Persona · attività documentata

Monica Manto

Ruoli e interventi ricavati dai verbali ufficiali già acquisiti da Lente Civica.

Interventi documentati
23
Sedute con interventi
3
Interventi con video
0

Ruoli documentati

Come indicati nelle fonti acquisite.

Direttore CoseconOsservato il 23 settembre 20081 osservazione documentali
Ufficio Legale Acquevenete S.p.A.Osservato il 16 novembre 20181 osservazione documentali
Direttore Generale Acquevenete SpAOsservato il 5 marzo 20261 osservazione documentali

Attività nei verbali acquisiti

Prima gli interventi tematici, poi quelli procedurali, sempre consultabili. Testo, punto ODG, pagine e video quando esplicitamente autorizzato alla pubblicazione.

5 marzo 2026

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

18 interventi
Intervento n. 77
Pagina 18
Punto 2

Audizione Consiglio di Amministrazione Acquevenete SpA” Pag. 17 2

Direttore Generale Acquevenete SpA

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Sono importanti i dati che ha dato il Presidente adesso, perché vedete c'è un’elevatissima estensione territoriale, noi abbiamo oltre 10 chilometri di rete gestita, però una scarsa densità abitativa, e questo comporta tutto il carico maggiore di costi che questa Società ha per un territorio che è effettivamente scarsamente abitato come densità abitativa media.

Intervento n. 79
Pagine 18–19
Punto 2

Audizione Consiglio di Amministrazione Acquevenete SpA” Pag. 17 2

Direttore Generale Acquevenete SpA

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Per dare un dato del valore distribuito: il valore distribuito agli stakeholder passa da 63,9 milioni di euro nel 2017 a ben 75 milioni di euro nel 2024.

Intervento n. 81
Pagina 19
Punto 2

Audizione Consiglio di Amministrazione Acquevenete SpA” Pag. 17 2

Direttore Generale Acquevenete SpA

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E’ il nostro sportello più importante ed è anche uno dei motivi per cui c'è una riqualificazione importante anche dalla parte utenti nella sede di Rovigo.

Intervento n. 83
Pagina 19
Punto 2

Audizione Consiglio di Amministrazione Acquevenete SpA” Pag. 17 2

Direttore Generale Acquevenete SpA

Leggi intervento

La policy aziendale è stata quella di essere molto rigorosi nel seguire l'iter di sollecito e di gestione del contratto, applicando la normativa regolatoria, quindi la REMSI, ma al tempo stesso di avere un bacino di aiuto importante ulteriore a quello nazionale per sostenere le famiglie eventualmente in difficoltà, e questo fa parte del fatto che la nostra è comunque una Società pubblica, come diceva il Presidente, e da qualche tempo anche Società benefit.

Intervento n. 85
Pagina 19
Punto 2

Audizione Consiglio di Amministrazione Acquevenete SpA” Pag. 17 2

Direttore Generale Acquevenete SpA

Leggi intervento

Abbiamo fatto rinunce milionarie di tariffa, di milioni e milioni di euro.

Intervento n. 87
Pagine 20–22
Punto 2

Audizione Consiglio di Amministrazione Acquevenete SpA” Pag. 17 2

Direttore Generale Acquevenete SpA

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Questa centrale è tristemente nota: vi ricordavate che c'è stato il problema del blocco della centrale per effetto della tempesta Vaia. A seguito di quella tempesta noi avevamo ricevuto immediatamente un contributo regionale per far fronte al primo adeguamento di oltre un milione e mezzo, e i lavori sono stati fatti subito successivamente alla tempesta Vaia. E quella è stata la prima fase di adeguamento della centrale.

Successivamente adesso questa centrale viene ulteriormente potenziata per renderla ancora più sicura e più resiliente - poi vediamo, c'è un'altra condotta molto importante di sistema - con un intervento da 9 milioni di euro, perché così aumenta la capacita di trattamento, soprattutto per consentire in sicurezza un'alimentazione dell'ampio comprensorio che diceva prima il Presidente e far fronte anche ad altri cambiamenti climatici che potrebbero essere in atto.

I lavori sono già in corso, ci sono già le opere di cantiere, come vedete, e le opere edili che probabilmente si vedono sulla destra. Questa che vedete è un'opera molto importante che è stata messa in atto per sostituire una condotta che si appoggiava sull'alveo del fiume Adige; questa invece è una condotta che viene in qualche maniera stabilizzata in profondità, quindi non è più appoggiata ma messa in piena sicurezza, e questo è un collegamento idraulico tra l’Ambito Bacchiglione e l’Ambito Polesine.

E’ una condotta ampia, è un diametro 600, per cui rende sicuro il sistema perché questa è una condotta che aveva una sua età; oltre che essere semplicemente appoggiata sul letto del fiume, era arrivata ormai a fine vita. Questo è un altro investimento molto importante.

Il masterplan generale dell'azienda è stato quello di potenziare e rendere adeguate anche ai cambiamenti climatici le centrali di potabilizzazione sull’Adige che continua a essere una fonte molto importante di approvvigionamento per tutta la parte di Rovigo e anche padovana, perché ci sono centrali che spingono anche l'acqua in tutto il territorio padovano, e invece via via dismettere le centrali sul Po, che è un fiume che è esposto ovviamente a un inquinamento diverso rispetto all’Adige, e che invece adesso sono via via dismesse in particolare per due opere importanti che stiamo facendo: la prima è dare pieno respiro al Savec, cioè il sistema acquedottistico del Veneto centrale che va a prendere l'acqua dalla Pedemontana e lo porta appunto al sud della Regione; e l'altro il potenziamento delle centrali di potabilizzazione sull’Adige.

E adesso cominciamo a vedere i risultati qualitativi proprio di questo lavoro fatto in questi anni. E poi veniamo alla terza opera che abbiamo selezionato, è quella che diceva prima il Presidente, quella della ristrutturazione… ah no, c’era il PNRR prima: PNRR ricerca perdite. Anche in questo caso abbiamo coinvolto 16 Comuni interessati, tra cui il Comune di Rovigo, complessivamente 17 milioni di investimento; solo a Rovigo 8 milioni.

Quindi su 16 Comuni, il Comune di Rovigo ha quasi la metà dell'investimento complessivo. Questo vuol dire che in Comune di Rovigo sono stati messi 25.000 contatori intelligenti, 50 come rete per contenere tutta la strumentazione, per distrettualizzazione la rete, sono 20.000 allacci rilevati; sono state individuate 90 perdite occulte che sono state riparate.

Adesso ci troviamo una rete, per effetto del PNRR, distrettualizzata e che ha, e potrà avere completamente, una modellazione idraulica che verrà monitorata attraverso una control room che faremo sempre nella nuova sede polesana.

E poi arriviamo alla quarta opera che vi abbiamo selezionato tra i 30 milioni che vi abbiamo fatto vedere nella pagina iniziale, e qui c'è in particolare, Consigliera Merlo, la terza foto di quella che vedete, c’è la parte di parcheggio ad uso pubblico che è quella che ha individuata con il colore fucsia, contornata in colore fucsia tutta a destra, quindi c’è separata la zona a parcheggio per i dipendenti e i clienti, e invece in quella parte c'è una zona destinata ad uso pubblico perché l'intento era mantenere un po’ l'uso che era spontaneo ma pericoloso, di mamme, nonni, genitori che portavano i figli a scuola, c’è una scuola lì vicino, e che parcheggiavano dentro in commistione con i nostri mezzi operativi.

