Persona · attività documentata

Luisa Cattozzo

Ruoli e interventi ricavati dai verbali ufficiali già acquisiti da Lente Civica.

Interventi documentati
106
Sedute con interventi
26
Interventi con video
12

Ruoli documentati

Come indicati nelle fonti acquisite.

AssessoreDal 30 settembre 2019 al 29 dicembre 202327 osservazioni documentali

Attività nei verbali acquisiti

Prima gli interventi tematici, poi quelli procedurali, sempre consultabili. Testo, punto ODG, pagine e video quando esplicitamente autorizzato alla pubblicazione.

29 dicembre 2023

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

2 interventi
Intervento n. 244
Pagina 40
Punto 9

Approvazione documento unico di programmazione (DUP)…” Pag. 11 2

Assessore

Leggi intervento

Sono destinati a coprire incarichi di urbanistica, in particolar modo impegni presi con i professionisti che si stanno occupando della variante generale al piano di interventi e della variante del centro storico, che dovranno completare il lavoro a inizio 2024 nella valutazione delle osservazioni che arriveranno, saranno pervenute al Comune, perché siamo nella fase di accoglimento delle osservazioni.

Intervento n. 495
Pagina 78
Punto 9

Approvazione documento unico di programmazione (DUP)…” Pag. 11 2

Assessore

Leggi intervento

Volevo puntualizzare un aspetto, perché mi sono confrontata con l’Ingegner Scalabrin al riguardo L’incremento che c'è stato soprattutto nell'ultimo e nel penultimo anno degli oneri, fanno riferimento non tanto a pratiche, quanto a sanzioni, che è un caso che non si può mettere in previsione al pari invece delle pratiche. Il parere che rilascia il Dirigente è che il numero delle pratiche non è prevedibile in aumento, c'è un trend che viene a mantenere quel l'introito previsto come onere di urbanizzazione.

Quello che ha aumentato gli oneri nell'ultimo anno, o meglio negli ultimi due, è dovuto ad introiti di oneri da sanzioni, che finiscono nello stesso capitolo e quindi in qualche modo non è un'entrata costante e prevedibile nella sua costanza.

22 dicembre 2023

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

16 interventi
Intervento n. 14
Pagina 6
Punto 1

Riconoscimento interesse pubblico ed approvazione della…

Assessore

Leggi intervento

Grazie Presidente e buongiorno a tutti i Consiglieri e Consigliere. In questa proposta il proponente, appunto la Ge.Si., propone sostanzialmente di recuperare i contenuti di un piano di recupero che è scaduto, che era stato approvato in Consiglio Comunale nel 2005. Di fatto il piano di recupero prevedeva la demolizione e ricostruzione di un edificio in Via Sacro Cuore, con anche opere di urbanizzazione, la ditta aveva proceduto alla demolizione e non era riuscita per motivi vari a ricostruire.

Si tratta di un edificio di una volumetria massima di 4.560 metri cubi.

L’intervento prevede inoltre la realizzazione di opere di urbanizzazione che sono appunto l'adeguamento della sede stradale di Via Sacro Cuore frontestante il lotto di intervento, per raggiungere quindi una larghezza massima ai sensi del Codice della Strada di 6 metri e mezzo, la realizzazione lungo lo stesso tratto di strada, di un marciapiede pubblico dei di larghezza pari a un metro e mezzo, e attraversamenti pedonali lungo Via Sacro Cuore, che saranno poi precisamente ubicati in fase di redazione del progetto.

Questo tipo di intervento non comporta corresponsione al Comune del contributo straordinario, e quindi si propone al Consiglio l'approvazione dell'accordo.

Intervento n. 24
Pagina 7
Punto 1

Riconoscimento interesse pubblico ed approvazione della…

Assessore

Leggi intervento

Io rispondo in merito all'ultima questione posta, poi per l'aspetto della quantificazione economica dell'intervento ovviamente, siccome l'istruttoria l'ha fatta l'ufficio tecnico, lascio rispondere per competenza all’Ingegnere Ravagnani dell'ufficio urbanistica.

Per quanto riguarda gli attraversamenti pedonali, come illustrato anche in sede di 3^ Commissione, nella fase di redazione dell'accordo non si tratta di andare a individuare precisamente l'ubicazione di questi interventi, perché è tutto rimandato ovviamente alla fase di presentazione poi del progetto.

Chiaramente, essendo un'opera di urbanizzazione, quindi che di fatto diventa poi propria del Comune, ci saranno tutti i passaggi sia con gli uffici competenti, che dovranno misurare anche in termini di sicurezza, quindi non solo lavori pubblici, ma anche Polizia Locale, che sul posto misurerà dove sarà meglio ubicare questi attraversamenti.

E’ chiaro che questo accordo è limitato all'ambito in cui viene svolto l'intervento per cui, se si dovesse rendere necessaria un'ulteriore integrazione di attraversamenti pedonali al di fuori di questo ambito, sarà onere del Comune progettare l'intervento e realizzarlo. Quindi lascio la parola all’Ingegner Ravagnani.

Intervento n. 46
Pagina 11
Punto 2

Riconoscimento interesse pubblico ed approvazione della…

Assessore

Leggi intervento

Grazie Presidente. I termini di questo accordo sono volti alla proposta da parte appunto dell'ex Caso di Cura Policlinico di Rovigo di andare a fare un intervento di riqualificazione che va a recuperare un'area di fatto in stato di degrado. L'area è quella appunto nota sita tra Via Sichirollo e Via Pascoli.

La proposta prevede l'integrale demolizione degli edifici insistenti nei mappali 535 e 221 e la successiva ricostruzione per una volumetria massima pari a 14.000 metri cubi, inferiore all'attuale volume tre esistente che è pari invece a 16.800 metri cubi. I nuovi edifici avranno destinazione ad uso residenziale, saranno adeguati agli attuali standard qualitativi, architettonici, energetici, tecnologici e di sicurezza, nonché tutela della disabilità.

La proposta prevederà altresì la realizzazione delle dotazioni a parcheggio pubblico di uso pubblico, che sono previsti appunto come standard dalla legge, in funzione appunto del nuovo carico urbanistico introdotto, e verrà monetizzata invece la quantità di standard primari riservata a verde pubblico perché non ci sono gli spazi per poterlo realizzare. Il contributo straordinario che risulta da questo accordo è pari a complessivi 19.620,49 euro, che verrà corrisposto mediante appunto monetizzazione.

Ovviamente, come in tutti gli accordi, anche in questo caso la ditta ha già provveduto a fare il passaggio notarile con l'atto unilaterale d'obbligo e al deposito cauzionale della somma di pari importo del contributo previsto. In Commissione la delibera è passata con 5 voti favorevoli e 2 astenuti. Grazie.

Intervento n. 98
Pagina 18
Punto 2

Riconoscimento interesse pubblico ed approvazione della…

Assessore

Leggi intervento

Grazie. Solo per un inciso e per rispondere anche alla domanda del Consigliere Rossini. In effetti sì, il Consiglio ha una precisa responsabilità, lo ha fatto nel 2020, come già citato anche nelle altre proposte di delibere, la n.

98 dal 29 dicembre 2020: questo Comune, questo Consiglio ha approvato il metodo proprio, quindi i criteri di calcolo del contributo straordinario. Ricordo che per legge, ed era stato esposto in quest’Aula, per legge vengono definiti dei parametri minimi di contributo straordinario che sono il 50% che è a carico del proponente e il 50% a carico dell’Amministrazione Comunale.

Nulla vieta ad un’Amministrazione di poter intervenire su questo rapporto e quindi per quote percentuali per andare ad aggravare, se lo ritiene opportuno, quello che è il contributo in carico al proponente di un accordo e quello che invece rimane a beneficio dell’Amministrazione.

Il Consiglio in quella sede ha ritenuto di mantenere il minimo previsto per legge ma, volendo, uno può intervenire attraverso questo istituto che è appunto una delibera di Consiglio che va a ridefinire eventualmente questo parametro, oltre ai criteri tecnici oggettivi che vengono applicati dai tecnici proponenti, sottoposti all'istruttoria del Comune, e che vengono asseverati con il parere del Dirigente della struttura.

Lascerei, se mi consentite un secondo, la parola di nuovo all’Ingegner Ravagnani, perché spiega perché arriviamo a 19.000 euro, perché c'è un valore di partenza e un valore di arrivo e quindi, sulla base di questo, potrà essere un po’ più chiara la questione rispetto al valore di partenza, che evidentemente è alto, per arrivare poi a definire un contributo di 19.000 euro.

Intervento n. 147
Pagina 25
Punto 3

Riconoscimento interesse pubblico ed approvazione della…

Assessore

Leggi intervento

Grazie Presidente. Qui entriamo nel merito della variante generale che è già stata adottata da questo Consiglio. Ricordo che gli accordi, qualora approvati dal Consiglio, diventano parte integrante della stessa variante.

La proposta è da parte della ditta Italsoft, che ha acquisito un immobile in Viale Porta Mare n. 53- 55, adiacente all'ex Consorzio Agrario, ai fini di poter spostare la propria sede della propria attività produttiva, in un'area che è considerata zona impropria perché rurale.

La cosa è comunque consentita ed è previsto anche che si possa, nell'ambito degli spazi di questo immobile acquisito, poter ampliare la destinazione d'uso commerciale rispetto a quella presente residenziale che aveva l'immobile quando era stato precedentemente costruito.

Essendoci questo cambiamento di destinazione d'uso per questa superficie massima del 50% della già esistente attività produttiva, è previsto un contributo straordinario del valore economico di 6.359,24 euro per il quale è prevista la monetizzazione. Anche in questo caso ovviamente il proponente ha fatto il dovuto passaggio notarile e ha versato come deposito cauzionale la somma dovuta in corresponsione appunto del contributo straordinario previsto.

La delibera è passata in 3^ Commissione con 4 voti favorevoli e 2 astensioni. Grazie.

Intervento n. 198
Pagine 31–32
Punto 4

Riconoscimento interesse pubblico ed approvazione della…

Assessore

Leggi intervento

Grazie Presidente. Qui è doveroso fare una premessa, per questo accordo e per quelli a seguire; accordi che rientrano nella variante generale del piano di interventi e che, come premessa, devo ricondurre al tema della direttiva che questo Consiglio ha introdotto con l'approvazione della variante n. 1 al PAT di adeguamento al consumo di suolo, in cui viene previsto e quindi impegna l’Amministrazione a procedere alla definizione delle modalità di compensazione del consumo di suolo.

La Giunta Comunale, con atto 107 del 30 marzo 2023, ha approvato una delibera che di fatto formalizza questo metodo di calcolo della compensazione che è a beneficio della valutazione degli accordi che poi saranno di seguito illustrati anche per eventuali ulteriori accordi che dovessero essere presentati all'attenzione dell’Amministrazione e del Consiglio.

Quindi ogni accordo, secondo quanto appunto previsto da questo metodo, comporta di andare a fare non solo una valutazione sotto il profilo dei coefficienti di deflusso idraulico che sono alla base del concetto della permeabilità dei suoli, bensì anche di applicare una metodologia di stima di servizi ecosistemici, che è una considerazione ben più ampia, fondata su basi tecniche oggettive, e supportate da bibliografia scientifica.

Ogni accordo quindi, che sarà da adesso in poi illustrato, è stato misurato in relazione al valore dei servizi ecosistemici, confrontando lo stato di fatto e anche quello di progetto, e andando a determinare quindi un valore, un valore sintetico, che definisce l'impatto di ogni singolo intervento proposto tramite accordo, in relazione alla qualità dell'ambiente del contesto in cui si va a inserire l'accordo.

Questo valore ricordo, così come è previsto dal metodo di calcolo, si posiziona in un range di valori da meno uno a più uno, dove meno uno è un risultato peggiorativo rispetto allo stato di fatto, più uno è un risultato migliorativo, quindi i servizi ecosistemici migliorano, zero è l'equilibrio tra il prima e il dopo.

Faccio una breve sintesi, ripercorro velocemente quelli che sono i servizi ecosistemici che sono stati quindi valutati: l’assorbimento di CO2; la protezione dall'erosione del suolo, sia come tasso di erosione che come suolo perso; la produzione agricola; la protezione da alluvioni e disponibilità di acqua in falda; la qualità degli habitat e servizi ecosistemici ricreativi legati al paesaggio. Passo quindi ora a illustrare la prima proposta di accordo che porterà quindi anche una valutazione di questo parametro.

La proposta è volta a proporre all’Amministrazione di poter urbanizzare, quindi rendere edificabile da una destinazione attualmente agricola un'area accessibile da Via Stacche della superficie di 20.736 metri quadri, con una capacità edificatoria massima di 14.505,2 metri cubi.

Sotto il profilo della valutazione ecosistemica, questo tipo di proposta assume un valore positivo di miglioramento pari a 0,143; l'intervento di trasformazione comporta ovviamente, essendoci un cambiamento di destinazione d'uso importante da agricola a residenziale, come illustrato prima anche dall’Ingegner Ravagnani, in questo caso si ha ovviamente un cambiamento di valore importante, che si traduce in una valutazione di contributo straordinario pari a 125.204,30 euro.

Dall'accordo il proponente sottopone all’Amministrazione l'opportunità di entrare in possesso, e quindi di cedere all’Amministrazione una superficie agricola pari a 33.839 metri quadri, che sono sostanzialmente superfici poste in adiacenza del cimitero del capoluogo e in adiacenza anche del luogo in cui si intende intervenire.

L'interesse pubblico in questo caso è determinato dalla valutazione che emerge dall'analisi fatta, propedeutica alla redazione del piano di interventi che, ricordo, porta a una considerazione importante di sotto dotazione di standard urbanistici, in particolar modo verde e parcheggi, di questa città che significa, tradotto, non garantire le condizioni minime previste da legge ai cittadini di una qualità di vita. La legge prevede che per ogni cittadino ci siano almeno 30 metri quadri di standard.

Noi, dalle valutazioni fatte in occasione appunto delle analisi della redazione del piano, ricordo che abbiamo un valore pari a 23, quindi siamo ampiamente sotto questa soglia minima.

Quindi nel fare le valutazioni degli accordi proposti in generale, tra cui anche questo che è quello più importante in termini di superficie, si è dato seguito a quella che appunto è una necessità urgente che emerge dall'analisi del piano adottato dal Consiglio, ovvero di dotare di quegli standard minimi dovuti ai cittadini e in particolar modo anche in relazione alle aree verdi.

Il Comune non ha aree di proprietà su cui poter fare interventi di verde che vadano a migliorare la qualità della vita dei cittadini e quindi si rende necessario procedere attraverso due modalità: o espropri, quando è possibile, quando c'è la dotazione finanziaria per poterlo fare, oppure attraverso la misura degli accordi che è prevista dalla legge urbanistica.

In questo caso si è ritenuto che sia di rilevante importanza in un ambito che è adiacente al centro storico dove, come vedremo poi nell'illustrazione che farà l’Architetto Trolese, che ringrazio per averci già raggiunto, anche in centro storico è più marcata la sotto dotazione di standard urbanistici, è necessario reperire aree nelle immediate vicinanze, quindi nell'ambito del piano degli interventi variante generale, quelle aree che possono andare a compensare questa mancanza.

Abbiamo quindi ritenuto che l'ubicazione della proposta di fornire all’Amministrazione una superficie così estesa di area verde, che tra l'altro viene valutata anche in relazione alle previsioni del piano del verde del Comune che è stato recentemente illustrato anche ai Consiglieri, e che va proprio ad individuare delle funzioni diverse di verde di cui la città si deve dotare per garantire un livello di qualità accettabile.

In questo caso la superficie che viene proposta come contropartita all’Amministrazione va ad ampliare la superficie prevista dal progetto PINQuA a San Bortolo, dove è prevista la realizzazione di un bosco urbano, consentendo quindi all’Amministrazione di poter realizzare un bosco urbano di una superficie totale, qualora l'accordo passasse, di oltre 5 ettari, che credo sia assolutamente un risultato ammirevole da poter portare a casa, perché quell'area diventerà un'area accessibile da più quartieri, oltre che dal centro storico, e potrà quindi fornire numerosi servizi.

Ricordo che l'accordo, quando è stato presentato, non aveva ancora dato in parallelo, non era ancora stata avviata la procedura di esproprio dell'area destinata a bosco urbano nell'ambito del PINQuA.

Pertanto in una fase successiva bisognerà andare a misurare la superficie che qui è compresa nei 33.000 circa metri quadri che verrebbero ceduti all’Amministrazione Comunale dal proponente, quota parte di circa 8.000 si sovrappone alla superficie oggetto di esproprio e quindi in quel caso lì, come già previsto appunto da questo accordo, la corresponsione del valore economico di superficie agricola, che è pari a 3,70 euro per metro quadro, verrà corrisposta sottoforma di monetizzazione all’Ente, che quindi potrà portare ad un contributo straordinario monetizzato pari a circa 30.000 euro.

Ovviamente anche in questo caso il proponente ha fatto i passaggi dovuti sia presso il notaio, sia presso ovviamente il deposito della garanzia della cessione della superficie di cui trattasi. Grazie.

Intervento n. 256
Pagine 44–45
Punto 4

Riconoscimento interesse pubblico ed approvazione della…

Assessore

Leggi intervento

Ringrazio ovviamente tutti gli intervenuti perché comunque la discussione attorno a questi temi un po’ delicati e che nel passaggio tra quella che è un'ideologia, che poi è la pragmaticità di gestire un territorio, devono trovare ovviamente delle misure di attuazione che considerano tutti i punti di vista, ma che devono consentire a una città anche di svilupparsi.

Io ritengo che in questo accordo, ma anche in quelli che vedremo successivamente, perché è stato un po’ la linea guida, l'indirizzo che è stato adottato nel portare avanti con i proponenti che, guardate, all'inizio si sono proposte all’Amministrazione nel modo classico che fa un proponente che ha un interesse economico, cioè quello di dire “Voglio fare un investimento lì, è una mia proprietà e chiedo che l’Amministrazione mi consenta di farlo”.

Non avevano una concezione di quanto un intervento, soprattutto di questi dimensionamenti, possa invece andare incontro anche a delle esigenze amministrative, quindi incontrare un interesse pubblico rilevante che è quello che è stato ben descritto anche dalla collega Merlo.

Io ritengo semplicemente che la direzione che è stata presa, che va tra l'altro - e non è un alibi, Consigliere Sette - quello che è stato fatto è stato quello di dare attuazione a un indirizzo preciso del Consiglio, che in quest’aula ha votato di individuare una metodologia oggettiva che fosse profilata sotto il profilo dei servizi ecosistemici, per andare a misurare gli impatti degli interventi che facessero consumo di suolo.

Questo è stato fatto, è un dato oggettivo, può piacere o non può piacere; i numeri, è vero, possono dire tanto, possono dire poco. Di fatto questi numeri però mettono nella condizione di capire cos'era prima e cos'è dopo perché, come ho illustrato precedentemente, il metodo va ad analizzare qual è il valore dei servizi ecosistemici oggi, quindi senza l'intervento, e cosa diventano con intervento attuato, dove intervento significa anche la misura compensativa.

In questo caso l'area con la destinazione specifica verde, ovvero bosco, che assumerà perché, come diceva anche il collega Milan, un'area agricola ha delle capacità di misurarsi in termini di servizi ecosistemici che sono diversi da un uso di suolo boschivo.

Ringrazio comunque il Consigliere Andretto che ha ribadito quello che avrei ribadito io, per rassicurare anche chi non ha potuto portare avanti l'emendamento che appunto la legge prevede che siano destinati nell'ambito in cui gli interventi, cioè i contributi straordinari, siano destinati negli ambiti in cui l'intervento viene realizzato. Grazie.

Intervento n. 304
Pagina 51
Punto 5

Riconoscimento interesse pubblico ed approvazione della…

Assessore

Leggi intervento

Grazie Presidente. In questo caso il proponente chiede di poter edificare un'area posta nella frazione di Roverdicrè, di cui ovviamente è proprietario. Si tratta di una superficie di 1.143 metri quadri, accessibile da Via Giovanni Veronese, che ha una capacità edificatoria pari a 800 metri cubi.

Questa istanza non comporta consumo di suolo in quanto risiede già in un ambito di urbanizzazione consolidata, ma il cambiamento di destinazione d'uso ovviamente comporta la corresponsione al Comune di un contributo straordinario, che è quantificato in 9.528,69 euro, che in parte verrà corrisposto mediante la cessione di un terreno di superficie pari a 945 metri quadri, accessibile da Via Santa Caterina, del valore di 3.496,50 euro, e per la parte restante con monetizzazione pari a 6.032,19 euro.

Anche in questo caso ovviamente il proponente ha fatto tutti i passaggi dovuti per poter presentare formalmente e legittimamente il la proposta di accordo in Consiglio. In 3^ Commissione la proposta è passata con 4 voti favorevoli e 2 astenuti. Grazie.

Intervento n. 308
Pagine 51–52
Punto 5

Riconoscimento interesse pubblico ed approvazione della…

Assessore

Leggi intervento

Grazie Consigliere. In effetti non sono stata in maniera completamente precisa sull'utilizzo di quest'area, di come si configura anche allo stato attuale. Attualmente rientra nella proprietà del proponente.

Su quest'area che si intende cedere tra l'altro insiste un fabbricato rurale che sarà demolito, l’area sarà quindi rinaturalizzata e ceduta al Comune come area verde. L’interesse pubblico è perché quest'area verde va in qualche modo ad inserirsi in un contesto della frazione dove c'è una piazza, che quindi può andare ad ampliare una fruibilità per la frazione di questa piazza. Siamo vicino all'ex asilo.

Poi da un punto di vista del Verde, se l’Assessore Merlo vuole fornire qualche indicazione più precise, però di fatto sarà rinaturalizzata. Grazie.

Intervento n. 348
Pagina 56
Punto 6

Riconoscimento interesse pubblico ed approvazione della…

Assessore

Leggi intervento

Grazie Presidente. In questo caso l'accordo prevede una proposta di trasformazione urbanistica volta ad urbanizzare un'area nel quartiere Tassina, in Via Giuseppina Vasoin, della superficie territoriale pari a 3.220 metri quadri, per un volume massimo complessivo di 4.470 Metri cubi. Tale volume deriva per 2.254 metri cubi dall'applicazione dell'articolo E9 delle nto del PAT e per la restante parte invece dall'atterraggio di un credito edilizio, fino ad un massimo di 2.216 metri cubi.

Ovviamente questo accordo prevede il riconoscimento di un credito edilizio. In questa proposta viene richiesto il riconoscimento di un credito edilizio di questi 2.216 metri cubi, a fronte della cessione al Comune di una superficie pari a 7.387 metri quadri, come previsto appunto dal PAT;, area ricadente in area di attrezzature di maggior rilevanza di progetto.

L'istanza è stata valutata, come già anticipato, sotto il profilo dell'impatto dei servizi ecosistemici e la valutazione porta ad un valore positivo pari a 0,243.

E’ previsto anche in questo caso la corresponsione al Comune di un contributo straordinario, che in questo caso è pari a complessivi 85.303 euro, che verrà corrisposto in parte mediante la cessione di un terreno della superficie pari a 17.821 metri quadri per un valore di 65.938 euro, e la restante parte sarà invece monetizzata per un importo pari a 19.365 euro. Ovviamente anche in questo caso sono stati fatti i passaggi notarili dovuti, nonché la sottoscrizione di una polizza fideiussoria depositata al Comune.

In 3^ Commissione questa proposta è passata con 4 voti favorevoli e 2 astensioni. Grazie.

Intervento n. 352
Pagina 57
Punto 6

Riconoscimento interesse pubblico ed approvazione della…

Assessore

Leggi intervento

Grazie Presidente, grazie Consigliere Rizzato.

Sì, ovviamente l’Amministrazione si prende questo impegno e non solo: in maniera più specifica le aree verdi che verranno cedute al comune sono in parte aree di mitigazione ambientale perché sono a ridosso dell'asse ferroviario; in parte invece trattasi di aree che vanno a completare alcune piccole porzioni di verde che sono già di proprietà comunale, ma che con l'acquisizione di queste aree dà finalmente lo spazio per realizzare un verde attrezzato di quartiere importante per l'ubicazione dell'intervento.

Quindi sicuramente saranno investiti in questo senso.

Intervento n. 380
Pagina 60
Punto 7

Riconoscimento interesse pubblico ed approvazione della…

Assessore

Leggi intervento

Grazie Presidente. In questo caso la proposta di trasformazione urbanistica prevede appunto di urbanizzare un'area posta nella frazione di Sant'Apollinare, in Via Martiri di Belfiore, pari ad una superficie di 1.800 metri quadri, con una capacità edificatoria massima di 1.260 metri cubi.

La medesima proposta prevede di realizzare un bosco di proprietà privata nell'area limitrofa a quella oggetto di compensazione urbanistica, pari ad una superficie di 3.371 metri quadri come compensazione ecosistemica che sarà opportunamente vincolato. Quindi la proprietà privata gestisce l'area verde e si fa carico in questo caso di mantenerla con un vincolo. L'intervento prevede la completa demolizione dei fabbricati presenti e ricostruzione di due unità abitative.

L’intervento di trasformazione comporta la corresponsione al Comune di un contributo straordinario per un valore complessivo di 5.510 euro.

Il contributo verrà corrisposto mediante in parte una cessione di un terreno di una superficie di 328 metri quadri, per una larghezza minima di 4 metri, che è posto in adiacenza dell'area di intervento ed è utile per andare a finalmente ipotizzare di realizzare concretamente il collegamento ciclabile tra la frazione di Sant’Apollinare, che vede come unico sbocco nel biciplan questa possibilità di collegamento, attraverso poi l'area dell'Interporto e potersi collegare anche con la frazione di Borsea.

Quindi parte del contributo straordinario viene corrisposto cedendo l'area per poter realizzare questo attraversamento in proprietà attualmente privata; oltre al versamento, quindi alla monetizzazione di un secondo contributo pari a 4.296 euro, che appunto verranno invece destinati, come abbiamo già più volte ribadito quest'oggi, riversati come beneficio all'interno dell'ambito dell'intervento.

E’ comunque una proposta che è stata sottoposta alla stima dei servizi ecosistemici e porta ad una valutazione positiva pari a 0,356. Ovviamente l'atto unilaterale d’obbligo è stato sottoscritto ed è stata consegnata anche la ricevuta di versamento per la forma di deposito cauzionale per la parte invece monetizzabile dell'intervento. In questo caso la proposta di delibera è passata in 3^ Commissione con quattro 4 a favore e 2 astensioni.

Grazie.

Intervento n. 411
Pagina 64
Punto 8

Adozione della nona variante parziale al piano degli…” Pag. 64 2

Assessore

Leggi intervento

Grazie Presidente. Arriva in Consiglio anche la parte mancante del piano degli interventi relativa al centro storico che, ricordo, ha avviato il processo con l'illustrazione del documento programmatico del Sindaco a quest’aula nel novembre del 2021.

Nel documento del Sindaco ovviamente erano riportate, come è ormai noto in tutta queste varianti urbanistiche, quelle che sono le linee guida e gli indirizzi che poi trovano esplicazione progettuale negli elaborati presentati ed allegati a questa delibera, ovvero quello di riconferire al centro una perduta attrattività, di farlo soprattutto attraverso un percorso di recupero di un'identità di valori storici e culturali, di rivitalizzare il centro aumentando la flessibilità delle destinazioni d'uso, ma con un'attenzione particolare ad evitare lo spopolamento, in particolar modo di certe aree, perché sappiamo bene che il PAT ha introdotto una perimetrazione del centro storico ben più ampia rispetto a quello che è un perimetro di centro storico inteso storicamente in quanto tale dall'atlante dei centri storici della Regione del Veneto, oltre che di andare a recuperare e quindi a riqualificare spazi pubblici e aree a servizi.

Questa variante, è bene precisarlo, si coordina, oltre che con la variante generale del piano degli interventi adottata in questo Consiglio lo scorso mese di novembre, si coordina anche con la variante cosiddetta al commercio, e anche con la variante city branding, entrambe approvate da questo stesso Consiglio. Ovviamente nel testo della delibera viene riportata la citazione che fa riferimento ai tre accordi che sono già passati questa mattina in quest’aula, e che diventano parte integrante di questa variante.

L’incaricato progettista è qui presente, ha dichiarato la non necessità di uno studio di compatibilità idraulica; asseverazione che è già stata inviata alla Regione del Veneto. Mentre ricordo che la procedura di valutazione ambientale strategica sarà successiva all'adozione da parte di questo Consiglio della delibera.

Va detto che la presente variante, che è una variante parziale al piano di interventi, interessa esclusivamente l'ambito del centro storico del capoluogo, che è completamente inserito dentro l'ambito di urbanizzazione consolidata, pertanto non comporta consumo di suolo.

