Io definirò il mio intervento un intervento un po’ anomalo, nel senso che è un intervento personale, è qualcosa che attiene alla mia sensibilità, e quindi diciamo che non parlo in questo momento a nome di una parte politica, però è qualcosa che sento di dover dire.
Io sono una cattolica, nonostante sia leghista, nonostante il Consigliere Gennaro mi abbia prestato un libro che sto tentando di leggere, e ci tengo a fare questa sottolineatura, perché tra l’altro questa mattina mi sono sentita chiamare “bestia”, non certamente da voi, però chiaramente questa mattina io mi sono sentita una bestia. Questa è stata la definizione, e di questo naturalmente non incolpo ovviamente nessuno, però, come ripeto, queste sono cose che mi toccano.
Io sul tema dell’immigrazione, cogliendo un po’ anche quella che è la posizione che ha detto Mella, anche se poi si differenzia dalla sua, io ho una mia riflessione completamente personale, una mia posizione.
Per farvi capire quello che io penso, io proprio vorrei veramente che questo tema fosse un tema trattato in maniera molto più ampia, e che parta da un presupposto diverso, e quindi io a questo punto vorrei citare Giovanni Paolo II, che dice e proclama “il diritto primario dell’uomo è di vivere nella propria patria, diritto però che diventa effettivo solo se si tengono costantemente sotto controllo i fattori che spingono all’emigrazione”.
Poi vorrei citare Benedetto XVI (non cito l'attuale Papa Francesco): “Nel contesto socio politico culturale, prima ancora che il diritto ad emigrare, va riaffermato il diritto a non emigrare, cioè ad essere in condizione di rimanere nella propria terra”.
La chiesa africana (a volte io leggo, sento interviste ed interventi) parla, e parlo del Vescovo di ........,, che è il Presidente della Conferenza Episcopale del Congo, parla di “dovere di non emigrare, perché l’identità culturale e spirituale di un popolo è una ricchezza, e dolo un mondialismo nichilista può pensare che gli uomini di popoli siano come merci che si possono sradicare ed utilizzare ovunque”.
Questo è anche il concetto del lavoro, si collega ad un concetto del lavoro, quindi il fatto di pensare che noi dobbiamo far lavorare gratis delle persone mi disturba; mi disturba perché io non sto a citare i codici, le normativi e tutto, ma citiamo anche Papa Bergoglio, che ha detto “il più bel complimento che io posso fare ad una persona è «sei un gran lavoratore»”, quindi vuol dire che il lavoro è qualcosa che nobilita l’uomo, ma per nobilitare l’uomo deve dargli la possibilità quindi di acquistare una sua dignità.
Il lavoro gratuito o è volontariato, o, costringendo qualcuno a lavorare gratuitamente, scusatemi, io lo chiamo una forma di schiavismo. Non voglio con questo accusarla assolutamente, sono riflessioni che faccio. Quindi diciamo che c'è un approccio anche della chiesa africana, che parla proprio di diritto di non emigrare.
Questo perché?
Perché secondo me il tema dell’immigrazione deve essere affrontato in un’ottica che privilegia la possibilità di incentivare quello che è la cooperazione e quello che è la possibilità di aiutare questi popoli, io sono arrivata a questa determinazione, aiutare questi popoli, quelli soprattutto che migrano per ragioni economiche, e quindi per la fame, per la miseria, per la povertà, di aiutarli a crescere nel loro ambiente, perché, come ripeto, la ricchezza socio culturale di un popolo è qualcosa che va tutelata, quindi in questo senso per me il discorso dell’immigrazione si deve impostare in maniera diversa e, ripeto, questa è una mia sensibilità personale, una cosa che sento io di dover dire, e quindi io non posso assolutamente condividere delle mozioni che parlano dell’immigrazione con un aspetto del tamponare situazioni di questo tipo, perché noi viviamo in un’emergenza che secondo i dati durerà almeno vent’anni, quindi io non lo so se saremo in grado di reggere ad un’emergenza che durerà almeno vent’anni, almeno ascoltando la televisione, e poi la televisione può anche dire delle bufale, però dobbiamo metterci d’accordo perché quando parlano certe persone autorevoli, ovviamente le si ascolta, quindi non dice sempre delle bufale.
Per quello che riguarda, ad esempio, il discorso che adesso abbiamo scoperto che finalmente la Germania ha aperto, ma ha aperto a chi? Hanno il vizio di scegliere i tedeschi! Ed hanno scelto solamente i siriani, perché effettivamente c'è una guerra, scappano da guerre, ed è giusto aiutarli, e quindi addirittura però li identificano prima.
La stessa cosa mi pare che Cameron abbia suggerito, quindi c'è stata un’apertura anche dall’Inghilterra, allora tutti noi abbiamo gridato “ah finalmente se ne sono accorti, finalmente”. No, signori, per me non è così. Non è così.
Hanno semplicemente detto che addirittura l’Inghilterra, mi pare di avere capito, se non ho capito male, perché non è facile su questi temi, mi pare di avere capito che Cameron ha proposto l’identificazione addirittura nei campi profughi, là. Quindi è cosa ben diversa, è cosa completamente diversa.
Qui stiamo scegliendo, quindi creiamo dei profughi di serie A, dei profughi di serie B; oppure addirittura incominciamo già a scremarli da tutti questi che arrivano, la cui parte può essere profughi, possono essere clandestini, possono essere di tutto e di più, e che alimentano anche il commercio, perché io so che ogni tanto li prendono questi scafisti, però io avrei voluto tanto fare una mozione dicendo “impegniamo il Sindaco e la Giunta a contattare Bruno Vespa che faccia una trasmissione, con tanto di plastico, sui processi fatti agli scafisti”, perché io ho sentito processi....