Persona · attività documentata

Giancarlo Lovisari

Ruoli e interventi ricavati dai verbali ufficiali già acquisiti da Lente Civica.

Interventi documentati
11
Sedute con interventi
5
Interventi con video
0

Ruoli documentati

Come indicati nelle fonti acquisite.

Direttore S.I.S./ ASM S.p.A.Osservato il 28 maggio 20083 osservazioni documentali
Direttore Sistemi Informativi ASM Rovigo SpaOsservato il 21 aprile 20091 osservazione documentali
Dirigente As2Osservato il 21 dicembre 20111 osservazione documentali
Direttore Generale AS2Osservato il 30 luglio 20131 osservazione documentali
Amministratore Delegato EcoambienteOsservato il 15 giugno 20211 osservazione documentali

Attività nei verbali acquisiti

Prima gli interventi tematici, poi quelli procedurali, sempre consultabili. Testo, punto ODG, pagine e video quando esplicitamente autorizzato alla pubblicazione.

15 giugno 2021

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

2 interventi
Intervento n. 86
Pagine 20–23
Punto 2

Relazione del CdA Ecoambiente Srl - Discussione

Amministratore Delegato Ecoambiente

Leggi intervento

Grazie e buonasera a tutti. Leggo perché così cerco di essere razionale nella presentazione. Grazie ancora per l’invito che ci avete fatto, che ci consente appunto di poter interloquire anche direttamente, ed è comunque un fatto assolutamente significativo.

Parto da alcuni elementi che servono per inquadrare la vostra azienda, per capire come è organizzata in questo momento. Come diceva adesso il Presidente, la situazione organizzativa attuale risale a decisioni prese in Assemblea dei Soci alla fine del 2016, che superava un quadro organizzativo preesistente.

Ora la Società è amministrata da un organo amministrativo in forma di Consiglio di Amministrazione, e siamo presenti in tre, il Presidente, il sottoscritto e Michela Bacchiega, e prevede al suo interno un Amministratore Delegato, a cui sono conferiti importanti poteri in base ad una procura notarile che riporta le decisioni dettagliate prese in Assemblea dei Soci in occasione della nomina.

L’Amministratore Delegato sovrintende all'intera struttura aziendale, all'interno della quale svolge un ruolo determinante in termini operativi il Direttore tecnico, a cui lo stesso Amministratore Delegato conferisce, sempre con procura notarile, determinanti e importanti poteri.

In prospettiva dell'avvio della nuova fase, conseguente al nuovo affidamento trentennale in house di cui ha parlato il Presidente, con la previsione di una prima fase di transizione di durata quinquennale e delle successive fasi di gestione, il Consiglio di Amministrazione di Ecoambiente ha promosso la selezione di un nuovo Direttore tecnico che sostituirà dal 1° ottobre di quest'anno l'attuale direttore Valerio Frazzarin, ormai prossimo alla quiescenza, a cui vanno anche in questa occasione i ringraziamenti per il lavoro svolto.

La Società ha anche avviato una procedura di gara per affidare in tempi strettissimi ad una Società specializzata il compito di analisi organizzativa e di individuazione delle linee guida per il nuovo disegno strutturale, coerente con l’assetto che Ecoambiente dovrà avere per gestire al meglio il servizio che è stato affidato.

Ecoambiente oggi ha circa 270 dipendenti, comprese alcune figure a tempo determinato, di cui circa 220 sono operai dedicati a servizi di raccolta, una quindicina alla gestione degli impianti e circa 35 impiegati distribuiti soprattutto nei servizi amministrativi. L sedi, come credo sappiate, sono Rovigo la principale, Adria, Badia e Porto Viro.

L’attuale situazione economico finanziaria - credo questo sia un dato importante - cristallizzata dal bilancio 2020 che verrà approvato in Assemblea il 28 giugno, restituisce un quadro ragionevolmente positivo in quanto ha un margine operativo lordo di oltre 5.000.000 euro, i flussi finanziari derivanti dall'attività operativa solo positivi per un'analoga cifra, e sono in grado di sostenere gli investimenti programmati nel piano industriale; l’esposizione finanziaria netta, compresa la quota capitale delle rate di leasing a scadere nei prossimi esercizi, è di oltre 2.000.000 di euro, a fronte di un patrimonio netto di circa 12.000.000 di euro, quindi il rapporto è di circa 0,18; l’incidenza degli oneri finanziari sul volume dei ricavi caratteristici è dello 0,49% quindi basso, molto meno dell’1%, e quindi il costo dell'indebitamento è ampiamente gestibile con ordinaria operatività aziendale.

Infine l’indicatore che misura la sostenibilità del debito aziendale, non vi sto dire come si chiama in inglese, non importa, cioè rapporto fra il cash flow di gestione operativa e gli impegni finanziari assunti, è ampiamente superiore ad 1; 1 è il livello di allarme o comunque il livello in cui si inizia a dover fare una valutazione del rischio, essendo a pari a 2,79.

Quindi è quasi tre volte il livello limite, dimostrando la capacità di Ecoambiente di poter accedere al sistema creditizio per sostenere gli investimenti programmati. Arriverò tra un attimo a questo.

Ecoambiente viene da un’esperienza ormai ventennale di gestione dei servizi del ciclo integrato dei rifiuti che ha dato buoni risultati in termini di consolidamento anche dopo la fusione con ASM Ambiente del quadro impostato sin dalla nascita; con il nuovo affidamento che approva il piano industriale si apre, come detto, una fase nuova: il servizio offerto dovrà garantire livelli di qualità superiore, oltre che più elevati livelli di raccolta differenziata raggiungibili solo con importanti investimenti in uomini, mezzi, tecnologie ed organizzazione, in un quadro di graduale passaggio verso la nuova configurazione.

Oltre a ottenere importanti risultati in termini ambientali, tale obiettivo configura importanti economie sui costi di smaltimento, in grado di bilanciare i maggiori costi in termini di gestione dei servizi, come detto uomini, mezzi e quant'altro, oltre a maggiori ricavi dalle filiere del riciclo.

Anche dal punto di vista impiantistico si dovrà passare da un quadro impostato storicamente sulla presenza dell’impianto di separazione della discarica, verso un nuovo assetto che prevede la realizzazione di investimenti nel quadro dell'economia circolare, che puntano a utilizzare il riciclo più che lo smaltimento con miglior livelli di separazione e riutilizzo, ma anche la trasformazione di rifiuti organici in energia, nel pieno rispetto delle linee guida del piano nazionale di ripresa e residenza, con un occhio particolare rivolto alla produzione di biometano in parte da destinare a combustibile per i mezzi di raccolta dei rifiuti.

Il piano presentato da Ecoambiente a novembre, poi emendato e successivamente approvato a gennaio, risponde completamente - mi pare di aver capito che l'aveva già detto l’Assessore prima, scusate se ripeto - alle specifiche previste dal piano d'ambito, che era stato approvato il 18 settembre 2020. Esso contiene le specifiche esecutive del servizio di gestione del ciclo dei rifiuti.

Il Consiglio di Bacino, con le clausole inserite nel contratto siglato il 1° marzo, ne controlla continuativamente la realizzazione - anche questo credo sia un aspetto importante - il piano si basa su un dettagliato piano economico finanziario calcolato al meglio delle informazioni disponibili alla data ad Ecoambiente, elaborate con la massima precisione possibile, asseverato da un soggetto terzo e validato dal Consiglio di Bacino con il supporto di un ulteriore diverso soggetto.

La stabilità del piano economico finanziario sarà monitorata costantemente da Ecoambiente con l'adozione delle conseguenti decisioni in termini di manutenzione periodica, riteniamo almeno semestrale. Il piano evidenzia specificatamente gli investimenti previsti, i cui costi sono dettagliati e finanziati dalla tariffa, che verranno realizzati in maniera sostanziale tramite finanziamenti garantiti dal sistema bancario.

Per gli impianti - speriamo anche tramite la BEI - è in corso una procedura ad evidenza pubblica per individuare le banche finanziatrici del primo periodo di investimenti per circa 28.000.000 di euro, mentre il resto verrà garantito da risorse proprie.

Tali investimenti riguarderanno in particolare: l'acquisto di nuovi mezzi, indispensabili per superare un’elevata obsolescenza media di quelli attualmente in uso, ma anche per incrementare la meccanizzazione della raccolta porta a porta, comprensiva delle forniture di nuovi contenitori che verranno abbinati all'utenza in modo informatico; verranno quindi finanziati gli investimenti necessari a una complessiva informatizzazione del servizio di raccolta, oltre che la costruzione di un sistema informativo finalizzato alla gestione della tariffa puntuale.

Il piano prevede che fino al 2022 i Comuni continueranno a gestire la TARI, pagando poi il servizio ad Ecoambiente; mentre dal 1° gennaio 2023 il gestore sarà impegnato nell’applicazione diretta della tariffa puntuale assumendosi direttamente sia l'onore della bollettazione, che quello dell'effettivo incasso.

Secondo le previsioni del piano la gestione degli impianti basata su tariffe approvate ogni anno della Provincia potrà garantire non solo un costo calmierato di smaltimento per i cittadini del Polesine, ma anche volumi da dedicare allo smaltimento di rifiuti speciali provenienti in misura significativa dal tessuto produttivo locale, in grado di produrre economie utile alla buona gestione di Ecoambiente.

