Grazie Presidente, buonasera a tutti.
Questo è un atto che si è reso indispensabile approvare entro la fine di quest'anno a seguito di alcuni momenti che hanno visto il Ministro della Cultura impegnato nell'individuazione, ai sensi del Decreto Legislativo Codice dei beni culturali e del paesaggio del 2004, il Decreto Legislativo 42, di andare a individuare i beni e le aree di eccezionale valore storico o artistico su cui appunto andare a normare l’applicazione di Regolamenti che possono garantire il decoro di queste aree.
Quindi con un Decreto del Segretariato regionale per il Veneto Ministero della Cultura, il n. 58 dell’11 ottobre 2022, è stata effettuata la perimetrazione dell'area oggetto di interesse, che deve essere assoggettata quindi ad una regolamentazione in accordo tra Soprintendenza, Comuni e di fatto anche Regione, per riuscire a garantire un decoro uniforme all'interno della Regione.
In Regione del Veneto insistono due Soprintendenze; quella a cui facciamo capo noi è quella di Verona che ovviamente agisce, oltre che sul territorio del Comune di Rovigo, anche per Verona e Vicenza; e la Soprintendenza quindi si è data una prima bozza di accordo, che poi è stato oggetto di valutazione e di approfondimenti da ambo le parti, che però è diventata una definizione di accordo standard comune quindi al capoluogo di Rovigo, Verona e Vicenza, nel dare attuazione quindi a questa regolamentazione sui dehors, ovvero i plateatici.
Ricordo anche che in data 16 settembre 2022 la Soprintendenza ha mandato una nota scritta a tutti i Comuni capoluogo, ricordando che tutte le richieste di plateatico e dehors su aree considerate all'interno di questa perimetrazione, avrebbero dovuto ottenere un parere favorevole dalla Soprintendenza stessa per poter rilasciare il titolo di concessione su suolo pubblico.
Si è reso quindi opportuno, oltre che necessario, arrivare alla definizione di un accordo volto a semplificare il procedimento di rilascio di questa concessione.
Chiaramente questo accordo che oggi sarete chiamati a votare, va a sostituire le norme che sono regolamentate all'interno dell'attuale Regolamento; abbiamo inserito attraverso questa delibera una norma transitoria che consente quindi, a quanto previsto dall'accordo, di mantenere in essere anche le norme del nostro Regolamento per le restanti parti del territorio comunale che non sono incluse all'interno di questo perimetro che è stato appunto approvato con Decreto che dicevo prima.
L'accordo ha carattere sperimentale, della durata di 24 mesi, al termine del quale ovviamente sarà possibile fare le opportune valutazioni per migliorarlo. E’ un accordo che è già stato approvato anche da Verona e Vicenza. L’obiettivo finale è quello di arrivare a un accordo standard in tutta la Regione.
Nel frattempo le Soprintendenze, per ambiti di competenza specifica, hanno portato avanti un accordo di semplificazione specifico. Di fatto cosa si modifica con questo accordo rispetto all'attuale regolamentazione? Anzitutto si è cercato di addivenire a un consenso sull’ampliare la qualità e la specificità degli oggetti di arredo dei dehors, ovvero plateatici.
Abbiamo ottenuto di poter inserire tra questi ad esempio anche materiali plastici di buona fattura e qualità, che prima non erano contemplati, e questo chiaramente ci siamo fatti carico di una serie di istanze che i nostri esercenti ci avevano sottoposto come problematiche di investimento imprenditoriale che erano state fatte e che avrebbero voluto poter mantenere in essere come investimento. Su alcune cose però questo accordo non ha portato a casa il risultato auspicato.
Mi riferisco specificamente agli oggetti di arredo dei plateatici che sono costituiti dai paravento.
Su questo la Soprintendenza non ha voluto in alcun modo arrivare ad un accordo differente, se non quello di consentire di poter installare delle semplici balaustre dove necessarie ai fini della sicurezza stradale, ad esempio in corrispondenza di pedane, che quindi creando una leggera sopraelevazione rispetto al piano stradale comporta di poter in qualche modo mettere in evidenza che c'è un ostacolo presente in strada.
Abbiamo cercato di far capire che, ad esempio, introducendo e consentendo l'utilizzo di elementi riscaldanti come i funghi, che vediamo adesso nei plateatici, questi elementi avrebbero permesso anche di contenere una certa temperatura e quindi in qualche modo contrastare quella che è un’azione che non va certo incontro all'ottimizzazione dell'utilizzo dell'energia. Però su questo non sono assolutamente stati propensi a rivedere in alcun modo la loro proposta.
Quindi questo è l'aspetto un po’ più penalizzante; su molti altri fronti siamo riusciti invece ad ottenere ovviamente delle concessioni maggiori.
Ripeto, sulla qualità degli arredi, anche l'area del plateatico che sarà autorizzata, sarà contraddistinta nella sua perimetrazione da borchiature che riporteranno lo stemma del Comune e questo consentirà anche più facilmente di eseguire i controlli da parte della Polizia Locale, quando dovesse appunto senza metro e piantina potersi recare sui luoghi per andare a fare le dovute verifiche.
