E io le chiedo di… come dire? Insomma, ho detto di sì prima. Va bene.
Prego Assessore Milan. MILAN ANGELO: Possiamo iniziare? Allora, ecco, se… possiamo iniziare.
Prima di procedere all'illustrazione del Bilancio, abbiamo ritenuto opportuno fare alcune premesse. Prima di passare, dicevo, all'illustrazione dei contenuti del Bilancio di Previsione 2010, gradirei richiamare l'attenzione dei Consiglieri Comunali sul valore di questo importante momento democratico. L'approvazione del Bilancio di Previsione rappresenta un momento delicato ed importante nella vita amministrativa dell'Ente locale, non solo sotto l'aspetto politico, ma anche sotto i profili tecnici e contabili.
Infatti, bisogna programmare con cura le attività e i servizi che si intendono dare ai cittadini, in un contesto generale di scarsità di risorse e dei mezzi a disposizione. Nella predisposizione del documento finanziario sono state in primo luogo prese in considerazione tutte le disposizioni derivanti sia dalla finanziaria 2010 statale che l'ultimo Bilancio Regione Veneto. E, come vedremo, i limiti e i vincoli, che ne conseguono, non sono pochi.
In questi giorni, prima in Giunta e poi in Commissione, oggi in Consiglio, abbiamo avuto modo di conoscere tutti i documenti contabili che concorrono alla formazione del Bilancio previsionale, i trasferimenti, le entrate proprie, le spese consolidate, le capacità di manovra, le possibilità di investimento, gli oneri e le responsabilità contrattuali, i riflessi sul Bilancio, derivante dalle società partecipate, e tanti altri aspetti che avremo modo di affrontare nel dibattito di oggi.
Il contesto in cui ci troviamo non è certo dei più facili. Vorrei, in proposito, citare alcuni dati: l’Anci Nazionale ha recentemente denunciato che dal 2004 sui Comuni si sono scaricati gli oneri per la tenuta della finanza pubblica. Nei prossimi tre anni taglieranno altri € 5 miliardi.
Le associazioni varie chiedono ai Comuni di non aumentare le tasse e le tariffe, chiedono il rilancio dell'economia, chiedono il sostegno alle famiglie, chiedono investimenti pubblici, eccetera. Con quali risorse? Date le difficoltà derivanti dai minori gettiti e dai vincoli del Patto di Stabilità, imposti dalla Finanza pubblica, i Comuni dovranno definire delle priorità.
In questo quadro vanno coinvolte anche le società erogatrici dei servizi pubblici, molto possono fare, sia in termini di tariffe che nella messa a disposizione dei loro utili. Per rendere ancora più esplicita la situazione attuale, vale la pena di citare due episodi. Uno: un Comune del Veneto, nella provincia di Verona, governato tra l'altro dalla Lega, il Sindaco fuori dal suo ufficio ha appeso un cartello con su scritto: “Curatore fallimentare”.
Un Comune del veronese! Un altro Comune, e questo si legge nel sito ufficiale della Padania, con una mozione consiliare ha denunciato lo Stato per usura. Questo è il rapporto fra i Comuni e chi li sta governando a livello centrale.
37 Quello delle 2010 sarà l'ultimo vero Bilancio che questa Amministrazione sarà in grado di gestire. La congiuntura internazionale che stiamo attraversando è stata da tutti definita la più dura dopo la crisi del ‘29. È comunque vero che gli effetti della crisi economica per gli Enti locali, agli effetti, per gli Enti locali si aggiungono anche le difficoltà finanziarie dovute in larga misura anche da scelte fatte dall'attuale Governo nazionale.
Ci si riferisce in particolare alla vicenda del mancato completo rimborso del gettito Ici prima casa, agli obiettivi imposti agli Enti locali per il rispetto del Patto di Stabilità, alla precarietà di alcune entrate, all'incertezza sulla destinazione, per esempio delle sanzioni stradali. A livello nazionale mancano nel fondo compensativo Ici € 1,3 miliardi. Sono soldi che non sono stati dati agli Enti locali, ma sono stati trattenuti.
Sappiamo inoltre che il Patto di Stabilità grava sui Comuni oltre cinque volte rispetto a quello che sarebbe il loro reale peso, come rapporto nel debito della finanza pubblica. Se a tutto ciò aggiungiamo poi che anche i tagli effettuati dalla Regione Veneto ultimamente, soprattutto in materia di servizi sociali, oltre che gli enormi ritardi della stessa Regione nel trasferire le risorse economiche, il Comune di Rovigo oggi vanta crediti nei confronti della Regione per quasi € 3 milioni.
E questo incide fortemente nella capacità di spesa del Comune. Dicevo, ma anche nel semplice rimborso delle somme anticipate per l'esecuzione di opere pubbliche si è arrivati ad una situazione a dir poco insostenibile, oltreché precaria.
In riferimento al Patto di Stabilità i limiti imposti al Comune di Rovigo consentono per il 2010 la possibilità di contrarre mutui solo per € 1.550.000 -poi vedremo più avanti quale è stata la capacità di investimento di qualche anno fa- in riferimento alla compatibilità finanziaria dei pagamenti che si possono fare in conto capitale.
Un dato questo assolutamente incompatibile con le esigenze di investimento, come pure rispetto alle capacità di spesa che un Comune virtuoso, come è stato e come lo è oggi il Comune di Rovigo, che potrebbe investire decisamente di più se non ci fossero questi limiti. È assai probabile che circa il 50% dei Comuni italiani -questa è una previsione dell’Anci- 50% dei Comuni italiani nel 2010 non rispetti il Patto di Stabilità.
