Persona · attività documentata

Giovanna Pineda

Ruoli e interventi ricavati dai verbali ufficiali già acquisiti da Lente Civica.

Interventi documentati
50
Sedute con interventi
20
Interventi con video
0

Ruoli documentati

Come indicati nelle fonti acquisite.

AssessoreDal 12 settembre 2006 al 8 marzo 201120 osservazioni documentali

Attività nei verbali acquisiti

Prima gli interventi tematici, poi quelli procedurali, sempre consultabili. Testo, punto ODG, pagine e video quando esplicitamente autorizzato alla pubblicazione.

8 marzo 2011

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

1 intervento
Intervento n. 106
Pagine 43–44
Punto 7

Approvazione moratoria contro la pubblicità lesiva dell'immagine della dignità delle donne

Assessore

Leggi intervento

Io la ringrazio, Presidente. E ringrazio anche tutto il Consiglio Comunale perché oggi è la giornata internazionale della donna, e chiederei ai Consiglieri, per cortesia, di avere pazienza un attimo, magari! So che è un'ora un po' particolare, però ci tenevamo in maniera… Cioè, sarebbe un bel regalo che potreste fare alle donne oggi, visto il tema.

Io, per essere fedele al testo, visto che è un testo che è stata anche una direttiva che fa parte della comunità europea, leggerei brevemente il testo della delibera. Vi dico che è stato anche approvato all'unanimità e anche discusso in Commissione, dopo di che avrei anche un piccolo video che dura alcuni minuti da far vedere, per darvi l’esempio di che cosa intendiamo, che cosa si intende per pubblicità lesiva alle dignità delle donne.

Anche perché in questi giorni è stata un po' travisata questa moratoria, è stata anche strumentalizzata. Allora ci tenevo proprio a far vedere, spero che vi interessi. Allora se qualcuno non può darmi una mano per la chiavetta, qualcuno di voi può darmi una mano?

Nel mentre, se dite, io leggerei il testo, Presidente, perché alle 2,00, a proposito, vado in carcere a portare un saluto alle donne del carcere, con altre due donne o due artiste che leggeranno delle poesie, volevo portarvene un attimo a conoscenza, 2 due artiste, un'attrice e una poetessa, leggeremo delle poesie alle donne del carcere, e insieme alla Presidente della Provincia Tiziana Virgili, che porterà un omaggio floreale, ecco.

Quindi, anch'io ho in tempi un po' ristretti, vi ruberò… vi porterò via pochissimo tempo ai vostri impegni. “In data 3 settembre è stata approvata dal Parlamento Europeo la risoluzione N. 2038, relativa all'impatto del marketing e della pubblicità sulla parità tra donne e uomini.

La Commissione per i Diritti della Donna e l'uguaglianza di genere, con la relazione A 60199/2008 ha evidenziato come la pubblicità alimenta e consolida gli stereotipi di genere, determinando un impatto negativo sulla parità.

Visto che gli atti succitati richiamano gli obbiettivi, eliminare dal marketing e dalla pubblicità gli stereotipi di genere, garantire il rispetto della dignità umana e dell'integrità della persona, vigilando affinché il marketing e la pubblicità non comportino discriminazioni dirette o indirette, non contengano incitamento all’odio, basato sul sesso, razza, origine etnica, religione, condizioni personali, disabilità, età, orientamento sessuale, e non contengano elementi di approvazione, esaltazione, incitamento alla violenza contro le donne.

Le politiche per la parità di genere sono finalizzate anche al contrasto di ogni tipo di messaggio oggettificante e stereotipante, che si traduce sempre in violenza. E’ particolarmente importante che la pubblicità sui media sia disciplinata da norme etiche e norme giuridiche, vincolanti. -Io vorrei poter ridere con voi, scusatemi! Mi fate ridere anche me?

Beh!- E’ particolarmente importante -ma si vede non per tutti- che la pubblicità sui media sia disciplinata da norme etiche o/e norme giuridiche, vincolanti, che proibiscano la pubblicità che presenta stereotipi di genere, e che incita al sessimo e alla violenza”. Io adesso farei partire il video, così ne vediamo alcuni esempi. 44 Questa è tutta pubblicità che viene normalmente affissa sui muri delle città, quindi non è niente… ne riconoscerete anche alcune.

Sì, sì, ma tanto, se vuoi… C’è mica l’audio? Vedete, queste sono tutte pubblicità normalmente affisse. Il volto delle donne si può coprire.

Qua, dice, le donne si possono inginocchiare, le donne si possono alzare, le mutande delle donne si possono abbassare, anche questo diciamo che è famosa di Gucci. Questa è di Iceberg: il corpo delle donne nude si può spiare. Le donne possono essere prese a calci nel sedere.

Il corpo delle donne può essere un porta cenere. Le donne si possono stuprare, e qua c’è una serie di esempi di stupri che vengono, anche a Rovigo è stato affisso un cartellone simile. Questo è Dolce e Gabbana.

Qui, invece, sono delle immagini, sono anche queste a Rovigo: le donne possono essere controllate, perquisite -di estrema qualità di questi gironi, diciamo, anche questo- sottomesse. Le donne possono essere legate, ammanettate, immobilizzate, incaprettate. Questa è della Sisley: il corpo delle donne si può ferire, lacerare.

E adesso qui le più inquietanti, perché si possono uccidere. Queste che vedete sono tutte foto di pubblicità con donne che… incitano all’uccisione della donna: donne morte ammazzate? No, sono modelle messe in posizione proprio di donne uccise.

Vorrei ricordare che in Italia ogni due giorni viene uccisa una donna da un uomo. Io vi ringrazio per l’attenzione. Questi sono, appunto, gli esempi di pubblicità che proprio ledono la donna.

Siccome sento che alcuni Consiglieri sono stati molto colpiti da questo, ci sono anche tutte le marche naturalmente che potete scorrere, lo potete trovare in Internet in “Donne pensanti”. “Donne pensanti.it o .org”. Non mi ricordo, comunque “Donne pensanti”.

Questa campagna di questa, appunto, moratoria, è partita -tanto per farvi un po’ di storia- due anni fa, non so se vi ricordate, quando Ludi venne qui in settembre 2 anni fa con l’anfora contro la violenza sulle donne, una staffetta che era partita in tutta Italia, non so se vi ricordate il delitto di Niscemi, un delitto che aveva fatto scalpore, in quanto era stata uccisa e stuprata una ragazzina da tre ragazzi giù in Sicilia.

E voleva unire i due delitti: uno a Bergamo, mi pare di Hina, uccisa dal padre, vi ricordate; e quello di Niscemi, della ragazza, stuprata ed uccisa in Sicilia. Proprio perché la violenza contro le donne ci lega tutte e ci unisce. Qui non c’è distinzione proprio di nessuna nazionalità e di cultura.

L’Italia, purtroppo, gode un triste primato, e questo lo ricordo sempre a malincuore, di essere la prima nazione in Europa per le liti intrafamiliari. Queste immagini non ci aiutano. L'Italia è anche uno Stato dove, purtroppo, queste immagini sono molto più frequenti rispetto agli altri Stati.

In molti Stati, infatti, quest’indicazione europea è già stata presa dal Governo. Noi speriamo, con tutti i Comuni, perché sono tantissimi che hanno accettato, appunto, questa moratoria, sia di destra che di sinistra, perché i Comuni di Bologna, come il Comune di Roma, hanno accettato questa moratoria, noi saremo il primo Comune in Veneto, quindi potremo anche fare un gesto, diciamo, per essere primi nel Veneto, a dare un segnale.

E a dare un segnale anche, appunto, di un'indicazione europea che risale, ormai, al 2008. Non è mai troppo tardi, diciamo così! Io avrei finito la mia discussione della delibera e mi rimetto a voi.

Grazie.

2 dicembre 2010

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

3 interventi
Intervento n. 102
Pagina 32
Punto 4

Approvazione Piano di Azione per la parità in attuazione dei principi della Carta Europea per l’uguaglianza e le parità delle donne e degli uomini nella vita locale

Assessore

Leggi intervento

Allora vorrei ricordare che, con delibera di Consiglio Comunale, il 13 settembre 2007 il Comune di Rovigo ha aderito all'iniziativa, approvata e promossa dal Consiglio dei Comuni delle Regioni d'Europa, sottoscrivendo la Carta Europea per l'uguaglianza, la parità delle donne e degli uomini nella vita locale. In tale documento vi era anche l'impegno di approvare entro due anni, di verificare, il piano di azione che aveva fatto sì che il Comune di Rovigo aderisse a questa Carta.

Naturalmente sono azioni che il Comune di Rovigo ha fatto, insieme alla Commissione Pari Opportunità e alla Provincia, che ha coordinato tutto questo progetto, che vanno proprio ad attuare i punti fondamentali della Carta. Ve li leggo brevemente, perché il documento, come avete visto, è molto ampio. Allora: “Il Piano di Azione individua le seguenti priorità: art. n.

2 rappresentazione politica; art. 4 impegno pubblico per la parità; art. 6 neutralizzare gli stereotipi; art.

10 discriminazioni molteplici; art. 11 ruolo del datore di lavoro; art. 13 educazione, formazione e continuazione; art.

18 inclusione sociale; art. 21 sicurezza e protezione e tutela del cittadino; art. 22 abusi sessuali; art.

23 tratta degli esseri umani a scopo lavorativo e sessuale; art. 24 sviluppo sostenibile; art. 27 sviluppo economico; art.

30 cooperazione internazionale dei diritti umani o pace”. In tale documento è stato raccolto dalla Provincia di Rovigo, che ha coordinato tutta l’azione di questo progetto, tutte le azioni che hanno fatto, oltre al Comune di Rovigo, anche tutti i Comuni che hanno aderito alla Carta Europea per l'uguaglianza. Naturalmente noi siamo stati partecipi con le nostre azioni di due anni di attività.

L'attività che segnalo, come dicevano prima alcuni Consiglieri, il Consigliere Bimbatti, è stata approvata all'unanimità in Commissione; e sottolineo l'attività soprattutto, sottolineando anzi, scusate, l'attività soprattutto del servizio antiviolenza e delle azioni fatte dal Comune di Rovigo, insieme alla Commissione Pari Opportunità e agli altri Istituti, per promuovere e contrastare la violenza di genere.

Io, se non vi sono… Sono qui e se vi sono domande per l'attività fatta, niente, rimango al Consiglio Comunale.

Intervento n. 106
Pagina 33
Punto 4

Approvazione Piano di Azione per la parità in attuazione dei principi della Carta Europea per l’uguaglianza e le parità delle donne e degli uomini nella vita locale

Assessore

Leggi intervento

Allora, il 30 novembre era l'impegno che era stato preso con la Provincia di Rovigo, comunque penso che non infici il lavoro svolto per due giorni di ritardo. Questo naturalmente con mio immenso dispiacere, perché abbiamo fatto di tutto, noi, anche gli sforzi della Commissione, del Presidente della 2^ Commissione per poterlo fare approvare in tempo. Purtroppo gli ordini del lavoro del Consiglio l'hanno fatto slittare ad oggi.

Comunque era un impegno preso con la Provincia, ma penso che non ci sia, per due giorni, visto tutto quello che sta accadendo, ecco, nessun tipo di problema. Anzi, sia, penso, una nota di orgoglio per il Comune -scusatemi- per tutta l'attività svolta. Quindi, due giorni di ritardo, però ne è valsa la pena.

Intervento n. 110
Pagine 33–34
Punto 4

Approvazione Piano di Azione per la parità in attuazione dei principi della Carta Europea per l’uguaglianza e le parità delle donne e degli uomini nella vita locale

Assessore

Leggi intervento

Sì, innanzitutto volevo ringraziare la Sala Consiliare per l'approvazione all'unanimità di questo documento, oltre a ringraziare appunto la Commissione Pari Opportunità… No, no, va beh, scusami. Perdonami! Beh, dopo se vorrai dire qualcosa, la dici.

34 No, ringraziare soprattutto la Commissione Pari Opportunità, visto che si parlava di Commissioni, perché è una delle poche Commissioni che non riceve gettone. Ecco, secondo me va sottolineata questa… Il fatto che è una Commissione non remunerata da nessun gettone, e quindi l'impegno delle Commissarie e dei Commissari è a titolo di puro volontariato, e questo… e quindi è un'azione ancora più encomiabile.

Un'altra comunicazione che volevo fare, siccome durante la discussione della 2^ Commissione era avvenuto, era stato chiesto dalla Commissione stessa di avere un confronto con le Forze dell'Ordine, che facevano parte del tavolo… che fanno parte del tavolo contro la violenza di genere, che abbiamo istituito nel Comune di Rovigo, ci sarà il 10 dicembre, e poi vi sarà comunicato anche maniera ufficiale, proprio in questa Sala Consiliare, la presentazione dei dati del servizio antiviolenza.

Per il secondo anno il Servizio antiviolenza illustrerà alla cittadinanza, soprattutto al Consiglio Comunale, speriamo appunto che vogliate venire ed essere presenti, quali sono stati i riscontri del servizio.

Penso che sia fondamentale capire, almeno dai dati che sono stati raccolti anche quest'anno, quale tipo di formula di violenza, purtroppo, esiste nel nostro Comune e nel nostro territorio, e quali sono anche i tipi di richiesta di aiuto che hanno gli utenti, che sono donne, molto spesso con bambini, che vengono al servizio. Io, quindi… Niente, con questa ultima comunicazione chiuderei, e il Presidente farà fare la votazione.

27 ottobre 2010

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

2 interventi
Intervento n. 102
Pagine 35–36
Punto 5

Adesione Progetto “Rete Provinciale Informa Immigrati”. Anno 2010 - Approvazione convenzione e Protocollo Operativo di concertazione tra il Comune di Rovigo, la Provincia di Rovigo e altri Comuni

Assessore

Leggi intervento

Allora, leggerò la mia relazione, in quanto penso che così sia molto più chiara a tutti: “La Provincia di Rovigo ha attivato dal 2002, in collaborazione con alcuni Comuni del Polesine, la Rete Provinciale degli Informa Immigrati, che comprende 12 sportelli informativi con un servizio di mediazione culturale. Il Comune di Rovigo, che dal 1996 gestisce un servizio di Informa Immigrati, ha dato adesione alla rete provinciale dal 2003.

La rete, inizialmente sostenuta con contributi regionali, è finanziata da qualche anno con i fondi della Provincia dei Comuni aderenti. La Provincia di Rovigo ha ridefinito la proposta di rinnovo della Convenzione per l'anno 2010 e del Protocollo Operativo di concertazione allegate al presente atto.

Il Comune di Rovigo, in virtù all'adesione alla Rete Provinciale Informa Immigrati, potrà usufruire di 13 ore settimanali di operatori e mediatori linguistico/culturali presso il proprio sportello Informa Immigrati per le lingue di culture arabe, paesi dell'Est Europa, Asia e Africa subsahariana, che integreranno il servizio offerto dal Comune sostenendo un ampliamento dell'orario di apertura del servizio.

Il costo è a carico del Comune di Rovigo, per il servizio a disposizione della Provincia per l'anno 2010, è pari a € 8.112, considerato che un pari importo verrà a carico della Provincia. Complessivamente il costo della Rete Provinciale di Informa Immigrati è di 66.456 euro, di cui 34.476 a carico della Provincia e 31.980 a carico dei Comuni aderenti”.

Io volevo poi dire ai Comuni che aderiscono a questo Protocollo, gli altri Comuni, oltre al Comune di Rovigo per il 2010, quindi per l'anno che è in corso, sono: Adria, Badia Polesine, Castelmassa, Ceregnano, Ficarolo, Lendinara, Occhiobello, Polesella, Pettorazza Grimani, San Bellino, Trecenta, Villanova Marchesana e Villanova del Ghebbo”.

Durate la relazione in Commissione, che ho sostenuto la settimana scorsa, quando ho presentato il Protocollo, di mia iniziativa avevo anche portato i dati relativi all'Informa Immigrati, le percentuali, facendo anche vedere quanto è aumentato la fruizione al servizio, in quanto sono aumentate anche le persone straniere presenti sulla nostra Provincia e sul nostro territorio comunale.

L'ho portata di mia iniziativa, e qui devo dire che l'avevo preso anche d’impegno poi di comunicarlo a tutti i Consiglieri, e soprattutto naturalmente ai Commissari, che hanno votato all'unanimità il Protocollo, devo dire che me ne sono dimenticata, ma non perché non volevo far comunicare la cosa, anche perché sono atti pubblici, sono atti dell’Informa Immigrati, e sono già stati anche pubblicati, proprio perché invece non ero, per una serie di situazioni anche di ufficio, perché non avevo il supporto dell'ufficio mentre ero in Commissione, ma ero da sola, me ne sono umanamente dimenticata, ecco tutto qua!

Volevo dire, appunto, che comunque è mia volontà questi dati darveli attraverso e-mail; spero che questa comunicazione venga fatta più presto possibile e comunque da tali dati prenderete atto quanto il servizio è utile, quanta gente straniera e non fruisce del servizio, perché ricordiamoci che molti italiani e molte italiane usufruiscono del servizio per avere informazioni per stranieri che 36 lavorano magari, o dovrebbero lavorare al loro servizio, oppure anche per situazioni di aiuto, eccetera, eccetera.

Inoltre vorrei ricordare che l’Informa Immigrati è gestito dalla Cooperativa Porto Alegre, che gestisce anche il centro di ascolto e che quindi, insieme a questo servizio, viene coadiuvato anche con lo sportello, centro di ascolto per le estreme povertà, e quindi è un servizio di estrema importanza in questo momento dove… sapete la crisi, le difficoltà economiche sono tantissime e molta gente viene in Via Gramsci, dove c'è il centro di ascolto, a chiederci aiuto, italiani e stranieri.

