Vi ringrazio perché abbiamo atteso, ma sappiamo quanto è impegnativo il lavoro che voi fate anche a servizio della cittadinanza per cui siamo noi che ringraziamo voi per il vostro lavoro, qualche volta è anche ingrato, per l’attività e l’attenzione che ponete per poter dare un servizio sempre più qualificato a questa città.
Io parto solo da alcune considerazioni, proprio per la funzione strategica, che ha il Consiglio comunale di andare a definire quali sono le linee di indirizzo, dopodiché magari nei dettagli si potrà discutere in altri contesti per poter andare a fare le scelte particolari.
La prima cosa, la prima riflessione è che ritengo sia importante ribadire che bisogna partire dalla consapevolezza che il commercio, come abbiamo visto, come in questi anni esprima un ruolo e la forma dell’immagine, la qualità della città per cui non è un problema solo di un settore del commercio, è il sensore, è la prima immagine che la sua città dà i suoi cittadini e le persone che transitano in questa bella città, che conosco da molti anni.
Partire dall’ambizione di dare valore all’identità e peculiarità di questa città io penso sia lo strumento base su cui poi impostare le linee guida perché il parlare di commercio, il parlare di sviluppo del territorio vuol dire anche oggi sempre più riuscire a recuperare quelle che sono le peculiarità del territorio di questa città, le sue specificità, per cui non è un commercio, ma proprio un commercio che sia espressione, dia valore a una funzione storica, artistica, culturale, che sembra un po’ offuscata negli ultimi anni, frutto della crisi economica, frutto di tante situazioni complesse, della criticità con cui operano le Amministrazioni comunali però il poter ripercorrere e rilanciare una visione da cosa si vuole avere da questa società, da questo territorio, da questo Comune è molto importante perché su questo poi si potranno innescare soluzioni anche particolari, dalla visione che si ha poi si definiscono le azioni concrete che possono trovare soluzioni diverse.
Importante è anche, e a questo faccio i complimenti al Consiglio comunale di Rovigo, la consapevolezza che parlare di commercio non vuol dire parlare del settore del commercio, vuol dire inquadrare il sistema, la politica del commercio all’interno delle politiche dell’urbanistica, delle politiche sociali, la vita di una città è fatta anche dal commercio ma ci sono cittadini che vi vivono, se ci sono famiglie che trovano accogliente l’ambito in cui operano, non sono temi di carattere generale o slogan perché questi hanno un impatto poi immediato nelle singole scelte operative e anche nelle strategie, che possono essere attuate.
Tutto l’aspetto del recupero della culturalità, della cultura del territorio, del suo valore, voi avete una città importante da questo punto di vista che, pur nella sua dimensione in questo territorio, un po’ impegnativo per molti aspetti, dal punto di vista Pag. 74 di economico soprattutto, ma ha saputo dare espressioni molto importanti, penso all’aspetto culturale, museale, musicale, via via.
Se questi gli elementi, gli asset che ha questa città, che può avere, è all’interno di questo che bisogna avere consapevolezza e capacità di visione e di conseguenza anche di scelte coerenti, lavorando anche nel medio e lungo periodo, ci sono situazioni che devono essere affrontate quotidianamente, risolte immediatamente ma la strada deve essere tracciata rispetto a quello che vogliamo di questa città, ai nostri figli, alle persone che vogliono abitarci.
Se il commercio ha una funzione strumentale, è altrettanto importante andare a vedere l’armonizzazione di alcune scelte che possono essere fatte, per questo rivitalizzare la città diventa fondamentale tenendola presenta anche nelle sue diverse articolazioni, le piazze, non esiste solo Corso del Popolo, io passeggio abbastanza spesso da queste parti, avendo rapporti amicali ed esiste una polarizzazione interna del centro storico, importante, ciascuno con le proprie specificità.
Allora anche lì più che rincorrere forse al modello di sagre diffuse e continue, anche in una città che ha questa caratteristica, questi valori, forse andare a fare delle scelte che permettano di dare valore alle proprie tipicità e non sfornare continuamente, non sto dicendo quello che fa questo Comune, ma quello che succede nella visione che ho almeno a livello regionale dove qualsiasi può andare bene purché sia sufficiente a portare persone, anche essere questo porta confusione e paradossalmente, se l’obiettivo è quello di valorizzare gli operatori del commercio del centro storico, rischia di fare concorrenza paradossalmente proprio a quegli operatori per cui la città intende servizio.
L’altro elemento importante può essere anche quello di fare delle scelte, che sono difficili anche per noi, perché è una mediazione che facciamo all’interno, che tentiamo di fare, anche da un punto di vista qualitativo, c’è un ruolo del commercio fisso, c’è un ruolo del commercio itinerante, riuscire a riqualificare, a dare strumenti agli operatori che possano essere espressione di un’identità del territorio, dei loro prodotti, delle caratteristiche, della qualità dell’operare, è un modo anche per differenziare quello che è una città e non è un piccolo borgo sperduto che può raccogliere qualsiasi cosa pur di.
Per cui poter fare delle scelte di qualità, favorendo un po’ la formazione, un po’ la riqualificazione, facendo anche dei percorsi che permettano di dare valore alla competitività delle stesse imprese che operano sia nel mercato fisso sia nel mercato ambulante.
Dall’altro possono essere valutati con molta attenzione sia degli aspetti operativi, che riguardano singole iniziative per cui anche poter trovare la condivisione con gli operatori rispetto a situazioni temporanee, eventi temporanei, ma dall’altro lato una politica della mobilità che consenta di rendere viva questa città, è un tema difficilissimo, è un tema su cui si scontrano tutte le Amministrazioni ma proprio perché ci sono difficoltà oggettive nel disegnare e si lavora nel medio periodo da questo punto di vista.