Mi risulta che a livello di Governo, almeno questo a parole del Ministro Calderoli, quando è avvenuto qualche giorno fa, abbia promesso che interverrà. Attendiamo modifiche. E’ assai probabile, dicevo, che per i Comuni ci sia questo problema.
Ovviamente tutto questo alla faccia del Federalismo! La scelta verrà fatta da questo Governo… La scelta fatta da questo Governo è palesemente quella di scaricare sui Comuni i costi della crisi, sia quella economica che quella finanziaria, come pure il risanamento del debito pubblico. Situazione economica: allora, ritenendo opportuno richiamare alcuni dati economici recentemente diffusi dai mezzi di comunicazione, ne ricaviamo previsioni economiche e sociali per il 2010 altrettanto preoccupanti.
La congiuntura per il 2010: i dati previsti per l'anno 2010 risentono ancora della crisi del 2009, iniziata nel 2008, ed accentuata soprattutto a fine anno. Rimane la crisi soprattutto per la piccola e media impresa che avrà riflessi negativi, per quanto riguarda l'occupazione si prevede soprattutto per i primi sei mesi del 2010. L’andamento negativo sui settori produttivi viene evidenziato dal fatturato, che nel 2009 è calato di circa il 15% rispetto al 2008.
In termini congiunturali l'ultimo trimestre ha fatto registrare un leggero incremento: più 5%, che fa ben sperare soprattutto per la seconda parte del 2010, come molti economisti suggeriscono. Il dato peggiore risulta, comunque, quello legato al mondo delle costruzioni, oltre che quello immobiliare, da cui è partita la crisi.
Previsioni per il 2010: come sopra anticipato, gli ultimi incrementi della produzione industriale e la ripresa delle esportazioni sembrano prevedere una lenta ripresa, il PIL è tornato a crescere sia negli Stati Uniti che nella zona euro, pur rimanendo molto al di sotto dei livelli precedenti alla crisi. 38 Gli analisti stimano tale incremento nella misura dello 0,7% per il 2010 e dell'1-2% per il 2011. Molto modesto, rispetto ai periodi antirecessione, ma comunque non si parla più di recessione.
I mercati attendono però che le banche centrali mantengano i tassi ufficiali a livelli bassi. Ordinativi e consumi: il basso utilizzo della capacità produttiva, la scarsa disponibilità finanziaria delle imprese, la resistenza degli istituti di credito nell'erogare fondi, la tendenza delle famiglie a risparmiare e l'eccesso di offerta immobiliare, induce a previsioni non positive. Al miglioramento del clima, non è ancora seguito un altrettanto irrobustimento delle dinamiche della domanda e quindi degli ordinativi.
L'effetto negativo della pressione fiscale, e sono dati recenti dell'Istat, che hanno pubblicato, che c'è stato un incremento della pressione fiscale nell'ultimo periodo. D'altra parte, se le Amministrazioni locali ricevono minori capacità finanziarie, minori trasferimenti, da qualche altra parte devono recuperare le risorse. Ecco, da cui la risposta del perché le tasse sono aumentate nell'ultimo periodo e non certo diminuite, come anche il Presidente del Consiglio aveva promesso.
Occupazione: è questo indubbiamente uno dei fattori più preoccupanti della crisi che sta attraversando il nostro sistema economico. Finita la cassa integrazione, i guadagni per molti lavoratori si prospetta la perdita del posto di lavoro, salvo interventi di natura legislativa annunciati.
L'incremento dei fallimenti, la chiusura di molte aziende, l'aumento dei lavoratori precari con partita IVA -spesso si licenzia per poi assumerli con la partita IVA- alto si prevede rimanga anche il tasso di disoccupazione per tutto il 2010. Nel novembre il tasso di disoccupazione era salito al 9%, nel 2007 era il 5%, quindi è quasi raddoppiato. Questa ampia fascia di lavoratori inutilizzati, di capacità produttive inespresse, non contribuiscono quindi al miglioramento dell'economia.
Il calo degli occupati si traduce inevitabilmente nella caduta del reddito disponibile delle famiglie e quindi nella loro propensione alla spesa. Gli analisti prevedono, dicono che le previsioni di spesa per le imprese e le famiglie rimarranno caute per tutto il 2010 e quindi la ripresa -almeno intesa in termini di consumo- viene slittata al 2011, con incrementi leggeri: 1%.
Inflazione: la stima dell'inflazione al consumo, che si era praticamente azzerata l'estate scorsa, sta riprendendo, gli ultimi mesi danno una stima intorno all'1,5%. Le previsioni per il 2011 sono del 2- 3%. Molto dipende comunque dall'andamento dei prezzi dell'energia, soprattutto per il fatto che il nostro paese è certamente deficitario.
Il contesto della finanza pubblica nazionale: la situazione dei conti pubblici è peggiorata, l'indebitamento netto delle pubbliche… delle Amministrazioni pubbliche, dovrebbe aver superato il 5% a fine anno, nel 2007 era il 2,7%. L'aumento del disavanzo è significativo, e si prevede necessariamente che le banche centrali prevedano un rientro.
