Avete qui di fronte a voi tutto il CdA di Ecoambiente. E’ un CdA così composto, dopo che l’Assessore Paulon ci ha abbandonato il 13 maggio, e dal 13 maggio ad oggi l’Assemblea dei Soci non ha nominato un nuovo Presidente. Ecoambiente si è trovata in più occasioni ad avere una dirigenza composta da due Consiglieri, e appena ne entrava uno dava le dimissioni l'altro, per cui ha avuto una vita in cui i Consiglieri cambiavano ripetutamente.
Cosa vuol dire questo? Vuol dire che ad Ecoambiente con gli si è data una dirigenza autorevole; vuol dire che Ecoambiente, la parte che riguarda la rappresentanza politica del territorio, non parlo del Sindaco Rovigo o del Consorzio, ma del territorio, non si è voluto dare in questo periodo una dirigenza che avesse autorevolezza. Cosa è stato fatto in questo periodo?
Le discussioni che sono comparse sui giornali in questo anno... Io sono stata nominata l’11 novembre 2015, per cui venerdì prossimo 11 novembre 2016 sarà un anno dalla nomina della sottoscritta; il Consigliere Barison, invece, è stato nominato il 4 luglio. Cosa è stato fatto in questo periodo?
E’ un’azienda che ha il compito di gestire il ciclo integrato dei rifiuti, per cui si va dalla raccolta al conferimento; un’azienda che ha l’incarico in house providing, per cui gli è stato affidato direttamente l’incarico; i clienti sono già trovati, che sono i soci indiretti, che sono i Comuni, ai quali fornire dei servizi.
Quest’anno è stato ripetutamente trattato non tanto come sul territorio può essere fatto il servizio, risparmiando, dando indicazioni che possono essere innovative, o in fase anche essere proposti i servizi che possono essere economicamente più contenuti.
L'anno è passato discutendo su una convenzione che è stata approvata l’11.11.2015, con la quale si andava a concordare un affidamento ad Ecoambiente della discarica di Villadose, ma solo il primo stralcio, che erano due vasche, che sarebbero state passate ad Ecoambiente per la gestione, come dicevo; queste due vasche i lavori sono stati fatti, appaltati, gestiti i costi da parte del Consorzio, e a fronte di un intervento che aveva un determinato costo era stato riversato su Ecoambiente un canone da ritornare in cinque anni, che era la suddivisione di questo importo sostenuto, diviso per i cinque anni.
Le prime due annualità, il 2016 ed il 2017, dovevano essere anticipate e versate al Consorzio entro il 31.12.2015, ed è avvenuto. Nella stessa convenzione era stato scritto che al Consorzio si sarebbero dovuti ritornare gli importi dovuti per le spese sostenute per la realizzazione, ma per poter fare questo si doveva dar corso ad un successivo atto che avrebbe questo previsto.
Dall’11.11.2015 l’unico atto integrativo che è in discussione nell’Assemblea Soci è stato prodotto fine luglio 2015, ed è stato sottoposto ai soci per una eventuale approvazione. Altra cosa che è stata fatta in quest’anno è stata, per quanto riguarda Ecoambiente, prendere in gestione la discarica, che doveva essere consegnata il 1° gennaio 2016, e invece per una serie di motivi sono state consegnate le due sub vasche, perché una è stata consegnata per intero, il 1° aprile sempre del 2016.
Dal 2 aprile 2016 Ecoambiente ha iniziato la gestione di queste due vasche conferendo i rifiuti provenenti dal territorio polesano, che sono 49 Comuni, mentre Rovigo, non avendo la differenziata porta a porta, veniva conferito fuori Provincia, a parte il primo mese, che anche lui è andato in quel di Taglietto - Villadose, ed il Comune di Rosolina per il periodo estivo, essendo un Comune turistico, anche in questo caso la differenziata non era idonea per essere conferita presso la discarica.
Altra discussione, sempre di quest’anno, è stato il ripristino e rimesse in funzione del separatore di Sarzano, che è stato deliberato, per cui è un atto in cui i soci hanno convenuto per quanto riguarda il ripristino, tenuto presente che era stato anche discusso in un’Assemblea, o Conferenza, perché qua non so mai come definirla, perché siamo in una fase in cui non si possono convocare le Assemblee, ma si possono riunire i Sindaci a cui chiedere degli atti di indirizzo.
In questo caso è stato concordato di ripristinare l’impianto di Sarzano senza prevedere una possibile revisione sulle sue possibili funzionalità al 2016, per cui per poter dare delle risposte all’azienda che stava gestendo rifiuti. L’impianto è fermo da alcuni anni. Abbiamo verificato per poter recuperare finanziamenti da parte delle banche, abbiamo trovato la banca che fornisce il mutuo, ed in questo momento stiamo facendo le verifiche per poter fare gli affidamenti per poter dare l’attività di ripristino.
