Consiglio Comunale del 2016-11-08
Segreteria CGIL/FLP
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Qui siamo davanti a una vicenda che ormai data quattro anni. Esattamente più o meno di questi tempi arrivava la relazione del Ministero dell’Economia e Finanza che era intervenuto tra settembre e ottobre. Quindi parliamo di una cosa che bene o male è a conoscenza di tutti i soggetti e di tutti gli attori ormai da parecchio tempo.
Dico questo perché può sembrare un po’ irrituale e un po’ anomalo trovarsi davanti ad un Consiglio Comunale, che è chiamato a discutere di tutte altre questioni, trovarsi lavoratori presenti con un’intenzione chiara, che è quella di rivendicare alcune cose che noi chiamiamo diritti, chiamiamo la possibilità di avere riconosciuto oggi una parte di retribuzione, che è la retribuzione contributiva, perché è di questo che parliamo. Dico questo perché?
Perché nelle ultime vicende abbiamo ancora presente che, sia per quanto riguarda la parte deputata a venire a contrattare in sede di delegazione trattante, ma anche poi nella discussione fatta quando è intervenuto l’Assessore, non abbiamo percepito una chiarezza per decidere oggi, ripeto dopo quattro anni che stiamo vivendo questa vicenda incresciosa, abbiamo capito che non ci è ancora ben chiaro in testa su quello che si vuol fare.
Quindi da qua nasce oggi questa iniziativa, che è quella di dire basta, non ne possiamo più. E’ impensabile che noi restiamo impantanati ancora per chissà quanto tempo. E’ arrivato il momento delle decisioni, è arrivato il momento dell’assunzione di responsabilità, perché io capisco che il tema è complicato e difficile, ma insomma, alle spalle abbiamo avuto tempo per pensare, per mettere in piedi delle azioni.
Si diceva prima: alcune realtà, anche Comuni capoluogo di questa rilevanza e anche maggiore, hanno trovato soluzione a questi problemi. La questione di cui si diceva prima dei piani di razionalizzazione, eccetera, delle vie d’uscita, complicate, certo strette, però erano a nostro disposizione, e io dico potrebbero essere a nostra disposizione. Che cosa è che è mancato a mio avviso, ed è qui la sollecitazione anche di ordine politico?
E’ mancato un ruolo politico di direzione, perché ad un certo punto non è che i Dirigenti sono liberi professionisti. I Dirigenti devono rispondere e, quando vengono ai tavoli di trattativa, agiscono sulla base di un mandato che qualcuno gli assegna.
Ed allora, nel momento in cui noi abbiamo delle soluzioni e vediamo che altri Enti adottano delle soluzioni, non capisco perché qualcuno, o perché non si voglia oggi cominciare a dare un indirizzo in quella direzione, nel capire come alcune esperienze sono arrivate a conclusione e se è possibile ripercorrere quel percorso. Dicevo prima di questa cosa della responsabilità.
Io ritengo fondamentale che noi finalmente ce le assumiamo tutte queste responsabilità e, ripeto, a partire dalla Giunta sicuramente, e a partire anche, visto che ci rivolgiamo a tutti i Consiglieri, perché qui ognuno comunque gioca un ruolo dentro a questa Amministrazione per arrivare in tempi brevi, questo è l’obiettivo, a fare quell’atto che ormai da tempo il Ministero, ma non solo il Ministero, sta attendendo.
Non è più il momento del tergiversare perché noi pensiamo semplicemente questo: l’obiettivo, pensate, è quello di portare a far sì che questo diventi un Comune normale.
Questa è la pretesa, la grande pretesa che hanno i lavoratori dipendenti oggi, cioè diventare un Comune normale, un Comune in cui, se si fa un’attività di progettazione, si pensa a come erogare, perché qui parliamo di servizi, non è che parliamo solamente di soldi o di altro, parliamo del come vogliamo erogare i servizi, qual è il livello, l’efficienza, la qualità; cose di cui raramente si discute. Noi siamo davanti ad un sistema invece che produce carta, produce addirittura piani di performance.
Ci nutriamo molto spesso di queste parole inglesi, eccetera, poi dietro scopriamo che non c'è nulla: facciamo carta, produciamo valutazioni, e sulle valutazioni, sottolineo poi, la maggior parte delle valutazioni toccano sempre il personale, il personale normale come usiamo chiamarlo noi. Raramente c’è una valutazione invece su quelli che sono i livelli apicali, dirigenziali, eccetera. Le valutazioni, guarda caso...
Guardate, diciamo queste cose perché deve partire anche una modalità diversa. A casa mia si parte sempre dai vertici se vogliamo intervenire per cambiare.