Ecco, io avrei finito la mia relazione, sono qui se ci sono domande, adesso sento il Presidente cosa mi dice. Volevo anche scusarmi per prima che non trovo la cartellina, ma perché il mio posto era occupato e quindi non sapevo dove era la mia cartellina, tutto qua!

Intervento n. 106
Pagine 36–37
Punto 5

Adesione Progetto “Rete Provinciale Informa Immigrati”. Anno 2010 - Approvazione convenzione e Protocollo Operativo di concertazione tra il Comune di Rovigo, la Provincia di Rovigo e altri Comuni

Assessore

Leggi intervento

Allora, per la gestione dell’Informa Immigrati, sia per quanto riguarda la parte provinciale, che è gestito dalla Provincia, che quindi è una cosa che non compete al Comune di Rovigo, per la parte comunale io posso rispondere, perché abbiamo una parte -appunto- del servizio che è andata in gestione, in convenzione per motivi, lo dico, anche di costo, quindi economici, proprio per poter abbassare i costi è andata in convenzione in esterno a due cooperative: a una cooperativa di mediatori culturali e una cooperativa, la Porto Allegre -appunto- che è una cooperativa sociale di servizi.

Quindi, le persone che lavorano all'interno del servizio per convenzione, che è rinnovata quasi ogni anno, mi spiace manchino i miei uffici, che sono loro che poi studiano le convenzioni, ma ogni anno studiamo un modo diverso, intanto per rendere il servizio migliore, poi il problema è sempre di budget, perché bisogna rispettare comunque le normative per quanto riguarda anche lo Statuto dei lavoratori anche quando sono in cooperativa, lo sapete meglio di me questo!

Comunque è la cooperativa che fornisce poi i lavoratori. Quindi, è la cooperativa che fornisce anche gli operatori del servizio e comunque, da quello che ho potuto provare da persone che sono andate al servizio e tutto quanto, diciamo che è soddisfacente. Molte persone sono madrelingua, hanno fatto tutte le corso di mediatori culturali della Provincia, anche più corsi, quasi la totalità è laureata, tanto per dire, io non è… io lo so perché, appunto, conosco bene il servizio e quindi diciamo che è di alta qualità.

E d'altra parte è supportata anche, dal 37 punto di vista proprio di consulenza tecnica e normativa, da operatori italiani e quindi diciamo che in questo modo cerchiamo di dare un servizio a 360°, qualitativamente per me abbastanza alto.

17 febbraio 2010

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

3 interventi
Intervento n. 80
Pagine 23–24
Punto 3

Approvazione programma incarichi professionali esercizio provvisorio anno 2010

Assessore

Leggi intervento

Allora, innanzitutto per i dati vorrei ricordare al Consigliere Paron, ma anche a tutti i Consiglieri, che vi è stato dato proprio il report -il 25 novembre- del servizio. Abbiamo voluto, infatti, proprio documentare con una brochure, che è stata pagata proprio con i fondi del Servizio Antiviolenza, per rendicontare quanto questo servizio purtroppo è opportuno e necessario in questo momento.

Quindi ci sembrava… Innanzitutto questi soldi sono stati investiti per portare avanti un servizio che ha dato… purtroppo ha avuto tantissime richieste: un centinaio di richieste nel girone anche di un anno. Comunque dal report… adesso io non ho i dati certi, ma il report lo farò poi avere di nuovo al Consigliere. Mi spiace se non l’ha avuto.

Io ho detto di consegnarlo a tutti e lo rifarò avere, ecco, perché mi ero proprio impegnata perché tutti i Consiglieri potessero avere questo report. Dopodiché devo dire che il servizio verrà implementato, proprio perché manca, oltre a dare un ascolto, un indirizzo e una prima protezione alle donne che richiedono aiuto in questo senso, in questo fenomeno che purtroppo sta emergendo, in quanto è nato un servizio che prima non c'era.

Vorrei ricordare ai Consiglieri e a tutto il Consiglio che il mio Assessorato all'inizio, quando sono venuta nel 2007, aveva € 1000 nel capitolo di Bilancio. Avendo quindi creato, perché non era un servizio, non c'era nessun servizio, a parte -diciamo- la promozione per l'8 marzo, io ho cambiato, è vero, perché ci sono i dati che parlano, abbiamo cercato di cambiare il concetto di pari opportunità, abbiamo cercato di dare qualcosa in più.

La violenza di genere è, purtroppo, una realtà presente nel territorio, non solo comunale ma anche provinciale; sono riuscita ad avere anche un piccolo aiuto economico l'anno scorso dalla Provincia, e soprattutto sensibilizzare anche la Regione Veneto, nella fattispecie l'Assessore Isi Coppola, che anche lei ha mostrato un grande interesse e ha anche avuto questo report da mie mani, è stato 23 consegnato, e quindi ha potuto valutare di persona come il servizio funziona e quanto, purtroppo, sia necessario in questo momento.

In un momento di difficoltà economica ci sembrava inopportuno, proprio perché questo fenomeno esiste ed esiste nelle famiglie, non fuori per strada! A Rovigo non c'è stata nessuna aggressione e nessun fenomeno denunciato dalle donne che sono venute al Centro Antiviolenza, ma sono soprattutto i fenomeni, perché esistono, nelle famiglie. Sono donne che vanno aiutate, donne in pericolo.

La Polizia, la Questura e i Carabinieri sono in rete con noi, e anche loro vi potranno testimoniare - oltre, quindi, al servizio in sè- come questo fenomeno purtroppo ci sia e le donne chiedono aiuto.

Quindi io penso che l'attenzione al sociale, in questo momento di grande difficoltà per le famiglie, dove purtroppo le difficoltà economiche scaturiscono -e vediamo le cronache tutti i giorni- anche in violenze, in atti di violenza e anche, purtroppo, di omicidi, pensiamo sia fondamentale tenere attivo questo servizio e anche implementarlo. Se poi dopo e vi servono altre delucidazioni, io sono qui apposta. Grazie.

Intervento n. 82
Pagina 24
Punto 3

Approvazione programma incarichi professionali esercizio provvisorio anno 2010

Assessore

Leggi intervento

Io rispondo quello che so.

Intervento n. 84
Pagina 24
Punto 3

Approvazione programma incarichi professionali esercizio provvisorio anno 2010

Assessore

Leggi intervento

Posso rispondere adesso? Allora, per quanto riguarda gli incarichi, naturalmente io mi affido ai miei uffici. Non è certo l'Assessore che deve decidere gli incarichi per quanto riguarda, appunto, un servizio così importante!

La cosa, però, che posso rispondere al Presidente del Consiglio, e mi sento in grado perché di questo sono sicura, è che i miei Uffici guardano sempre i curricula che vengono consegnati. Cerchiamo di dare un servizio, essendo così delicato, la tipologia di persone, di utenza che viene a Servizio Antiviolenza, cerchiamo di dare il massimo della professionalità, e penso che in questo i curricula rispondano perfettamente. Purtroppo è qualcosa di nuovo nel territorio...

Cioè, purtroppo, non è mai stato, nel nostro territorio comunale, né provinciale, questo servizio non è mai stato affrontato, e quindi ci stiamo anche avvalendo della collaborazione -anche se non in questo caso- ma della consulenza del Servizio Antiviolenza di Venezia, che è da più di vent'anni che lavora sul territorio e che quindi ci ha anche, in qualche modo, seguito in tutta la nostra progettualità. I curricula sono depositati, sono agli atti, e quindi sono disponibili ad essere visti per gli incarichi. 24

12 marzo 2009

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

4 interventi
Intervento n. 79
Pagine 21–24
Punto 4

8 marzo tutto l'anno: bilancio di un anno di attività

Assessora

Leggi intervento

Innanzitutto volevo scusarmi con le ospiti che sono oggi qui con noi, per parlare, appunto, di pari opportunità, perché sono andate avanti e indietro, hanno aspettato, pensavamo sinceramente… so che quando c’è il Consiglio Comunale purtroppo non sono prevedibili i tempi. Io mi scuso, facendo parte dell'Amministrazione, perché la prossima volta ci regoleremo diversamente, ecco.

Volevo scusarmi innanzitutto con loro perché hanno aspettato in piedi, sono qui dalle 9 e mezza, dalle 9.00, sono mancate dal lavoro per questo, per dare la loro testimonianza, e quindi penso sia importante scusarsi, come Amministrazione Comunale, io mi scuso come Assessora e come persona, soprattutto anche per chi viene da lontano, ecco, tutto qua.

Come diceva il Presidente del Consiglio, oggi vogliamo parlare di pari opportunità -volevo chiedere anche se si possono spegnere le luci un secondo, soprattutto le due centrali, per cortesia- perché, parlare di 8 marzo, come l'anno scorso, abbiano fatto anche l'anno scorso un Consiglio Comunale, sempre grazie appunto al Presidente del Consiglio e ai Consiglieri Comunali che hanno accettato, come l'anno scorso, questo ordine del giorno, perché è un momento di riflessione.

Prendiamo lo spunto dall'8 marzo, una data così importante per noi donne, per la nostra emancipazione, in quanto ricorda l'assassinio di più di 100 donne operaie, che per una protesta giusta, per un giusto salario ed un orario di lavoro umano, hanno invece dovuto pagare con la vita le loro proteste e il loro sciopero. Io lo ricordo sempre questo perché a volte, invece, l'8 marzo viene banalizzato.

Invece non è per niente una data banale, è una data importante perché, appunto, delle donne hanno pagato con la loro vita quell’emancipazione e quei diritti di cui adesso godiamo, e purtroppo ancora non dappertutto è così, non ovunque è così, e anche in Italia e anche nella nostra città e nel nostro Polesine la strada è ancora lunga e in salita.

Proprio per poter rimarcare questa riflessione, abbiamo, oltre a parlare di quello che è stato fatto per un anno di attività di assessorato, in concomitanza e in collaborazione con la Commissione alle Pari Opportunità Comunale e con il neo Comitato, che qui è presente anche nel Comune di Rovigo per le Pari Opportunità, abbiamo voluto, appunto, fare una riflessione generale con queste slide, e dopo darò la parola alle ospiti, di quello che comunque sta accadendo in Italia.

In questi giorni si parla tanto di violenza, e quindi pensavamo che fosse indispensabile partire proprio da questo argomento fondamentale, anche perché riguarda noi donne direttamente. 22 Ormai la nostra... riprendo una frase che ho trovato in qualche giornale: “Il nostro corpo è devastato”. Il nostro corpo di donna è devastato.

Perché? Perché appunto il nostro corpo è violentato non solamente per la strada, come spesso si dice, no? Gli stupri che avvengono fuori!

No, il nostro corpo e la nostra persona è violentata ogni giorno, anche da come i mass media purtroppo deformano la realtà. Infatti la violenza delle donne, il maggior numero di stupri e di violenza non viene fatto per strada, questo ci tenevo a dirlo e mi dispiace che non ci sia più l'opposizione, hanno detto che rimanevano qui... c'è qualcuno? Non vedo più nessuno!

C'è qualcuno? Bene, qualcuno c’è! Grazie Nicola.

Perché, appunto, sono dati importanti quelli che faremo vedere, sono dati Istat, mentre viene sempre riportata una realtà deformata, vogliamo vedere davvero qual è il vero pericolo per le donne, e che purtroppo è all'interno della famiglia, delle mura domestiche.

Io adesso farò scorrere con i nostri mezzi queste slide che riportano alcuni dati per fare una riflessione, dopodiché darò la parola al Presidente del Consiglio Provinciale, Fiorella Cappato, e alla Presidente anche della Commissione Provinciale Maria Grazia Avezzù, che sono qui per rappresentare la Provincia con cui stiamo lavorando molto bene su vari progetti, e anche in accordo su alcune azioni positive che stiamo facendo insieme.

Oggi abbiamo anche altre ospiti, abbiamo naturalmente la Presidente della Commissione delle Pari Opportunità Comunale, Paola Sartorello; abbiamo Graziano Loschi che rappresenterà il Comitato per le Pari Opportunità e dirà, appunto, anche le azioni che stiamo facendo, oltre alla dottoressa Nicolè ed alla dottoressa Bridget Yourgure, che invece parleranno come l'Assessorato quali servizi nuovi ha dato e quali azioni ha fatto per le pari opportunità.

Ospiti, ma non solamente in quanto… proprio per dare una testimonianza forte, invece, della collaborazione che abbiamo anche con Venezia e con la Regione e con le strutture, quindi con gli altri Enti; abbiamo due importanti figure femminili, indispensabili per noi, allora, la prima è Lucia Basso, che voglio ringraziare perché è venuta qui (ed è qui anche lei dalle nove, poverina!), che appunto è la Consigliera Regionale di Parità, che porterà quindi la sua testimonianza sulle donne e il lavoro.

In questo momento di crisi economica noi donne siamo sempre quelle che paghiamo di più, è sempre così, purtroppo, vogliamo cambiare questa formula! E poi l'Avvocata Annamaria Marin, che collabora con il Centro Antiviolenza di Venezia, che farà una sua riflessione proprio in quanto avvocata, che si trova spesso a difendere vittime di violenza, tema attualissimo, e quindi farà anche una riflessione sulla nuova legge che con il pacchetto sicurezza è entrata adesso in vigore.

Adesso vi farei scorrere alcune slide che parlano di dati che riguardano invece, a livello nazionale, la condizione delle donne per fare alcune riflessioni. Questa è la presentazione della giornata. I numeri delle donne in Italia.

In Italia ci sono naturalmente più donne che uomini, però il problema è che non siamo mai abbastanza rappresentate. Infatti se vediamo le percentuali di donne sindaco, ad esempio, sono solamente il 10,5%. Questo naturalmente riguarda la politica.

8 Presidenti di Provincia su 107, e qui ne abbiamo una che è la nostra Fiorella Cappato, quindi il 7,5% delle donne; 2 Presidenti di Regione su 20, quindi il 10%; 4 Ministre su 21, quindi 19%; 5 Sottosegretarie su 37, il 13,5%; Deputate 17,1% e questo è un dato inquietante e comunque anche il nostro Consiglio Comunale -mi dispiace per i Consiglieri uomini- però rappresenta bene avendo una sola Consigliera su 41; Senatrici un 14% ed Europarlamentari un 17,9%. Le donne in Italia.

La situazione dello studio e del lavoro. Le donne iscritte all'università costituiscono il 57% degli iscritti. Le donne sono il 60,7% dei laureati; il 36% degli avvocati, il 39,8% dei consulenti del lavoro; il 34,5% dei medici; il 30% degli ingegneri, il 26% dei notai e il 36,7% dei giornalisti.

L'occupazione femminile. Abbiamo visto, appunto, che le donne quindi sono quelle che vanno più all'università, sono le più laureate e fanno dei lavori di un certo tipo. Adesso vediamo però a livello di occupazione.

23 L'occupazione femminile in Italia è pari al 46,3%, uno degli ultimi posti in Europa, la media europea è il 57,4% e in Danimarca è il 73,4%. Lo stipendio delle donne. In Italia lo stipendio delle donne è inferiore di un quarto di quello del collega maschio.

Una dirigente, per esempio, guadagna il 26,3% in meno del collega uomo; il 63% delle aziende quotate in Borsa, escluse banche e assicurazioni, non c'è una donna nel Consiglio di amministrazione. Su 2217 Consiglieri solo 110 sono donne, il 5%; nelle banche il 72% dei Consigli di Amministrazione non contatta nemmeno una donna, nonostante il 40% delle dipendenti siano donne, solo lo 0,36% è dirigente nelle banche, contro un 3,11 degli uomini.

Questi sono dati che fanno riflettere qual è la situazione a livello di lavoro, a parità di titolo di studio. Adesso passiamo su un altro dato inquietante in Italia, che è il femminicidio. In Italia ogni due giorni una donna è uccisa dalla mano maschile.

Nel 2006 le donne uccise sono state 112. Scusate, forse... scusate chiedo un attimo di rispetto, stiamo parlando di cose importanti. Nel 2007 sono saliti a 149 e per il 2008 sono ancora aumentati.

Elaborando i dati del 2008 si può dire che più di 400 uomini hanno desiderato uccidere una donna e in molti casi ci sono riusciti. Donne in genere che conoscevano molto bene, ex mogli, fidanzate, ex amanti ed ex compagna. Infatti il dato inquietante è questo, che il nostro pericolo di vita non è tanto la strada, non è quello di cui abbiamo paura in realtà.

Ci vogliono far aver paura della strada, ma è dentro le mura domestiche, e questi dati, che sono presi dall'Istat, e quindi sono scientifici, parlano molto chiaramente di questo. La violenza domestica, questo riguardava appunto il femminicidio, quindi quante donne sono uccise dall'uomo, un altro dato inquietante è la violenza domestica: i maltrattamenti con botte e lesioni, ustioni, stupri, costrizioni, minacce e ingiurie.

Le denunce sono in aumento, anche se si sa che non sempre le donne le presentano, specie se le violenze avvengono in famiglia. Molte donne si sono convinte che le violenze in famiglia sono un reato e non un destino crudele, mentre altre purtroppo hanno ancora difficoltà a riconoscere la violenza da parte del partner e considerarlo un reato.

