Signor Sindaco, non le nascondo che sono un po’ deluso, non nel contenuto, perché il contenuto, fatte salve tutte le osservazioni che sono state presentate da Livio Ferrari. sostanzialmente sono improntate ad un’idea di buona gestione, cioè lo spirito è corretto, anche se su alcune soluzioni concrete, tipo il Corso del Popolo o le arme ai Vigili, evidentemente sono in una posizione nettamente contraria alla sua; sono deluso su alcuni punti fondamentali.
Lei è Sindaco di Rovigo, è Sindaco di una città capoluogo, è Sindaco di una città che viene da un lungo periodo di declino, e deve dare una sferzata a ciò che è avvenuto in questi vent’anni; deve poterci dire che chi ha sbagliato a condurre con un’Amministrazione di basso profilo, senza responsabilità, né per i dirigenti, né per delle scelte ampiamente documentate ormai dalla stampa, sbagliate, che ci sia veramente un’inversione di tendenza.
Io so che Lei è capace di questo, so che le cose che Lei sostiene possono per certi aspetti anche essere vicini alle nostre posizioni; non a caso ha scelto come Assessore alla Cultura una persona che gode della nostra più completa fiducia, ma se leggo la pagina dedicata alla cultura io chiedo ad Andrea Donzelli “hai fatto la correzione di bozze, o non l’hai proprio guardata?”.
O è una cosa irrituale, allora io mi fermo qua e la prossima volta che facciamo il Consiglio parliamo di cose sensate, oppure questa occasione doveva essere l’occasione per dire perché Rovigo è una città capoluogo che ha bisogno di una politica nuova.
Non è a capo di un’amministrazione di un condominio in cui bisogna fare bene le manutenzioni; qui bisogna dire perché questa città ha bisogno di un’idea di sviluppo economico, sociale e civile completamente diversa dalla rapina che c'è stata in questi anni e dalla cattiva gestione, e dov’è stata l’origine della rapina e l’origine della cattiva gestione. Un’idea, una prospettiva, una considerazione per i prossimi 15-20 anni.
Lei ha un’età, per sua fortuna, più giovane della mia, quindi può vedere cosa succederà tra vent’anni ed esserne protagonista, ma qui non si capisce che Lei vuole essere protagonista di una svolta. Ripeto, non è un intervento negativo nei suoi confronti, è un intervento di esortazione, quindi non si offenda. Noi l’abbiamo detto più volte in campagna elettorale: siamo in una città che è toccata dai due fiumi principali d’Italia.
Una politica ambientale per il recupero ed il risanamento, la rigenerazione ambientale di questi due fiumi, in particolare l’Adige, perché è più facile da poter ottenere, potrebbe essere una svolta di politica nazionale, non solo per Rovigo, ma per l’intero territorio.
Basta mettere insieme quattro Province, Rovigo, Verona, Trento e Bolzano, e c'è la possibilità di lanciare un nuovo sviluppo per questo territorio, perché l’idea dell’utilizzo di acqua potabile completamente sicura, sulla base della quale si è costituito il movimento dei Verdi vent’anni anni fa e la mia vocazione politica all’interno di questa città, è ancora fortemente all'ordine del giorno.
In un mondo in cui la qualità dell’acqua potabile è in forte degenerazione, noi abbiamo la fortuna di avere una dotazione che ci sarà invidiata con i cambiamenti climatici che ci saranno in futuro, siamo in una posizione che è di grandissima ricchezza, di grandissima potenzialità, ma se non facciamo la battaglia perché la qualità di questa acqua sia all’origine di uno sviluppo economico diverso, e le faccio solo alcuni esempi: l’utilizzo delle nanotecnologie.
E’ notizia di questi giorni che è stato ritrovato nelle università americane un prodotto di nanotecnologia che permette il recupero rispetto agli inquinanti, sicuro, facilissimo e anche di pochissimo costo economico.
E’ evidente che l’implementazione di queste nanotecnologie prima che diventino un prodotto commerciale richiederanno degli anni, ma se noi cominciassimo a far sviluppare il nostro percorso di studi universitari rispetto a questa finalità probabilmente saremmo più avanzati degli altri; come 10-15 anni fa se avessimo investito sulle nuove tecnologie e su internet non avremmo oggi il ritardo tecnologico che abbiamo.
