Relazione del Consigliere Delegato di ECOAMBIENTE S.r.l., Sig.ra Astolfi Ornella- Discussione”. Pag. 58 2
Direttore Generale ECOAMBIENTE Srl
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Grazie, buon giorno a tutti. Sarò brevissimo, ho preparato poche slide, più che altro per spiegarvi cosa c'è dentro quel bilancio che vi è stato distribuito, non tanto per entrare nel merito, se no forse saremmo troppo lunghi, e forse annoieremo anche qualcuno. Innanzitutto che cos’è il bilancio di sostenibilità?
Il bilancio di sostenibilità è un modo di comprendere un tipo di informazioni, che non sono solo quelle del bilancio civilistico, quindi di tipo economico e finanziario, ma prendere in esame tutti i vari aspetti che possono interessare, a quelli che in inglese, visto che fa figo, agli stakeholder possono interessare, i portatori di interesse.
E’ un modo di rendicontare l’attività di un’azienda, di una qualunque azienda, che l’Unione Europea sta ponendo come obbligatoria dal 2017 per le società che abbiano più di 50 milioni di euro di fatturato; non è il caso nostro, però significativamente vuol dire che è una strada che tutti devono cominciare a percorrere.
Noi abbiamo cominciato l'anno scorso con il primo esempio, quest’anno siamo riusciti a fare qualcosa anche di più approfondito, e soprattutto che possa essere messo anche in confronto con le annualità precedenti. E’ stato redatto secondo le linee guida cosiddette GRI G4, cioè sono le linee guida G4 del Global Reporting Iniziative, che è il gruppo internazionale che si occupa di dare gli standard per questo tipo di rendiconti, quindi è una metodologia ufficiale.
Inoltre, in fondo ne parliamo dopo, abbiamo allegato anche una cosa nuova, che è il bilancio del bene comune, quindi nelle prime pagine spieghiamo un po’ cos’è.
Dopodichè ovviamente si comincia a raccontare cos’è l’azienda, chi ha voglia di sapere un po’ di tutto dall’azienda; uno che vuole sapere qual è la quota dentro il Consorzio che ha il Comune di, va qui e si può trovare delle informazioni interessanti, ma in generale quali sono le attività aziendali, le nostre basi, c'è un po’ di tutto per chi volesse approfondire, diventa un po’ la presentazione ufficiale dell’azienda. Dopodichè dentro ci sono le due cose fondamentali che abbiamo fatto in questi anni.
Quando è nata l’azienda abbiamo avuto una approvazione di piano industriale 2013-2015 che diceva “cercate di fare due cose: abbattere i costi, aumentare la differenziata”, giusto per essere sintetici. Sulla riduzione dei costi, questo è il diagramma. Come vedete nel 2012 c'erano dei costi.
Noi siamo nati a settembre 2012, e quello che era fatto era già fatto. Nel 2013 abbiamo preso per mano i processi. Nel 2014 abbiamo fatto una prima rimodulazione, che ha portato ad una riduzione di circa 1.200.000 euro, i costi del servizio, che poi vanno fatturati ai Comuni, e nel 2015 abbiamo confermato questo andamento.
E’ importante dire che l’abbiamo confermato, perché sta a significare che non era una manovra estemporanea, era una manovra strutturale, ed abbiamo avuto la conferma nel 2015. Non abbiamo fatto manovre di rimodulazione nel 2015, abbiamo dimostrato una secondo cosa, che se non facciamo qualcosa non succede niente, però è un’informazione anche questa utile, cioè se si crede nell’azienda e si dà modo all’azienda di fare qualcosa, poi c'è il rischio che si portino a casa dei risultati.
Il secondo elemento, invece, è l’incremento della raccolta differenziata. Qui ci sono negli istogrammi sei annualità, quindi dal 2010 al 2012 sono le prime tre; quelle blu sono le percentuali di raccolta differenziata nei Comuni porta a porta, e vedete che calava, calava inesorabilmente.