I recenti avvenimenti della Grecia, ma anche dell'Irlanda, non fanno ben pensare, interventi volti a ridurre l'indebitamento pubblico, possono acquisire la crisi sociale, anziché migliorare la situazione sociale/economica del paese. La Finanziaria del 2010 prevede la proroga di alcuni interventi, e va bene! Ma ciò avviene a scapito delle finanze degli Enti locali, dato che su questi vengono spostati in larga misura gli effetti del disavanzo.
Da rapporto della Banca d'Italia, emanato il 12 febbraio 2010, possiamo ricavare le seguenti informazioni: al 31 dicembre del 2009 il debito pubblico è cresciuto sino a € 1.761.191 milioni, a fine 2008 era € 1.663.353, quindi quasi 100.000.000 di incremento in un anno, 100.000 milioni. Il fabbisogno delle Amministrazioni Pubbliche è passato da 50 miliardi a 90 miliardi, è quasi raddoppiato. Il debito delle Amministrazioni Pubbliche è risultato pari a circa 109% del prodotto interno lordo.
Legge finanziaria dello Stato: un quadro sintetico dei principali contenuti della legge finanziaria, approvata dal Parlamento il 23 dicembre del 2009, lo si ottiene leggendo i commi 23, 184 e 187.
Anche questo l'ho ricavato da una pubblicazione dell’Anci, dove si lamenta il fatto che agli Enti locali spettano i seguenti compiti: prevedere una riduzione del contributo ordinario; stabilire la 39 riduzione del numero degli amministratori pubblici, originariamente pensata nel 20%; sopprimere la figura del Difensore Civico, del Direttore Generale, senza peraltro dare ai Sindaci eletti di scegliere le figure di loro fiducia, anche per quanto concerne la Segreteria Generale.
Elimina i Consorzi di funzioni tra Enti, che a suo tempo invece erano visti come un primo passo verso l'unione, o quanto meno verso una concentrazione di risorse disponibili. Dispone la cessazione al finanziamento delle comunità montane. Quindi, tutta una serie di tagli tutti rivolti agli Enti locali.
Era stata annunciata, dicevo, la riduzione della pressione fiscale, ma invece i dati Istat ultimi recenti dimostrano il contrario. Attuazione del Federalismo fiscale: è previsto dall'art. 119 della Costituzione, che ne contiene i principi.
Risulta di fatto avviato con la legge 42 del 2009, quindi recente. Da più parti viene pensato come soluzione di tutti i mali del sistema Italia. Lasciando da parte le promesse di questo o di quel Partito, non possiamo però dimenticare che in ambito nazionale il Federalismo fiscale già da tempo risulta applicato in alcune regioni.
Già oggi l'Alto Adige e la Sicilia beneficiano, e a tutti appaiono grandi le differenze esistenti, soprattutto fra queste due regioni, per non citarne altre. La sola proporzionalità fra le imposte riscosse in una determinata area territoriale del Paese, che siano Comuni, Province o Regioni, non è questo il problema, quindi la proporzionalità fra le imposte e il territorio non è un elemento sufficiente, servono sicuramente Amministrazioni maggiormente responsabili.
I dati di Palermo, oppure di Catania, oppure di Roma, lo stanno a dimostrare. Le ultime decisioni parlamentari costituiscono un indubbio passo in avanti verso il Federalismo Fiscale. Non se ne conoscono però bene né i benefici e né i costi.
Si può senza dubbio, di smentita, affermare che i primi passi del Governo vanno però in direzione opposta. Citavo prima gli ultimi contenuti della Legge finanziaria. Vanno, inoltre, ricordate le funzioni speciali previste dal 119 della Costituzione, che andavano finanziate con fondi speciali, o europei o statali o regionali, non certo con fondi propri delle Amministrazioni locali.
Ogni tanto ritorna in mente la questione del riordino delle competenze.
Spesso si parla dell'eliminazione delle Province, a parte che recentemente mi pare di aver capito che la Lega è contraria, ma allora va comunque fatta una considerazione su tutte le funzioni presenti nel territorio, in particolare mi riferisco alle questioni legate… Noi, come territorio, abbiamo la Provincia, abbiamo l’ATO Rifiuti, abbiamo l’ATO Acqua, avremo l'ATO Gas, perché tutta questa serie di strutture, quando potrebbe esserci un unico soggetto?
Ma anche gli stessi Consorzi di Bonifica, perché mantenere funzioni separate? Notevoli sono le critiche già mosse da tutti i fronti politici su questa questione, soprattutto in merito al trasferimento delle funzioni, al trasferimento delle risorse, alla necessaria autonomia e alle funzioni speciali che spesso vengono trasferite ma non finanziate. Tutti gli allegati al Bilancio di Previsione li abbiamo visti nelle delibere precedenti; passerei, quindi, ad entrare nel merito delle previsioni di Bilancio.
I limiti alla nostra finanza locale del Comune di Rovigo. Dopo aver richiamato -dicevo- le previsioni del Federalismo “poco fiscale”, così come definito recentemente anche sulla stampa nazionale, fortemente contestato anche da parte di alcuni componenti del Governo, vediamo ora nel dettaglio quale può essere il quadro delle risorse disponibili per il Bilancio 2010.
Allora, i minori trasferimenti rispetto al 2009 sono: € 920.000 in meno rispetto al contributo statale ordinario, e - € 202.000 contributi regionali, per un totale -quindi di minori trasferimenti- pari ad € 1.122.000. A questi dobbiamo aggiungere poi minori entrate, legate alle capacità dell'Ente, pari a € 109.744. Il totale, quindi, delle minori disponibilità finanziarie è 1.231.744.
