Persona · attività documentata

Leonardo Raito

Ruoli e interventi ricavati dai verbali ufficiali già acquisiti da Lente Civica.

Interventi documentati
1
Sedute con interventi
1
Interventi con video
0

Ruoli documentati

Come indicati nelle fonti acquisite.

Presidente del Consiglio di Bacino PolesineOsservato il 16 novembre 20181 osservazione documentali

Attività nei verbali acquisiti

Prima gli interventi tematici, poi quelli procedurali, sempre consultabili. Testo, punto ODG, pagine e video quando esplicitamente autorizzato alla pubblicazione.

16 novembre 2018

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

1 intervento
Intervento n. 78
Pagine 38–40
Punto 2

AUTOCONVOCAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE AI SENSI E PER GLI EFFETTI DELL’ARTICOLO 39, 2° COMMA DEL TUEL - RICHIESTA DI CONSIGLIO MONOTEMATICO IN MERITO ALLA EMERGENZA IDRICA E ALL’INTERRUZIONE DEL SERVIZIO PUBBLICO ESSENZIALE DELL’EROGAZIONE DI ACQUA POTABILE - 30 OTTOBRE 2018 E GIORNI SUCCESSIVI”......................................................................................................................28 (NON E' STATA PRODOTTA NESSUNA DELIBERA) 2 di 64

Presidente del Consiglio di Bacino Polesine

Leggi intervento

Grazie, Presidente. Un saluto, intanto, a tutti i Consiglieri Comunali e a tutte le persone, gli Assessori che sono qui presenti, i Dirigenti. E un grazie anche per l’invito a questo dibattito, a questo Consiglio Comunale aperto.

Dato che ci troviamo in un consesso politico, ritengo che la possibilità di discutere anche del problema che si è verificato alla centrale di Boara nei giorni convulsi di cui abbiamo parlato ci permetta, come ente di programmazione, di controllo e di coordinamento, di poter discutere di programmazione e di politica del sistema idrico integrato. Io non voglio rubare troppo tempo alla discussione, al dibattito che ci sarà.

Poi cederò anche breve la parola all’ingegner Milan, che ho chiesto di avere al mio fianco per una ragione semplicissima: nell’invito era chiesto esplicitamente che partecipasse il Presidente del Consiglio di Bacino, ed eccomi qui; però ritengo che il tema che riguarda il servizio idrico integrato sia un tema che mette talmente vicine la politica e la tecnica, che diventa estremamente difficile ragionare di sistemi acquedottistici e delle problematiche di cui abbiamo discusso, senza avere una partecipazione di tecnici preparati, che conoscono il sistema, come ritengo siano i tecnici che attualmente abbiamo al Consiglio di Bacino Polesine.

L’ingegner Milan, che è persona anche molto esperta e conosce bene il territorio, le reti e le problematiche che abbiamo avuto in Polesine, sicuramente può portare quel contributo di qualità tecnica al dibattito, che ritengo fondamentale. Allora, siamo in un consesso politico, parliamo di politica, parliamo di programmazione e partiamo da un dato di fatto: nei giorni tra il 30 di ottobre e il 1° di novembre c’è stato un problema.

È stato un problema che, effettivamente, ha ingenerato difficoltà a circa settantamila polesani, ai cinquantamila del Comune capoluogo, un certo numero di Comuni dell’hinterland che sono serviti dalla centrale di Boara, per le questioni tecniche e per le questioni di congiuntura di cui il presidente Cortelazzo e, prima, l’Ingegnere dell’ARPAV ci hanno ampiamente illustrato.

Allora, da questo punto di vista, anche noi, come A.T.O., come Consiglio di Bacino, ci siamo fatti delle domande, perché, di fronte ai problemi, chi ha il coraggio di fare analisi e di fare critica trova, molto spesso, delle possibili soluzioni e delle strade.

Allora, quello che ci siamo chiesti è: di fronte a questo disagio, al problema che c’è stato e che ha colpito i settantamila polesani, sono già in campo, allo stato attuale, delle iniziative e le programmazioni tali da cercare di sovvertire questo problema e di dare una risposta più concreta, se un domani dovesse accadere di nuovo una difficoltà di questo genere?

Il presidente Cortelazzo ha anticipato, giustamente, che nel piano degli investimenti sono previsti - ma già sono stati attuati sulla centrale di Boara a partire dal 2005 - una serie di investimenti per rendere quella centrale maggiormente rispondente alle esigenze di un territorio, che è popolato, che è ampio e che può avere questo tipo di difficoltà.