Ecco perché in questo periodo stanno aumentando le denunce e le donne che prendono coscienza di questo fatto vanno ai Centri Antiviolenza per chiedere aiuto, mentre prima ciò rimaneva nascosto, detto in confessione a qualche amica e finiva lì. Purtroppo adesso invece la coscienza delle donne, anzi per fortuna, sta uscendo il fenomeno che però c'è sempre stato, su questo vorrei essere chiara, perché è un fenomeno che non è in crescita, è un fenomeno che c'è sempre stato ed è in crescita la coscienza delle donne.

I dati del Ministero dell’Interno. Nel caso di violenza domestica le Forze dell'Ordine hanno accolto la denuncia del 42,6% delle donne; nel 26,9% dei casi si ammonisce il colpevole, che nel 5,3% dei casi è arrestato. Anche questo la dice lunga, a volte la denuncia, anzi spesso, vedete che solo l'1% è poi condannato dal magistrato.

Non è che con la denuncia si risolva tutto! E questo deve essere chiarito. Non è che con la denuncia la donna è messa in salvo, anzi la denuncia è l'inizio del percorso, perché con la denuncia iniziano una serie poi di pericoli in cui incorre la donna purtroppo, perché la donna che denuncia si espone all'autore delle violenze, che spesso, appunto, è il compagno o il marito, e quindi deve essere protetta, e spesso la denuncia non arriva poi ad una conclusione effettiva della condanna.

Solo l'1% è condannato, e questo è un dato emblematico, emblematico! Tutti i Centri Antiviolenza denunciano un aumento delle violenze, quasi sempre domestiche, segnalando tuttavia che potrebbe trattarsi di un aumento delle denunce dovuto ad una crescente consapevolezza delle donne. Nonostante la richiesta di finanziare un Piano nazionale contro la violenza di genere, il Governo ha ridotto i fondi dei Centri Antiviolenza.

24 Questo purtroppo è un dato di fatto che è stato denunciato più volte dai Centri Antiviolenza, ma è stato denunciato anche da noi, dal Comune di Rovigo, in accordo con la Provincia e con le Commissioni. E questo infatti è un appello che vogliamo fare, lo vogliamo fare qua in Consiglio Comunale perché pensiamo sia indispensabile avere voi Consiglieri e la Consigliera con noi, perché è completamente trasversale.

Il fatto della violenza, avere i Centri Antiviolenza non è una questione di partito, non è questione di parte, dobbiamo essere… è una questione proprio di rispetto della dignità e della persona che è la donna. Quindi è un appello che vi facciamo, perché è un dato di fatto che da € 20 milioni che erano stati evidenziati all'inizio dal Governo precedente per i Centri Antiviolenza, sono stati decurtati e mi sembra che adesso ci sia stato un passo in più, hanno messo 5 milioni, però sono sempre pochissimi.

Sono anche contenta -poi lascio la parola alle nostre ospiti- che la Ministra Carfagna ha ripreso pubblicizzare il 1522, che è il numero verde e permette alle donne, vittime di violenze, di collegarsi ai Centri Antiviolenza. Vuol dire che forse anche la nostra Ministra finalmente ha capito che i Centri Antiviolenza sono la vera risposta contro la violenza alle donne. Grazie.

Intervento n. 81
Pagina 24
Punto 4

8 marzo tutto l'anno: bilancio di un anno di attività

Assessora

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Ma non è presente. Magari facciamo dopo. Facciamo parlare magari la Provincia.

Intervento n. 88
Pagina 34
Punto 4

8 marzo tutto l'anno: bilancio di un anno di attività

Assessora

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Un applauso alla dottoressa Nicolè, è stata bravissima. Volevo chiedere un attimo di pazienza ai Consiglieri, alla Consigliera, al Sindaco e a tutti gli ospiti perché purtroppo, con il fatto che è stata spostata un po' la scaletta, nel senso dei tempi, io chiederei a tutti di rimanere, almeno per rispetto delle persone che sono qui e che aspettano dalle nove di stamattina. Quindi adesso do la parola...

Volevo dire questo, perché mi sembrava giusto… è brutto e mi spiace perché molti Consiglieri sono andati via e mi dispiace perché è un'occasione persa per loro. Comunque andiamo avanti con i lavori, adesso do la parola alla dottoressa Bridget Yourgure, che parlerà del Servizio Antiviolenza.

Intervento n. 95
Pagina 41
Punto 4

8 marzo tutto l'anno: bilancio di un anno di attività

Assessora

Leggi intervento

Intanto ringrazio tutti i Consiglieri e la Consigliera e gli ospiti e il Sindaco e il Presidente del Consiglio Comunale, il nostro Presidente del Consiglio Provinciale e gli ospiti intervenuti.

Io volevo dire una piccola cosa, perché manca qui l'Assessora Nadia Romeo, perché è stata convocata da un'altra parte, lei ci teneva ad esserci, stamattina le avevo chiesto anche e l'intervento era previsto, e mi sembra giusto solo ricordare, siccome la nostra Amministrazione vuole lavorare a 360° per le pari opportunità, volevo ricordare la mia collega Nadia cosa fatto per le pari opportunità.

Ha fatto alcuni interventi molto importanti e significativi, ha creato dei parcheggi per le mamme, dei parcheggi gratuiti e appositi per le mamme, ha fatto dei taxi rosa, dopo le nove di sera, per le donne che tornano con una tariffa agevolata e ha fatto anche dei taxi a tariffa agevolata per le donne di una certa età, per le nostre signore che per noi sono un patrimonio le signore, no?

L'altra cosa molto importante e che sottolineo, visto che qui ci sono anche in Sala degli esponenti della Polizia Locale che insieme… Eccola qui, sto parlando di te, Nadia!

Insieme all'Assessora Romeo, insieme alla Polizia Locale, al Comandante dei Vigili e c'è uno staff di quattro membri della Polizia Locale che partecipano attivamente al nostro tavolo comunale, che lavora contro la violenza di genere, sono venuti a tutti i nostri convegni e stanno facendo formazione, proprio per fare e promuovere sul territorio, anche come Polizia Locale, l'attenzione sulla violenza domestica. Io ci tenevo a dire questo, adesso non so se Nadia vuole aggiungere qualcos'altro.

Ho parlato dei taxi, Nadia, del parcheggio e della Polizia Locale. Scusami, ho voluto dire al posto tuo. Io ho finito e ringrazio ancora tantissimo.

Grazie.

19 giugno 2008

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

2 interventi
Intervento n. 98
Pagine 55–57
Punto 2

Analisi problematiche correlate alle politiche

Assessore

Leggi intervento

Allora, ringrazio il Presidente, ringrazio anche i Consiglieri e tutte le persone intervenute. Io inizierò facendo una piccola premessa alle politiche per l'immigrazione del Comune di Rovigo, che in questi due anni l'Amministrazione ha voluto condurre. L’immigrazione rappresenta un fenomeno antropologico piuttosto recente e inedito nella nostra città che, sia per storia e tradizione, è sempre una terra di emigrati.

Negli ultimi anni la percentuale d’immigrati sulla popolazione autoctona ha raggiunto valori percentuali sensibili, come del resto sta accadendo in tutta la nostra Regione, seconda in Italia solo all’Emilia-Romagna per numero di cittadini stranieri. Non dobbiamo dimenticare che il fenomeno migratorio non è solo locale o nazionale, ma addirittura di portata mondiale.

Chi amministra deve comunque conoscere bene l’importanza e la portata di tale fenomeno e deve attuare quelle politiche necessarie che colgano il mutamento sociale in atto, assumendo iniziative per governare il processo di formazione di una società che è in continuo mutamento.

Il cittadino straniero non ha bisogno solo di un lavoro, ma anche di strutture che gli consentano di poter vivere in maniera civile e consapevole nel nostro territorio, avendone la possibilità di conoscerne la lingua, le leggi che lo governano e il territorio che lo accoglie. Riprendendo le parole del Sindaco di Venezia, Massimo Cacciari, l’immigrazione è un fenomeno che va affrontato con risposte strutturali sul territorio e non risolta come un mero problema di ordine pubblico.

Un fenomeno così nuovo non può trovare risposte in scelte politiche ormai vecchie e inadeguate. Costruire un progetto politico, un progetto economico, un progetto culturale, un percorso formativo che sostiene l’idea di un’umanità esclusiva che esclude un’altra 56 parte di umanità, non è altro che porre le radici di un percorso di conflittualità insanabile e la conflittualità crea da sempre insicurezza e disordine sociale.

Purtroppo, nell’affrontare questi temi, gli Enti Locali sono lasciati soli, non hanno risorse che servono invece per dare risposte strutturali sul territorio, per poter meglio governare un fenomeno così nuovo e in continua evoluzione. Anche nell’ultimo tavolo regionale per l’immigrazione della Regione Veneto, c’è stato comunicato oltre alle linee programmatiche che sono dalla nostra Amministrazione pienamente condivise, un taglio pari del 30%, rispetto al Bilancio dell’anno precedente.

Questo creerà non pochi problemi negli interventi che siamo tenuti a fare sul territorio, visto che il taglio delle risorse finanziarie è inversamente proporzionale all’aumento della popolazione straniera residente.

Comunque, nella ristrettezza delle proprie risorse, l’Amministrazione Comunale, in sinergia con i diversi soggetti del terzo settore, hanno promosso diverse iniziative nei vari ambiti, con diversi soggetti del terzo settore dei servizi Socio Sanitari, informazione, orientamento, accompagnamento; della scuola: insegnamento scolastico, sostegno scolastico, pomeridiano, mediazione culturale; del mondo del lavoro: corsi di formazione, dell’abitazione, sostegno alla ricerca del’abitazione e microcredito, volte a favorire la piena integrazione socio-culturale del cittadino straniero.

Dal 2001 -vado un po’ indietro perché voglio fare vedere che c’è una continuità comunque anche con quello che è stato fatto prima di me- il Comune di Rovigo, è stato fra i Comuni che hanno attivato i servizi di assistenza per richiedenti asilo rifugiati, ex PNA, e dal 2006 è inserito fra i Progetti dello SPRAR (Servizio centrale del sistema di protezione, per i richiedenti asilo rifugiati nazionale) con proprie strutture d’accoglienza.

Le diverse iniziative non sono state più prerogativa di un unico Ente, ma suddivise tra soggetti diversi, pubblici e privati. Questa pluralità di offerta, in realtà, rischia di tradursi anche in difformità di risposte che diventano talvolta contraddittorie. La complessità delle azioni che affiancano i processi migratori, richiedono grande sinergia tra le parti coinvolte e scambio continuo d’informazione.

Si rende quindi necessario, per non disperdere risorse alle energie indispensabili, rendere omogenee e coordinate, le diverse iniziative, costruendo una rete fra istituzioni, volontariato e privato sociale, dinamica aperta in grado di facilitarne l’integrazione alla popolazione migrante.

A tal fine, occorre partire dalla consapevolezza che l’azione d’interventi per favorire una piena integrazione degli immigrati nella nostra comunità, basata sulla reale partecipazione degli stessi alla vita cittadina, nel pieno rispetto delle regole, attengono ad una molteplicità di tematiche che vanno dall’accoglienza, disbrigo pratiche-burocratiche, permessi di soggiorno, problema della casa, ricongiungimento famigliare eccetera.

All’inserimento di sistemi occupazionali e formativi, all’estensione delle tutele socio-sanitarie, assistenziali, al governo delle problematiche connesse alla sicurezza, alla promozione di momenti collettivi e di scambio e di confronto anche sul piano culturale. 57 Io ho voluto fare questa premessa perché ho voluto dire quali sono state le linee praticamente, che hanno guidato questi due anni delle mie politiche, condivise dall’Amministrazione e dalla Giunta, sull’immigrazione.

Adesso per quanto riguarda gli interventi specifici, farei parlare qui a fianco a me la Dottoressa Nicolè Funzionario del Comune di Rovigo che, da sempre insieme al Dottor Casonato, segue gli interventi fatti sul territorio Comunale e anche extra Comunale. Grazie.

Intervento n. 154
Pagine 106–108
Punto 2

Analisi problematiche correlate alle politiche

Assessore

Leggi intervento

Innanzitutto volevo ringraziare i Consiglieri che mi hanno dato questa opportunità, perché stato un bellissimo Consiglio Comunale aperto su un tema così importante, e quindi ringrazio proprio i Consiglieri dell'opposizione e mi hanno dato questo opportunità, anche il Presidente naturalmente che l'ha accolta, il Presidente Mazzo che non vedo più che da qualche parte c'è, e tutte le persone che hanno avuto pazienza e sono venute. 107 Io sarò brevissima perché molto tardi e vorrei rispondere e chiarire alcune cose.

Sui costi di gestione e sui costi di mantenimento del servizio Migrando, volevo dire ai Consiglieri che hanno posto questa domanda, che alla fine tutti i costi dei € 192.000 che saranno dati dal finanziamento URRA del Ministero degli Interni, sono praticamente finalizzati o al mobilio, all'attrezzatura che abbiamo fatto per il Centro Integrato, o per l'avviamento dei servizi, quindi formazione e osservatorio.

Cioè servizi che partiranno proprio dal prossimo anno con il finanziamento dei € 192.000, solo sul 192.000 solo 15.000, proprio con conti alla mano si possono controllare anche con gli Uffici, perché l'abbiamo fatto anche prima con la dottoressa Nicolè, sono invece per un tipo di servizio che però non è essenziale. Quindi, alla fine il servizio si sostiene da solo, perché sono servizi che già facciamo.

Con il finanziamento noi stiamo facendo formazione perché vogliamo una vera integrazione, vogliamo lavorare con tutti gli sportelli del territorio con cui siamo già relazione, quindi un servizio integrato e per il Centro Interculturale per la biblioteca, per l'acquisto dei libri e degli scaffali. Poi, un'altra cosa che volevo sottolineare e volevo parlare anche con il Presidente del Consiglio dei genitori, che questo non è -si parla spesso appunto di dormitorio- non è un dormitorio, è un Centro Interculturale.

Io su questo, oltre che un Centro Servizi, è un Centro Interculturale, uomo/donna, quindi è aperto e non è discriminante, perché appunto per le cultura, per un dialogo fra le culture, e quindi penso che sia una buona occasione invece, proprio per degli studi, anche come laboratorio sociale, visto che Rovigo è una piccola realtà e ci sarà un osservatorio sull'immigrazione, sul fenomeno proprio attivato da questo Centro, molto importante, perché solo avendo i dati certi che purtroppo adesso non abbiamo tanto, perché il nostro Centro Informa Immigrati sta facendo anche troppo per quello con cui lo paghiamo, € 20.000 all'anno.

In questo modo riusciamo veramente a fare una squadra, interagendo con tutto il terzo settore, con la Provincia importantissimo anche per i cerca lavoro, cosa che diceva prima mi pare il Consigliere Bedendo, l'importanza del lavoro. Noi, con il servizio Migrando, cerchiamo proprio invece di dare precedenza alla ricerca lavoro, proprio con la Provincia e i sindacati. Cose già concertate, che abbiamo trattato per fare il progetto.

Comunque penso che questo progetto Migrando, devo parlarne per forza perché è stato quello l'argomento principale, non è stato soltanto l'accoglienza eccetera.

Il progetto, a mio modesto parere, è anche appunto non solo Centro Servizi, non sarà solo un Osservatorio, non sarà solamente un Centro di Prima Accoglienza momentanea per chi ha difficoltà che quindi può essere meglio inserito nel lavoro e meno vittime, invece, del mercato degli affitti che noi sappiamo, in quanto straniero, è soprattutto un Centro Interculturale, un laboratorio culturale per la nuova società che sta cambiando. E questo è un valore nuovo per la nostra società, per la nostra città.

E penso che il punto centrale, proprio in quel luogo, sia di valore, ed un qualcosa di pregio per la nostra città, perché sarà un punto culturale ideale fra le culture.

Addirittura, sempre lo dico al Presidente, nel progetto ho voluto, proprio parlando con gli Uffici, che fosse anche ripristinato il giardino dietro, quello vicino alle 108 pertinenze delle Magistrali, perché quel luogo lì è sempre stato abbandonato e invece deve essere un giardino di dialogo, di rappresentazioni, di dialogo e di mostre, perché sarà un Centro Interculturale, e l’associazione… addirittura c'è una zona sottostante, poi a chi lo vuole darò naturalmente il progetto in visione, ci tengo a darlo soprattutto al Presidente del Consiglio dei genitori, ma faremo anche magari un incontro per spiegarlo bene, o se volete facciamo un incontro pubblico più dettagliato, però ci sarà proprio una zona sottostante all’Informa Immigrati, dove c'è la biblioteca multiculturale e un momento di aggregazione per le Associazioni, per tutte le associazioni italiane e straniere.

Perché il mondo dell'immigrazione, come abbiamo visto anche dall'intervento di Donata Pavini ma anche della Presidente delle Pari o Opportunità e altri interventi, non interessa solo gli immigrati, interessa soprattutto a noi italiani che vogliamo una società in cui vivere in maniera serena e civile. Un'altra piccola cosa, e questo lo dico al mio carissimo amico e Consigliere Matteo Zangirolami, lo dico perché lui ricorda sempre la mia identità politica e io lo devo ringraziare.

Lo devo ringraziare perché invece a volte me ne dimentico. La mia identità politica, la mia appartenenza politica che c'è, che c'è sempre, Consigliere, però questo tipo di progetto posso dire che ha avuto un altro tipo di influenza. E’ vero, perché per me l'uguaglianza è uno di quei principi che per me sono fondamentali e comunque condivisi dalla Carta dei Diritti dell'uomo e della nostra Costituzione italiana, non è che sono proprio banali, banalità ecco!

