Effettivamente io non posso che sentire e mi riserverò di giudicare anche quello che ha detto Stocco.
Stocco, un ex Assessore all'Urbanistica che nel 1978 ha previsto il Piano Regolatore degli 80.000 abitanti; Stocco che in quell'anno, in quell'epoca, ha avuto forse lungimiranze che poi non si sono realizzate: siamo stati defraudati dell'Università, a quei tempi è stata progettata l'Università, la facoltà di Agraria, tutti speravano che fosse realizzata qui, ma soprattutto anche nella sede del Censer mi pare, poi invece purtroppo, volontà politiche l'hanno voluta dislocare a Legnaro.
60 Siamo stati defraudati della tardiva approvazione, a livello regionale, del progetto dell'Interporto, siamo stati defraudati del mancato completamento delle infrastrutture viarie, quanti progetti sono stati fatti per la Nogara Mare!?
Oggi siamo qui, siamo qui disponibili a dare un documento a chi vorrà partecipare con i contratti di programma, con le società, con le STU (Società di Trasformazione Urbana), con i Project Financing, di vedere di modificare il volto della città, di vedere di creare quel polo di attrazione, almeno sotto l'aspetto abitativo e di piccola città di provincia che qualcuno ci vuole anche togliere, chiaramente. Mi pare che il progettista del progetto iniziale, abbia già detto queste cose.
Ha detto chiaramente che Rovigo può aspirare a raccogliere quelle richieste abitative che da altre parti sono costose, e che da qui potrebbero essere accolte, certamente non in centro storico, perché in centro storico i prezzi si stanno allineando ai prezzi di mercato.
Ma il ruolo che ci possano essere alcune aree che attualmente non sono definite -è questo il cavallo di battaglia che io voglio portare avanti- aree che hanno un'urbanizzazione diffusa non riconosciuta, aree che non sono utili sotto l'aspetto agricolo, né sotto l'aspetto di verde, ma sono utili a chi ha la piccola proprietà. Spero che questo sia un concetto che venga recepito da chi sarà responsabile a presentarci questo nuovo PAT.
Io sono d'accordo comunque principalmente con le linee di indirizzo, chiaramente è giusto che le linee di indirizzo siano in congruenza con il Piano Territoriale Regionale di Coordinamento, con il Piano Territoriale Provinciale anche. Deve essere così! Soprattutto per quei progetti strategici di cui, mi pare, ampiamente ha parlato l'Assessore.
La misura di salvaguardia quindi però, deve essere tale da tutelare la realtà di Rovigo, quindi tutela della realtà di Rovigo, tutela del patrimonio agricolo, questo è vero, ma del vero patrimonio agricolo. Quando si parla di tutela del verde e del patrimonio agricolo, io ho presente la realtà: il paesaggio agricolo nostro e il paesaggio agricolo nelle altre realtà, nell’Emilia Romagna, addirittura nella vicina provincia di Padova.
Allora dico: ma, lo sfruttamento del territorio agricolo, così come è fatto da noi, è un qualche cosa di bello, oppure no? E’ giusto predisporre un prontuario del verde che garantisca effettivamente come deve essere questo territorio agricolo, oppure no? Questo è quello che io voglio.
All’interno della città, molti ci hanno sempre detto che effettivamente bisogna recuperare il centro storico, le aree dismesse, le aree degradate e anche perché, anche creare del verde che all'interno della città forse, viene a mancare progressivamente. L'ultima vicenda è quella effettivamente un po' che ho dovuto ingoiare, sulla questione della nuova Casa di Cura chiaramente, sono passato proprio oggi davanti.
Quindi, questi tipi di intervento, seppur necessari da un lato, sono criticabili dall'altro e quindi bisogna correre ai ripari. Questo è quello che volevo dire io. Quindi, tutti questi criteri, tutte queste considerazioni devono essere recepiti, devono essere recepiti chiaramente da chi avrà la responsabilità di progettare e soprattutto anche la responsabilità politica.
Io ringrazio che l’ex maggioranza nel 2005 ha presentato un documento che è l'atto di partenza in cui si possono fare i confronti, in cui si possono stimare anche i parametri 61 con i quali si sono fatti questi dimensionamenti, perché là si è ragionato così, perché noi vogliamo modificarlo. E questo è giusto che diamo la ragione per la quale noi chiederemo queste modifiche, chiaramente. Quindi, il recupero della città, della vivibilità della città è giusto.
Quello che invece io richiamo in particolar modo, è quel richiamo praticamente alla realtà delle frazioni. La realtà delle frazioni può essere interpretata in vari modi, io credo che sia nell'animo anche da parte dell'Assessore salvaguardare quelle entità storico-culturali di cui accennava, che erano sedi chiaramente dei vecchi Comuni, ma credo che voglia riconoscere la funzione del PAT.
Il PAT che è uno strumento chiaramente che deve promuovere il riordino e la valorizzazione degli ambiti di urbanizzazione diffusa, riconoscendoli effettivamente come tessuti residenziali del territorio.
Quindi, lo strumento che noi dovremmo promuovere sarà questo: noi vogliamo promuovere in tutti gli ambiti, soprattutto in quelle zone che non hanno avuto precedentemente un ordine, ma sono state... ma sono nate così, in fregio alle strade comunali, solo per esigenze dei piccoli proprietari, di quelli che nel 1950 e nel 1960, hanno voluto creare la propria casetta, le due camere, dare la possibilità a loro di avere qualcosa di più concreto, dare la possibilità a loro di essere serviti dalle urbanizzazioni primarie che oggi mancano.
Se volete le urbanizzazioni primarie, lo sapete cosa sono? Strade coperte, luce, gas, fognature, illuminazione. Queste sono le urbanizzazioni primarie che devono esserci dappertutto, in questi territori dove ci sono le strade comunali e dove ci sono queste urbanizzazioni diffuse, che effettivamente verificheremo se avranno necessità di queste opere.
Ma chiaramente arrivare a questa valorizzazione è un impegno, mentre con i grossi progetti, i grossi contratti di programma, o i grossi strumenti dei programmi complessi, previsto anche nel precedente progetto della precedente Amministrazione, si può concordare, si può trattare chiaramente quali possono essere le realizzazioni che servono per pubblica utilità, per queste piccole realtà.
Invece potrebbe anche essere che se tu garantisci effettivamente un’edificabilità maggiore lungo queste fasce, gli stessi introiti degli oneri dell'urbanizzazione, garantiranno a costo zero praticamente l'urbanizzazione primaria. Questi sono concetti e condizioni che effettivamente è giusto valutare, secondo me. Nulla vieta poi che effettivamente l'armonizzazione del territorio o tutto quello che si vuole, o praticamente la difesa della città come luogo da vivere e da abitare, ci deve essere chiaramente.
Nessuno vieta una cosa del genere, però io credo che se non si va realmente a fare questi tipo di considerazioni, e a realizzare questo tipo di progettualità, saremo in crisi. Saremo in crisi noi, perché sarà difficile avere il consenso da parte dei Consiglieri ora, e sarà difficile avere il consenso da parte dei cittadini quando andremo ancora a votare.