Persona · attività documentata

Giuseppe Romanello

Ruoli e interventi ricavati dai verbali ufficiali già acquisiti da Lente Civica.

Interventi documentati
14
Sedute con interventi
3
Interventi con video
0

Ruoli documentati

Come indicati nelle fonti acquisite.

Direttore Divisione Ambiente ASM Rovigo SPAOsservato il 21 aprile 20091 osservazione documentali
Direttore Generale di EcoambienteOsservato il 22 marzo 20161 osservazione documentali
Direttore Generale ECOAMBIENTE SrlOsservato il 8 novembre 20161 osservazione documentali

Attività nei verbali acquisiti

Prima gli interventi tematici, poi quelli procedurali, sempre consultabili. Testo, punto ODG, pagine e video quando esplicitamente autorizzato alla pubblicazione.

8 novembre 2016

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

2 interventi
Intervento n. 184
Pagine 62–64
Punto 3

Relazione del Consigliere Delegato di ECOAMBIENTE S.r.l., Sig.ra Astolfi Ornella- Discussione”. Pag. 58 2

Direttore Generale ECOAMBIENTE Srl

Leggi intervento

Grazie, buon giorno a tutti. Sarò brevissimo, ho preparato poche slide, più che altro per spiegarvi cosa c'è dentro quel bilancio che vi è stato distribuito, non tanto per entrare nel merito, se no forse saremmo troppo lunghi, e forse annoieremo anche qualcuno. Innanzitutto che cos’è il bilancio di sostenibilità?

Il bilancio di sostenibilità è un modo di comprendere un tipo di informazioni, che non sono solo quelle del bilancio civilistico, quindi di tipo economico e finanziario, ma prendere in esame tutti i vari aspetti che possono interessare, a quelli che in inglese, visto che fa figo, agli stakeholder possono interessare, i portatori di interesse.

E’ un modo di rendicontare l’attività di un’azienda, di una qualunque azienda, che l’Unione Europea sta ponendo come obbligatoria dal 2017 per le società che abbiano più di 50 milioni di euro di fatturato; non è il caso nostro, però significativamente vuol dire che è una strada che tutti devono cominciare a percorrere.

Noi abbiamo cominciato l'anno scorso con il primo esempio, quest’anno siamo riusciti a fare qualcosa anche di più approfondito, e soprattutto che possa essere messo anche in confronto con le annualità precedenti. E’ stato redatto secondo le linee guida cosiddette GRI G4, cioè sono le linee guida G4 del Global Reporting Iniziative, che è il gruppo internazionale che si occupa di dare gli standard per questo tipo di rendiconti, quindi è una metodologia ufficiale.

Inoltre, in fondo ne parliamo dopo, abbiamo allegato anche una cosa nuova, che è il bilancio del bene comune, quindi nelle prime pagine spieghiamo un po’ cos’è.

Dopodichè ovviamente si comincia a raccontare cos’è l’azienda, chi ha voglia di sapere un po’ di tutto dall’azienda; uno che vuole sapere qual è la quota dentro il Consorzio che ha il Comune di, va qui e si può trovare delle informazioni interessanti, ma in generale quali sono le attività aziendali, le nostre basi, c'è un po’ di tutto per chi volesse approfondire, diventa un po’ la presentazione ufficiale dell’azienda. Dopodichè dentro ci sono le due cose fondamentali che abbiamo fatto in questi anni.

Quando è nata l’azienda abbiamo avuto una approvazione di piano industriale 2013-2015 che diceva “cercate di fare due cose: abbattere i costi, aumentare la differenziata”, giusto per essere sintetici. Sulla riduzione dei costi, questo è il diagramma. Come vedete nel 2012 c'erano dei costi.

Noi siamo nati a settembre 2012, e quello che era fatto era già fatto. Nel 2013 abbiamo preso per mano i processi. Nel 2014 abbiamo fatto una prima rimodulazione, che ha portato ad una riduzione di circa 1.200.000 euro, i costi del servizio, che poi vanno fatturati ai Comuni, e nel 2015 abbiamo confermato questo andamento.

