Allora, sempre su questo documento, poi non ne parliamo più, si parla anche delle zone filtro teoriche. Allora, quando si parla di zone filtro, non si dice esattamente come devono essere fatte, anche qui… e una relazione ambientale lo deve segnare chiaramente! Se io dico che mi basta creare questa zona filtro attorno alla città, che protegga la città, e non dico come deve essere fatta, chi non la deve fare se non chi descrive l'aspetto ambientale?
Come deve essere fatto, per esempio, il verde, il boscato, eccetera? Queste caratteristiche chi le fa? Sono destinate al Piano degli Interventi o ad una descrizione effettiva di un documento che la deve chiarire?
Arch. RONSISVALLE FIORENZA: Ecco, in questo caso non abbiamo affrontato… Ecco, nel nostro caso stiamo comunque citando una relazione ambientale che, ricordiamo, è la fotografia del territorio, così come lo vediamo oggi. E’ ovvio che nel Rapporto ambientale si fa un passo avanti, però la Dottoressa Toffaletti indica, diciamo, queste ipotesi.
Dopo sta all'urbanista tradurre nel testo della normativa, e nel testo cartografico. 10 Noi nel testo cartografico le abbiamo individuate queste zone filtro, cuscinetto, le abbiamo anche normate. Adesso eventualmente guardiamo e indicherò esattamente… Le abbiamo normate in maniera abbastanza puntuale.
E’ anche vero, è anche vero che, proprio per tornare al ragionamento che facevo prima, che il PAT non è uno strumento che deve essere inteso come il vecchio Piano Regolatore, dove si andava a definire nel dettaglio precisamente tutto! Perché, ripeto, è uno strumento di grandi strategie, e proprio perché deve essere uno strumento che poi demanda, essendo ad una scala territoriale, sarebbe anche inopportuno e anche sbagliato, se mi consentite, fare delle operazioni così precise e puntuali, chirurgiche.
E’ un piano che demanda poi queste situazioni allo strumento che è il più adatto, il più adeguato, che è il Piano del Sindaco, il Piano degli Interventi, dove, attraverso quell’indicazione di massima delle zone e attraverso una normativa più dettagliata che ti dice, appunto, come raggiungere quegli obiettivi, il Piano degli Interventi poi andrà ad eseguire più nel dettaglio.
Allora lì scenderemo veramente nella materia specifica, anche ambientale e naturalistica, e tutto quello che serve per andare a definire con esattezza queste zone boscate. Io non amo il termine boscato, perché su quello si potrebbe anche aprire un confronto.
Comunque ritengo che siano aree di verde attrezzato in vario modo insomma, che questo PAT individua come una corona attorno alla città, e che eredita dal nostro PRG vecchio, vecchio PRG e che era una scelta, a nostro avviso intelligente, che abbiamo voluto mantenere, anzi implementare.
Con la differenza che nel passato avevamo solo uno strumento, quello dell'esproprio, e invece oggi ci troviamo che riusciamo a gestire un istituto molto innovativo, che è quello della compensazione urbanistica, attraverso i crediti edilizi. Ma questi, se vi ricordate, sono argomenti che abbiamo approfondito in quei tre giorni di dibattito della III Commissione Consiliare.
Poi, per quanto riguarda l’ATO 6, perché l'altra volta il Consigliere Maldi, appunto, avevamo guardato assieme la Tavola, io poi in ufficio ho verificato e mi sono proprio accorta che era giusta, va bene quello zero nelle attività produttive esistenti, perché non ci sono… L’ATO è molto stretta e iniziano le attività produttive di Viale Porta Adige nell’ATO successivo, insomma ecco, per intenderci.
E nell’ATO 6 c'è solo una attività di quella del mobilificio Fornasiero, che è un'attività in area impropria, che noi non abbiamo messo esistente, perché di fatto quell'attività, una volta che dovesse smettere, bisogna ripristinare lo stato dei luoghi, quindi non ritenevamo che fosse… E’, diciamo, un'eccezione che aveva fatto la legge regionale per far mantenere queste attività, anche se non erano zone appropriate, però non rimangono all'infinito, sono legate proprio all'attività, a quell'attività.
Una volta smessa, quell'attività sparisce, quindi non abbiamo ritenuto di convalidarla. Non riesco, mi scusi Maldi, non riesco a capire, perché ho guardato nelle ATO, nelle schede ATO, che sono alla fine del Testo normativo, abbiamo immesso tutta una serie di dati. Ah sì!
Per quanto riguarda la descrizione delle ATO, come le abbiamo individuate queste ATO? Beh, anche qui se dovessi rifare il PAT oggi, con le nuove indicazioni anche della Regione, con l'esperienza che ormai i Comuni hanno fatto su questa legge, probabilmente, come stanno facendo dei miei colleghi che stanno iniziando i PAT in questo momento, dividerei le ATO proprio come nel vecchio Piano Regolatore, cioè farei un ATO solo del verde agricolo, un ATO solo per il centro capoluogo, un ATO solo per le frazioni.