Ricordo che sono state svolte le fasi di partecipazione e concertazione previste dalla Legge 11/200 e sono stati effettuati quindi incontri di concertazione con gli Ordini, con gli Enti Pubblici, le Associazioni di categoria e la cittadinanza in data 18 aprile 2023. Da questi incontri sono emersi i contributi che poi sono stati ovviamente utili ai fini della redazione degli elaborati della variante che adesso inviterei il gentile Architetto Trolese qui presente di illustrare nei suoi contenuti. Grazie.

Intervento n. 435
Pagina 71
Punto 8

Adozione della nona variante parziale al piano degli…” Pag. 64 2

Assessore

Leggi intervento

Grazie Presidente, grazie anche al Sindaco per la spiegazione, a cui aggiungo solo qualche elemento di considerazione.

Anzitutto, come anticipato, noi abbiamo già accolto un rialzo della quota percentuale destinata a funzioni non residenziali, portandola al 75, perché va detto, in queste aree, quindi un 25% viene mantenuto come base di tutela di quello che è appunto un diritto a poter vivere in un centro storico, a poterlo fare in maniera qualificata, anche in relazione alle necessità che si sviluppano da parte di chi è residente di avere accesso ai servizi commerciali per residenti e che non siano necessariamente od esclusivamente per attività e servizi.

Precisiamo e ricordiamo che la proposta dell'emendamento, che va applicata quindi di fatto a specifici ambiti del centro, cioè il rischio è quello, liberalizzando, di trovarci di fronte a intere aree del centro storico, se la liberalizzazione portasse appunto ad attuare destinazioni d'uso esclusivamente non commerciali, che la sera si svuoterebbero completamente, generando anche problemi di sicurezza, oltre ad avere necessità di standard tipo parcheggi, perché ovviamente i centri direzionali necessitano di standard urbanistici diversi dalla residenza, che comportano un carico urbanistico importante, difficilmente realizzabile, ma questo non è neanche il problema.

E’ che, anche dove realizzabile, si andrebbe a generare una prestazione urbanistica in centro abitato, ovvero dotarlo di parcheggi, che poi di notte, dove non ci sono residenti, rimangono spazi inutilizzati. E’ bene fare i conti anche con tutte queste considerazioni nel valutare fino a che punto ci si debba spingere nel liberalizzare completamente le destinazioni d'uso.

Ricordo quello che ha già detto anche nella presentazione l’Architetto Trolese: con questo non significa che non è ammissibile poter intervenire su edifici presenti in tutte le aree della città, andando a modificare queste quote percentuali quando lo si ritenesse opportuno.

E’ una scelta che farà il Consiglio tramite la scheda progetto, quindi arriverà una scheda progetto in cui c'è una proposta, il Consiglio la valuterà e, se accoglibile, all'interno di quell'edificio le percentuali possono esser riviste senza alcun problema. Grazie.

Intervento n. 444
Pagina 73
Punto 8

Adozione della nona variante parziale al piano degli…” Pag. 64 2

Assessore

Leggi intervento

Grazie Presidente e grazie anzitutto alla Consigliera Gambardella. Come dicevo nell'intervento precedente, senza l'emendamento sono consentite funzioni diverse dalla residenza per il 75%. Non c'è solo residenza.

La residenza è garantita per il valore minimo del 25%. Voglio precisare anche questo aspetto, che in tutte le aree del centro storico al piano terra gli esercizi commerciali sono sempre consentiti, quindi questo non è l'emendamento che può o meno andare a inficiare questa possibilità. Questa è già prevista.

E’ vero quello che diceva il Consigliere Aretusini: i professionisti devono dedicare quel tempo in più necessario per andare a fare una valutazione, ma non lo si supera con la liberalizzazione totale delle destinazioni d'uso che hanno ben altre ripercussioni sotto un profilo urbanistico.

Lo si fa semplicemente come hanno fatto altre realtà, è un investimento che può decidere l’Amministrazione di mettere in campo, collaborando anche con gli Ordini stessi, di andare a realizzare come Comune la mappatura percentuale delle destinazioni d'uso. Questo richiede un po’ di tempo, richiede un po’ di oneri. E’ una cosa che si può prevedere senza problemi di realizzare.

Voglio dire che anche il fatto di aver finalmente avviato una forte informatizzazione degli uffici e delle pratiche edilizie che insistono su queste per riuscire in qualche modo a monitorare i fenomeni, ci mette nella condizione di auspicare di avere un risultato in questi termini non così lontano nel tempo, però da un punto di vista della garanzia di poter far insediare attività che abbiano questa reciprocità di funzioni con la residenza, ma non solo, è sempre garantita.

Intervento n. 487
Pagine 79–80
Punto 8

Adozione della nona variante parziale al piano degli…” Pag. 64 2

Assessore

Leggi intervento

Ha detto già molto. La valutazione fatta ora dall’Architetto Trolese è stato oggetto di un confronto con l’Amministrazione. Al di là del fatto che non fosse previsto nell'incarico, eccetera, non è che abbiamo posto veti in assoluto sul tipo di analisi, ma si è partiti da considerazioni su cosa fosse opportuno o non opportuno, giustamente analizzare e andare a elaborare.

Noi politicamente abbiamo sostenuto che questa fosse una posizione di partenza assolutamente in linea con la nostra idea, che è riportata in altro modo nel documento del Sindaco, cioè il nostro centro storico deve essere riconosciuto all'interno di un'identità figurativa. Andare a portare volumi in centro storico significa non mantenere un'identità che è riconoscibile, in primis da chi la abita, ma anche da chi la frequenta.

E poi consentitemi una battuta, perché siamo anche alla fine di una giornata abbastanza lunga, però ironicamente l'ha chiamato far west l’Architetto Trolese. Io lo chiamo con il suo nome: speculazione edilizia. Portare volumi che hanno valori insignificanti rispetto ai valori che hanno i volumi nel centro storico significa semplicemente consentire situazioni che negli anni passati abbiamo visto di fatto tradursi spesso in abusi edilizi.

Grazie.

21 dicembre 2023

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

2 interventi
Intervento n. 54
Pagina 17
Punto 2

Riconoscimento interesse pubblico ed approvazione della…

Assessore

Leggi intervento

Grazie Presidente, buonasera Consigliere e Consiglieri.

Questo primo accordo pubblico privato che, ricordo, è un atto previsto dall'articolo 6 della Legge Urbanistica Regionale 11/2004, vede come proponente il signor Cecchetto nella proposta di trasformazione urbanistica di una proprietà immobiliare sita nel centro storico di Rovigo, mappali 258, 1015 e 771, attualmente con destinazione ad area per l'istruzione, e chiede che possa per il mappale 258 essere ridestinato a residenza, mentre per quanto riguarda i restanti due mappali, 1015 e 771, il piano di interventi provvederà il vincolo di inedificabilità delle aree, perché chiaramente la destinazione scolastica prevedeva l'utilizzo anche delle aree esterne, quindi pertinenziali all'immobile esistente.

Questo tipo di trasformazione urbanistica prevede, ai sensi anche della delibera approvata dal Consiglio Comunale n. 98 del 2020, la corresponsione al Comune di un contributo straordinario quantificato in complessivi 800 euro; importo di cui è prevista la monetizzazione dello stesso.

Ovviamente secondo la procedura degli accordi pubblico privati, a seguito del passaggio in Giunta della delibera, il proponente ha provveduto alla sottoscrizione e alla registrazione dell'atto unilaterale d'obbligo, che è stato quindi anche depositato, nonché alla ricevuta di versamento sotto forma di deposito cauzionale dell'importo del contributo. Ovviamente questo, essendo in pieno centro storico, è un tipo di trasformabilità del territorio che non prevede consumo di suolo. Grazie.

Intervento n. 87
Pagina 21
Punto 3

Riconoscimento interesse pubblico ed approvazione della…” Pag. 21 2

Assessore

Leggi intervento

Grazie Presidente. Secondo accordo che si inserisce nel contesto della variante parziale al P.I., ovvero quella del centro storico. Ci troviamo stavolta in Via del Sacro Cuore, dove il Consiglio Comunale nel 2005 aveva approvato un piano di recupero, che oggi risulta decaduto.

La ditta in questione aveva, secondo quanto previsto da questo piano, previsto prima la demolizione e poi ricostruzione di un immobile a fini residenziali. Ad oggi la ditta ha provveduto alla demolizione, però appunto nel frattempo il piano di recupero è decaduto e non ha potuto intervenire ricostruendo l'edificio. Quello che viene sostanzialmente concesso con questo accordo è di dare esecutività alla ricostruzione immobiliare, secondo quanto era già previsto dal piano di recupero, che consiste……

20 novembre 2023

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

1 intervento
Intervento n. 7
Pagine 6–8
Punto 1

Adozione della variante generale al piano degli interventi

Assessore

Leggi intervento

Grazie Presidente, buonasera a tutti e ben arrivati anche ai rappresentanti dello Studio Tombolan che ci hanno seguito nella redazione di questa prima variante generale al piano degli interventi. La delibera di oggi appunto propone questa prima adozione di una variante generale al piano degli interventi.

Come è ormai noto e come riportato nelle premesse della delibera, la Legge Regionale 11/2004 articola quello che una volta costituiva il Piano Regolatore Generale in due strumenti urbanistici: uno di natura strutturale, che è il PAT e che, guardando ad un tempo medio lungo, definisce le scelte strategiche di assetto e di sviluppo per il governo del territorio, individuando le specifiche vocazioni e le varianti di natura geologica, geomorfologica, idrogeologica, paesaggistica, ambientale, storico monumentale e architettonica, in conformità agli obiettivi di indirizzi espressi nella pianificazione territoriale di livello superiore e alle esigenze della comunità locale.

Il secondo strumento è invece di natura più operativa, appunto il piano degli interventi che, in coerenza e in attuazione del PAT, individua e disciplina gli interventi di tutela e valorizzazione, di organizzazione e di trasformazione del territorio; ha una durata quinquennale; si rapporta con il programma triennale delle opere pubbliche e con gli altri strumenti settoriali; e si attua attraverso interventi diretti o per mezzo di piani urbanistici attuativi, i cosiddetti PUA.

Va ricordato che ad oggi, a seguito dell'approvazione del primo PAT datato 2012, approvato da questo Consiglio, il Piano Regolatore Generale del 1994, ovvero il Piano Regolatore vigente, per le parti compatibili con il PAT approvato appunto nel 2012 è diventato il piano degli interventi. Questo anche per non lasciare ovviamente un vuoto legislativo di natura urbanistica a seguito dell'emanazione della nuova legge urbanistica regionale.

La variante che viene sottoposta oggi al Consiglio, arriva a seguito di alcune varianti puntuali e tematiche su cui il Consiglio si è già espresso, e che quindi hanno visto anche il completamento dell'iter procedimentale. Le ripercorro velocemente.

Anzitutto la variante di adeguamento al PAT sulla legge di contenimento del consumo del suolo, propedeutica a tutte le successive varianti; nel 2020 la variante per la realizzazione della rotatoria di Sarzano; nel 2022 due varianti; una per la realizzazione della strada di accesso ai servizi cimiteriali, cimitero di Viale Oroboni, e la variante per l'istituzione del registro dei crediti edilizi; nel 2023, quindi nell'anno corrente, altre varianti puntuali: la cosiddetta variante Città Giardino, la variante Commercio, la variante Investimenti che è stata approvata da questo Consiglio nell'ultimo Consiglio, e la variante City Branding per la progettazione e il recupero di aree degradate in centro storico.

A queste si aggiunge l'avvio di altre tre varianti che hanno trovato la conclusione del proprio iter, in parte in quelle già appunto approvate e citate prima, e in parte che troveranno invece nella variante oggetto di questa 'illustrazione il proprio completamento.

Si è inoltre resa necessaria una variante semplificata al PAT, approvata da questo Consiglio sempre nell'anno in corso, per correggere alcuni errori cartografici e adeguare alcune norme a dispositivi aggiornati nel tempo e che avevano effetti importanti anche sulle scelte di questo piano.

La presente variante trova applicazione nel territorio comunale ad esclusione dell'ambito del centro storico che ricordo essere oggetto di una variante specifica, che arriverà prossimamente sempre qui in Consiglio Comunale per l'adozione, e la scelta di portare avanti parallelamente questi due strumenti operativi da parte dell’Amministrazione è stata quella di salvaguardare un investimento di denaro pubblico che era stato messo a bilancio dalla precedente Amministrazione, che poi non ha avuto modo di portare avanti e concludere quindi l'iter procedimentale.

L'avvio di questa variante coincide con l'illustrazione del documento del Sindaco al Consiglio Comunale in data 1 marzo 2022.

Ricordo brevemente i contenuti di questo documento, perché hanno dato i principi guida che hanno mosso poi la progettazione del piano: incentivare aree verdi e seminaturali; introdurre maggiore flessibilità negli interventi; predisporre un efficace prontuario per la qualità architettonica e la mitigazione ambientale; applicare il principio della compensazione ecosistemica; contribuire all'implementazione della rete ecologica; promuovere la conversione a un modello di mobilità sostenibile; promuovere il recupero di vuoti urbani per nuove funzioni, anche sociali; prevedere la possibilità di monetizzare gli standard urbanistici.

In sintesi l’obiettivo dell’Amministrazione è quello di elaborare un piano che punti alla qualità più che alla quantità.

Alla presentazione del documento del Sindaco è seguita una fase di concertazione prevista dalla legge e che, su invito, ha coinvolto diversi portatori di interesse della città e gli Enti preposti ad esprimersi, al fine di ricevere eventuali suggerimenti per lo sviluppo del progetto che oggi ci verrà presentato dai tecnici qui presenti, che ringrazio nuovamente, e che a seguito di questa prima fase progettuale, seguirà una seconda fase che illustrerà, sempre a quest’aula, alcuni accordi pubblico privati che sono stati sottoposti all'attenzione dell’Amministrazione e che sono in fase di recepimento da parte dell’Amministrazione stessa.

Gli incontri di concertazione che citavo poc'anzi si sono tenuti in data 23 marzo 2022 e hanno visto il coinvolgimento degli Ordini professionali e degli Enti Pubblici, mentre in data 31 marzo 2022 sono state convocate le Associazioni di categoria e la cittadinanza. Ovviamente dei contributi che sono stati presentati in queste due occasioni si è tenuto conto nell'elaborazione del progetto.

Il piano che si propone in adozione è costituito dai seguenti elaborati, che cito brevemente, sono elaborati previsti dalla normativa e che saranno poi illustrati nei contenuti dai tecnici qui presenti: una relazione programmatica; norme tecniche di attuazione con un repertorio normativo riferito ad aree e a zone; il registro dei crediti edilizi; il prontuario per la qualità architettonica e la mitigazione ambientale; e tre tavole suddivise in otto quadranti ciascuna, per la rappresentazione cartografica del piano alla scala 1:5.000.

In data 16 ottobre 2023 il professionista incaricato ha trasmesso l'asseverazione di non necessità dello studio di compatibilità idraulica per questa prima fase del piano; nota trasmessa agli Enti idraulici competenti che l'hanno poi recepita.

Si dà atto che la presente proposta aderisce a un'interpretazione letterale delle previsioni della Legge Regionale 14/2017 in materia di contenimento del consumo di suolo, prevedendo che le aree a servizi qui riconfermate, in quanto destinate alla realizzazione di interventi di natura pubblica e di interesse pubblico, non si considerano ai fini del computo del consumo di suolo.

Per quanto attiene le aree produttive, questa variante non contiene nuove previsioni; non sono peraltro giunte all’Amministrazione e agli uffici manifestazioni di interessi in tal senso e che, cosa che vale anche per le aree residenziali, non riconferma eventuali strumenti urbanistici attuativi, quindi i PUA, decaduti e/o non attuati.

Con questa delibera, oltre a quanto già esposto, si dà altresì atto che questa variante non interessa gli ambiti delle varianti puntuali già approvate e che, a seguito dell'adozione, si applicano le misure di salvaguardia.

La delibera ha accolto il parere favorevole di regolarità tecnica e contabile dei responsabili dei servizi comunali e ricordo che, a seguito dell'adozione come procedimento, sarà avviata la procedura VAS inviando tutta la documentazione alla Commissione regionale, comprensiva dell'asseverazione di non necessità della valutazione di incidenza ambientale, e sarà avviata la fase di pubblicazione di presentazione delle osservazioni che, preliminarmente istruito ovviamente dagli uffici tecnici, saranno successivamente proposte a questo Consiglio per deliberarne l'eventuale accoglimento; cosa che farebbe diventare questa osservazioni parte integrante del piano adottato, e quindi poi approvato.

Concludo questa illustrazione ricordando gli esiti della valutazione della 3^ Commissione: la delibera è passata con 5 voti favorevoli, 1 voto contrario e 2 astenuti. Grazie.

10 ottobre 2023

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

2 interventi
Intervento n. 50
Pagina 11
Punto 2

Verifica quantità e qualità di aree e fabbricati da destinare

Assessore

Leggi intervento

Grazie Presidente, buonasera a tutti. Con questa delibera di fatto, che è una delibera tecnica, che siamo chiamati a portare in Consiglio tutti gli anni prima dell'approvazione del bilancio, secondo appunto il disposto del Decreto Legislativo 267/2000, si chiede appunto che le Amministrazioni Comunali effettuino questa ricognizione per valutare la disponibilità e l'eventuale quantificazione di aree da accedere nei piani di insediamenti produttivi e nei piani di edilizia economica popolare.

Anche quest'anno, come gli anni precedenti, il Comune non ha aree, quindi fabbricati o immobili, da cedere in questi due contesti, e quindi di fatto la ricognizione porta a dire che non vi sono aree, e quindi non è possibile quantificarle. Grazie.

Intervento n. 78
Pagine 14–15
Punto 3

Approvazione undicesima variante parziale al piano degli

Assessore

Leggi intervento

Grazie Presidente. Siamo giunti quindi alla fase terminale di un processo pianificatorio urbanistico. In questo caso trattasi della variante in adeguamento alla Legge Regionale sul commercio, la Legge 50 datata 2012.

Vale la pena ricordare che il Comune di Rovigo già nel 2016 aveva dato avvio a questo procedimento, senza però poi arrivare con un atto da adottare in Consiglio. Di quel che è stato fatto, è stato recuperato tutto; è stato rivisitato in termini anche di aggiornamento, perché la legge prevede, ricordo, di andare a fare un'analisi di quelle che sono le aree da classificare come degradate sotto il profilo socio economico, urbanistico ed edilizio.

Stiamo parlando chiaramente di strutture commerciali riferite alle medie strutture di vendita, quindi con superficie commerciale dai 250 ai 1.500 metri quadri.

Oltre a questo la stessa legge regionale richiede ai Comuni di andare a fare una perimetrazione aggiornata di quello che, ai sensi del Codice della Strada, è classificato come centro urbano perché, a seconda dell'esistenza all'interno o all'esterno del centro urbano, la stessa legge poi prevede che venga fatta anche un'analisi di quella che è la dotazione minima di parcheggi da ricavare per servire appunto queste strutture di vendita.

Tra gli elaborati della variante, che ricordo che è passata in adozione in Consiglio Comunale lo scorso 22 giugno con delibera di Consiglio Comunale n. 40, fase che ha aperto alla fase di osservazioni. con cui appunto si apre la partecipazione da parte degli stakeholders, che non sono pervenute. Quindi di fatto non abbiamo avuto rilevanze in merito, e quindi questa variante di fatto va a confermare la situazione che il Consiglio ha adottato con questa delibera.

Ricordo, e poi con il permesso del Presidente del Consiglio, lascerei la parola ai tecnici qui presenti che hanno fatto l'istruttoria tecnica per appunto andare a individuare rispetto alle 20 manifestazioni di interesse pervenute sulle aree degradate, ricordo essere sia quelle pervenute quando la manifestazione interesse è stata originariamente aperta dalla precedente Amministrazione, più le 8 che sono pervenute con la seconda apertura della manifestazione di interesse.

Quindi sono state considerate e passate al vaglio dell'istruttoria tecnica tutte le 20 manifestazioni pervenute. Come sintesi hanno portato all'individuazione di sei aree degradate che poi appunto, lasciando la parola agli uffici tecnici, possono fare sintesi dell'istruttoria e del risultato di questa istruttoria. La variante ha fatto questo lavoro in più, lo ricordo, non era richiesta dalla legge in maniera così dettagliata.

Però noi, partendo da un'analisi che era dovuta di ricognizione dello stato dell'arte di tutte le strutture di vendita sul territorio, abbiamo fatto un'analisi volta anche a quantificare gli esercizi di vicinato, ancorché non oggetto di questa variante, fino alle medie e alle grandi strutture di vendita, distinguendo per ogni struttura la superficie food e no food, e andando poi a fare un ragionamento rispetto all'opportunità, secondo l'indirizzo politico dato, di favorire l’insediamento di strutture in luoghi già esistenti, quindi non andare a realizzarne di nuove, proprio per andare incontro anche all'esigenza di non fare ulteriore consumo di suolo.

Quindi sotto il profilo della dotazione minima di standard a parcheggio, la via preferenziale è stata quella di favorire l'insediamento di strutture in luoghi già esistenti, magari con destinazione d'uso diversa da quella commerciale, andando a penalizzare invece le situazioni, ovviamente sempre dentro le norme di legge, quelle che invece vanno a costituirsi ex novo.

Quindi recupero dei vuoti urbani in primis e, solo come ultima scelta, la possibilità di valutare, da parte appunto dell’Amministrazione, nuove strutture di vendita che appunto non recuperino i vuoti urbani. Credo di aver detto tutto. In Commissione la proposta di delibera è passata con 7 voti favorevoli e un’astensione.

Grazie.

22 giugno 2023

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

7 interventi
Intervento n. 81
Pagina 17
Punto 3

Approvazione della decima variante parziale al piano degli interventi

Assessore

Leggi intervento

Grazie Presidente, buonasera Consiglieri. Questa è la seconda variante, anche se in questo caso parliamo di variante al piano degli interventi che arriva in Consiglio Comunale in questa legislatura. Con questa approvazione di fatto si chiude quindi l'iter procedimentale di questa variante che, ricordo, è una variante puntuale, che aveva ad oggetto alcuni interventi in area Città Giardino.

In questa variante era stati messi insieme tutta una serie di interventi, di manifestazioni, che si erano evidenziate all’Amministrazione e che quindi con questo procedimento urbanistico siamo andate a normare e a definire.

Ricordo che in questa variante ricadeva la rimozione del vincolo sul depuratore dismesso su Viale Porta Adige e l'introduzione di un'unica fascia di tutela per i residenti nelle immediate adiacenze per quanto riguarda l'unico elemento del depuratore che rimane ancora attivo, che è un impianto di sollevamento e di sfioro delle acque meteoriche.

In questa variante ricade anche la normalizzazione sotto il profilo urbanistico di un'area verde, che da pubblica è diventata privata a seguito della sua alienazione, e in particolar modo in questa variante viene acquisito quindi a pieno titolo all'interno del piano degli interventi il piano di lottizzazione Città Giardino che, proprio motivato dai diretti interessati proprietari delle aree che insistono in quest'area, richiedeva una necessaria rivisitazione delle norme per riuscire a dare attuazione al completamento sotto il profilo residenziale di quest'area che, da un punto di vista delle opere di urbanizzazione, è di fatto completa, ma per riuscire a realizzare gli ultimi interventi edilizi che erano già previsti da questo piano di lottizzazione, si rendeva necessario valutare la proposta di accoglimento di alcune richieste pervenute appunto dai proprietari, di poter rivedere le norme e favorire quindi una nuova lottizzazione; non una nuova lottizzazione ma una lottizzazione che potesse essere attuata con un nuovo apparato normativo.

La variante è stata adottata in Consiglio Comunale. Questo ha aperto all’accoglimento delle osservazioni. Ne sono pervenute tre, che sono state poi vagliate tecnicamente dagli uffici e ricordo, visto che è la seconda variante che viene in approvazione in Consiglio, che la procedura prevede che si proceda con la deliberazione di ogni singola osservazione e poi della variante generale, che quindi fa proprie le osservazioni che vengono accolte in Consiglio.

Quindi io, prima di lasciare la parola per l’illustrazione di queste osservazioni che sono di natura prettamente tecnica, abbiamo qui l’Ingegner Scalabrin e il Dottor Zago dell’ufficio urbanistica, faccio presente che in 3^ Commissione la proposta è passata con 6 voti favorevoli e 1 astenuto. A questo punto lascerei appunto la parola per l'illustrazione delle singole osservazioni che saranno oggetto di deliberazione da parte del Consiglio.

Intervento n. 171
Pagine 28–29
Punto 4

Adozione undicesima variante parziale al piano degli interventi

Assessore

Leggi intervento

Grazie Presidente. Arriviamo in Consiglio quindi con l'adozione della variante cosiddetta commercio, che recepisce quanto dettato dalla normativa regionale, la legge 50/2012.

Ricordo che per quanto riguarda questa variante, già nel 2016 la precedente Amministrazione aveva dato incarico esterno per avviare appunto il procedimento; procedimento che non è arrivato in Consiglio: si è fermato con un'adozione di Giunta di una delibera, con la quale veniva fatta una ricognizione della perimetrazione del centro urbano ai sensi della legge 50, e una identificazione di quelle che erano da classificarsi come aree degradate, sempre ai sensi della legge 50, degradate preciso sotto il profilo socio economico, edilizio ed urbanistico.

Con questa delibera erano state individuate otto aree degradate. Con questa Amministrazione, in data novembre 2021 è stato illustrato il documento del Sindaco, nel senso che si è voluto ripartire con il procedimento, però considerando il lavoro svolto dalla precedente Amministrazione; tra l'altro si è data anche continuità di incarico allo studio che era già stato incaricato e che quindi una parte di analisi l'aveva realizzata.

Sostanzialmente va ribadito che questa variante ha ad oggetto le medie strutture di vendita, quelle che si collocano in un range dimensionale tra i 251 metri quadri e i 2.500. Per quanto riguarda il centro urbano è stata fatta una ricognizione che ha portato ad una perimetrazione corretta del centro urbano ai sensi della legge 50.

Inoltre è stata riaperta una manifestazione di interesse per aree candidabili ad essere classificate degradate, ma si è tenuto conto di tutte le manifestazioni di interesse pervenute già con quanto era stato pubblicato dalla precedente Amministrazione, quindi per un totale di 20 manifestazioni di interesse che sono state istruite tecnicamente e delle quali, con una delibera di Giunta, ne sono state invece poi individuate sei.

L’individuazione di queste aree degradate ai sensi della legge 50, così come la perimetrazione, quindi l'ubicazione del centro urbano, è propedeutico a dare attuazione a quello che è un approccio sequenziale che ha voluto la Regione, ovvero favorire l'insediamento di attività commerciali, dapprima nei centri storici, a seguire nelle aree degradate che si trovano all'interno di questa perimetrazione di centro urbano, poi nelle aree degradate che si trovassero fuori dal centro urbano e infine, quindi come ultima soluzione, consentire la realizzazione di nuove aree commerciali.

Questo nella logica anche appunto di recuperare vuoti urbani. Quello che abbiamo fatto con questa variante è stato di fare un approfondimento sotto il profilo della ricognizione degli esercizi commerciali esistenti in città; un lavoro analitico che ha portato via un po’ di tempo, ma che ci ha consentito di avere dei parametri di valutazione utile a fare poi delle scelte politiche all'interno di questa variante.

Nel primo trimestre 2022 sono stati registrati in città 800 esercizi di vicinato, distribuiti in maniera differente ovviamente tra i vari quartieri e frazioni, 100 strutture medie di vendita e 2 grandi strutture.

Questo è il dimensionamento commerciale che ci ha fatto aprire ad un ragionamento in riferimento anche ad una specifica di parametri che non sono necessariamente voluti dalla legge, che stabilisce quali devono essere gli standard a parcheggio minimi per le strutture di vendita commerciali, ma ci ha messo nella condizione di fare un ragionamento che andasse in favore dell'implementazione degli esercizi di vicinato, soprattutto anche nei territori delle frazioni, quindi non andare a penalizzare con la necessità di dover recuperare questi standard nei territori delle frazioni o comunque quelle che poi sono anche più scoperte da questo tipo di struttura commerciale; di andare poi a definire sempre questi parametri in una tabella che fa parte proprio delle norma e che poi eventualmente chiedo al Presidente del Consiglio di dare parola ai tecnici per fare un'illustrazione breve tecnica, a seconda della localizzazione della struttura di vendita e della tipologia di vendita.