Quindi abbiamo organizzato gli spazi a parcheggio, dividendo la parte operativa con i nostri mezzi che si muovono e sono anche camioncini, camion, eccetera, che quindi possono essere manovre pericolose con i bambini che giravano, e destinare invece una parte compartimentata ad uso pubblico. Non sarà un uso pubblico 24 ore su 24 perché è una zona comunque protetta e quindi si chiude e si apre in concomitanza con gli orari della sede.

L’investimento complessivo prevede tre milioni e mezzo per la sede operativa e lo sportello clienti, che sono la parte operativa, ed è soccorso invece il contributo della Fondazione Cariparo per il recupero della torre piezometrica, che è una torre che ha un valore architettonico e che verrà molto rivitalizzata perché qui all'interno vorremmo fare un museo multimediale, e quindi qualche cosa di molto attivo; museo è anche una parola forse impropria, però uno spazio didattico con tecnologia molto avanzata, con realtà aumentata, in modo da vedere le fonti di approvvigionamento e le nostre reti in maniera quasi fisica, rimanendo però a Rovigo e senza spostarsi fisicamente.

La slide successiva è sempre riferita alla sede: vedete i lavori, il rendering sulla sinistra è quello di come dovrebbe diventare la sede della Società sulla sinistra, e i lavori sono già iniziati con la demolizione e le prime opere di sottofondazione; mentre la torre, nella slide successiva ancora, verrà messa in sicurezza, perché in questo momento ha dei problemi anche di sicurezza perché alcune parti di cemento cadono, qualche ferro è esposto, quindi va messa in sicurezza, recuperata, e all'interno della torre c'è proprio un percorso culturale complesso, dopo se volete abbiamo anche delle altre slide di approfondimento che sviluppano un ragionamento dal piano terra fino all'ultimo piano.

Fondazione ha insistito affinché ci fosse una ristrutturazione completa della torre e non soltanto alcuni piani, come avevamo ipotizzato inizialmente, per contenere i costi. Se ne è assunto il carico integralmente.

Come diceva il Presidente Cortelazzo, la sede è sì intestata ad Acquevenete; Acquevenete è una Società interamente pubblica e difatti per questo motivo di totale proprietà pubblica e di nessun utile distribuito ai Soci, ma reinvestito tutto di investimenti, questo investimento ha goduto anche dell’art bonus, quindi è stato individuato come intervento a totale valenza pubblica. Un cenno sulla qualità dell'acqua.

L’acqua che viene consegnata alla città di Rovigo, vi abbiamo messo i dati proprio che emergono dal nostro LIMS, quindi dati certificati. L’acqua ovviamente è costantemente conforme ai requisiti di legge, in particolare vi abbiamo messo l’esplosione dei dati sui PFAS che vedete che è sullo zero tecnico; il limite è dato dalla riga rossa, i triangolini sono dati dalla rilevazione dei PFAS.

Abbiamo messo il 2024, il 2025 e il 2026: vedete che non c'è nessuna rilevazione di sostanze perfluoroalchiliche nell'acqua che viene consegnata.

Intervento n. 89
Pagina 22
Punto 2

Audizione Consiglio di Amministrazione Acquevenete SpA” Pag. 17 2

Direttore Generale Acquevenete SpA

Leggi intervento

La collaborazione con le scuole è con tutte le fasce di scuole, quindi con le scuole di prima infanzia, scuola elementare e scuole medie; ma poi anche con gli Istituti tecnici, sia Ragioneria che gli Istituti tecnici ITI, e poi anche con il mondo universitario e post universitario, perché sosteniamo le borse di studio, come diceva il Presidente, e partecipiamo alla realizzazione del primo master a tutela della risorsa idrica che è quello di Ca’ Foscari che è ormai giunto alla terza edizione.

Quindi cerchiamo di sostenere cultura idrica in tutte le fasce scolastiche.

Intervento n. 91
Pagine 22–23
Punto 2

Audizione Consiglio di Amministrazione Acquevenete SpA” Pag. 17 2

Direttore Generale Acquevenete SpA

Leggi intervento

Avete visto che noi abbiamo consegnato al Consiglio Comunale il bilancio 2024, perché il 2025 è ancora in approvazione, in stesura e approvazione, e il budget 2026. Ritroverete quindi queste linee di indirizzo nel budget 2026, e le per almeno un decennio perché fanno parte dell'impianto del nostro piano; un piano industriale di sostenibilità che si orienta su questi quattro pilastri. Il primo è l'attenzione alle risorse naturali e al climate change.

Vuol dire che gli obiettivi sono quei sei che sono indicati: conservazione della risorsa idrica, elevata qualità dell'acqua erogata ai cittadini, adeguatezza del sistema fognario e depurativo affinché l'acqua utilizzata venga restituita all'ambiente sana e non intaccando la qualità ambientale, il riutilizzo o comunque il recupero dei fanghi da depurazione e poi una stessa nostra riduzione di emissione di gas serra perché anche i nostri impianti, se non efficienti, concorrono all'emissione di gas serra, e quindi questo serve per efficientare energeticamente l'azienda, ma anche per mitigare l'impatto dell'azienda rispetto ai cambiamenti climatici.

Il secondo è la valorizzazione e il benessere delle persone, in primis sicurezza dei lavoratori, quindi garanzia di sicurezza e benessere dei dipendenti; attenzione alla parità di genere, siamo una Società certificata rispetto alla parità di genere e all'inclusione con un punteggio altissimo, anche per il fatto che effettivamente è guidata da una donna; una policy, una politica interna…

Intervento n. 93
Pagina 23
Punto 2

Audizione Consiglio di Amministrazione Acquevenete SpA” Pag. 17 2

Direttore Generale Acquevenete SpA

Leggi intervento

Gli ultimi Ingegneri degli ultimi due anni che hanno superato le nostre selezioni sono effettivamente per il 95% donne, gli Ingegneri che abbiamo assunto, però per dire un lavoro che in passato era considerato di appannaggio maschile e invece adesso anche quello tecnico vede una grande presenza femminile.

Intervento n. 95
Pagina 23
Punto 2

Audizione Consiglio di Amministrazione Acquevenete SpA” Pag. 17 2

Direttore Generale Acquevenete SpA

Leggi intervento

La valorizzazione delle persone e delle competenze è interno aziendale, ma persone anche gli utenti, e quindi c'è molta attenzione nel migliorare il servizio rispetto all'utenza, e poi c'è un'altra misura orientata ad avere un rapporto molto stretto e un confronto attivo con tutti gli stakeholder.