Vedremo poi nel dettaglio i vari Capitoli. Il Titolo I ha meno - € 420.000, il Titolo II ha - € 1.070.000, per fortuna il titolo III ha più € 250.000. Questi sono utili delle nostre aziende, società partecipate.
E poi abbiamo minori oneri per -400.000. 40 Quindi sul Bilancio le spese correnti hanno un meno € 1.640.000. A tutto questo, dicevo prima, si somma poi l'incertezza sulla titolarità degli introiti delle sanzioni trattali, stante la proposta di modifica del Codice della Strada che vedrebbe una quota delle stesse, non definita, non sappiamo ancora se sarà il 10, il 20, il 50, o cosa sia, agli Enti proprietari della strada.
A tal proposito, comunque, il Comune di Rovigo non è impreparato. Ci siamo già attivati sia nei confronti di Veneto Strade, che nei confronti dell'Anas per trovare, speriamo, delle soluzioni che vadano ad ammortizzare l'impatto derivante da una decisione centrale, in tal senso.
Manovra finanziaria programmata: allora stante -dicevo prima- le incertezze sulla questione delle sanzioni stradali, per quanto concerne -dicevo- questo tema, si è ritenuto di inserire comunque in Bilancio la previsione di entrate da sanzioni pari a € 7.200.000, come per il 2009, però di vincolare € 1.110.000 sulla parte delle spese correnti e di vincolare o congelare -perché il termine che abbiamo utilizzato noi è quello di congelare- 1.300.000 sulla parte degli investimenti.
Tutto, comunque, nel rispetto del 50% che andrebbe investito nella sicurezza stradale. Ecco, relativamente a queste sanzioni, dicevo, c'è allegato al Bilancio l'elenco delle sanzioni che… o, meglio, delle voci che verrebbero vincolate.
Sono € 50.000 vincolati nella posizione risultato dirigenti, € 175.000 sul salario accessorio, € 100.000 sul piano occupazionale, € 25.000 materiali di consumo, € 50.000 contributo Università, € 30.000 personale straordinario, € 10.000 sempre oneri personale straordinario, € 100.000 sull’Accademia Concordi, € 10.000 Sindacato Beata Vergine, € 250.000 sull'illuminazione pubblica, € 250.000 sulla gestione calore, € 20.000 sulla manutenzione porfidi, € 500.000 sulla manutenzione marciapiedi capoluogo e frazioni, € 300.000 sulla manutenzione strade centro e frazioni, € 200.000 sulla manutenzione della segnaletica stradale, € 100.000 nuovi impianti semaforici, sicurezza stradale, € 180.000 sulla riqualificazione viabilità ciclopedonale.
Per un totale di € 2.400.000. Se adesso andiamo ad osservare l'andamento delle entrate, possiamo di seguito riportare questi dati: allora, entrate tributarie € 15.267.000, incidono il 33%; entrate da trasferimenti, quelli dello Stato e Regione, € 15.888.000 34%, ed entrate extra tributarie € 15.575.000, 33%. Da questo dato -dopo lo vedremo meglio nei grafici più avanti- si vede che sostanzialmente queste tre entrate sono quasi di pari entità.
Cosa ben diversa succedeva negli anni passati. Andiamo avanti. Adesso ho chiesto che siano fatti questi diagrammi.
Questo primo diagramma dà l'esempio di come si sono ridotte le entrate del Titolo I, e quindi le entrate tributarie, cioè dalle tasse, dalle imposte. Si è passati dai € 22.230.000 del 2004 ai € 15.267.000 previsti nel 2010. Quindi sicuramente un decremento.
Per quanto riguarda il Titolo II, e dicevo, il Titolo II sono i trasferimenti, si è passati da € 8.144.000 del 2004 a € 8.581.000 del 2006 ai € 17.000.000, il picco massimo, nel 2008, € 17.705.000. Poi c'è stato il taglio dell’Ici, e lì si comprende chiaramente cosa ha comportato il taglio dell’Ici. Dai € 17.705.000 si è passati ai previsti attuali € 15.880.000.
Andiamo avanti. Titolo III sono, invece, le capacità finanziarie dirette, quindi somme derivanti o dalle tariffe dei servizi, o dagli utili delle società, o comunque da altre entrate proprie del Comune, si è passati dai 2.400.000 del… scusate € 9.050.000 del 2004 ai previsti € 15.575.000 del 2010. Adesso facciamo anche il totale, andiamo avanti.
Ecco, il totale delle entrate. Questo è il totale delle entrate, sommando il titolo I, il Titolo II e il titolo III, si è passati dai € 39.000.000 del 2004, ai € 43.000.000 del 2005, ai € 43.000.000 del 2006, € 42.000.000 del 2007, € 47.000.000 del 2008, € 47.000.000 del 2009, € 46.723.000. Dai € 39.000.000 del 2004 al 2010 sono € 7.000.000 circa in più.
Ecco, nessuno dice che sono aumentati, però vedremo dopo. Vedremo dopo. Andiamo avanti.
Allora. L'indice dell'autonomia finanziaria. Questo dimostra quant’è l'autonomia che viene lasciata agli Enti locali; si è ridotta dal 79 del 2004 al 66 del 2006, dal… probabilmente c'è un errore sul grafico, perché il 66 è più in alto, diciamo che comunque nell'ultimo periodo, dal 2008 al 2010, l’Ente locale ha dovuto far fronte con mezzi propri per recuperare quella che era l'autonomia originaria.
