Relazione del CdA Ecoambiente Srl - Discussione
Amministratore Delegato Ecoambiente
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Grazie e buonasera a tutti. Leggo perché così cerco di essere razionale nella presentazione. Grazie ancora per l’invito che ci avete fatto, che ci consente appunto di poter interloquire anche direttamente, ed è comunque un fatto assolutamente significativo.
Parto da alcuni elementi che servono per inquadrare la vostra azienda, per capire come è organizzata in questo momento. Come diceva adesso il Presidente, la situazione organizzativa attuale risale a decisioni prese in Assemblea dei Soci alla fine del 2016, che superava un quadro organizzativo preesistente.
Ora la Società è amministrata da un organo amministrativo in forma di Consiglio di Amministrazione, e siamo presenti in tre, il Presidente, il sottoscritto e Michela Bacchiega, e prevede al suo interno un Amministratore Delegato, a cui sono conferiti importanti poteri in base ad una procura notarile che riporta le decisioni dettagliate prese in Assemblea dei Soci in occasione della nomina.
L’Amministratore Delegato sovrintende all'intera struttura aziendale, all'interno della quale svolge un ruolo determinante in termini operativi il Direttore tecnico, a cui lo stesso Amministratore Delegato conferisce, sempre con procura notarile, determinanti e importanti poteri.
In prospettiva dell'avvio della nuova fase, conseguente al nuovo affidamento trentennale in house di cui ha parlato il Presidente, con la previsione di una prima fase di transizione di durata quinquennale e delle successive fasi di gestione, il Consiglio di Amministrazione di Ecoambiente ha promosso la selezione di un nuovo Direttore tecnico che sostituirà dal 1° ottobre di quest'anno l'attuale direttore Valerio Frazzarin, ormai prossimo alla quiescenza, a cui vanno anche in questa occasione i ringraziamenti per il lavoro svolto.
La Società ha anche avviato una procedura di gara per affidare in tempi strettissimi ad una Società specializzata il compito di analisi organizzativa e di individuazione delle linee guida per il nuovo disegno strutturale, coerente con l’assetto che Ecoambiente dovrà avere per gestire al meglio il servizio che è stato affidato.
Ecoambiente oggi ha circa 270 dipendenti, comprese alcune figure a tempo determinato, di cui circa 220 sono operai dedicati a servizi di raccolta, una quindicina alla gestione degli impianti e circa 35 impiegati distribuiti soprattutto nei servizi amministrativi. L sedi, come credo sappiate, sono Rovigo la principale, Adria, Badia e Porto Viro.
L’attuale situazione economico finanziaria - credo questo sia un dato importante - cristallizzata dal bilancio 2020 che verrà approvato in Assemblea il 28 giugno, restituisce un quadro ragionevolmente positivo in quanto ha un margine operativo lordo di oltre 5.000.000 euro, i flussi finanziari derivanti dall'attività operativa solo positivi per un'analoga cifra, e sono in grado di sostenere gli investimenti programmati nel piano industriale; l’esposizione finanziaria netta, compresa la quota capitale delle rate di leasing a scadere nei prossimi esercizi, è di oltre 2.000.000 di euro, a fronte di un patrimonio netto di circa 12.000.000 di euro, quindi il rapporto è di circa 0,18; l’incidenza degli oneri finanziari sul volume dei ricavi caratteristici è dello 0,49% quindi basso, molto meno dell’1%, e quindi il costo dell'indebitamento è ampiamente gestibile con ordinaria operatività aziendale.
Infine l’indicatore che misura la sostenibilità del debito aziendale, non vi sto dire come si chiama in inglese, non importa, cioè rapporto fra il cash flow di gestione operativa e gli impegni finanziari assunti, è ampiamente superiore ad 1; 1 è il livello di allarme o comunque il livello in cui si inizia a dover fare una valutazione del rischio, essendo a pari a 2,79.
Quindi è quasi tre volte il livello limite, dimostrando la capacità di Ecoambiente di poter accedere al sistema creditizio per sostenere gli investimenti programmati. Arriverò tra un attimo a questo.
Ecoambiente viene da un’esperienza ormai ventennale di gestione dei servizi del ciclo integrato dei rifiuti che ha dato buoni risultati in termini di consolidamento anche dopo la fusione con ASM Ambiente del quadro impostato sin dalla nascita; con il nuovo affidamento che approva il piano industriale si apre, come detto, una fase nuova: il servizio offerto dovrà garantire livelli di qualità superiore, oltre che più elevati livelli di raccolta differenziata raggiungibili solo con importanti investimenti in uomini, mezzi, tecnologie ed organizzazione, in un quadro di graduale passaggio verso la nuova configurazione.
