Grazie Presidente.
Io ho ascoltato con attenzione la presentazione, diciamo, del Direttore Generale del dottor Orsini e devo dire che il primo approccio che ho avuto con le cose che ci ha illustrato è di una concretezza nella proposta, che mi pare sia andata in maniera rapida al nocciolo delle questioni, di alcune questioni, senza disperdere le sue considerazioni in un approccio politico che spesso confonde poi gli obiettivi, sia nel merito in positivo che nel demerito, laddove le cose non vanno come ognuno di noi si aspetta.
Ho trovato interessanti alcune, tra le altre, insomma, considerazioni, rispetto alla necessità di regolare il rapporto tra pubblico e privato, io condivido alcune sue considerazioni rispetto al fatto Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 11 Giugno 2013 13 che il privato non va demonizzato per fattore ideologico, va posto di fronte però a delle condizioni precise nelle quali operare, se opera nell’interesse della comunità, e le linee guida non le può determinare il privato o i suoi interessi.
Debbono essere orientate dal pubblico che rappresenta la comunità nell’interesse più generale.
Quindi, da questo punto di vista, ripeto, pur con le precisazioni doverose credo che lei ha rappresentato in quest’Aula e che io condivido, credo sia uno dei punti sicuramente che la impegneranno di più, ma nei quali credo troverà anche un importante apporto dei cittadini polesani, di Rovigo in questo caso, ma dico più in generale Polesani, e anche credo di parte, io mi auguro di buona parte della politica che li rappresenta.
Poi lei ha detto anche alcune cose che ho trovato interessanti, io magari provo ad interpretarle un po’ se vuole forzando i suoi stessi concetti, insomma, quando dice: non possiamo, anzi non decidiamo noi i destini dell’Ulss di Rovigo, noi nel senso né il Consiglio Comunale, né la struttura che lei rappresenta, anzi che voi rappresentate, queste cose le decide il Consiglio Regionale e l’Amministrazione Regionale, quindi, mi permetto di dire io, la politica, perché spesso a determinare le strategie in campo sanitario, come per altre questioni, concorrono certamente i capitoli di spesa, le disponibilità economiche e quant’altro, ma anche spesso, ripeto, le decisioni politiche che stanno in campo alle sedi politiche della decisione, come in questo caso il Consiglio Regionale.
Io ho sentito il Sindaco nella sua breve presentazione che ha detto una cosa che ho fatto fatica a capire, o posso maliziosamente fingere di aver capito male, quando lei dice: siamo in rapporto con i nostri rappresentanti del territorio in seno al Consiglio Regionale, beh, spero che questo rapporto porti anche a chiarire quali sono le posizioni dei nostri rappresentanti in quel pubblico consesso, perché ho l’impressione che alcuni che rappresentano questo territorio vadano in direzioni un po’ confuse, chi ha proposto che Adria si colleghi a Chioggia, chi… insomma sarebbe opportuno metterli in condizione di precisare quelle che sono le loro considerazioni e soprattutto di tenere conto di quelle che sono le nostre esigenze, nostre come territorio, per affidare a loro il compito di rappresentarlo questo territorio e non di rappresentare la parte politica che loro pensano di rappresentare quando siedono in Consiglio.
Quindi, al di là delle battute di stampa sulle catene, eccetera, io credo che il Sindaco possa avere un ruolo fondamentale in questa vicenda, nel mettere insieme gli interlocutori, a partire appunto da chi ci rappresenta a quell’istanza, una Conferenza dei Sindaci che nessuno capisce a cosa serva e che sarebbe il caso di riattivare su dei temi precisi, visto che Rovigo è anche città capoluogo della Conferenza dei Sindaci per l’Ulss 18; lei diceva che ha avuto contatti con altri sindaci, io mi auguro che i contatti con altri sindaci siano, appunto, propedeutici ad avviare un’azione congiunta che aiuti reciprocamente, cioè noi come Consiglieri Comunali, in questo caso di Rovigo, ma mi auguro più in generale riferiti al territorio di competenza dell’Ulss e la stessa direzione dell’Ulss 18, a prendere forza per proporre, anche all’intero Polesine e alla Regione Veneto, un’idea che sia di rilancio della sanità polesana in questo caso, perché io capisco che ci sono delle fasi intermedie, sono comunque d’accordo, ripeto, pur nella fase di transizione, che si stringano con Adria aspetti collaborativi che intanto vadano a beneficio di tutte due le strutture, ma sono per non accontentarmi, tra virgolette, solo di questo passaggio, sono perché sia propedeutico a ben altra soluzione.
Perché pensare di mantenere la struttura dell’ospedale di Rovigo come hub, con Adria che se ne andasse da un’altra parte, sarebbe… è già difficile così com’è, figuriamoci se si spezza il territorio in due parti che guardano in posizioni divaricate tra loro. L’ultima considerazione, questa la rivolgo anche soprattutto alla Dirigenza dell’Ulss, io sento spesso parlare di salvare le eccellenze che abbiamo, ci mancherebbe! Sono assolutamente d’accordo!
Ma le eccellenze, oltre che ad essere tali, perché lo sono, devono essere percepite come tali e quindi deve essere fatto uno sforzo notevolissimo da parte, ripeto, in primis della dirigenza dell’Ulss per fare percepire quelle qualità che la struttura ospedaliera ha già in sé e che sicuramente vanno migliorate, rafforzate, confermate, farle percepire come tali alla popolazione, perché facevo una battuta con il mio collega Consigliere, Andrea Borgato, e dicevo: vedi, se tu parli con chiunque Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 11 Giugno 2013 14 nel nostro territorio, chiunque non abbia toccato con mano queste eccellenze, se tu paragoni un servizio ospedaliero offerto, proposto da questa sua struttura e lo rapporti senza sapere di che cosa parli spesso con Padova, la prima risposta che dà il cittadino comune è: va bene, vado a Padova.
Perché? Perché non siamo stati bravi a far percepire ai cittadini che questa qualità c’è, che è locale e che va appunto valorizzata anche riducendo quel 36%, non vorrei ricordare male, di cittadini che vanno poi a servirsi da altre parti e che spesso lo fanno anche perché non sanno o lo sanno solo in parte che c’è una qualità che va, invece, vissuta a livello locale e praticata a livello locale.
Una domanda sola sui dati che lei ha esposto prima, Direttore, volevo chiederle quando… quel 36 è il dato di cittadini che si servono di strutture esterne al territorio, all’Ulss, e poi mi pare ci fosse un 19, un 16 o un 19 per le specializzazioni, sono sempre compresi nei 36 o sono aggiuntive?