Grazie. Premetto anch'io che mi sento estraneo alla politica. Mi rivolgo anch'io un po’ teatralmente al pubblico, come hanno fatto i miei colleghi, sentire anche la presenza di un pubblico che non c'è sempre, non c'è sempre ai Consigli Comunali.
Io fin dall'inizio nei Consigli Comunali ho percepito una retorica politica grondante. Una volta c'era il latinorum, se vi ricordate, per permettere una cortina di fumo fra l'esperto o chi ha un ruolo pubblico e la gente si usavano dei paroloni. Qui la retorica politica rischia di fare la stessa cosa, di creare una cortina di fumo e non andare alle questioni vere.
Secondo me però bisogna che esercitiamo la nostra intelligenza per capire le cose, e una è molto importante, e non è mai uscita oggi, non è mai uscita ma ha bisogno di essere compresa: la storia del Polo Natatorio. Se noi non comprendiamo la storia, non riusciamo a capire perché siamo arrivati alla situazione. Anche quando parlo di retorica politica, è perché tutto si gioca sulle decisioni, le cose, gli eventi degli ultimi dieci giorni.
No, qui abbiamo un Polo che ha una storia molto lunga e che bisogna conoscere, bisogna approfondire, per la nostra intelligenza. Io infatti ho avuto degli utenti bravi, inseriti, che mi hanno chiesto “Guarda, ti chiedo solo per capire”. Non sono partiti “L’Amministrazione ha fatto…”.
Quello è l'atteggiamento giusto: voglio capire e, se sappiamo la storia, ci sono delle questioni tecniche su cui torno dopo. La storia è importante, è importante. Se noi usiamo la parola piscina o Polo Natatorio è diverso.
Possiamo dire che forse chi ha concepito il Polo vent'anni fa ha peccato un po’ di presunzione e si poteva pensare solo ad una piscina più moderna o riammodernare la Baldetti? Allora quella scelta là di avere “Sì, noi siamo il capoluogo, vogliamo il grande Polo” ha influito. Secondo, il project financing: un espediente che usano le Amministrazioni prese per il collo perché sono in crisi fiscale, in crisi di entrate.
Ma il project financing sappiamo cos'è: rischia di essere un nodo scorsoio, e questo pesa. Terza cosa, di cui non si parla mai, mai, mai, mai, e probabilmente siamo tutti carenti, sono i rapporti fra il terzo settore e la Pubblica Amministrazione: gran parte del mondo sportivo e ricreativo è gestito e offerto da attività del terzo settore. A volte sono delle Srl, sono delle imprese, ma fondamentalmente vengono da quel mondo lì.
Ora quel mondo lì è in rapporti problematici con la Pubblica Amministrazione da sempre. E qui mi pare che ne abbiamo un caso abbastanza clamoroso. Quindi o ricostruiamo la storia e le questioni anche di fondo, con un minimo di inquadramento, sennò veramente diamo fiato alla bocca.
Io diffido anche, mi dispiace ma non posso non fare questi appunti anche di tipo stilistico, a chi dice “Signori, bisogna semplificare”. Ma da profano, quando ho messo piede qui dentro come Consigliere, mi sono reso conto della difficoltà, dell'intrico legale, finanziario, procedurale che c'è per ogni cosa, per spostare ogni cosa.
Questa non è una giustificazione per l’Amministrazione, ma tu puoi risolverla no dicendo “Signori, arriveremo noi”, come ha detto - mi dispiace - un nostro Consigliere “Arriveremo noi, finalmente faremo la semplificazione”. Questa è un'illusione: le cose saranno sempre più complesse e dobbiamo entrare in quella logica lì. Ultima cosa che mi sembra veramente che non è uscita è la questione della famosa critica alla politica che è di corto raggio.
Sapete la critica che rivolgono agli eletti, ai politici, agli amministratori “Eh, ma il politico sa che è su per cinque anni, quindi lui cerca di massimizzare quei cinque anni e poi si vedrà”. E’ esattamente quello che vogliamo fare anche noi, che abbiamo fatto con la discussione questa sera: abbiamo detto “Vogliamo assolutamente preservare l'uovo e la gallina potrà anche morire”.
Qui mi pare, e qui spezzo una lancia anche in favore della passione di un giovane amministratore come Mattia Milan, che ha una profonda conoscenza del mondo sportivo, si muove. E’ un giovane. Se lo bruciamo, guardate che la politica la faranno solo i vecchietti fra poco, e non so con quali effetti.
Quindi è molto utile stare chiusi due, tre, quattro mesi, piuttosto che avere una cosa che lentamente si degrada. E dopo questo ci permette anche di fare questo benedetto bando per mettere a posto le relazioni, che comunque restano problematiche fra la Pubblica amministrazione e questi gestori. Quindi mettiamo nel conto tutto e io ho fiducia, lo dico a livello personale, ho fiducia perché vedo che abbiamo dei membri della Giunta che lavorano per il bene comune in maniera indefessa e senza secondi fini.
Ho finito.