Grazie. Vorrei un attimo dare anche dei feedback in base a quanto questa sala consiliare mi sta facendo emergere. Per quanto riguarda le osservazioni tecniche, sono state doverose, nel senso che ha anche una certa logicità che vi spiego, perché questa mozione è veramente nata con un dialogo sia con i tecnici che con gli Assessori di riferimento.
Perché possa esserci il finanziamento, deve esserci una discrepanza tra i costi sostenuti dall’Associazione che fa animazione e i costi e le entrate, ma questo è il discorso che vi facevo prima, cioè se un bambino con una disabilità ha bisogno di un personale specifico, questa discrepanza è automatica, perché l’Associazione che fa animazione sarà costretta di non accontentarsi per esempio dell'animatore di 17 anni o studente universitario che non ha nessuna formazione, ma avrà bisogno di personale specializzato, e quindi la discrepanza tra entrate e uscite, visto che la famiglia paga come qualsiasi altro ragazzino, la discrepanza avviene lì.
Quindi questo è il primo punto che volevo chiarire. Per quanto riguarda invece il fatto di dire perché usare uno strumento o non uno strumento?
Voi l'avete interpretato in un modo e noi l'abbiamo interpretato in un altro, cioè nel senso che secondo me un tema così era così bello che arrivasse in Consiglio e che all'unanimità venisse spinta la Giunta che, ripeto, sapeva di questa mozione, spingere e quindi dare forza è un atto che dà forza alla Giunta, che non indebolisce, perché c'è il gruppo, tutti i gruppi consiliari che sono in una stessa direzione.
Questo è un messaggio bellissimo che non ha maggioranza, minoranza, destra, sinistra, centro, ma che ha una voce corale. Questo era il mio obiettivo in primis. Quando ho detto “Ho fortemente voluto questa mozione” è perché mi sembrava corretto anche che questa mozione venisse da tutti noi, non soltanto o da una Giunta o da un Consigliere, cioè è la mozione di tutti.
Terzo punto, e poi davvero interrompo, per quanto riguarda il linguaggio. In alcune disabilità la disabilità è un problema economico, psicologico e fisico, perché in alcune disabilità, come alcune disabilità psichiche, parliamo di autismi gravi per esempio, incontro tutti i giorni mamme che arrivano piene di botte. Quindi a volte la disabilità è dolorosa, non è soltanto una percezione che noi abbiamo.
Quindi ovvio che qui stiamo parlando di una fusione tra ciò che è responsabilità e contributo del clinico, e ciò che è responsabilità e contributo della scuola, e ciò che è responsabilità e contributo di un’Amministrazione. In alcune disabilità questi tre contributi sono fondamentali tutti e tre, però è pericoloso dire che tutte le disabilità sono facili e tutte le disabilità non sono un problema, perché non è così.
Ho voluto tra l'altro, apro la parentesi, nella mozione ho specificato perché volevo essere realistica: ci sono dei BES, ci sono degli studi di apprendimento, ci sono degli ADHD di difficile a volte gestione, e che hanno bisogno di essere supportati in questo, però non è come a scuola che ai ragazzini andiamo a dire “Lui è un BES, o lui è un autismo a basso funzionamento, o lui è un dislessico”. Questa è una cosa che noi operatori, che noi amministratori dobbiamo essere consapevoli.
Poi la vera magia, che con fatica cerchiamo anche nelle scuole di fare, e quindi noi insieme alle scuole come Amministrazione per le animazioni estive cerchiamo di crearla questa magia, dove arriva il bambino che dice “Ma lui è un mio amico” e non è etichettato, però noi siamo costretti per comodità amministrativa, clinica e burocratica ad etichettare. Grazie a tutti.