Queste due tematiche, le nuove tecnologie ed il parco interregionale dell’Adige, erano oggetto di quello che io avevo proposto all’Amministrazione Baratelli. Allora delle idee di lungo respiro, di lungo progetto, di lungo futuro. Intorno all’Adige c'è la possibilità di sviluppare un’economia diversa, non solo per quello che riguarda l'agricoltura, ma anche per quello che riguarda il turismo.
Il turismo del futuro non sarà solo il turismo che andrà nelle grandi città, ma è un turismo che cercherà dei luoghi e dei territori incontaminati. La nostra Provincia, nel suo ritardo economico, ha la fortuna di avere un paesaggio straordinariamente bello. Ma allora bisogna incentivare l’accoglienza turistica di persone che si muovono con uno spirito e con una mentalità e una modalità diversa.
Il progetto sportivo che nel suo programma è indicato è un progetto che si potrebbe anche realizzare con degli investimenti infrastrutturali proprio lungo il corso dell’Adige. Ovviamente i corsi d’acqua sono già ampiamente utilizzati dalla pesca sportiva, la canoa, la balneazione.
Non voglio farle io il programma adesso, però se se su questo programma, attorno ad un’idea forte, Lei mettesse a lavorare la Giunta, forse potremmo lavorare ad un percorso che ci aiuta a far sì che questo Consiglio serva a qualcosa, perché questa è la seconda questione che io le voglio porre: qual è la sua idea del Consiglio Comunale? E’ bene che ce lo diciamo, perché se Lei vuole un Consiglio Comunale che l’aiuta nel dialogo e nel confronto, io le dico che deve essere un Consiglio Comunale che lavora veramente.
L’ultima delibera del Consiglio Comunale sulla tematica dei rifiuti risale al 2012. Voi sapete che ho chiesto le dimissioni di Pierluigi Tugnolo. Tugnolo mi chiama ieri, abbiamo avuto un confronto molto franco, e mi dice: “Mi meraviglia la tua posizione, perché io pensavo che tu avessi capito la coerenza del mio percorso e non fossi al soldo di tutta quella combriccola di persone che cerca di sfruttare ulteriormente il progetto dei rifiuti per un interesse economico”.
Io ho detto: “Ma guarda che non c'è nessun pronunciamento da parte del Consiglio Comunale e della Giunta del Comune di Rovigo”. Dice: “Ti sbagli, nel 2012 era stato tutto approvato”. E in mezzo?
Non c'è un bilancio, non c'è una valutazione di prospettiva, non c'è una riconsiderazione, non c'è un ragionamento sulla raccolta differenziata, non c'è un idea sulla qualità degli Ente partecipati.
Allora anche una persona come Tugnolo oggi sembra una persona coerente, perché quello che sta dicendo effettivamente lo dice da diversi anni, ma persona rispetto alla quale il suo disegno noi non siamo in grado di contrastarlo, perché lui dice: “Io mi sono trovato costretto ad approvare un progetto di bonifica della discarica di Villa Dose perché, se non lo avessi fatto, avrei mancato quelli che sono i miei doveri di amministratore.
Siamo di fronte ad un’emergenza ambientale, avevamo dei finanziamenti, la Provincia ha approvato un progetto, ed io ho fatto tutto quello che potevo, nel pieno rispetto di mie stesso e delle Istituzioni che rappresento, perché queste cose vengano realizzate”. E io gli rispondo: “Ma mancano dei soldi, hai fatto un progetto in difformità della legge, ed hai approvato un progetto senza avere la dotazione finanziaria, e questa cosa è illegale”.
E lui mi risponde: “Rivolgiti al tuo Comune, rivolgiti alle tue Amministrazioni”. Allora, signor Sindaco, o facciamo il nostro dovere ed esaminiamo le carte, ed esaminiamo la documentazione, ed interveniamo per correggere, oppure avremo di fronte non la buona amministrazione che Lei pensa di poterci presentare con questa sua relazione; avremo un ulteriore declino; avremo la assoluzione rispetto a dirigenti che non svolgono il loro compito; avremo la disattenzione rispetto ad un vero dibattito politico.
Allora nella sua relazione io mi aspettavo che Lei dicesse non più raccolta differenziata, che questo ormai lo dicono tutti, ma quanta raccolta differenziata, in quanto anni, con quale modalità, con quale percorso, che cosa facciamo di un finanziamento che stiamo per perdere per una cattiva gestione da parte del Consorzio Rifiuti e di Ecoambiente; in questo momento io non voglio prendere posizione per una delle due parti, però non dobbiamo perderlo e dobbiamo finirlo quel progetto di bonifica.