Il terzo pilastro è quello di allargare questo sistema un po’ sostenibile di Acquevenete anche a tutta la catena di fornitura e quindi integrare, oltre alla sostenibilità in azienda, anche la sostenibilità nei nostri fornitori; hanno un punteggio maggiore nelle nostre gare i soggetti che dimostrano di avere delle politiche di sostenibilità concrete all'interno della propria azienda. L’ultimo, il quarto pilastro è quello della digitalizzazione, cioè trasformazione digitale e sviluppo tecnologico.

E’ imprescindibile per contenere i costi aziendali, quindi per fare un'efficienza in questo momento bisogna sicuramente spingere nella digitalizzazione. Il progetto che avete visto del PNRR è un progetto di digitalizzazione per monitorare la rete che viene distrettualizzata e quindi gestita sulla base dei dati e non della sensibilità degli operatori. Questo in estrema sintesi.

Poi noi siamo a disposizione per qualsiasi approfondimento e domanda.

Intervento n. 102
Pagina 25
Punto 2

Audizione Consiglio di Amministrazione Acquevenete SpA” Pag. 17 2

Direttore Generale Acquevenete SpA

Leggi intervento

Una quindicina.

Intervento n. 109
Pagine 27–29
Punto 2

Audizione Consiglio di Amministrazione Acquevenete SpA” Pag. 17 2

Direttore Generale Acquevenete SpA

Leggi intervento

Sono interessanti i temi. Vado in ordine sparso e aiutatemi magari a ricordare quelle che non riesco a rispondervi, perché mi sono appuntata brevemente delle cose. Primo, la questione della redditività.

La nostra è una Società per Azioni, che ha emesso anche dei bond, quindi ha controlli CONSOB, i massimi controlli che una Società può avere perché è parificata a una Società quotata proprio per avere emesso questi bond, ma non ha lo scopo di essere redditualmente interessante, cioè la redditività non è per noi un obiettivo.

Il nostro budget normalmente, cioè l'intento che approvano i Soci, quindi i Comuni, i 107 Comuni, è quello di un sostanziale pareggio di bilancio, quindi chiudiamo normalmente in previsione un milione di euro, perché ogni SAL nostro può variare di centinaia di migliaia di euro, per cui per essere tranquilli diciamo un milione di utile previsto a fine anno, ma non abbiamo lo scopo di fare utile anche perché l'utile lo reinvestiamo tutto per nuovi investimenti.

La differenza che lei ha visto, ed è vera, tra l'anno precedente e quello che prevediamo quest'anno è connesso a quello che diceva il Presidente Cortelazzo: ogni due anni noi abbiamo un controllo dell’Autorità di regolazione. Puoi essere soggetto privato in mano a Caltagirone o la Società pubblica di Rovigo, abbiamo lo stesso tipo di verifica da parte delle Autorità, che premia i migliori e penalizza i peggiori.

L'anno scorso abbiamo preso uno dei premi più importanti a livello nazionale, quindi abbiamo preso quattro milioni di premio, che abbiamo destinato, come diceva il Presidente, a più misure: in particolare all'aiuto all'utenza, un aiuto straordinario di centinaia di milioni di euro, quei 990.000 euro che avete visto a sostegno della cittadinanza; un premio welfare ai dipendenti, ovviamente più contenuto; e poi degli interventi straordinari che non avremmo potuto fare a livello tariffario, come per esempio delle speciali manutenzioni di verde, la sistemazione di alcune centrali, eccetera.

Quindi abbiamo fatto degli interventi straordinari. Purtroppo poi arrivano a fine anno e quindi non si riescono neanche a calibrare perché arrivano a ottobre e quindi hai due mesi per ripareggiare l’uscita, e quindi è venuto fuori un utile più importante. Quest'anno è un anno in cui non c'è qualità tecnica, qualità commerciale, se ne riparlerà il prossimo anno.

Quindi la redditività per noi non è un tema.

Il tema importante per noi è massimizzare gli investimenti perché, come diceva lei, c'è una necessità di investimenti paurosa, ma non soltanto per le reti che sono vecchie, vanno sostituite, vanno riparate, sostituite, ma anche per far fronte a tutte le direttive, acque potabili, acque reflue, comunitarie, che spingono in su l'asticella dei nostri investimenti: c'è il quaternario negli impianti di depurazione, cioè una restituzione all'ambiente di un'acqua che è pressoché potabile e che richiede ulteriori sistemi di filtrazione, eccetera; ci sono limiti sempre più stringenti nella qualità dell'acqua, che richiedono ancora trattamenti vari.

Era importante il tema dei PFAS, difatti abbiamo fatto una slide apposta per quello. Avete visto che il valore dell'acqua consegnato a Rovigo è zero.

Quindi se ci sono tracce nell'acqua grezza, cioè l'acqua che entra nella nostra centrale di potabilizzazione, viene fermata, trattata, e fa bene a bere l'acqua del Sindaco, perché se voi avete letto per caso il Manifesto oggi, è uscito un articolo che dice che l'acqua in bottiglia è strapiena di microplastiche in maniera estremamente più elevata che non qualsiasi tipo di microplastica che si possa trovare nell'acqua potabile, quindi effettivamente è un'acqua molto controllata.

Consideri che il laboratorio di Acquevenete, assieme a quello di Veritas, è stato il primo laboratorio certificato a livello nazionale sull’analisi dei PFAS, di tutte le sostanze per floroalchiliche. I primi due sono stati Veritas e Acquevenete e poi Iren, la terza Società. Adesso siamo in otto a livello italiano.

Quindi è vero i controlli dell'acqua in particolare in Veneto, purtroppo per effetto della contaminazione che abbiamo avuto dal 2013, ci siamo dovuti attrezzare, e molto, per monitorare la qualità dell'acqua. E quindi oggi che il Decreto Legislativo sulle acque potabili è entrato in vigore dal 12 gennaio, noi ci siamo ritrovati pronti perché la stiamo trattando dal 2013 e quindi abbiamo un po’ di esperienza sulle spalle. Per quanto riguarda invece la questione della tariffa.

La tariffa è cresciuta in quegli anni, in quel qualche anno è cresciuta e in qualche anno è anche scesa. Nel complesso vi abbiamo dato il dato, abbiamo anche qui il Consiglio di Bacino che lo può in qualche maniera validare, che è il nostro Ente di controllo locale: è cresciuta dal 2017 ad oggi del 22% a fronte di investimenti che sono cresciuti dell'oltre il 200%. Perché questi due dati sono a confronto?

Perché la tariffa è data da due elementi fondamentali: gli opex, cioè i costi operativi e i capex, cioè gli investimenti. Se gli investimenti sono cresciuti da 17 milioni a 50 milioni, purtroppo la coperta di questi investimenti è la tariffa. Quindi la cosa bella che volevamo trasmettervi, che a fronte di investimenti che sono cresciuti del 200%, la tariffa non è cresciuta del 200%.

Ha recuperato soltanto l'inflazione, quindi la crescita degli stipendi, perché non abbiamo diminuito la forza lavoro, i dipendenti sono sempre nello stesso numero, e il costo delle materie prime, dell'energia elettrica che lo sapete anche voi per consumi vostri domestici è cresciuta in maniera importante, in particolare quello dell'energia elettrica.