41 Indice della pressione finanziaria. La pressione finanziaria, quindi vuol dire la capacità di spesa pro capite per cittadino, passata dai 455 del 2004 ai 544 del 2006, ai 574 del 2010. Andiamo avanti.
Allora, indice della pressione tributaria: questa è la pressione delle tasse che almeno il Comune impone ai cittadini cosiddetti o, meglio, le tasse cosiddette, imposte ai cittadini. Si è passati dai 433 del 2004 ai 340 del 2006, lì forse c'è un errore, sono stati avvertiti sì. Il 2008 è sceso a 318, 300 nel 2009 e 292 nel 2010.
La pressione tributaria è il rapporto fra -adesso vi dico esattamente- il rapporto fra il Titolo I… Ecco qua, il rapporto fra il Tiolo I, che sono i tributi, le tasse e la popolazione. Tasse diviso popolazione 292. Allora, diciamo che… questo è l'indice dell'intervento erariale che sta a significare il rapporto fra il Titolo II, il Titolo II sono i trasferimenti e la popolazione, è passato da 84 a 218.
Passiamo all'indice dell'intervento regionale: allora, questo è il rapporto fra gli abitanti e i contributi della Regione. Diciamo che c'è stato un picco nel 2008 di € 93 per abitante, agli attuali € 74 per abitante. Negli ultimi due anni si è ridotto.
Questo è l'indebitamento pro capite, vale a dire il debito, o meglio mutui che ha l'Amministrazione Comunale, diviso per il numero di abitanti. Sicuramente, vista la cura dimagrante -dopo la vedremo meglio nell'illustrazione del Patto di Stabilità- la cura dimagrante imposta agli Enti locali comporta sicuramente un minor reddito pro capite dei cittadini, derivanti dalle spese dell'Ente locale.
Questo però non si rispecchia con l'incremento del debito pubblico dello Stato, che dagli ultimi dati mi risulta sia pari circa a € 130.000 per abitante. Andiamo avanti. La spesa pro capite: questa è il rapporto fra la spesa complessiva dell'Ente e il numero dei cittadini.
Si prevede una forte riduzione 2009-2010, stante le minori capacità finanziarie rispetto al 2009. Andiamo avanti. Il rapporto di copertura delle spese correnti con il trasferimento dello Stato.
Si è partiti da un rapporto di 30,79 nel 2004, via, via, è andato riducendosi, quindi questo sta a significare che le spese fatte hanno una minore partecipazione dei trasferimenti statali. Allora, contesto comunale.
Dal confronto avvenuto in fase di predisposizione dello strumento finanziario previsionale, ferme restando le consolidate previsioni, sono emersi i seguenti input: allora, priorità ai Servizi sociali attraverso riconferma delle tariffe, riconferma dei contributi e delle agevolazioni; riduzione della spesa attraverso il contenimento delle consulenze, alla riorganizzazione del personale e il fondo incentivante compenso accessorio, non generalizzato e non distribuito a pioggia; potenziamento degli investimenti attraverso la ridefinizione del piano delle vendite; ridefinizione del piano triennale investimenti e il programma delle manutenzioni stradali; miglioramento dell'efficienza e dell'efficacia ed economicità dei servizi pubblici, attraverso la razionalizzazione del sistema delle società partecipate, l'accorpamento dei servizi, l'accorpamento di sportelli/utenti, già iniziato attraverso ASM SET e Polesine Acque in alcune realtà comunali, e la salvaguardia ovviamente del ruolo pubblico.
Questo in particolare è riferito ai temi dei servizi. Le Società Partecipate: le società partecipate, in questo specchietto abbiamo inteso mettere a confronto i risultati dell'esercizio 2010 e i risultati dell'esercizio 2008. Non ci sono ancora i risultati dell'esercizio del 2009 perché i Bilanci Consuntivi vanno approvati entro aprile.
Però metto in evidenza alcuni dati: aeroporto Catullo nel 2008 ha chiuso con una perdita di € 5.834.000; l’ASM nel 2008 ha avuto un attivo -parlo di ASM S.p.A., non delle società partecipate o collegate- di € 392.000; il Censer ha avuto un passivo di - € 787.000; il Consorzio ATO Polesine -l'acqua- un utile di € 152-153.000 euro; l'ATO Rifiuti ha un avanzo di amministrazione di € 62.000; l'Acquedotto Consorzio di Rovigo -che è comunque in liquidazione- ha un utile che sarà distribuito di € 109.000; il Consorzio Inarpo, poca cosa, € 362; il Consorzio Smaltimento Rifiuti nel 2008 ha chiuso con € 3.100; il Consorzio di Sviluppo nel 2008 ha chiuso con € 35.000; il Cur ha chiuso con un utile di esercizio di € 134.000; la società attiva -ex Cosecon- ha chiuso con una perdita di € 7.880.000.
Qui sarebbe tutto un capitolo a parte che varrebbe la pena di discuterne prossimamente. 42 L'Interporto S.p.A. ha chiuso con una perdita di € 896.000; Polesine Acque ha chiuso con un positivo di € 104.000, Polesine Immobiliare € 19.000, è comunque già stata messa in liquidazione; il Teatro Sociale ha chiuso con € 2.473, La Scip non produce né utili e né perdite, perché in realtà non ha attività vere e proprie; Nanotec ha chiuso con € 8.493 e il Consorzio Eurofidi con un positivo di € 140.000.