Il passaggio dalla situazione attuale a quella a regime, da portare a termine entro il 2022, in modo da partire coerentemente con la nuova tariffa puntuale, prevede che il servizio venga modificato per gruppi di Comune con la diffusione graduale nel territorio partendo da ovest e venendo verso est, e l'attivazione di sportelli intercomunali aperti al pubblico per garantire la massima assistenza nella fase di distribuzione dei nuovi contenitori di rifiuti e successivamente nella nuova fase di raccolta.

Alcuni servizi di raccolta ora esternalizzati verranno gradualmente riportate all'interno, a conclusione degli attuali contratti di appalto, con l'obiettivo di migliorare la qualità del servizio reso e di uniformare tutte le raccolte principali. Altri servizi ritenuti meno prioritari cani verranno invece mantenuti in regime di appalto esterno.

Una particolare attenzione dovrà essere dedicata ai servizi per le imprese, tenendo conto della recente normativa di settore, il Decreto Legislativo 116 dello scorso anno, rivolto alla gestione dei rifiuti simili agli urbani.

Il progetto prevede il passaggio graduale per quanto riguarda la città di Rovigo dalla raccolta stradale in città - le frazioni sono già in una situazione diversa - passaggio graduale dell’attuale raccolta stradale a un sistema misto, prevalentemente porta a porta come già esistente nelle frazioni, che sono state coperte tra ottobre 2017 e marzo 2019, ma con l’individuazione di zone ad alta complessità urbanistica, nelle quali verranno previste frequenze di raccolta più alte e sistemi di raccolta stradale tracciabili, cioè con apertura con tessera magnetica individuale, in modo che sia possibile comunque l'applicazione della tariffa puntuale a partire dal 2023.

Lo sviluppo del servizio avverrà gradatamente a partire dai Quartieri di San Pio X e Tassina, previsti già per quest'anno; poi i rimanenti Quartieri nel primo semestre 2022 e il centro della città nel secondo semestre 2022. Il piano d'ambito e il piano industriale hanno previsto un periodo transitorio di applicazione di questa modalità mista al fine di potere tener conto dei risultati e delle problematiche eventualmente evidenziate, per proporre successivamente la soluzione a regime.

Il risultato atteso è un notevole incremento della raccolta differenziata, con un buon livello qualitativo del materiale conferito in un quadro di certificabilità e misurabilità del servizio di raccolta, premessa indispensabile per l'applicazione della tariffa, impossibile con l'attuale servizio stradale che anzi ancora oggi consente la migrazione dei rifiuti da parte di utenti diversi da quelli della città, e il conferimento anche da parte di soggetti non iscritti ai ruoli TARI.

Un apposito progetto di comunicazione e informazione dei cittadini utenti e uno specifico progetto di distribuzione dei nuovi contenitori da assegnare nominativamente a tutti gli utenti, precederanno l’avvio del servizio sperimentale. Delle attività di comunicazione e informazione saranno prioritariamente coinvolte realtà associative operanti nei quartieri cittadini.

Lo sviluppo impiantistico, che prevede la realizzazione di un impianto di separazione di imballaggi misti e delle plastiche, e quella di un impianto biodigestore di frazione organica del rifiuto solido urbano, per la produzione di biogas e biometano, è in piena sintonia con le previsioni del piano nazionale di ripresa e resilienza, e potrà auspicabilmente essere assistito dalle relative provvidenze. A tal fine l'azienda è già ora impegnata a ricercare le opportune forme di iniziativa.

Sempre in ambito del PNRR sarà possibile sfruttare la possibilità di implementazione del piano industriale e dello sviluppo dei nuovi servizi con progetti specifici collegati ad esempio - a livello territoriale, non parlo di Rovigo ovviamente - al contratto di foce Delta del Po. L’approvazione del piano industriale di Ecoambiente e il nuovo affidamento trentennale rafforzano in modo significativo la vostra Società, consentendole di mantenere il passo delle altre operanti nel territorio del Veneto.

Ciò si è già evidenziato in questi mesi, con un nuovo interesse da parte di altri diversi soggetti pubblici a sviluppare con Ecoambiente possibili importanti sinergie e sviluppi strategici. Fondamentale da questo punto di vista sarà la nostra capacità di focalizzarci su una gestione fortemente industriale ed organizzata, in grado di assicurare il raggiungimento degli impegnativi obiettivi individuati e di monitorare costantemente la gestione.

Uno sguardo strategico risulta indispensabile infine anche per analizzare con coerenza e precisione i punti di debolezza già individuati con lo studio del piano industriale, e che possono rischiare, se non affrontati per tempo, di ridurre la capacità del sistema di sostenerci con la tariffa puntuale. Il calo demografico e l'invecchiamento della popolazione è la debolezza della struttura produttiva locale.

In questo contesto risulta importante valutare nel prossimo futuro anche possibili strategie di allargamento del territorio servito, o di alleanze con altri operatori presenti nei territori contermini, finalizzate ad ottimizzare la nostra gestione sia nei servizi ambientali che in quelli impiantistici, oltre che a ridurre i rischi.

Un’ulteriore opzione potrà essere rivolta alla possibilità di allargare i servizi offerti superando la condizione di azienda impegnata solo in quelli di tipo ambientale come hanno fatto molti gestori, i cui risultati sono stati confrontati con quelli di Ecoambiente nel corso della recente analisi sulla struttura patrimoniale, economica e finanziaria, oltre che nella valutazione indipendente di congruità del costo del servizio futuro indicata nel piano industriale.

Ovviamente restiamo a disposizione per qualunque domanda. Direi che, se ci sono le condizioni, il nostro Direttore può essere in grado di entrare nel merito di quelli che sono i contenuti del piano industriale. Mi pare che vi sia stata messa a disposizione una sequenza di slide anche importanti, non so se valga la pena lasciar parlare lui.

Intervento n. 139
Pagine 39–40
Punto 2

Relazione del CdA Ecoambiente Srl - Discussione

Amministratore Delegato Ecoambiente

Leggi intervento

Solo una parola sull’ultimo concetto, provo a dirvi solo una parola in più, giusto per completare il ragionamento che ha appena fatto il nostro Direttore. Noi da un certo punto di vista andremo a razionalizzare il giro di raccolta e lo razionalizzeremo su una mappa con l'individuazione dei punti di conferimento, come diceva lui.

Tipicamente il punto di conferimento può essere singolo nel caso in cui c'è un unico utente che deposita i suoi contenitori il lunedì, o il martedì, o il mercoledì in quel punto, o può essere anche plurima. Noi però dovremo certificare, ogni volta che raccogliamo un contenitore, data e luogo dove lo abbiamo raccolto, e collegamento con l'utente che lo ricaviamo dal contenitore che abbiamo scaricato. Questo è il concetto.

Quindi serve a noi per definire un percorso di raccolta e serve per certificare che in quel giorno, in quell'ora, abbiamo raccolto un certo tipo di rifiuto da un certo utente. Volevo solo aggiungere due cose. Una ne approfitto del ragionamento che appena fatto il nostro Direttore.

Abbiamo riflettuto a lungo sulla opportunità o meno di fare un investimento così importante con un impianto di trasformazione di rifiuto organico e di verde in energia, biogas come minimo o biometano. Ci abbiamo riflettuto a lungo perché sono investimenti importanti.

Abbiamo fatto delle valutazioni economiche per capire il possibile costo e i possibili ricavi, e siamo arrivati alla conclusione che anche nelle ipotesi peggiori l'investimento aveva la possibilità di essere assorbito e di dare un minimo di ritorno positivo.

Tanto più questa cosa funziona, come ho cercato di dire anche prima, il piano nazionale al PNRR, il piano di resilienza nazionale, perché qui dentro ci sono gli elementi che ci portano a dire che presumibilmente ci potrebbero essere anche, come ho cercato di dire anche prima nella mia relazione, delle possibilità di ricavare dei finanziamenti a fondo perduto che abbatterebbero ulteriormente il costo dell'investimento, mentre garantirebbero proprio per il tipo di investimento che abbiamo previsto, e c'è la trasformazione della FORSU in biogas e soprattutto in biometano, garantirebbero l’assistenza delle risorse previste nel piano nazionale di rilancio e resilienza.

Ma vi devo dire che abbiamo basato questo ragionamento anche sul fatto che un po' alla volta riteniamo che sarà possibile trasformare il combustibile dei nostri mezzi da gasolio, come diceva prima il Direttore, in biometano e in particolare a Rovigo abbiamo previsto che l'avvio della raccolta differenziata avvenga con mezzi a metano e non con mezzi a gasolio.

Questo vuol dire che se le cose andranno in un certo modo, e riteniamo che andranno in un certo modo, saremo in grado già nel prossimo giro di sostituzione anche di tutti i mezzi che non andiamo a comprare oggi, quindi nel 2028, a impianto realizzato e producendo biometano da mettere in rete, saremo in grado di fornire il combustibile e i nostri mezzi prodotti dal nostro sistema di trasformazione dei rifiuti.