L’abbiamo presa per mano a fine 2012 con l’impegno di aumentarla; l’abbiamo fatto aumentare nel 2013, nel 2014, e nel 2015 ci siamo assettati su quasi gli stessi valori del 2014, anche qui significato che se si fanno delle cose si porta stabilmente a tre punti in più la raccolta differenziata nei Comuni porta a porta.
Il totale, che è l'altro istogramma della Provincia, ha fatto salire sopra la soglia del 65% la raccolta differenziata, però è venuto il momento che anche Rovigo dia un suo contributo significativo con il programma che è stato già approvato in questo Consiglio Comunale in primavera, e che è un po’ in ritardo nella sua attuazione, perché ovviamente tutte le difficoltà in cui naviga l’azienda poi si ripercuotono, e quindi, tanto per essere chiari, la gara per l'acquisto dei cassonetti la si può bandire solo dopo aver trovato i soldi, e per aver trovato i soldi bisogna avere una condizione tale per cui tra maggio e luglio non avevamo il bilancio approvato, perché le assemblee continuavano a posticipare questo tipo di approvazione, nonostante l’anticipazione già favorevole del Comune di Rovigo su questo, dobbiamo dirlo, e quindi da quel punto di vista le banche erano impossibilitate a dire “ma noi finanziamo una società che ha il bilancio a posto, oppure no?”.
E queste sono cose che bisogna sapere per capire perché magari i programma subiscono dei rallentamenti, dipendenti dalla volontà, ma non della volontà di Ecoambiente, sia chiaro.
Come diceva il Consigliere, noi abbiamo articolato la struttura del bilancio identificando i cinque stakeholder: i Comuni, che sono sia clienti che soci indiretti; i cittadini, e quindi troverete in quella sezione tutte le informazioni che riguardano il singolo cittadino, che magari ci telefona al call center, oppure che chiede alcuni servizi a domanda individuale, e ne diamo rendiconto Comune per Comune, facendo vedere un po’ di dati; i fornitori, che sono importantissimi, perché devono sostenere la crescita dell’azienda; i dipendenti, che sono la nostra struttura portante; infine l’ambiente, che è non solo il territorio in cui operiamo, ma più in generale la motivazione stessa di esistenza dell’azienda.
Per essere brevissimo ho scelto alcuni highlights su questi aspetti, che sono ulteriori a quei due che vi avevo detto. Più qualità.
Nel 2015 abbiamo avuto un numero di telefonate al call center che è stato di 52.754; 52.000 telefonate l'anno vuol dire che noi gestiamo un call center di grandi proporzioni, segno che abbiamo un dialogo costante con tutti i cittadini del Polesine, però se guardate la grandezza dell’istogramma, la parte azzurrina, abbiamo avuto un 34% in meno di segnalazioni, vuol dire di cittadini che ci dovevano dire qualcosa che non andava, e abbiamo avuto invece un aumento delle richieste dei cittadini di avere informazioni o prenotazioni di servizi, segno evidente che come stiamo lavorando gli sta anche piacendo, cioè più servizi, eccola qua, e questo è solo un esempio dei tanti che troverete nel libro: la raccolta dei corpi ingombranti e delle apparecchiature elettriche ed elettroniche a domicilio è aumentata del 17%, dal 2014 al 2015, sia sui RAE che sugli ingombranti, segno evidente che siamo più capaci di raccogliere, e anche la gente ci telefona di più per farselo raccogliere.
Questo è un nostro impegno, abbiamo cercato di lavorare molto anche sulle attese, sulle code, sui tempi di attesa del servizio rispetto alla prenotazione. Un altro aspetto, più solidità finanziaria, e questo è l'indebitamento bancario. Vedete che è calato, è calato del 20%, da 12 milioni e rotti a 10 milioni.
Cosa significa? Significa che mentre il cittadino magari guarda il servizio, noi dobbiamo guardare anche alla baracca che stia in piedi da tutti i punti di vista, compresi quelli economico-finanziari, e la società direi che va sempre meglio, non sempre peggio. Più sicurezza.