Avevo preparato -ma le tralascio- delle schede legate, perché vale la pena comunque di ritornare in Consiglio per parlarne, del futuro del servizio idrico integrato, del futuro del sistema rifiuti, del futuro del sistema anche legato alla produzione dell'energia, ovviamente sempre collegato alle società partecipate. La questione della Società Strumentale, penso sia nota, è partita, nel senso che è stato avviato sia l'aumento di capitale sociale che l'ingresso di nuovi soggetti.
Un'altra riflessione, secondo me, andrebbe fatta sulla società che dovrebbe dare il servizio di trasmissione dati, e mi riferisco alla Polesine TLC.
Ci sono altri servizi diversi che vengono svolti da ASM, su questi invece mi soffermo un attimo, perché ritengo che vada affrontata con ASM una riflessione complessiva, nel senso che ASM ha la gestione calore con scadenza 2025, ma per legge sarà anticipata al 2011, ha la gestione dei servizi cimiteriali, che per contratto rimane fino al 2035, ha la gestione servizio farmacie, che rimane fino al 2035, ha la gestione del servizio pubbliche affissioni, che scadrebbe nel 2012, ma per norma di legge scadrà nel 2011, la gestione parcheggi, che per contratto dovrebbe scadere nel 2030, ma per legge scadrà nel 2011.
E quindi credo che -già sentito e intravisto anche in alcuni ragionamenti fatti in questi giorni- valga la pena proprio di affrontare tutta questa serie di tematiche e di pensare a qualcosa di più organico, legato sia alla questione del calore, legato alla questione del verde, legato alla questione anche della gestione della stessa illuminazione di questi fabbricati, in particolare mi riferisco a quelli periferici, dove si trovano le luci accese nelle scuole anche dopo l'orario scolastico.
Quindi un ragionamento andrebbe fatto. Sempre rimanendo in tema di gestione dei parcheggi, credo che ASM possa svolgere anche un ruolo significativo soprattutto in previsione del futuro che avrà la città di Rovigo, e quindi tutti i ragionamenti fatti sulla mancanza o meno di parcheggi, sulla presenza o meno di servizi che vadano anche ad agevolare le… come si può dire, i sacrifici che anche in questi giorni e in questi mesi hanno sopportato alcune categorie produttive della città, oltre che i cittadini.
Altro ragionamento, credo valga la pena di sviluppare -non credo che ci sia tempo nella seduta odierna- ma valga la pena di sviluppare anche sul ruolo del Consorzio di Sviluppo Economico per il Polesine. Qualcuno in battuta qualche giorno fa mi ha detto: “Ma, siccome adesso il Presidente è vostro, allora non ne parlate più”.
No, io ne parlo, ne parlo volentieri, perché ritengo, l’ho scritto in questa sede, che sicuramente le esperienze passate del Consorzio di Sviluppo sono state encomiabili, mi riferisco alle aree artigianali e industriali realizzate negli anni 70 e 80; mi riferisco alla gestione del Patto territoriale degli anni ‘90, che ancora oggi sta dando benefici, perché lo stesso Presidente mi accennava il fatto che dovrebbero arrivare altri circa € 5.000.000 da investire nel territorio.
E mi riferisco anche a tutti i progetti sulla navigazione turistica, sulla ciclabilità nel territorio della provincia, che sono stati coordinati dal Consorzio di Sviluppo. Però vedo anche delle ombre! Parto della vicenda del Terminal che non è stata di certo eclatante.
Aggiungo la vicenda del Catasto, che il Comune di Rovigo mi risulta non abbia aderito, e non ha neanche sbagliato, tutto sommato, visto come sono andate a finire le cose. Spero bene per l'utilizzo dei fondi dell'Enel. Spero bene, perché mi pare che in questi giorni a livello regionale, il Presidente, prima di lasciare ad altri la poltrona, voglia chiudere questa vicenda, vedremo come la chiude e con che rapporto territoriale intende mantenere.
Dicevo, ecco, su questa questione vale la pena di riflettere. Come vale la pena -e ritorno sul ragionamento che facevo prima- di capire… in quest'Aula, nel luglio dell'anno scorso, è stata votata la fuoriuscita del Comune di Rovigo dalla Cosecon, fuoriuscita che non è tecnicamente fattibile, perché nessuno vuole le quote del Comune di Rovigo, visto le perdite € 5.000.000 e rotti nel 2007, € 7000.000 e rotti nel 2008, ho già i dati del 2009 e siamo vicini ai € 10.000.000.
Quindi, in una situazione del genere nessuno ritiene voglia quote. 43 Io mi sono permesso di chiedere al Consorzio di Sviluppo di convocare tutti i Comuni della provincia di Rovigo, che aderiscono al Consorzio, per impostare un ragionamento comune.
È vero che il Comune di Rovigo è il Comune capoluogo, ma è altrettanto vero che, se troviamo una posizione comune su queste tematiche, e soprattutto l'esigenza, in particolare delle altre Amministrazioni Locali di capire se gli investimenti programmati vanno avanti, se non vanno avanti!