Sono questioni che vanno al di là anche dell’aspetto che oggi, secondo i calcoli che sono stati riportati prima dal Direttore, dimostrano l'opportunità di non portare risorse ad un privato con cui comunque faremo fatica a dire “vado con tizio o vado con caio a fare un’alleanza di produzione”. Ci sono dei problemi di tipo normativo ma ci sono proprio..... degli appalti che ci obbligherebbe anche a fare dei ragionamenti.

E’ molto più semplice, se arriviamo alla conclusione, che è possibile e sostenibile fare un investimento pubblico per gestire del materiale che comunque raccoglieremo fino al 2050, per trasformarlo in energia. Ultima questione.

Mi scuso con la Consigliera Menon, abbiamo effettivamente rilevato che c'è un errore nella pubblicazione: un certo documento viene riportato due volte, e un altro documento molto importante, che è la relazione del Collegio Sindacale, in effetti è sostituita dal rendiconto finanziario che c'è due volte, e quindi provvederemo domani mattina a sistemare. Domani pubblicheremo anche la relazione del Collegio Sindacale sul bilancio 2020, che è arrivata oggi, ieri in realtà, ma oggi l’abbiamo presa in carico.

Infine due parole sulla questione che ha posto la Consigliera Menon. Avevo cercato di dire alcune cose nella parte finale della mia relazione. Noi oggi abbiamo fatto un piano industriale che è basato sulla capacità dell'azienda di sostenere i suoi investimenti per la gestione del proprio servizio, e questo era l'elemento fondamentale.

Ho detto prima, nel momento in cui il Consiglio di Bacino ci ha affidato per trent’anni di servizio, immediatamente Ecoambiente è diventata più forte, è diventata un soggetto interessante anche per altri operatori del nostro territorio, perché stiamo parlando con quelli che aprono magari con altri servizi in Polesine, o che fanno servizi analoghi ai nostri nei territori contermini.

Loro sono venuti da noi: da Treviso a Monselice ci siamo incontrati in questi mesi per fare dei ragionamenti, ma questa è una questione, come dicevo prima, strategica, è una questione che verrà posta eventualmente all’attenzione dei Sindaci per capire se, una volta avviato a regime il nostro sistema, e quindi una volta che si sia partiti, gli investimenti che stiamo facendo, la tariffa puntuale, la valutazione del ritorno degli investimenti per la sostenibilità economico finanziaria dell'azienda, sarà possibile anche fare due tipi di ragionamenti: possibili sinergie, collaborazioni - io mi fermo qui, poi ci possono essere tanti altri modi - con soggetti che operino nel nostro mercato, ma anche ragionamenti sull'allargamento possibile dell’ambito entro il quale opera Ecoambiente, per farla diventare ad esempio non una monoservizio ma anche qualcosa di più importante.

In questo momento non ci siamo posti questo problema. Ci siamo posti il problema di focalizzare le nostre iniziative per renderle sostenibili rispetto al progetto che abbiamo.

Certamente la notizia che credo sia importante è che il fatto che siamo partiti con questo piano industriale, con il sostegno dei 50 Comuni, con l'ipotesi di portare a regime il servizio per come l’abbiamo pensato, sta creando immediatamente interesse anche da parte di altri soggetti con cui i nostri Soci avranno eventualmente modo di discutere nei prossimi anni.

30 luglio 2013

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

2 interventi
Intervento n. 318
Pagine 89–90
Punto 10

Approvazione Bilancio di Previsione esercizio finanziario 2013, Relazione Previsionale e Programmatica 2013/2015, Bilancio Pluriennale 2013/2015 e relativi allegati

Direttore Generale AS2

Leggi intervento

Ringrazio io il Presidente di darmi l’opportunità di potere portare qualche informazione e ringrazio anche il Consigliere La Paglia per avere sollevato la questione che cercherò di affrontare, delimitandola ovviamente nel minor tempo possibile. Volevo intanto ricordare che il Comune di Rovigo ha deliberato di esternalizzare il servizio del CED (Centro Elaborazione Dati), diciamo la gestione dei sistemi e della rete informatica e telematica esattamente dieci anni fa, eravamo a giugno 2003.

Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 30 Luglio 2013 90 Quella scelta venne fatta sostanzialmente su un obiettivo di costruire una struttura che fosse al servizio non solo del Comune di Rovigo, ma a livello territoriale, ed è quello che effettivamente poi è successo in questi anni prima in ASM e poi in AS2.

Quella operazione presupponeva il fatto di andare a concentrare la struttura tecnologica esternalizzandola, proponendo un suo incremento ed un miglioramento dei servizi che dovevano essere erogati proprio in una logica, diciamo così, di erogare servizi non solo al Comune di Rovigo, anche per ottenere economie di scala. Io credo che quell'obiettivo sia in buona misura stato raggiunto.

Ovviamente partivamo da una situazione di base da cui erano nate le valutazioni dei costi iniziali del servizio e di quelli che erano i parametri dell’incremento di quei costi in funzione da una parte dell’incremento dei servizi che fossero realizzati e dall’altra, ovviamente, dai nuovi investimenti che il Comune avrebbe fatto che avessero comportato costi aggiuntivi e dall’incremento banale, se volete, del costo della vita e quindi del costo del personale e del costo dei servizi.

Va però credo opportunamente fatto un passettino indietro per capire la sostanza. Cerco di essere brevissimo. La sostanza del servizio che viene erogato oggi da AS2 e prima da ASM.

Stiamo parlando sicuramente di un servizio di assistenza informatica, diciamo così, alle periferiche, cioè gli interventi di assistenza sui personal computer, le stampanti, i telefoni e quant’altro. Ma questa è una componente minoritaria del costo. In realtà, il cuore del servizio sono l’assistenza e la manutenzione dei sistemi che vengono erogati da terze parti.

Ricordo che in questo momento ci sono oltre venti contratti di assistenza e manutenzione che riguardano solo il Comune di Rovigo e che vengono pagati da ASM.

Intervento n. 320
Pagine 90–91
Punto 10

Approvazione Bilancio di Previsione esercizio finanziario 2013, Relazione Previsionale e Programmatica 2013/2015, Bilancio Pluriennale 2013/2015 e relativi allegati

Direttore Generale AS2

Leggi intervento

E che vengono oggi pagati da AS2, prima ASM, ma c'è soprattutto la gestione dei sistemi informatici, telematici, telefonici, la gestione della rete informatica e non entro nel merito. Sono questioni abbastanza ampie che richiederebbero tempo per potere essere descritte; la gestione di tutte le applicazioni informatiche e di tutte le banche dati, oltre a cose varie e minute che in questo momento non vale neanche la pena richiamare.

Quindi, quando si fa un ragionamento sul costo, bisogna anche tenere conto che le diverse componenti che compongono il servizio non sono riconducibili meramente al fatto che ci siano due o tre persone che a tempo pieno, sette giorni su sette, e dico sette non casualmente, perché succede spesso che si debba intervenire addirittura anche la domenica, ma sicuramente diamo un servizio sei giorni la settimana e quindi compreso il sabato su circa 700 apparati di utente.

Perché stiamo parlando di personal computer fissi, portatili, altri sistemi informatici, ma stiamo parlando anche di tutti gli apparati telefonici. Quindi è importante che capiamo che non è semplicemente l’equazione “Quanti sono i posti operatori, le periferiche gestite per un costo mensile o annuale di assistenza”. Stiamo parlando di un servizio più globale.

Stavo dicendo che, quando siamo partiti nel 2003 con la prima fase sperimentale, che poi si è conclusa di fatto il 30 giugno 2004, e poi 1° luglio 2004 (quindi per un semestre diciamo) in avanti invece in forma definitiva, se teniamo conto quindi del primo anno completo di servizio, che è stato il 2005, il Comune di Rovigo, facendo riferimento ai costi che aveva quando il servizio era internalizzato, spendeva circa 560.000 euro.

Ora, voi capite che trasportato al 2013 con investimenti importanti, anche se molto limitati, purtroppo, rispetto all’ipotesi che era nel Piano di Sviluppo… Il Piano di Sviluppo prevedeva 170.000 euro di investimento all’anno, quindi in dieci anni si parlava di 1.700.000 IVA compresa di investimento da realizzare. In realtà, gli investimenti sono stati pochissimi e hanno inciso sull’incremento dei costi praticamente solo nel 2006.

Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 30 Luglio 2013 91 Ma se noi teniamo conto che, quando siamo partiti, il costo era, come dicevo, 560.000 euro e quindi circa 100.000 euro di più di quello che è il costo attuale, tenendo conto degli investimenti che ci sono stati, in realtà il problema è che diciamo che il costo del servizio, secondo il contratto sottoscritto, o comunque approvato e deliberato nel 2013, dovrebbe essere significativamente più alto.

Per venire però alle giuste osservazioni che sono state fatte e agli stimoli che sono venuti dal Consigliere La Paglia, io volevo comunicare due cose: la prima è che un piano di riduzione dei costi del CED, in realtà chiamiamolo un “piano di innovazione”, tenendo conto di dieci anni di servizi erogati, ma guardando come si fa spesso almeno al 2020, stiamo ragionando con il Dirigente e con la struttura del Comune per predisporre un piano che tenga conto delle necessità che ci saranno traguardando il 2020.

