Due altre attività riguardano beni in comproprietà con il Comune di Rovigo, la comunione riguarda la conservazione e la fruizione di documenti e libri, da un lato, e di opere d’arte dall’altro, tali beni, a seguito del cosiddetto contratto Gnocchi, ricordato anche nel preambolo della convenzione Zorzato - Romanato, restano per la loro destinazione culturale nei locali dell’Accademia nel nome e per l’interesse comune delle due parti. Pag.
4 di Le seconde che, per decenni, erano confinate nel Palazzo Bosi ed erano visitabili solo su prenotazione e da piccoli gruppi per ragioni legate alla portata dei pavimenti del palazzo stesso, da alcuni anni, grazie ad un accordo tra Comune di Rovigo, Accademia dei Concordi e Fondazione della Cassa di Risparmio di Padova e di Rovigo, sono ospitate al Palazzo Roverella, gestito dalla Fondazione, dalla detta fondazione, insomma, che organizza mostre con cadenza annuale o anche semestrale.
La fondazione si occupa, inoltre, di garantire la manutenzione delle opere ad essa affidate e di assicurarle, sobbarcandosi così una spesa, che altrimenti andrebbe divisa tra Accademia e Comune di Rovigo.
Quanto ai beni librari, che ammontano a circa 300.00 volumi, compresi moltissimi codici miniati, incunaboli e cinquecentine, oltre alla straordinaria Bibbia Istoriata padovana della fine del 300, ai moltissimi manoscritti, autografi, all’intera collezione de Il Corriere del Polesine e, in pratica, a gran parte della letteratura moderna e contemporanea, essi, questi beni librari, sono amministrati sia per quanto concerne la loro conservazione sia per quanto riguarda la loro consultazione dalla Accademia anche per conto del Comune di Rovigo, con conseguente ripartizione delle spese in parti uguali, come risulta dalla convenzione del 1968, Zorzato - Romanato, il primo Sindaco del Comune di Rovigo, il secondo, Presidente della Accademia.
Si deve ricordare che la biblioteca accademico comunale svolge sia la funzione di prestare gratuitamente libri ai cittadini adulti nella sede centrale e ai più giovani nella sede di Piazza Garibaldi in un luogo chiamato multi spazio ragazzi, sia di conservare e valorizzare, anche attraverso catalogazione, digitalizzazione, eccetera, un grande patrimonio librario e di carteggi, con sostegni esterni per esempio si sta ora catalogando il patrimonio librario, donato dallo scrittore rodigino Gianantonio Cibotto, che ammonta a circa 60.000 volumi, per ora, soltanto per ora esclusi dal computo totale dei volumi in possesso.
Attività di promozione alla lettura, progetti di didattica diretti alle scuole, presenza di circa quattromila ragazzi e iniziative di valorizzazione dei tanti documenti storici presenti in archivio. Si tenga presente che nel 2016 gli utenti, che hanno usufruito dei servizi della biblioteca, sono oltre 50.000.
Per poter esercitare qualche confronto si verificano i costi di biblioteche pubbliche e di alcune cittadine di dimensioni confrontabili con quelle della città di Rovigo, si vede il sito della Regione del Veneto e si potrà che i Comuni corrispondenti, per esempio Chioggia, 49.706 abitanti e 485.000 euro, Bassano del Grappa 43.372 abitanti e 357.714 euro, Spinea neanche 30.000 abitanti e 370.000 circa euro di spesa, spendono per la loro biblioteca molto di più di quanto faccia il Comune di Rovigo per la comproprietà accademico comunale, per la biblioteca comunale di Adria, che fa circa 20.000 abitanti, patrimonio di circa 35.000 volumi, il Comune spende all’incirca 200.000 euro, me l’ha confermato il professor Livio Crepaldi che, per tanti anni, ha svolto le funzioni di responsabile della biblioteca adriese.