Quindi con questa variante sostanzialmente abbiamo anche preso esempio dal caso recente di marzo, con cui abbiamo approvato qui in Consiglio la delibera che favorisce il recupero di aree già come destinazione commerciale in centro storico, senza appunto obbligare ad andare in convenzione con il Comune per la definizione degli standard a parcheggio; cosa che è stata recepita anche all'interno di questa variante come un richiamo alla delibera, e che poi invece ha dato un'espressione in tutte le casistiche di potenziali strutture commerciali anche appunto nei casi di ridestinazione d'uso a commerciale di precedenti destinazioni d'uso di luoghi da recuperare, di immobili da recuperare.

Presidente, io ho finito con l'illustrazione. Le lascio la parola, grazie.

Intervento n. 179
Pagine 30–31
Punto 4

Adozione undicesima variante parziale al piano degli interventi

Assessore

Leggi intervento

Grazie Consigliere. Se è sufficiente una breve proprio elencazione, perché altrimenti sulle motivazioni anche tecniche possiamo poi dilungarci un attimo. Ogni area è corredata da una scheda che è allegata ovviamente alla documentazione della variante.

La prima area di cui appunto abbiamo poi estratti sia del PAT, che del piano degli interventi vigente, che di ortofoto CT, della carta tecnica, fa riferimento ad un'area inserita lungo la statale, di fatto un’area interclusa nella zona Fattoria, del centro commerciale La Fattoria, quindi lungo la Statale 16, e per una superficie territoriale di circa 6.595 metri quadri. Questa era già stata individuata anche precedentemente, dalla Giunta precedente, quindi è stata confermata.

Per quanto riguarda la seconda scheda e quindi la seconda area siamo in tra Via Chiarugi e Via Manfredini, qui abbiamo una superficie territoriale più significativa, siamo sulla zona retro quindi della ferrovia, e abbiamo una superficie poco più grande di 40.000 metri quadri, quindi quattro ettari. La terza scheda fa riferimento ad un'altra area che si trova in Vicolo Goldoni, ed è un'area che ha una superficie poco inferiore ai 7.500 metri quadri.

La quarta area classificata nella scheda è un'area, quella di Viale Porta Po, stiamo parlando di una superficie in questo caso di poco più di 5.500 metri quadri. A seguire abbiamo l'ex sito dell'ENEL, per una superficie di 6.000 metri quadri, quindi lungo Viale Porta Adige. La sesta area è in Viale Porta Po anche questa per una superficie di 7.400 metri quadri.

Dopo nella ubicazione precisa rispetto appunto alla strada in cui si trovano, nella scheda è precisato ed evidenziato con conterminazione. Precisazione dovuta: rispetto alle manifestazioni pervenute, che dicevo un totale di 20, 12 dalla precedente manifestazione di interesse, più 8 pervenute con la riapertura della manifestazione di interesse, questa è la sintesi della valutazione su queste 20.

In futuro potranno essere ovviamente riviste e aggiunte anche nuove aree degradate con un'opportuna variante al piano degli interventi.

Intervento n. 188
Pagine 33–34
Punto 4

Adozione undicesima variante parziale al piano degli interventi

Assessore

Leggi intervento

Grazie Presidente. Sono assolutamente d'accordo sul fatto che l'urbanistica debba essere una macchina che si efficienta sempre più. Questo è indubbio.

Devo ricordare che la macchina era ferma quando abbiamo preso in mano questa Amministrazione e quindi, quando dico ferma, significa che abbiamo riavviato la macchina in parallelo con numerose varianti, tra cui ricordo che è in elaborazione, che sarà nel prossimo futuro oggetto di valutazione del Consiglio, della prima variante generale al piano degli interventi.

Poi va ricordato questo che è un aspetto fondamentale, che ha determinato lungaggini di tempi: rispetto alla precedente Amministrazione è intervenuta nel 2017 una legge regionale sul consumo di suolo, che ha obbligato, ha fermato, ha paralizzato l'azione urbanistica dei Comuni fino al suo adeguamento. Quindi l’Amministrazione Comunale non era nelle condizioni di poter avviare procedimenti urbanistici, se non dopo aver approvato in Consiglio l'adeguamento al consumo di suolo.

Questi sono elementi oggettivi, sono passati per il Consiglio. Detto questo, la volontà è quella ovviamente di investire quanto possibile nella struttura per riuscire a portare avanti con tempistiche certe per la città tutte le varie fasi che sono previste dalla legge urbanistica per chiudere i procedimenti urbanistici che hanno comunque dei tempi lunghi per legge e non per mancata appunto capacità di elaborazione da parte degli uffici.

Intervento n. 216
Pagina 37
Punto 5

Riconoscimento dell’interesse pubblico ed approvazione delle

Assessore

Leggi intervento

Grazie Presidente. Quella che adesso vi illustro è una delibera che porta per la prima volta, da quando è entrata in vigore la legge urbanistica del Veneto, la legge 11/2004, che in Comune di Rovigo arriva in Consiglio una delibera che propone degli accordi pubblico-privati. E’ un qualcosa previsto appunto dalla legge regionale.

Quello che viene attraverso il contenuto di un accordo pubblico approvato in Consiglio entra di diritto all'interno della variante che contempla quella casistica. In questa delibera ci sono due accordi che sono proposti all’Amministrazione, che la Giunta ha deciso di accogliere e che quindi propone al Consiglio; sono accordi che vedono da un lato una ditta che è Edilart Costruzioni, una ditta titolare di un PIRUEA, Angelo Custode, il n.

34 se non ricordo male, che prevedeva la realizzazione di un'opera pubblica di un parcheggio scambiatore per 100 posti.

Nel tempo l’Amministrazione ha valutato non essere più utile questo parcheggio in questa parte della città; la ditta ha proposto la monetizzazione di quest'opera, che ha già versato nel Comune per un importo di poco superiore ai 120.000 euro, e quindi si rende necessario, attraverso una variante urbanistica che passa per l'accoglimento di questo accordo pubblico privato in Consiglio, la risistemazione urbanistica della destinazione all'interno appunto del PIRUEA.

Preciso che quest'area, che inizialmente era prevista a parcheggio, diventerà di fatto verde privato. A fronte di questo l'applicazione di una delibera passata in Consiglio, che prevede appunto il calcolo del contributo straordinario dovuto all’Amministrazione in caso di cambiamento di destinazione d'uso, è stato calcolato un contributo straordinario di circa 7.000 euro, che è già stato anche questo versato, e quindi questo è il contenuto del primo accordo.

Il secondo accordo invece fa capo ad una ditta, la SIV Srl, per un intervento di urbanizzazione di lottizzazione per la realizzazione di quattro lotti in Via Concilio Vaticano II; con questo accordo di fatto viene anche, attraverso questo intervento, realizzato il completamento delle opere di urbanizzazione di un piano particolareggiato dell'area, che era carente sotto il profilo in particolare di parcheggi, e anche qui viene calcolato un contributo straordinario che ha un importo superiore che in parte viene riversato all’Amministrazione realizzando un'area verde attrezzata di circa 800 metri quadri che viene ceduta al Comune in Via Concilio Vaticano II, con una monetizzazione per la parte residuale sempre pari a circa 7.000 euro.

Va precisato che questo intervento, ma è oggetto poi della prossima delibera, lo anticipo già, comporta un consumo di suolo di 0,007 ettari. La cosa è stata possibile perché è prevista la possibilità di spostare l’area del consolidato in città, privando aree già consolidate e potendole spostare altrove; chiaramente questa cosa comporterà poi una registrazione di questa superficie di consumo di suolo. Grazie.

Intervento n. 287
Pagina 46
Punto 6

Adozione della tredicesima variante parziale al piano degli interventi

Assessore

Leggi intervento

Grazie Presidente. Con questa variante abbiamo di fatto raccolto tutta una serie di manifestazioni di interesse o comunque di richieste da parte dei privati di poter creare le condizioni per investire in città.

Abbiamo scelto, ricordo, la strada della variante puntuale in quanto più rapida nel concludere l'iter procedimentale rispetto alla variante generale al piano degli interventi e, oltre quindi a contemplare i due accordi pubblico privato che abbiamo già illustrato e votato precedentemente, con questa variante si va a regolamentare nelle norme il potenziale insediamento di strutture dedicate a case funerarie, a sale del commiato di iniziativa privata.

Se ricordate, con delibera 16 del 28 marzo 2023, abbiamo approvato una modifica al vigente Regolamento di Polizia mortuaria, che demandava appunto all'urbanistica il compito di andare a definire nelle norme i criteri di ubicazione di queste strutture. Le norme prevedono quindi di poter localizzare queste strutture a 50 metri da siti sensibili, che sono stati definiti come strutture sanitarie nei cimiteri sostanzialmente.

Quindi con questa norma si dà indirizzo specifico di come poter ubicare sul territorio comunale le sale di commiato a iniziativa privata e case funerarie. Inoltre con questa variante andiamo anche a fare il punto su tutta le varianti verdi, che sono quelle situazioni in cui un privato non ritiene più opportuno fare un investimento di natura edilizia e quindi chiede che una destinazione da fabbricabile diventi appunto area verde, in questo caso genericamente o pubblico, o area agricola.

E quindi con questa variante, ai sensi di una legge del 2015, si va a normare qual è la destinazione di queste aree che appunto, attraverso le varianti verdi, tornano ad essere nell'indisponibilità edilizia. Ricordo che per quanto riguarda le varianti verdi il Comune ogni anno a gennaio espone un avviso per manifestare interesse da parte dei privati appunto di voler far accogliere dall’Amministrazione queste richieste, che poi appunto devono essere tradotte all'interno di una variante urbanistica.

In questo caso una variante puntuale, ma una variante del piano degli interventi. Anche questa delibera in 3^ Commissione è passata con il voto favorevole di 6 Commissari e di 1 astenuto.

Intervento n. 324
Pagina 51
Punto 7

Approvazione della variante urbanistica semplificata n. 2 al PAT

Assessore

Leggi intervento

Grazie Presidente. A seguito dell'adozione di questa variante semplificata al PAT, prevista appunto dalla Legge Urbanistica del Veneto che abbiamo portato in Consiglio il 28 marzo di quest'anno, si è aperta la fase delle osservazioni; non ne sono pervenute e quindi di fatto la situazione della variante va in chiusura nella stessa misura con cui è arrivata in Consiglio in adozione.

Ricordo che a seguito di alcune presentazioni di manifestazioni di interesse sulla variante generale al piano degli interventi era emerso che nel PAT vi fossero delle discrasie sotto il profilo sia normativo che cartografico, che ha quindi comportato una rivisitazione di alcune aree come perimetrazione nelle tavole 4 e 5 del PAT; in particolar modo alcune di queste collegate ad una norma che individuava sul territorio comunale delle aree servizio come F essere già parte del patrimonio comunale ma che di fatto non lo erano tutte.

Quindi nelle norme di fatto queste aree diventano aree a servizi già parte del patrimonio comunale o pubblico, perché tra queste appunto vi erano anche aree di altri soggetti, altri Enti Pubblici, ma non comunali, e quindi questo non consentiva di poter realizzare determinati interventi. Alcune di queste aree addirittura erano private, quindi di fatto si è andati a regolamentare questa situazione, che non ha ottenuto alcuna osservazione.

Quindi si propone di chiudere questo iter che è propedeutico poi a portare in Consiglio nei prossimi mesi la variante generale al piano degli interventi. Grazie.

18 aprile 2023

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

3 interventi
Intervento n. 37
Pagina 10
Punto 1

Interrogazioni ed interpellanze

Assessore

Leggi intervento

Grazie Presidente e grazie anche al Consigliere Azzalin che mi permette di dare un po’ di chiarezza. Effettivamente nemmeno io, pur avendoli richiesti con frequenza a cadenza settimanale, ne è al corrente anche il Segretario, non ho ancora ricevuto questi dati dal Dirigente. Ahimè, è l'unico che può fornirmeli.

Io non posso ovviamente entrare dentro gli archivi database del settore per poter recuperare informazioni che sono utili.

Quello che personalmente mi è riuscito possibile fare è stato avviare un'interlocuzione con gli ordini professionali, con tutte le Associazioni di categoria, con i quali abbiamo già fatto un paio di incontri per quanto riguarda la gestione interna dell'istruttoria delle varie pratiche, quindi un confronto che vuole anche andare a chiarire poi nello specifico sotto il profilo tecnico quali sono le problematiche delle istanze che vengono presentate, che richiedono tutte queste integrazioni, che quindi allungano notevolmente i tempi perché impegnano i Funzionari sulla stessa pratica più volte.

Su questa cosa noi ci siamo attivati da subito. Rimane però che io ad oggi non ho ancora ricevuto dal Dirigente alcun dato, malgrado io li continui a richiedere.

Intervento n. 43
Pagine 11–12
Punto 1

Interrogazioni ed interpellanze

Assessore

Leggi intervento

Chiaramente tutto quello che è nelle mie possibilità, e anche insistere nel pretendere quello che è dovuto prima ancora che arrivi in Consiglio anche la sottoscritta, perché la sottoscritta deve poi in qualche modo rapportarsi con questo Dirigente che coordina le attività del settore. Ci sono ruoli ben distinti tra Assessore e Dirigente, lo sappiamo bene, l'abbiamo già discusso anche in passato.

Torno a ripetere: io più che continuare a richiedere di avere i dati, le motivazioni e tutto quello che può mettere un’Amministrazione nelle condizioni di poter cambiare rotta, lo sto dicendo: di fronte a questa cosa qui sono di fatto bloccata. Io stessa i dati li necessito per riuscire a capire quali nodi si possono sciogliere, perché non è sufficiente dire “Ci vuole più personale”.

E’ chiaro che l'efficienza di un procedimento deve essere individuata in tutte le misure che compete un Dirigente mettere in atto proprio per non bloccare. Sulla questione urbanistica ci stiamo assolutamente dedicando a tempo pieno, proprio per non bloccare alcune potenzialità di sviluppo e di mantenere e di continuare ad attrarre in città potenziali investimenti.

Sulla questione urbanistica è tutta un'altra questione, nel senso che comunque i procedimenti di formazione dei piani urbanistici, lo sa bene anche lei, Architetto, richiedono dei tempi molto più lunghi di quelli di un'istruttoria e di una pratica, e questa città è stata di fatto ingessata fino a quando non ci siamo insediati, dove abbiamo dovuto trovare risorse, metterle sul settore specifico, avviare finalmente quei processi di variante urbanistica che da anni la città richiedeva, e con quest'anno arriveremo a compimento di tutte le varie procedure.

Sulla questione edilizia rimane questo problema. Io mi sono sentita anche rispondere dal Dirigente che, per estrarre questi dati, ha dovuto fermare l’attività di due persone dell’ufficio per estrarre dei dati che però, ad oggi, ripeto, malgrado questa dichiarazione io ancora non ho, e questa cosa è stata notificata al Segretario Generale.

Intervento n. 51
Pagina 13
Punto 1

Interrogazioni ed interpellanze

Assessore

Leggi intervento

Vorrei solo precisare - riferiremo poi anche al Consigliere Aretusini - che io non ho mai messo in dubbio il lavoro dei dipendenti e non ho mai puntato il dito contro la struttura. La struttura è una struttura che ha un datore di lavoro che si chiama Dirigente, che ha la responsabilità di organizzare. Quindi il mio riferimento, il mio interlocutore come Assessore è sempre il Dirigente.

28 marzo 2023

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

8 interventi
Intervento n. 126
Pagina 24
Punto 4

Modifica al vigente Regolamento di Polizia Mortuaria, approvato

Assessore

Leggi intervento

Grazie e buonasera a tutti. La delibera che sottopongo al Consiglio è stata redatta in osservanza, in recepimento di una Legge Regionale del 2010, la n. 18, recante norme in materia funeraria.

L’occasione di proporre questa modifica all'attuale Regolamento è emersa in quanto, in fase di redazione di una variante urbanistica, sono state presentate un paio di manifestazioni di interesse per la realizzazione di case funerarie, che non erano trattate nell'attuale Regolamento.

Quindi con l'occasione si è deciso di andare a normalizzare la situazione di recepimento di quanto previsto da alcuni articoli della Legge Regionale 18/2010 che, all'articolo 3, tra l'altro tra i compiti del Comune prevede anche di stabilire all'interno del Regolamento l'ubicazione e le condizioni di esercizio e di utilizzo, tra le altre, anche delle sale del commiato.

Quindi con questa modifica andiamo a sanare un paio di prescrizioni della Legge Regionale, che sono poi tradotte in questi due articoli che vengono aggiunti all'attuale Regolamento: il primo l'articolo 16-bis, sala del commiato, che va a disporre che la sala del commiato comunale, perché il Regolamento può definire dove poter realizzare la sala, quindi l'ubicazione della sala del commiato comunale, e che questo articolo prevede che sia istituita presso o in prossimità del cimitero del capoluogo, nel rispetto appunto delle disposizioni di cui alla Legge Regionale.

Questo per poter definire la precisa ubicazione in fase di realizzazione all'interno di tutte le aree pertinenziali del cimitero comunale. Inoltre viene appunto anche definito nell'articolo 16-ter, che si aggiunge a quello precedente, la definizione di quelli che sono i criteri di ubicazione delle case funerarie, demandando questa volta alla normativa urbanistica la precisazione di come attuare questi criteri perché la Legge Regionale prevede una distanza minima di 50 metri da alcuni siti sensibili.

In sede di redazione dello strumento urbanistico saranno, oltre che definiti quali sono i siti sensibili, quali sono le fasce di rispetto dei 50 metri che tutelano questi siti al di fuori dei quali invece possono trovare ubicazione regolamentare le case funerarie. Questo è l'oggetto della delibera. E’ passata in 4^ Commissione con 6 voti favorevoli e 1 astenuto.

Intervento n. 313
Pagine 56–57
Punto 7

Approvazione convenzione per la costituzione ed il funzionamento

Assessore

Leggi intervento

Grazie Presidente. Con questa delibera proponiamo l'approvazione di uno schema di convenzione standard per tutta la Regione del Veneto che formalizza, attraverso la sua sottoscrizione da parte dei Sindaci coinvolti, in questo caso sono 13, la costituzione della cosiddetta Autorità Urbana di Rovigo che gestirà, con il coordinamento in capo al capofila Comune di Rovigo, l'area urbana AURO.

I Comuni coinvolti, oltre al Comune capofila, sono Adria, Arquà Polesine, Badia Polesine, Bosaro, Ceregnano, Costa di Rovigo, Lendinara, Lusia, Pontecchio Polesine, San Martino di Venezze, Villadose e Villanova del Ghebbo. Ricordo che questo è un passaggio che segue la presentazione della candidatura di questa Autorità di quest'area urbana con un atto sottoscritto dal Comune e presentato alla Regione in data 1° aprile 2022, in risposta alla manifestazione di interesse deliberata dalla Regione con n.

1832 del 23.12.2021. Con DGR 1469 del 18 novembre 2022, la Regione ha ripartito i fondi del programma europeo fra le 11 aree urbane che sono state ammesse alla manifestazione di interesse, e ricordo che per AURO sono stati stanziati 10.984.421,27 euro, ripartiti in alcune linee di azioni.

In questi mesi il Comune di Rovigo, in qualità di capofila, ha ovviamente coordinato il tavolo di lavoro di tutti i 13 Comuni, addivenendo ad una proposta di strategia, con interventi da presentare entro - la scadenza è stata posticipata proprio in questi giorni dalla Regione - al 24 aprile prossimo, per appunto riuscire a ottenere una ripartizione di questi circa 11 milioni nelle varie linee di azione.

Per il Comune di Rovigo gli interventi che sono stati vagliati anche sul profilo tecnico, requisiti di ammissibilità e di sostenibilità, sono: per quanto riguarda la mobilità ciclabile, entrare nel progetto di rete di collegamento alla destra Adige dei Comuni che insistono appunto su questa progettualità, in particolar modo per il Comune di Rovigo creando un collegamento tra Granzette e la destra Adige.

Sono stati poi proposti tre investimenti per quanto riguarda la realizzazione di infrastrutture verdi: una che va ad ampliare e completare il progetto di recupero del Parco Langer, che sapete bene già anche con fondi dell’Amministrazione Comunale e della Fondazione stiamo portando a casa; un progetto di riqualificazione paesaggistica ambientale, che mette insieme più piazze del territorio comunale, a partire da Piazza Umberto Merlin, ma connessa in un progetto di riqualificazione a rete con piazze pubbliche presenti nelle frazioni, e quindi si tratta sostanzialmente di andare a rinverdire queste piazze; e un progetto di recupero dell'ex depuratore comunale su Viale Porta Po.

Questo come ripristino ambientale.

Inoltre un progetto importante sulla rigenerazione urbana e culturale per il quale è stata proposta la riqualificazione del parco monumentale della città medievale, quindi con un intervento di recupero e riqualificazione dei giardini e delle due torri, delle segrete, ma anche di Porta San Bortolo, Porta Sant'Agostino e Torre Peghin; ovviamente andando a realizzare tutta una serie di servizi di maggiore fruizione di questi spazi per scopi appunto culturali e ricreativi per la città.

Quindi con questa delibera, che è passata in 4^ Commissione con il voto favorevole di 6 componenti e 2 astenuti, chiediamo appunto di votare favorevolmente la sottoscrizione di questa convenzione da parte del Sindaco. Grazie.

Intervento n. 320
Pagine 59–60
Punto 7

Approvazione convenzione per la costituzione ed il funzionamento

Assessore

Leggi intervento

Grazie. Anche perché mi date modo di dare un chiarimento dovuto.

Sì è vero, noi abbiamo risposto alla manifestazione di interesse a scatola cieca, nel senso che per un anno abbiamo lavorato per riportare il Comune di Rovigo su un tavolo credibile di questo tipo di programmazione perché, va detto, le Autorità urbane non sono una novità di questa programmazione, ma la Regione Veneto le aveva già finanziate con la precedente programmazione, dove il Comune di Rovigo non si era manifestato interessato ad aderire a questo tipo di iniziativa.

Va anche detto che purtroppo non è stata una mancata volontà politica di condivisione, ma la Regione ha emanato le linee guida operative che hanno messo i Comuni nella condizione di capire quali interventi sarebbero stati ammessi, con quali criteri tipo appunto almeno uno studio di fattibilità con un quadro economico, dieci giorni fa.

Quindi in dieci 0 giorni abbiamo dovuto di fatto fare le corse per mettere insieme 13 Comuni, capire se c'erano dei progetti pronti, soprattutto ripartirli all'interno delle linee di finanziamento che la Regione ha deciso e che ha quindi indirizzato in maniera specifica su alcune linee di intervento, che rispondono agli obiettivi specifici della programmazione europea.

Il tavolo a cui faceva riferimento il Consigliere Rizzato, che ha messo attorno ad un contesto unico tutti i portatori di interesse del territorio, tra cui anche la Provincia ma non solo, è stato un invito che ha anticipato una successiva richiesta formale di aderire ad un tavolo permanente di consultazione, perché appunto non c'erano le condizioni precedentemente, a livello proprio di tempo, di costruire un percorso di condivisione attorno a queste progettualità.

Ma va detto che in questo periodo sono emerse progettualità per 30 milioni di euro solo per i 13 Comuni, che non trovano spazio qui dentro per le varie motivazioni che ho descritto prima, prevalentemente legate alle linee guida emanate dalla Regione dieci giorni fa.

Quindi di fatto all'interno di questo tavolo l'idea è quella proprio di mantenere una Consulta permanente su quelli che possono essere idee, progetti e opportunità da sviluppare insieme in un'ottica di area vasta, e di poter cogliere anche altre opportunità di finanziamento che possano andare a completare queste necessità progettuali che nascono dal basso, e che finalmente in un tavolo di area vasta vengono messe a fattor comune.

Quindi di fatto è un percorso che parte purtroppo con i tempi stretti dell’emanazione di queste linee guida della Regione, ma che apre ovviamente ad uno scenario di condivisione continua in avanti. Grazie.

Intervento n. 369
Pagina 65
Punto 8

Adozione della variante urbanistica semplificata n. 2 al PAT, ex art

Assessore

Leggi intervento

In fase di redazione della variante generale del piano degli interventi, che ha accolto delle manifestazioni di interessi privati di poter attuare degli interventi in città, nel verificare una verifica di coerenza con gli strumenti urbanistici vigenti di queste manifestazioni di interventi, ci si è resi conto che ci sono delle incoerenze con il PAT, o meglio non determinate dal tipo di richiesta del privato......

Intervento n. 371
Pagine 65–66
Punto 8

Adozione della variante urbanistica semplificata n. 2 al PAT, ex art

Assessore

Leggi intervento

Dicevo appunto che sono stati riscontrati degli errori di natura cartografica e anche delle necessità di sistemazione di alcune norme del PAT che era stato approvato e quindi è vigente dal 2012, che adesso vi vado ad illustrare.

Anzitutto stiamo facendo riferimento ai contenuti di due elaborati cartografici, la tavola 4 e la tavola 5, che di fatto poi trovano corrispondenza anche nelle norme tecniche di piano, e che per quanto riguarda le zone con destinazione F a servizi, in cui appunto l’Amministrazione, sulla base del dimensionamento del PAT, che sappiamo essere sovradimensionato, andava a strategicamente a individuare delle aree di sviluppo di progettualità pubbliche.

In particolar modo nella tavola 4 del PAT vengono individuate quelle che sono normate all'articolo E-20 aree destinate ad attrezzature di maggiore rilevanza di proprietà comunale. In realtà ci si è proprio resi conto che la mappatura andava a individuare queste aree anche in proprietà private. Quindi si è reso necessario fare questo adeguamento cartografico per consentire ai privati di poter esercitare il proprio diritto sulla propria proprietà.

Su questo aspetto devo dire che sono state rilevate 15 correzioni da apportare, che sono poi nella relazione che è allegata alla delibera evidenziate una per una.

Altre 20 correzioni di natura cartografica sono state invece individuate nella tavola 5, che è la tavola che è stata introdotta con l'adeguamento al consumo di suolo, in quanto anche in questo caso, poiché la norma, per poter essere efficace su un titolo privatistico, deve far coincidere sui limiti di proprietà anche catastale determinati vincoli o non vincoli, chiaramente il PAT era stato disegnato su una cartografia vecchia, datata, per cui si è reso necessario fare un adeguamento cartografico e andare a correggere quindi sui reali perimetri delle proprietà gli ambiti di urbanizzazione consolidata, che sono quelli che non fanno consumo di suolo, tanto per dire.

Come dicevo, 20 correzioni cartografiche quindi sono state rilevate e si propone appunto di poterle normalizzare nella tavola 5, e va anche evidenziato che sotto il profilo normativo, quindi senza comunque andare a incidere sul dimensionamento del PAT e sulle scelte strategiche del PAT, si consente in quelle aree su cui il PAT prevede la realizzazione di programmi complessi, che sono aree vaste, in cui insistono proprietà di più proprietari, il PAT non prevedeva la possibilità di realizzare gli interventi per stralci, quindi per mettere nella condizione i private di potere intervenire a fronte di un progetto complesso e condiviso in maniera autonoma, quando appunto il singolo proprietario avesse la possibilità economica di intervenire.

Quindi noi in questa modifica andiamo quindi a consentire l'attuazione dei programmi con complessi per stralci funzionali ad un programma appunto condiviso. Si tratta di una variante semplificata, che è prevista dalla legge urbanistica 11, e che quindi prevede che sia come iter adottata e approvata direttamente dal Consiglio Comunale, senza passare per il vaglio della Regione o della Provincia.

Intervento n. 415
Pagine 70–71
Punto 9

Adozione della quattordicesima variante parziale al piano degli

Assessore

Leggi intervento

Grazie nuovamente.

Con questa delibera si porta in adozione, quindi sii chiede il voto per l'adozione favorevole di questa variante urbanistica che si rende necessaria per dare attuazione ad una progettualità che il Comune di Rovigo ha presentato portando a casa un finanziamento a copertura delle spese di progettazione da quella preliminare, passando per quella definitiva ed esecutiva, all'interno del Bando Italia City Branding 2020, che prevedeva proprio il finanziamento su 20 città pilota di interventi di recupero di aree di degrado e con potenziali problemi anche di riqualificazione, per rimettere in gioco spazi pubblici con nuove funzioni, in particolar modo funzioni che guardassero alla sfera culturale, artistica e ricreativa.