Ovviamente questa analisi generale che è in corso partirà da un confronto della situazione 2003 e dalla situazione attuale per cercare di identificare alcuni interventi prioritari. Fra gli interventi prioritari io credo che, ragionevolmente, sia giusto prendere in considerazione anche l’ipotesi che è stata fatta dal Consigliere La Paglia prima, e cioè l’adozione di sistemi open source.

Diciamo che ci sono delle difficoltà oggettive su cui ragioneremo con i tecnici del Comune che fanno riferimento, ad esempio, al fatto che dobbiamo rispettare le compatibilità con i principali software gestionali esistenti, che purtroppo abbastanza spesso fanno riferimento invece a componenti non open source, ma a componenti Microsoft per essere molto chiari, ma in generale cercheremo di guardare anche ad un’ipotesi di importante innovazione che punti, ad esempio, a superare, eventualmente, anche questo aspetto.

Stiamo ragionando, per capirci - so che in questo caso parlo anche ad un tecnico competente - su un’ipotesi sperimentale di virtualizzazione delle postazioni di utente, che dovrebbe consentire di superare anche il problema del software presente sulle postazioni.

Quindi dei costi delle licenze che sono a pagamento, che non sono open source, e stiamo pensando ad uno sviluppo del Centro Elaborazione Dati delle macchine, dei sistemi che guardino alla riduzione dei consumi; quella che si chiama, diciamo, la green informatica. Ecco, chiamiamola così. Quindi su questi aspetti stiamo lavorando e credo che saremo in grado di dare le risposte richieste.

Ricordo solo, e concludo, che l’esperimento fatto ha consentito di ottenere in questi dieci anni due finanziamenti nazionali, del Piano Nazionale di E-Government e del progetto nazionale ALI CST dei Centri Servizi del Territorio, che hanno consentito di mantenere al livello migliore possibile i sistemi centrali, senza bisogno di investimenti da parte del Comune. Grazie.

21 dicembre 2011

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

1 intervento
Intervento n. 184
Pagine 50–55
Punto 6

Approvazione modifica allo statuto di As2 e approvazione “Regolamento Comitato di Controllo

Dirigente As2

Leggi intervento

Grazie Presidente. Grazie a tutto il Consiglio Comunale dell'opportunità che ci viene data. Io vorrei cercare di rimanere nei tempi più rapidi per darvi le informazioni essenziali, poi ovviamente siamo qui e ci fa piacere essere qui anche per poter interloquire con il Consiglio Comunale ed eventualmente approfondire questioni che necessariamente, per ragioni di tempo, non credo che riuscirò a coprire nel loro complesso.

Io partirei dal punto che avete dall'ordine del giorno, per poi arrivare ad allargare la visione. Scusatemi se inverto un po' il modello che è stato proposto in diversi interventi, mi è più semplice per focalizzare poi, come dire, la modalità di espressione di quello che sto cercando di comunicarvi.

La delibera che avete è una modifica dello Statuto di As2, che è stato approvato da quest'Aula, perché As2 nasce per decisione, con una delibera del Consiglio Comunale di novembre 2009, di questo Consiglio Comunale; quindi lo Statuto attuale è stato approvato dal Consiglio Comunale di Rovigo.

Era già uno Statuto che, sostanzialmente, rispondeva alle esigenze operative, tanto è vero che siamo riusciti a costituire la società, siamo operativi dal 1 febbraio 2010; oggi abbiamo quasi 40 soci, stiamo operando con quasi tutti questi soci offrendo servizi, credo con risultati ragionevolmente positivi, pur in una situazione ovviamente di una società appena nata, che però ha, come dire, ereditato poi esperienze, oltre che persone, poi arriverò poi su questo punto, dal lavoro fatto in Asm prima, da quando è stato è scandalizzato, perché ricordo che poi As2 nasce sostanzialmente dall'idea, 2003, sempre di questo Consiglio Comunale, di esternalizzare il Centro Elaborazione Dati, perché poi il percorso sostanzialmente è sempre lo stesso.

Allora, oggi noi abbiamo una modifica dello Statuto, perché la sostanza… avviene la modifica dello Statuto? Perché, nello Statuto attuale, non è normato poi in modo esplicito il meccanismo del controllo analogo, da parte del socio, sull'operatività della sua società.

Ora noi siamo una società da cui, diciamo, ereditiamo questo meccanismo anche da altre tipologie di società; noi siamo una società di servizi strumentali, lo ricordava prima l'Assessore, ma ereditiamo il concetto del controllo analogo anche dalle società che non fanno servizi strumentali ma fanno servizi pubblici locali, a cui comunque gli enti affidano dei servizi in via diretta. Quindi è importante che capiamo.

Questo meccanismo non nasce perché c'è As2, nasce perché in Italia da 10 anni a questa parte vengono normati i meccanismi di affidamento diretto, come dire, da un meccanismo di controllo che l’ente affidatarie si riserva.

Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 21 Dicembre 2011 51 Nel nostro Statuto, approvato dal Consiglio Comunale nel 2009, il concetto di controllo analogo era già presente; si è ritenuto, anche in base alla recente giurisprudenza, in particolare c'è una sentenza del Consiglio di Stato, di marzo 2011, che rendeva chiaro che, laddove ci possono essere dei ricorsi da parte di terzi, interessati a contrastare gli affidamenti diretti di servizi da parte dei soci alla propria società, è importante che il meccanismo del controllo analogo venga definito già a livello statutario.

Badate bene: non stiamo parlando dei due servizi che abbiamo inserito e aggiunto nell'elenco delle attività che As2 può svolgere con questa modifica statutaria; stiamo parlando in generale, del fatto che quando il Comune di Rovigo affida ad As2 un suo servizio, deve avere un meccanismo di controllo analogo su As2, anche da un punto di vista formale, sancito nello Statuto, proprio perché, come dire, blindiamo l'affidamento contro eventuali ricorsi di terzi.

Ripeto, il tutto nasce da un'esperienza giurisprudenziale a livello europeo, oltre che nazionale, e le sentenze della Corte Europea sono moltissime da questo punto di vista, ma nasce in particolare perché a marzo c'è questa sentenza del Consiglio di Stato, che riguarda un ambito della Provincia di Treviso per la gestione dei servizi dei rifiuti, quella non c'entra niente con noi, casomai c’entrerebbe con Asm, per capirci!

Ma sulla base del quale abbiamo ragionato anche noi per dire, visto che questo argomento è così importante, è il caso che integriamo uno statuto che già è buono, che copre le nostre esigenze ed integriamo il fatto che noi già esercitiamo, scusate, che i soci già oggi esercitano il controllo analogo su As2, perché noi abbiamo, ad esempio, costituito un comitato guida che era previsto nello Studio di Fattibilità, e nella delibera che questo Consiglio Comunale ha approvato due anni fa, l’abbiamo costituito ed il Comune di Rovigo ne fa parte.

Quello è lo strumento attraverso il quale si esercita il controllo analogo. Quindi non è che finora non c'è stato il controllo analogo.

Finora non era nello Statuto così chiaramente definito, anche perché abbiamo approfittato per allargare le capacità, le possibilità, da parte dei nostri soci, di entrare nel merito delle scelte che fa la società, non solo ex post, quindi una volta che la società ha adottato un provvedimento il socio va a vedere se va bene, ma anche ex ante, quindi in via preventiva il socio può controllare la sua società, anche prima che i suoi organi, il Consiglio di Amministrazione in primis e ovviamente l'Assemblea, assumano le decisioni.

In questi termini, voglio dire, stiamo semplicemente dicendo: il Comune di Rovigo, nel caso di cui stiamo discutendo, avrà domani maggiori capacità di oggi per controllare la sua società, avrà domani maggiori strumenti per entrare nel merito della sua gestione, anche operativa, perché poi… avrà domani anche un meccanismo, un -come dire- uno strumento operativo che è il Comitato di Controllo con una sua operatività. Questa è la delibera di oggi.

Ripeto, oggi noi abbiamo, fino a quando non saranno state adottate queste modifiche allo Statuto, abbiamo comunque un meccanismo di controllo, abbiamo un Comitato Guida, non ha normate le sue operatività, le sue competenze, le abbiamo scritte meglio a maggiore garanzia dei nostri soci. Questo nel merito della parte essenziale della delibera che avete in approvazione.

Poi abbiamo approfittato dell'occasione, perché cambiare lo Statuto, come chiariva prima l'Assessore: se la società ha un socio è complesso, se la società ne ha 40, è particolarmente complesso. E’ un meccanismo che richiede tempi, coinvolgimento di 40 Consigli Comunali, cioè, uno sforzo amministrativo rilevante.

Allora, in quell'occasione, anche su suggerimento del Professor Maltoni, a cui avevamo chiesto un parere -e arrivo tra un attimo- abbiamo detto: dobbiamo andare nei Consigli Comunali e modificare lo Statuto, tanto vale che inseriamo anche un paio di questioni, che badate bene anche queste, se vogliamo, erano in parte presenti nello Statuto, andiamo a chiarire due argomenti che rappresentano delle, com'è stato detto da più voci, opportunità per la vostra azienda.

I due argomenti sono i seguenti: il primo di gran lunga il più importante, il fatto che i soci possono affidare ad As2, oltre che i servizi di supporto agli enti per la riscossione, cosa che già oggi facciamo, lo facciamo da anni, lo facciamo per il Comune di Rovigo in primis, il recupero degli insoluti, la ricerca dell'evasione la facciamo da anni per il Comune di Rovigo, ma la facciamo in modalità strumentale. Cosa vuol dire?