Per quanto riguarda le dimensioni, anche qui siamo riusciti a fare delle modifiche che vanno incontro soprattutto a quegli esercizi che hanno uno spazio al chiuso molto piccolo. Il vecchio Regolamento prevedeva di avere uno spazio esterno proporzionale alla dimensione interna del locale.
Qui invece siamo riusciti a superare questa cosa e di poter consentire un dimensionamento massimo di 150 metri quadri, chiaramente con tutte le dovute attenzioni al fatto del rispetto delle vicinanze, delle autorizzazioni e nullaosta che devono ottenere gli esercenti per potersi espandere.
Non sono autorizzabili ovviamente plateatici su quelli che sono beni vincolati, ovvero i liston delle due piazze principali, Piazza Vittorio Emanuele II e Piazza Garibaldi; non rientra fra queste quindi il liston di Piazza Merlin.
Questi sono tuttavia spazi che occasionalmente potranno essere occupati da plateatici, ma la regolamentazione di questi luoghi è demandata ad un apposito Regolamento di cui la Soprintendenza ha fornito copia recentemente e che è ancora oggetto di valutazione da parte degli uffici; è un Regolamento specifico sull’occupazione temporanea legata ad eventi di suolo pubblico.
Per quanto riguarda le pedane, anche qui siamo riusciti ad ottenere il consenso di poterle ammettere quando c'è la necessità di garantire una superficie piana, che quindi metta anche in sicurezza chi ci lavora, oltre a chi frequenta il locale. La durata delle concessioni, voi sapete che il Regolamento era stato approvato in Consiglio per una durata che da due anni era stata portata a quattro.
Con nota della Soprintendenza è stato poi rilevato al Comune che questa era una cosa illecita, perché l'accordo sottoscritto tra Comune e Soprintendenza a monte del Regolamento prevedeva una durata massima di due anni. Diciamo che qui siamo riusciti a portare la durata a 36 mesi rinnovabile e anche con procedure molto speditive e semplificate, qualora ciò che viene richiesto è un rinnovo di qualcosa già autorizzato e che quindi non va a modificare l'assetto del plateatico.
Non è più possibile però - cosa che prevede il nostro Regolamento - di allargare per fasce orarie, questa era una scelta demandata poi alla Giunta Comunale di definire in quali fasce orarie, in quali periodi poter allargare i plateatici, ad esempio era stato regolamentato che dopo le 18, con il nullaosta degli esercizi vicini, si potesse appunto dare maggior spazio.
Questo non perché non si voglia fare, ma perché di fatto non è una cosa da regolamentare attraverso questo accordo ma, come dicevo prima, sempre all'interno della regolamentazione per eventi, cioè l'allargamento sarà consentito solo nel caso in cui siano previsti eventi che lo consentano. Altre cose direi di no. In 3^ Commissione la delibera è stata votata favorevolmente da 6 presenti e un'astensione da parte di un Consigliere.
Io credo di avere illustrato tutto. L’efficacia di questo accordo sarà conseguente alla sottoscrizione da parte del Sindaco e del Soprintendente Tinè. Faccio una dovuta precisazione: ci siamo chiaramente preoccupati di capire come gestire la transizione.
Quindi è già pronta una comunicazione. Voi sapete che abbiamo qualche esercizio che è stato autorizzato diversi mesi fa, stiamo parlando ancora della primavera, con delle prescrizioni, chiedendo appunto che entro la fine dell'anno potessero mettersi a norma del Regolamento che attualmente è vigente.
Si è ritenuto opportuno, nel momento in cui abbiamo alcune autorizzazioni che, da norme transitorie di questo accordo e su parere favorevole della Soprintendenza, le attuali concessioni già rilasciate rimangono in essere fino a naturale scadenza. Chiaramente però queste concessioni fanno riferimento ad un Regolamento in cui anche gli arredi erano normati in maniera differente.
Ora, approvando questo accordo, introduciamo per alcuni aspetti delle maggiori libertà, per altri abbiamo visto alcuni compromessi non sono stati ammessi, però sui paraventi lasciatemi dire che non erano ammessi neanche nell'attuale Regolamento. Questo per dire che certe prescrizioni erano già contenute nelle attuali concessioni rilasciate.
Detto questo, si è pensato di fare una comunicazione agli esercizi interessati, di prendersi il tempo di comunicare entro metà gennaio alla Polizia Locale, che ha appunto rilasciato la concessione; se dopo opportune valutazioni, che sono scelte imprenditoriali, mantenere in essere le prescrizioni rispetto all'attuale Regolamento o se adeguarsi al nuovo.
Questo chiaramente perché potrebbe garantire loro di mantenere in essere un'autorizzazione, però con degli arredi che sono qui accettati e ammessi dal nuovo Regolamento, mentre non lo erano dal precedente.
Quindi sostanzialmente ogni esercente è messo nella condizione di poter decidere autonomamente se gli conviene stare dentro quanto regolamentato nel vigente Regolamento o nel nuovo schema di accordo, dando anche la scadenza di quattro mesi, cioè entro il mese di aprile, di adoperarsi per mettersi in regola rispetto alle prescrizioni dell'uno o dell'altro caso. Questo per completezza di informazione.