E’ importante dire che l’abbiamo confermato, perché sta a significare che non era una manovra estemporanea, era una manovra strutturale, ed abbiamo avuto la conferma nel 2015. Non abbiamo fatto manovre di rimodulazione nel 2015, abbiamo dimostrato una secondo cosa, che se non facciamo qualcosa non succede niente, però è un’informazione anche questa utile, cioè se si crede nell’azienda e si dà modo all’azienda di fare qualcosa, poi c'è il rischio che si portino a casa dei risultati.

Il secondo elemento, invece, è l’incremento della raccolta differenziata. Qui ci sono negli istogrammi sei annualità, quindi dal 2010 al 2012 sono le prime tre; quelle blu sono le percentuali di raccolta differenziata nei Comuni porta a porta, e vedete che calava, calava inesorabilmente.

L’abbiamo presa per mano a fine 2012 con l’impegno di aumentarla; l’abbiamo fatto aumentare nel 2013, nel 2014, e nel 2015 ci siamo assettati su quasi gli stessi valori del 2014, anche qui significato che se si fanno delle cose si porta stabilmente a tre punti in più la raccolta differenziata nei Comuni porta a porta.

Il totale, che è l'altro istogramma della Provincia, ha fatto salire sopra la soglia del 65% la raccolta differenziata, però è venuto il momento che anche Rovigo dia un suo contributo significativo con il programma che è stato già approvato in questo Consiglio Comunale in primavera, e che è un po’ in ritardo nella sua attuazione, perché ovviamente tutte le difficoltà in cui naviga l’azienda poi si ripercuotono, e quindi, tanto per essere chiari, la gara per l'acquisto dei cassonetti la si può bandire solo dopo aver trovato i soldi, e per aver trovato i soldi bisogna avere una condizione tale per cui tra maggio e luglio non avevamo il bilancio approvato, perché le assemblee continuavano a posticipare questo tipo di approvazione, nonostante l’anticipazione già favorevole del Comune di Rovigo su questo, dobbiamo dirlo, e quindi da quel punto di vista le banche erano impossibilitate a dire “ma noi finanziamo una società che ha il bilancio a posto, oppure no?”.

E queste sono cose che bisogna sapere per capire perché magari i programma subiscono dei rallentamenti, dipendenti dalla volontà, ma non della volontà di Ecoambiente, sia chiaro.

Come diceva il Consigliere, noi abbiamo articolato la struttura del bilancio identificando i cinque stakeholder: i Comuni, che sono sia clienti che soci indiretti; i cittadini, e quindi troverete in quella sezione tutte le informazioni che riguardano il singolo cittadino, che magari ci telefona al call center, oppure che chiede alcuni servizi a domanda individuale, e ne diamo rendiconto Comune per Comune, facendo vedere un po’ di dati; i fornitori, che sono importantissimi, perché devono sostenere la crescita dell’azienda; i dipendenti, che sono la nostra struttura portante; infine l’ambiente, che è non solo il territorio in cui operiamo, ma più in generale la motivazione stessa di esistenza dell’azienda.

Per essere brevissimo ho scelto alcuni highlights su questi aspetti, che sono ulteriori a quei due che vi avevo detto. Più qualità.

Nel 2015 abbiamo avuto un numero di telefonate al call center che è stato di 52.754; 52.000 telefonate l'anno vuol dire che noi gestiamo un call center di grandi proporzioni, segno che abbiamo un dialogo costante con tutti i cittadini del Polesine, però se guardate la grandezza dell’istogramma, la parte azzurrina, abbiamo avuto un 34% in meno di segnalazioni, vuol dire di cittadini che ci dovevano dire qualcosa che non andava, e abbiamo avuto invece un aumento delle richieste dei cittadini di avere informazioni o prenotazioni di servizi, segno evidente che come stiamo lavorando gli sta anche piacendo, cioè più servizi, eccola qua, e questo è solo un esempio dei tanti che troverete nel libro: la raccolta dei corpi ingombranti e delle apparecchiature elettriche ed elettroniche a domicilio è aumentata del 17%, dal 2014 al 2015, sia sui RAE che sugli ingombranti, segno evidente che siamo più capaci di raccogliere, e anche la gente ci telefona di più per farselo raccogliere.

Questo è un nostro impegno, abbiamo cercato di lavorare molto anche sulle attese, sulle code, sui tempi di attesa del servizio rispetto alla prenotazione. Un altro aspetto, più solidità finanziaria, e questo è l'indebitamento bancario. Vedete che è calato, è calato del 20%, da 12 milioni e rotti a 10 milioni.