Il patrimonio di queste biblioteche è decisamente inferiore per qualità e quantità rispetto a quello accademico comunale, si aggiunga poi che la biblioteca accademico comunale, a differenza di quelle i cui costi di gestione sono stati qui paragonati, è anche biblioteca di conversazione il che comporta la necessità di operare ben oltre quanto occorra normalmente per mettere opere di stampa recente a disposizione dei cittadini, le opere conservate, libri e documenti, oltre che giornali, tutti quanti antichi, richiedono una cura particolare, una costante manutenzione e, quando se ne chiede la consultazione, l’assistenza da parte di un incaricato, data l’elevata mole della documentazione esistente, sarebbero indispensabili almeno due incaricati.
Tale consultazione può avvenire soltanto nell’apposito locale, messo a disposizione dell’Accademia. Non si può omettere di ricordare che il patrimonio documentale in conservazione ha un grandissimo valore storico, ma anche un altrettanto importante valore economico, se solo si ponga mente al prezzo di mercato degli incunaboli, delle cinquecentine, della Bibbia Istoriata padovana, eccetera.
Le attuali condizioni della biblioteca accademico comunale sono critiche, poiché il Comune di Rovigo non ha provveduto ad erogare la sua quota parte di spese da sostenere nel 2017, l’assessore Donzelli, accompagnando i nuovi membri del Consiglio di Amministrazione, di nomina comunale, Pag.
5 di l’organo deve verificare i conti attinenti le spese per la biblioteca e quelle per la pinacoteca, al Consiglio della fine dello scorso anno, accompagnando questi nuovi membri a questo Consiglio, il Consiglio la cui convocazione era stata ritardata su espressa richiesta dello stesso Assessore, nel quale Consiglio si doveva esaminare il bilancio preventivo 2017, ha suggerito energicamente a loro di non passare neppure all’esame del bilancio stesso che a tutt’oggi, malgrado ciò che prevede la convenzione Zorzato - Romanato, non è stato neppure esaminato per volontà e scelta dei membri di nomina comunale, mentre è stato approvato dalla assemblea dei soci dell’Accademia.
La convenzione Zorzato - Romanato, dopo avere richiamato il contratto Gnocchi, articolo 2, stabilisce: “Gli oneri derivanti dalla comunione e dal contratto Gnocchi e successive modificazioni, come nelle premesse è specificato, vengono assunti per ciò che riguarda lo stipendio del direttore ad intero ed esclusivo carico del Comune e di rimanente secondo il bilancio che verrà predisposto dal Consiglio di Amministrazione e debitamente approvato dal Comune di Rovigo e dall’Accademia in parti uguali”, è una citazione della convenzione Zorzato - Romanato.
La suddetta convenzione più avanti precisa che, cito, il bilancio dovrà essere approvato dall’Amministrazione comunale nei modi di legge e la spesa relativa sarà considerata obbligatoria ai sensi dell’articolo 91, lettera a), numero 2, del Testo Unico 3334 numero 383 e dalla assemblea dei soci accademici e che i bilanci da approvare da parte del Consiglio di Amministrazione sono anche quelli preventivi.
Malgrado interpretazioni, anche di difficile comprensione, avanzate dal Comune di Rovigo, appare chiaro come da parere del professor Aldo Cecchini, ordinario di diritto civile nell’università di Padova che, cito, il vero oggetto della convenzione Zorzato - Romanato si manifesta propriamente nella ripartizione degli oneri di spesa derivanti dalla comunione già esistente e dal contratto Gnocchi, sicché ad essa deve corrispondere una erogazione proporzionata alla partecipazione e alla comproprietà.
Il già Presidente della Sezione Lavoro della Corte Suprema di Cassazione, dottor Romano Panzarani, in un parere del 25 aprile 201, afferma tra l’altro, a proposito della convenzione Zorzato - Romanato: le obbligazioni così conformate a carico del Comune di Rovigo, stanti per l’appunto la fonte contrattuale e l’univoca lettura sono pertanto cogenti sia per l’an debeatur e per il quantum debeatur.