Che gli atti formali che escono, sono intestati al Comune di Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 21 Dicembre 2011 52 Rovigo.

Stiamo dicendo: guardate che, a norma di una legge che c'è da 14 anni, che è la legge 446 del ’97, il Comune e la Provincia possono decidere in un ventaglio di possibilità di come esercitare la loro potestà di riscossione, in primis in via diretta, altrimenti attraverso una loro società che abbia le caratteristiche dell’in house provider, e quindi su cui eserciti il controllo analogo o attraverso l'utilizzo di un fornitore terzo privato con gara. Questo è scritto in una legge di 14 anni fa.

Stiamo semplicemente dicendo: aggiungiamo al nostro Statuto il fatto che, oltre a poter esercitare quelle competenze, per conto dei nostri soci, e quindi in modalità strumentale, lo possiamo fare anche in nome e per conto. Vuol dire che se esce un accertamento per un'evasione di un tributo locale, il Comune di Rovigo può decidere di farlo uscire su carta intestata del Comune di Rovigo; il Comune di Ariano può decidere di demandarlo ad As2. Non è obbligatorio che tutti lo demandino ad As2.

E’ importante che qualcuno lo possa fare, a norma dell'art.56, 52 della legge 446 del ‘97. Stiamo semplicemente dicendo che è meglio che lo scriviamo in modo esplicito nello Statuto, perché ci potrebbe essere sicuramente un terzo privato che fa ricorso al Comune di Ariano se ci affida quell'attività.

Mentre abbiamo messo in moto questa operazione, in luglio è uscito il decreto legislativo 70, questo luglio, che ha sostanzialmente modificato un, come dire, un quadro, un modello organizzativo di gestione della riscossione, che era quello che era partito, se vogliamo dal Regio Decreto del 1910, ma quanto meno dalla legge 602 del ’73, e cioè dicendo: non esiste più il ruolo, Equitalia non agisce più per conto dei Comuni, ma i Comuni devono agire gestendo in proprio le proprie… la propria riscossione, e tirando in ballo la legge 446 del ‘97.

Allora noi ci siamo trovati, credo, nella favorevole situazione di avere pensato un meccanismo di allargamento delle competenze della nostra società, con cinque mesi di anticipo, rispetto ad una modifica normativa che nel frattempo è intervenuta. Credo che dobbiamo essere tutti contenti del fatto che abbiamo anticipato i tempi! Guardate che società come As2, in ambito nazionale ma anche in ambito regionale, ne esistono pochissime.

E’ una grande opportunità che i nostri soci ci hanno dato di svolgere questa attività. Ma dall'altra parte guardate che sono moltissimi gli enti che ci stanno chiedendo cosa stiamo facendo, perché anche loro si stanno ponendo il problema, come potremo domani gestire i nostri servizi. Questo vale per la riscossione, ma vale ancora di più per le nuove normative sui servizi associati.

Cioè, già da quest'anno i Comuni sono chiamati, soprattutto i piccoli, a definire degli ambiti sovra comunale per la gestione in forma associata dei propri servizi, e As2 diventa uno strumento operativo, non obbligato ma di opportunità per tutti i nostri enti. Allora, e vorrei fermarmi qui.

Le modifiche che sono state proposte hanno questo obiettivo: rendere As2 maggiormente, come dire, solida dal punto di vista dei possibili ricorsi non ad As2, ma agli enti affidanti, al Comune di Rovigo che già oggi ci affida diversi servizi, perché scriviamo meglio nello Statuto il meccanismo del Controllo Analogo.

Su alcune questioni particolari, che sono state sollevate, credo sia giusto che diamo delle risposte… che diamo delle risposte puntuali, anche se, per carità, forse noi oggi ovviamente siamo venuti impreparati in termini generali, e credo che abbiamo… insomma sappiamo le cose che facciamo e le possiamo illustrare, però forse una sessione ad hoc, dove possiamo magari portarvi un po’ di documentazione e darvi degli strumenti anche di analisi più precisi, potrebbe essere più utile.

Questo non significa che non ne parliamo oggi, significa che mi permetto di dire, come ha appena detto anche il mio Presidente, che se ci invitate un'altra volta e magari abbiamo la possibilità di prepararci un pochino per tempo, forse siamo anche in grado di andare maggiormente in profondità alle giuste esigenze del Consiglio Comunale e di conoscere meglio la propria società. Ripeto, proviamo ad entrare nel merito di alcune questioni che sono state sollevate.

Allora, sul piano industriale, Consigliere Nalin: il Piano Industriale di As2 è stato approvato quando l’abbiamo costituita, non è cambiato. Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 21 Dicembre 2011 53 Le ragioni per cui è stata costituita, gli obiettivi sono rimasti sostanzialmente gli stessi, non è che oggi, perché cambiamo lo Statuto e scriviamo che c'è il controllo analogo attraverso il comitato di controllo, sono cambiate le nostre prospettive.

Certamente nel tempo andiamo ad affinare meglio alcune, andiamo a mirare meglio alcune attività. Però, ad esempio, per dire che il controllo analogo esiste già, noi abbiamo già mandato per tre volte a tutti i nostri soci una relazione semestrale, dove diciamo, con abbastanza dovizia di particolari, cosa facciamo, come lo facciamo, con quanta gente lo facciamo, per chi lo facciamo, con quali risultati economici, con quali problematicità, con quali obiettivi, con quali strategie.

L'ultimo l'abbiamo mandato a luglio del 2011; in quel documento, una ventina di pagine, non una cosa straordinaria, abbiamo cercato di sintetizzare tutti questi argomenti.

Quindi io questa sera, da questo punto di vista, vi rimanderei, ed è una cosa che è recentissima, è di luglio 2011, dove sostanzialmente viene rifocalizzato il Piano Industriale di As2, perché in quel documento facciamo una relazione semestrale, ma ripartiamo dalla nostra missione, dai nostri obiettivi, dalle nostre strategie, dai problemi e dalle opportunità che abbiamo avuto.

Ovviamente, voglio dire, credo che più o meno il Consiglio Comunale ci conosca, però questo è un Consiglio che è stato eletto pochi mesi fa, giustamente ci sono molte persone che non ne facevano parte due anni fa, e quindi è chiaro che una serie di argomenti potrebbero non essere perfettamente conosciuti. Ripeto, As2 nasce dall’esternalizzazione del Centro Elaborazione Dati del Comune di Rovigo, fatta nel 2003, quindi il cuore della nostra attività è un'attività di tipo tecnologico.

Noi ci occupiamo di informatica, di telematica, d’impianti, di automazione, di controlli. Questo è il nostro core business, è il centro della nostra attività. Su questo abbiamo fatto crescere una serie di altri servizi.

Storicamente sono servizi agli uffici di Polizia Locale e agli Uffici Tributi, quindi ci occupiamo di gestione dei processi operativi dei vigili e di gestione dei processi fondamentali delle entrate comunali. Poi su questo abbiamo aggiunto nel tempo piccole attività, che poi magari sono diventate più grandi e che sono, se volete, succedanee, che sono secondarie rispetto a queste che sono le principali.

Oggi, anche in base alla nuova normativa, stiamo dicendo che l'attività di riscossione, in forma strumentale o in nome e per conto in via diretta, diventerà sicuramente nei prossimi anni una struttura, una colonna portante della nostra attività.

Su questo abbiamo un po' copiato anche noi, perché ad esempio esiste una società che è come noi, che si chiama “Trentino Riscossioni”, di cui fanno parte 92 Comuni, tutti della Provincia di Trento, e che si occupa da anni, cioè da quando c'è la legge del ’97, di fare la riscossione per conto dei Comuni in forma associata. Lo Statuto di Trentino Riscossioni è molto vicino al nostro, le attività di cui si occupa Trentino Riscossioni sono per questa parte molto simili alle nostre.

Quindi, voglio dire, stiamo focalizzando meglio per il futuro anche in funzione del fatto che sono cambiate o stanno cambiando le normative, per essere pronti a dare un supporto ai Comuni e alle Province, agli enti locali in generale, per migliorare la loro capacità di gestione delle proprie entrate, tema straordinariamente importante in un quadro di decentramento o di federalismo, chiamatelo come volete! Cioè, diventa per il Comune essenziale essere in grado di governare al meglio le proprie entrate.

Però, badate bene, e qui arrivo a dare una risposta anche alla Consigliera Furin: noi lavoriamo soprattutto utilizzando le piattaforme tecnologiche, quella è la nostra competenza di base; poi ci mettiamo sopra delle altre competenze amministrative, tecniche, tributarie, di modalità diverse, ma il cuore è il fatto che abbiamo una struttura importante, che abbiamo ereditato dal Comune di Rovigo, che si occupa di tecnologie, e i servizi che eroghiamo sono fondamentalmente servizi tecnologici, magari con anche qualcos'altro.

La Provincia ci ha affidato il servizio di controllo degli impianti di riscaldamento, lo facciamo da quattro anni! Siamo partiti che facevamo solo data entry, mettevamo dentro dei dati e scannerizzavamo dei moduli; abbiamo popolato, anno per anno, una banca dati.