Cosa significa? Significa che mentre il cittadino magari guarda il servizio, noi dobbiamo guardare anche alla baracca che stia in piedi da tutti i punti di vista, compresi quelli economico-finanziari, e la società direi che va sempre meglio, non sempre peggio. Più sicurezza.

La sicurezza dei lavoratori è fondamentale, è un obbligo di legge, ma bisogna impegnarsi. Questi sono i giorni di inabilità, vuol dire i giorni per i quali i nostri dipendenti sono stati a casa a causa di infortuni: sono passati da 965 a 895 nel 2015, una riduzione del 7%.

Questi sono processi lenti, man mano che andiamo a fare investimenti, anche nella meccanizzazione dei servizi, perché il porta a porta da questo punto di vista è un’attività usurante dei lavoratori, e che li espone, 600 volte sali e scendi dal camion per raccogliere il sacchetto del cittadino è diverso che a Rovigo, dove il compattatore a carico laterale svuota da solo - perché ha il robot - il cassonetto. Ultimo, e poi non vi tedio quasi più, più risparmio energetico.

Tra le varie cose che facciamo c'è avere una gestione anche attenta all’ambiente in senso globale, e abbiamo ridotto i consumi di energia, in particolare con la riduzione del gasolio, perché, ottimizzando i servizi e facendo meno servizi inutili, si risparmia gasolio, e dall’altra parte consumando anche meno energia elettrica in questo momento che l’impianto di Sarzano è chiuso, e adesso che lo dovremmo andare a riaprire e cercare di fare qualcosa anche di diverso su questo.

Ultima cosa, le ultime pagine in allegato sono una cosa nuova, l'abbiamo fatto in collaborazione con l’Università di Padova, con il Centro Studi Qualità e Ambiente del professor Scipioni. C'è uno standard internazionale di derivazione austriaca che si chiama standard dell’economia del bene comune; è diffuso in molti Paesi, Austria, Germania, Olanda, anche in Sud America, quindi sia Paesi di lingua portoghese che di lingua spagnola, e Inghilterra e Irlanda.

Sta a cercare di valutare quelle che sono le performance etiche di un’organizzazione, di un’azienda. Noi abbiamo avuto questo audit fatto dai ricercatori dell’Università di Padova, ne è venuto fuori un documento molto corposo, qui c'è solo la sintesi, che si chiama appunto “bilancio del bene comune”, che dice che tutto sommato l’azienda ha un dna eticamente votato al bene comune.

Potrebbe essere una valutazione ovvia: se è un’azienda pubblica che fa raccolta rifiuti, cerca di non fare utili perché i soci gli hanno detto di non fare utili, cerca di migliorare le condizioni dei lavoratori e dell’ambiente, dovrebbe essere instradata verso il bene comune; però il fatto che non ce lo diciamo noi, ma ce lo dica qualcun altro, che ha fatto due valutazioni, sia venendo da noi a vedere, sia portando le risultanze ad un tavolo di confronto con altri valutatori del bene comune a livello Triveneto, ci ha dato una soddisfazione, perché è venuto fuori, come potrete vedere, che siamo nel terzo livello, quello dei esperti, e poi c'è solo il quarto, quello dei leader.

Noi leader non vogliamo essere, ci va benissimo essere esperti, e migliorare anche poi strada facendo. Un approccio nuovo, che è quello di guardare al bene comune, non tanto come slogan, ma proprio sui singoli indicatori, e lì ci sono alcune tabelline che lo dicono; poi per ognuna di queste tabelline ovviamente abbiamo la descrizione delle motivazioni che i valutatori hanno dato, ma non ci sembrava il caso di fare un libro solo su questo.

Grazie per l'attenzione, buona lettura a chi vorrà leggerlo, e soprattutto se qualcuno ha qualche richiesta da fare nei prossimi giorni, quando vuole, noi volentieri siamo a disposizione, perché fare questa cosa è un impegno, ma pensiamo sia importante che tutti possano non leggere di Ecoambiente solo sui giornali, in cui c'è il titolo.... Abbiamo chiuso già 16 volte, ogni quattro mesi chiudiamo!