Quindi, da questo punto di vista, l’iniziativa e l’azione del Consiglio di Bacino sarà quella di pungolare e di continuare, sulla scia degli investimenti rispetto alle centrali di potabilizzazione, proprio per evitare che si vengano a verificare anche in futuro problematiche di questo genere. Ora qui vengo, però, ad un dato politico, che è fondamentale, su cui occorre ragionare come polesani, non solo come Consiglio Comunale di Rovigo.

Questa è un’altra domanda che mi sono posto ed una risposta che ho cercato di dare.

È corretto che il piano degli investimenti che viene votato nei Consigli di Bacino sia un piano che prevede una miriade di interventi frazionati sui territori e che, magari, disperdono anche risorse, quando, in realtà, a fronte di questo problema o di questi problemi, potrebbero essere necessari investimenti più significativi su problemi individuati su realtà che necessitano di investimenti, che magari quella forte dispersione, che è voluta, molto spesso, dei Sindaci, che fanno parte del Consiglio di Bacino?

È una cosa chiarissima, quando un 38 di 64 Comune di Rovigo Consiglio Comunale monotematico del giorno 16 Novembre 2018 mio concittadino viene a dirmi che c’è una rete che perde, o che c’è una situazione, magari, di non allacciamento in un territorio di una frazione, o in quattro case che si trovano lungo un canale, io cerco, comunque Sindaco, di dare una risposta concreta alle esigenze di quei miei concittadini.

Però è chiaro che, se disperdiamo tutti gli investimenti in questi microinvestimenti, resta meno poi per investire in opere importanti e significative, che magari possono riguardare questa centrale. Questo è un problema di metodo ed è un problema politico.

Noi possiamo, come ente d’ambito, cercare di sensibilizzare e indirizzare le Amministrazioni che fanno parte del contesto del Consiglio di Bacino ad essere più attente ai grandi investimenti, piuttosto che agli investimenti sulle reti, dispersivi, o piccole cose, che magari risolvono un problema, un microproblema, ma rischiano poi di lasciare scoperta, a fronte di problemi reali ed effettivi, un’esigenza di risposta che viene richiesta dai cittadini? Questa è una domanda politica.

Io la metto al Consiglio Comunale, perché qui siamo in un organismo politico, e voi, anche come rappresentanti di un territorio vasto, che è il territorio del capoluogo, forse meglio di me potete dare anche una risposta a questo tipo di problematica.

Magari, un territorio come quello di Polesella, con 100.000 euro mi accontentate, mi fate due condotte e io sono a posto, però un territorio come questo ha esigenze decisamente diverse, per la sua ampiezza territoriale, per il numero di abitanti che vengono serviti dalle reti, e così via. Quindi, questo è un tema, secondo me, sensibile e concreto che, dal punto di vista politico, va affrontato. e concreto che, dal punto di vista politico, va affrontato.

L’altro tema, poi, di cui chiedeva conto il consigliere Vernelli, che ringrazio, è il tema del MOSAV, di questo sistema acquedottistico veneto che, in qualche modo, dovrebbe dare delle risposte, affiancando il tema delle centrali, oppure sostituendo il tema delle centrali - e poi qui passo, chiaramente, la parola all’ingegner Milan, che ha seguito anche da vicino questo sistema o questa possibilità - se può essere una risposta concreta a problematiche di questo genere.

Bisogna dire che sul MOSAV e sul sistema degli acquedotti veneti si sta ragionando, ormai, da diciotto anni, forse venti quasi, sono quasi quattro lustri che si parla di questo tema. C’era una programmazione regionale, che, in realtà, non ha permesso di disporre appieno di tutti gli investimenti che servivano per completare le reti.

Ci sono tubi importanti e significativi che oggi sono stati collocati, ma che, di fatto, non funzionano; penso a quello che arriva a Villamarzana, che potrebbe essere una prospettiva di investimento, di potenzialità, di rafforzamento del servizio per l’area del Medio e Alto Polesine, ma che oggi non è funzionale, però è anche vero che, grazie al supporto e al lavoro che è stato svolto anche dalla nuova società, da Acquevenete, oggi, finalmente, questo sistema acquedottistico arriva in alcuni punti che fanno parte anche del nostro Consiglio di Bacino.