Quindi nonostante la crescita dei costi media del 20%, che quindi viene rilevata da tariffa perché c'è un principio di full cost recovery, per cui costa di più l'energia elettrica, costa di più nella bolletta, gli investimenti sono cresciuti non del 22% o dello 0%, perché il 22% di tariffa viene eroso dall'inflazione, quindi è come se fosse rimasta ferma, ma sono cresciuti del 207%. E questo l'abbiamo fatto lavorando tanto su due aspetti: quello dell'efficientamento aziendale e quello anche della digitalizzazione.

Non a caso è uno dei quattro pilastri perché, digitalizzando alcuni processi, siamo riusciti a contenere i costi perché altrimenti vengono tutti scaricati in tariffa. Quindi è molto importante quel quarto pilastro della digitalizzazione per riuscire a spingere ancora sugli investimenti. Il fabbisogno nazionale di investimenti sull’idrico, rispetto a quello attuale che riusciamo a sostenere con la tariffa, è di sei miliardi.

Quindi c'è un gap ancora importante che in parte aveva colmato proprio il PNRR e che adesso invece rimane non sostenuto dalla fiscalità generale e quindi in teoria va in tariffa. Per adesso le previsioni tariffarie della parte Polesine sono molto modeste. Ieri proprio l’Ingegner Bordin mi diceva che dalle simulazioni ci sarà addirittura un'idea di contenimento ulteriore dell'incremento che era previsto; dipende sicuramente dagli investimenti.

Però per noi, che siamo Società pubblica, è fondamentale anche, non soltanto la sostenibilità ambientale, ma anche quella sociale, cioè che la tariffa sia una tariffa sostenibile. Certo è che deve sostenere una grande mole di investimenti. Le condotte perdono?

Sì, le condotte perdono, ma rispetto ai 10.000 chilometri di condotte, noi sulla percentuale di perdite per chilometro siamo in classe A, cioè noi ormai siamo abituati a sentire questa roba in termini percentuali: il 40% di perdite, il 35% di perdite. Ma in realtà quello che rende efficiente o non efficiente una rete è quanto perdi nella tua rete, perché se perdo gli stessi metri cubi in un chilometro di rete, sono un po’ meno efficiente se quegli stessi metri cubi li perdo in 10.000 chilometri di rete.

Quindi l'indicatore che si dovrebbe guardare sempre è l'indicatore cosiddetto M1- A, cioè quante perdite hai per chilometro di rete. Il territorio polesano è bellissimo perché è campagna bellissima dal punto di vista naturalistico, però la densità abitativa è molto contenuta e abbiamo tantissimi chilometri di rete. Poi anche a noi tecnici piacerebbe tanto sostituire tutte le condotte con quelle nuove, ma allora non basterebbero neanche i 50 milioni che facciamo l'anno.

Sarebbero 100 milioni all'anno di investimenti e la tariffa avrebbe un raddoppio sicuro. Quello che stiamo cercando di fare, anche con l'aiuto del nostro Presidente Cortelazzo, è quello di riuscire a ottenere finanziamenti ministeriali.

Quindi stiamo molto lavorando per avere i finanziamenti con il PNINSI, nome orrendo ma è il piano nazionale degli investimenti strategici sul servizio idrico e quindi stiamo cercando di portarci a casa dei finanziamenti in modo che quella mole mostruosa di investimenti non caschi tutta in tariffa.

Masterplan dell’Adige: in realtà l’Adige è fonte preziosa per noi perché è un'acqua che nel tempo, negli anni, anch’essa è migliorata, perché l'attenzione delle Autorità di controllo anche sugli scarichi nel tempo è migliorata, non peggiorata. Quindi la qualità dell'acqua grezza dell’Adige è di buona, discreta qualità. La riusciamo a trattare bene con le nostre centrali.

Noi potenziamo, avete visto quegli altri 9 milioni di potenziamento della centrale, le stiamo tirando a palla le centrali sull'Adige, mentre man mano stiamo dismettendo il più possibile quelle che possiamo del Po, dove però sta arrivando l'acqua della Pedemontana, cioè l'acqua del Savec, cioè il sistema acquedottistico del Veneto centrale pesca a Ca’ Mazzole; l’abbiamo comprata per 88 milioni di euro qualche anno fa e adesso stiamo facendo importanti condotte per distribuire quest'acqua.

Ogni condotta costa 14- 17 milioni, e queste sono oggetto di quel finanziamento che le dicevo che stiamo cercando con il PNINSI. Quindi il Po via via viene dismesso e viene invece utilizzata l'acqua dell’Adige e l'acqua della Pedemontana. Queste sono le due fonti principali.

Un'altra volta che magari ci vediamo, vi facciamo vedere come è cambiato proprio, abbiamo visto gli ultimi dati proprio prima di venire qui, come è cambiato proprio l'approvvigionamento da fiume per la zona polesana rispetto a acqua da pozzo negli anni, come si è modificata proprio per effetto di questi investimenti che abbiamo fatto, perché poi sennò uno fa un elenco di investimenti ma bisogna vedere anche poi i numeri.

Intervento n. 119
Pagina 31
Punto 2

Audizione Consiglio di Amministrazione Acquevenete SpA” Pag. 17 2

Direttore Generale Acquevenete SpA

Leggi intervento

Ma non con i soldi della tariffa.

Intervento n. 123
Pagine 32–33
Punto 2

Audizione Consiglio di Amministrazione Acquevenete SpA” Pag. 17 2

Direttore Generale Acquevenete SpA

Leggi intervento

Completo. L’Autorità vorrebbe un solo sportello per Provincia, perché sono tutti costi in più che non vuole che gravino sull'utenza. Questi che noi chiamiamo punti di contatto sono dei pos dove l'utente viene accompagnato a entrare nel sol, cioè nello sportello online.

Quindi non sono degli sportelli che fanno le stesse cose dei nostri sportelli. Sono dei punti in cui le persone vengono accompagnate a digitalizzare la propria pratica. Questo è l'oggetto della gara.

Per quanto riguarda la fognatura, sono due considerazioni che ha centrato molto come prospettiva anche per il futuro. Le acque bianche effettivamente, come diceva il Presidente, non sono di competenza del gestore, ma sono di competenza del Comune. Tuttavia, come lei accennava, noi siamo strutturati per modellare tubi, per gestirli, per intervenire in pronto intervento, eccetera, eccetera.

Per cui con il Consiglio di Bacino e anche l’Autorità di regolazione nazionale, sta tentando di spostare quella competenza dai Comuni a noi, però lei immagina bene, commentavamo prima, se volessimo cambiare i tubi dell'acqua potabile che ci beviamo, già la tariffa esploderebbe. Pensi se dovessimo prenderci carico anche dei tubi delle acque bianche: la tariffa esplode.

Il motivo per cui i gestori a livello nazionale sono un po’ refrattari a prendersi carico di questo è che arrivano delle condotte che i Comuni, per scarsità di mezzi, in tutta Italia hanno gestito poco e richiederebbe una mole di investimenti spaventosa, e qui bisogna che il legislatore ci faccia una riflessione. Per adesso, in virtù dell'esperienza dei Consigli di Bacino e dei gestori, stiamo comunque aiutando i Comuni ad affrontare i piani di sicurezza dell'acqua e anche a gestire alcune situazioni di criticità.