E invece le evidenze oggettive sono numeri, e poi ognuno può dare il giudizio che vuole, al di là del titolo del giornale. Grazie.

Intervento n. 248
Pagine 89–90
Punto 3

Relazione del Consigliere Delegato di ECOAMBIENTE S.r.l., Sig.ra Astolfi Ornella- Discussione”. Pag. 58 2

Direttore Generale ECOAMBIENTE Srl

Leggi intervento

La domanda tecnicamente è molto semplice, la risposta non è così semplice. Il primo dato di fatto è, quando uno ha una convenzione per una concessione di un impianto, se non paga, e comincia a non pagare una mensilità, ovviamente si crea da solo le premesse per la cessazione di quella convenzione.

E quindi, rispondendo anche a Vernelli, il non pagar starebbe a significare che Ecoambiente recede dalla gestione di un impianto, senza che su questo ci sia stato quello che serve prima: le idee chiare su quali sono le funzioni dell’impianto all’interno del ciclo integrato dei rifiuti. A questo punto la seconda domanda è: perché si è dato seguito a pagare così, senza colpo ferire, rispetto alla proprietà, che è quella del Consorzio? Non è vero che si è pagato senza colpo ferire.

Anche recentemente il Consiglio di Amministrazione, a proposito di una richiesta sottoforma di diffida da parte del Consorzio di pagare le fatture a scadenza, ha avuto modo di puntualizzare al Consorzio che noi stiamo pagando regolarmente, anche se ci sono i 15 giorni di ritardo rispetto alla cadenza fattura, ma che ci facciamo riserva esplicita sempre di andare a capire se questi soldi che sono stati versati erano o no dovuti, mancando proprio la controprestazione che sarebbe dovuta, perché non è che l’impianto è stato fermo, punto, quindi io avevo la seconda casa a Cortina d’Ampezzo, era un problema mio se ci andavo, oppure no, e me la usavo.

Il tema di fondo è che l’impianto necessitava di manutenzione straordinaria. La manutenzione straordinaria in tutto il mondo civile spetta al proprietario, e non al conduttore. Da questo punto di vista l’azienda a suo tempo aveva detto “qui c'è bisogno di fare una manutenzione straordinaria seria”.

Noi - nel passato è successo, l’abbiamo fatto in tante altre occasioni - siamo anche, come azienda, in condizione di fare dei ragionamenti per sopportare gli oneri finanziari, ma come tutti i conduttori se mi faccio carico di mettere su la caldaia non è perché metto su la caldaia, punto, mi vai a scalare dall’affitto, piuttosto che. E su questo Ecogest aveva una tradizione di investimenti su beni di terzi nel Consorzio assai rilevanti, non avevamo voglia di perpetrarlo senza un orizzonte industriale chiaro.

Da questo punto di vista, ripercorro solo brevemente le questioni che sono del periodo in cui poi c'era Presidente l’Assessore Paulon, l’azienda ha preso per mano il destino di Sarzano, collegandolo a quello della discarica, e dicendo “ma se noi abbiamo una gestione della discarica che va a ridursi di quantitativi e andiamo a gestire i rifiuti tendenzialmente in maniera migliore, siamo sicuri che l’impianto di Sarzano, quello attuale, quello che necessita di manutenzione straordinaria, ci serva ancora così come è stato concepito a suo tempo, quindi prima della raccolta differenziata?”.

Da questo punto di vista ci sono degli atti aziendali, che in parte abbiamo anche pubblicato sul sito, che sono disponibili a tutti, che andrebbero rivisti nella loro interezza, che dicevano “caro Consorzio, noi abbiamo fatto degli approfondimenti anche in Regione, la Regione per prima ci dice che questo impianto, così com’è, è obsoleto concettualmente”, perché è nato prima ancora che la Regione Veneto mettesse i nuovi obiettivi del 76% di raccolta differenziato.

Il 3 dicembre l’Assemblea di Ecoambiente ha deliberato di stare fermi rispetto a manutentare l’impianto così com’è, ma di elaborare un documento di cornice progettuale rispetto ad un destino diverso dell’impianto. 3 dicembre, Assemblea Soci di Ecoambiente.

