Grazie signor Presidente, grazie al Dottor Orsini e ai suoi collaboratori per essere qui oggi, che ringrazio molto anche per l'intervento iniziale con la sua illustrazione molto sintetica ma molto precisa, e che ha dato risposte a domande che stiamo facendo e ad osservazioni che stiamo facendo. Per non ripetere quello che hanno detto chi mi ha preceduto comunque, avrei alcuni spunti di riflessione da poter illustrare sia ai miei colleghi che a lei come rappresentante appunto dell’ULSS 18.
Purtroppo abbiamo sempre sofferto di quello che è il campanilismo, quindi la visione delle due ULSS staccate probabilmente oggi non ha molto senso.
Allora io mi domando se è mai stato verificato, o analizzato, quali possono essere sia i vantaggi che le criticità di un’unica ULSS per il nostro Polesine; piuttosto se nella ridistribuzione territoriale per quanto riguarda l’ambito dalla Regione Veneto di ristrutturare le ULSS, se era previsto o se è possibile prevedere un allargamento territoriale, comprenda anche Conselve, Monselice Est, perché in fin dei conti se prendiamo Rovigo come punto centrale di una specie di cerchio, Occhiobello, Adria, Badia Polesine e Monselice hanno più o meno la stessa distanza, e quindi non è un discorso di logistica territoriale, quanto di aumentare il bacino d’utenza che potrebbe portare sia noi di Rovigo, che ovviamente alle altre strutture, dei vantaggi reciproci.
In questo caso ovviamente andrebbe ridistribuito quello che è il carico degli interventi, che siano interventi medici piuttosto che visite specialistiche, per ottimizzare quello che è il sistema stesso, cioè evitare doppioni, evitare sovra dimensionamenti di strutture e quindi, come già è stato detto in un primo intervento, magari un sotto utilizzo di quella che è la struttura in macchinari, sale operatorie, eccetera, eccetera.
Per il discorso delle eccellenze, io mi immagino comunque che per poter mantenere l’eccellenza bisogna mantenere anche quello che è il servizio che sta intorno all’eccellenza.
Mi spiego: se devo fare un intervento chirurgico particolare, il paziente va preparato con degli interventi magari precedenti; se eliminiamo questa attività di contorno, è ovvio che l'intervento stesso va a cadere, per Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 11 Giugno 2013 25 cui invece di fare 100 interventi in una settimana, probabilmente è un numero anche abbastanza fantascientifico, vado a farne 10-15 perché mi manca quello che è il contorno dell’intervento vero e proprio specialistico, quindi l’eccellenza va mantenuta se mantengo anche quello che è tutto il contorno della specialità.
E qui però subentrano fattori di come utilizzare meglio il personale impiegato, come utilizzare meglio la struttura, come utilizzare meglio i macchinari, eccetera, eccetera.
Per quanto riguarda invece un discorso legato alla qualità della vita, quello che mi domando è: siccome c'è un registro territoriale per quanto riguarda i tumori che deve essere fatto a livello provinciale, tenendo conto poi di un osservatorio epidemiologico, tenendo conto poi che lo scorso anno il Dottor Marco Longo ci aveva accennato di un’analisi per la lotta contro l’inquinamento, quindi micro particelle, eccetera, eccetera, il registro in questione è messo in funzione, funziona bene, può essere utilizzato per poter valutare come parametro della qualità della vita nel Polesine, tenendo conto poi anche di altri fattori quali situazioni di disagio, povertà, eccetera, qualità dell’aria e via dicendo?
Per quanto riguarda il discorso di disagio, mi viene in mente che comunque anche il Polesine è una terra che è soggetta purtroppo a casi di suicidio e sta entrando anche in situazione di patologie legate al gioco d’azzardo, per cui volevo sapere se è stata prevista una qualche dimensione di servizio per poter valutare, e quindi in qualche modo operare su questi disagi per poter limitare e diminuire per la nostra popolazione.
L’ultima cosa è che nel piano sanitario è prevista una deospedalizzazione, cioè quindi una riduzione di quello che è l'intervento nell’ospedale con le tre strutture, l’hub, lo spoke e poi l'organizzazione dei medici di base o quant’altro. In questo caso volevo sapere se è stato verificato se il nostro territorio è pronto per questo tipo di intervento, piuttosto se sono stati analizzati gli investimenti da poter apportare perché questo si realizzi nel miglior modo possibile. Grazie.