Approvazione moratoria contro la pubblicità lesiva dell'immagine della dignità delle donne
Assessore
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Io la ringrazio, Presidente. E ringrazio anche tutto il Consiglio Comunale perché oggi è la giornata internazionale della donna, e chiederei ai Consiglieri, per cortesia, di avere pazienza un attimo, magari! So che è un'ora un po' particolare, però ci tenevamo in maniera… Cioè, sarebbe un bel regalo che potreste fare alle donne oggi, visto il tema.
Io, per essere fedele al testo, visto che è un testo che è stata anche una direttiva che fa parte della comunità europea, leggerei brevemente il testo della delibera. Vi dico che è stato anche approvato all'unanimità e anche discusso in Commissione, dopo di che avrei anche un piccolo video che dura alcuni minuti da far vedere, per darvi l’esempio di che cosa intendiamo, che cosa si intende per pubblicità lesiva alle dignità delle donne.
Anche perché in questi giorni è stata un po' travisata questa moratoria, è stata anche strumentalizzata. Allora ci tenevo proprio a far vedere, spero che vi interessi. Allora se qualcuno non può darmi una mano per la chiavetta, qualcuno di voi può darmi una mano?
Nel mentre, se dite, io leggerei il testo, Presidente, perché alle 2,00, a proposito, vado in carcere a portare un saluto alle donne del carcere, con altre due donne o due artiste che leggeranno delle poesie, volevo portarvene un attimo a conoscenza, 2 due artiste, un'attrice e una poetessa, leggeremo delle poesie alle donne del carcere, e insieme alla Presidente della Provincia Tiziana Virgili, che porterà un omaggio floreale, ecco.
Quindi, anch'io ho in tempi un po' ristretti, vi ruberò… vi porterò via pochissimo tempo ai vostri impegni. “In data 3 settembre è stata approvata dal Parlamento Europeo la risoluzione N. 2038, relativa all'impatto del marketing e della pubblicità sulla parità tra donne e uomini.
La Commissione per i Diritti della Donna e l'uguaglianza di genere, con la relazione A 60199/2008 ha evidenziato come la pubblicità alimenta e consolida gli stereotipi di genere, determinando un impatto negativo sulla parità.
Visto che gli atti succitati richiamano gli obbiettivi, eliminare dal marketing e dalla pubblicità gli stereotipi di genere, garantire il rispetto della dignità umana e dell'integrità della persona, vigilando affinché il marketing e la pubblicità non comportino discriminazioni dirette o indirette, non contengano incitamento all’odio, basato sul sesso, razza, origine etnica, religione, condizioni personali, disabilità, età, orientamento sessuale, e non contengano elementi di approvazione, esaltazione, incitamento alla violenza contro le donne.
Le politiche per la parità di genere sono finalizzate anche al contrasto di ogni tipo di messaggio oggettificante e stereotipante, che si traduce sempre in violenza. E’ particolarmente importante che la pubblicità sui media sia disciplinata da norme etiche e norme giuridiche, vincolanti. -Io vorrei poter ridere con voi, scusatemi! Mi fate ridere anche me?
Beh!- E’ particolarmente importante -ma si vede non per tutti- che la pubblicità sui media sia disciplinata da norme etiche o/e norme giuridiche, vincolanti, che proibiscano la pubblicità che presenta stereotipi di genere, e che incita al sessimo e alla violenza”. Io adesso farei partire il video, così ne vediamo alcuni esempi. 44 Questa è tutta pubblicità che viene normalmente affissa sui muri delle città, quindi non è niente… ne riconoscerete anche alcune.
Sì, sì, ma tanto, se vuoi… C’è mica l’audio? Vedete, queste sono tutte pubblicità normalmente affisse. Il volto delle donne si può coprire.
Qua, dice, le donne si possono inginocchiare, le donne si possono alzare, le mutande delle donne si possono abbassare, anche questo diciamo che è famosa di Gucci. Questa è di Iceberg: il corpo delle donne nude si può spiare. Le donne possono essere prese a calci nel sedere.
Il corpo delle donne può essere un porta cenere. Le donne si possono stuprare, e qua c’è una serie di esempi di stupri che vengono, anche a Rovigo è stato affisso un cartellone simile. Questo è Dolce e Gabbana.
Qui, invece, sono delle immagini, sono anche queste a Rovigo: le donne possono essere controllate, perquisite -di estrema qualità di questi gironi, diciamo, anche questo- sottomesse. Le donne possono essere legate, ammanettate, immobilizzate, incaprettate. Questa è della Sisley: il corpo delle donne si può ferire, lacerare.
E adesso qui le più inquietanti, perché si possono uccidere. Queste che vedete sono tutte foto di pubblicità con donne che… incitano all’uccisione della donna: donne morte ammazzate? No, sono modelle messe in posizione proprio di donne uccise.
Vorrei ricordare che in Italia ogni due giorni viene uccisa una donna da un uomo. Io vi ringrazio per l’attenzione. Questi sono, appunto, gli esempi di pubblicità che proprio ledono la donna.
Siccome sento che alcuni Consiglieri sono stati molto colpiti da questo, ci sono anche tutte le marche naturalmente che potete scorrere, lo potete trovare in Internet in “Donne pensanti”. “Donne pensanti.it o .org”. Non mi ricordo, comunque “Donne pensanti”.
Questa campagna di questa, appunto, moratoria, è partita -tanto per farvi un po’ di storia- due anni fa, non so se vi ricordate, quando Ludi venne qui in settembre 2 anni fa con l’anfora contro la violenza sulle donne, una staffetta che era partita in tutta Italia, non so se vi ricordate il delitto di Niscemi, un delitto che aveva fatto scalpore, in quanto era stata uccisa e stuprata una ragazzina da tre ragazzi giù in Sicilia.
E voleva unire i due delitti: uno a Bergamo, mi pare di Hina, uccisa dal padre, vi ricordate; e quello di Niscemi, della ragazza, stuprata ed uccisa in Sicilia. Proprio perché la violenza contro le donne ci lega tutte e ci unisce. Qui non c’è distinzione proprio di nessuna nazionalità e di cultura.
L’Italia, purtroppo, gode un triste primato, e questo lo ricordo sempre a malincuore, di essere la prima nazione in Europa per le liti intrafamiliari. Queste immagini non ci aiutano. L'Italia è anche uno Stato dove, purtroppo, queste immagini sono molto più frequenti rispetto agli altri Stati.
In molti Stati, infatti, quest’indicazione europea è già stata presa dal Governo. Noi speriamo, con tutti i Comuni, perché sono tantissimi che hanno accettato, appunto, questa moratoria, sia di destra che di sinistra, perché i Comuni di Bologna, come il Comune di Roma, hanno accettato questa moratoria, noi saremo il primo Comune in Veneto, quindi potremo anche fare un gesto, diciamo, per essere primi nel Veneto, a dare un segnale.
E a dare un segnale anche, appunto, di un'indicazione europea che risale, ormai, al 2008. Non è mai troppo tardi, diciamo così! Io avrei finito la mia discussione della delibera e mi rimetto a voi.
Grazie.