Nel caso del Comune di Rovigo, che ha presentato una proposta che richiedeva anche un naming per essere brandizzato a livello internazionale, perché l'obiettivo del progetto è quello di cercare di attrarre investimenti in città, non solo nazionali ma anche dall'estero, passa con il nome di Rovigo Open City, ed è una proposta che va a creare delle cerniere di ricucitura di spazi urbani in centro storico a partire da quella che era stata una prima esperienza di recupero di un vuoto urbano, quello più recente, l'ex Liceo Celio, ora Urban Digital Center Innovation Lab di Rovigo, considerando la progettualità a cui il Comune di Rovigo ha dato un proprio contributo nel recupero di Palazzo Bosi come progetto di ampliamento dell'Accademia dei Concordi in un’ottica di Open Smart Library, e quindi su questa scorta si è deciso di inserire questi quattro siti che dessero anche l'occasione di creare un nuovo percorso culturale in città, coinvolgendo quindi il sito dell'ex Caserma dei vigili del fuoco, l'ex sede della Polizia Locale, Piazza Annonaria e l'annesso ex forno comunale.

La progettazione, nel prevedere queste nuove funzioni, necessita di questa variante urbanistica per consentire alcuni interventi. Più specificamente nell'area dell'ex sede dei vigili del fuoco, che è un'area di circa 2.500 metri quadri, è prevista la demolizione e non ricostruzione, come attualmente da strumento urbanistico invece è previsto, di tutti i vecchi depositi che erano depositi dei mezzi dei vigili del fuoco.

Questo consente di ricavare in questo spazio, che appunto va ad aprire - Open City lo dice già come termine - un nuovo spazio in città di connessione urbana, che vede una maggiore superficie a verde pubblico di 360 metri quadri.

Mentre per quanto riguarda il comparto perché, essendo edificio adiacenti, vanno considerati quasi come un tutt’uno, ex sede Polizia Locale, Piazza Annonaria ed ex forno comunale, stiamo parlando di una superficie totale di circa 2.700 metri quadri; qui è previsto di poter intervenire recuperando i solai dell'ex forno comunale, che mette quindi il progetto nella condizione di recuperare circa 430 metri quadri di superficie per attrezzature collettive, che possono quindi ospitare le funzioni che citavo prima.

Pertanto questa variante, attraverso le schede urbanistiche 1 e 2 che sono allegate alla documentazione, e che saranno poi parte integrante della variante del centro storico, anch'essa in fase di redazione, consentirà questa tipologia di interventi.

Preciso che in 3^ Commissione la delibera è passata con 4 voti favorevoli e 1 astenuto, e che in sede di Commissione è stato rilevato che alla pagina 7 della relazione sono presenti un paio di refusi, che necessiteranno di intervento correttivo che andremo ad effettuare attraverso la presentazione di un'osservazione da parte dell'ufficio tecnico; refusi in termini di nomenclatura: è stato riportato erroneamente due volte ex sede dei Vigili del fuoco, senza differenziare tra ex sede Polizia Locale e Vigili del fuoco, e anche nella cartografia viene individuato nel palazzo del Municipio l'Accademia.

Quindi questi sono proprio due errori che andremo a sanare presentando questa osservazione tecnica post adozione. Grazie.

Intervento n. 423
Pagine 72–73
Punto 9

Adozione della quattordicesima variante parziale al piano degli

Assessore

Leggi intervento

Grazie. Molto brevemente. Tecnicamente un progetto definitivo esecutivo può essere messo in piedi con una conformità urbanistica, quindi non è possibile investire soldi in una progettazione senza avere una conformità urbanistica che consenta di progettare, sapendo che lì è possibile fare determinate azioni di intervento.

Per questo motivo siamo fermi ad un progetto preliminare. Questo tra l'altro, sotto il profilo dello sviluppo di una progettazione è un timesheet che è stato presentato al bando e che è stato quindi validato da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che poi ha finanziato la messa in essere del progetto e quindi le spese di progettazione. Per quanto riguarda invece la valutazione o meno di poter ricavare dei parcheggi, sono scelte chiaramente.

Sappiamo sì che, ma era stata anche presentata dalla Consigliera Gambardella un'ipotesi di ricavare appunto questi spazi a parcheggio proprio nel sito dell'ex Caserma dei Vigili del fuoco, la nostra scelta è stata quella di valorizzare un patrimonio archeologico, e non abbiamo ritenuto che ricavare parcheggi sotto quello che è il sito forse con maggiore testimonianza anche sotto un profilo turistico, monumentale della città, fosse la migliore destinazione da realizzare. Sono scelte.

Quindi abbiamo operato in questa direzione e in coerenza anche con una logica appunto di permeabilità più pedonale e ciclabile della città. E’ una variante puntuale, quindi entrerà a pieno diritto come altre varianti che abbiamo già portato qui in Consiglio nella variante generale da cui uscirà quel famoso disegno sistemico della città.

Essendo variante puntuale, quello che era richiesto era di individuare qual era all'interno dell'area di interesse che ha motivato la scelta di selezionare quei quattro siti, come appunto proporre potenziali percorsi di visitazione e di attraversamento del centro storico rispetto alla situazione attuale. Grazie.

Intervento n. 429
Pagina 73
Punto 9

Adozione della quattordicesima variante parziale al piano degli

Assessore

Leggi intervento

Il mio riferimento al sito dell'ex Caserma dei Vigili del fuoco era nel dar risposta sulla mancata idea di realizzare parcheggi in quel sito, non certo nel refuso che faceva riferimento all'ex sede della Polizia Locale, dove invece il percorso di attraversamento e di connettere Piazza Garibaldi con Piazza Annonaria è stato appunto uno degli indirizzi che sono stati proprio dati allo studio di progettazione, e quindi di ricavare uno spazio che fosse gradevole, aperto e che aprisse appunto a nuove opportunità, nel collegare a livello pedonale Piazza Garibaldi con Piazza Annonaria.

29 dicembre 2022

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

5 interventi
Intervento n. 639
Pagine 87–89
Punto 15

Occupazione di suolo pubblico ad uso plateatico

Assessore

Leggi intervento

Grazie Presidente, buonasera a tutti.

Questo è un atto che si è reso indispensabile approvare entro la fine di quest'anno a seguito di alcuni momenti che hanno visto il Ministro della Cultura impegnato nell'individuazione, ai sensi del Decreto Legislativo Codice dei beni culturali e del paesaggio del 2004, il Decreto Legislativo 42, di andare a individuare i beni e le aree di eccezionale valore storico o artistico su cui appunto andare a normare l’applicazione di Regolamenti che possono garantire il decoro di queste aree.

Quindi con un Decreto del Segretariato regionale per il Veneto Ministero della Cultura, il n. 58 dell’11 ottobre 2022, è stata effettuata la perimetrazione dell'area oggetto di interesse, che deve essere assoggettata quindi ad una regolamentazione in accordo tra Soprintendenza, Comuni e di fatto anche Regione, per riuscire a garantire un decoro uniforme all'interno della Regione.

In Regione del Veneto insistono due Soprintendenze; quella a cui facciamo capo noi è quella di Verona che ovviamente agisce, oltre che sul territorio del Comune di Rovigo, anche per Verona e Vicenza; e la Soprintendenza quindi si è data una prima bozza di accordo, che poi è stato oggetto di valutazione e di approfondimenti da ambo le parti, che però è diventata una definizione di accordo standard comune quindi al capoluogo di Rovigo, Verona e Vicenza, nel dare attuazione quindi a questa regolamentazione sui dehors, ovvero i plateatici.

Ricordo anche che in data 16 settembre 2022 la Soprintendenza ha mandato una nota scritta a tutti i Comuni capoluogo, ricordando che tutte le richieste di plateatico e dehors su aree considerate all'interno di questa perimetrazione, avrebbero dovuto ottenere un parere favorevole dalla Soprintendenza stessa per poter rilasciare il titolo di concessione su suolo pubblico.

Si è reso quindi opportuno, oltre che necessario, arrivare alla definizione di un accordo volto a semplificare il procedimento di rilascio di questa concessione.

Chiaramente questo accordo che oggi sarete chiamati a votare, va a sostituire le norme che sono regolamentate all'interno dell'attuale Regolamento; abbiamo inserito attraverso questa delibera una norma transitoria che consente quindi, a quanto previsto dall'accordo, di mantenere in essere anche le norme del nostro Regolamento per le restanti parti del territorio comunale che non sono incluse all'interno di questo perimetro che è stato appunto approvato con Decreto che dicevo prima.

L'accordo ha carattere sperimentale, della durata di 24 mesi, al termine del quale ovviamente sarà possibile fare le opportune valutazioni per migliorarlo. E’ un accordo che è già stato approvato anche da Verona e Vicenza. L’obiettivo finale è quello di arrivare a un accordo standard in tutta la Regione.

Nel frattempo le Soprintendenze, per ambiti di competenza specifica, hanno portato avanti un accordo di semplificazione specifico. Di fatto cosa si modifica con questo accordo rispetto all'attuale regolamentazione? Anzitutto si è cercato di addivenire a un consenso sull’ampliare la qualità e la specificità degli oggetti di arredo dei dehors, ovvero plateatici.

Abbiamo ottenuto di poter inserire tra questi ad esempio anche materiali plastici di buona fattura e qualità, che prima non erano contemplati, e questo chiaramente ci siamo fatti carico di una serie di istanze che i nostri esercenti ci avevano sottoposto come problematiche di investimento imprenditoriale che erano state fatte e che avrebbero voluto poter mantenere in essere come investimento. Su alcune cose però questo accordo non ha portato a casa il risultato auspicato.

Mi riferisco specificamente agli oggetti di arredo dei plateatici che sono costituiti dai paravento.

Su questo la Soprintendenza non ha voluto in alcun modo arrivare ad un accordo differente, se non quello di consentire di poter installare delle semplici balaustre dove necessarie ai fini della sicurezza stradale, ad esempio in corrispondenza di pedane, che quindi creando una leggera sopraelevazione rispetto al piano stradale comporta di poter in qualche modo mettere in evidenza che c'è un ostacolo presente in strada.

Abbiamo cercato di far capire che, ad esempio, introducendo e consentendo l'utilizzo di elementi riscaldanti come i funghi, che vediamo adesso nei plateatici, questi elementi avrebbero permesso anche di contenere una certa temperatura e quindi in qualche modo contrastare quella che è un’azione che non va certo incontro all'ottimizzazione dell'utilizzo dell'energia. Però su questo non sono assolutamente stati propensi a rivedere in alcun modo la loro proposta.

Quindi questo è l'aspetto un po’ più penalizzante; su molti altri fronti siamo riusciti invece ad ottenere ovviamente delle concessioni maggiori.

Ripeto, sulla qualità degli arredi, anche l'area del plateatico che sarà autorizzata, sarà contraddistinta nella sua perimetrazione da borchiature che riporteranno lo stemma del Comune e questo consentirà anche più facilmente di eseguire i controlli da parte della Polizia Locale, quando dovesse appunto senza metro e piantina potersi recare sui luoghi per andare a fare le dovute verifiche.

Per quanto riguarda le dimensioni, anche qui siamo riusciti a fare delle modifiche che vanno incontro soprattutto a quegli esercizi che hanno uno spazio al chiuso molto piccolo. Il vecchio Regolamento prevedeva di avere uno spazio esterno proporzionale alla dimensione interna del locale.

Qui invece siamo riusciti a superare questa cosa e di poter consentire un dimensionamento massimo di 150 metri quadri, chiaramente con tutte le dovute attenzioni al fatto del rispetto delle vicinanze, delle autorizzazioni e nullaosta che devono ottenere gli esercenti per potersi espandere.

Non sono autorizzabili ovviamente plateatici su quelli che sono beni vincolati, ovvero i liston delle due piazze principali, Piazza Vittorio Emanuele II e Piazza Garibaldi; non rientra fra queste quindi il liston di Piazza Merlin.

Questi sono tuttavia spazi che occasionalmente potranno essere occupati da plateatici, ma la regolamentazione di questi luoghi è demandata ad un apposito Regolamento di cui la Soprintendenza ha fornito copia recentemente e che è ancora oggetto di valutazione da parte degli uffici; è un Regolamento specifico sull’occupazione temporanea legata ad eventi di suolo pubblico.

Per quanto riguarda le pedane, anche qui siamo riusciti ad ottenere il consenso di poterle ammettere quando c'è la necessità di garantire una superficie piana, che quindi metta anche in sicurezza chi ci lavora, oltre a chi frequenta il locale. La durata delle concessioni, voi sapete che il Regolamento era stato approvato in Consiglio per una durata che da due anni era stata portata a quattro.

Con nota della Soprintendenza è stato poi rilevato al Comune che questa era una cosa illecita, perché l'accordo sottoscritto tra Comune e Soprintendenza a monte del Regolamento prevedeva una durata massima di due anni. Diciamo che qui siamo riusciti a portare la durata a 36 mesi rinnovabile e anche con procedure molto speditive e semplificate, qualora ciò che viene richiesto è un rinnovo di qualcosa già autorizzato e che quindi non va a modificare l'assetto del plateatico.

Non è più possibile però - cosa che prevede il nostro Regolamento - di allargare per fasce orarie, questa era una scelta demandata poi alla Giunta Comunale di definire in quali fasce orarie, in quali periodi poter allargare i plateatici, ad esempio era stato regolamentato che dopo le 18, con il nullaosta degli esercizi vicini, si potesse appunto dare maggior spazio.

Questo non perché non si voglia fare, ma perché di fatto non è una cosa da regolamentare attraverso questo accordo ma, come dicevo prima, sempre all'interno della regolamentazione per eventi, cioè l'allargamento sarà consentito solo nel caso in cui siano previsti eventi che lo consentano. Altre cose direi di no. In 3^ Commissione la delibera è stata votata favorevolmente da 6 presenti e un'astensione da parte di un Consigliere.

Io credo di avere illustrato tutto. L’efficacia di questo accordo sarà conseguente alla sottoscrizione da parte del Sindaco e del Soprintendente Tinè. Faccio una dovuta precisazione: ci siamo chiaramente preoccupati di capire come gestire la transizione.

Quindi è già pronta una comunicazione. Voi sapete che abbiamo qualche esercizio che è stato autorizzato diversi mesi fa, stiamo parlando ancora della primavera, con delle prescrizioni, chiedendo appunto che entro la fine dell'anno potessero mettersi a norma del Regolamento che attualmente è vigente.

Si è ritenuto opportuno, nel momento in cui abbiamo alcune autorizzazioni che, da norme transitorie di questo accordo e su parere favorevole della Soprintendenza, le attuali concessioni già rilasciate rimangono in essere fino a naturale scadenza. Chiaramente però queste concessioni fanno riferimento ad un Regolamento in cui anche gli arredi erano normati in maniera differente.

Ora, approvando questo accordo, introduciamo per alcuni aspetti delle maggiori libertà, per altri abbiamo visto alcuni compromessi non sono stati ammessi, però sui paraventi lasciatemi dire che non erano ammessi neanche nell'attuale Regolamento. Questo per dire che certe prescrizioni erano già contenute nelle attuali concessioni rilasciate.

Detto questo, si è pensato di fare una comunicazione agli esercizi interessati, di prendersi il tempo di comunicare entro metà gennaio alla Polizia Locale, che ha appunto rilasciato la concessione; se dopo opportune valutazioni, che sono scelte imprenditoriali, mantenere in essere le prescrizioni rispetto all'attuale Regolamento o se adeguarsi al nuovo.

Questo chiaramente perché potrebbe garantire loro di mantenere in essere un'autorizzazione, però con degli arredi che sono qui accettati e ammessi dal nuovo Regolamento, mentre non lo erano dal precedente.

Quindi sostanzialmente ogni esercente è messo nella condizione di poter decidere autonomamente se gli conviene stare dentro quanto regolamentato nel vigente Regolamento o nel nuovo schema di accordo, dando anche la scadenza di quattro mesi, cioè entro il mese di aprile, di adoperarsi per mettersi in regola rispetto alle prescrizioni dell'uno o dell'altro caso. Questo per completezza di informazione.

Intervento n. 645
Pagine 90–91
Punto 15

Occupazione di suolo pubblico ad uso plateatico

Assessore

Leggi intervento

Sul tema paravento, come detto, non c'è stato termine di mediazione in alcun modo. Abbiamo veramente presentato tutte le casistiche possibili per giustificare questo tipo di investimento. Non è neanche ammessa la deroga; l’abbiamo proposta anche in occasione dell'utilizzo di elementi riscaldanti, che avrebbero in qualche modo garantito di non disperdere il calore prodotto, ma su questo non c'è stato verso.

Devo dire che anche le Amministrazioni però di Vicenza e Verona non hanno posto problematiche al riguardo. L'hanno accettato di buon grado e, ahimè, questa cosa al momento passerà.

Non so se poi con i lavori, come dicevo, questo è un accordo che ha una valenza transitoria, cioè sperimentale di due anni; probabilmente quando questa cosa verrà anche allargata a competenza dell'altra Soprintendenza, magari emergerà e si potrà avere più forte, ma al momento non è previsto nessun tipo di deroga, e tutto ciò che va o fuori di quanto previsto da questo accordo, passa per il parere vincolante della Soprintendenza.

Su questo vorrei precisare che la Soprintendenza si è impegnata, anche se le norme di legge prevedono delle tempistiche di risposta di 90 giorni nel rilasciare i pareri, di impegnarsi a contenere i termini nei 30 giorni. Questo per favorire anche la procedura semplificata di rilascio poi delle concessioni. Però non c'è modo di far piacere alla Soprintendenza la presenza di questi elementi.

Per quanto riguarda la specifica puntuale invece della Consigliera Gambardella, chiaramente ogni autorizzazione e ogni concessione, questo è un accordo che va a regolamentare sotto il profilo del decoro, gli aspetti di sicurezza stradale sono demandati poi specificamente ad una trattazione da Codice della Strada, dove in quel caso lì siamo tutti a conoscenza della difficoltà, perché la ciclabile arriva in un punto che poi si ferma; è anche vero che lì non si è dentro la ZTL; è anche vero che in quel punto lì le biciclette che si trovano ad andare nel senso di uscita dal centro vanno in contromano, e quindi sotto il profilo del Codice della Strada sarebbero sanzionabili.

Chiaramente dal punto di vista della sicurezza stradale ci si deve - perché lo prevedono le norme ovviamente - ci si deve rifare non tanto a disposizioni nostre, cioè la nostra scelta potrebbe essere quella di prevedere o meno l'occupabilità, su quello senza dubbio, però diciamo che ci si rifà a quanto previsto dal Codice della Strada.

Comunque possiamo tranquillamente segnalare alla Polizia Locale di avere un'attenzione, di rivedere con attenzione quel caso specifico puntuale da lei segnalato, in modo da capire se effettivamente è possibile migliorare la questione.

L'occupabilità di due posti auto è stata mantenuta in essere, era già prevista dall'attuale Regolamento, quindi in termini di estensione quella è stata mantenuta perché chiaramente si priva di disponibilità di posti auto in centro storico qualora si rilascia una concessione di uso pubblico. Quindi è stato deciso di mantenere questo tipo di massima estensibilità all'interno delle strisce blu sostanzialmente.

Intervento n. 650
Pagina 92
Punto 15

Occupazione di suolo pubblico ad uso plateatico

Assessore

Leggi intervento

Rispondo ribadendo ancora una volta che questo è uno schema che guarda alla composizione degli arredi e quindi dell'estetica e del decoro dei plateatici; non tratta la questione della procedura di rilascio delle concessioni però sì, chi rilascia la concessione è la Polizia Locale, non è l'urbanistica. L’urbanistica deve semplicemente verificare che il progetto estetico di plateatico sia all'interno del Regolamento vigente e, quando sarà approvato questo schema di accordo, all'interno di questo schema di accordo.

E’ poi la Polizia Locale che fa le proprie verifiche, le proprie istruttorie, per verificare anche in termini di sicurezza stradale, la corrispondenza con l'applicazione delle norme del Codice della Strada. La concessione la rilascia la Polizia Locale. L’urbanistica in questo caso rilascia un parere di conformità a quanto previsto dal Regolamento sotto il profilo appunto della composizione del decoro.

Intervento n. 676
Pagine 95–96
Punto 16

Adozione della decima variante parziale al piano degli

Assessore

Leggi intervento

Grazie Presidente. Siamo arrivati al momento dell'adozione di questa variante che era stata con deliberazione di Consiglio Comunale n. 84 dell’1 dicembre 2021 presentata in Consiglio Comunale, illustrando appunto il documento del Sindaco.

Stiamo parlando di una variante puntuale, fa riferimento ad una porzione del territorio che è Città Giardino, all'interno del quale insistono 2-3 situazioni che, attraverso questa variante urbanistica, abbiamo messo a sistema.

In particolare al punto 1 di questa variante, ovviamente la dismissione dell'ex depuratore, che ha trovato poi nuova funzionalità nel nuovo depuratore di Sant'Apollinare, è stato effettuato un piano di bonifica; rimane in essere in esercizio attualmente solo un impianto di sollevamento acque, che impone quindi di togliere, urbanisticamente parlando, il vincolo che era invece determinato dall'esistenza dell’intero impianto in esercizio, e introducendo quindi una fascia di tutela di 50 metri; questo per tutelare ovviamente gli abitanti della zona da emissioni acustiche e odorigine.

Da questo punto di vista devo dire che nessuno dei lotti presenti nell’area subirà di fatto gli effetti di un vincolo di questa forma di tutela; in questa che era la fascia invece che generava il vincolo da depuratore, c'erano numerosi lotti che sono già contemplati all'interno del consolidato, quindi che non fanno consumo di suolo, ma che non potevano procedere alla presentazione di un progetto atto a rilasciare un permesso di costruire proprio per il vincolo ordinato dall'esistenza dell'ex depuratore.

Ora invece si può liberare questa possibilità di andare a completare quindi una lottizzazione. C'era molto interesse ovviamente dai privati proprietari dei lotti di poter finalmente realizzare il proprio progetto di casa. Sempre in questa zona, con la variante mettiamo a norma anche una destinazione d'uso riferita ad un'area verde, che era un'area verde pubblica, che è stata poi alienata ad un privato.

Fintanto che la destinazione non viene in maniera conforme sotto il profilo urbanistico destinata a verde privato, quest'area non può essere ceduta di fatto con un rogito da parte del proprietario e del costruttore ai privati che hanno acquistato queste proprietà immobiliari, e soprattutto a riconoscere il valore che hanno come verde privato, e quindi non più come verde pubblico.

Abbiamo infine colto l'occasione di questa variante per rimettere ordine all’apparato normativo di un piano particolareggiato che era quello di Città Giardino.

Dentro a questo piano particolareggiato che era stato pensato iniziativa privata, e che era stato inizialmente progettato pensando a dei volumi e a degli edifici che contenessero al piano terra una zona plateale con porticato, esercizi commerciali, negli anni questo tipo di progettualità e di previsione è venuta di fatto a mancare l'interesse di chi poi potesse acquistare queste proprietà immobiliari, e quindi è stata sottoposta all’Amministrazione la richiesta di poter consentire una rivisitazione delle norme per favorire la realizzazione di lotti più piccoli edificabili, per andare incontro alle esigenze di mercato.

Questa cosa non ha posto problemi di standard, che sono stati verificati e realizzati completamente.

Si è trattato quindi di andare a rivedere le norme per consentire, sulla base tra l'altro - questo lo preciso perché è stato un esercizio abbastanza utile, che come sperimentazione nella pratica urbanistica ha portato a buon esito - nella fase di concertazione che si è aperta dopo l'illustrazione del documento del Sindaco sono stati coinvolti tutti i progettisti e proprietari dei lotti edificabili per cercare di capire come poter meglio rispondere, attraverso appunto questa variante, alle esigenze di edificabilità dell'area per favorire ovviamente gli investimenti e il completamento anche di quest'area residenziale.

Quindi le norme sono state poi rielaborate appunto per andare anche in favore di questi investitori privati. Per quanto riguarda alcune procedure legate alla variante, non è necessaria la valutazione di compatibilità idraulica, così come non è necessaria la valutazione di incidenza ambientale; non fa consumo di suolo, l’ho già detto; è assoggettata ad una VAS semplificata. Una volta adottata questa variante, la procedura urbanistica prevede che vi siano otto giorni per la pubblicazione.

Si aprono due fasi in parallelo: la prima di raccolta di osservazioni che saranno poi valutate tecnicamente e presentate al Consiglio per andare in approvazione di variante, e contestualmente si parte il termine della valutazione ambientale strategica da parte della Commissione regionale. Quindi è previsto che nell'arco di tre mesi, tre mesi e mezzo, si possa ritornare in Consiglio con l'approvazione di questa variante e quindi dare efficacia alle norme.

Preciso che, così come sono stati in fase di concertazione sentiti i diretti interessati per quanto riguarda il piano particolareggiato di Città Giardino, gli uffici hanno anche contestualmente già pre valutato i progetti; alcuni erano già stati in realtà presentati all’Amministrazione per ottenere un permesso di costruire, che non è stato possibile rilasciare perché appunto le norme del piano particolareggiato non lo consentivano.

Quindi sono stati già pre valutati i progetti; questo per favorire il fatto che, a variante approvata, i progetti possano seguire un iter facilitato per riuscire ad ottenere anche il permesso di costruire e non attendere quindi i tempi massimi di legge perché già pre valutati. Questo per favorire un po’ gli investimenti.

Intervento n. 680
Pagine 96–97
Punto 16

Adozione della decima variante parziale al piano degli

Assessore

Leggi intervento

Ringrazio la Consigliera Gambardella perché ovviamente questi cambiamenti climatici poi pongono sempre più all'attenzione la necessità di prevedere degli interventi che possano veramente dare risposte resilienti a questi eventi. Chiaramente questo prevede di mettere insieme più forze, come già ha ribadito lei.

Va anche detto che, siccome si conosce bene la natura geologica di quell'area, è un'area di ex macero, per cui devo dire che anche le tecniche costruttive, quindi i progettisti devono essere in grado di presentare delle soluzioni che vadano a tutelare soprattutto la posa delle fondamenta in quei casi specifici.

Dal punto di vista urbanistico, il fatto che sia stato ridotto il vincolo diciamo che rimane una destinazione d'uso vincolata semplicemente all'area occupata dall'impianto di sollevamento; il resto dell'ex depuratore consente già da subito di poter appunto intervenire in maniera di garantire l'interesse pubblico, per cui da un punto di vista urbanistico la variante è già pronta anche ad accogliere eventuali interventi che auspicabilmente andremo a valutare anche con gli Organi competenti in materia. Quindi grazie.

16 novembre 2022

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

1 intervento
Intervento n. 32
Pagine 11–12
Punto 1

Interrogazioni ed interpellanze

Assessore

Leggi intervento

Grazie Consigliera Bagatin perché è sempre utile avere un feedback da più fronti su come effettivamente i servizi poi all'utenza vengono gestiti e garantiti nell'efficacia anche di dare risposte nei tempi che la legge prevede. Io mi farò sicuramente carico, oltre che di dare una risposta scritta, ma di raccogliere queste informazioni dando proprio dei dati che certifichino in qualche modo le tempistiche. L’ufficio anagrafe e un ufficio che è stato in sofferenza, ma questo non per giustificare ovviamente la cosa.

E’ un ufficio un po’ particolare perché è richiesta una qualifica particolare, per cui quando va in sofferenza, in carenza di personale, per motivi ad esempio di salute, COVID, recentemente ne abbiamo vissuto uno abbastanza intenso, che ha privato di 3-4 persone allo sportello allungando notevolmente quindi anche i tempi di risposta nei procedimenti, non possono essere poi sostituiti da amministrativi qualunque, perché sono ufficiali di stato civile.

Quello è un po’ il limite che ha un ufficio anagrafe che deve avere persone con questa qualifica per poter sostituire eventuali mancanze, oltre ad alcuni ritardi nel far subentrare nuove risorse umane con i bandi che adesso pare che si siano risolti, per cui mi auguro ovviamente che la cosa vada migliorando. I tempi sono anche un indicatore che servono ovviamente a noi. Devo dire che un lavoro di investimento che stiamo cercando di approntare è anche quello di riuscire a convergere l'utenza sui servizi digitali.

In particolar modo per quanto riguarda l'anagrafe ci sono ben 15 certificati che possono essere ottenuti scaricandoli gratuitamente online.

C'è un difetto di conoscenza da parte della cittadinanza; non che tutti i certificati per le finalità per cui sono richiesti possano ovviamente essere scaricati dalla piattaforma a cui siamo subentrati la solo l'anno scorso, perché il Comune di Rovigo era in ritardo di molti anni rispetto anche a Comuni più piccoli come quello di Calto in Provincia di Rovigo, e che consente quindi di avere la possibilità di abilitare i cittadini con propria identità digitale a scaricarsi dei certificati; altra cosa è invece quella sulle tempistiche della carta di identità elettronica: è specifica competenza dell’Amministrazione Comunale.