Ad un certo punto abbiamo detto alla Provincia: scusate un attimo, ma se sfruttiamo meglio le nostre competenze e Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 21 Dicembre 2011 54 quelle banche dati che vi abbiamo popolato le incrociamo con altre banche dati, che siamo in grado di procurare e di chiedere ai vostri Comuni, 49, perché il Comune di Rovigo lo fa da solo, la Provincia agisce per i 49 comuni che non sono il capoluogo, la Provincia di Rovigo ha detto: benissimo.

Allora, facciamo un passo avanti, sfruttiamo quello che abbiamo fatto negli ultimi quattro anni, incrementiamo la tecnologia, incrociamo le banche dati, andiamo a fare un servizio che sia il più mirato possibile. Stiamo dicendo che è giusto che si faccia il controllo degli impianti di riscaldamento, ma anche partire dal fatto che abbiamo a vedere quali sono nel territorio le entità che dovrebbero avere un impianto certificato e se l’hanno certificato o meno finora.

Prima si andava, come dire, al buio: io sceglievo, come la lotteria di Capodanno, 50 nomi, e andavo nel territorio. Oggi facciamo prima un importantissimo lavoro di inserimento di dati, di flussi di dati anche da enti esterni, d’incrocio, e andiamo a vedere, attraverso questo risultato, cosa è successo nel territorio. Avremmo potuto, come ha fatto la Provincia negli anni scorsi, fare una selezione, avevamo qualche nome anche di privati che fanno questo di mestiere, di Vicenza, di Padova, di dove erano.

La Provincia aveva delle persone che no erano della… Provincia inteso come ente, si avvaleva di professionisti di altre province. Abbiamo, visto che, voglio dire, lo sapete che fino alla settimana scorsa la nostra sede in Via Dante Alighieri, non è che eravamo chissà dove!

Siamo andati giù di un piano e abbiamo detto ai nostri tre ex colleghi di Asm: ma, voi che avete le persone che fanno il controllo degli impianti di riscaldamento del Comune, sareste in grado di fare per noi e per la Provincia, sulla base di un meccanismo tecnologico innovativo, che noi garantiamo, un controllo a campione degli impianti? E i nostri colleghi di Asm ovviamente ci hanno detto: certo, è il nostro mestiere! Lo facciamo tutti i giorni.

A questo punto cosa abbiamo fatto? Non abbiamo subappaltato, abbiamo fatto una sinergia tra le nostre competenze, che sono la base per fare bene questa cosa, vi do solo qualche numero. I controlli che faceva prima statisticamente la Provincia, trovavano un 10-12% di persone che non avevano la certificazione; gli ultimi Comuni che abbiamo fatto, abbiamo trovato il 75% di persone che non avevano la certificazione.

Vuol dire, tra l'altro, che andiamo davvero a fare in modo che la gente capisca che è importante certificare il proprio impianto, dal punto di vista dei consumi, dal punto di vista dell'inquinamento, dal punto di vista della sicurezza. Questo è il risultato. Avremmo potuto tranquillamente farlo con soggetti terzi, l’abbiamo fatto con i nostri colleghi di Asm: abbiamo mantenuto ricchezza alla nostra società.

Però non abbiamo semplicemente preso un servizio ed esternalizzato, abbiamo rovesciato… rovesciato, abbiamo gestito in modo diverso un servizio che si faceva già prima e di cui noi vedevamo solo, come dire, lo zoccolo d’inserimento brutale di dati. L'abbiamo trasformato in qualcosa di diverso. Mi fermo, perché altrimenti andiamo troppo in là.

Sulla questione degli stipendi, mi consenta il Consigliere Bedendo, grazie. Io, Bedendo non lo vedo, vabbè, non importa. Non posso essere d'accordo, uso un eufemismo, con la definizione che lui ha dato di As2 e mi spiego subito.

Come dicevo, il primo di febbraio 2010, As2 ha ereditato non solo il Centro Elaborazione Dati, ha ereditato l'Ufficio Progettazione, ha ereditato una serie di attività di tipo amministrativo di Asm. Oggi noi siamo 27, 27 sono i dipendenti di Asm, di questi il 90%, scusate di As2, di questi il 90% sono dipendenti ex Asm.

Non perché si è costituita As2, come dire, si sono moltiplicati per due, per tre o per quattro, credo che Paron se lo ricordi bene, non perché è stato il nostro Presidente fino a poco tempo fa e ha vissuto in parte anche questi meccanismi.

I dipendenti di Asm sono diventati dipendenti di As2, abbiamo allargato la compagine dei nostri lavoratori dipendenti a tempo indeterminato, con delle selezioni che abbiamo fatto in dicembre del 2010, per posizioni per le quali avevamo dei dipendenti a tempo determinato, che ormai raggiungeva come tempo complessivo i tre anni.

Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 21 Dicembre 2011 55 Quindi, voglio dire, chi si occupa di queste tematiche, sa bene che un dipendente a tempo determinato dopo tre anni o lo assumi a tempo indeterminato o fai delle altre cose. Quindi questo è il processo.

Poi oggi noi abbiamo una decina di contratti a progetto e 6 o 7 contratti di lavoro dipendente a tempo determinato, sono tipicamente persone che sono collegate a progetti a tempo, nel senso che abbiamo un affidamento che dura un anno, prendiamo una persona con un contratto che vale un anno. Quando il Comune ci dirà: ti faccio un contratto da cinque anni, quella persona o comunque quella posizione verrà ricoperta con un contratto a tempo indeterminato, perché questa è un po’ la logica.

Siamo nati 20 mesi fa, voglio dire, quindi non è che possiamo agire credo in modo diverso da questo. Ma è nata così anche quando abbiamo trasferito il Ced, perché i dipendenti del Comune di Rovigo non hanno accettato tutti di venire, ma abbiamo dovuto già allora assumere un po' di persone e poi nel tempo, magari da due sono diventate quattro e poi cinque eccetera. Mi fermo.

Non credo sia accettabile la definizione che ha dato, per le ragioni che ho appena espresso, il Consigliere Bedendo. Qui non si tratta di stipendificio! Qui noi abbiamo delle persone che lavorano, abbiamo una certa operatività, un certo risultato, si può fare meglio, si può far peggio, non tutti gli anni sono uguali, il 2010 è stato straordinario, il 2011 lo sarà meno; il 2012 speriamo sia ancora positivo come il 2010.

Questo è un po' il concetto. Credo di avere risposto quasi a tutti. Anche sul tema che diceva il Consigliere Ongaro, credo di avere dimostrato che qui non stiamo parlando di un contenitore che poi vedremo domani come riempire.

Qui stiamo parlando di alcune decine di persone con contratti diversi, che operano in servizi diversi, che sono legate tutte a degli affidamenti già avvenuti. E’ chiaro che contiamo di consolidarli questi affidamenti, ma ci stiamo anche guardando attorno, perché non è detto che domani, come è successo negli anni scorsi, i servizi alla Polizia Locale rimangano quelli su cui facciamo conto per il 50% del nostro fatturato. Nel 2011 non è stato così; nel 2012 lo sarà ancora meno.

Nel 2013 probabilmente ancora meno, ma perché stiamo diversificando. Se non diversificassimo le nostre attività, saremmo molto più esposti anche a fenomeni di mercato negativi. L'anno scorso, con una circolare del 29 dicembre, sono stati spenti tutti gli autovelox!

Guardate che si è salvata Rovigo in parte! Allora, se noi avessimo avuto solo quell'attività, avremmo chiuso l'anno scorso, mi fermo. Vi ringrazio della disponibilità e rinnovo la nostra ad una sessione, se volete dedicata dove possiamo entrare maggiormente nel merito, e mi scuso se sono stato troppo lungo.

21 aprile 2009

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

1 intervento
Intervento n. 176
Pagine 76–77
Punto 6

ASM SPA: presentazione Piano Industriale - Illustrazione politica dei rifiuti a livello comunale e prospettive provinciali (Su richiesta da parte di n. 10 Consiglieri Comunali ai sensi L. 267/2000,art. 39, 2° comma)

Direttore Sistemi Informativi ASM Rovigo Spa

Leggi intervento

Sì, cercherò di essere rapidissimo nel cercare di dare alcune risposte al Consigliere Zangirolami, anche se credo che la proposta che il Consigliere faceva, eventualmente di avere un'altra sede dove poter approfondire tutta una serie di tematiche, che del resto -come dire- era previsto, perché quando fu esternalizzato il CED (io allora ero da questa parte) era previsto che vi fossero comunque dei meccanismi -come dire- di monitoraggio.

Quindi, per carità, anzi credo sia un fatto positivo sia per l'Amministrazione Comunale che per l'Azienda, il fatto di potersi confrontare. Solo due o tre cifre, in modo da dare il segnale rispetto alle giuste preoccupazioni che sono state avanzate. Il CED è stato esternalizzato nel 2004.

La delibera è di gennaio 2004, in realtà la piena esternalizzazione fu dal 1 luglio 2004. Però, insomma, diamo per buono tutto il 2004, ci fu una fase transitoria. Nei 2004 ASM fatturò al Comune, grosso modo, eh!

