Buonasera a tutti. Parto dai due temi principali che sono emersi dai tanti interventi molto interessanti che sono emersi in questo Consiglio, e che mi sembrano, tra l’altro, comuni a tutti gli interventi. C’è un’attenzione complessiva dell’intero Consiglio Comunale - almeno, io ho avuto questa percezione - ai due grandi temi, che sono quello degli investimenti e della qualità dell’acqua.
Sono proprio le due domande che, con sfaccettature diverse, sono state fatte su questi due grandi argomenti. Sulla qualità dell’acqua, che veniva chiesto quali controlli vengono fatti, sono controlli quotidiani. Ad oggi abbiamo oltre quarantamila analisi fatte sull’acqua potabile e, quindi, diciamo che c’è un controllo quotidiano, ovviamente, e costante su tutti i parametri dell’acqua potabile.
In tema della qualità è fondamentale, perché è stato quello che ci ha fatto decidere, in via precauzionale, in via cautelativa, di sospendere l’erogazione. Nessuno è venuto in Acquevenete a dirci: “L’acqua non è potabile. Sospendete l’erogazione o la dichiariamo non potabile”, è stato un intervento fatto in via cautelativa dalla società, quindi prima che si verificasse il vero danno, che sarebbe stato erogare acqua non potabile.
Quindi, questa è l’attenzione alla qualità, che per noi è fondamentale, è l’argomento che ci impegna in maniera totale, erogare acqua di buona qualità. Quindi, la decisione è stata in via cautelativa, prima che uscisse anche solo una minima quantità di acqua non potabile. È importante, questo, per capire che c’è un presidio effettivo e costante sulla qualità dell’acqua che viene erogata, oltre che un controllo poi sulla stessa.
Il secondo tema, che ho visto che è centrato e centrale per tutti, è quello dell’importanza degli investimenti. Quello, per noi, è anche l’orgoglio che abbiamo, come Acquevenete, di riuscire a sostenere un piano degli investimenti importante; sapete che si aggira poco meno a 30 milioni di euro complessivamente, ma, comunque, oltre 10 milioni di euro all’anno, per l’A.T.O. Polesine.
Con l’A.T.O. Polesine stiamo facendo un importantissimo lavoro di riorganizzazione e rimodulazione degli investimenti, dando priorità a quelle che sono diventate delle emergenze.
È corretto quello che dite, sono delle emergenze che sembrano non più delle emergenze, perché ci coinvolgeranno, come cittadini, negli anni, e quindi ci fa piacere che venga percepito da subito 56 di 64 Comune di Rovigo Consiglio Comunale monotematico del giorno 16 Novembre 2018 quant’è la nostra capacità, effettivamente, di realizzare degli investimenti.
In questi giorni ho ripreso anche le nostre squadre, i nostri operai, perché li riconosco per strada, e non c’è nemmeno un cartello che dica bene chiaramente che sono interventi di Acquevenete, perché, forse, dobbiamo dare anche la percezione ai cittadini di tutti gli investimenti che stiamo facendo. Quindi, sulla comunicazione, su vari livelli, dobbiamo effettivamente migliorarci.
Per quanto riguarda la sostenibilità di questi investimenti, perché ci avete chiesto: “Ci sono dei contributi?”, la pianificazione di questi investimenti la stiamo facendo con le nostre forze, nel senso che sono le forze dei cittadini, cioè, con la nostra tariffa, in modo da non essere in attesa, come l’uccellino nel nido, che arrivi un finanziamento che ci consenta di attivare queste misure, che sono urgenti e sono indifferibili.
Quindi, le stiamo pianificando, insieme al nostro Consiglio di Bacino, come delle opere che sosteniamo con la tariffa, senza prevedere incrementi, quindi mantenendo la tariffa, che è stata ridotta, sapete, del 2%, per effetto della fusione, e cercando di mantenerla il più costante possibile, senza avere picchi negli anni di incrementi e poi decrementi, ma cercando di mantenerla costante, per non creare un disagio.
Quello che, però, vi posso dire è che siamo stati convocati, fin da subito, in Unità di Crisi Regionale, perché la società Acquevenete è stata coinvolta con più crisi; la prima, di lunedì, è stata quella del Brenta, proprio del risorgive del Brenta, che anche lì la torbidità era salita tantissimo e, quindi, la prima nota in emergenza non ce la siamo fatta per l’Adige, ma l’abbiamo fatta per il Brenta, avevamo una torbidità nei pozzi significativa.
Quindi, siamo stati coinvolti dalla Regione nell’Unità di Crisi, che ha coinvolto soprattutto l’area di Belluno, ma anche il Rodigino. Quindi, stiamo adesso quantificando i danni che sono stati originati dall’emergenza, e credo che sia arrivato il link forse anche al Comune di Rovigo direttamente, per la quantificazione di questi danni emergenziali.
Quindi vediamo con la segnalazione, perché vengono fatti per essere indirizzati poi all’Unione Europea, perché ci sono dei fondi per questo tipo di emergenze, e quindi vedremo che cosa comporterà poi a livello comunitario, veicolato attraverso la Regione, che ha fatto un Tavolo di Coordinamento importante per tutto il Veneto, in cui è coinvolto anche il Polesine, fin da subito è stato coinvolto il Polesine.