Devo dire che non è ammissibile che ci siano delle situazioni di messa in difficoltà, tant'è che anche per erogare delle agevolazioni per cittadini bisognosi, abbiamo attivato sportelli con canali preferenziali proprio per poter velocizzare il rilascio di una CIE come identità digitale, nelle more che i cittadini potessero farsi il proprio spid. Quindi devo proprio capire che cosa ha inceppato questo meccanismo.

Non mi era stato riferito di questa interlocuzione da parte della Dirigente, quindi approfondirò anche questo e poi le faremo avere sicuramente questa risposta scritta. Grazie.

29 settembre 2022

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

3 interventi
Intervento n. 403
Pagina 60
Punto 8

Approvazione dell'ottava variante parziale del piano

Assessore

Leggi intervento

Grazie Presidente, buonasera a tutti. Con questa delibera che si propone in approvazione di fatto si chiude l'iter di formazione di una delle varianti urbanistiche puntuali che abbiamo avviato nei mesi passati. L'istituzione del registro dei crediti edilizi, che peraltro introduce queste due novità: uno, il fatto di essere un registro elettronico; due, di allargare la sfera dei crediti edilizi anche a quelli da rinaturalizzazione a seguito dell'introduzione di questo principio nell'ambito della legge 14/2019.

Quindi con la delibera con cui abbiamo adottato qui in Consiglio Comunale il 25 novembre 2021, si è aperta la fase di raccoglimento di osservazioni, che non sono pervenute, e quindi con questa delibera che si propone oggi di approvare, si va a chiudere l'iter di formazione di questa variante, che di fatto va a istituire formalmente un registro vuoto.

Come detto anche nelle altre sedute in Consiglio, il registro viene istituito, ma i criteri con cui sarà gestito è compito della variante generale del piano degli interventi, che è in fase di redazione, andare a definire. Quindi principi di trasparenza, perché questi sono crediti commercializzabili e che quindi saranno tracciati all'interno di questo registro nei vari passaggi della titolarità del credito stesso. Questo è il contenuto di fatto della delibera.

Intervento n. 407
Pagine 60–61
Punto 8

Approvazione dell'ottava variante parziale del piano

Assessore

Leggi intervento

Grazie.

Sì, sono sovrapponibili nel senso che la delibera di novembre era una delibera di adozione del piano che, dopo la presentazione e illustrazione del documento del Sindaco che è stata antecedente a quella delibera e che ha avviato l'iter di formazione della variante, con l'adozione che è previsto dalla legge 11/2004, legge urbanistica, si presenta al Consiglio una proposta di variante, che nel caso specifico era quella di istituire il registro dei crediti, che è stato poi allegato tra i vari allegati alla variante; questo è stato poi, come da iter di formazione di una variante urbanistica, quindi di un piano urbanistico, apre alla fase dell'accoglimento di eventuali osservazioni da parte di portatori di interesse, cittadini e altro.

Non sono pervenute e con questa delibera oggi si chiude la fase con l'approvazione. Quindi la delibera di novembre era la fase di adozione della variante; oggi invece approviamo e chiudiamo l'iter formativo della variante.

Intervento n. 462
Pagina 66
Punto 9

Illustrazione del documento programmatico del Sindaco.....” Pag. 66 2

Assessore

Leggi intervento

Grazie Presidente. Con questa illustrazione si avvia un ulteriore procedimento di formazione di variante urbanistica, la n. 14.

E’ di fatto una presa d'atto, non è un documento che deve essere oggetto di deliberazione, e sostanzialmente apre questa variante urbanistica per consentire di realizzare completamente la progettualità che è oggetto di un finanziamento che il Comune ha vinto, di cui è rimasto aggiudicatario nell'anno 2020, il cosiddetto bando “Italy City Branding”; un bando emanato in capo alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, che ha voluto individuare una ventina di città pilota in Italia per riuscire a riqualificare patrimonio in stato di degrado, soprattutto nei centri urbani, anche in presenza di manufatti di archeologie industriali in alcuni casi, e che potessero quindi essere rimessi a sistema in città in un'ottica di brandizzazione, ovvero di attrarre investimenti per rifunzionalizzare i centri urbani.

Noi abbiamo partecipato a questo bando, abbiamo vinto la copertura finanziaria delle spese di progettazione da quella preliminare fino a quella esecutiva; la variante di fatto, essendo questi quattro siti concentrati nel centro storico di Rovigo, si espliciterà nella definizione di schede normative che aprono quindi alla possibilità di ospitare funzioni dedicate alla cultura e all'arte di siti che avevano destinazioni completamente differenti.

Tra questi anche l'ex sede del Comando di Polizia Locale, che era finito nel piano delle alienazioni del Comune, e che abbiamo cercato quindi di recuperare con un intervento diretto. Queste quattro schede che verranno redatte diventeranno parte integrante della variante urbanistica del centro storico, di cui è già stato illustrato il documento e che quindi ha dato già seguito all'avvio anche di quest'altra procedura urbanistica. Perché abbiamo fatto questa variante?

Perché, non avendo necessità di verifica di compatibilità idraulica, di tutte quelle valutazioni di incidenza ambientale e di valutazione ambientale strategica, questa variante anticipa i tempi di chiusura nella sua formulazione per consentire di chiudere la progettazione esecutiva che è prevista nei prossimi mesi.

Segnalo anche a riguardo che, giusto perché credo sia interesse di tutti, la struttura in capo alla Presidenza del Consiglio dei Ministri si sta muovendo per intercettare i finanziamenti che possono coprire poi anche la fase di realizzazione degli interventi. Ma questa è un'altra partita.

Al momento queste 20 città pilota, aggiudicatarie dei finanziamenti di progettazione, chiudono la progettazione definitiva, devono avere la compatibilità urbanistica ed è per questo che si apre questa necessità di fare variante urbanistica a siti che avevano tutt'altra destinazione.

28 luglio 2022

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

2 interventi
Intervento n. 78
Pagina 16
Punto 2

Assestamento generale e salvaguardia degli equilibri di bilancio

Assessore

Leggi intervento

Grazie e buonasera a tutti.

Diritti di urbanistica: viene fatta una stima previsionale ovviamente a inizio anno sulla base di un andamento, di un trend; i motivi per cui poi i diritti non vengono di fatto riscontrati, non sono diritti maturati di segreteria e che non sono stati riscossi; si fa semplicemente una previsione e poi si verifica e si accerta quanto effettivamente di quella previsione è stata attuata, quindi non c'è una motivazione di insoluti o di negligenza da parte dei cittadini o delle imprese di versare quanto dovuto.

Per quanto riguarda invece i servizi di architettura e ingegneria, sì certo, c'era destinato un fondo importante, ricordo che era quantificato per sostenere le spese della variante generale del piano degli interventi massivamente che, come noto, viene sostanzialmente impegnato per stralci di avanzamento della variante. Quest'anno sono previste delle fasi importanti: in autunno-inverno arrivare in Consiglio con la fase di adozione.

Quella è una fase che da contratto con l'incaricato esterno prevede appunto di coprire una tranche importante di finanziamento di questa variante. Perché si sono resi necessari ulteriori 40.000 euro?

Perché nel frattempo si sono rese indispensabili sia alcune procedure nuove di varianti da avviare, ma anche perché all'interno dei procedimenti di variante urbanistica talvolta, in base al tipo di variante, di elaborati e di progetti che vengono avanzati, si rende necessario fare delle valutazioni esterne, quindi valutazioni di natura idraulica, geologica, o anche la stessa valutazione ambientale strategica quando la Regione ritiene che sia non una procedura che rientra nel regime semplificato, e quindi questo richiede ovviamente di avere una copertura per riuscire a garantire l'intero procedimento, che vada quindi a buon fine rispetto ai termini che ci siamo dati di portare avanti e a compimento queste varianti.

Questa è la motivazione per cui sono stati richiesti ulteriori 40.000 euro.

Intervento n. 427
Pagina 62
Punto 10

Approvazione accordo ex art. 15 Legge 07.08.1990 n. 241 tra

Assessore

Leggi intervento

Grazie. Con questa delibera si propone di approvare questo accordo tra Comune di Rovigo e Provincia di Rovigo per la gestione di esperti in diverse discipline che, a partire da un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, che ha ritenuto opportuno supportare le Amministrazioni Locali nell'accesso ai bandi PNRR, ha ritenuto che avessero appunto bisogno di poter avere un contributo esterno professionale.

Ovviamente la Presidenza del Consiglio dei Ministri si è rapportata con le Regioni, che hanno fatto delle valutazioni per arrivare a quantificare e a qualificare gli esperti da mettere in dotazione a supporto delle attività.

Per quanto riguarda la Regione del Veneto ha individuato nel numero di 4 esperti con le seguenti figure professionali: un esperto giuridico, un geometra, un Ingegnere civile, e un Architetto pianificatore esperto in appalti; il supporto da fornire ai Comuni capofila, e quindi il Comune di Rovigo, che ne ha già beneficiato in termini di servizi, due invece sono stati assegnati alle Province, due come figure a tempo pieno, perché in realtà alcuni di questi sono ripartiti parttime Provincia di Rovigo ad esempio e Provincia di Vicenza, ma il numero di quattro ai Comuni capoluogo è stato assegnato perché i Comuni potessero in qualche modo gestire questi esperti anche per i Comuni della Provincia di riferimento.

Visto che il campo di azione è sempre quello provinciale, che la Provincia ha rilevato in una prima mappatura che è stata svolta da questi esperti di quali procedimenti amministrativi dovranno essere a garanzia di riduzioni di tempistiche per riuscire appunto a dimostrare di essere meritevoli di poter usufruire dei fondi PNRR, si è ritenuto opportuno mettere insieme questa disponibilità di professionisti e, su richiesta dei singoli Comuni, di poterli gestire in modo da ottimizzare i vari processi.

Quindi con questo accordo si decide appunto di dare questo coordinamento degli esperti in capo alla Provincia. E’ tra l'altro un'attività onerosa per gli Enti, quindi noi come Comune in effetti dover gestire questa attività sotto il profilo amministrativo, di rendicontazione e di validazione del lavoro svolto, era particolarmente oneroso, e quindi abbiamo ritenuto con la Provincia di poter lavorare insieme in questa gestione. E’ passata questa proposta in 3^ Commissione con 7 voti favorevoli e 1 contrario.

7 giugno 2022

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

1 intervento
Intervento n. 32
Pagine 13–14
Punto 1

Interrogazioni e interpellanze

Assessore

Leggi intervento

Buonasera a tutti e grazie per l'interpellanza, così do questo aggiornamento.

Già a partire dagli ultimi mesi del 2021 ci siamo attivati con gli uffici per il tramite di AS2, fornitore di servizi tecnologici per il Comune, nell'individuare la soluzione che potesse consentire al Comune, al pari di Este, Padova, Verona e molti altri Comuni, di acquisire l'abilitazione per diventare appunto responsabile della verifica dell'identità, perché il problema è quello appunto di ottenere questa qualificazione per poter fare la verifica dell'utente che intende appunto abilitare questa identità digitale.

Abbiamo dato una scadenza entro il 15 giugno, perché sono state individuate più di una soluzione ovviamente, che dovessero essere anche gratuite, ma ce ne sono anche con pagamenti di canone, perché chiaramente sono dei servizi offerti da ditte specializzate; anche l'Agenzia per l'Italia Digitale si è mossa in questo senso, chiedendo di rendere disponibile il codice sorgente open source, in modo che tutte le Amministrazioni possano dotarsi del sistema, e quindi direi che a breve saremo in grado ovviamente anche noi - questa era una specifica che avevamo già da mesi sollecitato anche all'azienda tecnologica - per riuscire ad acquisire questa abilitazione.

Nel frattempo però ricordo che la carta d'identità elettronica vale al pari dello SPID, e che anche con il tramite delle palestre digitali, dell'Innovation Lab, e su presa appuntamento, è stato attivato quel servizio per consentire rapidamente il rilascio della CIE proprio per coloro che devono poi utilizzare questa identità per accedere ai servizi quali quelli sociali. Quindi nel mentre stiamo operando in questo senso.

Chiudo anticipando che nella fase due dello sviluppo del progetto Innovation Lab, la Regione ha proprio previsto che si vada nella direzione di utilizzare e massimizzare questo tipo di servizio, cioè di accompagnare ad ottenere l'identità elettronica a tutti i cittadini, con proprio dei requisiti anche di raggiungimento di obiettivi annuali per cui stiamo lavorando in questa direzione. Comunque fornirò tutti gli elementi nella risposta scritta anche in riferimento alle opzioni che ha il Comune per poter abilitarsi.

1 marzo 2022

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

17 interventi
Intervento n. 85
Pagine 16–17
Punto 4

Interrogazioni e interpellanze

Assessore

Leggi intervento

Grazie. Saluto tutti e ringrazio la Consigliera Balzan perche mi dà anche occasione di dare qualche anticipazione in merito allo stato di avanzamento della digitalizzazione per quanto riguarda i servizi anagrafici.

E’ stata data pubblicità del fatto che ANPR, e noi siamo subentrati finalmente dopo diversi anni, che l’Amministrazione come capoluogo non dava seguito a questo che era un obbligo delle Amministrazioni Pubbliche di entrare nel sistema dell'anagrafe nazionale, siamo subentrati a febbraio dello scorso anno, e questo ci ha consentito di poter accedere all'ottenimento dei certificati online gratuiti tramite il sistema ANPR, collegandosi appunto con l'identità digitale Spid.

Chiaramente questi sono certificati che hanno dei limiti di utilizzo, quindi quelli a cui faceva riferimento la Consigliera Balzan sono quelli che servono per determinate procedure.

Su questo anticipo che l’Amministrazione sta completando, auspicabilmente entro metà aprile riusciremo ad andare online con questo che è un servizio di istanze online, che già faciliterà il fatto che... attualmente il servizio viene spesso erogato tramite richiesta via pec o email, richiede questo di fare un passaggio di protocollazione, per poi passarlo all'istruttore di competenza, e già questo fa perdere almeno una settimana di tempo.

Tramite questa procedura online si ridurranno gli attuali circa 10 giorni di media che gli utenti devono attendere per avere queste certificazioni. Contestualmente però abbiamo anche chiesto alla ditta, che è fornitrice del database che gestisce appunto il servizio anagrafe, per capire: 1) se è possibile; 2) in che tempi e con quali costi, poter avere questi sistemi di autoproduzione dei certificati, per dare sostanzialmente una risposta immediata alla richiesta dell'utenza.

Stiamo soprattutto cercando anche di capire quelli che richiedono il semplice pagamento di diritto di segreteria, su cui l’Amministrazione Comunale potrà poi con proprio atto decidere eventualmente anche di ridurre i costi che l'utenza deve sostenere, da quelli per cui c'è l'obbligo di bollo. Quindi appena avremo risposte dalle ditte, cercheremo appunto di fare un po’ sintesi e vi daremo informazioni sull'opportunità di questo ulteriore passaggio. Grazie.

Intervento n. 93
Pagine 18–19
Punto 4

Interrogazioni e interpellanze

Assessore

Leggi intervento

Grazie Consigliera Raise. Due aspetti. Anzitutto darò poi anche una risposta articolata scritta, perché i riferimenti sono molti e non voglio rubare troppo tempo alle altre interrogazioni, però preciso.

Ogni Amministrazione Comunale che ha portato a casa il progetto Innovation Lab, ha fatto una scelta diversa dagli altri, dipendente anche dalle opportunità di spazi di attivazione di queste palestre digitali. Noi ne abbiamo cinque nei territori delle frazioni; tre che sono state però individuate presso dei plessi scolastici.

Con il problema COVID chiaramente non è possibile, fintanto che la pandemia sussiste, poter avere accesso agli spazi in orari di giornate in cui il plesso esercita l'attività scolastica, quindi per quello c'è una concentrazione in alcune giornate con orari il sabato e solo su prenotazione. Così come per Boara però è anche per Sant’Apollinare che non ha questo problema.

Noi abbiamo già attivato presso le palestre digitali, su prenotazione con gli orari che abbiamo definito, con la presenza dei Funzionari del Comune, gli sportelli polifunzionali. Abbiamo deciso, diversamente da scelte che non possono aver fatto altri Urban Digital Center, di partire con una presenza istituzionale, che desse anche garanzia del tipo di servizio reso.

Confesso che a Rovigo non c'è stata una grande richiesta, non c'è questa grande sensibilità, e molte palestre digitali, proprio avendo anche il problema della copresenza con i plessi scolastici, hanno erogato servizi di formazione online, come tantissimi Innovation Lab, perché la pandemia ha costretto tutti a erogare più formazione e servizi online che in presenza.

Chiaramente adesso nei prossimi mesi, con il cambiamento e la chiusura della fase pandemica COVID, si potrà riorganizzare i servizi in maniera differente. Anche per questo molte Associazioni hanno preferito in periodo COVID non rischiare di mettersi a disposizione per servizi di questo tipo, ed è per quello che noi come Amministrazione abbiamo messo personale del servizio anagrafe in esercizio su questi orari.

Intervento n. 113
Pagina 21
Punto 4

Interrogazioni e interpellanze

Assessore

Leggi intervento

Grazie.

In realtà la noi abbiamo approvato la variante che ha istituito il registro dei crediti edilizi a dicembre e, nell'ambito dell'incarico del piano degli interventi alla variante generale, di cui ci sarà a seguire l'illustrazione del documento del Sindaco, è previsto che ci sia anche questo tipo di espletamento di incarico da parte dello stesso studio di professionisti incaricati, perché era inevitabile che si dovesse prendere in mano uno strumento attuativo come quello del piano degli interventi per riuscire a definire esattamente come gestire questi crediti che vengono originati appunto da determinate specifiche.

Quindi ci sarà l'individuazione nell'ambito appunto delle procedure di elaborazione del piano, immediatamente dopo l'illustrazione del documento del Sindaco.

Intervento n. 117
Pagina 22
Punto 4

Interrogazioni e interpellanze

Assessore

Leggi intervento

I tempi ovviamente sono dipendenti dalle tempistiche di approvazione dello strumento urbanistico del piano degli interventi, perché fa parte di questo incarico e di questa procedura.

Quindi noi, da affidamento dell'incarico, abbiamo previsto dei tempi molto stretti, ci eravamo dati come scadenza quella della fine di quest'anno, però chiaramente tutto dipende da quanto anche in fase di concertazione il confronto appunto con i vari portatori di interesse potrà richiedere degli approfondimenti specifici o meno, che non si possono ovviamente negare con la parte privata e noi come parte pubblica, però l'obiettivo sarebbe quello appunto di chiudere auspicabilmente entro l'anno con l'approvazione, ma poi lo vedremo quando presenteremo il documento del Sindaco l’iter procedurale, l'approvazione del piano degli interventi darà efficacia anche ai crediti edilizi.

Intervento n. 122
Pagine 23–24
Punto 5

Variante n. 1 al piano di assetto del territorio per l’adeguamento

Assessore

Leggi intervento

Grazie. Ha già detto molto il Segretario. Di fatto l'approvazione di questa variante, che ricordo è stata adottata con deliberazione di Consiglio Comunale n.

97 il 29.12.2020, ha sostanzialmente ad oggetto la votazione delle osservazioni che sono pervenute nel numero di 10, che hanno seguito un'istruttoria tecnica da parte degli uffici, che poi sono qui a disposizione per illustrarla una ad una, come è giusto che sia, sia nella motivazione di accoglimento o non accoglimento. Di queste 10, come diceva il Segretario 2 sono pervenute fuori termine ma sono state ugualmente istruite.

Quindi da questa istruttoria tecnica ne risulta solo una accoglibile parzialmente che ovviamente, con la presentazione di questa delibera, proponiamo di accogliere parzialmente, il ché vuol dire che andrà a intervenire in una modifica della norma che aveva introdotto il principio della compensazione.

Anticipo già che di fatto l'osservazione rileva la necessità di aprire ad una valutazione ambientale strategica introducendo un principio obbligatorio così forte, perché impatta sulle strategie che fanno capo appunto al piano di assetto del territorio. Quindi l’accoglimento, che va nella strada di riconoscere che effettivamente questo tipo di variante, quindi questa procedura urbanistica voluta dalla Regione, di adeguamento ad una Legge regionale, essendo una procedura semplificata, non apre a questa possibilità.

Pertanto si accoglie questa osservazione parzialmente, perché la riscrittura dell'articolo è stata di fatto è elaborata da noi come Amministrazione.

Abbiamo ritenuto nella rielaborazione di consolidare il principio secondo il quale la compensazione, vista non solo come un parametro quantitativo di superfici, ma anche qualitativo, ovvero dei servizi ecosistemici che un buon suolo porta con sé, e di rimandare quindi al piano degli interventi, cosa che poi vedrete anticipo già nell'illustrazione del documento del Sindaco che apre appunto alla variante generale del piano di interventi, troverà esplicita individuazione nel definire quali sono appunto questi metodi di compensazione, e che saranno quindi applicati nel piano degli interventi.

Quindi nel rimandare poi agli uffici la trattazione di punto per punto delle osservazioni che sarete chiamati a decidere se accogliere o meno, se confermare nell'accoglimento o meno, ribadisco l'importanza della volontà politica di questa Amministrazione di procedere con il piano degli interventi nel dare proprio efficacia a questo principio di compensazione che di fatto va nella direzione di garantire quello che è il principio del consumo di suolo zero.

Detto questo, dico anche che in 3^ Commissione la deliberazione di questa proposta di delibera, con un unico assente tra i Commissari, è passata con 5 voti favorevoli e 2 astensioni. Quindi adesso direi di procedere punto per punto.

Intervento n. 403
Pagine 56–57
Punto 6

Illustrazione del documento programmatico del Sindaco

Assessore

Leggi intervento

Grazie. Ci siamo finalmente. Diamo finalmente avvio a quello che è lo strumento urbanistico che è capace di dare efficacia a scelte che possono cambiare finalmente la nostra città.

Sapete bene che il Comune di Rovigo eredita sostanzialmente dal vecchio PRG, dopo l'approvazione del PAT del 2012, gli effetti nella forma di piano degli interventi di un qualcosa che però l’Amministrazione, a seguito dell'approvazione delle strategie del PAT, non ha mai fatto proprio con una variante generale.

La legge per il governo del territorio legge 11 del 2004 della Regione del Veneto, prevede che le amministrazioni diano vita a specifici strumenti urbanistici, come quello appunto del piano degli interventi, per dare efficacia alle strategie definite nel PAT. Lo facciamo in un momento, non a caso abbiamo anche voluto portare, insieme alla chiusura della variante consumo di suolo, questa illustrazione, perché le cose, come abbiamo già anticipato prima, viaggiano di pari passo per questa Amministrazione.

Con questo strumento, che parte oggi con l'illustrazione, abbiamo già portato in Consiglio altre varianti parziali o puntuali al piano degli interventi, questa è una variante generale che guarda al sistema città.

Ricordo però che è una variante che viaggia in parallelo con quella del centro storico, quindi sono due situazioni che erano state già impostate così dalla precedente Amministrazione e che, anche per questioni economiche, era opportuno che venissero portate avanti in parallelo per non ripartire nuovamente da zero anche con incarichi già affidati come quello sul centro storico e la variante al commercio, e in questo caso l’Amministrazione Comunale, con questa variante generale, intende quindi completare il Piano Regolatore Comunale che per definizione è fatto appunto da PAT più P.I.

Come lo fa? Lo fa andando a rendere sostanzialmente efficace quelle che sono un po’ tutte le linee guida che poi il Sindaco illustrerà una per una e che sono state appunto un mandato specifico agli uffici, che hanno demandato poi allo studio tecnico qui presente, che ringrazio per essere presente questa sera, lo Studio Tombolan, che si è aggiudicato l'incarico per la redazione tecnica di questo piano.

Dicevo quindi che parallelamente alla redazione del piano degli interventi, ovviamente la volontà di questa Amministrazione è di promuovere e avviare nuovi scenari di sviluppo sostenibile del territorio, mettendo in discussione e rivedendo scelte anacronistiche di uno sviluppo che guardava solo a fattori come l'espansione, quindi alla quantità legata all'espansione di alcune scelte, che di fatto hanno trovato sovradimensionato questa politica.

Quindi, anche a seguito della recente, recentissima approvazione della variante di adeguamento sul consumo di suolo, con questo strumento la volontà - lo ribadisco perché è un preciso intento di questa Amministrazione - è quella di dare finalmente concreta efficacia, per non lasciare sulla carta principi che devono trovare poi in strumenti attuativi una concreta efficacia, confermando quindi il principio del consumo di suolo zero, e lo si fa quindi andando a individuare con questo strumento, tra le altre cose, anche quelle che saranno le misure di compensazione che oggettivamente garantiranno l'equilibrio zero del consumo di suolo.

Io non mi dilungo molto se non aggiungendo che chiaramente far partire una variante generale di un piano degli interventi in questo momento non può che non tener conto anche di come la pandemia, da cui stiamo lentamente uscendo, ha condizionato anche assetti di sviluppo della città.

Quindi ripensare e rivedere spazi, soprattutto quelli pubblici, e prevedere quindi delle nuove modalità di riorganizzare il territorio e il sistema città, considerando anche questioni che diano accessibilità a questi spazi, senza trovarci impreparati di fronte a delle situazioni emergenziali come quella che abbiamo vissuto. Io mi fermo qui e ringrazio nuovamente anche lo Studio per essere presente per l'illustrazione che seguirà.

Intervento n. 465
Pagina 79
Punto 7

Intervento con le modalità di cui alla variante ex art. 4, co. 2

Assessore

Leggi intervento

Grazie. Con questa proposta di delibera si chiede di modificare la destinazione d'uso di un fabbricato censito nello strumento urbanistico con scheda 112 e che, ai sensi dell'articolo 2 delle nta della variante al PRG approvata con delibera 2217/2003, consente ai fabbricati esistenti non più funzionali alla conduzione del fondo di poter essere convertiti, quindi cambiare la destinazione d'uso.

Il soggetto interessato ha presentato tutta la documentazione tecnica prevista dalla norma per riuscire a fare l'istruttoria e accertare quindi che è possibile consentire il cambiamento di destinazione d'uso in quanto questa, che era originariamente una stalla, ricovero attrezzature, fienile, cantina, attualmente non è più funzionale alla conduzione di un fondo perché di fatto il fondo non esiste più.

E quindi, per evitare di lasciare in stato di degrado questo fabbricato, di poterlo recuperare sapendo che comunque non fa consumo di suolo, si propone di accogliere l'istanza e di poter dar seguito al cambiamento della destinazione d'uso. In 3^ Commissione la proposta di delibera è passata con 6 voti favorevoli e 1 astensione.

Intervento n. 473
Pagine 80–81
Punto 7

Intervento con le modalità di cui alla variante ex art. 4, co. 2

Assessore

Leggi intervento

Sulle tempistiche, lunghe, nel senso che la richiesta è pervenuta prima ancora di questa Amministrazione ed è rimasta tra le cose ferme nel periodo di commissariamento, finché non si è insediata la nuova Amministrazione che ha ripreso in mano tutto. La procedura è una procedura prevista da questo articolo delle norme tecniche che citavo in premessa.

Chiaramente però nel piano degli interventi che stiamo andando a realizzare, tutte le schede di questi fabbricati saranno rivalutate, perché appunto sono cambiati molto gli scenari per cui un fondo aveva degli annessi rustici dedicati ad essere pertinenziali rispetto all'attività della conduzione del fondo. La legge prevede che solo quelli che non hanno più un'attinenza diretta con la conduzione di un fondo possano essere riconvertiti. Quindi ovviamente quali sono le condizioni?

Non c'è più un fondo, oppure di fatto non esiste più la necessità del ricovero funzionale a quel fondo. Questo è proprio definito per legge. Quello che noi per velocizzare, perché adesso come vedete questa è un'unica scheda, quindi un unico fabbricato, per cui l'attuale norma del PRG prevede che ogni singolo intervento faccia questo passaggio in Consiglio.

Per ottimizzare e velocizzare la procedura di conversione di tutti quei fabbricati non più funzionali ai fondi, possono essere oggetto di una ricognizione globale nell'ambito del piano di interventi per poter già, con un'unica norma, dire quali sono le schede che possono automaticamente avere una destinazione d'uso diversa. Chiaramente poi sarà il proprietario che chiederà il tipo di conversione; l'uso in questo caso, un uso residenziale come diceva.

Intervento n. 493
Pagine 83–84
Punto 8

Illustrazione del documento programmatico del Sindaco

Assessore

Leggi intervento

Grazie.

Questa, che è una variante parziale, e che si decide di proporvi come iter in parallelo a quello della variante generale degli interventi, perché i tempi di questa variante ovviamente saranno più rapidi, in modo da consentire quelli che sono stati qualificati come degli investimenti che altrimenti potrebbero non essere compatibili con le tempistiche di una più complessa variante generale al piano degli interventi, e quindi poter non intercettare più l'interesse dell'investitore a concludere l'investimento auspicabilmente entro fine anno.