Comunque, per quanto riguarda l'opportunità di fare un luogo di accoglienza e integrazione sociale in centro a Rovigo, è proprio anche stato da più scuole -non certo filo sovietiche- ma le scuole americane come quella di Chicago, dove sociologica e urbanistica di Chicago, dove proprio per poter affrontare il problema della criminalità, ha visto nella soluzione di mettere le persone in difficoltà e con problemi di integrazione non ai margini della città, non nei punti appunto di transizione, dove invece così non c'è controllo e non c'è integrazione, ma nei punti centrali.

Io quindi consiglio a chi non avesse avuto l'opportunità di avere questo tipo di conoscenza di andarsela a leggere, perché è molto interessante, e così uno si vede anche come un certo tipo di intervento, a livello sul problema dell'integrazione e dell'inserimento sociale e anche quindi della sicurezza sociale, possa intervenire con questo tipo di interventi, che sono fortemente legati all'aspetto urbanistico della città. Non mi sembra di aver dimenticato niente, avevo un miliardo di altre cose da dirvi.

Vi ringrazio tutti e vi saluto.

22 maggio 2008

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

2 interventi
Intervento n. 188
Pagina 92
Punto 7

Elezione del difensore civico per il triennio 2008/2011

Assessora

Leggi intervento

L'oggetto... C’è il numero legale? Lo verifichiamo…

Intervento n. 190
Pagine 92–93
Punto 7

Elezione del difensore civico per il triennio 2008/2011

Assessora

Leggi intervento

Vedo che c'è l'interesse... va beh! L'oggetto è: “Elezione del difensore civico per il triennio 2008/2011”. Con deliberazione del Consiglio Comunale, in data 12 maggio 2005, n.

41, si è provveduto ad eleggere il difensore civico nella persona dell'avvocato Mario Montini. L’Art. 35, comma 2 dello Statuto comunale, prevede che la carica ha durata triennale, con la possibilità di rielezione per un solo mandato.

L'Avvocato Montini, tuttavia, con nota 12 novembre 2007, ebbe a rappresentare la sua indisponibilità per una sua eventuale rielezione, per cui è stato dato corso al nuovo provvedimento. In data 27 febbraio 2008, è stato pubblicato il bando con la raccolta delle disponibilità, come previsto dall'Art. 36 del vigente Statuto comunale.

Entro i termini stabiliti del bando, hanno presentato la propria candidatura i seguenti nove aspiranti: Dott. Edoardo Terrana - Dott.ssa Ariella Andreotti - Dott.ssa Anna Luisa Pedrazzoli - Dott. Alessandro Littammè - Avv.

Alessandro Rossetti - Dott. Roberto Tommasi - Dott. Roberto Rigolin - Avv.

Michele De Bellis e Rag. Sabrina Barbin. L’Ufficio ha completato l’istruttoria di competenza, esaminando le anzidette domande, presentate dagli aspiranti candidati, ritenendo inammissibili quelle dei signori: - Ariella Andreotti, in quanto in carenza degli altri requisiti, non ha dimostrato quello dell'attività in difesa dei diritti, eccetera, di cui al comma 7 dell'art.

36 dello Statuto; - Alessandro Littamè, per gli stessi motivi del precedente; - Alessandro Rossetti, in quanto risulta svolgere la professione forense, in contrasto con quanto stabilito dal comma 6, art. 36 dello Statuto; - Michele De Bellis, per gli stessi motivi del precedente; - Sabrina Barbin, in quanto non risultano requisiti di cui ai commi 6 e 7. Vi leggo i nomi che avanzano, che hanno i requisiti, idonei: - Dott.

Edoardo Terrana; - Dott.ssa Anna Luisa Pedrazzoli; 93 - Dott. Roberto Tommasi - Dott. Roberto Rigolin.

9 maggio 2008

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

1 intervento
Intervento n. 25
Pagina 13

Consiglio Comunale del 2008-05-09

Assessore

Leggi intervento

Scusate se interrompo un attimo i lavori del Consiglio, è che c'è una cosa un po' speciale, perché abbiamo avuto il piacere di avere la visita del Vice Sindaco di Bedford, Apo Bagchi Volevo solamente fare il saluto dell'Amministrazione, quindi era giusto che anche secondo me il Consiglio Comunale, visto che è un rapporto che dura da anni con la città di Bedford, e quindi anche con le varie Amministrazioni precedenti, e so che una serie di Consiglieri, non solo della maggioranza ma anche dell'opposizione, hanno avuto un rapporto di amicizia, oltre che politico, con la municipalità, con il Municipio di Bedford, mi sembrava giusto rendervene, darvi questa notizia, anche se è qui per motivi personali, e quindi dare un saluto ad Apo, che magari vi rubiamo due minuti e gli facciamo dire qualcosa.

Grazie.

5 marzo 2008

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

1 intervento
Intervento n. 6
Pagina 3
Punto 1

O.d.G. Giornata Internazionale delle donne

Assessore

Leggi intervento

Innanzitutto grazie e benvenute, benvenuti a tutti. Visto che oggi è una giornata particolare, è un Consiglio Comunale particolare, io volevo ringraziare innanzitutto i Consiglieri Comunali, i Capigruppo, gli Assessori, il Sindaco e il Presidente del Consiglio che ci hanno dato questa possibilità. Dico ci hanno dato perché anch'io come donna, oltre che prima donna e poi Assessore, penso sia importante creare questi momenti di condivisione e aprire il Consiglio Comunale a un dibattito aperto a donne e a giovani.

Quindi, innanzitutto il ringraziamento va a proprio ai miei colleghi di Giunta e ai Consiglieri Comunali, dopodiché oggi siamo qui, appunto come diceva il Sindaco e il Presidente del Consiglio per ricordare l'8 marzo, per ricordare quindi una giornata, una giornata particolare, una giornata che 100 anni fa ha visto morire 129 lavoratrici che stavano manifestando per il loro diritto, il loro diritto di lavorare per un numero di ore che avesse consentito una vita dignitosa.

Con questo mi riallaccio a quello che sta accadendo oggi. Oggi, appunto, Presidente, abbiamo iniziato ricordando i cinque appena scomparsi. Ogni giorno, purtroppo, questa è una strage che avviene ogni giorno di persone che muoiono sul lavoro, la sicurezza non c’è proprio sul luogo di lavoro, quindi questo 8 marzo in qualche modo è la giornata, diciamo, delle donne che lavorano.

E le donne lavorano sempre, lavorano ovunque, lavorano a casa, lavorano a scuola, lavorano dappertutto. Noi vorremmo che lavorassero anche di più in politica. Ecco perché oggi abbiamo dato, abbiamo voluto fare questa giornata aprendo il Consiglio Comunale.

Io sarò molto breve perché voglio dare la parola a chi normalmente in Consiglio non c'è e quindi ai ragazzi, alle professoresse e anche alle donne rappresentanti del Centro Interculturale donna, alla Presidente della Commissione Pari Opportunità e al Vicepresidente della Commissione Pari Opportunità che dopo vi presenterò.

Però permettetemi di ricordare, prima di iniziare i lavori e la presentazione delle ricerche fatte dalle scuole, ricordare una persona, una grande donna che proprio questa notte ci ha lasciato ed è l'avvocato Tina Lagostena Bassi, che era una donna che per prima ha lottato per difendere le donne. E’ colei che in Parlamento ha fatto e modificato proprio la legge che vedeva, la legge sulla violenza alle donne, come una legge, un'offesa alla morale e non come un'offesa alla persona.

Quindi oggi inizierei proprio ricordando questa grande donna, una delle prime donne che ha voluto lottare in difesa delle donne e delle donne più deboli. Dopodiché io darei la parola per un saluto, dato che ce l'abbiamo e ci ha onorato della sua presenza, all'Assessore Brusco e poi farei partire la Preside Bellinello e le scuole. Grazie.

10 dicembre 2007

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

1 intervento
Intervento n. 5
Pagine 3–7
Punto 1

59° Anniversario della dichiarazione dei diritti dell'uomo, contro la miseria e per gli obiettivi di sviluppo del millennio. (Proponente Assessore Giovanna Pineda)

Assessore

Leggi intervento

Buongiorno a tutti e a tutte. Intanto ringrazio il Presidente del Consiglio e tutti i Consiglieri e la Consigliera, che hanno accettato questo ordine del giorno, molto importante. Un segnale che deve dare la città, proprio per rimarcare la volontà dell'Amministrazione del Consiglio Comunale, di raggiungere, appunto, quello che nel 1948 anche l'Italia ha redatto, che è appunto la Dichiarazione dei diritti umani.

Oggi, infatti, cade questo importante anniversario. E’ il cinquantanovesimo anniversario. E questo è ancora più importante per il fatto che il prossimo anno sarà il 2008 e quindi vogliamo iniziare proprio da questo.. diciamo dare l’incipit a questa importante testimonianza, a questa dichiarazione dei diritti umani, ricordando anche il prossimo anno sarà il sessantesimo anniversario e sarà un anno importante anche perché nel 2008 sarà anche l'anniversario della nostra Costituzione.

Quindi volevo fare una piccola riflessione proprio sul minuto di silenzio, per le vittime cadute sul lavoro, ricordando che l'Articolo 1 della nostra Costituzione dice che l'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro.

Quindi penso sia importante ricordare queste vittime, che purtroppo quest'anno sono state tante, le morti bianche, e quindi questa riflessione la facciamo nostra in maniera ancora più forte oggi, proprio perché i diritti umani anche in Italia troppo spesso non sono rispettati, nonostante abbiamo firmato questa carta sessant'anni fa. Allora, adesso inizierò leggendovi alcuni dati dell'ordine del giorno che ho fatto avere a tutti i capigruppo, spero che abbiate tutti avuto la possibilità di leggere questo documento.

È un documento importante, è un documento che è stato redatto dagli Enti locali per la pace ed è un segnale che come Enti locali per la pace che vogliamo dare per arrivare agli obiettivi del Millennio. Infatti, questo documento servirà a dichiarare l'illegalità della povertà, perché la povertà è proprio uno tra i primi obiettivi che è stato posto dalle Nazioni Unite per poter arrivare ad una vera politica di pace planetaria.

Noi vediamo tutti i giorni la povertà gli effetti che causa, non solamente a livello mondiale. Adesso vi leggerò alcuni dati che io penso sia sempre opportuno, perchè fanno riflettere, anche su quello che sta accadendo, appunto, nella nostra società.

Anche qui Rovigo abbiamo delle persone che vivono in estrema povertà ed è per questo che oggi ho voluto chiamare a testimoniare chi ogni giorno lavora a fianco di queste persone, che purtroppo sono indigenti; ho voluto chiamare, appunto, alcuni testimoni della Rete dei senza fissa dimora, che dopo diranno cos'è il lavoro, cos'è la rete e cosa stanno facendo quotidianamente per fare sì che le persone abbiano una vita dignitosa anche nella nostra realtà locale.

Dopodiché, appunto, Don Fabio Corazzina di Pax Christy, che fa parte del Tavolo nazionale per la pace, parlerà meglio del documento che adesso inizierò a leggere. degli obietti“L'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, con risoluzione N. 217 il 10 dicembre 1948 adottava e proclamava la Dichiarazione Universale dei diritti dell'uomo. La Dichiarazione Universale è il primo atto internazionale, contenente nei suoi 30 articoli un elenco organico di tutti i diritti fondamentali.

Essa è l'origine del diritto internazionale dei diritti umani, costituito da convenzioni giuridiche, le quali, richiamando espressamente la Dichiarazione Universale, la promuovono al rango di fonte delle fonti del nuovo diritto umano. Nell'incipit del suo preambolo è proclamato che il riconoscimento alla dignità inerente a tutti i membri della famiglia umana e dei loro diritti, uguali ed inalienabili, costituisce il fondamento alla libertà della giustizia della pace nel mondo.

Nella dichiarazione sono enunciati, oltre ai diritti civili e politici, anche i diritti economici e sociali, alla luce del principio della loro interdipendenza e indivisibilità. Nella Dichiarazione Universale figura un articolo di portata strategica, l'articolo 28, che definisce il concetto di pace partendo dai diritti fondamentali della persona. Ogni individuo ha diritto ad un ordine sociale e internazionale, nel quale i diritti alla libertà enunciati in questa dichiarazione possono essere pienamente realizzati.

È il concetto di intesa non soltanto come di assenza di guerra, ma soprattutto come azioni di cooperazione, di solidarietà da realizzare senza soluzione di continuità, dalla città al villaggio fino al mondo. La Dichiarazione Universale adita all'insegnamento e all'educazione quale strada maestra per il rispetto dei diritti umani.

Oggi, a sessant'anni dalla proclamazione della Dichiarazione Universale, più di un miliardo di persone sono ancora condannate alla povertà estrema; 104 milioni di bambini non possono andare a scuola; 860 milioni di adulti, la maggior parte donne, non sanno né leggere né scrivere. La fame è una realtà quotidiana per 852 milioni di persone. 1 miliardo e 400 milioni di persone non hanno un lavoro dignitoso; altrettante non hanno accesso all'acqua potabile.

In alcune parti del mondo la morte delle mamme al momento del parto e la morte dei bambini nei loro primi anni di vita è ancora un dramma quotidiano per la mancanza di servizi sanitari di base. Alle guerre e alle emergenze provocate dalle calamità naturali, come quella dell'Oceano Indiano, si somma l'emergenza della AIDS, che ha già contagiato 40 milioni di persone. La povertà è la più grande violazione dei diritti umani.

La Dichiarazione Universale dei diritti umani riconosce a tutti il diritto di un tenore di vita dignitoso: il diritto di avere il cibo, vestiario, cure mediche, un'abitazione, un'istruzione, un lavoro. Questi diritti sono oggi negati ad un terzo dell'umanità e minacciati anche all'interno dei paesi più ricchi, mentre nel mondo si spendono ogni anno quasi 1000 miliardi di dollari per guerre e armamenti.

Gli impegni assunti solennemente dai governi del mondo con la Dichiarazione del Millennio per combattere la povertà e promuovere lo sviluppo sostenibile, i diritti umani e la pace, sono solo il primo passo. Eppure, dopo sette anni, non sono ancora stati rispettati.

Troppo spesso i governi, considerato che ancora oggi più di 2 miliardi di persone sopravvivono con meno di 2 euro al giorno, 852 milioni di persone soffrono la fame, ogni 3 secondi muore un bambino a causa di malattie che potrebbero essere curate; 115 milioni di bambini non possono andare a scuola; un miliardo e 400 milioni di persone non hanno un lavoro dignitoso; oltre 500.000 mamme muoiono ogni anno al momento del parto per la mancanza di servizi sanitari di base; la malaria continua a causare più di un milione di morti all'anno; un miliardo e 200 milioni di persone non hanno accesso all'acqua potabile.

Ricordando che nel 2000 189 capi di Stato e di Governo di tutto il mondo hanno sottoscritto la Dichiarazione del Millennio, impegnandosi a sradicare l'estrema povertà e la fame, eliminare disuguaglianze di genere e il degrado ambientale, ed assicurare accesso all'istruzione, sanità e acqua potabile entro il 2015, obiettivo di sviluppo del millennio; considerato che dopo sette anni questi impegni non sono ancora stati rispettati e che in particolare il governo italiano ha continuato a ridurre le già misere risorse dedicate alla cooperazione internazionale, alla lotta alla povertà e all’AIDS, al punto che oggi l'Italia è all'ultimo posto nella classifica dei paesi donatori in Europa e in Occidente; - ricordando che la Dichiarazione Universale dei diritti umani riconosce a tutti gli esseri umani il diritto ad un tenore di vita dignitoso, il diritto di avere cibo, vestiario, cure mediche, un'abitazione, un'istruzione, un lavoro, e che questi diritti sono oggi minacciati anche all'interno dei paesi più ricchi; - visto l'appello del Segretario Generale dell'Onu che ha promosso una campagna mondiale denominata “No excuse 2015”, per sollecitare il rispetto degli impegni sottoscritti e l'appello all'azione contro la povertà, lanciato da centinaia di gruppi, Sindacato, organizzazioni della società civile di tutto il mondo che stanno unendo i loro sforzi per costringere i propri governi a mantenere gli impegni: - Considerata la decisione del Coordinamento nazionale degli Enti locali per la pace e i diritti umani, di promuovere una campagna denominata “Città 2015 contro la povertà”, per il raggiungimento degli obiettivi dello sviluppo del Millennio, in collaborazione con la campagna delle Nazioni Unite “No Excuse 2015” la coalizione italiana contro la povertà e la campagna “Città del millennio”, promossa dall'Associazione mondiale degli Enti locali città e Governi locali uniti Chiede al Parlamento o al Governo italiano di: 1 - mantenere gli impegni assunti per sradicare la povertà e il raggiungimento almeno degli obiettivi di sviluppo del Millennio, con politiche e misure sostenibili, trasparenti e partecipate; 2 - promuovere un commercio più equo, eliminando i sussidi alle esportazioni agricole, assicurando i produttori dei paesi più poveri l'accesso ai nostri mercati; 3 - cancellare senza ulteriori inganni il debito estero dei paesi più poveri, applicando per intero la legge 209 del 2000, che rivede il sistema di concessione dei crediti che genera processi insostenibili e indebitamento; 4 - aumentare fino allo 0,7 del Pil le risorse destinate alla cooperazione internazionale, al netto delle operazioni di cancellazione del debito, fissando la data precisa e un piano pluriennale rapido, chiaro ed efficace, senza imporre ai paesi beneficiari di comprare il made in Italy; ridurre le spese militari; 5 - promuovere il disarmo e la riconversione dell'industria bellica, utilizzando le risorse economiche risparmiate nella lotta alla miseria e al perseguimento degli obiettivi di sviluppo del millennio; 6 - definire insieme alla società civile e agli Enti locali una nuova legge per una nuova politica italiana di cooperazione allo sviluppo efficace, partecipata e coerente con gli obiettivi di sviluppo sostenibile e democratico; 7 - agire in Europa e in tutte le sedi internazionali per restituire alle Nazioni Unite la responsabilità, i poteri e le risorse necessarie per intervenire adeguatamente sui problemi dell'ambiente, dell'economia mondiale, per promuovere regole e istituzioni internazionali più giuste e democratiche; 8 - promuovere una corretta e ampia informazione pubblica sugli obiettivi del Millennio e sulle politiche di lotta alla povertà, attivando in particolare le risorse di spazi e le competenze del servizio pubblico radiotelevisivo.