Oltre a ottenere importanti risultati in termini ambientali, tale obiettivo configura importanti economie sui costi di smaltimento, in grado di bilanciare i maggiori costi in termini di gestione dei servizi, come detto uomini, mezzi e quant'altro, oltre a maggiori ricavi dalle filiere del riciclo.
Anche dal punto di vista impiantistico si dovrà passare da un quadro impostato storicamente sulla presenza dell’impianto di separazione della discarica, verso un nuovo assetto che prevede la realizzazione di investimenti nel quadro dell'economia circolare, che puntano a utilizzare il riciclo più che lo smaltimento con miglior livelli di separazione e riutilizzo, ma anche la trasformazione di rifiuti organici in energia, nel pieno rispetto delle linee guida del piano nazionale di ripresa e residenza, con un occhio particolare rivolto alla produzione di biometano in parte da destinare a combustibile per i mezzi di raccolta dei rifiuti.
Il piano presentato da Ecoambiente a novembre, poi emendato e successivamente approvato a gennaio, risponde completamente - mi pare di aver capito che l'aveva già detto l’Assessore prima, scusate se ripeto - alle specifiche previste dal piano d'ambito, che era stato approvato il 18 settembre 2020. Esso contiene le specifiche esecutive del servizio di gestione del ciclo dei rifiuti.
Il Consiglio di Bacino, con le clausole inserite nel contratto siglato il 1° marzo, ne controlla continuativamente la realizzazione - anche questo credo sia un aspetto importante - il piano si basa su un dettagliato piano economico finanziario calcolato al meglio delle informazioni disponibili alla data ad Ecoambiente, elaborate con la massima precisione possibile, asseverato da un soggetto terzo e validato dal Consiglio di Bacino con il supporto di un ulteriore diverso soggetto.
La stabilità del piano economico finanziario sarà monitorata costantemente da Ecoambiente con l'adozione delle conseguenti decisioni in termini di manutenzione periodica, riteniamo almeno semestrale. Il piano evidenzia specificatamente gli investimenti previsti, i cui costi sono dettagliati e finanziati dalla tariffa, che verranno realizzati in maniera sostanziale tramite finanziamenti garantiti dal sistema bancario.
Per gli impianti - speriamo anche tramite la BEI - è in corso una procedura ad evidenza pubblica per individuare le banche finanziatrici del primo periodo di investimenti per circa 28.000.000 di euro, mentre il resto verrà garantito da risorse proprie.
Tali investimenti riguarderanno in particolare: l'acquisto di nuovi mezzi, indispensabili per superare un’elevata obsolescenza media di quelli attualmente in uso, ma anche per incrementare la meccanizzazione della raccolta porta a porta, comprensiva delle forniture di nuovi contenitori che verranno abbinati all'utenza in modo informatico; verranno quindi finanziati gli investimenti necessari a una complessiva informatizzazione del servizio di raccolta, oltre che la costruzione di un sistema informativo finalizzato alla gestione della tariffa puntuale.
Il piano prevede che fino al 2022 i Comuni continueranno a gestire la TARI, pagando poi il servizio ad Ecoambiente; mentre dal 1° gennaio 2023 il gestore sarà impegnato nell’applicazione diretta della tariffa puntuale assumendosi direttamente sia l'onore della bollettazione, che quello dell'effettivo incasso.
Secondo le previsioni del piano la gestione degli impianti basata su tariffe approvate ogni anno della Provincia potrà garantire non solo un costo calmierato di smaltimento per i cittadini del Polesine, ma anche volumi da dedicare allo smaltimento di rifiuti speciali provenienti in misura significativa dal tessuto produttivo locale, in grado di produrre economie utile alla buona gestione di Ecoambiente.
Il passaggio dalla situazione attuale a quella a regime, da portare a termine entro il 2022, in modo da partire coerentemente con la nuova tariffa puntuale, prevede che il servizio venga modificato per gruppi di Comune con la diffusione graduale nel territorio partendo da ovest e venendo verso est, e l'attivazione di sportelli intercomunali aperti al pubblico per garantire la massima assistenza nella fase di distribuzione dei nuovi contenitori di rifiuti e successivamente nella nuova fase di raccolta.
Alcuni servizi di raccolta ora esternalizzati verranno gradualmente riportate all'interno, a conclusione degli attuali contratti di appalto, con l'obiettivo di migliorare la qualità del servizio reso e di uniformare tutte le raccolte principali. Altri servizi ritenuti meno prioritari cani verranno invece mantenuti in regime di appalto esterno.
Una particolare attenzione dovrà essere dedicata ai servizi per le imprese, tenendo conto della recente normativa di settore, il Decreto Legislativo 116 dello scorso anno, rivolto alla gestione dei rifiuti simili agli urbani.