Di cosa stiamo parlando? Quindi ci sono questi elementi che sono un po’ diversi tra loro ma che hanno questo fattore comune.

A Rovigo oggi manca il servizio offerto dalla casa funeraria, intesa come una struttura adatta ad accogliere i defunti prima della sepoltura o della cremazione, al fine di permettere il rito del commiato in un luogo più accogliente rispetto a un obitorio, ma anche a consentire eventuali celebrazioni di funerali laici o di religioni diverse da quella cristiana, che hanno colto l'interesse di un paio di ditte che hanno appunto manifestato l'interesse di poter effettuare gli interventi in zona ospedale civile, quindi in Viale Tre Martiri.

Questo, per essere acconsentito, richiede una necessaria variazione della destinazione d'uso, che oggi non è compatibile con questa finalità. Quindi anche in questo caso, preciso, non è un intervento che va a incidere sul consumo di suolo.

Abbiamo messo qui dentro anche questa piccola variazione che è stata apportata al PIRUEA cosiddetto ex Angelo Custode in Via Ugo Foscolo; come è noto, in questo PIRUEA era prevista un'opera speciale che prevedeva la realizzazione di un parcheggio della capacità di circa 100 posti auto, che non è più risultata necessaria per la zona, e quindi il proponente ha espresso la volontà di poter monetizzare quest’opera pubblica, che di fatto il Comune ha già incassato, stiamo parlando di circa 114.000 euro, che saranno reinvestiti nel territorio afferente alla zona del PIRUEA.

Sostanzialmente questo fa sì che, rispetto ai termini del consumo di suolo che noi lo preciseremo in ogni cosa che andremo a valutare nell'ambito delle varianti urbanistiche, favorisce anche il fattore di consentire di mantenere libera un'area che sarebbe stata potenzialmente adibita ad un parcheggio per 100 posti auto integrale rispetto alla permeabilizzazione del suolo.

Abbiamo inserito qui anche quella che possiamo definire una delle tipiche, e già consentite dalla norma sul consumo di suolo, forme di compensazione, cioè siamo nella situazione in cui alcune richieste da parte di proprietari privati che hanno un titolo edificatorio dentro il consolidato, su cui pagano ovviamente una tassazione d'area edificabile, non hanno interesse ad edificare e chiedono, tramite le cosiddette varianti verdi, quindi si aprono dei bandi periodicamente, in qualche modo abbiamo raccolto le richieste pervenute dall'anno 2018 al 2021 di non essere più interessati a realizzare l’edificabilità in quelle zone.

Questo di fatto libera la possibilità già prevista appunto dalla legge sul consumo di suolo di poter spostare questa capacità edificatoria in adiacenza del contorno dell'attuale consolidato, e l'interesse è stato manifestato per dare completezza ad un piano particolareggiato in Via Concilio Vaticano II, zona Bovo tanto per dire, dove è stato realizzato quasi tutto, però in questo caso il Comune è inadempiente rispetto al completamento delle opere di urbanizzazione primaria, parcheggi e aree a verde.

Con questa azione andiamo quindi a consentire questa forma di compensazione, quindi non c'è consumo di suolo; l’equilibrio rimane mantenuto sullo zero, ma in più riusciamo a chiedere, proprio per il maggior valore che assumono queste aree che attualmente non avevano questa caratteristica di essere edificabili, di poter andare a realizzare il completamento delle opere di urbanizzazione primaria, quindi i parcheggi, e anche un'area verde, consentitemi di dirlo, c’è stata proprio la richiesta e quindi questo dimostra anche una certa sensibilità da parte del territorio, di poter dare delle linee guida progettuali di un'area verde che possa veramente inserirsi in un'ottica di rete ecologica in città; cosa che è stata anche apprezzata e quindi di fatto l’abbiamo considerata all'interno di questa variante.

Per cui io vi chiedo, cioè questa è un'illustrazione, quindi non c'è voto, però siamo a disposizione per ogni eventuale domanda.

Intervento n. 497
Pagina 84
Punto 8

Illustrazione del documento programmatico del Sindaco

Assessore

Leggi intervento

Su Viale Tre Martiri ci sono già degli edifici che avevano una destinazione d'uso; adesso io ne ricordo uno in particolare, sull'altro magari chiedo supporto agli uffici. Uno è un ex deposito di pneumatici, che quindi non consentiva altro che non quel tipo di attività specifica, per cui per recuperare e quindi andare a riqualificare un'area dismessa, era necessario.... (Voce incomprensibile dall’Aula)

Intervento n. 499
Pagina 84
Punto 8

Illustrazione del documento programmatico del Sindaco

Assessore

Leggi intervento

Non ricordo esattamente - scusate - la posizione. Sono due richieste di intervento comunque che hanno la stessa fattispecie, cioè la necessità di poter consentire.... (Voce incomprensibile dall’Aula)

Intervento n. 500
Pagine 84–85
Punto 8

Illustrazione del documento programmatico del Sindaco

Assessore

Leggi intervento

Due ditte diverse. Chiaramente le ditte sanno che c'è anche un'altra ditta, ma chiaramente queste sono funzioni che offrono un servizio anche fuori dal territorio comunale di Rovigo, perché ovviamente il bacino di utenza si allarga anche a Comuni limitrofi. Sulla questione invece di Via Concilio Vaticano... (Voce incomprensibile dall’Aula)

Intervento n. 501
Pagina 85
Punto 8

Illustrazione del documento programmatico del Sindaco

Assessore

Leggi intervento

Il nome della ditta non me la ricordo. (Voce incomprensibile dall’Aula)

Intervento n. 504
Pagina 85
Punto 8

Illustrazione del documento programmatico del Sindaco

Assessore

Leggi intervento

Io ricordo che sono proprio in corrispondenza dell'ospedale, quindi se sono attigue le aziende, più o meno questo non me lo ricordo onestamente. Mentre per quanto riguarda Via Concilio Vaticano II, qui come dicevo c'è un piano particolareggiato, iniziativa tra l'altro pubblica, quindi del Comune, che però il Comune non ha portato a compimento.

C’è una porzione non edificata, che quindi attualmente non è ricompresa dentro il perimetro del consolidato, ma è adiacente perché è la parte residuale rispetto a dove sono state costruite residenze.

La legge consente appunto di compensare - usiamo questo termine che ormai ci aiuta a capirci - quando qualcuno da dentro il consolidato mette nella disponibilità dell’Ente porzioni di territorio, quindi una questione di superficie anche, che possa quindi essere riutilizzata, la legge prevede, però in adiacenza dell'attuale perimetro per non creare situazioni isolate, questo è consentito.

Quindi di fatto il bilanciamento è zero, però con questa azione, e quindi facendo planare lì questo titolo, andiamo a rimediare anche ad una mancanza dell’Amministrazione che negli anni non ha completato queste opere di urbanizzazione primaria, quindi a concludere, di fatto a completare questo piano particolareggiato di iniziativa pubblica.

Intervento n. 507
Pagina 85
Punto 8

Illustrazione del documento programmatico del Sindaco

Assessore

Leggi intervento

L’area che torna verde, in zona consolidato un'area che torna verde può essere un giardino privato, cioè non può essere impermeabilizzata, quindi viene utilizzata ovviamente dovendo mantenere anche tutte le cautele di igiene e manutenzione di quest'area, tipicamente può essere un giardino privato, oppure un domani potrebbe essere addirittura resa disponibile per una compensazione con il Comune, perché magari non c'è interesse a mantenere, ma lì ci sono anche delle regole poi tecniche sul consumo di suolo, che prevede che anche dentro il consolidato non si debbano lasciare delle residualità marginali anche di verde, però non potrà essere in alcun modo edificata e quindi impermeabilizzata.

Sta al proprietario poi decidere se farne un giardino privato o se fare quel tipo di coltivazioni che sono ammesse tipo orto urbano, o comunque che sono consentite per legge in centro, in zone dentro il consolidato.

Intervento n. 518
Pagine 87–88
Punto 8

Illustrazione del documento programmatico del Sindaco

Assessore

Leggi intervento

Grazie.

Sulla destinazione della monetizzazione dell'opera speciale del PIRUEA, in un altro passaggio qui in Consiglio l’Assessore Favaretto si era impegnato a dare un'illustrazione facendo un po’ sistema, perché non è l'unico introito che il Comune dai PIRUEA per le opere speciali mancate ha incassato; ci sono altre monetizzazioni che sono in realtà monetizzazioni che derivano dall'avere incassato la polizza che era stata accesa appunto su questi PIRUEA, e quindi verrà fatta ovviamente una proposta al Consiglio sulla destinazione di questi fondi.

E’ chiaro che qui una prima ipotesi era quella di riversarli sulla riqualificazione del porticato di Via Badaloni perché, come diceva anche il Consigliere Rossini, tutte le opere speciali che non vengono realizzate, o per monetizzazione, o per mancata realizzazione dell'opera da parte del proprietario del PIRUEA, devono riversare questo beneficio in termini di opera pubblica all'interno di un’area che è afferente alla zona del PIRUEA, quindi c'è una forma di compensazione che dovrà essere attivata in un'ottica di opera pubblica, di investimento di opera pubblica, però utile, funzionale a quella specifica area.

Non è stato ancora definito. Questa variante di fatto consente semplicemente di poter modificare il PIRUEA, non prevedendo più la realizzazione di quest’opera pubblica.

Per quanto riguarda l'altra domanda, anche la richiesta pervenuta da parte della Società, che non ricordo neanche chi sia onestamente, per realizzare questi quattro lotti è datata; è una richiesta che era già agli atti e quindi, di fronte ad una parallela richiesta di liberare aree dentro il consolidato e di poter realizzare un qualcosa che era già un'istanza che era stata presentata anche questa credo dal 2018, se non ricordo male, quindi le tempistiche collimano, si è pensato che fosse, anche qui tra l'altro con probabilmente preaccordi presi anche dalla precedente Amministrazione, di poter in qualche modo trovare un'area su cui far planare questo diritto edificatorio.

Quindi cosa faremo in futuro? In futuro è previsto di andare pensare alcuni bandi specifici. Già bisognerà dare la possibilità di accogliere tempestivamente le richieste di queste cosiddette varianti verde, perché lasciar pendente queste richieste per tre lo quattro anni, è veramente troppo tempo, quindi ogni anno dovranno uscire dei bandi che richiedono appunto, a chi ha un titolo edificatorio, di poterlo convertire.

Questo perché pagano effettivamente una tassazione molto alta. La richiesta urgente spesso di non poter usufruire più di quel titolo edificatorio è legata alla necessità o di eredità o di necessità intervenute nell'ambito familiare del proprietario del terreno, di poter non sostenere questi costi.

In parallelo, non so se prima è riuscito, non ricordo, ma non è riuscito forse l’Architetto Tombolan a specificarlo, con la fase della concertazione del piano degli interventi, saranno previsti anche qui dei bandi anche per accogliere l'interesse di potenziali privati investitori nell'andare a realizzare delle aree edificabili, che devono però avere le stesse caratteristiche che la legge sul consumo di suolo prevede, cioè l'adiacenza, o essere già inseriti nel consolidato, ma quello non fa consumo di suolo a prescindere, oppure essere in determinate aree che il piano degli interventi andrà a identificare.

In questo caso specifico, come detto, c'era questo piano particolareggiato che necessariamente da anni attende il completamento; essendo un piano di iniziativa pubblica, cioè del Comune, anche i residenti all'interno di questo piano chiedono il completamento delle opere di urbanizzazione primaria.

Quindi in questo senso c'erano tre opportunità che, messe insieme, portavano ad un risultato, e al momento non abbiamo avuto richieste specifiche per poter mettere in competizione una richiesta datata 2018, con altre richieste che nel frattempo non sono pervenute.

Quindi in questo caso si è deciso di proporre di poter far collimare queste tre necessità: quella dell’Amministrazione, di completare un piano particolareggiato di propria iniziativa; le necessità dei privati che vogliono non continuare a pagare un’IMU alta a fronte di un titolo che non intendono utilizzare; e le necessità depositate agli atti dal 2018 di poter effettuare questo investimento immobiliare. Sulla VAS.

Questo tipo di variante ha una procedura di VAS semplificata di 90 giorni: c’è lo screening ma di fatto è molto compressa rispetto ai tempi, per quello dicevo tempi più brevi, rispetto alla variante generale del piano degli interventi che invece è molto più ampia.

Intervento n. 527
Pagina 90
Punto 9

Approvazione della terza variante parziale al piano degli interventi

Assessore

Leggi intervento

Grazie. Qui ci troviamo ad approvare, quindi viene richiesto il voto diretto per l'approvazione di questo che è un passaggio che chiude un iter, a differenza appunto della variante sul consumo di suolo. Nei 30 giorni di apertura alle osservazioni non ne sono pervenute e quindi sostanzialmente si può procedere con la deliberazione della stessa.

Con l'approvazione di questa variante che, ricordo, fa riferimento ad un'adozione che il Consiglio ha fatto in data 30.11.2020, deliberazione n. 81, viene apposto il vincolo dell'esproprio per una piccola porzione di terreno che serve proprio a completare questo passaggio.

Anticipo qui che comunque è già stata anticipata una disponibilità a procedere con accordo bonario da parte della proprietà, che consentirà quindi la realizzazione di questa strada di accesso sul retro del cimitero, che non sarà comunque ad uso pubblico, quindi per l'utenza, ma proprio per i mezzi che devono intervenire per la manutenzione ai servizi del cimitero.

1 dicembre 2021

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

1 intervento
Intervento n. 56
Pagina 14
Punto 3

Illustrazione del documento programmatico del Sindaco...” Pag. 14 2

Assessore

Leggi intervento

Grazie Presidente, buongiorno a tutti. Con questa illustrazione abbiamo una variante che di fatto comprende una serie di interventi puntuali che afferiscono ad un unico ambito d'area della città.

Quindi il motivo per cui è stata ritirata e poi ripresentata è dovuto al fatto che abbiamo integrato e colto l'occasione, essendo anche questa una necessità collegata all'ambito d'area in questione, si è ritenuto di fare questa integrazione di cui è stata ovviamente informata la 3^ Commissione quando era stato presentato il documento del Sindaco privo appunto di questa integrazione. In realtà sono tre le questioni che tratterà questa variante urbanistica.

In primo luogo la riclassificazione urbanistica dell'area sede dell'ex depuratore di Viale Porta Po, che è stato dismesso, e contestuale eliminazione di una fascia di rispetto che costituisce un vincolo di piano che non consentiva l'urbanizzazione dell'intorno del depuratore.

Contestualmente si sta facendo uno studio di impatto ambientale soprattutto sotto il profilo delle emissioni di odori dal sollevamento e sfioratori esistenti; cosa che, anticipo già, sembrerebbe non dare impatti tali da dover introdurre un nuovo vincolo.

Noi ovviamente nell'illustrazione del documento specifichiamo che qualora da queste analisi ambientali dovesse emergere un evidente impatto sotto il profilo appunto delle emissioni di odori, sarà ovviamente responsabilità dell’Amministrazione introdurre una fascia di tutela per la popolazione che andrà a risiedere nell’intorno. Quindi questa è una delle prime questioni che tratta la variante.

In secondo luogo andremo a riclassificare un'area che attualmente da strumento urbanistico è destinato a verde pubblico; la variante trasformerà la destinazione d'uso in verde privato in quanto la stessa area che è stata ceduta ad un privato a seguito dell'approvazione del piano delle alienazioni necessita di essere adeguata. E’ un'area che appunto si trova all'interno dell'ambito del PIRUEA 17, Via Martiri Belfiore, e quindi inserita nello stesso contesto.

Infine, questo è l'oggetto dell'integrazione, a seguito di numerose richieste di poter dare un’attualizzazione a quelle che sono le norme del piano di lottizzazione di Città Giardino, che è un piano che sotto il profilo degli oneri di urbanizzazione è stato completato, ma che prevede l'impossibilità a numerosi soggetti, a seguito del fallimento dell'azienda che aveva proposto questo piano attuativo a suo tempo all’Amministrazione, di poter realizzare degli interventi di residenzialità rivisti a seguito anche della parcellizzazione dei lotti.

Le norme, che attualmente erano riferite a dei contesti di superficie di lotti che non sono più realizzabili, necessariamente hanno è comportato di dover rivedere anche tutto l'impianto delle norme per consentire di procedere con i progetti di residenzialità. Questo è l'oggetto della variante e termino qui l’illustrazione.

25 novembre 2021

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

3 interventi
Intervento n. 330
Pagina 66
Punto 6

Adozione dell’ottava variante parziale al piano degli interventi

Assessore

Leggi intervento

Grazie e buonasera a tutti.

Siamo arrivati alla fase di adozione di questa variante, di cui ricordo è stata fatta illustrazione del documento del Sindaco in Consiglio Comunale il 29 luglio di quest'anno, e quello che stiamo per andare a votare è appunto il momento in cui andiamo a consolidare sostanzialmente il percorso di iter, di formazione di questa variante, che è prevista dalla legge urbanistica, cioè di andare a istituire il Registro elettronico dei crediti edilizi; crediti edilizi che si arricchiscono anche di quelli provenienti da opere di rinaturalizzazione, che sono stati introdotti con la legge del 2019.

Quindi questa delibera, come già anticipato nell’illustrazione del documento del Sindaco, va sostanzialmente a definire quello che è il contenitore in cui verranno effettuate tutte le registrazioni di ciò che dà titolo alla nascita di questi crediti e di come questi crediti potranno poi essere utilizzati nel territorio.

La definizione invece di tutti quelli che sono i criteri attuativi per andare appunto a gestire questi crediti sul territorio, è demandato poi alla variante generale su cui abbiamo iniziato a lavorare del piano degli interventi. Questo anche dovuto al fatto, come già anticipato nella precedente illustrazione, per il motivo per cui molte aree sono scadute e quindi c'è la necessità a livello sistemico di andare a capire dove questi crediti è bene che possano trovare una loro poi attuazione.

Ricordo che questa è una delle varianti che stiamo ovviamente portando avanti come uffici, quindi internamente, non è affidata all'esterno; non è una variante che è sottoposta a procedura, né di VAS, né di VINCA, e non necessita di valutazione di compatibilità idraulica. E’ passata in 3^ Commissione con il voto unanime di tutti i presenti, sette Commissari su otto, e quindi chiedo di proseguire con la sua votazione. Grazie.

Intervento n. 380
Pagina 72
Punto 7

Illustrazione del documento programmatico del Sindaco della nona

Assessore

Leggi intervento

Grazie. Con questa illustrazione avviamo un iter di formazione di questa variante importantissima per il centro storico del capoluogo. Come noto, il PAT ha individuato la nuova perimetrazione del centro storico, di fatto allargandolo, e si rende quindi necessario procedere con una revisione delle norme del centro storico, ma anche con una revisione di tutti i gradi di protezione degli edifici.

Brevemente riepilogo quanto detto. Con questa presentazione di questo documento si avvia l'iter di formazione di questa variante importante per il centro storico del Comune di Rovigo. Come noto, il PAT ha delimitato un ambito del centro storico più ampio rispetto a quello che era previsto precedentemente.

Si rende quindi necessario andare a rivedere l'apparato delle norme, aggiornandole anche ai sensi di quanto già approvato dal Consiglio con il Regolamento Edilizio, e soprattutto di andare in qualche modo a superare quel fenomeno di mobilismo di adeguamento del patrimonio edilizio, in quanto ci sono dei gradi di protezione che inibiscono la possibilità per molti fabbricati di poter accedere anche a finanziamenti o comunque incentivi per l'efficientamento energetico e per la messa in sicurezza statica dei fabbricati stessi.

Quindi l'indirizzo che viene dato in questa variante è quello proprio di andare a rivedere le norme per favorire gli interventi di recupero dei fabbricati del centro storico, andando ad aggiornare tutto l'apparato normativo e dei gradi di protezione. Preciso solo, questo riguarda solo il centro storico. Era già una variante che era stata avviata con la precedente Amministrazione, salvo poi appunto essere stato il Comune commissariato, quindi non si è dato più seguito.

Pertanto noi partiamo comunque da un lavoro che era stato impostato, ancorché privo di indirizzi specifici su come intervenire in centro storico. Noi lo definiamo e andremo appunto in questa direzione, in parallelo al restante del territorio che è oggetto u invece dell'incarico della variante generale del piano degli interventi. I due piani ovviamente lavoreranno in stretta connessione per dare continuità di intenti sul versante urbanistico del territorio.

Intervento n. 384
Pagina 74
Punto 9

Illustrazione del documento programmatico del Sindaco...” Pag. 74 2

Assessore

Leggi intervento

Grazie. Questa è la cosiddetta variante commercio, cioè va a trattare, in adeguamento alla legge regionale 50 “Politiche per lo sviluppo del sistema commerciale nella Regione del Veneto”, tutte quelle regole che possono appunto andare a ottimizzare l'assetto commerciale nel centro della città. Ovviamente noi interveniamo su superfici di vendita.

Andiamo a intervenire con questa variante su quelle che sono destinazioni commerciali sostanzialmente definite medie strutture di vendita che hanno una superficie commerciale compresa fra i 250 metri quadri e i 2.500 metri quadri. Anche questa era una variante che era già stata impostata dalla precedente Amministrazione, ma poi non ha avuto seguito. Nell'adeguamento e nell'avvio della variante con la precedente Amministrazione si era aperta già una fase di raccolta di istanze da parte di portatori di interesse.

Di queste solo una, con delibera di Giunta Comunale n. 351 del 24.11.2016, era stata ritenuta meritevole, quindi in qualche modo da tenere in considerazione nell'ambito della variante stessa; stiamo parlando di una superficie di vendita superiore ai 1.500 metri quadri, che è sostanzialmente la struttura del Famila, che non va ad ampliare la superficie dell'edificio in cui viene esercitata la vendita, ma semplicemente ampliata la superficie all'interno del suo stabile.

Quello che andremo a fare anche con questa variante, perché si rende necessario proprio in adeguamento alla legge regionale, è quello di andare a definire gli standard minimi, in particolare i parcheggi, perché in centro storico molte realtà commerciali non riescono a trovare spazio perché non è stato definito dall’Amministrazione Comunale, con un atto urbanistico come questo, dove andare a realizzare gli standard.

Quindi è una variante che si rende urgente e necessaria per riuscire a ridare un po’ di stimolo commerciale al centro storico. Come detto, questo è un documento che avvia l'iter della variante.

30 settembre 2021

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

3 interventi
Intervento n. 38
Pagine 13–14
Punto 1

Interrogazioni ed interpellanze

Assessore

Leggi intervento

Grazie e buonasera a tutti.

Ringrazio la Consigliera Gambardella per questa interrogazione perché di fatto mi dà l'occasione anche di rendere conto di un importante appuntamento che ha visto protagonista il nostri Innovation Lab come primo di un ciclo di incontri che la Regione del Veneto, nelle persone dell’Assessore Calzavara, responsabile della Direzione Regionale e che porta avanti tutta l'agenda digitale del Veneto nella nuova direzione anche 20-25, e anche nella persona dell’Assessore Corazzari che appunto hanno presieduto questo momento che ha aperto questa nuova occasione di incontro con il territorio, in cui è stato manifestato un fortissimo non solo interesse, ma anche riconoscimento nei confronti di quanto il nostro Urban Digital Center Innovation Lab si presti ad essere - e l’ha enunciato l’Assessore Calzavara - un modello non solo per il Veneto ma per tutta Italia.

Di questo siamo profondamente orgogliosi.

Questo grazie alle attività, non solo alla riorganizzazione funzionale degli spazi su cui il Comune ha investito, ma proprio per le attività che vengono qui svolte; attività sulle quali noi ci siamo preoccupati fin dal principio di dare sostenibilità perché, si sa, un finanziamento ha una durata temporale, poi c'è un obbligo - e questo lo abbiamo sancito nella sottoscrizione della convenzione - di mantenere gli impegni per almeno tre anni dopo il finanziamento, e quindi per dare garanzia di continuità a tutte le attività, sono state già sottoscritte tutta una serie di partnership con soggetti che erogheranno, finanziati da altre fonti di finanziamento, attività in continuità a quelle che sono state già avviate.

Molti sono i partner interessati a interagire con Innovation Lab. Li stiamo vagliando uno alla volta ovviamente, perché ci deve essere una perfetta conformazione anche all'obiettivo che si è dato il centro, però diciamo che siamo già ampiamente coperti almeno per i tre anni successivi a quelli del finanziamento. Non solo.

La stessa Regione si è già pronunciata rispetto ad un impegno di dare continuità a questa forma di finanziamento che è stata fatta in Veneto con la nuova programmazione 21-27. Quindi siamo assolutamente sul pezzo e stiamo ragionando in concertazione con la Regione proprio sulla garanzia di continuità dell'efficacia di queste azioni sul territorio.

Colgo l'occasione per rinnovare l'invito a tutti i Consiglieri che già non avessero colto la prima occasione; sappiamo che il progetto nasceva in un'epoca pre COVID, che prevedeva massivamente tutta una serie di attività in presenza; abbiamo tutti Innovation Lab del Veneto scontato il prezzo ovviamente della pandemia, quindi abbiamo dovuto concentrare negli ultimi mesi tutta una serie di attività, il calendario è molto fitto ed è presentato sul sito del progetto.

Però rinnovo l'invito a tutti i Consiglieri di venire a visitare il Centro per capire nel concreto che cosa si sta svolgendo e anche la quantità proprio in termini numerici di affluenza delle varie attività che stiamo svolgendo.

Ripeto, non solo per una cittadinanza a titolo generico, ma abbiamo avviato anche dei corsi di formazione altamente professionalizzanti per i dipendenti della P.A., i dipendenti del Comune stanno in questa fase seguendo un corso di progettazione in BIM, che sarà un obbligo previsto nei prossimi anni per tutti gli uffici tecnici; stiamo svolgendo attività in correlazione anche con imprese per portare innovazione nelle imprese; ovviamente tutte attività che devono essere garantite a livello finanziario perché possano essere erogate a titolo gratuito.

Quindi anche nel dare continuità dopo il finanziamento, l’obiettivo è quello proprio di garantire l'accesso gratuito a tutta questa offerta. Grazie.

Intervento n. 52
Pagine 16–17
Punto 1

Interrogazioni ed interpellanze

Assessore

Leggi intervento

Grazie. Poi darò risposta per iscritto, anche verificando gli ultimi aggiornamenti sulla questione. L’ufficio urbanistica, ovviamente opera nell'ambito delle norme edilizie che prevedono che un soggetto privato presenti un'istanza nelle modalità con cui richiede di intervenire su un fabbricato.

Nel caso specifico l'istanza che è pervenuta era un'istanza con asseverazione di procedere ad un intervento di limitate attività di ripristino degli ambienti; su segnalazione di alcuni cittadini è stato, da parte della Polizia Locale, quindi un'altra competenza non urbanistica, avviato una verifica in sito. La verifica è stata poi notificata come da procedimento alla Soprintendenza, che sta svolgendo il proprio compito nei tempi che ha di dare una risposta in merito alla questione.

Quindi mi riservo di dare aggiornamenti una volta che abbiamo anche informazioni rispetto a questa verifica che opererà sul tipo di lavoro di ripristino degli ambienti proposto dal committente della Camera di Commercio rispetto ad un bando che non aveva probabilmente delineato tutti gli aspetti anche di vincoli presenti nella struttura, in modo da mettere il privato nelle condizioni di capire a cosa....

Questo non per giustificarlo, però il bando è pubblico, è noto, e quindi non era stato rilevato tutta una serie di rilevanze che avrebbero potuto comportare la presentazione di un progetto rispettando anche alcuni criteri di tutela di quanto presente all'interno. Quindi più mi riservo comunque di dare una risposta scritta prendendo le ultime informazioni degli ultimi giorni dagli uffici.

Intervento n. 94
Pagine 40–41
Punto 4

Approvazione dello schema di convenzione per la realizzazione

Assessore

Leggi intervento

Grazie. Ringrazio anche i tecnici di AS2 che sono qui presenti in sostituzione dei tecnici di Sistemi Informativi che per problemi personali non potevano essere presenti. Questa che vi sottopongo è la delibera che approva uno schema di convenzione, che è stato ovviamente approvato dalla Provincia in quanto Ente capofila di una cosiddetta aggregazione di soggetti attorno al tema del digitale.

La Regione del Veneto, con delibera 1058 del 30 luglio 2019, ha individuato sul territorio regionale in capo ad ogni Provincia la costituzione di un cosiddetto SAD, soggetto aggregatore digitale, di cui le Province sono capofila e fanno parte dell'aggregazione le Società strumentali che quindi supportano a livello informatico gli Enti Locali ed eventuali altri soggetti.