Poi dopo la discarica la vogliamo o non la vogliamo?
Perché ci sono tre possibilità: c'è la possibilità di chi dice “le discariche non servono più, non le dobbiamo più fare”, e questa è la posizione degli ambientalisti più spinti, ed è sostanzialmente anche la mia; c'è la posizione di chi dice “no, c'è un piano regionale dei rifiuti, per cui questa discarica la dobbiamo fare per tutto il Veneto, la useremo per 4-5 anni, e poi dopo si vedrà”, e intanto chi vuole lucrarsi su quella discarica otterrà tutti i benefici economici che vorrà; c'è una terza posizione, vagamente intermedia, che dice “no, la destiniamo soltanto al futuro Consiglio di Bacino e soltanto alla gestione della Provincia di Rovigo”.
Io rispondo che questa terza soluzione potrebbe essere anche sensata, ammesso che fossimo noi in grado, almeno, di condurre rapidamente una raccolta differenziata spinta, ma chi la gestirà? Chi ci dà la certezza che quello che verrà portato come rifiuto all’interno di quella discarica sarà un rifiuto che è compatibile con le nostre condizioni ambientali?
Io non vado oltre, ma per dirle - credo che mi abbia compreso - che se Lei vuole un Consiglio Comunale fatto di persone con la schiena diritta, persone che magari hanno visioni ideologiche molto diverse, ma che sono in grado di discutere sui progetti, io sono veramente convinto che potremmo lavorare insieme anche dall’opposizione, anche se il mio voto sarà prevalentemente contrario, cioè avrà la certezza di un impegno per la trasparenza, per l’anticorruzione, però, per favore, cominci a richiamare tutti quegli Enti partecipati che non stanno adempiendo alla legge.
Lei ha incontrato Fiocchi per la ASM. Chi di voi sa qual è il compenso di Fiocchi? Andate a vedere sul sito: la pagina non è raggiungibile.
E’ tollerabile questo? Magari saranno anche pochi soldi, io non voglio dire, Fiocchi non ha certo bisogno di quel compenso, a parte che mi chiedo, dopo vent’anni, se forse non sia il momento per lui di andare in pensione rispetto ai ruoli amministrativi. Ma come è tollerabile che un’Amministrazione non abbia applicato la legge sulla trasparenza e la legge sull’anticorruzione.
Potrei dirle di Polesine Acque. Non c'è un’analisi sulla qualità dell’acqua potabile nelle nostre abitazioni; non c'è il bilancio aggiornato. Allora, vogliamo applicare le leggi?
E’ il minimo che si dovrebbe fare! Finisco. La mia posizione sull’ATER ormai evidentemente è chiara a tutti.
Lei ha incaricato l’Assessore competente di portare le informazioni al Consiglio, io immagino che si possa fare una Commissione Consiliare per poterla valutare, ma di una cosa sono assolutamente certo: questa Amministrazione Comunale è profondamente responsabile di un’omissione di controllo.
E’ una cosa gravissima, perché se io in pochi giorni, ricercando le carte qua e là, che dovrebbero essere leggibili sui siti degli Enti facilmente, tutte le documentazioni ho dovuto ricercarle e penarle, ho visto che c'è un’omissione di controllo, perché non c'è un intervento che sia uno da parte dei nostri tecnici, e ce ne è uno profondamente sbagliato del Commissario, perché quella doppia vendita per non fare una permuta è un danno erariale, sul quale io interverrò e spiegherò perché è un danno erariale.
E’ un danno erariale che è stato fatto per coprire, come in una valanga di errori, l’errore madornale che è stato fatto all’inizio nel momento in cui è cambiata la destinazione di quell’area. E di questo, Borgato, lei mi deve rispondere: perché abbiamo cambiato la destinazione di quell’area? Che cosa è successo su quell’area successivamente?
Sono documentazioni come queste sulle quali con franchezza... io non sto accusando, sto chiedendo notizie. Allora, se Lei vuole usare il Consiglio Comunale per arricchire questa città, io ed i Cinque Stelle siamo a sua disposizione; se vuole in qualche modo appiattire verso la microamministrazione la gestione, penso che ragioneremo con logiche molto diverse.