Per la fognatura, faccia conto che su 50 milioni più o meno, 10 milioni vanno di investimento in fognatura quella nostra, fognatura acque nere, e circa 3-5 milioni in depurazione in media. Da padrone lo fa sempre l'investimento sull'acqua. Rispondo così anche alla questione dei tempi di risposta di intervento.

I nostri tempi di intervento sono immediati quando c'è un disagio alla cittadinanza, cioè se la rottura comporta un’interruzione di servizio, le squadre hanno priorità di intervento, escono a minuti, e noi abbiamo centinaia di operai con i mezzi, gli escavatori, oltre che il supporto anche di imprese esterne per i picchi di rotture. Quindi noi interveniamo a minuti su questo interventi.

Se invece è una rottura per esempio che è di piccola entità, che poi a noi visivamente ci sembra che esca un sacco di acqua, ma magari è veramente una piccola emissione, vengono postergate a quelle che danno disagio alla cittadinanza. Quindi se per caso ci sono stati interventi in un giorno, due giorni, è perché erano rotture che sono state volutamente postergate a quelle che creano un disagio alla cittadinanza.

Un po’ il principio anche che l'acqua non è che si perde, nel senso si perde l’acqua potabile, ma comunque rimane in un ciclo integrato perché va in terreno e viene recuperata. Noi cerchiamo di intervenire sempre con il minimo tempo di intervento, ma sicuramente c'è una classifica, cioè una graduatoria di intervento: l'acqua che causa disagio alla cittadinanza comporta un intervento immediato. Poi sul progetto culturale della torre.

Intervento n. 125
Pagina 33
Punto 2

Audizione Consiglio di Amministrazione Acquevenete SpA” Pag. 17 2

Direttore Generale Acquevenete SpA

Leggi intervento

Ok, vi faccio vedere anche il progetto complessivo della parte culturale, che mette comunque a contatto tutte le cose che diceva lei, cioè il Museo dei Grandi Fumi, il Centro universitario.

Intervento n. 140
Pagine 38–39
Punto 2

Audizione Consiglio di Amministrazione Acquevenete SpA” Pag. 17 2

Direttore Generale Acquevenete SpA

Leggi intervento

Sugli investimenti futuri. L’approccio che noi abbiamo adesso per gli investimenti soprattutto nel settore idrico è dato dai piani di sicurezza dell'acqua, cioè è una valutazione risk….., quindi noi verifichiamo quali possono essere i rischi potenziali per le nostre fonti di approvvigionamento e, sulla base di questi, costruiamo il nostro scenario di investimento.

Quindi ad oggi sicuramente Adige è fonte di approvvigionamento importante e Savec; impossibile rinunciare in questo momento all’Adige come fonte di approvvigionamento, perché non ci sono i metri cubi di acqua sufficienti per servire la popolazione del sud della Regione, ma è un'acqua di buona qualità e con i trattamenti, con gli investimenti che noi facciamo, possiamo garantire sicurezza di ottima qualità all'utente.

Investimenti poi vengono fatti, anche quelli fognari, depurativi, sulla base di tutte le spinte che ci vengono date dalla Comunità Europea che vi dicevo prima per quanto riguarda il comparto fognario e depurativo.

Poi diceva criticità particolari: qui di eventi estremi l'abbiamo sperimentata tutta in Polesine, perché abbiamo avuto Vaia nel 2018, cuneo salino nel 2022, siccità, per cui chi ci dice che il cambiamento climatico non esiste, lo prendo per l'orecchio, lo porto in Polesine e gli faccio vedere un po’ di foto di quei momenti, e quindi noi l'abbiamo già sperimentato sulla nostra pelle che il cambiamento climatico è in atto.

Abbiamo degli scienziati tra l'altro incredibili proprio a Rovigo con Critical, con cui collaboriamo, proprio per monitorare questi cambiamenti. Non sono l'unica particolare criticità di questo territorio. Ce ne è un'altra su cui vi invito a fare subito una riflessione: noi abbiamo le stime di spopolamento del sud della Regione importanti.

A vent'anni, con gli incrementi di investimenti che dobbiamo fare, si prevederebbero, con lo spopolamento ad oggi stimato, incrementi di tariffa dell’81%, ma non per effetto soltanto degli investimenti che bisogna fare, ma anche dello spopolamento previsto in questo territorio, per cui quello di lavorare su investimenti che mantengono alta la qualità della vita in questo territorio, compreso la buona qualità dell'acqua, è uno dei nostri obiettivi. Cosa si può fare per mitigare questo effetto?

Ragionare in un'ottica regionale perché, a fronte di uno spopolamento, c'è un eccessivo popolamento di altre città e quindi nella media invece regionale si riuscirebbe a tenere le tariffe calmierate e sostenibili. Questo è un elemento di cui bisogna tenere presente.

Lo teniamo presente anche quando facciamo le relazioni di progetto per sollecitare investimenti, perché talvolta sono privilegiati gli investimenti che servono a un maggior numero di abitanti, ma è un circolo vizioso: se tu non mi dai gli investimenti per il territorio che ha meno abitanti, a quel punto lì rischio di farlo spopolare ulteriormente. Quindi il parametro di dare finanziamenti ai territori che servono più utenti è in realtà una debolezza di sistema e questo lo faremo notare al legislatore.

Per Via Lungo Adige, io non so quale sia l'elemento puntuale. Ho ricordi che ci fosse un soggetto che non era allacciato alla rete pubblica ma l'abbiamo allacciato, non mi ricordo quanto tempo fa, ma so che l'abbiamo allacciato. Ho chiesto conferma.

C'è ancora l’Ingegner Milan? Sì. Allacciato?

Allacciato, perfetto, benissimo. Io vi ringrazio molto per le parole che avete riservato ad Acquevenete. E’ una Società di cui sono molto orgogliosa.

Vi posso assicurare che tutti i miei colleghi sono molto più bravi di me e se voi ascoltaste sulle voci specifiche loro, vi coinvolgerebbero molto di più di quanto non ho fatto io. Grazie a tutti.

Intervento n. 144
Pagine 39–40
Punto 2

Audizione Consiglio di Amministrazione Acquevenete SpA” Pag. 17 2

Direttore Generale Acquevenete SpA

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Questo è il video. Questa è una cisterna che la Sovrintendenza ci fa recuperare, che diventa uno spazio, viene svuotata, viene aperta sul verde. Questa è un cisterna, un'altra cisterna sempre che viene recuperata, tutto viene riportato a verde, perché adesso è piazzale, quindi viene tutto riportato a verde, vengono piantumate le specie autoctone e quindi viene intensificata tutta la parte a verde.

La torre viene recuperata. Qui c'è un auditorium all'esterno. Volevamo svuotare la cisterna, fare una specie di auditorium, ma la Sovrintendenza non ci ha lasciato e quindi diventerà uno spazio aperto con cui fare le manifestazioni pubbliche.