Io non ho nulla contro i Dirigenti, eccetera, non è questo il tema, però dobbiamo capire che da lì si parte, e c'è qualcosa oggi che non funziona, perché un sistema in cui io faccio le pulci a tutti i dipendenti e ai lavoratori che stanno magari dalla categoria C ai livelli intermedi, dove si accede con il diploma in giù, eccetera, più vado in alto e meno questo sistema lo vedo, poi se andiamo a vedere nell’ispezione del MEF c'è molta parte che riguarda anche, come diceva anche Stefano, che riguarda i Dirigenti, che riguarda il Segretario Generale, eccetera, sulle imperfezioni, le chiamo così, nella gestione delle risorse.
Per cui bisogna cominciare veramente ad invertire la rotta e bisogna pensare che qui, o rimettiamo in piedi un sistema normale, in cui buttiamo a mare questa cosa del fare carta, carta, per fare che cosa? Facciamo valutazioni e ancora facciamo le cosiddette pagelle e pagelline che alla fine che cosa producono? Producono miglioramento di servizi?
No. Producono un risultato perché incentivano i lavoratori a lavorare? No, anzi in questi anni noi stiamo disincentivando i lavoratori, e guardato solo da questa questione noi dovremmo capire che oggi bisogna assolutamente intervenire e intervenire rapidamente.
E bisogna fare che cosa? Bisogna smetterla con questa idea. Io tra l’altro sono tornato recentemente ad occuparmi di lavoro pubblico, e francamente ho l’impressione che siamo davanti all’impazzimento, nel senso che io avverto quasi una volontà nell’escludere i lavoratori, e quindi anche i rappresentanti, dalle discussioni rispetto a quello che si vuole fare.
Qui c'è la pretesa che in pochissimi, e che ci sia un ruolo dirigenziale che escluda la possibilità della partecipazione nelle scelte.
Guardate, realtà come queste non vanno da nessuna parte se non c'è la capacità di coinvolgere i lavoratori tutti i giorni sulle questioni e su quello che si deve fare, e quindi bisogna riaprire , bisogna tornare a pensare che il ruolo delle organizzazione sindacali è un ruolo decisivo, perché in quel momento non si parla con dei soggetti, non si parla con me, non si parla con Malagugini o con altri. Si parla con i lavoratori, e senza il consenso non andiamo da nessuna parte.
Guardate, noi registriamo anche un clima lavorativo che è pessimo. Nelle nostre assemblee i lavoratori ce lo raccontano. Su questo bisogna indagare e capire perché c'è questo disagio e questo malessere.
Bisogna invertire questo processo e, ripeto, questa cosa passa necessariamente attraverso il coinvolgimento.
Trovo insopportabile e anche arrogante direi l’atteggiamento, come c'è stato in questi giorni, di qualche Dirigente che pretende di decidere sulla vita delle persone, e quindi ad assumere decisioni che coinvolgano cambiamenti sui carichi di lavoro, sull’organizzazione del lavoro, ma anche sul salario e sulla retribuzione delle persone, e dire “Questo è un atto di gestione e io non rispondo al sindacato rispetto alle mie scelte”. Non ci sta questa cosa.
Se questa è la volontà, guardate che andiamo a sbattere ancora, e il rischio è che veramente poi la questione esploda. Quando si parla di organizzazione con dei riflessi forti sulla vita delle persone, sui carichi, sull’organizzazione del lavoro, e soprattutto anche sulle retribuzioni, è necessario che ci sia un coinvolgimento nella discussione. Questo è imprescindibile.
Io questa cosa la rivolgo al Segretario e ai Dirigenti, ma anche a chi ha una responsabilità politica che deve cominciare a spiegare che senza la partecipazione non andiamo da nessuna parte. Quindi questa è la volontà che noi esprimiamo.
Quindi noi abbiamo bisogno in tempi celeri che finalmente si adotti un atto deliberativo, chiaramente per parte nostra diciamo che deve essere un atto deliberativo che abbia il minor impatto possibile rispetto a quelle che sono poi le ricadute sui lavoratori, fermo restando, lo dico da subito, che anche fosse l’atto meno impattante, quello che chiede meno ai lavoratori, ricordo sempre che comunque i diritti soggettivi poi chiunque potrà rivendicarli nelle opportune sedi, quindi non è che ci sia altra pezza.
Qui alla fine qualcuno dovrà rispondere, ed è impensabile che proprio quei lavoratori, quegli ultimi, eccetera, siano anche quelli paradossalmente che magari dovranno pagare anche di tasca propria. Su questa vicenda, lo dico in maniera molto chiara, tentiamo di trovare una soluzione.
Dopodiché è chiaro che rimane fermo il diritto soggettivo da parte dei lavoratori, e io temo che ormai ci siamo talmente ingarbugliati che veramente questa vicenda rischia di essere una vicenda che comunque lascerà sul campo, non so, non voglio parlare di morti, ma molti feriti temo. Per questo dico: se siamo ancora in tempo, proviamo a capire se c'è qualcosa da fare. Ripeto, partiamo dalle esperienze di chi bene o male ne è uscito, e sono parecchi i Comuni che ne sono usciti.
Proviamo a far tesoro di quelle esperienze e vediamo se finalmente riusciamo a venirne fuori.