Inoltre, il Consiglio Comunale di Rovigo si impegna a: 1) aderire alla “Campagna delle città 2015” contro la povertà per il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo del Millennio, promossa dal Coordinamento Nazionale degli Enti locali per la pace e i diritti umani, in collaborazione con la campagna delle Nazioni Unite “No excuse 2015”, la Coalizione Italiana contro la povertà e la campagna delle Città del Millennio, promossa dall'Associazione mondiale degli Enti locali città e governi locali; 2) promuovere una sempre più vasta consapevolezza dei propri cittadini, a cominciare dai giovani, sull'importanza e l'urgenza di un'azione comune per sradicare la miseria e per garantire il rispetto dei fondamentali diritti umani, divulgando il più possibile il testo della Dichiarazione Universale dei diritti umani; 3) incrementare la legge 68 del ‘93 il capitolo di Bilancio denominato “Interventi di solidarietà e cooperazione internazionale”, destinato a sostenere, in collaborazione con le organizzazioni della società civile, la lotta alla miseria e la costruzione della pace e dotarsi delle politiche e delle strutture necessarie per il miglior utilizzo delle risorse disponibili; 4) definire politiche locali contro le vecchie e le nuove povertà e le disuguaglianze, per il raggiungimento di sviluppo del Millennio.

Questa è la proposta dell'ordine del giorno oggi, io ve l'ho letta anche perché volevo che rimanesse agli atti. Io vi ringrazio intanto della pazienza e lascerei adesso la parola e dato aprirei la discussione, adesso sento se il Presidente è d'accordo, alle testimonianze che abbiamo oggi invitato, ai nostri ospiti e quindi farei parlare la dottoressa Marta Marzolla che presenta la “Rete senza fissa dimora” che sta collaborando con il Comune. Grazie.

29 novembre 2007

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

2 interventi
Intervento n. 252
Pagine 92–93
Punto 8

O.d.G.: 25.11.2007 - Giornata internazionale contro la violenza alle Donne - Adesione del Consiglio Comunale alla campagna nazionale del Fiocco Bianco

Assessore

Leggi intervento

Allora, ringrazio i Consiglieri perché questa campagna fa riferimento al 25 novembre, che è stata, come ben sapete, la giornata internazionale contro la violenza alle donne.

Allora si chiudeva al Consiglio Comunale di.. si chiede, con questo cambiamento dell'ordine del giorno di poter aderire, dato che siamo in un Consiglio Comunale prevalentemente maschile, come potete ben notare, allora sarebbe un bel segnale da parte di codesto Consiglio Comunale, di aderire alla campagna, proprio per dare un segnale forte alla cittadinanza di uomini e donne della nostra comunità, alla campagna del Fiocco Bianco. Io vi ho fatto avere anche un Fiocco Bianco.

E’ una campagna internazionale che praticamente far sì che ci sia una serie di eventi, di promozioni, di materiale promozionale, dove porta l'uomo -mi dispiace che non interessi a questo o a tutti i Consiglieri perché... va beh comunque ne prenderò atto- che mette a punto gli uomini accanto proprio alla donna, alla difesa della donna. E quindi è un modo diverso e di parlare, appunto, di campagne contro la violenza femminile e sentite io vi leggerei anche dei punti, diciamo, che spiegano bene...

No, mi dispiace non trovare il vostro... immagino che siate tutti stanchi, però mi sembrava che questa cosa fosse abbastanza importante, dato che avete deciso che venisse trattata!

Uno degli obiettivi principali della campagna è quella di creare momenti di sensibilizzazione, in particolare riteniamo fondamentale coinvolgere gli uomini giovani, e quindi un grande sforzo della campagna è quello di lavorare con gli studenti delle scuole medie e superiori e con gli insegnanti sul tema della violenza alle donne, con l'ottica di attivare i ragazzi ad impegnarsi concretamente contro la violenza alle donne, fornendo la possibilità ai giovani uomini di identificarsi con modelli positivi e alternativi alla violenza, piuttosto che proporre questa tema, evidenziando i modelli gli attori alla violenza.

Vi leggo i punti essenziali: “Abbiamo formato circa 15 operatori, in grado di fare sensibilizzazione nelle scuole in tutta Italia, e stiamo per pubblicare, in forma cartacea ma anche scaricabile on-line dal sito, un manuale di un'attività sulle relazioni affettive”. Sottolineerei questo, proprio sulle azioni affettive, e legati al tema della prevenzione nelle scuole che insegnanti ed educatori possono proporre agli studenti delle scuole medie e superiori.

La provincia di Milano, che sponsorizza la campagna, ha intenzione di organizzare un momento formativo per educatori. Allora, l'adesione a tale campagna comporterebbe, del Consiglio Comunale, oltre appunto, a votare questo documento che vi ho fatto avere, di adesione, ha anche un sostegno di un impegno di € 300.

Questi € 300 sono proprio per aver il materiale per iniziare, diciamo, ad avere il materiale per poter fare la campagna che dura un anno proprio nelle scuole, non solo nelle scuole ma anche negli ambienti di aggregazione. Mi dispiace che manchi il Presidente del Forum dei giovani, comunque il mio impegno è quello di coinvolgere anche il Forum dei giovani in questa campagna. Io spero di essere stata esaustiva.

Per quanto riguarda i dati sulla violenza alle donne io l'altra volta li ho letti e fatti pubblicare anche su diversi giornali.

Data la gravità che anche nel nostro paese e anche nel nostro territorio.. volevo segnalarvi solo questo, che l'indagine in Istat ha sottolineato quest'anno un aumento increscioso degli atti di violenza domestica, quindi è molto importante che il Comune di Rovigo, soprattutto il Consiglio Comunale che è il luogo di massima espressione della democrazia, ci sia una presa di coscienza di questo ed una voglia di voler cambiare. Naturalmente ci vuole del tempo.

Questo per iniziare un percorso educativo degli uomini insieme le donne, proprio per la protezione delle donne. Questo è un appello che lancio a tutto il Consiglio Comunale, e spero, conoscendo la sensibilità dei Consiglieri, che ci sia adesione e unanimità. Questo ve lo chiedo di cuore come donna e come Assessore alle pari opportunità.

Grazie.

Intervento n. 267
Pagine 97–98
Punto 8

O.d.G.: 25.11.2007 - Giornata internazionale contro la violenza alle Donne - Adesione del Consiglio Comunale alla campagna nazionale del Fiocco Bianco

Assessore

Leggi intervento

Beh, innanzitutto volevo rispondere alla Consigliera Gabriella Rossi, perché ha sollevato, appunto, un'esigenza che abbiamo a livello locale e non solo, io direi a livello anche regionale.

Infatti, nel mio periodo di assessorato vi dico che questo tema mi è sempre stato a cuore, perché venendo dall'esperienza del volontariato, soprattutto femminile, di auto aiuto, questa esigenza di creare un centro antiviolenza l'ho sempre sentito, soprattutto perché ho assistito donne che hanno subito violenza, naturalmente non essendo preparata a farlo e quindi nel territorio ho sempre trovato situazioni di forte necessità non avendo una struttura dietro.

Essendomi trovata Assessore, uno dei miei primi obiettivi è stato proprio quello, però non si può partire dal niente, bisogna creare una rete. La rete si è creata spontaneamente; c'era già un tavolo che era “Tratta e sfruttamento” creato dal mio precedente Assessore Saccardin, ed abbiamo cercato di rafforzarlo per quanto riguarda anche appunto il tema della violenza.

Però è un'altra cosa, perché la violenza domestica è un'altra cosa, è qualcosa che va proprio.. bisogna andare all'interno delle case e quindi creare un osservatorio è molto complesso, perché le donne non denunciano la violenza.

Ecco che ci siamo messi in rete, e vi dico perché è un passo importante, con i centri antiviolenza d'Italia, che vorrei sottolineare sono gli stessi centri antiviolenza in Italia che hanno creato i presupposti per la manifestazione del 24, quindi è partita su delle forti basi e sulle conoscenze di quello che è lo stato, purtroppo, delle violenze domestiche in Italia quella manifestazione, questo lo vorrei sottolineare.

Quindi uno stupro e un “femminicidio”, perché così adesso viene chiamato, femminicidio, e non da estremiste, ma da le OMS, quindi si è creato addirittura questo nuovo neologismo che si chiama femminicidio perché le donne, come diceva prima l'Assessore Casonato, muoiono più, dai 16 ai 45, muoiono più per mano del proprio compagno o ex compagno che di cancro. Questo è gravissimo! È una situazione gravissima!

Ecco che quindi diventa un'emergenza, emergenza sicurezza! Questa è una sicurezza che non abbiamo in casa purtroppo! (Parole incomprensibili) mi spiace ma è così: “Il tuo nemico non è fuori ma il tuo nemico ha le chiavi di casa”, perché i dati Istat, che vi prego di guardare, io l'ho messo anche in delibera, i dati Istat o sono molto crudi su questo e l'Istat è un'istituzione, quindi non sono manipolati.

Quindi, per quanto riguarda l'Osservatorio e il Centro Antiviolenza sono tra gli obiettivi e l'abbiamo messo anche nel decreto prima, nel documento sicurezza, come diceva appunto il Consigliere Guido Romanin. Io vi sono grata di approvare questo documento con la campagna del Fiocco Bianco, perché dobbiamo iniziare a dialogare, sono d'accordo che con l'intolleranza non si ottiene niente, ma è con il dialogo che si ottiene.

Quindi io accolgo anche l'intervento, oltre che del Sindaco anche del Consigliere Avezzù con grande soddisfazione, perché il dialogo va fatto contro la violenza alle donne; gli uomini e le donne devono lavorare assieme e quindi noi donne abbiamo bisogno di voi uomini in questa campagna. Vi ringrazio..

13 novembre 2007

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

1 intervento
Intervento n. 121
Pagine 54–55
Punto 1

Nomina del nuovo Presidente del Censer SpA, situazione generale e prospettive future

Assessore

Leggi intervento

55 Volevo fare solo un'informazione, ruberò pochissimi minuti al Consiglio. Volevo ricordare che il prossimo 25 novembre ricorre alla giornata internazionale contro la violenza alle donne e quindi volevo soffermarmi un attimo su questa giornata importante per una serie di motivi. Se mi permettete vorrei solo dire a questo Spettabile Consiglio che sono 6.800.000 le donne tra i 16 e i settant'anni che nel corso della vita hanno subito abusi.

Gli stupri sono 5 milioni e le violenze fisiche 3 milioni, che i dati rilevati nei paesi industrializzati il 25%, il 30% delle donne subiscono, nel corso della loro vita, violenze fisiche o sessuali da parte di partner, o ex partner; che secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità almeno il 70% delle donne, vittime di omicidi, sono state uccise dai propri partner e che, secondo il Consiglio d'Europa, la violenza fisica tra i 16 e i 44 anni è la principale causa di morte e di invalidità, più del tumore e degli incidenti stradali; che dai dati Istat del 2006 -forse non è così importante, vi chiedo solo un po' di rispetto- su 25.000 donne di età tra i 16 e i 70 anni intervistate, con tecnica telefonica, il 31,9% delle donne, vittime di violenza fisica o sessuale, nella quasi totalità dei casi, non le hanno denunciate; che il 61% delle donne intervistate ha dichiarato che i figli hanno assistito ad uno o più episodi di violenza; che nel 2006 le donne uccise da ex partner, amici, pretendenti respinti, sono state ben 110 e che nel 2007 questo dato sarà sicuramente superato; che questo fenomeno è talmente in aumento al punto di avere coniato un nuovo termine: “femminicidio”; che questi dati si aggiungono anche quelli meno facilmente riserva abili relativi alle violenze verbali e psicologiche, pesantemente diffusi.

Quindi, con questa comunicazione volevo ricordare al Consiglio Comunale questa giornata importante.

Un'altra iniziativa promossa a livello internazionale, è quella della “Campagna del Fiocco Bianco” che io farò avere alla conferenza dei capigruppo il prima possibile, in modo che il prossimo Consiglio Comunale, che purtroppo sarà dopo il 25 novembre, però è una campagna che dura tutto l'anno, che propone agli uomini -e qui in Consiglio Comunale siete ben rappresentati voi uomini- a mettervi a fianco alle donne contro la violenza alle donne. Quindi volevo farvi questa comunicazione e vi ringrazio.

13 settembre 2007

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

2 interventi
Intervento n. 107
Pagine 36–37
Punto 4

Adesione: sottoscrizione Carta europea per l’uguaglianza e la parità delle donne e degli uomini nella vita locale”;

Assessore

Leggi intervento

Allora intanto io ho pensato proprio per fare un sunto della Carta, da portare appunto in Consiglio per un’adozione, di leggervi la relazione, così sarò più precisa e anche più breve.

“I Consigli dei Comuni delle Regioni d’Europa e partners hanno elaborato, approvato e promesso la Carta europea per l’uguaglianza e la parità delle donne e degli uomini nella vita locale e hanno invitato gli enti territoriali a sottoscrivere il documento e a utilizzare i loro poteri e i loro partneriati a favore di una maggiore uguaglianza delle donne e degli uomini.

Il Consiglio dei Comuni delle Regioni d’Europa invita a firmare la Carta, prendere probabilmente posizione sul principio della parità tra donne e uomini, attuare sul proprio territorio gli impegni definiti nella Carta stessa. Ogni firmatario ha l'obbligo di redigere in un lasso di tempo che non superi i due anni, un piano d’azione per la parità che fissi le priorità, le azioni e le risorse necessarie alla sua realizzazione.

La carta riconosce come principi fondamentali la parità tra donne e uomini, la partecipazione equilibrata di donne e uomini alle decisioni, l’eliminazione degli stereotipi sessuali, l’integrazione della dimensione di genere in tutte le attività degli enti locali e regionali, l’elaborazione di piani di azione e di programmi come strumenti necessari per far progredire la parità tra uomini e donne.

Ogni firmatario si impegna a elaborare e a adottare il proprio piano di azione per la parità contenente gli obiettivi e le priorità del firmatario e a attuarne il piano stesso, a fare ampie consultazioni prima di dettare il piano d’azione per la parità, a partecipare al sistema di valutazione che sarà stabilito per seguire i progressi in applicazione della Carta, a favorire gli scambi tra gli esecutivi locali e regionali europei a eliminare gli ostacoli che impediscono il raggiungimento delle pari opportunità, a riconoscere a tutti il diritto di accedere alla formazione professionale e continua, al riconoscimento a ognuno il diritto di disporre dei servizi sociali necessari e di beneficiare dell’assistenza di un particolare servizio, a riconoscere che donne e uomini hanno la responsabilità di occuparsi dei familiari a carico, oltre che dei bambini.

A informare per iscritto il Consiglio dei Comuni delle Regioni d’Europa, all’adozione della Carta, a tutto ciò che viene espressamente indicato nell’allegato documento”. Io spero che voi abbiate potuto, che tutti i Consiglieri abbiano potuto vedere il documento in quanto si articola in vai punti.

Io sottolinerei che la novità di questo documento che è l’ennesimo documento appunto di buoni a intenti, è quello che firmando il documento, sottoscrivendo il documento ci si prenda anche l’impegno di fare un piano e di attuarlo di due anni. Quindi questa è la novità del documento, quindi di progettare insieme un’azione naturalmente condivisa per l’applicazione vera delle Pari Opportunità.

Vorrei anche ricordare che l’adesione di questo documento è molto importante, averlo oggi, perché quest’anno, ricordo che il 2007 è l’anno europeo per le Pari Opportunità per tutti.

Inoltre io voglio solo ricordare che tale documento è stato approvato all’unanimità dal Consiglio Provinciale e anche dai seguenti Comuni da Badia, da Bagnolo, da Ceregnano, da Corsola, da Porto Viro, da Taglio Po, da Villadose, da Calto, da Canda, da Castelmassa, Castelnovo Bariano, da Ceneselli, da Crespino, da Fiesso, da Fratta, da Gaiba, da Gavello, da Guarda Veneta, da Loreo, da Occhiobello, da Pettorazza, da Polesella, da Stienta e Villanova Marchesana.

Quindi - secondo me - sarebbe anche un segno proprio importante che Rovigo come Comune capoluogo, approvasse la Carta, anche perché oltre all’Assessore Provinciale Brusco, anche all’Assessore Isi Coppola, la sta promuovendo in tutta la Regione Veneto. Grazie. 36

Intervento n. 147
Pagina 47
Punto 4

Adesione: sottoscrizione Carta europea per l’uguaglianza e la parità delle donne e degli uomini nella vita locale”;

Assessore

Leggi intervento

Allora sarò molto breve anche se il tema è sempre una discussione molto approfondita e quindi mi dispiace, magari sarà approfondito in un’altra sede, mi prendo un impegno perché penso che parlare di Diritti non è mai abbastanza e anche in questo Consesso si è visto appunto che bisogna imparare a ascoltarsi come diceva il Consigliere prima e anche a rispettare idee altrui. Io sottolineo l’importanza di questa Carta, evidenziando anche forse le imprecisazioni che sono state dette, infatti mi limiterò a questo.