Do cifre piene: € 400.000. Quell’anno il fatturato del CED in ASM, avendo solo il Comune come cliente, perché allora il Comune era 100% della nostra clientela, ASM ha fatturato circa € 400.000. Nel 2008, avete visto dalle cifre che sono state esposte prima, il servizio ha fatturato € 2.000.000.

La percentuale di quell'entrata che fa riferimento al Comune, nel 2004 (poi arrivo anche a quello) non c'erano tutta una serie di servizi, uno dei quali molto importante, insomma, no? Per tutti noi. La percentuale del servizio erogato al Comune di Rovigo, quindi il peso del cliente Comune di Rovigo, rispetto al resto dei clienti, si è ridotto ad essere una percentuale -in questo momento non ho ovviamente i conti- ma, insomma, siamo tra i due terzi e i tre quarti.

Io reputo che già nel 2009 il fatturato che potremo fare al Comune di Rovigo non supererà il 60% del totale del fatturato che andremo a fare, e che se dovesse prendere luogo diciamo, l'iniziativa che è stata affrontata prima, che del resto è quasi obbligatoria, come era stato presentato dal nostro Presidente, noi arriveremo nel 2010 ad avere una quota di contributo del cliente Comune di Rovigo, sul totale che potrà essere dell'ordine del 35 - 50%. Perché dico queste cose?

Perché il fatto di aver iniziato a fare servizi anche per gli altri Comuni è diventata la cifra, è diventato l'elemento più importante dello sviluppo dei nostri servizi. La seconda valutazione: l'incremento dei costi che il Comune di Rovigo ha dovuto supportare dal 2003 (ultimo anno in cui ha gestito in economia) al 2008 (ultimo anno per cui abbiamo dei numeri) è un incremento che è al di sotto della percentuale prevista nel Contratto di Servizio.

Cioè, in realtà quel servizio è costato di meno di quello che era previsto dovesse costare con la delibera del gennaio 2004.

In più io credo che sia importante che si tenga conto anche del fatto che i costi dei servizi di tecnologie e dell'informazione della comunicazione per il Comune di Rovigo, che si attesta in questo momento attorno all'1% all'anno sul costo complessivo delle spese correnti, chiamiamolo budget del Comune di Rovigo, siamo all'ordine dell'1% con servizi di grandissimo livello, e che sono significativamente migliorati rispetto a cinque anni fa, io credo che questo sia… avremo occasione di confrontarci.

Fa comodo... fa molto piacere anche a noi potere esprimere queste cose. A fronte di un incremento importantissimo della qualità e della quantità dei servizi, il costo è rimasto sostanzialmente all'1% dei costi di spesa corrente del Comune di Rovigo. Tenete presente, letteratura, diceva prima Romanello, per Comuni capoluogo la percentuale va normalmente dal 2 al 3%.

Quindi, il Comune di Rovigo in questo... casomai, ci sarebbe una forte lamentela che ASM dovrebbe fare, perché in realtà, appunto come dicevo prima, il costo di questo servizio teoricamente doveva essere più elevato.

Ultima questione, è evidente che nel momento in cui ci verrà dato l'okay, fermo restando tutte le valutazioni che ha fatto il Presidente, al processo di scissione la prima cosa che dovremo fare è un 77 business plan coerente -come dire- che contempli quell'assunzione di responsabilità che prima ha reclamato il Consigliere Zangirolami. Non ci sono dubbi su questo.

Una serie di iniziative già le stiamo facendo, credo che i due elementi che vi ho dato sull'espansione, diciamo, della nostra attività e sul peso specifico che Rovigo ha, e sui costi che il Comune di Rovigo ha dovuto supportare, garantisca sul fatto che non sarà vero, non è vero oggi, e non sarà vero nemmeno domani che il Comune di Rovigo debba pagare dei costi superiori a quelli che pagherebbe se riportasse in casa una gestione in economia, la gestione di questi servizi.

Tenete presente -come ha detto prima il Presidente- riportare tutto in casa, significa precludere completamente l'espansione che abbiamo avuto e che ci prefiggiamo di avere nei prossimi anni, rispetto al resto della pubblica amministrazione. Quindi, quella sarebbe un'operazione che porterebbe -c’era scritto nella slide- riduzione del fatturato dei ricavi e riduzione del personale, inevitabilmente.

28 maggio 2008

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

5 interventi
Intervento n. 41
Pagine 15–18
Punto 4

Appr. Convenzione realizzazione: “ELI-FIS

Direttore S.I.S./ ASM S.p.A.

Leggi intervento

Grazie Sindaco, grazie Presidente. Buon giorno a tutti i Consiglieri. Abbiamo avuto una discussione abbastanza approfondita in Commissione, per cui magari, io cerco di mantenermi a livello abbastanza generale.

Poi, se vi sono delle domande, cerchiamo di approfondire e di andare nel merito. 16 Stiamo parlando dell'approvazione di due Convenzioni che sono sostanzialmente, assolutamente simili, per due Progetti che si chiamano: ELI-FIS ed ELI-CAT. Si tratta di due Progetti che sono stati finanziati dal Dipartimento degli Affari Regionali, a seguito di un bando pubblicato lo scorso anno, nell'ambito del cosiddetto programma ELISA, che significa sostanzialmente: Enti Locali Innovazione di Sistema.

E’ un Fondo di sostegno agli investimenti per l'innovazione negli Enti Locali, che era previsto nella Finanziaria del 2007. Il Comune di Rovigo ha partecipato ad una partnership -diciamo- molto larga, che vede l'adesione di diverse decine, tra Comuni, soprattutto Comuni Capoluogo, Province e Comunità Montane, che si sono candidate a realizzare in modo integrato questi due Progetti, che comunque affrontano -diciamo- complessivamente le tematiche che il Sindaco ha rapidamente ricordato.

Vorrei solo, per entrare nel merito, leggervi tre righe, giusto perché sia più chiaro di cosa stiamo parlando: “Il Progetto ELI-CAT che significa Gestione Digitale Integrata dei Servizi Locali in materia Fiscale e Catastale, mediante modelli di cooperazione applicativa”.

Badate bene, la parola Catastale, non riguarda -questa questione è uscita in Commissione, quindi lo dico subito- il tema del decentramento catastale e della gestione da parte del Comune di singole fasi del processo catastale; riguarda semplicemente l'integrazione dei dati, anche di natura catastale, con informazioni invece, che sono proprie -diciamo- dell'ambiente Comunale.

Descrivo il titolo, credo che sia giusto -ripeto- due righe…: “Il Progetto ELI-CAT, intende realizzare un Sistema di Servizi Locali- leggo, perché così è più semplice- in materia fiscale e catastale, completo, flessibile, e modulare, attraverso l'integrazione dei processi, inerenti la gestione del Catasto, la gestione Edilizia Urbanistica, il governo delle Entrate anche nell'ottica di perseguire obiettivi di perequazione fiscale e in definitiva, di controllo del territorio”.

Quindi, stiamo parlando di integrazione di banche dati, di collegamento tra informazioni presenti a livello locale in Comune, ed eventualmente in altri Enti interessati alla gestione del territorio, e l'integrazione con le informazioni provenienti dalle Agenzie Nazionali che si occupano di questo tipo di argomento. Nello specifico per quel che riguarda il territorio, l'Agenzia del Territorio, poi, vedremo per il secondo argomento, arrivo subito, per la gestione fiscale, l'Agenzia delle Entrate.

Quindi è una partnership che si è creata, molto importante a livello nazionale, che comprende Comuni di una decina di Regioni, che tende a realizzare un modello di gestione delle informazioni e dei dati, integrando, appunto, il livello locale e il livello nazionale. Rapidissimamente in analogia, vi leggo l’oggetto dell'intervento del Progetto ELI-FIS che significa: Federalismo Fiscale Integrazione delle Banche Dati Locali e Nazionali e cruscotti per la Fiscalità.

Quindi diciamo, ELI-FIS si occupa di più dell'argomento Federalismo Fiscale; ELI- CAT si occupa di più dell’argomento Gestione del Territorio. I due progetti sono tra loro intimamente correlati.

17 In analogia a quello che ho appena fatto, vi leggo rapidamente l'oggetto anche di ELI- FIS: “ELI-FIS, intende realizzare servizi per l'integrazione di banche dati locali e nazionali, cruscotti per la Fiscalità, con l'obiettivo di costruire un quadro di controllo, definito cruscotto per il Federalismo Fiscale, attraverso il quale gli Enti locali avranno a disposizione un valido strumento di gestione delle proprie Entrate”.

Questo è il quadro -diciamo- di carattere generale e l'argomento in realtà, della Delibera di oggi, perché siamo in Consiglio Comunale perché il Comune, approva l'adesione a questi Progetti e la sottoscrizione delle Convenzioni che legano il Comune di Rovigo con gli altri Enti che hanno partecipato a questa iniziativa.

Nel merito, stiamo parlando di un'iniziativa che complessivamente porta a tutti gli Enti partecipanti circa cinque milioni e mezzo di euro, che sono il finanziamento della Dipartimento degli Affari Regionali, per la realizzazione di queste due iniziative che vanno ad integrarsi. Il Comune di Rovigo è interessato in questa dimensione, ad un intervento assolutamente marginale, limitatissimo.