Gli stessi Patti territoriali che… scusate, Piani di Assetto Territoriale, che hanno fatto alcuni Comuni, sono bloccati perché avevano previsto accordi con l’allora Consorzio Cosecon, oggi Attiva, in base ai quali il Cosecon doveva occuparsi della predisposizione dei Piani d'ambito territoriali, per l’assetto territoriale, ma non avendo risorse ha bloccato queste programmazioni. Quindi, ci sono problemi anche ben più gravi dei nostri.
Sicuramente, comunque, per quanto riguarda il Comune di Rovigo, c'è l'esigenza di capire su quelle aree se si va avanti, se non si va avanti, che intenzioni ci sono. Ecco, contributi e agevolazioni.
Allora questi sono numeri, non per volere fare chissà quali… Qualcuno diceva stamattina: “Giochi delle quattro carte”, ma i numeri sono questi: i contributi agevolazioni assegnate ai servizi sociali sono € 2.522.000, di cui € 1.182.000 a carico del Bilancio del Comune, € 1.340.000 a carico di altri Enti, in particolare della Regione Veneto. Riduzione generalizzata della tariffa TIA, deliberata anche ieri, vale € 167.000. Le agevolazioni poi, già vigenti e riconfermate sempre legate alla TIA, sono altri € 182.000.
Agevolazioni Ici valgono € 232.000. Agevolazioni sulle tariffe asili nido valgono € 30.000. I contributi previsti per le scuole materne sono € 250.000.
Già qui vedete che i numeri sono consistenti!
Poi € 10.000, poca cosa, ma in questa fase abbiamo ritenuto sufficiente € 10.000, vedremo più avanti se riusciremo ad avere altre risorse disponibili, € 10.000 su Cofidi, dicevo, € 370.000 sono finanziamenti e contributi diversi per la cultura, € 220.000 vanno all'Accademia, € 150.000 vanno alle associazioni varie. € 250.000 finanziamenti contributi diversi per lo sport, di cui € 70.000 derivanti da sponsor, € 60.000 sono destinati all'animazione estiva, € 30.000 arrivano da sponsor di ASM, € 60.000 destinati ad associazioni varie e altri, scusate € 60.000 per attività varie e € 20.000 destinati alle associazioni sportive.
Poi ci sono i finanziamenti e i contributi per il turismo: ci sono € 8.000 della Regione sicuri e riteniamo di poter avere altri € 50.000 da sponsor. Poi, finanziamenti contributi diversi per il commercio: € 163.000. Questi sono € 91.000 della Regione, attraverso il progetto integrato sul Corso del Popolo, è una quota parte dei € 350.000 che troverete in Bilancio, più € 71.000 già stanziati dal Comune di Rovigo.
Finanziamenti contributi previsti per le politiche giovanili, diritti umani, cooperazione internazionali: € 134.500, € 20.000 destinati ad Informagiovani, € 74.000 al Centro Ricreativo, € 40.000 al centro Axa e ad altri vari. Per un totale di un € 1.803.000, di cui € 1.394.000 a carico del Comune e € 409.000 a carico di sponsor o ad altri Enti. Complessivamente tutti questi contributi o agevolazioni ammontano a € 4.359.000.
Sicuramente non sono spese obbligatorie, ma sono risorse che l'Amministrazione Comunale mette a disposizione su questi settori. Andiamo avanti.
Ecco, su questa tabella trovate la divisione per centri di costo, quindi l'Amministrazione gestione controllo costa € 13.043.000, il 33%; la Giustizia, il Palazzo di Giustizia costa € 519.578, peraltro dovrebbero essere rimborsati, ma non vengono rimborsati completamente; la Polizia Locale 3.320.381, sicuramente in questa voce non c'è solo il costo del personale ma ci sono anche i costi legati all'attività delle sanzioni; l’istruzione pubblica grava sul Bilancio per € 2.978.000 pari a 8%; la cultura, beni culturali € 2.646 il 7%; il settore sportivo pesa per € 1.069.000 pari al 3%; le attività del turismo € 108.000; viabilità e trasporti € 4.752.000, 12%; la gestione del territorio ambiente € 3.526.000 è il 9%; il settore servizi sociali € 6.250.000, il 16%., faccio notare che in termini di consistenza è la seconda voce dopo l’Amministrazione gestione controllo, che contiene tutto il personale.
44 Lo sviluppo economico è un € 1.071.000 pari al 3%. Per un totale di € 39.115.000.
Su quest'altra tabella, invece, sono stati proprio scorporati i costi veri e propri, il personale costa € 13.081.000, il 33%; i beni materiali di consumo € 205.000, l'1% circa, anzi meno; prestazioni di servizi € 15.172.000, il 39%; utilizzo di beni terzi 1.589.000, il 4%; trasferimenti ad altri soggetti € 4.204.000, l’11%; oneri finanziari € 3.510.000, il 9%; imposte e tasse € 912.000, il 2%; oneri straordinari € 313.000, l'1%; Fondo di svalutazione, non abbiamo nessun costo; Fondo di riserva, previsto per legge, 122, scusate € 125.000.
Andiamo avanti. Allora qui possiamo andare veloci, perché sono tutte le opere previste nel triennale. Andiamo avanti.
Andiamo avanti. Avanti. Fermo qua.
Allora, su quest'altra tabella ho ritenuto di mettere in evidenza in particolare l'ultima colonna, quelli che sono i mutui che abbiamo, come Amministrazione Comunale, oggi ma anche prima, nella precedente amministrazione, ha avuto la possibilità di mettere in campo.