Però avere il coraggio di riflettere su quali potranno essere le modalità per poter rendere viva una città, che vuol dire anche i suoi residenti, gli abitanti, i giovani e le famiglie che troveranno accogliente questa città, vuol dire ragionare in termini di accessibilità, di mobilità, di parcheggi per gli operatori e per chi ci vive, per chi arriva, allora su questo forse una visione coraggiosa potrebbe essere, una riflessione importante e coraggiosa potrebbe essere proseguita in modo tale da rafforzare quello che è il ruolo e una politica sul commercio che vede voi molto attenti da questo punto di vista, non è facile trovare un Consiglio comunale che fa una riflessione a partire da quali sono le proposte e accetta anche una verifica su quali possono possibili idee sulle politiche di sviluppo, sul disegnare la città che tra cinque anni vorremmo, creeremmo qualche difficoltà nel frattempo, troveremo le soluzioni, troverete le soluzioni.
Gli operatori, se hanno una visione, hanno la capacità di partecipare consapevoli e con la forza anche di poter vedere, oltre l’immediato quotidiano, per poter trovare un beneficio che sia al servizio degli operatori economici e di conseguenza della collettività.
Il coinvolgimento anche degli operatori, non solo economici, ma anche delle associazioni di volontariato o degli altri operatori non economici del territorio, diventa anche questo un asset fondamentale, facendo una programmazione, cercando di ragionare in termini di realizzazione di quegli eventi e di quelle iniziative che contribuiscono a rivitalizzare, non solo a fare confusione di Pag.
75 di una città, ma che favoriscono anche l’emergere delle potenzialità di chi opera nel territorio e su questo il commercio è sempre stato molto attento a creare rapporti di partenariato per favorire percorsi dove l’animazione economica partecipi anche a diventare partecipazione sociale. È il continuare ad avere e a riflettere su una visione di città che diventa sempre più impegnativa, ma che diventa fondamentale per immaginare lo sviluppo dei prossimi anni.
Si sente parlare tutti i giorni di smart city, di innovation technology, è da queste cose, è da questa programmazione che parte con una visione integrata delle diverse aree di attività, che possiamo partecipare, su cui troverete molto, fortemente presenti gli operatori. È chiaro che nel frattempo ci sono questioni pratiche molto precise da affrontare. Il non accavallare di iniziative che rischiano di essere paradossalmente contrarie agli operatori che vogliono essere sostenuti.
Dall’altra, pur nelle difficoltà economiche che oggi gli Enti locali subiscono, hanno e su cui devono cercare di lottare, giocando su qualche migliaio di euro per decidere se fare un evento per favorire..., è necessario anche poter dare una capacità di visione più forte e poter dare anche una soluzione immediata a quelle che sono le piccole esigenze: gestire bene i servizi, cioè qualificare, ascoltare anche chi opera nel territorio per capire.
Secondo, saper anche investire, seppur in misura ridotta, sapendo le difficoltà economiche degli Enti locali, anche nel favorire l’ingresso di nuovi operatori economici, scegliendo un pochino, ci sono queste possibilità anche, e poter su questi gestire quei sgravi fiscali che, per certi aspetti, sono più simbolici che non fattivi per la dimensione, ma sono molto importanti per favorire anche nuovi operatori che possano andare a coprire situazioni complesse e sostituire anche un ricambio generazionale degli operatori, che dismettono o che hanno attività o che non hanno più un mercato sufficiente ad essere sostenuto.
Questo io penso siano le considerazioni un po’ più ampie e generali: mobilità, in particolare, però questo richiede un’azione veloce, una capacità, e voi su questo avete già fatto alcune esperienze per poter acquisire risorse che il POR mette a disposizione sulle politiche per quanto riguarda l’aspetto ambientale, per quanto riguarda il risparmio energetico, per le politiche di riqualificazione delle città che possono aiutare a dare quegli strumenti economici in più per riqualificare e svolgere un percorso importante.
Su questo penso sia importante poter dare la garanzia di un dialogo, a volte anche un po’ vivace, ma questo fa parte della natura di noi persone nei nostri ambiti e settori per poter trovare quelle soluzioni che a volte, anche temporanee, possono aiutare a traghettare verso un percorso che sia un po’ più strutturato.
Ma ciò che volevo sottolineare è proprio questo poter definire anche con una progettualità condivisa e anche in tempi abbastanza brevi un po’ una visione della città, capirne un pochino come ci vuole anche il coraggio nel fare scelte urbanistiche importanti per cui investire in polarità esterne, da una parte e dall’altra favorire il rientro in città sono modalità che possono non andare troppo d’accordo per cui da una parte si investe o si fanno autorizzazioni che non sempre sono necessarie e non è vero che sempre sono vincolate, dall’altra poi si trovano ad avere una esternalità di costi molto significativa sia perché magari tra qualche anno alcune situazioni, alcuni nuovi investimenti possono avere e trovare, come sta succedendo in molti Paesi Europei, e anche in molte nostre Regioni, difficoltà nel sostentamento e nell’esserci, lasciando solo nel territorio esternalità perché questo costa mantenere strutture che poi possano essere eventualmente chiuse, dall’altro avremo già creato difficoltà all’interno della città, con tutti gli strumenti necessari per poter poi rivitalizzarla e con tutte le difficoltà per poi dare vigore a questo sviluppo, dove il commercio rappresenta un fanalino, una luce molto importante e significativa.