Poi il percorso che abbiamo chiamato museale, in realtà di museale non ha nulla, che comincia con la parte più alta che è un punto di osservazione sulla città, bellissimo. Qui dobbiamo ancora decidere il nome, abbiamo quattro ipotesi del nome. Bisognerà fare una riflessione anche sul nome.

Intervento n. 146
Pagina 40
Punto 2

Audizione Consiglio di Amministrazione Acquevenete SpA” Pag. 17 2

Direttore Generale Acquevenete SpA

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Faremo un referendum per il nome. Quello che verrà fatto di interessante è proprio che il percorso viene fatto in maniera diversa.

Nel piano terra ci sono tutti dei giochi, io poi non sono una grande esperta, ma dei giochi molto avanzati per i bambini, i ragazzi, per capire dei meccanismi, quindi nel piano terra vengono fatti dei punti con delle postazioni per analizzare temi specifici anche con l'utilizzo di giochi per varietà, e poi man mano si fa il percorso dell'acqua, quindi dalle fonti, alla distribuzione, all'utilizzo, poi la depurazione.

Nella parte finale sarà interessante perché appunto ci sarà anche la parte di realtà aumentata, quindi anche modellata in maniera oggettiva, scientifica, proprio in collegamento con l'Università, per cui guardando il punto dove c'è Ca’ Mazzole: si può vedere fisicamente la fonte di Ca’ Mazzole, vederne la portata, come funziona, quali sono i dati, qual è il monitoraggio in tempo reale di quella fonte, oppure vedere l'impianto di depurazione come funziona senza sentirne l'odore, visto che lo si farà con la realtà aumentata, ma non così tanto aumentata da sentire anche gli odori.

E quindi sarà un viaggio su tutto il ciclo idrico dell'acqua, però fatto dalla postazione, da questa postazione multimediale. La tecnologia utilizzata è la più avanzata in questo momento a livello europeo. Diceva difatti il Presidente all'inizio che sarà motivo di attrazione non soltanto per la città di Rovigo e il Veneto, ma noi vorremmo che fosse motivo di attrazione generale.

Alla fine tra l'altro di questo pensavamo di fare proprio una sorta di libretto dell'acqua museale, in modo che uno può fare un percorso, quindi il museo dei due fiumi con un bollino, questo museo multimediale dell'acqua con un altro bollino, e che ci fosse proprio un percorso il Delta del Po con un altro bollino, cioè di mettere in circuito proprio tutti questi punti di divulgazione, in questo caso tecnologicamente avanzato.

Tra l'altro è una Società di Milano, ma che di persone è di Rovigo, quindi mi ha fatto anche piacere che conoscevano molto il territorio, hanno fatto un progetto straordinario. Io non vedo l'ora di vederlo realizzato perché sarà veramente un unicum.

16 novembre 2018

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

1 intervento
Intervento n. 120
Pagine 56–58
Punto 2

AUTOCONVOCAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE AI SENSI E PER GLI EFFETTI DELL’ARTICOLO 39, 2° COMMA DEL TUEL - RICHIESTA DI CONSIGLIO MONOTEMATICO IN MERITO ALLA EMERGENZA IDRICA E ALL’INTERRUZIONE DEL SERVIZIO PUBBLICO ESSENZIALE DELL’EROGAZIONE DI ACQUA POTABILE - 30 OTTOBRE 2018 E GIORNI SUCCESSIVI”......................................................................................................................28 (NON E' STATA PRODOTTA NESSUNA DELIBERA) 2 di 64

Ufficio Legale Acquevenete S.p.A.

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Buonasera a tutti. Parto dai due temi principali che sono emersi dai tanti interventi molto interessanti che sono emersi in questo Consiglio, e che mi sembrano, tra l’altro, comuni a tutti gli interventi. C’è un’attenzione complessiva dell’intero Consiglio Comunale - almeno, io ho avuto questa percezione - ai due grandi temi, che sono quello degli investimenti e della qualità dell’acqua.

Sono proprio le due domande che, con sfaccettature diverse, sono state fatte su questi due grandi argomenti. Sulla qualità dell’acqua, che veniva chiesto quali controlli vengono fatti, sono controlli quotidiani. Ad oggi abbiamo oltre quarantamila analisi fatte sull’acqua potabile e, quindi, diciamo che c’è un controllo quotidiano, ovviamente, e costante su tutti i parametri dell’acqua potabile.

In tema della qualità è fondamentale, perché è stato quello che ci ha fatto decidere, in via precauzionale, in via cautelativa, di sospendere l’erogazione. Nessuno è venuto in Acquevenete a dirci: “L’acqua non è potabile. Sospendete l’erogazione o la dichiariamo non potabile”, è stato un intervento fatto in via cautelativa dalla società, quindi prima che si verificasse il vero danno, che sarebbe stato erogare acqua non potabile.

Quindi, questa è l’attenzione alla qualità, che per noi è fondamentale, è l’argomento che ci impegna in maniera totale, erogare acqua di buona qualità. Quindi, la decisione è stata in via cautelativa, prima che uscisse anche solo una minima quantità di acqua non potabile. È importante, questo, per capire che c’è un presidio effettivo e costante sulla qualità dell’acqua che viene erogata, oltre che un controllo poi sulla stessa.

Il secondo tema, che ho visto che è centrato e centrale per tutti, è quello dell’importanza degli investimenti. Quello, per noi, è anche l’orgoglio che abbiamo, come Acquevenete, di riuscire a sostenere un piano degli investimenti importante; sapete che si aggira poco meno a 30 milioni di euro complessivamente, ma, comunque, oltre 10 milioni di euro all’anno, per l’A.T.O. Polesine.

Con l’A.T.O. Polesine stiamo facendo un importantissimo lavoro di riorganizzazione e rimodulazione degli investimenti, dando priorità a quelle che sono diventate delle emergenze.

È corretto quello che dite, sono delle emergenze che sembrano non più delle emergenze, perché ci coinvolgeranno, come cittadini, negli anni, e quindi ci fa piacere che venga percepito da subito 56 di 64 Comune di Rovigo Consiglio Comunale monotematico del giorno 16 Novembre 2018 quant’è la nostra capacità, effettivamente, di realizzare degli investimenti.

In questi giorni ho ripreso anche le nostre squadre, i nostri operai, perché li riconosco per strada, e non c’è nemmeno un cartello che dica bene chiaramente che sono interventi di Acquevenete, perché, forse, dobbiamo dare anche la percezione ai cittadini di tutti gli investimenti che stiamo facendo. Quindi, sulla comunicazione, su vari livelli, dobbiamo effettivamente migliorarci.

Per quanto riguarda la sostenibilità di questi investimenti, perché ci avete chiesto: “Ci sono dei contributi?”, la pianificazione di questi investimenti la stiamo facendo con le nostre forze, nel senso che sono le forze dei cittadini, cioè, con la nostra tariffa, in modo da non essere in attesa, come l’uccellino nel nido, che arrivi un finanziamento che ci consenta di attivare queste misure, che sono urgenti e sono indifferibili.