La sicurezza dei lavoratori è fondamentale, è un obbligo di legge, ma bisogna impegnarsi. Questi sono i giorni di inabilità, vuol dire i giorni per i quali i nostri dipendenti sono stati a casa a causa di infortuni: sono passati da 965 a 895 nel 2015, una riduzione del 7%.
Questi sono processi lenti, man mano che andiamo a fare investimenti, anche nella meccanizzazione dei servizi, perché il porta a porta da questo punto di vista è un’attività usurante dei lavoratori, e che li espone, 600 volte sali e scendi dal camion per raccogliere il sacchetto del cittadino è diverso che a Rovigo, dove il compattatore a carico laterale svuota da solo - perché ha il robot - il cassonetto. Ultimo, e poi non vi tedio quasi più, più risparmio energetico.
Tra le varie cose che facciamo c'è avere una gestione anche attenta all’ambiente in senso globale, e abbiamo ridotto i consumi di energia, in particolare con la riduzione del gasolio, perché, ottimizzando i servizi e facendo meno servizi inutili, si risparmia gasolio, e dall’altra parte consumando anche meno energia elettrica in questo momento che l’impianto di Sarzano è chiuso, e adesso che lo dovremmo andare a riaprire e cercare di fare qualcosa anche di diverso su questo.
Ultima cosa, le ultime pagine in allegato sono una cosa nuova, l'abbiamo fatto in collaborazione con l’Università di Padova, con il Centro Studi Qualità e Ambiente del professor Scipioni. C'è uno standard internazionale di derivazione austriaca che si chiama standard dell’economia del bene comune; è diffuso in molti Paesi, Austria, Germania, Olanda, anche in Sud America, quindi sia Paesi di lingua portoghese che di lingua spagnola, e Inghilterra e Irlanda.
Sta a cercare di valutare quelle che sono le performance etiche di un’organizzazione, di un’azienda. Noi abbiamo avuto questo audit fatto dai ricercatori dell’Università di Padova, ne è venuto fuori un documento molto corposo, qui c'è solo la sintesi, che si chiama appunto “bilancio del bene comune”, che dice che tutto sommato l’azienda ha un dna eticamente votato al bene comune.
Potrebbe essere una valutazione ovvia: se è un’azienda pubblica che fa raccolta rifiuti, cerca di non fare utili perché i soci gli hanno detto di non fare utili, cerca di migliorare le condizioni dei lavoratori e dell’ambiente, dovrebbe essere instradata verso il bene comune; però il fatto che non ce lo diciamo noi, ma ce lo dica qualcun altro, che ha fatto due valutazioni, sia venendo da noi a vedere, sia portando le risultanze ad un tavolo di confronto con altri valutatori del bene comune a livello Triveneto, ci ha dato una soddisfazione, perché è venuto fuori, come potrete vedere, che siamo nel terzo livello, quello dei esperti, e poi c'è solo il quarto, quello dei leader.
Noi leader non vogliamo essere, ci va benissimo essere esperti, e migliorare anche poi strada facendo. Un approccio nuovo, che è quello di guardare al bene comune, non tanto come slogan, ma proprio sui singoli indicatori, e lì ci sono alcune tabelline che lo dicono; poi per ognuna di queste tabelline ovviamente abbiamo la descrizione delle motivazioni che i valutatori hanno dato, ma non ci sembrava il caso di fare un libro solo su questo.
Grazie per l'attenzione, buona lettura a chi vorrà leggerlo, e soprattutto se qualcuno ha qualche richiesta da fare nei prossimi giorni, quando vuole, noi volentieri siamo a disposizione, perché fare questa cosa è un impegno, ma pensiamo sia importante che tutti possano non leggere di Ecoambiente solo sui giornali, in cui c'è il titolo.... Abbiamo chiuso già 16 volte, ogni quattro mesi chiudiamo!
E invece le evidenze oggettive sono numeri, e poi ognuno può dare il giudizio che vuole, al di là del titolo del giornale. Grazie.