A Cavarzere, dove finalmente l’acqua di Camazzole è arrivata, si cominciano a vedere i primi risultati, si comincia a pensare a qualcosa, a come funziona questo sistema. E quindi è un tema concreto, un tema politico, un tema di risposta, che, in qualche modo, potrebbe affiancare il tema delle centrali, che pescano direttamente dai due grandi fiumi che ci sono qui sul nostro territorio, che sono l’Adige e che sono il Po.

Vengo ad un altro passaggio, sempre di ordine politico, che esula un po’ però dalle domande che faceva il consigliere Vernelli; poi chiudo, e cedo la parola all’ingegner Milan.

Nei giorni convulsi della difficoltà e dell’emergenza ci sono stati dei colleghi Sindaci dei Comuni qui vicino, che hanno chiesto agli altri colleghi Sindaci di Comuni non serviti dalla centrale di Boara se potevano, in qualche modo, avere accesso a dell’acqua che fosse derivata da altra fonte... faccio un esempio: un Comune confinante con il mio, che ha chiesto la disponibilità del mio Comune, della mia Amministrazione, a mettere a disposizione i punti di erogazione dell’acqua potabile, di una centrale che pesca poi dal Po, ovviamente, e quindi stiamo parlando di fonte di approvvigionamento diversa, per i cittadini del suo Comune, che potessero aver voglia, o necessità, o urgenza di poter disporre di quell’acqua.

Ora, io non so se questo sia un tema che, effettivamente, in una logica di gestione dell’emergenza, può fornire delle risposte concrete, ritengo, soprattutto, ai piccoli Comuni che stanno nell’hinterland di Rovigo. Immagino che, se fossero stati i cittadini di Rovigo, in cinquantamila, a venirmi a chiedere di poter usufruire dell’acqua della mia fontanella, sarebbe stato un problema. Con Comuni più piccoli, però, questo potrebbe funzionare.

Allora, ritenere anche che, 39 di 64 Comune di Rovigo Consiglio Comunale monotematico del giorno 16 Novembre 2018 in un piano di emergenza complessivo del territorio ben coordinato, ci possa essere l’attenzione a quella che è la diversificazione delle fonti di approvvigionamento, ritengo che, in qualche modo, possa contribuire ad alleviare le sofferenze di fronte ad episodi problematici, che spero vivamente non si vengano più a ripetere.

Questo è un pochino l’indirizzo di ordine politico che, come Consiglio di Bacino, possiamo dare, cercando di svolgere il nostro ruolo di coordinamento dei Comuni, da un lato, e il controllo dell’azienda gestrice, che è Acquevenete, dall’altro, con cui c’è stato un contatto costante in quei giorni di difficoltà e di problematiche.

L’A.T.O. ha deciso, e i miei collaboratori hanno accolto volentieri questa cosa, di tenere aperto anche il 2 novembre, che l’emergenza sembrava un po’ chiusa, c’era un ponte programmato, ma ho chiesto ai nostri ragazzi di essere presenti, proprio per poter fare da controparte rispetto a questo problema.

Siamo stati sensibilizzati, e oggi, prima di venire in questo Consiglio, abbiamo incontrato il Comitato Utenti, che è il rappresentante di una serie di associazioni di categoria e di persone che si sono fatte anche carico di portare le problematiche che sono emerse nel corso di quella giornata, e devo dire che è stato un incontro molto soddisfacente, in cui abbiamo avuto modo di confrontarci, di discutere e di comunicare, e, allora, dal punto di vista della gestione dell’emergenza ritengo che gli indirizzi debbano essere indirizzi di ordine politico.

L’azienda ritengo che in questi giorni difficili, almeno, nei confronti nostri, abbia svolto sicuramente un ruolo di dinamico coordinamento e di riconfronto costante, quindi su questo va dato atto, noi siamo stati anche personalmente alla centrale, sia io che i nostri tecnici, e abbiamo visto veramente la fatica e lo sforzo che hanno fatto i tecnici di Acquevenete per risolvere il problema, però, dal punto di vista politico, se sarà possibile riuscire ad indirizzare gli investimenti in una logica proprio di gestione dei problemi, anche di quelli che possono essere le future emergenze, ritengo che potremo fare tutti un servizio più importante alla collettività polesana.

Ringrazio per l’attenzione, e cederei la parola brevemente all’ingegner Milan, in modo che possa illustrare un po’ i temi dell’MOSAV.

Come leggere questi numeri. Il numero degli interventi dipende dalle sedute e dai verbali attualmente acquisiti. I ruoli di Presidenza possono inoltre generare numerosi interventi procedurali: per questo Lente Civica non li usa come classifica di attività politica.