Nel caso specifico la Provincia, come soggetto aggregatore, ha unito insieme ad essa AS2 in quanto Società strumentale e all'epoca il Consvipo, che sappiamo non essere più operativo. Il SAD rimane e, attraverso questi soggetti aggregatori sul digitale, la Regione ha deciso di erogare dei fondi che fanno capo ad una programmazione europea, sempre PORFESR 2014-2020, per supportare la digitalizzazione dei processi amministrativi.

Quello che accompagna la delibera sono degli atti che abbiamo chiesto di fornire di maggior dettaglio tecnico, in primis il catalogo dei servizi. In questo progetto, è vero arriveranno soldi dalla Regione, ma saranno i Comuni a decidere quali servizi portare a casa, attingendo ad un catalogo che è quello che è stato fornito sostanzialmente dalla Regione nella disponibilità degli Enti Locali.

Contestualmente abbiamo chiesto appunto ad AS2 di fare una nota tecnica che evidenziasse quali sono le esigenze attuali in termini di investimenti da fare per ottimizzare appunto i processi di digitalizzazione dell’Amministrazione. Quindi abbiamo sostanzialmente da un lato la possibilità di un elenco di disservizi; dall'altro un elenco delle necessità dell’Ente.

A seguito della sottoscrizione di questa convenzione, si potrà quindi decidere, in accordo con la Provincia, cosa portare a casa attraverso questo finanziamento. E’ un finanziamento che è a totale costo del progetto, quindi non ci sono oneri in capo all’Ente, se non appunto l'impegno di mantenere negli anni a seguire i servizi che vengono quindi implementati con questa progettualità.

Brevissimamente tre sono gli assi su cui incidono questi interventi: uno è quello della virtualizzazione, quindi il passaggio su cloud la dematerializzazione dei data center, quindi spostare sostanzialmente su cloud tutte le banche dati; una seconda iniziativa è quella proprio di costruire servizi digitali da erogare attraverso le identità digitali a cittadini e imprese; infine quello di rendere interoperabili, quindi comunicabili tra loro, banche dati afferenti ad Enti di diversa competenza.

Quindi questo è sostanzialmente. Se avete domande specifiche, ci sono i tecnici a disposizione. Grazie.

4 agosto 2021

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

2 interventi
Intervento n. 145
Pagine 39–41
Punto 3

Mozione: per la sottoscrizione di un accordo di...” Pag. 39 2

Assessore

Leggi intervento

Grazie. Saluto tutti ovviamente. Alcune precisazioni tecniche.

Quello che riferiva il Sindaco poc'anzi è in riferimento ad una richiesta del Ministero della Giustizia di attivare una procedura semplificata che in qualche modo va anche ad ottimizzare i tempi necessari per poi arrivare a progettare e realizzare l’intervento.

E’ stata fatta una valutazione preliminare con gli uffici del settore urbanistica per capire, nell'ambito della giurisprudenza, quali modalità operative, dovendo intervenire nella riqualificazione di questo sito, fossero ammissibili, nell’ottica chiaramente di individuare anche quelli che sono gli elementi che richiederebbero poi di andare in variante urbanistica comunale, e le procedure di fatto erano due: quella normale, cioè di avviare un procedimento di variante classico, con dei tempi piuttosto lunghi, ma avendo già anche un progetto quantomeno definito a monte per poterla avviare; oppure la procedura, che è un po’ più facilitata e un po' più breve, che è quella dell'attivazione della misura tramite l'accordo di programma che è stato descritto anche dall’intervento dell’Ingegner Scalabrin in una risposta precedente al punto dell'ordine del giorno.

Di fatto il Ministero della Giustizia, preso atto di come si è espresso il Presidente del Tribunale, nel scegliere la dislocazione tra i due siti, attuale sede di Via Verdi e l'ex Gattinara, tutti gli uffici e tutte le locazioni passive afferenti agli uffici dell'attività giudiziaria a Rovigo.

Quindi ci sarà in parallelo ovviamente anche la riqualificazione dell'attuale sede di Via Verdi, che ospiterà tutte le locazioni passive; mentre all'interno dell'ex Gattinara, per un efficientamento anche funzionale dell'attività giudiziaria, su proposta del Presidente del Tribunale e anche della Procura, si è optato per cercare di ottimizzare la ricomposizione in un’unica sede di quelle che sono le funzioni delle aule del Tribunale, quindi gli uffici, la Procura e anche la Polizia Giudiziaria.

Da uno studio di fattibilità tecnico che è stato incaricato dal Ministero al Demanio, emerge che attualmente nel sito dell'ex Gattinara, così come già disposto da normativa statale nei centri storici, che impone un certo indice di urbanizzazione e di volumetria, quindi rapportata alla superficie fondiaria, e di altezza degli edifici in rapporto appunto al vincolo esistente nelle immediate vicinanze, lo studio di fattibilità del Ministero evidenzia che anche attraverso la demolizione e ricostruzione di tutto ciò che è possibile appunto demolire e ricostruire, vincoli quindi esclusi, vi sia la capacità di far fronte alle necessità sotto il profilo volumetrico dell'intervento.

Erano state ipotizzate due soluzioni: la prima prevedeva di mantenere l'attuale destinazione urbanistica come grado di protezione che prevede che solo alcuni immobili presenti nell’ex Gattinara possano già da adesso essere demoliti e ricostruiti mantenendo in linea di massima l'attuale sedime; per altri invece era prevista solo la ristrutturazione.

Quindi quello che viene chiesto con l'attivazione della procedura dell'accordo di programma è di poter consentire ad accordarsi sulla possibilità di andare in deroga allo strumento urbanistico, consentendo la demolizione e ricostruzione di tutti gli edifici non vincolati dentro i parametri della volumetria che è stabilita non da PRG, attenzione, ma da norma statale, un Decreto Ministeriale che vale per tutti i centri storici, e il rispetto del limite dell'altezza dell'edificio vincolato, anche questa norma dettata a livello statale da un Decreto Ministeriale, il 1444/1968, e che comunque dallo studio di fattibilità risulta essere sufficientemente utile per andare a creare il nuovo Palazzo di Giustizia per le tre funzioni che ho elencato prima.

Le due ipotesi che erano state messe sul tavolo hanno evidenziato anche un vantaggio sotto il profilo economico, perché demolire e ricostruire, da previsione, la stima fatta dal Demanio si aggira sull'ordine di grandezza dei 22 milioni e mezzo, a fronte di quasi 25.000 previsti in caso di ristrutturazione, e anche sotto il profilo delle tempistiche, perché demolire e ricostruire prevede una stima di 5-6 anni di realizzazione dell'intervento a partire dall'accordo di programma fino alla sua realizzazione; diversamente la ristrutturazione comporterebbe un dilungamento dei tempi fino a 7-8 anni.

Quindi sostanzialmente questa procedura fa sì che si arrivi ad un accordo tramite l’istituzione della Conferenza dei Servizi, in cui si esprimeranno ovviamente le parti, e che quanto sarà deciso nell'ambito di questo accordo faccia di per sé già variante urbanistica.

Chiaramente la legge urbanistica, la 11/2004, prevede questo percorso, quindi è giuridicamente lecito procedere in questo senso, ma chiaramente un accordo di programma deve essere supportato anche da una documentazione, tipicamente un progetto quantomeno preliminare, che al momento però non abbiamo.

Quindi avendo solo uno studio di fattibilità, che non è entrato nel merito, poi di tutte le caratterizzazioni progettuali, Ministero e Demanio hanno concordato di definire un documento di indirizzo di progettazione, che sarà messo a bando per chi avrà poi l'incarico di progettazione preliminare, definitiva ed esecutiva, in modo da attenersi a quelle che sono le specifiche che verranno individuate in questo atto, in cui chiaramente noi come Comune consentiremo, attraverso questa azione, la possibilità di demolire e ricostruire in tutti i fabbricati, esclusi quelli vincolati, perché ovviamente è la Soprintendenza che qui non lo consente, e di andare eventualmente in deroga, qualora fosse necessario a livello progettuale, anche su piccoli aspetti di natura estetica che possano rendere poco efficace la proposta progettuale.

Per esempio ci sono alcuni vincoli legati alla necessità di installare solo infissi in legno eccetera, quindi queste sono sostanzialmente norme dettate dallo strumento urbanistico comunale e che si prevede di poter rivedere in funzione della necessità evidenziata. Chiaramente questa deroga non è una deroga che spalma la deroga su tutto il centro storico; va ribadito che è limitato strettamente al sito dell'ex Gattinara. Io poi sono a disposizione per ogni altra domanda.

Intervento n. 151
Pagina 42
Punto 3

Mozione: per la sottoscrizione di un accordo di...” Pag. 39 2

Assessore

Leggi intervento

Grazie. Io la parola secretato non l'ho mai utilizzata.

Io ho fatto riferimento ad un documento riservato, che mi è stato trasmesso dal Ministero della Giustizia, in quanto è stato incaricato dal Ministero all'Agenzia; mi è stato trasmesso come documento riservato e scritto proprio nel frontespizio del documento in un'ottica di condivisione per la sottoscritta e gli uffici tecnici, non è neanche stato girato in Giunta, è stato condiviso di fatto con il Sindaco, in vista di un incontro che c'è stato, una videoconferenza, alla presenza del Ministero, del Presidente del Tribunale, della Procura e della sottoscritta.

A seguito della Conferenza Capigruppo, essendo appunto la citazione riportata nel documento riservata, ed avendo il Presidente del Tribunale, quindi non il Ministero della Giustizia, ma il Presidente trasmesso alla Presidente del Consiglio il documento, ho fatto una telefonata al Ministero chiedendo se si potesse rendere trasparente il documento nell'essere trasmesso ai Consiglieri in vista di una richiesta che era pervenuta lo stesso giorno, cioè di attivare la procedura dell'accordo di programma, che quindi apriva questa mozione che presentiamo oggi, e siamo addivenuti a concordare di poterlo semplicemente condividere con voi.

Quindi questo è stato semplicemente il passaggio, essendo il proprietario del documento il Ministero della Giustizia.

29 luglio 2021

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

7 interventi
Intervento n. 11
Pagine 4–5
Punto 1

Interrogazioni/interpellanze

Assessore

Leggi intervento

Grazie. Intanto saluto tutti i presenti.

Chiaramente la questione sollevata dal Consigliere Bertacin è una questione importante, che mi ha visto coinvolta in un sopralluogo finalizzato a rifunzionalizzare uno spazio patrimoniale dell’Ente, su cui io ho dato non solo indicazioni per andare a quantificare, il sopralluogo l’abbiamo fatto insieme, quindi abbiamo verificato qual era lo stato dell'immobile in questione, ma io ho reiterato per iscritto agli uffici la richiesta di fornirle tutte le quantificazioni richieste in termini di danni.

Gli uffici però non è che avessero risposto, questa è un'informazione un po’ errata, non hanno risposto che non ritenevano utile dare risposte in merito.

Ritenevano che i danni fossero di esigua entità, per cui una quantificazione era di difficile stima, perché comunque dover ripristinare qualunque altra funzione a qualunque edificio di proprietà immobiliari richiede di andare a ridare la pittura ai muri, il pavimento in realtà è rimasto, non è stato sostituito, perché con una semplice pulizia, è vero che comunque dei segni dell'attività preesistente sono rimasti, ma ha ritenuto l'ufficio patrimonio, ovviamente non è competenza dell’Assessore, che fosse sufficiente una pulizia approfondita per riuscire a utilizzare nuovamente lo spazio, che è diventata palestra digitale, che sarà inaugurata ai primi di settembre.

Io, più che risollecitare la necessità di dare una risposta che è dovuta, non posso fare, nel senso che reitererò la richiesta e l'importanza di dare risposte ai Consiglieri.

Intervento n. 345
Pagina 72
Punto 11

Approvazione del Regolamento Edilizio Comunale in attuazione

Assessore

Leggi intervento

Grazie Presidente.

E’ un percorso questo iniziato circa nove mesi fa, l'abbiamo definito in Commissione quasi un parto, però è stato un percorso che ha visto il coinvolgimento e la collaborazione di tutti i membri della Commissione, degli Ordini professionali, di Consiglieri non membri della Commissione che hanno comunque dato dei contributi significativi, e devo ringraziare il lavoro di tutti, anche degli uffici, che in maniera molto scrupolosa hanno fatto una verifica rispetto anche a tutte le norme per riuscire a produrre un documento intanto facilmente consultabile, perché per la prima volta questo Regolamento mette a sistema tutti i Regolamenti che sono chiamati in causa in materia edilizia, per cui anche da un punto di vista proprio pratico il documento linka direttamente ai vari Regolamenti dell’Ente che sono richiamati, tipo quello del verde, e che difficilmente erano facilmente recuperabili attraverso la ricerca ad esempio sul sito.

Non solo. E’ un Regolamento che, grazie appunto ai vari contributi, è arrivato a definire delle semplificazioni che vanno proprio incontro a delle esigenze pratiche, che in qualche modo hanno demolito alcuni contesti di chiusura rispetto appunto a delle possibilità di intervenire in maniera efficace per riuscire a intervenire anche in termini di miglioramento della qualità degli immobili a Rovigo.

Chiaramente è un Regolamento che parte da un'impostazione che è stata sancita in sede di Conferenza unificata Governo-Regioni-Autonomie Locali. La Regione del Veneto ha fatto proprio questo Regolamento Edilizio tipo, che poi ha chiesto ai Comuni di conformare anche a esigenze specifiche territoriali.

La cosa interessante è che a livello finalmente nazionale è stato definito proprio un glossario terminologico, che consente quindi di non generare quelle interpretazioni che talvolta hanno causato anche ritardi in alcune procedure.

Questo Regolamento farà variante urbanistica, nel senso che dovrà tutto l'apparato normativo, quindi le norme tecniche dello strumento urbanistico, essere conforme sotto il profilo terminologico per avere gli stessi rimandi terminologici, sia all'interno dello strumento urbanistico, sia del Regolamento Edilizio. Gli articoli sono molti. Se volete li illustriamo tutti.

C'è qui anche comunque il Dirigente. Direi di no. In Commissione è stato approvato all'unanimità.

Questa è una cosa per la quale ringrazio anche il grasso sforzo della Presidente della Commissione che effettivamente ha saputo mettere insieme un po’ tutti i portatori di interesse che sono molteplici e che da tanto tempo attendono questo strumento operativo per avere un po' più di respiro in materia edilizia in città.

Intervento n. 396
Pagina 82
Punto 12

Illustrazione del documento programmatico del Sindaco dell'ottava

Assessore

Leggi intervento

Questa, che appunto è l'ottava variante parziale al piano degli interventi, di fatto con questo passaggio viene presentato il documento del Sindaco che formalmente avvia l'iter della variante.

E’ un passaggio un po’ tecnico, una variante un po’ tecnica, perché la legge urbanistica 11/2004, all'articolo 36, prevede che le Amministrazioni Comunali procedono all’istituzione di questo registro elettronico dei crediti edilizi che sono sia crediti previsti dall'articolo 36 della legge urbanistica, ma anche i crediti edilizi da rinaturalizzazione che sono stati introdotti con la legge 14 del 2019.

Questo registro, che di fatto verrà istituito, registrerà appunto tutti i crediti che si dovessero venire a creare e spendibili all'interno del territorio comunale; il dove spenderli è un qualcosa che rimandiamo ovviamente al piano degli interventi perché necessita di fare tutta una serie di approfondimenti per capire quali sono le aree della città che meritano di essere sviluppate, su cui magari andare a indirizzare prevalentemente l'utilizzo di questi crediti.

Il registro registrerà - scusate il gioco di parole - anche i proprietari, perché questi crediti per legge sono anche cedibili dietro ovviamente un pagamento. Quindi è un elemento tra l'altro fondamentale da avviare oggi come iter perché, per specifiche normative regionali, questa variante blocca di fatto l'adozione di qualunque altra variante urbanistica.

Quindi oggi abbiamo un iter, noi ci auguriamo di poterlo completare entro l'anno, in modo da intanto poter portare avanti, ovviamente con la discussione allargata perché abbiamo ormai consolidato questa come un buon esercizio per la città, di tutte quelle che saranno le varianti che si rendono necessarie di qui in avanti, tra cui anche quella appunto generale del piano degli interventi, ma che appunto vede in un vincolo nell'approvazione di questa, la possibilità di adottare tutte le altre.

Quindi io vi chiedo di approvare.

Intervento n. 410
Pagina 84
Punto 9

Riconoscimento di legittimità di debito fuori bilancio ai sensi

Assessore

Leggi intervento

Grazie. Questo debito fuori bilancio fa riferimento ad una questione che ha origine già dal 2006, quando la Società Cosecon Iniziative Commerciali Srl hanno, tramite lo sportello unico del Comune, fatto richiesta di rilascio di un permesso di costruire.

Attraverso l'attivazione della Conferenza dei Servizi il Dirigente allora Ferlin ha ritenuto, visti i pareri espressi da ARPA, Provincia, ASL, di rilasciare parere negativo al rilascio del permesso di costruire in quanto l'attività, che era un'attività che aveva interesse ad essere insediata all'interno dell'area dell'Interporto, avrebbe potenzialmente causato dei disagi in termini di impatto ambientale nei confronti dei cittadini dell’abitato di Borsea.

Le ditte hanno impugnato la deliberazione di Giunta che prevedeva tra l'altro quali destinazioni fossero previste dall'articolo 23 delle norme tecniche di attuazione del piano particolareggiato Interporto, e ha ritenuto di proporre ricorso al TAR rispetto a questa posizione del Comune.

Il TAR, che ha accolto il ricorso, specifico però da relazione tecnica che gli uffici hanno redatto, il TAR, per decidere su questo ricorso, ha incaricato un CTU al fine di chiarire appunto se il profilo tecnico determinato dalle condizioni fatto dell'attività che si voleva insediare, potesse essere classificato come industria insalubre di prima classe in quanto, qualora si raffigurasse questa tipologia, avrebbe determinato appunto questi impatti che dicevo.

In realtà il CTU rileva che non sia questo il caso in quanto l'attività è priva di fasi di combustione, ma non rilevando in realtà che vi sono attività legate alla stessa produzione di macinazione, miscelazione e frantumazione di materiali che avrebbero fatto rientrare, quindi come attività accessoria all'attività principale, l'impianto tra le industrie insalubri di prima categoria.

A fronte di questo, il Comune decide di affidare un incarico a un consulente giuridico, che è l’Avvocato Ceruti del Foro di Rovigo, per impugnare sostanzialmente questa sentenza del TAR e di porre appello avanti al Consiglio di Stato. Per far questo l'allora Dirigente decise di impegnare una cifra di 12.000 euro.... (Voce incomprensibile dall’Aula)

Intervento n. 411
Pagine 84–85
Punto 9

Riconoscimento di legittimità di debito fuori bilancio ai sensi

Assessore

Leggi intervento

Con atto di Giunta, comunque su proposta del Dirigente, di impegnare i 12.000 euro a bilancio perché si era ritenuto che fosse una cifra soddisfacente per l'espletamento dell’incarico in realtà.

In realtà poi il professionista presenta una prima parcella di acconto; ne presenta poi anche un'altra che, sommata alla prima, va già a superare l'importo di 12.000 euro; fino - e veniamo ai giorni nostri - in cui appunto l’Avvocato in data 8 gennaio 2020 presenta la parcella a completamento della prestazione effettuata nei confronti del Comune, arrivando sostanzialmente a un totale di prestazione di circa 24.000 euro, su cui chiaramente abbiamo circa 12.000 euro che sono non previsti a bilancio. Cosa succede?

Chiaramente, per arrivare a formulare questa proposta, ho chiesto agli uffici di fare tutte le verifiche del caso, anche ripercorrere un po’ la cronistoria perché, come è buona prassi per un Ente Pubblico, si può dare un affidamento e un incarico quando c'è la copertura, quindi c'è un impegno di spesa che è supportato da una copertura economica; cosa che in questo caso non è così.

Poi il Dirigente potrà in dettaglio spiegare i vari passaggi, però non è avvenuta, nel senso che non è stata formalizzata sostanzialmente una richiesta di implementare quello che era un preventivo iniziale, a fronte di maggiori spese che il professionista aveva già di fatto cominciato a sostenere per questa causa.

Preciso anche che ovviamente il Consiglio di Stato ha dato ragione al Comune; ha anche riconosciuto il pagamento di circa 4.000 euro come risarcimento al Comune da parte delle ditte, che ancora il Comune non ha riscosso, e quindi bisognerà anche qui decidere poi eventualmente se intraprendere un'azione volta proprio al recupero di questi soldi; gli uffici hanno rilevato - poi lascio la parola al Dirigente - che nel frattempo, essendo cambiate anche le tariffe di riferimento professionali, che c'è una legge che prevede che si debba fare riferimento appunto alle tariffe aggiornate, e che il tipo di incarico era di una particolare rilevanza, per cui fa collocare il tipo di tariffa in un certo livello di tariffario, questa cifra sia congrua all’incarico effettuato.

Quindi sulla base di questi elementi che sono stati certificati poi da parte degli uffici e dal qui presente Dirigente, noi abbiamo ritenuto di avere gli elementi per portare appunto questa delibera in Consiglio, su cui vi chiedo di votare a favore del riconoscimento di questo debito per questo tipo di incarico. Grazie.

Intervento n. 421
Pagine 87–88
Punto 9

Riconoscimento di legittimità di debito fuori bilancio ai sensi

Assessore

Leggi intervento

Grazie, molto brevemente. Volevo dare risposta al Consigliere Bertacin. Chiaramente non sono io a decidere la concomitanza delle Commissioni.

Io in 1^ sono stata tutto il tempo che mi è stato possibile, poi in 3^ Commissione c'erano le delibere che abbiamo visto e che abbiamo approvato poc'anzi, io le ho presentato, onestamente non guardo il cellulare per vedere chi mi chiama. Sapevano chi era presente, l’ho dichiarato che eravamo in salone d'onore con la 3^ Commissione.

Magari la prossima volta, se dovesse capitare, cosa che anche noi ci auguriamo che non si continui ad avere le Commissioni congiunte sotto il profilo temporale, che qualcuno magari si sarebbe potuto far presente fisicamente per attirare l'attenzione e richiedere che in quel momento si trattava quel punto, perché non c'era assolutamente la volontà di non essere presenti a illustrarlo, ci mancherebbe.

Per dare una risposta, non una risposta, però per sottolineare la ragione del Consigliere, volevo anche dire: io per prima, quando mi è stata sottoposta la prima versione della delibera, sono dipendente pubblico, so come funzionano le cose in un Ente Pubblico, mi sono meravigliata del fatto che si arrivasse appunto a presentare la proposta in Giunta e poi al Consiglio, di supportare una spesa che non aveva la pezza giustificativa in termini di approvazione, perché quello è l'iter normale.

Io ovviamente neanche l'idraulico di casa incarico di fare un lavoro se non ho la certezza di avere la copertura economica e di poter pagare una parcella. Quindi quello che ho chiesto agli uffici è stato proprio di andare a fare un'indagine del perché ci si fosse ridotti ad avere non una, ma due parcelle, perché la prima è arrivata nel 2020.

Chiaramente su questo ha dovuto attivarsi il Dirigente, però non era in servizio l'attuale Dirigente quando si sarebbe dovuto chiedere al professionista di presentare un preventivo integrativo, o comunque di concordare che quella è la modalità. Ahimè non eravamo presenti, né io, né il Dirigente, né nessuno della Giunta.

Quello che abbiamo cercato di fare ovviamente con questa delibera, e ringrazio ovviamente i Consiglieri che si prendono questa responsabilità di voto, è quello comunque di adempiere a quello che è il pagamento di un onere per un servizio che è stato reso al Comune. Solo questo, grazie.

Intervento n. 425
Pagina 88
Punto 9

Riconoscimento di legittimità di debito fuori bilancio ai sensi

Assessore

Leggi intervento

Non è arrivata notifica e neanche al Dirigente, l'ho chiesto adesso, di fornire degli elementi o una relazione. E’ la prima volta che lo apprendo. Mi dispiace, ma non abbiamo ricevuto questa richiesta, quindi non ho potuto presentare nessuna relazione o comunque chiedere al Dirigente di farlo perché non ci è arrivata la segnalazione.

Mi dispiace.

14 maggio 2021

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

4 interventi
Intervento n. 97
Pagina 16
Punto 3

Variazioni al bilancio di previsione 2021/2023, variazioni

Assessore

Leggi intervento

Grazie. Scusate il ritardo ma ero impegnata in attività legate proprio alla rendicontazione del progetto Innovation Lab con la Regione. In merito all' ultima precisazione chiedo al Presidente del Consiglio se fa la Consigliere Gambardella faceva riferimento allo scanner per l’urbanistica, perché non sono previsti scanner nel progetto Innovation Lab, giusto per distinguere.

Intervento n. 99
Pagine 16–17
Punto 3

Variazioni al bilancio di previsione 2021/2023, variazioni

Assessore

Leggi intervento

Parto da questo per poi dare risposta esaustiva su tutto il resto per quanto riguarda le voci di bilancio sul progetto Innovation Lab. Lo scanner, la fornitura è in arrivo a giorni, ci viene detto dal fornitore. Chiaramente questa cosa qui è andata un po' avanti nel tempo, ne siamo tutti consapevoli; stiamo attendendo che appunto il fornitore del dispositivo possa venire a consegnarlo e installarlo nella sede dell’Interporto a giorni.

Non ho la data precisa, sono anch'io in attesa di avere questa informazione a breve; posso ovviamente comunicarlo anche per il tramite del Presidente nel momento in cui arriverai e sarà regolarmente installato. Nel frattempo le persone che sono state messe a disposizione in aggiunta alla dotazione del personale dell'ufficio, stanno continuando a lavorare a pieno regime. Ho fatto anche un comunicato che, ahimè, non è stato in maniera esaustiva riportato sulle testate giornalistiche.

Eventualmente se è di interesse posso tranquillamente anticipare qui nuovamente quello che era il contenuto di questo comunicato, che dimostrava quanto gli uffici comunque si stanno adoperando a fare, anche in attesa di questo scanner, e che attesta comunque che il Comune capoluogo si trova in una condizione non più penalizzante di altri capoluoghi della Provincia che stanno tutti vivendo questa difficoltà, perché il Ministero ha messo a disposizione la possibilità di accedere ad un bando per poter integrare le risorse umane, senza però mai fare un decreto di attuazione che individuasse in primis le risorse, e poi anche le tempistiche con cui dare le risorse umane aggiuntive a chi ne ha fatto richiesta; cosa che il Comune ha fatto richiesta prima ancora delle varie interpellanze che sono emerse in Consiglio su questo fronte.

Quindi siamo tutti, noi Comune capoluogo di Rovigo come tutti i Comuni d'Italia che hanno fatto richiesta, in attesa che il Governo si decida di mettere a disposizione i fondi, e quindi anche le graduatorie a fronte delle richieste che i Comuni hanno avanzato.

Per quanto riguarda invece Innovation Lab, la precisazione che ha fatto il collega Pavanello è dovuta anche per il fatto che questo è un progetto che ha avuto, a fronte di una delucidazione di proposta progettuale che andava a individuare le singole voci previste dal bando, un'approvazione da parte della Regione. Quindi sono fondi che devono essere utilizzati nel modo in cui sono stati proposti progettualmente alla Regione.

Chiaramente c’è stato per il problema COVID anche la possibilità di avere tre mesi in più nell'espletamento delle attività. Quando sostanzialmente è stata dichiarata la pandemia, il progetto ha ottenuto il finanziamento, e quindi ovviamente abbiamo dovuto anche attendere i tempi con cui la Regione, sentita la Commissione Europea, ha potuto dare questa dilazione di tempi.

Quindi necessariamente tutti, non solo noi ma tutti i dieci Innovation Lab hanno dovuto fare questa operazione di bilancio, che hanno spostato in avanti nel tempo alcune risorse che si prevedeva inizialmente di dover investire completamente nel primo anno.

Per quanto riguarda le voci previste dal progetto, il bando era molto blindato, prevedeva proprio delle percentuali di voci di costo dedicate alla fornitura di servizi specialistici esterni, quindi di dotarsi di consulenze esterne, così come nell'acquisto di beni di consumo.

Come probabilmente molti di voi sapranno, ne abbiamo dato notizia e stiamo comunque anche continuando a fare delle giornate su richieste in cui si presenta il progetto, i Consiglieri sono stati tutti invitati a visitare il centro, alcuni lo hanno fatto, altri no, quindi l'invito lo rinnovo, perché chiaramente entrando in questo spazio si può capire meglio di cosa stiamo parlando.