Il richiamo al Testo Unico del 1934, poi modificato, non incide sulla validità del contratto dato che in ogni caso però la conferma scelta dello strumento civilistico aveva del tutto superato qualsiasi forma di discrezionalità amministrativa che potesse unilateralmente incidere sull’an e sul quantum dovuto oppure sulle scadenze degli adempimenti facenti carico alle due parti, per il che, come termine di riferimento, precetto negoziale, rimaneva prevalentemente il contratto, le clausole del quale venivano univocamente a sancire, confronta articolo 1362 Codice Civile, la portata delle rispettive obbligazioni i cui contenuti e i cui effetti, compresi quelli risarcitori in caso di mora solvendi, dovevano e debbono tuttora essere valutati e attuati alla stregua delle regole proprie del diritto civile e, se debitore è un ente pubblico, i relativi uffici sono venuti ad avviare tempestivamente il procedimento per la liquidazione della spesa, articolo 182 e seguenti del già richiamato, l’aveva richiamato in un altro punto, io ho citato solo un aspetto, del già richiamato Decreto Legislativo numero 267 del 2000.
Il parere del 6 ottobre 2014 dal professor Francesco Volpe, ordinario di diritto amministrativo dell’Università di Padova, conferma gli orientamenti già evidenziati nel parere Panzarani, inoltre, il professor Volpe afferma: “Le somme richieste dall’Accademia al Comune non vanno affatto ad integrare le casse di una istituzione terza rispetto al Comune, ma vanno piuttosto a rifondere la medesima Accademia delle spese sostenute e anticipate nella gestione di un bene che, per il fatto della partecipazione, appartiene al Comune stesso e rispetto al quale il medesimo Comune non può qualificarsi come terzo”.
Si aggiunga ciò che afferma l’Avvocato Gianluigi Cerutti: “Da parte dell’Amministrazione comunale si perpetua l’equivoco di ritenere che la corresponsione del dovuto - sto citando - da parte del Comune sia un contributo facoltativo e straordinario, mentre si tratta di un obbligo che discende da contratto. L’Amministrazione comunale deve considerare la spesa obbligatoria, approvarla e iscriverla a Pag.
6 di bilancio ogni anno”, è lo stesso articolo che ha citato prima il dottor Panzarani, l’articolo 183, secondo comma, lettera c) del Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267.
Il parere del Segretario Comunale del 20 giugno 2016 afferma, per parte sua, non tenendo in nessun conto il Decreto Legislativo numero 267 del 2000, che “la biblioteca della Accademia non coincide con la biblioteca comunale in senso proprio anche perché l’affidamento di servizi a terzi è regolata da specifiche disposizioni normative che ne vincolano rigidamente le procedure e le modalità di affidamento, pertanto l’erogazione comunale”, a parere del Segretario, non ricordo più chi fosse, sarebbe assimilabile a un contributo.
Diciamo noi, per il vero non si tratta di biblioteca comunale ma di gestione di un bene in comproprietà tra Accademia e Comune, regolato da una convenzione di diritto privato. In ogni caso, però, non si può non prendere le mosse dal fatto che si tratta di gestione di un insieme di beni messi in comunione che, per forza di cose, non può che essere a carico dei comproprietari pro quota.
Orbene, poiché il Comune di Rovigo non ha deciso per il 2017 di provvedere ad erogare la sua parte di fondi destinata alla biblioteca e poiché l’Accademia non ha le possibilità economiche di mantenere in funzione il servizio della biblioteca stessa, è inevitabile che, esaurite le possibilità di spesa, anche indebitandosi, non ci fanno più mutui, questo lo preciso, è inevitabile che, esaurite le possibilità di spesa, anche indebitandosi, tale servizio venga sospeso.
Si tratta di una misura dolorosissima perché così si priva la città di un’attività e di una prestazione molto apprezzate.
Ciò fatto, l’Accademia sarà costretta a pretendere quanto dovutole sulla base degli impegni contrattuali e del diritto di ogni comproprietario che sostenga spese per i beni in comune di ottenere la partecipazione alle stesse da parte degli altri comproprietari, specie nel caso in cui i beni sono contrattualmente affidati alla custodia di un comproprietario, come ben evidenziato dai pareri del professor Cecchini, del dottor Panzarani, del professor Volpe e dell’Avvocato Cerutti.