Da quello è nato il famoso documento, preparato dal Consiglio di Amministrazione di Ecoambiente a gennaio, denominato “Obiettivo 76”, che non è un numero strano, è la percentuale di raccolta differenziata che indica la Regione Veneto come obiettivo, che diceva “se dobbiamo raggiungere il 76% di raccolta differenziata non dobbiamo investire dei soldi per trattare sempre meglio il secco, ma per trattare sempre meglio le raccolte differenziate, e cercare di avere un trattamento del secco che eventualmente, sempre secondo la logica della priorità dataci dall’Unione Europea e recepita dalla Regione Veneto, cerchi do non fare arrivare neanche un chilo di rifiuti in discarica, ma eventualmente il secco non riciclabile lo trasformi prima in combustibile da rifiuti, che ha una sua opportunità, per quanto residuale, come sostituzione di combustibili fossili, e quindi con tutti i discorsi di CO 2 e quant’altro”.

Su questo il progetto è stato presentato al Consorzio ed in Assemblea. Da allora Ecoambiente pervicacemente - scrive qualcuno - lo sta continuando a mettere all’ordine del giorno dell’Assemblea, perché siamo abituati così, che se c'è un argomento all’ordine del giorno viene discusso, e poi eventualmente cassato, ma non può e non essere discusso.

Se andate a verificare, nelle motivazioni della decadenza della gestione della discarica, in Consorzio ha citato espressamente il fato che Ecoambiente si sia presa la libertà di scrivere in un documento che servirebbe avere una progettualità diversa su Sarzano, e conseguentemente anche sui quantitativi da portare in discarica, che non è una progettualità, è un documento che dice “se dobbiamo arrivare lì, non possiamo arrivare di là”. Quindi una cosa ovvia.

Questo però la dice lunga sul fatto che in questo momento ci sia da parte di chi deve fare la programmazione forse poca considerazione di quelli che sono i suoi ruoli, come diceva il Consigliere Barinos. La questione quindi è assai ingarbugliata.

Per quanto riguarda quello che sta facendo Ecoambiente, Ecoambiente in questo momento, avendo ricevuto indicazioni di procedere comunque, perché se no non c'era la possibilità di garantire la filiera di smaltimento, perché questa era la richiesta della Provincia di Rovigo, in questo momento ha riavviato i lavori per la manutenzione straordinaria dell’impianto di Sarzano a spese proprie, il 1.600.000 previsto, che però, siccome noi abbiamo una convenzione per soli altri quattro anni, sarà messo in ammortamento in soli quattro anni, quindi con un’impennata dei costi anche scaricati sulla collettività, che abbiamo palesemente ritenuto a suo tempo non particolarmente astuto, ma tant’è, Ecoambiente è una società in house, le società in house devono parlare solo se interrogate, e se interrogate, dopo eventualmente obbedire comunque per la famosa regola del comunque.

Non so se sono stato abbastanza chiarificatore. Nel frattempo i 500.000 li stiamo dando con riserva.

22 marzo 2016

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

9 interventi
Intervento n. 51
Pagine 24–25
Punto 1

Relazione del Presidente di Ecoambiente SpA

Direttore Generale di Ecoambiente

Leggi intervento

Buongiorno. I dati sono variabili di giorno in giorno perché ovviamente la situazione si aggiorna. Adesso qua mi ero portato dietro solo la situazione aggiornata a fine mese febbraio, poi andiamo a fare ogni mese il rendiconto al Consiglio di Amministrazione e al Collegio Sindacale.

La situazione dello scaduto al 29 febbraio, visto che c'era un giorno in più, era di 6 milioni di insoluto da parte dei Comuni complessivamente e su questi, se vi interessava, l’insoluto da parte del Comune è zero nel senso che il Comune di Rovigo da molti mesi ormai ha preso l’abitudine di essere perfettamente puntuale su questo. Altri Comuni sono molto precisi e puntuali. Poi ovviamente se un Comune è fuori di 900 euro non fa testo, magari ci sono delle partite ancora di ricongiunzione con la ragioneria.