Ecco, ricordiamo che la Regione ha sempre… ci ha sempre detto di, comunque, dividere il territorio in grandi macro aree, cioè altrimenti diventava ingestibile. Se voi pensate che il numero delle ATO deve essere un numero molto limitato. All'epoca, invece, gli indirizzi regionali erano altri, per cui abbiamo ragionato sull’individuazione delle ATO in base a delle caratteristiche di tipo geografico, di tipo insediativo, e per esempio anche di tipo naturalistico/ambientale, per esempio l’ATO n.
6, è per quello che effettivamente, guardando le ATO, ci si rende conto che ci sono diverse, come dire, diverse giustificazioni che ne supportano, non è una sola! Perché se fosse una sola sarebbe chiaro leggere tutte. Invece sono subentrati dei giudizi di varia natura.
Per cui l’ATO 6 è l’ATO che unisce tutte le frazioni che si affacciano sull’Adige, rivierasche diciamo, frazioni e anche centri rurali, perché abbiamo ritenuto che avesse una valenza di tipo ambientale/naturalistico, che appunto riunisse queste caratteristiche.
Mentre è ovvio che il centro storico è un ATO a sé stante, con una caratteristica ben precisa, e poi per il resto abbiamo cercato di suddividerle a secondo della… 11 rispettando, diciamo, la forma della città, quindi… sempre però tenendo presente che dovevamo limitarli come numero. Quindi, abbiamo delle ATO che raggruppano la parte, diciamo, sinistra della città, la parte destra, la parte commerciale a sud, a grandi linee. È ovvio che questo tipo di raggruppamento mette insieme tante realtà.
Per cui abbiamo, come dire, una situazione molto, potrei definirla, disomogenea, perché io mi trovo dentro un ATO, in alcune situazioni mi trovo diverse frazioni, molto territorio agricolo. Per cui, quando il Consigliere Maldi si chiedeva: “Ma in queste schede ATO io mi trovo dei dimensionamenti, degli abitanti che variano molto”.
Io non riesco a dare una risposta, come dire, ma penso che non sia una questione solo mia, ma non la darebbe nessuno, proprio per questa situazione di fatto, che l’ATO raggruppa realtà disomogenee, per cui poi i dati sono, come dire, escono in automatico, e quindi sono quelli, non è che possiamo dire né il perché ci troviamo di fronte ad un dimensionamento più o meno importante. E‘ proprio perché deriva dalla situazione specifica di quell’ATO.
Ecco, spero di essere stata chiara, comunque eventualmente possiamo anche tornare sull'argomento. Per il discorso di Fiorenzato delle attività produttive, dunque c’è una scelta molto, come dire, forte di questa Amministrazione Comunale, che ha preso atto di una situazione del nostro PRG, diciamo che era ritenuta soddisfacente per quanto riguardava la previsione di aree produttive.
Tra l'altro in questo caso ci siamo anche rapportati con l'Ente, con la Provincia, che nel frattempo stava stendendo il suo PTCP, e che a sua volta dava, ha dato con questo strumento delle direttive ben precise al Comune. Noi ci siamo confrontati e non abbiamo grossi problemi, voglio dire!
Noi siamo coerenti con il piano provinciale, anche nel resto, ma soprattutto nel settore produttivo che, diciamo, è un settore molto importante nella pianificazione, perché ci rendiamo conto tutti dell'importanza delle previsioni di aree produttive.
Abbiamo, quindi, previsto questo completamento della zona produttiva Nord e oggi, se abbiamo previsto un completamento dell'area commerciale a sud, sia in destra che in sinistra in Viale Porta Po, nella parte, diciamo, guardando la planimetria abbiamo La Fattoria, il Punto Tredici, nella parte a nord c'è un completamento che serve per andare a completare quell’importantissimo la struttura stradale poi, che sarà a carico dei proponenti del completamento dell'area commerciale.
Oggi, se una ditta vuole intervenire nel nostro territorio, un'attività produttiva, vuole insediarsi nel nostro territorio, deve trovare collocazione all'interno delle aree già destinate dal Piano Regolatore a questa funzione.
Quindi, zona industriale diciamo storica, Interporto, e la parte… c'è anche qualcosa a Nord, sempre artigianale e commerciale, però l'attività industriale, quella che intendiamo noi l’industria vera e propria, ritengo che possa trovare locazione nel nostro PRG, nella zona industriale storica o nell’Interporto. Ecco, non vedo zone destinate, già programmate dalla strumentazione.