Il tutto è un costo che ammonta circa a 1.600.000 euro per ripristinare una struttura costruita in un periodo in cui non era ancora stato avviato il servizio del porta a porta, porta a porta spinto, per cui il rifiuto che veniva fatto passare per Sarzano era un rifiuto indifferenziato allora, e di conseguenza il vagliatore, quello che doveva lavorare il rifiuto, doveva ricavare da tutta questa massa e dividere il rifiuto; cosa che adesso non potrebbe dare gli stessi risultati, perché già differenziato all’origine.
Gli utenti dei 49 Comuni già usufruiscono di contenitori idonei per tener separato il rifiuto. Questo per darvi una visione di quali sono stati gli argomenti di cui si è parlato in questo anno. Sempre sul giornale sono venute fuori polemiche riguardanti la discarica di Taglietto, che è stata soggetta a verifiche da parte dell’azienda, consegnata, ripeto, il 1° aprile, ma senza avere avuto la possibilità di verificarne e di consultare tutto quanto inerente al lavoro.
Ecco in distribuzione il bilancio di sostenibilità, adesso che è arrivato. Per cui l’azienda ha fatto una serie di verifiche, si sono verificate delle anomalie nel periodo estivo, e su queste questioni ci sono delle discordanze su chi ha affidato l’opera al gestore, per cui l’affidante, e questo è un altro aspetto delle difficoltà di comunicabilità che si hanno attualmente. Cos’è il bilancio di sostenibilità che attualmente vi stanno distribuendo?
E’ il secondo bilancio di sostenibilità di Ecoambiente. Già nel 2014 era stata fatta la prima versione.
Non è obbligatoria una rendicontazione di questo genere, ma verrà reso obbligatorio nei prossimi anni per le società anche tipo le nostre, però abbiamo voluto rendervi partecipi di quelle attività che, molto probabilmente preso dalle discussioni o dai temi che vi ho accennato precedentemente, che sono serviti più a creare distanza da questa azienda, abbiamo voluto (la sottoscritta negli ultimi giorni in cui è ancora presente in questo CdA) rendervi partecipi di cosa l’azienda ha fatto, perché ci sembra giusto rispettare chi di questa azienda ha lavorato perché venisse creata.
Ci tengo a farvi presente le prime tre pagine, la pagina 4 e la pagina 5 del bilancio, e vi invito a guardare l’immagine che vedete. E’ una cosa semplice, però ci ho tenuto, ho cercato e ho voluto che ci fosse, perché è l’immagine del Polesine.
Io ho insistito in questo anno nel ricordare agli interlocutore con cui sono entrata in contatto che questa azienda è un’azienda polesana, nata grazie a degli amministratori che a suo tempo hanno lavorato per la fusione; ci sono sicuramente dei problemi, dati da una serie di motivi, una serie di elementi, però rimane un’azienda polesana.
Ha circa 270 dipendenti, dà da lavorare nel periodo estivo, nel periodo natalizio, e comunque ha delle collaborazioni esterne per determinate attività, sempre con personale del territorio; è un modo di rendere partecipi gli interlocutori di questa azienda di cosa è stato fatto. Le domande che mi sono posta all’inizio erano: è giusto redigere il bilancio di sostenibilità di Ecoambiente? O, meglio, a chi serve il bilancio di sostenibilità di Ecoambiente?
Credo serva - e ne sono certa - sicuramente a chi ha lavorato con questa azienda, chi ha lavorato dentro l’azienda, nel rispetto delle attività e del loro ruolo, per cui le maestranze, la dirigenza e quant’altro.
E’ un bilancio che è stato costruito e trascritto da chi lavorava e da chi lavora all’interno di questa azienda, perché hanno trovato momenti di incontro, di collaborazione, dove ognuno ha portato le proprie conoscenze, e questo ha fatto squadra, perché ogni settore avrà modo e ha avuto modo di conoscere cosa fanno i loro colleghi.
Abbiamo pensato di distribuire questo bilancio, l'anno scorso era stato fatto, ma quest’anno abbiamo pensato di farne una distribuzione molto più capillare: ai soci dicevo prima, per cui ci sono i soci diretti ed indiretti, sono i Comuni; lo distribuiremo ai dipendenti di Ecoambiente, per cui 270, perché sono loro quelli che hanno costruito e tengono in vita questa azienda; lo distribuiremo a chi ha avuto contatti per una serie di motivi con Ecoambiente, per cui sicuramente con le organizzazioni sindacali, sicuramente con le associazioni di categoria e imprenditoriali, sicuramente con le banche, che in questo periodo si sono mosse in alcuni momenti in modo cauto, perché leggendo i giornali non è che abbiamo dato una gran bella idea su quello che siamo; lo faremo avere a tutte quelle associazioni che lavorano nel campo dell’ambiente, perché, per quanto riguarda Ecoambiente, il lavoro fatto è rifiuti, ma non raccolta rifiuti: il nostro impegno è anche quello di creare una cultura che riguardi il contenimento della produzione dei rifiuti, e stranamente Ecoambiente è un’azienda in cui meno incassa dai Comuni più è contenta.