Per quanto riguarda l'acquisto di beni di consumo, si tratta appunto di attività ben specificate nel bando; tra questi appunto ci sono beni che servono a giustificare sia attività, eventi, che quindi non sono ancora stati di fatto spesi nell'ambito delle attività perché il COVID non ha consentito ad esempio di poter effettuare attività che comprendessero ad esempio anche dei servizi di catering, e quindi questi rimangono a disposizione in attesa di poter essere utilizzati in questo senso, salvo cose che noi manteniamo nei rapporti continui con la Regione e con AVEPA soprattutto che è l’Ente preposto alla rendicontazione, che è molto preciso tra l'altro su questi aspetti, di poterli dirottare su altre voci comunque previste da un bando.

E quindi non c'è una libertà da parte dell’Ente di poterne usufruire in maniera differente. Quindi noi stiamo semplicemente agendo nella condizione di spostare sui prossimi mesi la possibilità di utilizzare questi fondi, che in gran parte sono stati fermi, dovuti anche a esigenze di pandemia, per cui questa è la motivazione per cui vengono spostati in avanti nelle spese previsionali di bilancio.

Però sono fondi che comunque devono essere spesi e devono essere spesi nell'ambito dell’attività prevista dalla proposta che è stata approvata dalla Regione.

Intervento n. 122
Pagine 20–21
Punto 3

Variazioni al bilancio di previsione 2021/2023, variazioni

Assessore

Leggi intervento

Grazie. Chiedo scusa, non avevo colto che era richiesto un dettaglio delle voci di costo dei beni di consumo.

Qui dentro non rientrano ovviamente voci di spesa corrente, di gestione dell’immobile, però le attività, soprattutto quelle di natura workshop laboratoriali che abbiamo in essere come Innovation Lab, richiedono di mettere a disposizione i materiali di consumo, faccio qualche esempio, poi ovviamente la cifra è ampiamente coperta da una richiesta che è stata fatta e accolta dalla Regione, ad esempio ci sono dei kit che vengono messi a disposizione per corsi di domotica che richiedono appunto di avere delle tecnologie sensoristiche degli Arduino kit per consentire appunto a chi segue il corso di costruire questi oggetti di domotica che sono certo di formazione nell'ambito delle attività e che erano previste all'interno del bando.

Quindi sono proprio materiali di consumo funzionali ai laboratori che sono totalmente coperti dal finanziamento e rivolti a diversi target di utente, che servono appunto a dare sostanza e computo delle attività che si fanno a realizzare con i fornitori appunto esterni che ricadono invece nella voce dell'assistenza specialistica, che è una quota importante del progetto.

Per quanto riguarda gli incarichi, in riferimento al quesito che poneva invece il Consigliere Aretusini, ovviamente questi sono fondi gestiti nell'ambito di un progetto finanziato da un bando POR-FESR, è assolutamente dovuto, non solo perché siamo una Pubblica Amministrazione ma perché siamo una Pubblica Amministrazione che utilizza fondi europei, così come ha dovuto in ognuna di queste situazioni dare ampia trasparenza e visibilità, sia nella chiamata che si fa attraverso manifestazioni di interesse, sia attraverso l'affidamento degli incarichi utilizzando piattaforme on-line che sono appunto, nel caso specifico di questa attività, gli uffici tecnici, l’ufficio gare e appalti, utilizza la piattaforma Sintel, ma sono diverse le piattaforme che sono rese disponibili e che danno ovviamente trasparenza nei procedimenti amministrativi di affidamento degli incarichi.

Quindi di ogni affidamento c’è sia la traccia che è anche oggetto di rendicontazione nella piattaforma messa a disposizione dalla Regione con la struttura di AVEPA, obbligatorio dare manifestazione di interesse, per poi procedere a chi ha le caratteristiche per poter essere iscritto in una di queste piattaforme che ne garantiscono la trasparenza dei processi amministrativi, di poter presentare una propria offerta, sia tecnica che economica.

Questo significa che c'è una Commissione tecnica, ovviamente tecnica e non politica, in capo al settore che gestisce le gare e appalti dei Comuni, e che fa la valutazione delle offerte tecniche ed economiche, e stabilisce quindi una graduatoria di coloro che sono ammessi alla fornitura di beni e servizi come in questo caso. Quindi questo è tutto documentato e tutto presente e tracciabile, sia sul sito della Regione che attraverso queste piattaforme.

Per quanto riguarda la voce dello scanner, in merito al quesito che faceva invece il Consigliere Milan, uno scanner è ovviamente uno strumento hardware ma necessita, come evidenziato anche nella voce di costo presentata, di una dotazione software per poter essere integrata e comunicare quindi i dati che vengono acquisiti attraverso questo strumento.

E’ uno scanner come detto più volte ad alte prestazioni professionali; questi sono i costi di mercato, quindi ovviamente nel fare una valutazione dell'impegno che avremmo dovuto sostenere a bilancio sono stati acquisiti dagli uffici dei preventivi di costo di questo tipo di materiale, sia sotto il profilo hardware, che software, e questa è quindi una previsione di spesa alla luce di preventivi che poi dovranno trovare però ovviamente una loro corrispondenza in termini appunto di offerta, perché anche questi sono sempre affidamenti che vengono fatti attraverso le procedure trasparenti di cui parlavo anche prima.

Intervento n. 138
Pagine 22–23
Punto 3

Variazioni al bilancio di previsione 2021/2023, variazioni

Assessore

Leggi intervento

Se ha bisogno di un dettaglio così puntuale di che nome di software sia stato individuato dagli uffici tecnici, mi riservo ovviamente di sentire, di chiedere agli uffici e poi di fornire risposta scritta al Consigliere Milan, perché ovviamente un politico non entra nel merito degli aspetti di scelta puramente tecnica, però darò risposta per iscritto una volta sentiti gli uffici, che ovviamente nel fare le scelte si confrontano con l’ufficio CED che ha delle priorità nel dare ovviamente scelta in quelle che sono soluzioni software, come tutte le Pubbliche Amministrazioni, open source per quanto possibile.

Per quanto riguarda invece la domanda del Consigliere Businaro, le figure che erano state individuate in fase di stesura progettuale, tra cui appunto la previsione da bando di un manager che gestisse il progetto, gestisse la rendicontazione del progetto con AVEPA che, come dicevo prima, non è una cosa affatto banale, e che mantenesse quindi il coordinamento e i rapporti di tutti i fornitori con l'ufficio preposto e competente che è l'ufficio CED del comune in capo all’Ingegner Cavallaro.

Quindi la figura del project manager così come di tutti i fornitori di servizi che sono stati individuati, come dicevo prima, attraverso queste procedure trasparenti, che sono passate attraverso una prima manifestazione di interesse, per scelta appunta degli uffici e poi con i vari step della stessa procedura all'interno di questa piattaforma Sintel, sono state semplicemente elencate quelle che erano delle caratteristiche a cui dovevamo rispondere le proposte tecniche ed economiche dei fornitori di servizi; nel caso ad esempio del project manager erano richieste delle garanzie sulla capacità di fare rendicontazione di progetti di questa natura, che utilizzasse fondi di questo tipo, quindi di documentare anche un’esperienza in materia, oltre che dare una certa garanzia in termini di giornate di presenza, perché chiaramente è necessario che ci sia una presenza sul progetto importante.

Altre caratterizzazioni sono state poi definite dal punto di vista tecnico da chi ha mandato fuori, quindi gli uffici preposti, le varie manifestazioni di interesse, che hanno poi valutato con le risposte che sono pervenute da parte dei fornitori di servizi e stilato delle graduatorie con punteggi che erano già dichiarati in sede di manifestazione di interesse nel modo in cui sarebbero stati attribuiti rispetto alle presentazioni delle offerte tecniche ed economiche da parte appunto dei prestatori di servizi.

26 febbraio 2021

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

4 interventi
Intervento n. 36
Pagine 8–9
Punto 1

Interrogazioni ed interpellanze

Assessore

Leggi intervento

Il profilo organizzativo che in qualche modo va.... Intanto ringrazio perché effettivamente questo è uno dei tasti più dolenti in questo periodo che deve favorire ovviamente la riqualificazione. Molti aspetti.

Partendo dalla possibilità dei Comuni di presentare domanda, quindi istanza di avere questa copertura provvisoria, temporanea per l'anno in corso, il Comune ovviamente si è attivato e sono tre le risorse parttime secondo i parametri che sono stati forniti, però a tutt'oggi non sono ancora stati stanziati i fondi, quindi non sappiamo se ovviamente potremo usufruire di questa possibilità e nemmeno quando, perché al momento è stato solo esposta questa sorta di bando per proporre le candidature da parte dei Comuni; cosa che abbiamo fatto e quindi siamo in attesa di capire se saranno stanziate a livello centrale i fondi per coprire questa spesa, e poi per poter eventualmente valutare se ci siamo piazzati in graduatoria per poter portare a casa queste risorse.

Al momento abbiamo attivato tutta una serie di procedure, ovviamente è rafforzato sia da parte dell’accesso agli atti che sono depositati all’Archivio storico, sappiamo che abbiamo un Archivio storico che contiene veramente migliaia di pratiche, ahimè mai informatizzate,e quindi questo è un lavoro particolarmente oneroso in capo al Comune, a differenza di tantissimi altri Comuni che negli anni anche meno recenti hanno iniziato degli investimenti in questo senso.

Nel bilancio che andiamo ad approvare è prevista anche una dotazione tecnologica di uno scanner particolarmente performante, che velocizzerà proprio la scansione per evitare i tempi e l'onere del lavoro di dover andare a ricercare i faldoni da portare dall’Interporto all’urbanistica e poi riportarli indietro, che è proprio tempo perso, e quindi consentire un’informatizzazione delle pratiche che quindi arrivano direttamente agli uffici informatizzate, per poter effettuare in maniera molto più snella l'istruttoria e contestualmente con l'occasione riferirlo agli immobili.

Questo va a favore anche di tutte le procedure successive che riguardano poi il mondo dell'edilizia. Una persona si sta occupando da un paio di settimane di dare risposta ai tecnici che appunto vogliono avere notizie rispetto allo stato di avanzamento della propria pratica. Ci stiamo avvicinando in realtà al mese di gennaio, stiamo cercando di correre perché queste persone hanno effettivamente velocizzato i tempi.

Abbiamo però un solo scanner, e quindi per quanto abbiamo personale che lavora a tempo pieno, anche in regime di straordinario, per riuscire a informatizzare queste pratiche, il mezzo è ancora uno e comunque anche abbastanza datato. Quindi confidiamo in una velocizzazione delle procedure anche con questo intervento. Non solo.

Stiamo aggiornando una manualistica per l'accesso agli atti. Questo è un dato che va riscontrato, ahimè, nel senso che molte procedure di richiesta di accesso agli atti utilizzano una modulistica che è molto generica, attraverso la quale i professionisti non sono messi nelle condizioni di fornire tutti quegli elementi oggettivi che facilitano il rintracciamento della pratica. Esempi banalissimi: uno stesso edificio può avere nel tempo cambiato numero civico e numerosi proprietari.

Spesso arrivano richieste di accesso agli atti che indicano l'ultimo numero civico e l'ultimo proprietario. Quindi queste informazioni non consentono di ricostruire la storia delle autorizzazioni edilizie in capo a quell'immobile per poter completare l'istruttoria dell’accesso agli atti.

Quindi sta per uscire anche un modulo che in qualche modo facilita sicuramente il compito degli uffici, ma in qualche modo condiziona un po' più di attenzione anche da parte del mondo dei professionisti nel fornire le indicazioni utili per arrivare in maniera più efficace e diretta a rintracciare queste pratiche.

Quindi questo è un po' quello che abbiamo attivato e sicuramente vedremo dei risultati importanti una volta che riusciremo a entrare in possesso di questa strumentazione che velocizzerà sia in termini di ottimizzazione di tempi persone che possono operare invece che fare trasloco di pratiche, e sia anche appunto l'informatizzazione delle pratiche stesse in maniera sicura per dare un’efficace risposta agli utenti.

Intervento n. 62
Pagine 14–15
Punto 1

Interrogazioni ed interpellanze

Assessore

Leggi intervento

Grazie. In merito alla questione dell'antenna, effettivamente stiamo ancora attendendo di vedere se la ditta risponde al sollecito di dare comunicazione. E’ chiaro che la competenza che ha il Comune a volte è limitata, cioè al di là di ricevere o verificare che siano mantenute le condizioni di trasmissione di una comunicazione, non siamo noi l’Ente che ha potere autorizzatorio.

Sul merito della sanzione, la procedura tipicamente prevede per passaggi successivi si comincia a chiedere di essere adempienti rispetto a quanto previsto dalle norme, per poi andare a implementare eventualmente l'applicazione della sanzione. Quindi questa è la motivazione per cui viene tipicamente applicata la sanzione quella più bassa, perché l'obiettivo è quello di portare a casa il risultato e di rispettare la norma.

La norma è quella però in questo caso solo di dare comunicazione che, ahimè, non va incontro comunque alla problematica di avere antenne di certe dimensioni e certe tipologie in alcune zone. Quindi su questo trova ovviamente pieno supporto, che però non ci mette nelle condizioni di poterci sostituire ad esempio a un organismo come ARPAV, che ha invece una competenza specifica in materia.

Per quanto riguarda invece la questione dell’Interporto, in riferimento ai due casi, se ha delle notizie puntuali e più precise, io mi riservo ovviamente di andare a verificare sia una questione di inadempienza oppure di capirsi da parte degli uffici nel dire a qualcuno di non poter seguire facilmente l’iter di un insediamento, o se sia invece una semplice applicazione di norme e quindi di una corretta applicazione giuridica della materia.

Sulla questione invece Interporto, è chiaro, è vero, l’Interporto di Rovigo è stato dichiarato uno degli ambiti strategici per la logistica. Siamo già in contatto, abbiamo già fatto un incontro interlocutorio, ma già in prospettiva di un secondo incontro che avremo proprio tra dieci giorni con il Presidente dell’Interporto.

Nella situazione all’Interporto il piano particolareggiato è scaduto; vi sono delle convenzioni passate che è stato anche faticoso, sia da parte dell'Interporto che da parte nostra andare a recuperare come atti proprio amministravi, perché non è mai stata la materia Interporto gestita in maniera molto coerente e sistemica rispetto all'importanza che ha questo sito.

E’ chiaro che ha delle limitazioni attualmente perché, come probabilmente molti di voi già sapranno, un potenziale insediamento in zona interportuale deve avere una specifica destinazione d'uso della tipologia di attività legata alla destinazione interportuale. Faccio un esempio: questo significa che ad esempio anche le materie in entrata e in uscita dovrebbero quantomeno utilizzare due modalità trasportistiche differenti, privilegiando quelle sostenibili tipo la ferrovia.

E queste sono condizioni che molte attività non riescono nel loro esercizio a documentare o comunque a poter garantire di mantenere come gestione dell'attività. Questo è sicuramente qualcosa che abbiamo già avviato come iter, come dicevo, per andare a rivedere questo piano particolareggiato e quindi favorire, anche alla luce delle moderne condizioni di necessità di logistica, di andare in qualche modo a favorire per completare anche l'insediamento nei vari comparti che attualmente non sono ancora tutti realizzati.

Intervento n. 486
Pagine 80–81
Punto 9

Approvazione documento unico di programmazione (DUP)

Assessore

Leggi intervento

Rubo sicuramente meno di otto minuti per dare alcune risposte, poi per altre rimando invece per competenza all’Ingegner Favaretto. E’ chiaro che per parlare di rigenerazione urbana, di city branding, bisogna anzitutto partire da quello che è un po' un’analisi sistemica della situazione della città che ci troviamo in qualche modo a gestire.

Il piano degli interventi sarà l'inizio di un percorso lungo di tanti confronti, che dovranno appunto, tramite il lavoro delle Commissioni ma anche in Consiglio, addivenire a delle scelte che possano anche essere fondanti per andare a intercettare poi i bandi in maniera mirata, che possano quindi dare, a fronte di una volontà pianificata attuazione, perché la pianificazione poi richiede ulteriori risorse per riuscire ad attuare interventi sul territorio.

Quindi quello che noi abbiamo iniziato a fare è stato ovviamente non perdere le occasioni di intercettare dei bandi che venivano incontro a quelle che erano comunque già esigenze manifeste in città, e che hanno potuto in qualche modo attivare delle potenzialità di sviluppo sotto il profilo economico, ma anche in termini, oltre che di innovazione, proprio di digitalizzazione di alcuni processi. Di questo abbiamo assolutamente bisogno. Mi collego all’ultimo intervento del Consigliere Masin.

E’ vero, noi abbiamo la necessità di mettere a sistema le banche dati. Sono state fatte negli anni scelte che non hanno guardato ad una crescita sistemica della consistenza dei gestionali, tanto per fare un esempio.

Il passaggio del 24 febbraio di questo mese è un passaggio epocale per il Comune perché, il passaggio dell'anagrafe, il subentro del nostro sistema anagrafico nel sistema anagrafico nazionale, ha permesso di andare a fare tutto un insieme di verifiche e modifiche su quelli che sono dei dati alla base di tutti i collegamenti che si possono fare in un Comune.

Quindi per riuscire a collegare le banche dati c'era bisogno quanto meno che quella principale, che è quella anagrafica, potesse essere effettivamente certificata per poter poi attivare dei percorsi di cooperazione applicativa tra i sistemi.

E quest'anno a bilancio abbiamo messo le risorse per questa transizione al digitale, perché preparare la base a chi deve gestire il collegamento delle informazioni e dei dati a settori diversi dell’Ente, consentirà poi di erogare servizi digitali in maniera speditiva in risposta alle istanze dei cittadini, anche tramite l’identità digitale dello Spid che sappiamo bene essere ormai quasi un obbligo per poter accedere anche a determinati servizi in futuro.

Chiaramente non c'è solo questo - rispondo anche al Consigliere Sette - lo dicevo già rispondendo all'interpellanza in apertura del Consiglio. Sì, noi attualmente abbiamo un unico scanner. Abbiamo ovviamente previsto che, con l’approvazione di questo bilancio, si procede immediatamente all'acquisizione di uno scanner che è performante, che possa essere quindi utilizzato direttamente all’Interporto per velocizzare tutti i passaggi.

Evitare il passaggio fisico dei faldoni che contengono le pratiche edilizie non sarà utile solo all’edilizia, perché in archivio abbiamo anche altre pratiche del Comune. Questa cosa consentirà quindi finalmente di dare un forte stimolo anche alla digitalizzazione di tutti gli archivi dell’Ente. Per quanto riguarda invece il bando MIT, io faccio solo un appunto rispetto alla proposta di valutare siti come l'ex Caserma Silvestri.

In questo contesto non era possibile inserire una progettualità di un sito di questo tipo - dopo lascio la parola al collega Favaretto per spiegare bene la questione legata al bando MIT - però volevo precisare che noi come Amministrazione, e soprattutto il Sindaco, è già da un po' che sta attivando dei colloqui frequenti con il Demanio per riuscire quantomeno a impostare una logica di integrazione di questo spazio con la città; non deve rimanere uno spazio isolato, anche se il Demanio ha già manifestato ovviamente una propria programmazione di intervento su questo sito, ma l'importante è che ci sia un dialogo per riuscire in qualche modo a poter rendere alla città spazi che sicuramente dalle previsioni che attualmente ha il Demanio di utilizzo di quel sito, non saranno pienamente utilizzata.

Quindi questa è una cosa su cui ci stiamo già impegnando. Mentre sul bando MIT ci sono, come in tutti i bandi ovviamente, quelli che sono dei requisiti che devono avere i siti che si propongono, come in questo caso, di vera e propria riqualificazione urbana; questo però è un bando che guarda soprattutto al tema del social housing, ma che guarda non solo all'aspetto abitativo; anche al contesto in cui si inserisce per costruzione di spazi aperti e non, che possano facilitare lo scambio intergenerazionale.

Quindi, anche guardando quelli che sono i requisiti di ammissibilità, ma anche ciò che vanno a valutare poi in Commissione valutatrice per l'assegnazione dei punteggi, quindi consentire ad una proposta effettivamente di poter essere tra quelle che si portano a casa i finanziamenti, va fatto ovviamente una scelta strategica, e quindi lascio la parola al collega Favaretto per raccontare quello che ne emerge da questa analisi che abbiamo fatto sul territorio, incrociando questi che sono gli aspetti del bando.

29 dicembre 2020

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

1 intervento
Intervento n. 138
Pagina 60
Punto 7

approvazione dei criteri generali da applicare dei criteri generali da applicare per la determinazione del contributo straordinario di cui all'articolo 16 comma 4 del d.p.r. 380/2001 e per la definizione degli accordi pubblico-privato in attuazione dell'articolo 6 della legge regionale 11/2004

Assessore Ah, chiedo scusa ho aperto un verbale errato

Leggi intervento

6 favorevoli e 2 astenuti. Si sono astenuti il consigliere Rizzato e il consigliere Milan.

27 aprile 2020

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

5 interventi
Intervento n. 288
Pagina 96
Punto 11

APPROVAZIONE DOCUMENTO UNICO DI PROGRAMMAZIONE (DUP) 2020/2022, RELATIVA NOTA DI AGGIORNAMENTO AL DUP 2020/2022, BILANCIO DI PREVISIONE ESERCIZIO 2020/2022 E RELATIVI ALLEGATI

ASSESSORE AL PERSONALE E ALL’INNOVAZIONE

Leggi intervento

Grazie. Buonasera a tutti, spero che mi sentiate bene ho dovuto fare un cambio di portatile. Allora, io vorrei rispondere in maniera adeguata visto che mi viene solleticata questo termine di adeguatezza da parte del Consigliere Rizzato e anche con la competenza che ritengo assolutamente di non dover mettere in discussione.

Devo precisare...

Intervento n. 290
Pagine 96–97
Punto 11

APPROVAZIONE DOCUMENTO UNICO DI PROGRAMMAZIONE (DUP) 2020/2022, RELATIVA NOTA DI AGGIORNAMENTO AL DUP 2020/2022, BILANCIO DI PREVISIONE ESERCIZIO 2020/2022 E RELATIVI ALLEGATI

ASSESSORE AL PERSONALE E ALL’INNOVAZIONE

Leggi intervento

Mi lasci finire. Volevo solamente ribadire che io posso capire, mi rendo conto che sia una materia di difficile comprensione perché materia molto, molto tecnica che richiede appunto una certa competenza.

Quello che noi abbiamo previsto di realizzare è semplicemente un’azione che necessita di portare a rivedere interamente il sistema del Comune, il Comune che negli anni non ha mai visto un piano di investimento sistemico dove i settori potessero in maniera anche trasversale lavorare insieme per riuscire appunto a restituire ai cittadini dei servizi in maniera efficace, oltre che efficiente.

Quando parlo di efficacia intendo dire che l'Amministrazione possa creare delle economie di scala, quando parlo di efficienza significa portare a ottimizzare i tempi per dare risposte ai cittadini, per chiudere le istanze e per farlo sia nel momento in cui non c'è un'emergenza come quella che stiamo vivendo e ancora di più nei momenti in cui si viene a verificare un'emergenza come una pandemia che in una fase 2, vorrei precisare, sarà una fase che comporta un radicale cambiamento strutturale della macchina amministrativa.

Quindi quanto diceva il Consigliere Masin prima, mi ha proprio anticipato nel dire ciò che era un'opportunità prima, diventa un'esigenza, un obbligo adesso, non è sufficiente affermare di mettere a disposizione risorse in un bilancio per andare incontro alle difficoltà dei cittadini e delle imprese per far sì che queste possano essere riversate dalla cassa del Comune alle tasche dei cittadini e delle imprese nel più breve tempo possibile nel rispetto della privacy e della trasparenza e garantendo la sicurezza anche degli operatori che ci troveranno in un sistema di lavoro che per chiamarlo Smart bisogna investire in un sistema di rivalutazione dell'intero apparato.

Quindi quando parliamo di riorganizzazione della macchina amministrativa per processi, non faccio riferimento a puro codice e a puro software ed è per questo motivo che AS2 non è in grado di coprire questa esigenza, non lo è stato perché in questi anni non è stata in grado comunque di dare una mano in questo senso al Comune.

Anche perché il Comune non era in grado di sapere ciò di cui aveva bisogno, quindi questa è una competenza che è necessaria come una nuova competenza da portare all'interno al Comune, che in una fase di startup e richiede e ci siano non consulenti, ma esperti perché c'è differenza tra consulenza e prestazione di servizio professionale, che vengano in qualche modo a supporto della macchina amministrativa per velocizzare i tempi di ricostruzione proprio di questo, di questo ambiente di lavoro che è fatto di persone, è fatto di software ed è fatto anche di metodi, oltre che di dati.

Ecco, io volevo puntualizzare questa cosa perché anche la semplice esperienza che comunque in maniera direi egregia, questo comune ha saputo gestire per l'emergenza dei buoni spesa, però stiamo parlando di una cifra di € 270.000 che ha dovuto comportare in fase di gestione di emergenza una rivoluzione in termini di persone addette al servizio, di programmi e anche di metodi. Il processo non esisteva, il processo è stato costruito.

Intervento n. 293
Pagina 97
Punto 11

APPROVAZIONE DOCUMENTO UNICO DI PROGRAMMAZIONE (DUP) 2020/2022, RELATIVA NOTA DI AGGIORNAMENTO AL DUP 2020/2022, BILANCIO DI PREVISIONE ESERCIZIO 2020/2022 E RELATIVI ALLEGATI

ASSESSORE AL PERSONALE E ALL’INNOVAZIONE

Leggi intervento

Devo anche precisare che AS2 è di supporto al Comune Aretusini, lo è sulla base di una consapevolezza che matura il Comune di aver bisogno ...

Intervento n. 295
Pagina 97
Punto 11

APPROVAZIONE DOCUMENTO UNICO DI PROGRAMMAZIONE (DUP) 2020/2022, RELATIVA NOTA DI AGGIORNAMENTO AL DUP 2020/2022, BILANCIO DI PREVISIONE ESERCIZIO 2020/2022 E RELATIVI ALLEGATI

ASSESSORE AL PERSONALE E ALL’INNOVAZIONE

Leggi intervento

Io non sto dicendo che AS2 sia un'azienda inutile e incapace, sto dicendo che AS2 ha sviluppato una capacità di intervento rispetto al Comune basato sulla chiamata, cioè c'è un esigenza, il Comune matura una esigenza e ovviamente fa un primo passaggio attraverso la propria partecipata per vedere se questa esigenza può essere coperta dall'intervento di AS2 a fronte di un contratto di servizio che quest'anno abbiamo messo sul piatto come necessario e adeguato.

Intervento n. 298
Pagine 97–98
Punto 11

APPROVAZIONE DOCUMENTO UNICO DI PROGRAMMAZIONE (DUP) 2020/2022, RELATIVA NOTA DI AGGIORNAMENTO AL DUP 2020/2022, BILANCIO DI PREVISIONE ESERCIZIO 2020/2022 E RELATIVI ALLEGATI

ASSESSORE AL PERSONALE E ALL’INNOVAZIONE

Leggi intervento

Vado avanti. Ora, per mettere mani ad una riorganizzazione dei processi c’è bisogno di competenze di chi dentro una Pubblica Amministrazione c’è, ma ma anche di esperti esterni che possano affiancare proprio i dipendenti ai vari livelli.

Questa non è un'attività che può fare un assessore sedendosi alla scrivania di tutti i dipendenti per capire quando viene avviata una istanza nei confronti di una macchina amministrativa come questa poi segue in termini di procedimento, ma non solo, gli uffici e gli addetti agli uffici.

Questa è un'operazione che richiede tempo, che richiede ovviamente delle competenze, è un'operazione che non è mai stata fatta nel Comune di Rovigo che noi riteniamo sia la base, il prerequisito di poterci permettere di andare avanti con tutte quelle che sono un po' le strategie che abbiamo messo in campo, e che l'Amministrazione ha messo in campo anche nella propria campagna elettorale, per riuscire a dare quelle risposte che i cittadini si aspettano.

Quindi mi dispiace dover anche puntualizzare che ci sono delle differenze precise nei ruoli di un assessore, di un segretario generale, di un dirigente e di funzionari. L'attività che voi state in qualche modo chiedendo di fare un assessore non è un'attività che compete a un assessore. L’assessore può individuare quelle che sono le necessità e trovare le risorse da mettere a bilancio per riuscire a coprire queste necessità, io mi fermerei qui.

Come leggere questi numeri. Il numero degli interventi dipende dalle sedute e dai verbali attualmente acquisiti. I ruoli di Presidenza possono inoltre generare numerosi interventi procedurali: per questo Lente Civica non li usa come classifica di attività politica.