Stiamo parlando di un intervento che tra, risorse interne (per risorse interne intendo personale del Comune che verrà coinvolto in questa attività, per un totale di circa € 22.000 da rendicontare, sono 18 mesi, quindi voi capite, che stiamo parlando davvero di… con il fatto che alcuni Funzionari- Dirigenti seguiranno l'evolvere di questo Progetto) e risorse proprie stiamo parlando complessivamente di circa € 90.000 di risorse economiche che vengono messe a disposizione dal Comune di Rovigo, a fronte di un finanziamento che sarà dell'ordine di € 75.000 da parte del Dipartimento degli Affari Regionali.

Di queste circa € 90.000, una parte sono già ricomprese -e ci arrivo fra un attimo- in un progetto, che è stato attivato lo scorso anno, di miglioramento -diciamo- della conoscenza delle basi informative di fiscalità locale e di recupero -diciamo così- di evasione ed elusione fiscale. E quindi, solo una parte di questi € 90.000, vengono oggi finanziati, arrivo tra un attimo anche a descrivere in che modo.

Per quel che riguarda il Comune di Rovigo, il Comune di Rovigo, in realtà, sta svolgendo, da diversi anni a questa parte, iniziative che sono sia nel campo della gestione del territorio, che nel campo della fiscalità locale.

E questo Progetto ci consente di mettere a valore quello che già abbiamo realizzato o che comunque era previsto di fare nel prossimo anno e mezzo, quindi non dobbiamo aggiungere nulla a quelli che erano gli obiettivi che già c'eravamo dati, e le risorse che comunque avremmo dovuto mettere su questo progetto, ma ci consente di focalizzare, all'interno di un progetto nazionale, queste nostre iniziative, e quindi di poter partecipare ad un'iniziativa importantissima a livello nazionale.

Tenete presente, che sono stati finanziati sei progetti su scala nazionale quindi, stiamo parlando dell'eccellenza nel campo dell'innovazione amministrativa, a cui il Comune di Rovigo partecipa, e credo che sia un vanto anche per questa Amministrazione. Stiamo parlando -dicevo- di un'iniziativa larga, in cui noi abbiamo questo tipo di partecipazione, ma che ci consentirà, ovviamente, di poter usufruire in toto di tutto quello verrà realizzato, nell'ambito di un progetto così importante.

Quindi, portare a 18 termine i nostri obiettivi, all'interno di un quadro più ampio e usufruire di tutto quello che verrà fatto, assieme agli altri Comuni. Ci saranno parti -diciamo così- di spesa condivisa, gestita dai coordinatori, ci sono due progetti e due coordinatori nazionali, a cui verrà messa a disposizione una parte del fondo, che viene dallo Stato, e parte di spesa, invece, locale, che servirà per raggiungere gli obiettivi del Comune di Rovigo. Arrivo nel merito.

Dicevo, diverse iniziative che stiamo portando avanti, le due più interessanti da questo punto di vista, perché poi ne stiamo facendo anche molte altre, sono: sul terreno della gestione del Territorio, il Sistema Informativo Territoriale e la Gestione Informatizzata dei processi edilizi.

Attività che già abbiamo iniziato, e su cui stiamo facendo -come dire- stiamo costruendo, stiamo ampliando quello che abbiamo realizzato, e sfrutteremo in modo particolare questo progetto, per la costruzione di quello che si chiama l'Anagrafe Comunale degli Immobili. Che significa integrare informazioni di tipo edilizio-urbanistico, con informazioni di tipo catastale, per individuare tutti gli oggetti di natura immobiliare, e gestirli ovviamente, che sono nel territorio.

Quindi, Sistema Informativo Territoriale, Gestione delle Pratiche Edilizie, Anagrafe Comunale degli Immobili. Sul lato, invece, della fiscalità, partiamo dal Progetto che ho richiamato prima: di miglioramento delle basi di dati sulla fiscalità locale, è un Progetto che conoscete bene, perché è già stato presentato nel Bilancio del 2007 e trova una sua conclusione nel bilancio 2008. E’ un progetto che sta andando avanti.

Nell'ambito di quel progetto abbiamo fatto un investimento per delle componenti anche di software applicativo; queste componenti oggi sono una parte del nostro cofinanziamento, quindi le rimettiamo in campo come investimento già fatto, che ci viene valutato.

La parte mancante è la sostituzione -che è l'unica cosa nuova- delle applicazioni del software per la gestione dei tributi, che era comunque prevista nell'ambito di questi 18 mesi, che viene finanziata nell'ambito di questo progetto come intervento diretto dal Comune di Rovigo, che sta dentro un ragionamento più complessivo di rinnovamento del parco tecnologico software del Comune di Rovigo.

Ricordo molto rapidamente: il Comune di Rovigo ha fatto un importante investimento, a metà degli anni ’90; in questi 18 mesi completeremo il rinnovamento di quel parco software che ovviamente, avendo 15 anni, risulta anche tecnologicamente obsoleto. Con questo progetto, noi mettiamo le risorse del Comune per il rinnovo del software dei Tributi, e otteniamo tutti i risultati che saranno propri della partnership nazionale. Io mi fermerei qui, perché capisco poi che sono entrato anche nel merito di questioni tecniche.

Se ci sono domande sono a disposizione.

Intervento n. 45
Pagine 19–20
Punto 4

Appr. Convenzione realizzazione: “ELI-FIS

Direttore S.I.S./ASM S.p.A

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Sì, sì, sì, rapidamente. Alla prima domanda del Consigliere Maldi, forse prima sono stato troppo veloce. Diciamo che correttamente il Consigliere Maldi legge un totale di € 113.333 che sono la somma dei € 90.666 di risorse economiche e dei circa € 22.000 di cui ho parlato di risorse interne, la somma fa € 113.333.

Per quel che riguarda la Convenzione del Comune per il recupero dell'evasione, beh credo che, magari per entrare nel merito sarebbe giusto che, venisse coinvolta la Dirigente del Settore Entrate perché è quello coinvolto, io le dico solo due cose importanti perché lei le ha chieste, però poi nel merito, magari, è giusto che venga coinvolta la dottoressa Cittadin.

La Convenzione ha prodotto dei risultati, dal mio punto di vista stiamo raggiungendo gli obiettivi che erano previsti, quindi io sono abbastanza convinto che ci porterà, alla sua conclusione, i risultati previsti. Il tempo della Convenzione: erano 18 mesi dall'avvio, e quindi andremo in scadenza, sostanzialmente alla fine del 2009, alla fine… scusate del 2008.

In realtà abbiamo avuto due o tre mesi di ritardo, dovuti anche a ragioni logistiche: l'Ufficio Tributi si è spostato -ricorderete- l'anno scorso in agosto, ha avviato la sua 20 operatività verso la fine di settembre, quindi non siamo riusciti a partire a luglio, siamo partiti di fatto ad ottobre, e abbiamo un ritardo temporale di quel tipo. Poco male! Vedremo tra due o tre mesi, eventualmente, se potrà servire una coda di un paio di mesi, giusto per tener conto di questo slittamento.

La Convenzione tra Comune di Rovigo e ASM, prevede che ad ASM venga corrisposto in base al risultato effettivamente realizzato. Quindi abbiamo fatto una previsione, andiamo a vedere tra qualche mese qual è il risultato effettivamente ottenuto, e quello è il costo diciamo per il Comune, per l'attività fatta. Quindi è molto incentivante, per entrambi, raggiungere i risultati che avevamo previsto.

Non ci sono rapporti con questo Progetto. Quella è un’altra attività. L’unico rapporto è che una parte delle componenti software che abbiamo comperato e pagato con il Progetto di ricerca evasione, viene utilizzata anche in questo Progetto, come cofinanziamento.

E’ l’unico legame.

Intervento n. 50
Pagina 20
Punto 4

Appr. Convenzione realizzazione: “ELI-FIS

Direttore S.I.S./ ASM S.p.A.

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E’ la prima pagina della Convenzione del Progetto ELI-CAT, non del Progetto ELI- FIS.

Intervento n. 52
Pagine 20–21
Punto 4

Appr. Convenzione realizzazione: “ELI-FIS

Direttore S.I.S./ ASM S.p.A.

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Noi siamo su entrambi. Padova è solo sul Progetto Territorio. 21

Intervento n. 59
Pagina 22
Punto 4

Appr. Convenzione realizzazione: “ELI-FIS

Direttore S.I.S./ASM S.p.A.

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La Regione ha dato esplicitamente l’avvallo a questo Progetto, in termini di certificarne la qualità, all'interno del programma complessivo. Quindi questo Progetto non va in contrasto con i programmi della Regione del Veneto. La Regione del Veneto -e questo l’ha messo per iscritto su tutti e due i progetti- non ha ritenuto, diversamente da altre Regioni, di investire su questo progetto, finanziandone il futuro riuso per altri Comuni, almeno in questo momento.

Poi, voglio dire, è un Progetto che prenderà 18 mesi! Come dicevo in Commissione, io spero che in questi mesi anche la Regione Veneto comprenda l'importanza di questo Progetto e, se le cose che verranno fatte saranno positive, decida di coinvolgere anche se stessa e gli altri Enti.

Come leggere questi numeri. Il numero degli interventi dipende dalle sedute e dai verbali attualmente acquisiti. I ruoli di Presidenza possono inoltre generare numerosi interventi procedurali: per questo Lente Civica non li usa come classifica di attività politica.