Il progetto prevede il passaggio graduale per quanto riguarda la città di Rovigo dalla raccolta stradale in città - le frazioni sono già in una situazione diversa - passaggio graduale dell’attuale raccolta stradale a un sistema misto, prevalentemente porta a porta come già esistente nelle frazioni, che sono state coperte tra ottobre 2017 e marzo 2019, ma con l’individuazione di zone ad alta complessità urbanistica, nelle quali verranno previste frequenze di raccolta più alte e sistemi di raccolta stradale tracciabili, cioè con apertura con tessera magnetica individuale, in modo che sia possibile comunque l'applicazione della tariffa puntuale a partire dal 2023.
Lo sviluppo del servizio avverrà gradatamente a partire dai Quartieri di San Pio X e Tassina, previsti già per quest'anno; poi i rimanenti Quartieri nel primo semestre 2022 e il centro della città nel secondo semestre 2022. Il piano d'ambito e il piano industriale hanno previsto un periodo transitorio di applicazione di questa modalità mista al fine di potere tener conto dei risultati e delle problematiche eventualmente evidenziate, per proporre successivamente la soluzione a regime.
Il risultato atteso è un notevole incremento della raccolta differenziata, con un buon livello qualitativo del materiale conferito in un quadro di certificabilità e misurabilità del servizio di raccolta, premessa indispensabile per l'applicazione della tariffa, impossibile con l'attuale servizio stradale che anzi ancora oggi consente la migrazione dei rifiuti da parte di utenti diversi da quelli della città, e il conferimento anche da parte di soggetti non iscritti ai ruoli TARI.
Un apposito progetto di comunicazione e informazione dei cittadini utenti e uno specifico progetto di distribuzione dei nuovi contenitori da assegnare nominativamente a tutti gli utenti, precederanno l’avvio del servizio sperimentale. Delle attività di comunicazione e informazione saranno prioritariamente coinvolte realtà associative operanti nei quartieri cittadini.
Lo sviluppo impiantistico, che prevede la realizzazione di un impianto di separazione di imballaggi misti e delle plastiche, e quella di un impianto biodigestore di frazione organica del rifiuto solido urbano, per la produzione di biogas e biometano, è in piena sintonia con le previsioni del piano nazionale di ripresa e resilienza, e potrà auspicabilmente essere assistito dalle relative provvidenze. A tal fine l'azienda è già ora impegnata a ricercare le opportune forme di iniziativa.
Sempre in ambito del PNRR sarà possibile sfruttare la possibilità di implementazione del piano industriale e dello sviluppo dei nuovi servizi con progetti specifici collegati ad esempio - a livello territoriale, non parlo di Rovigo ovviamente - al contratto di foce Delta del Po. L’approvazione del piano industriale di Ecoambiente e il nuovo affidamento trentennale rafforzano in modo significativo la vostra Società, consentendole di mantenere il passo delle altre operanti nel territorio del Veneto.
Ciò si è già evidenziato in questi mesi, con un nuovo interesse da parte di altri diversi soggetti pubblici a sviluppare con Ecoambiente possibili importanti sinergie e sviluppi strategici. Fondamentale da questo punto di vista sarà la nostra capacità di focalizzarci su una gestione fortemente industriale ed organizzata, in grado di assicurare il raggiungimento degli impegnativi obiettivi individuati e di monitorare costantemente la gestione.
Uno sguardo strategico risulta indispensabile infine anche per analizzare con coerenza e precisione i punti di debolezza già individuati con lo studio del piano industriale, e che possono rischiare, se non affrontati per tempo, di ridurre la capacità del sistema di sostenerci con la tariffa puntuale. Il calo demografico e l'invecchiamento della popolazione è la debolezza della struttura produttiva locale.
In questo contesto risulta importante valutare nel prossimo futuro anche possibili strategie di allargamento del territorio servito, o di alleanze con altri operatori presenti nei territori contermini, finalizzate ad ottimizzare la nostra gestione sia nei servizi ambientali che in quelli impiantistici, oltre che a ridurre i rischi.
Un’ulteriore opzione potrà essere rivolta alla possibilità di allargare i servizi offerti superando la condizione di azienda impegnata solo in quelli di tipo ambientale come hanno fatto molti gestori, i cui risultati sono stati confrontati con quelli di Ecoambiente nel corso della recente analisi sulla struttura patrimoniale, economica e finanziaria, oltre che nella valutazione indipendente di congruità del costo del servizio futuro indicata nel piano industriale.
Ovviamente restiamo a disposizione per qualunque domanda. Direi che, se ci sono le condizioni, il nostro Direttore può essere in grado di entrare nel merito di quelli che sono i contenuti del piano industriale. Mi pare che vi sia stata messa a disposizione una sequenza di slide anche importanti, non so se valga la pena lasciar parlare lui.