Quindi, le stiamo pianificando, insieme al nostro Consiglio di Bacino, come delle opere che sosteniamo con la tariffa, senza prevedere incrementi, quindi mantenendo la tariffa, che è stata ridotta, sapete, del 2%, per effetto della fusione, e cercando di mantenerla il più costante possibile, senza avere picchi negli anni di incrementi e poi decrementi, ma cercando di mantenerla costante, per non creare un disagio.

Quello che, però, vi posso dire è che siamo stati convocati, fin da subito, in Unità di Crisi Regionale, perché la società Acquevenete è stata coinvolta con più crisi; la prima, di lunedì, è stata quella del Brenta, proprio del risorgive del Brenta, che anche lì la torbidità era salita tantissimo e, quindi, la prima nota in emergenza non ce la siamo fatta per l’Adige, ma l’abbiamo fatta per il Brenta, avevamo una torbidità nei pozzi significativa.

Quindi, siamo stati coinvolti dalla Regione nell’Unità di Crisi, che ha coinvolto soprattutto l’area di Belluno, ma anche il Rodigino. Quindi, stiamo adesso quantificando i danni che sono stati originati dall’emergenza, e credo che sia arrivato il link forse anche al Comune di Rovigo direttamente, per la quantificazione di questi danni emergenziali.

Quindi vediamo con la segnalazione, perché vengono fatti per essere indirizzati poi all’Unione Europea, perché ci sono dei fondi per questo tipo di emergenze, e quindi vedremo che cosa comporterà poi a livello comunitario, veicolato attraverso la Regione, che ha fatto un Tavolo di Coordinamento importante per tutto il Veneto, in cui è coinvolto anche il Polesine, fin da subito è stato coinvolto il Polesine.

Non ci sono, difatti, indennità specifiche e contrattuali immediate sulla bolletta dei cittadini, perché l’Autorità prevede, effettivamente, che queste - chiamiamole così - interruzioni di servizio, sospensioni temporanee di servizio, che si prolunghino per un tot di tempo, non a causa di un disservizio del gestore, ma per una calamità naturale, non è previsto ci sia un indennizzo diretto ai cittadini, o alle attività commerciali.

Quindi, l’Autorità, che ci dice, attraverso anche il nostro Consiglio di Bacino, quali sono gli indennizzi da erogare automaticamente, per il mancato rispetto degli standard di qualità, che sono perfettamente dettagliati nella nostra Carta dei Servizi e negli obblighi che abbiamo dell’Autorità, non prevede un indennizzo automatico, perché non dipendono... adesso, la calamità naturale non è dipesa da Acquevenete o dall’impianto, ma è frutto, effettivamente, di una situazione emergenziale.

Tuttavia, vedremo adesso, attraverso questa unità di crisi regionale, coordinata... adesso il Commissario è il Governatore, e quindi vedremo se vengono previste delle forme comunque di risarcimento, sia ai Comuni coinvolti che al gestore idrico.

In questa emergenza, in via diretta, sono coinvolti Bim di Belluno, A.T.S., l’Alto Trevigiano Servizi, con Quero Vas e il Comune vicino, noi, come Acquevenete, per il Polesine, e l’Azienda Gardesana Servizi, che ha avuto un problema nel Veronese; quindi soprattutto questi quattro gestori coinvolti nell’emergenza. Questo per quanto riguarda gli indennizzi. Poi, per le vasche, mi ha rubato la risposta l’ingegner Milan.

L’investimento importante che stiamo cercando di fare è proprio quello di creare ridondanza di trattamento e, quindi, di avere quasi una filiera di trattamento anche parallelo, in modo che si riesca a fare un trattamento sicuro per anche emergenze di varia natura, perché emergenza è proprio quella che non è prevedibile. I protocolli di sicurezza che abbiamo, Dottoressa, ci sono, ovviamente, i nostri piani di emergenza, i nostri piani di controllo.

Però è corretta la sollecitazione che ci fa e che ha fatto anche l’Unità di Crisi proprio nel Tavolo di giovedì, quindi di ieri, di giovedì mattina, di fare rivedere... hanno convocato anche A.N.C.I., per rivedere tutti i protocolli di emergenza dei vari Comuni, vanno 57 di 64 Comune di Rovigo Consiglio Comunale monotematico del giorno 16 Novembre 2018 rivisti, vanno aggiornati, alla luce di queste emergenze, che sono molto complesse, perché sono regionali.

Per esempio, se non avessimo avuto la stessa emergenza anche sulla centrale di Vescovana, con il collegamento che c’era avremmo supplito in maniera decorosa al fabbisogno idrico della città di Rovigo e degli altri otto Comuni. Quindi, il fatto che fosse tutta l’asta dell’Adige compromessa, invece, ha creato un disagio diverso.

Allora, essendo adesso degli eventi che interessano non solo la regione, ma, come diceva correttamente l’ingegner Restaino, tutto il nord Italia... se pensate, certe autobotti non ce le davano perché erano impegnate in Emilia Romagna, in Liguria e nel resto del... quindi abbiamo avuto problemi a reperire le autobotti perché erano impegnate in un territorio vastissimo. Normalmente l’emergenza, invece, si circoscrive a un territorio un po’ meno esteso.

Quindi, è vero che le emergenze sono, effettivamente, gestite diversamente, ma è anche vero che bisogna, effettivamente, rivedere questi piani di emergenza. La sollecitazione dell’A.N.C.I. arriverà a tutti i Comuni per aggiornarli.

Per le forme di comunicazione nostra, noi abbiamo attivato il protocollo, avvisando e pre-allertando la Prefettura già lunedì, quando non c’era ancora un’allerta dalla centrale, tanto che la prima segnalazione fatta alla Prefettura, addirittura, riguarda i pozzi di Carmignano, perché erano i primi interessati da torbidità estrema, e quindi da una situazione di emergenza per quanto riguarda la società.

Quindi, abbiamo attivato il nostro protocollo, che prevede la segnalazione, in primis, alla Prefettura, perché noi non avevamo idea che fosse la centrale di Boara, o quella di Badia, o quella di Vescovana, cioè, erano per noi tutte in fase di pre-allerta, e poi, comunque, una pre-attivazione di autobotti di emergenza, tanto che le prime autobotti già nella notte tra lunedì e martedì sono state predisposte per i punti sensibili, quindi ospedale, che non hanno avuto nessun problema di approvvigionamento di acqua, effettivamente.

Abbiamo adesso un sistema anche innovativo, che verrà lanciato, che stiamo testando, perché non abbia bachi, ma che lanceremo da febbraio del prossimo anno, gennaio massimo febbraio, che prevede proprio un’App che segnali direttamente ai soggetti interessati il disservizio.

Va anche detto, però, che i cittadini questa App se la devono poi scaricare, nel senso che io posso comunicare direttamente al cittadino, ma ho necessità che il cittadino si voglia mettere in comunicazione con la società, perché la comunicazione più diretta sarà senz’altro quella. Io non ho risposto a tutti gli argomenti puntuali. Se ci sono delle cose che ritenete che debbano essere ancora sviluppate, siamo a disposizione.

Grazie.