Vuol dire che ha contenuto le spese nel servizio e sulle quantità che porta a conferire nei vari luoghi. Gli argomenti, che sono poi presenti su questo bilancio, sono stati divisi per argomenti: sono i Comuni, i cittadini, i fornitori, i dipendenti e l’ambiente. Nella mia presentazione mi è stato chiesto di scriver una breve, poi ho visto che mi sono allargata un po’, però dopo un anno di lavoro tre pagine credo che me le sia anche meritate.
Ho voluto che venissero messi in evidenza gli aspetti che ritengo prioritari per quanto riguarda il bilancio di questa azienda, e dicevo che sono poi elencati: la tutela della salute a la sicurezza sul lavoro; la gestione degli appalti; i rapporti con gli Enti Locali; il valore economico; la gestione finanziaria; l'informazione e la comunicazione. Questi argomenti sono poi sviluppati all’interno di questo bilancio, raggruppati per i temi che vi ho detto precedentemente.
Un’azienda che ha una sua capacità organizzativa, è nata dalla fusione fra ASM ed Ecogest, Comune, ASM, per cui con un’azienda propria che gestiva un territorio unico; Ecogest, un’azienda che gestiva gli altri 49 Comuni. Se voi guardate il disegno del Polesine è stretto e lungo, racchiuso fra l’Adige ed il Po, ma si va da situazioni di piccoli Comuni, di Comuni medi, di Comuni con grandi centri abitati, ma si arriva anche al mare, per cui con larghe distese, con realtà completamente diverse.
Mettere insieme due società che avevano compiti, nel caso del 49, 49 teste, nel caso del Comune di Rovigo, una testa; mettere insieme questo, e far sì che i servizi possano essere stati, sicuramente sono migliorabili, ma si è cercato di dare un’impostazione, di standardizzarli, cercando di rispondere al territorio.
Dico sempre che negli incontri che ho avuto in questo periodo in cui, lo vedo in fondo, vedo una maglia rossa, per cui ritengo che sia ancora qua il Presidente Paulon, nel periodo in cui ho avuto l’incarico, e la classica volontaria sta ferma mentre gli altri se ne vanno, ho cercato di avere i contatti con le Amministrazioni. E, come dico a tutti, i contatti che ho avuto sono stati costruttivi, chiari, non ci sono state situazioni di contrasto, perché si è parlato della parte tecnica pratica.
Alla domanda “ma allora cosa sta succedendo nella parte politica?”, le risposte erano sempre più confuse rispetto a quanto conosciuto. Un altro aspetto a cui tengo è il valore economico di questa azienda. Vi do lettura di quanto abbiamo scritto: “La presenza della società nella Provincia di Rovigo contribuisce allo sviluppo del territorio in cui opera.
Il personale dipendente, circa 270 unità complessive, è per la maggior parte polesano. L’indotto di fornitori è per la maggior parte polesana, e quindi Ecoambiente riversa sul territorio un valore economico che nel 2015 è stato pari a più di 19 milione di euro. A questo si deve aggiungere il ricavo da valorizzazione dei rifiuti, anch’esso riversato sul territorio, per più di 3 milioni di euro.
In totale, quindi, più di 22 milioni di euro sui 33 che complessivamente costituiscono il valore della produzione di Ecoambiente nel 2015”. Mi dispiacerebbe che un’azienda di questo livello perdesse le sue caratteristiche, le sue esperienze e la sua radicalità sul territorio.
Io vi ho dato un’illustrazione di un’azienda che, ripeto, è nata in un determinato modo, sta cercando di trovare una propria strada, una propria riconoscenza, ma poi passo la parola al Direttore per un’illustrazione dell’altra parte per quanto riguarda il bilancio di sostenibilità, che questa mattina l’abbiamo presentato in conferenza stampa, per cui poi provvederemo alla distribuzione che vi ho detto prima.
Diventa importante avere una conoscenza dell’azienda propria, una conoscenza di un’azienda che si sta adoperando nel rispetto dell’ambiente, nel rispetto del lavoro, nel rispetto delle persone, sicuramente con delle difficoltà riconosciute, non riconosciute, e si possono segnalare, però ogni azione che noi facciamo teniamo presente che poi le conseguenze le si vedono negli anni futuri. I politici, grandi o piccoli, passano, ma le conseguenze difficilmente le si può recuperare.
Posso illustrare gli aspetti, per cui passo la parola al Direttore per un breve riassunto del bilancio che vi è stato consegnato.