Non ci sono, difatti, indennità specifiche e contrattuali immediate sulla bolletta dei cittadini, perché l’Autorità prevede, effettivamente, che queste - chiamiamole così - interruzioni di servizio, sospensioni temporanee di servizio, che si prolunghino per un tot di tempo, non a causa di un disservizio del gestore, ma per una calamità naturale, non è previsto ci sia un indennizzo diretto ai cittadini, o alle attività commerciali.
Quindi, l’Autorità, che ci dice, attraverso anche il nostro Consiglio di Bacino, quali sono gli indennizzi da erogare automaticamente, per il mancato rispetto degli standard di qualità, che sono perfettamente dettagliati nella nostra Carta dei Servizi e negli obblighi che abbiamo dell’Autorità, non prevede un indennizzo automatico, perché non dipendono... adesso, la calamità naturale non è dipesa da Acquevenete o dall’impianto, ma è frutto, effettivamente, di una situazione emergenziale.
Tuttavia, vedremo adesso, attraverso questa unità di crisi regionale, coordinata... adesso il Commissario è il Governatore, e quindi vedremo se vengono previste delle forme comunque di risarcimento, sia ai Comuni coinvolti che al gestore idrico.
In questa emergenza, in via diretta, sono coinvolti Bim di Belluno, A.T.S., l’Alto Trevigiano Servizi, con Quero Vas e il Comune vicino, noi, come Acquevenete, per il Polesine, e l’Azienda Gardesana Servizi, che ha avuto un problema nel Veronese; quindi soprattutto questi quattro gestori coinvolti nell’emergenza. Questo per quanto riguarda gli indennizzi. Poi, per le vasche, mi ha rubato la risposta l’ingegner Milan.
L’investimento importante che stiamo cercando di fare è proprio quello di creare ridondanza di trattamento e, quindi, di avere quasi una filiera di trattamento anche parallelo, in modo che si riesca a fare un trattamento sicuro per anche emergenze di varia natura, perché emergenza è proprio quella che non è prevedibile. I protocolli di sicurezza che abbiamo, Dottoressa, ci sono, ovviamente, i nostri piani di emergenza, i nostri piani di controllo.
Però è corretta la sollecitazione che ci fa e che ha fatto anche l’Unità di Crisi proprio nel Tavolo di giovedì, quindi di ieri, di giovedì mattina, di fare rivedere... hanno convocato anche A.N.C.I., per rivedere tutti i protocolli di emergenza dei vari Comuni, vanno 57 di 64 Comune di Rovigo Consiglio Comunale monotematico del giorno 16 Novembre 2018 rivisti, vanno aggiornati, alla luce di queste emergenze, che sono molto complesse, perché sono regionali.
Per esempio, se non avessimo avuto la stessa emergenza anche sulla centrale di Vescovana, con il collegamento che c’era avremmo supplito in maniera decorosa al fabbisogno idrico della città di Rovigo e degli altri otto Comuni. Quindi, il fatto che fosse tutta l’asta dell’Adige compromessa, invece, ha creato un disagio diverso.
Allora, essendo adesso degli eventi che interessano non solo la regione, ma, come diceva correttamente l’ingegner Restaino, tutto il nord Italia... se pensate, certe autobotti non ce le davano perché erano impegnate in Emilia Romagna, in Liguria e nel resto del... quindi abbiamo avuto problemi a reperire le autobotti perché erano impegnate in un territorio vastissimo. Normalmente l’emergenza, invece, si circoscrive a un territorio un po’ meno esteso.
Quindi, è vero che le emergenze sono, effettivamente, gestite diversamente, ma è anche vero che bisogna, effettivamente, rivedere questi piani di emergenza. La sollecitazione dell’A.N.C.I. arriverà a tutti i Comuni per aggiornarli.
Per le forme di comunicazione nostra, noi abbiamo attivato il protocollo, avvisando e pre-allertando la Prefettura già lunedì, quando non c’era ancora un’allerta dalla centrale, tanto che la prima segnalazione fatta alla Prefettura, addirittura, riguarda i pozzi di Carmignano, perché erano i primi interessati da torbidità estrema, e quindi da una situazione di emergenza per quanto riguarda la società.
Quindi, abbiamo attivato il nostro protocollo, che prevede la segnalazione, in primis, alla Prefettura, perché noi non avevamo idea che fosse la centrale di Boara, o quella di Badia, o quella di Vescovana, cioè, erano per noi tutte in fase di pre-allerta, e poi, comunque, una pre-attivazione di autobotti di emergenza, tanto che le prime autobotti già nella notte tra lunedì e martedì sono state predisposte per i punti sensibili, quindi ospedale, che non hanno avuto nessun problema di approvvigionamento di acqua, effettivamente.
Abbiamo adesso un sistema anche innovativo, che verrà lanciato, che stiamo testando, perché non abbia bachi, ma che lanceremo da febbraio del prossimo anno, gennaio massimo febbraio, che prevede proprio un’App che segnali direttamente ai soggetti interessati il disservizio.
Va anche detto, però, che i cittadini questa App se la devono poi scaricare, nel senso che io posso comunicare direttamente al cittadino, ma ho necessità che il cittadino si voglia mettere in comunicazione con la società, perché la comunicazione più diretta sarà senz’altro quella. Io non ho risposto a tutti gli argomenti puntuali. Se ci sono delle cose che ritenete che debbano essere ancora sviluppate, siamo a disposizione.
Grazie.