E potrà farlo perché si rimetterà a svolgere le sue funzioni storiche, rinunciando alla gestione operativa della biblioteca e della pinacoteca, puntando solo alla conservazione, per quanto possibile, dei beni che ne fanno parte. Vorrei però aggiungere, se è possibile, e credo sia possibile, un atto, che abbiamo fatto un comunicato stampa, importante, secondo me, che noi abbiamo fatto insieme, l’ho firmato io, sia il Sindaco Bergamin.
L’abbiamo fatto davanti ai Sindacati, ieri 21 giugno il Sindaco Massimo Bergamin, su richiesta dei sindacati, ha convocato un incontro che ha visto la partecipazione, oltre che del Sindaco stesso, degli assessori Andrea Donzelli, Susanna Garbo e Antonio Saccardin e dal Presidente della Accademia dei Concordi, il sottoscritto, insieme al Segretario Accademico, Natalia Periotto Gennari, che si scusa perché è in ferie.
Nel corso della riunione, le organizzazioni sindacali hanno rappresentato le preoccupazioni dei dipendenti della Accademia dei Concordi che, leggendo i vari articoli sulla stampa locale, avevano percepito la possibilità di essere licenziati dal primo luglio 2017, tutte le parti si sono profuse in un dialogo aperto e conciliante, analizzando le rispettive problematiche e studiando ogni soluzione possibile, il Presidente Zerbinatti ha illustrato le ultime analisi contabili della Accademia, realizzate dai propri consulenti con estrema attenzione, dal quadro è emerso che la difficoltà di Cassa permetterà di sostenere i costi degli stipendi solo per due mesi, giugno e luglio, ma non oltre.
Il Sindaco Bergamin ha rassicurato sulla volontà politica del Comune di Rovigo di confermare il contributo di euro 200.000 per il 2017, a garanzia della grande considerazione che l’Amministrazione nutre nei confronti della Accademia dei Concordi e nel suo ruolo nel territorio e a tutela e sostegno dei lavoratori impiegati dalla Accademia dei Concordi nella attuazione del servizio bibliotecario.
Proseguendo il Sindaco Bergamin ha delineato le gravi incombenze cui il Comune è chiamato a rispondere, peraltro ben note alla cittadinanza e che hanno congelato ogni risorsa economica in vari e importanti settori, dal sociale alla cultura, passando per l’istruzione universitaria.
Sono stati anche illustrati tutti gli iter obbligati, che la Pubblica Amministrazione dovrà rispettare nel momento in cui le risorse economiche saranno messe a disposizione del Comune, il Presidente Zerbinatti e il Sindaco Bergamin hanno condiviso l’importanza, in questo momento di estrema difficoltà, di Pag. 7 di potenziare ogni forma di dialogo costruttivo, che possa individuare preventivamente gli eventuali ostacoli, per poter insieme studiare ogni soluzione possibile.
Entrambi i rappresentanti hanno poi rimarcato l’importanza di adeguare le convenzioni in essere alla normativa vigente a garanzia di una maggiore sostenibilità dell’Accademia dei Concordi per evitare che nel prossimo futuro si possano ripetere problematiche di natura contabile che vadano ad intaccare la serenità dei lavoratori.
In tal senso i lavori avviati dal Consiglio di Amministrazione con i reciproci rappresentanti sono volti al raggiungimento di un’intesa nel più breve tempo possibile, l’abbiamo firmato tutti e due, questo comunicato stampa, diciamo così l’ho messo nel bollettino Concordi che uscirà tra poco come il documento che di solito è riservato al Presidente della Accademia, io l’ho messo tale e quale nel prossimo bollettino che uscirà.
Io non avrei altro da aggiungere, se non fosse di chiedere a tutti voi, se in qualche modo riusciate a sovvenire l’Accademia in queste gravi difficoltà, se questi iter o, tra virgolette, itinera, bisognerebbe dire per il latino, questi itinera sono arrivati ad una qualche conclusione, almeno, non so, non dico... qui si parla di 200.000, ma spezzettarli in una maniera congrua insomma, non c’è bisogno... non so, se qualcun altro vorrà dire la sua. Pag. 8 di