23 settembre 2008

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

4 interventi
Intervento n. 77
Pagine 33–34
Punto 1

Nuovo Statuto di COSECON SpA

Direttore Cosecon

Leggi intervento

Buongiorno a tutti. Sono in Cosecon da due mesi, più o meno in coincidenza con le note vicende giudiziarie, però mi ritrovo inserita in queste società in una fase che effettivamente è di vera e profonda trasformazione, non è soltanto una modifica nel management. L'Assessore Milan, correttamente, diceva che le modifiche proposte con questo Statuto non sono soltanto formali.

Ci sono quelle di adeguamento ai decreti Lanzillotta e altre che troverete nel testo, non particolarmente rilevanti. Però c’è la prima che è quella che riguarda l'oggetto sociale, che coincide proprio con questo cambiamento nell'attività di Cosecon, che spero si percepisca in maniera immediata anche per tutti i Comuni che ne sono soci, ed è quella della semplificazione dell'oggetto sociale.

Questa semplificazione comporta, quindi, che la società si concentrerà esclusivamente sull'attività di sviluppatore di territorio, e quindi su tutte le attività di infrastrutturazione e di trasformazione dello stesso, sia che siano realizzazioni di aree per insediamenti produttivi, che residenziali, artigianali e commerciali, o recuperi di aree dismesse e riqualificazione, quindi urbane.

Quindi, il fatto di concentrarsi su questa attività, comporta una semplificazione nell'attività e il fatto che tutte le energie, finanziarie, politiche ed economiche, siano concentrate su quest'oggetto sociale.

Questa effettivamente è la prima modifica che troverete nello Statuto e anche la fondamentale: quella che segna questa nuova fase di una società che sta crescendo e effettivamente anche il nome fa capire quello che dovrebbe avere il ruolo auspicato dei soci, cioè quello di diventare un'Agenzia di Sviluppo Territoriale sull'intera Regione Veneto, partendo ovviamente dai territori che ne costituiscono il nucleo centrale, cioè quelli della Provincia di Rovigo e di Padova.

34 Quindi, è vero che la modifica non è esclusivamente formale, quella dell'oggetto sociale segna effettivamente questo nuovo corso, voluto fortemente dal Consiglio di Amministrazione ultimo che avete espresso e che dovrebbe rimanere in carica almeno fino al mese di ottobre. Queste sono le previsioni per quanto riguarda la governance.

Io sono a disposizione se avete domande, dubbi, perplessità, altrimenti, dal punto di vista tecnico, non ci sono particolari questioni dal punto di vista statutario; è proprio quella sull'oggetto sociale quella più rilevante e gli altri sono adeguamenti necessari.

Intervento n. 108
Pagine 43–44
Punto 1

Nuovo Statuto di COSECON SpA

Direttore Cosecon

Leggi intervento

Mi permetto di ringraziarvi dei chiarimenti che mi avete dato sull'astensione, perché temevo fosse una bocciatura del nuovo corso di Cosecon, soprattutto di una semplificazione dell'oggetto sociale, cioè che quasi piacesse di più al Consiglio Comunale un Cosecon che fa tutto, che si occupa di qualsiasi servizio, e non del Cosecon focalizzato sugli interventi di sviluppo attento del territorio.

La partecipazione pubblica della società, Consigliere, è pari al 56,6%, vede il 51,78% dei Comuni e poi un 4,77% della provincia di Padova e Venezia. 44 La partecipazione privata, che quindi è minoritaria, del 43%, ha comunque la partecipazione del 15,05% delle società finanziarie a partecipazione pubblica, parlo della FINSER, che è la società della provincia di Padova, la finanziaria immobiliare della provincia di Padova, e sempre di Veneto Sviluppo, quindi la Regione.

Le banche detengono il 27,18% del capitale sociale. (Voci confuse dall'Aula)

Intervento n. 110
Pagine 44–45
Punto 1

Nuovo Statuto di COSECON SpA

Direttore Cosecon

Leggi intervento

Quindi, come tipo di attività, quella che si accinge a fare attiva, chiamiamo nuovo Cosecon, sarà quello che voi conoscete come attività di società di trasformazione urbana sostanzialmente, quindi di società che agiscono, dal punto di vista operativo- esecutivo, sulla base di pianificazione territoriale fissata dagli Enti territoriali.

Quindi è importante questo, perché qualsiasi programmazione e pianificazione parte degli enti territoriali, Cosecon, o qualsiasi altra società di trasformazione urbana, viene chiamata ad eseguire gli interventi pianificati dall'Amministrazione Comunale. Questo anche in risposta a quel Consigliere che mi diceva che Cosecon faceva soltanto capannoni. Se l'Amministrazione Comunale mi chiede di dare attuazione ad un PIP, per forza Cosecon fa capannoni!

Se in un PIP ci metto una chiesa, probabilmente l'Amministrazione Comunale non è proprio contenta! Quindi dipende dal pianificazione che fa l'Amministrazione Comunale. Non è Cosecon che deve pianificare l'attività territoriale del Comune.

E’ il Comune che deve dire che cosa vuole e quali sono i suoi desiderata. Cosecon deve solo eseguire. Questo vorrei che fosse chiaro per il futuro, soprattutto della società, purtroppo o, meglio forse, non rispondere al passato.

Con riguardo alle indagini giudiziarie, per rispondere un po' a tutto quello che mi ha chiesto il Consigliere, la mia estrazione è quella, appunto, avete sentito, di avvocato, e sarei sempre cauta con i giudizi comunque di qualsiasi tipo, sia civili che penali, fino a quando non arrivano all'esito.

Sicuramente credo sia prudente la condotta del Consiglio di Amministrazione nuovo, che avete nominato come soci anche voi, di comunque creare subito un elemento, un distacco tra la passata gestione, affinché ci sia anche una modifica nei rapporti esterni, cioè ci sia un senso di affidamento nella società. Però, fino a quando il giudizio non è concluso, avete visto anche l'esito comunque del Tribunale del Riesame di Venezia, che comunque ha veramente stravolto quella che era l'impianto accusatorio della Procura.

Per cui, fino a quando l'indagine non è conclusa, mi sentirei di non esprimere davvero nessun giudizio sulla vicenda. C'è stato sicuramente… questo è un chiarimento tecnico che però mi sento di darvi, sicuramente un incrocio di dati un po' confuso, che ha eccepito anche di fatto il Tribunale del Riesame, sul fatto che le opere rendicontate hanno valori diversi 45 rispetto ai lavori realizzati.

Ma voi sapete che in sede di rendicontrazione, si rendicontano non solo i lavori, ma anche degli altri acquisti, gli altri costi, come quelli di acquisto del terreno, o consulenze di tipo giuridico, tecnico, progettuale eccetera. Se ci sono poi altre questioni sull'indagine, ma devo dire che le mie informazioni sono sommarie e forse un po' più attendibili di quelle giornalistiche, però veramente sommarie comunque.

Come leggere questi numeri. Il numero degli interventi dipende dalle sedute e dai verbali attualmente acquisiti. I ruoli di Presidenza possono inoltre generare numerosi interventi procedurali: per questo Lente Civica non li usa come classifica di attività politica.