Innanzitutto appunto come è stato ribadito dall’Assessore Casonato che la Carta dei Diritti da cui è partito il Regolamento è tutta un’altra cosa, è vero che si fa riferimento, c’è un riferimento simile ma è un altro documento, lo dico anche al Consigliere Stocco e anche al Consigliere Avezzù, che adesso non lo vedo e Guarnieri.

Questo dato con dolore, con profondo rammarico che la Carta non è stata letta con la dovuta attenzione, perché appunto dai Consiglieri, sono state portate alcune imprecisazioni, la prima era questa che quindi i documenti andrebbero vagliati per quelli che sono e la Carta dei Diritti, è stata fatta non dal Parlamento europeo, ma da un altro Ente che è l’Ente dei Comuni d’Europa, prima l’avevo citata infatti la relazione per essere più precisa possibile.

Il Consiglio dei Comuni delle Regioni d’Europa e anche dal Consiglio delle elette di tutti gli Enti locali europei. Quindi questo documento ha avuto una partecipazione altissima, proprio gli Enti locali e il Consiglio delle elette degli Enti Locali a livello europeo.

Questo volevo sottolinearlo per l’importanza della collegialità con cui è stato redatto questo documento che al di là di tutte le perplessità è un documento che si differenzia dagli altri - e qui mi spiace che non ci sia il Consigliere Guarnieri - perché proprio pone un’azione, impegna il Comune di attuare un programma di azione di almeno due anni, azioni concrete per le Pari Opportunità.

Per quello sono intervenuti in vari ambiti, se voi leggete bene il documento, se avete fatto, ma mi pare di aver capito che non è stato fatto molto bene, vedete che tutti gli ambiti che tocca il documento sono importantissimi per la vita sociale e politica delle donne, perché purtroppo..., è uscito anche il Consigliere Paulon, non lo vedo più, non è vero..., cioè è vero che abbiamo raggiunto un certo livello di parità, però siamo ancora discriminate e questo si vede tutti i giorni nel luogo di lavoro, si vede sulle posizioni anche a livello manageriali, si vede in questo Consiglio Comunale, rispettabilissimo ma si vede che appunto siamo poco rappresentate e si vede anche nel Parlamento italiano.

Quindi l’impegno di prendere un documento che si impegna, che impegna l’Amministrazione Comunale di fare un piano concreto in relazione con tutti le altre Commissioni di Pari Opportunità e poi rispondo anche al Consigliere Zangirolami per quanto riguarda la Commissione, è molto importante perché vuol dire fare qualcosa di concreto non solo assumere una Carta, condividerla, ma fare un piano delle progettualità.

Avevo detto anche in Commissione, ma c’è scritto anche sulla Carta che poi tali progettualità saranno condivise e quindi qui a quei Consiglieri che hanno paura che venga fatto tutta un'altra cosa io vi dico sulla Carta c’è scritto, è proprio per la condivisione e la partecipazione.

Quindi è un documento che tutela la democrazia e la democrazia è quello che permette anche ai Consiglieri - e non solo ai Consiglieri - di pensarla in maniera diversa, anche sull’orientamento sessuale, anche se non è l’argomento poi di fondo di questa Carta e quindi mi dispiace che ogni volta questo venga strumentalizzato, questi elementi di partecipazione vengono strumentalizzati per altri fini, questo mi dà un profondo dolore.

Quindi io vi dico sempre di mettere atto, chiedere alla vostra coscienza politica perché sarebbe un messaggio per le donne e abbiamo tanto bisogno.

17 maggio 2007

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

6 interventi
Intervento n. 78
Pagine 29–30
Punto 3

Aumento di capitale sociale di COSECON S.p.A. - Decisione in ordine al diritto di opzione;

Assessore

Leggi intervento

Io non ho parole perché non ho detto nessuna frase del genere riferita a nessuno, non solamente al Consigliere Paulon ma a nessuno in Aula, quando sono venuti i ragazzi della scuola elementare ho 29 solamente chiesto al Presidente e al Sindaco se era opportuno dare un piccolo saluto...

Io non capisco veramente come il Consigliere Paulon o qualcun altro possa aver pensato che abbia detto una cosa del genere, riferito a nessuno, anche perché se ho una cosa, a me piace avere un rapporto civile con le persone, quindi non offendo le persone, a volte vado in autocritica, sì, allora faccio un’autocritica o faccio dell’autoironia che è un altro modo di difendersi, però mai in questa Aula ho offeso nessuno e alcunché, al contrario di qualcun altro.

Io dico solo questo, quando mi si mettono in bocca delle cose che non ho detto, io mi devo difendere e vorrei sapere quando l’ha sentita il Consigliere Paulon, perché non l’ho mai detta.

Intervento n. 107
Pagine 37–38
Punto 5

Approvazione nuovo Regolamento Commissione Pari Opportunità;

Assessore

Leggi intervento

Io ho riportato in Consiglio Comunale, il Regolamento per la nuova Commissione delle Pari Opportunità. Ho apportato delle modifiche recepite nel primo incontro con le due Commissioni congiunte e ho apportato anche una modifica per quanto riguarda l’articolo 1, che era quell’articolo che aveva portato la discussione l’altra volta in Consiglio Comunale. Io a questo punto vi risottopporrei l’articolo 1 come adesso è stato modificato dopodiché vi giustifico anche la modifica come è stata apportata.

Se siete d’accordo vi leggo l’articolo 1 così dopo ve ne parlo meglio. Allora, articolo 1: “Istituzione della Commissione per le Pari Opportunità. In attuazione del principio di parità sancito dall’articolo 3 della Costituzione italiana e dalle Leggi di Parità e Pari Opportunità nazionali e internazionali, quali il disegno di Legge 226 del 2003, in conformità con quanto stabilito dalla Legge Regionale la n.

62 del 30 dicembre del 1987 e in attuazione all’articolo 19 dello Statuto del Comune di Rovigo, è istituita la Commissione Comunale per le Pari Opportunità per la rimozione degli ostacoli che di fatto costituiscono discriminazioni dirette o indirette - riportato virgolettato - “fondate in particolare sul sesso, la razza, il colore della pelle o l’origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione e le convinzioni personali, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, l’appartenenza a una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, gli handicap, l’età o le tendenze sessuali” estratta dall’articolo 21 capo terzo Carta dei Diritti Fondamentali Unione Europea”.

Se posso adesso spiegarvi.

Praticamente ho voluto riportare, il paragrafo di legge della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea, perché questi non fossero strumentalizzati, quando ho portato il Regolamento con la modifica avevo portato un sunto di questo articolo 21, ma ho visto che purtroppo - per una serie di contraddizioni forse anche perché io mi sono mal spiegata - non sono riuscita a comunicare che cosa vi ho portato perché non ho fatto altro che portare una legge presa dalla Carta dei Diritti Fondamentali ma già recepita dallo Stato italiano.

Infatti in questo secondo passaggio che ho voluto fare in questo Consiglio Comunale, ho voluto proprio portarvi anche il testo di legge recepito nel 2005 quindi anche il Governo Berlusconi ha recepito proprio la Carta dei Diritti e che il mio intento è proprio quello di essere Assessore indipendentemente dalla parte politica cui io appartengo, infatti chiederei ai Consiglieri tutti, che sono in questo Consiglio per avere un’approvazione spero all’unanimità che io sono l’Assessore alle Pari Opportunità e voglio fare il mio lavoro di garantire proprio - con questo primo articolo - che la Commissione sia contro ogni tipo di discriminazioni perché è importante proprio anche per quanto riguarda la Carta dei Diritti Europei dell’uguaglianza tra uomo e donna - e ho portato anche un estratto se volete - che per avere uguaglianza tra uomo e donna, la parità tra uomo e donna, dobbiamo proprio combattere in primis tutti i tipi di discriminazione diretta e indiretta.

Ecco perché ritengo fondamentale, che anche questo Consiglio Comunale, proprio perché vuol dare questo strumento ai cittadini e alle cittadine, voglia apporre in calce proprio i fondamenti, gli ordini fondamentali per garantire proprio che la Commissione per le Pari Opportunità sia contro tutti i tipi di discriminazione perché altrimenti vorrebbe dire che qualcuno - ma io penso proprio di no - all’interno di questo Consesso autorevole voglia fare delle discriminazioni.

Ecco perché io ci tenevo a sottolineare questa cosa, a portare l’articolo come è stato scritto nella Carta dei Diritti Fondamentali in modo che non c’è un’interpretazione personale della sottoscritta proprio perché è una mia volontà questa di garantire che la Commissione tuteli, che sia contro tutti i tipi di discriminazione che sia una Commissione per le Pari Opportunità e che abbia proprio come organo consultivo e non esecutivo questa facoltà.

37 Io ve lo ricordo che è l’anno delle Pari Opportunità per tutti e per tutte, quindi questo sarebbe anche un messaggio da dare alla cittadinanza da parte di tutto il Consiglio Comunale, io quindi auspico che il Consiglio Comunale tutto recepisca questa mia volontà. Non è una strumentalizzazione politica, io non voglio essere strumentalizzata, io sono Assessore alle Pari Opportunità e voglio solamente fare il mio dovere, istituendo la mia Commissione.

Se ci sono degli altri chiarimenti io sono qua a vostra disposizione e c’è anche il mio dirigente.

Intervento n. 150
Pagine 52–53
Punto 5

Approvazione nuovo Regolamento Commissione Pari Opportunità;

Assessore

Leggi intervento

In quanto averla presentata pari pari, permettetevi di evidenziare che non è così: se voi guardate l’articolo 1, come l’ho presentato la prima volta, trovate che ho cambiato, proprio perché l’altra volta è stato strumentalizzato per i fatti che stavano avvenendo a livello nazionale, siccome questo non è nelle mie intenzioni, anche perché - Consigliere Guarnieri - se lei guarda le funzioni della Commissione Pari Opportunità, non sono certo quelle di essere un esecutivo, quindi la Commissione Pari Opportunità, ha delle funzioni ben specifiche, sono quelle di consultazione, alla fine, un consultivo, è tutto un’altra cosa.

Intendevo opportuno ed importante, quindi, anche il tempo speso per poter arrivare ad una maturazione, anche ad un approfondimento della legge perché l’altra volta mi era sembrato che non era stata recepita forse per la mia inesperienza, che ammetto, perché non sono nata Assessore e quindi anche per la mia inesperienza, per la mia incapacità di comunicare ho voluto fare un approfondimento, ho voluto farlo nelle due Commissioni, ho voluto farlo con i vari gruppi.

Sono riuscita a portare pari pari il testo di legge che non è solamente una direttiva europea. Anche qui, Consigliere Stocco, questa è una legge recepita nel 2005, dallo Stato italiano e permettetemi la battuta che ho detto, per non voler accusare nessuno: “Questo è lo Stato italiano, sono le leggi, mi dispiace”, volevo dire che le leggi sono queste, non posso farci niente.

Io, per non essere strumentalizzata, per non avere disegni politici strani, mettere nero su bianco, sull’articolo 1, che, come diceva il Consigliere Montagnolo, è importante, come si può mettere “Finalità”, mettere in calce nero su bianco cosa sono le discriminazioni che noi combattiamo perché noi vogliamo andare contro le discriminazioni per poi fare una Commissione Pari Opportunità che ha un carattere consultivo, ripeto, per il Consigliere Guarnieri che forse ha questi dubbi, in tutto il Regolamento che ci sono scritte le funzioni di dare un input, di dare un segnale a tutta la cittadinanza e qui parlo a uomini, donne, tutti, a dare un segnale perché è l’anno europeo delle Pari Opportunità per tutti.

Quindi il Regolamento è stato cambiato in questo senso, le cose che non ho sottolineato, dell’articolo 1, gli altri articoli che ho modificato che forse vi siete dimenticati, qui parlo anche con il Consigliere Zangirolami è che ho allargato la partecipazione alla Commissione che mentre prima era molto riduttiva, perché la partecipazione?

Per dare uno strumento quindi valido alla partecipazione che avesse degli obiettivi chiari ho voluto mettere proprio, perché i Regolamenti servono a questo, per essere chiari e quindi parlare delle pari opportunità contro le discriminazioni.

Se mi permettete vi leggo, proprio per parlare contro le discriminazioni perché è importante combattere tutte le discriminazioni per avere una parità tra uomo e donna, un documento che adesso la Comunità Europea chiama la Carta per la Parità tra Donne e Uomini, che sta passando per tutti gli organi esecutivi, locali e regionali e che la Provincia di Rovigo ha votato due settimana fa all’unanimità e quindi maggioranza e opposizione; è velocissimo: “Per affrontare la parità tra donne e uomini devono essere prese in considerazione le discriminazioni multiple e i pregiudizi oltre quelli in base al sesso fondati sulla razza, il colore, le origini etniche e sociali, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione e altre convinzioni, le idee politiche e altro genere di opinioni, l’appartenenza ad una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, l’handicap, l’età, l’orientamento sessuale o lo Stato economico e sociale”.

Questo quindi è un modo per andare proprio in questa direzione, quindi non vedo la preoccupazione da parte dei Consiglieri da una parte o dall’altra, scusatemi, cercavo il consenso di tutto il Consiglio e la democrazia che io cerco di usare nel Consiglio Comunale richiede dei passaggi, non è certo una perdita di tempo per me questo, perché è il mio dovere di amministratore andare in questa direzione.

Adesso non so se il mio dirigente vuole aggiungere qualcosa a livello legislativo, perché forse non è chiaro che è una legge nazionale e non solo una direttiva europea, è una legge nazionale questa, recepita in più articoli anche e in più leggi viene citato e l’orientamento sessuale non è una 52 deviazione sessuale, bisogna anche vedere a livello proprio del vocabolario che cosa vogliono dire “tendenza”, “deviazione” e “orientamento”. Grazie e scusatemi se si sono un po’ scaldata.

Intervento n. 193
Pagina 59
Punto 6

Adesione progetto “Rete Provinciale Informaimmigrati” 2007 - Approvazione contenzione e protocollo operativo di concertazione tra il Comune di Rovigo, la Provincia di Rovigo e altri comuni;

Assessore

Leggi intervento

Scusate, chiamo qui un altro dirigente che è Giuliano Casonato. In questa delibera si chiede al Consiglio di aderire formalmente alla Rete Provinciale Informaimmigrati. Vi leggo l’oggetto, così sono più precisa: “Adesione progetto Rete Provinciale Informaimmigrati anno 2007 - Approvazione convenzione protocollo operativo di concertazione tra il Comune di Rovigo, la Provincia di Rovigo e altri Comuni”.

Anche quest’anno viene proposta l’adesione al progetto della Rete Provinciale Informaimmigrati che da più tempo vede il Comune di Rovigo coinvolto collaborando con la Provincia e con altri Comuni per quanto riguarda la gestione degli Informaimmigrati.

In questo modo il Comune di Rovigo, ha un’agevolazione con la Provincia attraverso questo protocollo di poter accedere a un finanziamento, a un co-finanziamento per poter avere dei mediatori culturali che possono contribuire al funzionamento del giusto servizio dell’Informaimmigrati. Se il dirigente Casonato vuole dare delle delucidazioni più particolari, se avete delle domande. È la riproposizione del protocollo dell’anno scorso, comunque se qualcuno avesse dei dubbi.

Intervento n. 202
Pagina 61
Punto 7

Regolamento Comunale per il trattamento dei dati sensibili e giudiziari. Integrazione schede;

Assessore

Leggi intervento

Questo è il Regolamento Comunale per il trattamento dei dati sensibili e giudiziari. Integrazione schede. Praticamente è arrivata dal Ministero una scheda da aggiungere a quella che già aveva il Comune di Rovigo, sul Regolamento del trattamento dei dati sensibili.

Questa scheda riguarda - nello specifico - i dati dei rifugiati richiedenti asili, quindi praticamente è un’aggiunta che viene fatta al Regolamento del Comune.

Intervento n. 205
Pagina 62
Punto 8

Nomina Commissione Consultiva per l’Onomastica;

Assessore

Leggi intervento

Come ho ascoltato nella Commissione, oggi il Consiglio Comunale è invitato a votare, a dare i nomi, a votarli per la Commissione Onomastica. Io sono qui, siccome è un accordo preso in Commissione adesso dovete farla voi come Consiglio, perché è un impegno che mi ero preso io come Assessore, che fosse il Consiglio Comunale a... (Voci dall’Aula).

20 marzo 2007

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

2 interventi
Intervento n. 145
Pagine 25–26

Consiglio Comunale del 2007-03-20

Assessore

Leggi intervento

Volevo dire a tutti i Consiglieri e anche a tutta la Sala consiliare che appunto ho dato una smentita a quello che ho letto sui giornali domenica scorsa, proprio perché i fatti riportati sul giornale, su “Il 25 Gazzettino” di Rovigo, sono del tutto aleatori e falsi.

Volevo assicurare anche il Consigliere Piscopo che non ho rilasciato nessuna intervista, io quell’intervento scritto che ho fatto appunto per la Stampa, un comunicato, preparato da me, ieri, è proprio per dare la smentita, io se volete lo leggo, perché è come sono avvenuti i fatti, è proprio per riportare i fatti come sono realmente accaduti.