Nel 2001 sono stati € 6.448.000, nel 2002 € 8.873.000, nel 2003 € 8.345.000, nel 2004 -picco massimo- € 11.688.000, nel 2005 € 7.284.00, dal 2005 in poi, è entrato in campo il Patto di Stabilità, ecco che allora trovate nel 2006 € 3.229.000, nel 2007 € 4.780.000.
Faccio notare che il potenziale, la capacità di contrarre i mutui che avrebbe l'Amministrazione Comunale in questi ultimi anni è intorno ai 10.000.000 - 11.000.000 - 12.000.000, contro invece la possibilità di accedere ai mutui che si è ridotta via, via, passando dai 2.103.000 del 2008, € 4.256.000 del 2009 a € 1.555.000 per il 2010. La disparità di capacità di fare mutui dal 2004 al 2010 è di 10.000.000 esatti. Cioè, il Patto di Stabilità sostanzialmente… questa è la possibilità.
Andiamo avanti. Poi messa in grafico è ancora più evidente si passa, dicevo, dai € 11.000.000 del 2004, ai 2.010.000, scusate, al 1.555.000 del 2010. Quindi sono esattamente, anzi qualcosa di più, di 10.000.000 di euro di mancata capacità di investimento.
Andiamo avanti. Il Piano delle alienazioni ne abbiamo parlato questa mattina. Necessariamente non avendo più capacità di contrarre i mutui, si devono mettere in campo altre iniziative, così come in passato si sono state fatte alienazioni importanti -mi riferisco all'ex Gabar- in questi ultimi due anni sono stati messi in campo altre alienazioni che si ritengono realizzabili.
Quest'altra… vado via veloce, sono stati riassunti tutti i progetti che gli Uffici hanno previsto di realizzare, li leggo velocemente: il progetto Eco distribuzione; la possibilità di valorizzare società pubbliche; la gara per l'affidamento in concessione del servizio di controllo impianti termici - accennavo prima ad una possibile Global Service con l'ASM- l'accordo con gli Istituti di credito per trovare linee di credito agevolate, abbiamo già avuto rapporti con gli istituti di credito e abbiamo già delle disponibilità raccolte, a giorni sarà concluso l'accordo; le alienazioni beni immobili le abbiamo viste prima; l’organizzazione del sistema aziendale, per quanto riguarda la sicurezza sul posto di lavoro, anche lì c'è un progetto in atto.
Andiamo avanti: l'apertura dello sportello unico delle associazioni, un altro obiettivo che riguarda le attività culturali al festival regionale; scavi archeologici a Grignano, la realizzazione della prima parte dell'allestimento della mostra espositiva Medioevo; la realizzazione di tutto il piano degli interventi che abbiamo visto; l’Urban Labor, di cui sicuramente conoscete le potenzialità strategiche anche regionali; analisi economiche delle società partecipate, ne ho accennato prima, analisi dello sviluppo del territorio, c'è l'idea di fare uno studio su questo fronte; il nuovo piano commerciale è in programma; i servizi per le famiglie è un altro obiettivo, seppure nelle ristrettezze finanziarie disponibili; il progetto ed energia solare fotovoltaico, è un progetto che si vorrebbe concretizzare, speriamo in accordo con il Consorzio di Sviluppo, se risolve i problemi legati all'ultimo bando; l'approvazione del Pat, riteniamo di poterla avere entro l'anno.
Andiamo avanti.
L'avvio del programma interventi e quindi del P.I. e quindi entro quest'anno riteniamo di poter avviare; la razionalizzazione della spesa, e in particolare mi riferisco anche al sistema degli affitti; il recupero dell'evasione insoluti e crediti continua come è avvenuto nel passato; un regolamento che riguarda gli impianti pubblicitari, perché anche con le ultime richieste 45 se ne sente la necessità; Bilancio sociale, com’è avvenuto per l'anno scorso, nuovo piano occupazionale è necessario, la verifica dei residui, anche questo è un progetto che è in corso e che sta dando anche delle risorse finanziarie, il Piano dei parcheggi è necessario, legato allo sviluppo che avrà la città nei prossimi mesi.
Il piano della ciclabilità già buona parte è contenuto nel triennale; il piano della viabilità sicura è chiesto soprattutto dalle frazioni, che sono attraversate dal traffico, la realizzazione dei costi di affitto, ne avevo accennato anche prima. Arrivo all'ultima pagina. L’ultima pagina volutamente è in bianco e in nero, dipende se è positivo o negativo, ed è legata al… -è scritta ma non riportata- è legata agli emendamenti.
Allora, intanto io ringrazio l'opposizione per non aver presentato 40, 50, 60 emendamenti, come avvenuto l'anno scorso. Credo e spero che questo sia un segnale di disponibilità, c'è la disponibilità sicuramente della maggioranza di aprire un confronto su queste questioni, certamente ferme restando quelle che sono le reali capacità di manovra, e quindi chiedo la cortesia di… -ne ragioneremo penso fra un po'- la cortesia di affrontare la questione con spirito costruttivo.
Gli emendamenti sono 17, 4 hanno già parere negativo degli Uffici, quindi credo si possano mettere da parte, sugli altri c’è la disponibilità, come maggioranza ci siamo incontrati prima del Consiglio Comunale, abbiamo ragionato fra di noi, e vorremo condividere un percorso, che speriamo si possa concludere nella giornata odierna con un risultato positivo, non tanto per le parti, ma per la città. Grazie.