“In merito all’articolo uscito domenica 18 marzo corrente anno su “Il Gazzettino” di Rovigo, non firmato, riguardante il mio operato come Assessore del Comune di Rovigo, ritengo sia doveroso per una corretta informazione ai cittadini e alle cittadine di questa città, fare alcune precisazioni. Innanzitutto quando ricevo l’utenza non mi avvalgo di nessun tipo di collaboratori che non siano dipendenti dell’Amministrazione stessa, così come per la stesura degli atti o delle delibere.

Come i miei uffici possono testimoniare, sono redatti dal personale interno e firmati dai dirigenti competenti. A volte può succedere che alcuni utenti siano accompagnati da qualche altra persona che per un atto di amicizia o di volontariato, mi segnala il caso, ma questo non rientra affatto con la situazione che si è verificata sabato scorso.

Ho ricevuto previo appuntamento nei miei uffici un cittadino straniero e finito il colloquio visto che stava parlando della cultura e degli aspetti di un paese da noi poco conosciuto, non ho ritenuto inopportuno fare entrare nel mio ufficio anche il signor Diego Foresti, che da quasi un’ora aspettava in corridoio.

Se questa situazione ha incuriosito il giornalista, facendogli pensare che adesso io mi servo di un collaboratore esterno che mi fa anche le delibere e riceve con me l’utenza, non ne vedo il come e da quali fatti. Inoltre a riprova che quel colloquio fosse concluso, vi era la porta aperta dell’ufficio. Questo ha permesso al giornalista di sostarvi più tempo davanti, cercando di scattare alcune foto con il telefonino.

Non capendo la necessità mi sono avvicinata e ho chiesto gentilmente spiegazioni, se voleva delle foto, bastava chiederlo. Il giornalista allora è andato subito sulla difensiva, dichiarando che non stava fotografando ma stava guardando sul cellulare le foto di sua figlia, strano che questa voglia gli fosse venuta proprio davanti al mio ufficio e con la telecamera del telefonino, evidentemente rivolta verso di me.

Ha iniziato quindi a farmi a una serie di domande su una presunta collaborazione del signor Diego Foresti, con il mio ufficio, io l’ho smentito subito riportandogli la verità , cioè che il signor Diego Foresti, era solo venuto a trovarmi e se ultimamente lo si era visto davanti alla mia porta, era solo perché a livello personale, sta seguendo alcuni casi di cittadini in difficoltà, come del resto ha sempre fatto, e penso voi lo sappiate bene indipendentemente dal fatto che fossi io o qualcun altro l’Assessore competente.

Da sempre chi mi conosce sa che mi batto per la libertà di stampa e per una corretta informazione e ritengo opportuno ribadirlo soprattutto ora che ricopro un incarico istituzionale, ma quando si usano i mezzi di informazione per gettare false illazioni sull’operato dell’Amministrazione per screditarla, usando qualsiasi pretesto per creare un finto caso, riportando false affermazioni su eventuali collaborazioni, rimango indignata, profondamente allibita su come la stampa venga strumentalizzata.

La cosa più triste è che in questo caso specifico non l’ha fatto un politico che anche se pur sempre scorretto e non giustificabile, sarebbe comunque più comprensibile.

Se proprio la stampa ha fame di notizie e vuole dare una corretta informazione su quello che accade nel mio ufficio, di casi emblematici da raccontare ne ho tantissimi, da vero scoop come di mamme disperate che pur avendo partorito in Italia, non vengono riconosciuti alcuni diritti fondamentali ai propri bimbi, in quanto pur essendo nati in Italia, sono classificati come extracomunitari o famiglie che pur avendo tutte le carte in regola, non spetta entrare nella graduatoria delle case popolari, in quanto il possesso del permesso di soggiorno da nove mesi non è ancora arrivato dalla Questura...” (Voci confuse dall’Aula: incomprensibili)

Intervento n. 146
Pagine 26–27

Consiglio Comunale del 2007-03-20

Assessore

Leggi intervento

…“Ma forse questo non fa notizia, non vende, meglio inventare qualche presunta collaborazione dell’Assessore”. 26

12 marzo 2007

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

2 interventi
Intervento n. 48
Pagina 16
Punto 2

Interrogazioni e interpellanze;

Assessore

Leggi intervento

Allora per quanto riguarda la mia partecipazione alla manifestazione di Vicenza...

Intervento n. 51
Pagina 16
Punto 2

Interrogazioni e interpellanze;

Assessore

Leggi intervento

Allora alla prima domanda riguardo alla manifestazione del 14, a Vicenza. Io ho partecipato a titolo personale altrimenti avrei fatto un’enunciazione, l’avrei detto pubblicamente, e volevo dire un'altra cosa: io non ero l’unica presente, c’era tantissima gente, anche dei Ministri, dei sottosegretari. Il Tavolo della Pace, gli enti locali e Rovigo, che fa parte della Presidenza, erano presenti invece a titolo ufficiale con Flavio Lotti che è il Presidente e che partecipava per tutti noi.

Per le cose che ho appese in ufficio.

Allora il drappo della Pace che non è una bandiera, è un drappo della Pace, può chiamarlo come vuole, io parlo al livello di dizionario, io sono molto fiera di averlo e penso che non sia un simbolo di partito ma che sia trasversale in quanto la Pace, spero sia un sentimento condiviso da tutti e dato che anche abbiamo tanto di colomba con “Rovigo città per la Pace” in entrambe le direzioni anzi Rovigo anche “Città per la vita” contro la pena di morte, questa non mi sembra una contraddizione.

Le altre due immagini che lei mi citava, sono immagini tratte da una mostra di arti grafiche francesi, non sono neanche quelli né simbolo di partito, né niente. Se le vuole verificare andiamo insieme in ufficio e lo verifichiamo.

15 febbraio 2007

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

7 interventi
Intervento n. 41
Pagina 7

Consiglio Comunale del 2007-02-15

Assessore

Leggi intervento

Innanzitutto volevo dire che effettivamente questa è una comunicazione che ho avuto ieri, dall’Esecutivo degli Enti Locali per la Pace, nella figura del vice Presidente degli Enti Locali per la Pace che è Stefano Marini mi ha detto che c’è stata una riunione d’urgenza dell’Esecutivo a Perugia e che gli Enti Locali per la Pace, hanno mandato un documento, ieri sera, io purtroppo lo voglio vedere, devo vederlo come Assessore alla Pace e ai Diritti Umani e come Comune nella Presidenza degli Enti Locali per la Pace.

Questo appunto prima che io fossi Assessore, quindi Rovigo è da tanto tempo appunto che è negli Enti Locali per la Pace e è nella Presidenza, nel senso che c’è questo documento... (Voci confuse)

Intervento n. 42
Pagina 7

Consiglio Comunale del 2007-02-15

Assessore

Leggi intervento

No, nel senso che c’è questo documento..., posso? Mi permette Consigliere, mi permetta..., mi consenta, forse mi viene meglio, mi consenta...

Intervento n. 45
Pagine 7–8

Consiglio Comunale del 2007-02-15

Assessore

Leggi intervento

Va bene, lei è una persona molto colta, ma io... Il documento io lo devo ancora vedere so che c’è questa adesione comunque del Tavolo della Pace nazionale e anche degli Enti Locali per la pace e 7 io infatti volevo sottoporla alla Giunta, avere il documento e sottoporre alla Giunta il documento degli Enti Locali per la Pace, questo per coerenza altrimenti direi che dato che viene dagli Enti Locali per la Pace e la Presidenza, di pronunciarsi in questo ambito.

Questo per quanto riguarda la manifestazione di Vicenza e questo è quello che io so e comunque io devo rapportarmi con la mia Giunta. Naturalmente io personalmente non posso prendere una decisione devo fare Giunta o parlarne qua. Però il documento io devo averlo in visione, ma so che c’è un’adesione formale.

Intervento n. 54
Pagina 10
Punto 2

Approvazione nuovo regolamento per il funzionamento della Commissione per le Pari Opportunità;

Assessore

Leggi intervento

Adesso vi esporrò la proposta del nuovo Regolamento che abbiamo fatto per la Commissione di Pari Opportunità. Vi dico subito per quanto riguarda una piccola introduzione per spiegarvi i cambiamenti che abbiamo ritenuto opportuno di applicare al Regolamento del Comune di Rovigo, innanzitutto per quanto riguarda la partecipazione..., se posso avere l’attenzione dei Consiglieri magari.

Abbiamo cercato di apportare quelle variazioni al Regolamento per far sì che ci fosse una maggiore partecipazione da parte della cittadinanza da poter accedere alla Commissione Pari Opportunità, questo facendo anche uno studio di vari Regolamenti, di Commissioni di Pari Opportunità che sono stati esaminati di altre realtà comunali e provinciali. Infatti il cambiamento più rilevante più importante è quello di aver messo due Consiglieri comunali in Commissione anziché 4, questo perché?

Perché innanzitutto dai vari Regolamenti visionati, presi in visione, non ci sono altre Commissioni Pari Opportunità dove c’è un numero così alto di Consiglieri quindi in questo modo togliendo due Consiglieri e mettendone solo due, uno naturalmente di maggioranza e uno di minoranza, diamo la possibilità alle associazioni e quindi alle persone che in qualche modo sono anche interessate alle questioni di Pari Opportunità a poter intervenire nella Commissione e questa è la variazione più importante.

L’altra variazione che abbiamo messo, riguarda il primo articolo dove parliamo di Commissione Pari Opportunità, superamento non solamente per quanto riguarda il genere.

Qui nel primo articolo, se voi vedete si fa appello anche una Carta dell’Unione Europea, del 2000, l’articolo 21 e 22 che proprio parla del superamento delle discriminazioni non solamente di genere, ma di tutte le discriminazioni dirette e indirette fondate sul sesso, razza, credo religioso, convinzioni personali, età, handicap e orientamento sessuale. Questo vi dico perché?

Perché quest’anno è anche l’anno delle pari opportunità per tutti il 2007, è l’anno europeo delle pari opportunità per tutti, pensavamo di dare quindi con questo nuovo taglio, superamento del genere per non creare anche una Commissione che parli di sole problematiche prettamente femminili ma che riguardano tutte le fasce deboli della società, di iniziare proprio a aprirci all’Europa, siamo in Europa cerchiamo di pensare in maniera europea.

È stato cambiato anche il numero di partecipanti per quanto riguarda la Commissione e l’altra variazione che abbiamo avuto il plauso anche dell’Assessore regionale Isi Coppola è quella di aver messo all’interno del Regolamento della Commissione il rimborso spese per quanto riguarda il Presidente o il delegato al Presidente per andare alle riunioni che di solito riguardano a livello regionale o per le riunioni appunto nazionale delle Commissioni di Pari Opportunità.

Questa è una novità, naturalmente questo regolamento è stato sottoposto anche all’attenzione dell’Assessore regionale e Isi Coppola ha detto che il regolamento dal suo punto di vista, presentava un forte momento di innovazione e di apertura proprio rispetto alle pari opportunità, non solo di genere. Se voi siete d’accordo o se avete domande, io inizierei la lettura del Regolamento in modo che andiamo a vedere punto per punto.

Intervento n. 71
Pagine 13–14
Punto 2

Approvazione nuovo regolamento per il funzionamento della Commissione per le Pari Opportunità;

Assessore

Leggi intervento

Per quanto riguarda l’articolo 1, io ho riportato proprio quello che riporta la Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea del 2000, l’articolo 21 e l’articolo 22.

Comunque per chi magari non lo sapesse in quanto non lo so, è sfuggito diciamo che anche lo stesso Stato Italiano, per quanto riguarda l’orientamento sessuale, la discriminazione sull’orientamento sessuale, ci sono anche delle Leggi Nazionali su questo, vorrei ricordare la Costituzione stessa, ma vorrei ricordare anche un’altra cosa che la persecuzione sull’orientamento sessuale c’è stata anche in Italia e c’è stata in un brutto periodo, durante il Fascismo, questo proprio perché nei forni crematori, nei Lager le deportazioni, ricordiamolo, venivano messe anche le persone omosessuali.

Questo a volte bisogna ricordarlo, lo volevo ricordare.

Comunque la Legge stessa, la Legge dello Stato italiano, quindi non sto parlando di Dico, non sto parlando di Leggi che sono in divenire, ma di Leggi già presenti, proprio le Leggi dello Stato italiano sono a tutela di orientamenti sessuali, di discriminazioni su persone che hanno orientamento sessuale, questo magari perché non è che stiamo dicendo una cosa 13 “fuori di testa” su questo articolo 1, quindi la tutela di tutte le persone, dare le Pari Opportunità, parlando di Pari Opportunità si va di solito a vedere, di darle a tutti, alle fasce più deboli.

Nelle Pari Opportunità di tutti, e questo vi dico è l’anno, quindi era anche per dare proprio un segnale, un segnale nuovo, io volevo fare proprio questo discorso come Commissione come Pari Opportunità, non fare solamente una Commissione di genere.

Quindi adesso non focalizziamo, tutto quello che è stato scritto è perché vorrei fare una Commissione Pari Opportunità, aperta a tutti e questo penso sia un segnale da dare alla collettività, allargando sia la partecipazione, togliendo appunto i due Consiglieri quindi aprendosi di più la cittadinanza, perché occorre la partecipazione e anche alle problematiche quindi della società più debole che è quella che è stata più discriminata, riusciamo a fare un vero discorso di Pari Opportunità.

Questo era il segnale che politicamente si voleva dare quindi non è solamente dei Dico, quindi non solo sull’orientamento sessuale che comunque c’è e che purtroppo la società, la nostra società, ancora discrimina le persone per l’orientamento sessuale e questo è un ingiustizia.

Questa è un’ingiustizia perché non ci deve essere discriminazione sulla vita privata di una persona non deve esserci una discriminazione a meno che non si faccia male a qualcun altro, questo sì, ok, ma quando una persona ha una vita privata che non va a ledere i diritti di qualcun altro, queste sono cose private e non deve essere per questo discriminato, perché altrimenti le discriminazioni vanne fatte e vengono purtroppo portare e le persone non vengono tutelate e questo purtroppo succede ancora, perché vedete anche nell’ambito dell’ambiente di lavoro, attraverso tantissime forme le persone vengono discriminate.

Quindi io direi di fare un discorso non focalizzato, lo dico ai Consiglieri che sono preoccupati, etc., questo non era per introdurre i Dico, perché quella è una Legge che verrà dallo Stato e dopo l’orientamento del Comune sarà quello di recepire la Legge dello Stato, perché normalmente non siamo una Repubblica di Salò, ma siamo uno Stato italiano e noi vogliamo recepire le Leggi dello Stato. Se ci sono altre domande io sono qua.

Intervento n. 114
Pagine 21–23
Punto 2

Approvazione nuovo regolamento per il funzionamento della Commissione per le Pari Opportunità;

Assessore

Leggi intervento

Innanzitutto mi scuso se dimentico qualche passaggio, ho preso nota di tutte le domande fatte e se dimentico qualcosa, vi chiedo cortesemente di farmelo notare perché la discussione è stata molto lunga e spero di non aver dimenticato niente. Prima ho dimenticato una risposta al Consigliere Montagnolo. Sì sono state apportare le modifiche della discussione avvenuta in Commissione, tutto è stato portato come è stato discusso in Commissione.

21 Per quanto riguarda invece il Consigliere Stocco che parlava degli affetti, parliamo di orientamento sessuale, non è un discorso di affetti, le pari opportunità sono concepite appunto per dare pari opportunità di tutti e anche proprio per combattere la discriminazione, purtroppo la discriminazione avviene in vari ambiti, in vari luoghi anche nei luoghi di lavoro e questo fa sì che c’è appunto una categorie di persone che per vari motivi vengono discriminate, i motivi sono tanti.

Dalle Leggi Europee e anche nazionali che combattono la discriminazione, si è visto che c’è anche purtroppo l’orientamento sessuale e questo nella nostra società è ancora esistente.

Vi dirò di più, quando si parlava della Commissione Pari Opportunità che ha lavorato molto bene, io non lo metto in dubbio dei 5 anni precedenti appunto a questa Amministrazione, me ne hanno parlato molto bene e ho avuto anche un attimo l’apporto io con la Presidente uscente, proprio per dare una continuità..., a parte che l’Assessore Casonato che faceva parte, con cui mi sono anche rapportata, della Commissione Pari Opportunità, precedente, con cui un avuto un dialogo e anche una discussione per poter fare questo Regolamento, quindi anche con le persone che prima erano nella precedente Commissione.

E non solo dell’attuale maggioranza, ve lo dico perché voglio essere chiara su questa cosa, è un documento condiviso. Per quanto riguarda poi la necessità di cambiare Regolamento io penso che senza nulla togliere all’operato fatto dalla Commissione precedente penso che la necessità ci sia.

Se guardiamo il Consiglio comunale, ma guardiamo anche a livello nazionale, vediamo la presenza per le Pari Opportunità, nel Regolamento articolo 1, che adesso voi focalizzate sull’orientamento sessuale, secondo me in maniera strumentale, perché in questo modo la Commissione Pari Opportunità, non tratterà dei Dico, cioè non potrà fare delle cose che deve fare lo Stato, ecco questo sia chiaro. È solamente dare una direttiva contro le discriminazioni.

La Commissione sarà appunto un laboratorio, se vogliamo una Commissione di lavoro per fare qualcosa per tutelare i soggetti che purtroppo subiscono discriminazione, questo appunto non è che me lo sono inventata io, è una direttiva nazionale e anche europea e quindi è giusto che anche Rovigo si sia fatto un discorso culturale e venga secondo me recepita per iniziare a piccoli passi a avere una società dove non ci sia Arpav bisogno della Commissione Pari Opportunità. Questo è quello che auspico.

Dopo, per quanto riguarda il discorso di avere la necessità di cambiare Regolamento e ritorno, è proprio perché vedendo lo stesso Consiglio comunale, per carità, abbiamo una Giunta di 4 donne, io poi non sono stata neanche eletta, mi hanno scelta, però vedendo il Consiglio comunale, dove abbiamo un’unica presenza femminile, diciamo che le Pari Opportunità, qui c’è un lavoro ancora molto lungo da fare e penso che questa è una riflessione, spero che tutti i Consiglieri convengano con me e quindi il percorso delle pari opportunità è ancora molto lungo.

Anche all’interno della società, all’interno dei partiti e per questo ho voluto dare, rafforzare la partecipazione esterna, rafforzare superando il genere.

Io vi dico, ho un’esperienza nelle Commissioni Pari Opportunità, perché ho collaborato spesso con quella provinciale, da una decina d’anni praticamente ho fatto parte della Commissione provinciale e ho visto anche il lavoro di altre Commissioni anche a livello regionale, vi voglio dire che con il superamento di genere, che io ci tengo molto su questo, cioè pari opportunità, non solamente differenza o discriminazione tra uomo o donna, ma superare per inglobare tutte quelle altre categorie che sono soggetti a rischio e sono purtroppo vittime di discriminazione, fa sì che anche la discriminazione tra uomo e donna, venga condivisa, quindi superata, altrimenti si creano delle Commissioni, diciamo, a senso unico, sulla questione femminile abbastanza chiuse e non c’è visibilità all’esterno, perché il soggetto debole, io sono convinta che la donna è comunque sempre il soggetto più debole se leggete il Regolamento infatti c’è una parte che dice che almeno la metà dei componenti della Commissione deve essere in genere femminile.

Sottolineo questa cosa per soggetti discriminati a livello della società attuale il più debole è sempre la donna e questo era anche un motivo che doveva spiegarvi in più, che quindi c’è sempre l’impronta, cioè il nostro obiettivo sarà discriminazione uomo - donna, però non dimentichiamoci tutte le altre categorie appunto che sono discriminate nella società e questo da studi di sociologi.

Appunto non mi invento le statistiche, ci sono discriminazioni nei luoghi di lavoro, ci sono discriminazioni in altri ambiti, purtroppo che vengono subiti da questi soggetti, non l’ha inventata 22 l’Assessore Giovanna Pineda nel 2007, perché esistono purtroppo delle Statistiche e le Statistiche parlano chiaramente.

Quindi io inviterei anche a fare la riflessione su questo, oltretutto quando si parla di discriminazione di soggetti deboli, ricordiamoci che non è un soggetto debole appartiene, ha un’appartenenza politica, su questo anche volevo fare una riflessione con voi Consiglieri per ricordarvi che le discriminazioni purtroppo sono trasversali, le discriminazioni le subiscono tutti.

Un’altra cosa, gli elementi della Commissione, prima il Consigliere Guarnieri, mi dispiace che sia uscito che doveva andare a fare appunto un divorzio, una coppia etero, il Consigliere Guarnieri mi ha chiesto come saranno scelti i partecipanti alla Commissione, sarà il Consiglio comunale, a scegliere.

C’è stato addirittura nelle due Commissioni congiunte, era venuto fuori un errore che era stato fatto nella prima stesura del Regolamento, dove c’è scritto: “Su Consiglio della Giunta” ci era sfuggita questa cosa, l’abbiamo tolta, perché è il Consiglio che poi deciderà quindi chi parteciperà alla Commissione, quindi non c’è niente di imposto dall’alto, il Consiglio si pronuncerà per dire chi parteciperà alla Commissione e questo è molto importante secondo me e quindi non c’è nessuna volontà di imporre niente a nessuno.

L’altra questione è sui Dico. Io penso che in questo ambito, parlare di Dico, mi spiace ma non c’entra perché la Commissione Pari Opportunità, non dovrà affrontare questa questione, non è che adesso perché facciamo il Regolamento, per me è fuori tema, completamente. È stato usato un pretesto, perché ho introdotto due parole che purtroppo fanno ancora paura che è “orientamento sessuale”.

A me dispiace, dispiace tantissimo Consiglieri, ve lo dico con il cuore in mano, perché questo purtroppo vuol dire che di strada dobbiamo farne ancora, per poter arrivare a una società di Diritto e questo lo dico mi dispiace, mi dispiace veramente tanto, sono avvilita.

Penso che la discussione, sono contenta che ci sia stata, perché rapportarsi è utile, soprattutto in questa aula del Consiglio e comunque penso che una riflessione vada fatta anche internamente ricordandovi appunto che questo Regolamento, il mio intento, era proprio quello di creare una Commissione che tuteli i più deboli e spero che questo sia chiaro per tutti i Consiglieri e non creare dei percorsi che sta già facendo il Governo e che non competono alla Commissione, perché alla Commissione non compete di fare dei percorsi legislativi e c’è scritto anche sul Regolamento perché è consuntiva.

Io penso di aver finito, se ho dimenticato qualcosa, per cortesia, ricordatemelo.

Intervento n. 184
Pagina 33
Punto 2

Approvazione nuovo regolamento per il funzionamento della Commissione per le Pari Opportunità;

Assessore

Leggi intervento

Non pensavo che le modifiche al Regolamento accendessero un dibattito così approfondito. Devo dire che sono anche rammaricata perché sono sorte delle questioni che non c’entravano con il Regolamento anche perché ho riportato - questo lo sottolineo - ho riportato una Legge di cui lo Stato già condivide e quindi io ho portato il testo di una Legge in poche parole e l’articolo 21 e 22, lo dico che l’Italia ha recepito nella Comunità Europea.

Visto il dibattito che si è aperto e visto che si sono aperte diverse riflessioni e perplessità per quanto riguarda il Regolamento, soprattutto nell’articolo 1, io come Assessore, ritengo opportuno che venga ritirato.

Arrivato a questo punto io lo ritiro, penso che venga fatta una discussione ulteriore e lo riproporremo la prossima volta con una discussione ulteriore fatta all’interno, quindi sia della maggioranza che della minoranza e vedremo se questo Consiglio, questo dibattito sarà servito per vedere a che punto è la discussione sulle Pari Opportunità, forse non se ne parla abbastanza e anche oggi è stato l’esempio eclatante che purtroppo di certe questioni non se ne parla proprio data che le sensibilità sono diverse e i pensieri appunto solo diversi che comunque vanno rispettati e secondo me a questo punto ritirerei anche la delibera.

16 novembre 2006

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

1 intervento
Intervento n. 283
Pagina 83
Punto 3

Mozione: tempi e modalità per la concessione della cittadinanza italiana agli stranieri. (Su proposta del Consigliere Zanforlini d’Isanto)

Assessore

Leggi intervento

Innanzitutto volevo fare una puntualizzazione al Consigliere Guarnieri. Io sono molto lieta di provocare questi sentimenti umani in lei, comunque mi dispiace che ha banalizzato molto la mia risposta e poi non ha specificato che la domanda nei miei confronti, la sua interpellanza, si riferiva proprio a cosa intendevo io per altra cultura, se ben ricordo, perché le ho risposto tempo fa.

C’è tutta la parte iniziale introduttiva che lei appunto ha saltato, citando solamente l’ultima frase banalizzando il tutto, questo volevo un attimo evidenziarlo. Sono state fatte alcune imprecisazioni in questa Sala di Consiglio e mi dispiace e quindi volevo puntualizzarle.

Innanzitutto volevo puntualizzare brevissimamente che lo ius solis in Italia adesso per un cittadino extracomunitario, sì non esiste, non esiste proprio quindi se tu nasci in Italia, da cittadini straniera, tu rimani cittadino extracomunitario fino a 18 anni, ti è permesso di rimanere in Italia, diciottesimo anno se non hai un lavoro o se non continui gli studi diventi clandestino e hai vissuto 18 anni in Italia e i tuoi genitori che hanno pagato le tasse in Italia, se hai andato in scuola in Italia, hai degli amici italiani e la tua lingua è l’italiano.

Questo è quello che sta avvedendo avvenendo per merito della Bossi - Fini. Un’altra contraddizione della Bossi - Fini che vorrei puntualizzare è che la Bossi - Fini, proprio crea clandestinità e questo è il perché del 50 per cento delle persone all’interno del Carcere sono cittadini extracomunitari.

Infatti è stato anche commentato da Giudici, da Magistrati, proprio questo controsenso della Bossi - Fini che quindi ti permette in qualche modo con i flussi e con la sanatoria, ti è permesso di venire in Italia, però se non hai lavoro dopo 6 mesi, diventi clandestini, diventando clandestino non puoi accedere a nessuna forma di lavoro, anche se lo trovi, perché hai perso il permesso di soggiorno quindi per forza o lavori in nero e ti dai alla criminalità.

E questo proprio è un circolo vizioso che ha creato la Bossi - Fini e ecco perché i nostri Carceri, purtroppo il 50 per cento ci sono cittadini extracomunitari.

9 novembre 2006

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

2 interventi
Intervento n. 121
Pagina 34
Punto 6

Modifica Regolamento comunale per l’Onomastica - Art. 3

Assessore

Leggi intervento

Intanto mi scuso se ero assente, ero un attimo in ufficio, scusatemi tantissimo, avevo visto l’ordine in maniera diversa. Per quanto riguarda questa delibera è la modifica al Regolamento comunale per l’Onomastica. È una delibera abbastanza semplice in quanto adesso, vi leggo il testo della delibera poi se ci sono problemi, appunto sono qui per risolverli.

È passata in Commissione, è praticamente un atto formale in quanto abbiamo sostituito quell’articolo del Regolamento comunale che riguardava la Commissione Consultiva dell’Onomastica che rendeva elemento di diritto della Commissione Consultiva il funzionario della Sovrintendenza dei Beni Culturali, però questo è stato negato proprio dalla Sovrintendenza stessa da diverse missive mandate al Comune.

Quindi si è pensato di modificare questa voce, questo articolo in modo di poter essendo la Commissione in scadenza di poter nominare nuovamente la Commissione. Vi leggo l’atto che è stato passato in Commissione, l’articolo come è stato modificato.

La delibera: “L’articolo 3 dell’attuale Regolamento comunale per l’Onomastica come segue: Allo scopo di ricevere e vagliare le opportune proposte è istituita una Commissione Consultiva per l’Onomastica cittadina composta da 6 esperti in discipline storico locali e generali e dal Sindaco o da un suo delegato che la convoca e la presiede, e membro di diritto è il direttore dell’Accademia dei Concordi.

Premesso che si tratta di Commissione a carattere consultivo, eventualmente proposte divergenti che non abbiano già ottenuto l’unanimità di voti dei presenti, dovranno risultare dal relativo verbale. La funzione di segretario senza diritto di voto sono affidate al responsabile dei Servizi Demografici”. Questa è la delibera se ci sono dei problemi, delle chiarificazioni sono a disposizione.

Intervento n. 141
Pagina 37
Punto 6

Modifica Regolamento comunale per l’Onomastica - Art. 3

Assessore

Leggi intervento

Allora ribadisco il concetto di questa delibera che è stato modificato l’articolo 3 per poter rinominare la Commissione che adesso è decaduta. È una Commissione consultiva e l’articolo 4, che non è stato toccato e non ho intenzione di toccarlo, volevamo rispettare il Regolamento, dice appunto che la nomina della Commissione spetta al Consiglio comunale.

L’incongruenza che parlava il Consigliere Montagnolo, forse si rifà a che questa Commissione che attualmente è decaduta è stata invece nominata con decreto sindacale n. 44 del 28 novembre del 2001, questa forse è l’incongruenza di cui parla il Consigliere Montagnolo e noi invece volevamo far rispettare il Regolamento, insomma questo è chiaro. Altre osservazioni apportate dai vari Consiglieri, ribadisco brevemente che per me è molto importante la Commissione Onomastica consultiva.

I membri che sono adesso decaduti che non abbiamo scelto noi come Amministrazione, devo dire che c’è stata un’armonia di scelte molto profonda. È stata scelta con decreto sindacale non da questa Amministrazione, però io come Presidente di quella Commissione devo dire che finora le scelte fatte le ho trovate nella totale armonia e approvate all’unanimità. Questo voglio ribadirlo in quanto è una scelta, per dire che a volte le scelte, forse non sono state proprio così modificate.

Questo volevo invece dirlo perché voglio dire che la Commissione che è decaduta, è stata per me invece un’ottima fonte di idee, anche partecipata e condivise come scelte.

12 settembre 2006

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

5 interventi
Intervento n. 104
Pagina 34
Punto 5

L.R. 10 agosto 2006 n. 18 , modifica alla L.R. 2 aprile 1996n. 10 e successive modifiche avente ad oggetto “Disciplina per l’assegnazione e la fissazione dei canoni degli alloggi di E.R.P.”: decisioni conseguenti. Approvazione schema di bando all. a)”;

Assessore

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Presento solo un attimo la delibera. Praticamente è una variazione della legge del 2 aprile 1996, Legge Regionale del 10 agosto 2006 n. 18 che porterebbe quindi delle modifiche al bando per l’assegnazione di case, di alloggi popolare.

E quindi è un atto che si è dovuto fare appunto, poi in Consiglio comunale deve essere votato, perché altrimenti non si può apportare questa modifica e non ci si può adeguare alla Legge Regionale.

Adesso siccome appunto è stata una valutazione tecnica del Bando, io chiederei se avete domande, perché è molto semplice, praticamente io l’ho anche segnato prima, l’ho fatto anche vedere, ecco, nella delibera si parla proprio della variazione nel punto 10 del bando per gli alloggi popolari, c’è una variazione che da 1 - 4, proprio per seguire la Legge Regionale del 10 agosto, ci viene scritta la parola da 1 a 8. Per quanto riguarda proprio il punteggio assegnazione case popolari, alloggi popolari.

Per quanto poi riguarda decisioni in merito al mando, praticamente segue quell’anno precedente. È solamente una variazione proprio dovuta alla legge, proprio per fare poi il bando, emettere il bando. Se avete altre poi... questo è quanto.

Se poi... sì, sì, perché puoi spiegare meglio te Giuliano.

Intervento n. 123
Pagina 38
Punto 5

L.R. 10 agosto 2006 n. 18 , modifica alla L.R. 2 aprile 1996n. 10 e successive modifiche avente ad oggetto “Disciplina per l’assegnazione e la fissazione dei canoni degli alloggi di E.R.P.”: decisioni conseguenti. Approvazione schema di bando all. a)”;

Assessore

Leggi intervento

Allora io volevo dire una piccola precisazione, per quanto riguarda la malizia appunto che è stata interpretata su questa proposta e che non c’è stata nessuna malizia, anche perché io conosco bene, no, no, qualcuno mi ha detto che c’è della malizia per quanto riguarda... (Voci dall’Aula)

Intervento n. 124
Pagina 38
Punto 5

L.R. 10 agosto 2006 n. 18 , modifica alla L.R. 2 aprile 1996n. 10 e successive modifiche avente ad oggetto “Disciplina per l’assegnazione e la fissazione dei canoni degli alloggi di E.R.P.”: decisioni conseguenti. Approvazione schema di bando all. a)”;

Assessore

Leggi intervento

No, va bene, io posso, rispondo in appunto che qui, no, no...

Intervento n. 126
Pagine 38–39
Punto 5

L.R. 10 agosto 2006 n. 18 , modifica alla L.R. 2 aprile 1996n. 10 e successive modifiche avente ad oggetto “Disciplina per l’assegnazione e la fissazione dei canoni degli alloggi di E.R.P.”: decisioni conseguenti. Approvazione schema di bando all. a)”;

Assessore

Leggi intervento

... che non c’è nessuna malizia in quanto io so benissimo che gli alloggi popolari a livello, per la Legge Regionale appunto che è in vigore per quanto riguarda gli stranieri non comunitari devono avere un permesso di soggiorno di due anni. E questo è lo scalino dove appunto tutti si bloccano, perché adesso la situazione, ho fatto anche diversi incontri, questo lo dico io come Assessore all’Immigrazione.

Ho fatto diversi incontri con la Questura, Prefettura, conosciamo bene, sto 38 affrontando il problema, che molti cittadini stranieri non comunitari non possono accedere appunto al bando in quanto vengono bloccati perché i permessi di soggiorno che adesso vengono dati, per il motivo della legge Bossi - Fini sono sempre inferiori ai due anni, quindi vi dico subito che questa, intanto come informazione, perché appunto il tempo, cioè il lavoro che si trova adesso è un lavoro sempre a tempo determinato e non indeterminato e quindi c’è questo blocco e la Legge Regionale, questo lo dice che bisogna avere il permesso di soggiorno di due anni, quindi non era stata fatta con la malizia di permettere certe fasce rispetto ad altre, assolutamente no, questo lo dico io perché insomma mi sembra che sia giusto che ne siate a conoscenza.

Intervento n. 135
Pagina 41
Punto 5

L.R. 10 agosto 2006 n. 18 , modifica alla L.R. 2 aprile 1996n. 10 e successive modifiche avente ad oggetto “Disciplina per l’assegnazione e la fissazione dei canoni degli alloggi di E.R.P.”: decisioni conseguenti. Approvazione schema di bando all. a)”;

Assessore

Leggi intervento

Ritiro la delibera, quindi.

Come leggere questi numeri. Il numero degli interventi dipende dalle sedute e dai verbali attualmente acquisiti. I ruoli di Presidenza possono inoltre generare numerosi interventi procedurali: per questo Lente Civica non li usa come classifica di attività politica.