C’è qualche Comune che è un po’ più indietro e che può essere anche endemico, e su questo il Consiglio di Amministrazione ha fatto una lettera di sollecito: proprio alla luce dell’insoluto di febbraio, i solleciti sono stati recapitati ai Comuni, qualcuno ha risposto. Ci sono tanti Comuni, quelli che hanno... (Voce incomprensibile dall’Aula)

Intervento n. 52
Pagina 25
Punto 1

Relazione del Presidente di Ecoambiente SpA

Direttore Generale di Ecoambiente

Leggi intervento

No, 6 milioni non sono pochi.

Abbiamo delle esposizioni che possono essere anche abbastanza rilevante come l’Unione dell’Eridano che ha più di 500.000 euro, lì sappiamo che c'è un problema; l’Unione dell’Eridano ha assommato a sé i compiti di essere l’interfaccia di Ecoambiente nel 2015, poi dal 1° gennaio 2016 hanno deciso che non gli piaceva più questa impostazione, hanno ridato ai Comuni la competenza, per cui in questo momento non sanno più chi deve pagare avendo cambiato il meccanismo, e nel frattempo noi rimaniamo con i soldi appesi.

Lo dico così, tanto per darvi delle evidenze che la vita dà delle cose molto buffe. Abbiamo Rosolina che è un po’ indietro, 700.000 euro, al 29; Occhiobello con altri 700.000 euro, sto scorrendo velocemente; abbiamo 300.000 euro Castelmassa, Bergantino, Badia. Quindi ci sono varie situazioni che poi possono variare, perché poi magari il giorno che ti fanno il mandato di pagamento, arriva una botta grossa.

Di tutto questo, giusto per dare informazione visto che ogni tanto mi tocca leggere il giornale, mi tocca leggere anche delle esternazioni - vi do solo il commento tecnico ovviamente, tutto il resto non mi compete - ogni Comune ha della contabilità esattamente enucleata rispetto a quella di tutti gli altri, per cui il Comune di Rovigo, così come qualunque altro Comune della Provincia, non solo ha i servizi che paga esattamente per quello che costano nel loro Comune, e quindi non ci sono ripercussioni sui Comuni a porta a porta se a Rovigo si fa una raccolta diversa; quello che costa nel porta a porta costa con pro e contro, i pro per esempio che costa magari di meno lo smaltimento, e il contro che costa di più la raccolta, e Rovigo viceversa, ma ciascuno esattamente il suo; così come anche sulla parte finanziaria: i ritardi di pagamento di un Comune vengono a fine anno rendicontanti a quel Comune in maniera precisa e puntuale, che è un metodo assolutamente corretto.

Quindi per ogni Comune viene rendicontato il mandato di pagamento di ogni singola fattura, calcolati gli eventuali interessi che noi abbiamo dovuto sostenere in banca, e quindi poi viene chiesto a loro di contribuire in maniera precisa e puntuale. Lo dico solo per chiarezza, e ovviamente poi tutte le singole Amministrazioni Comunali ce lo chiedono anche questo rendiconto e possono anche allegarlo agli atti a fine anno. Grazie.

Intervento n. 84
Pagine 37–39
Punto 2

Approvazione delle modifiche al servizio di raccolta

Direttore Generale di Ecoambiente

Leggi intervento

Mi focalizzo su due o tre cose tecniche, poi magari, siccome avete avuto tutti la presentazione, abbiamo fatto volutamente un documento che sia poco mattonoso e quindi sintetico, per cercare di dare gli elementi più interessanti, però magari se avete qualche curiosità. Dico due cose sul fatto che questo tipo di, chiamiamoli cassonetti intelligenti, ormai sono abbastanza diffusi. Noi abbiamo fatto in questi mesi tutto un lavoro anche di screening per capire dove li hanno usati e cosa è disponibile.

Per esempio questo che abbiamo messo in questo documento è solo uno dei tipi. Noi andremo a fare, se l’Amministrazione Comunale vorrà, ovviamente una gara d’appalto per selezionare le caratteristiche tecniche ed economiche ottimali. Abbiamo visto, ve l’abbiamo anche messo, ci sono varie ditte che sono comunemente utilizzate in Italia e sono queste cinque, e quindi gente che ha già anche referenza di più di qualche anno su questo tipo di sistemi.

Siamo andati anche a vedere dove lo hanno utilizzato, possono essere interessanti per noi due esperienze venete, quindi nel nostro stesso contesto socio culturale diciamo così: a Belluno è più di qualche anno che sono stati inseriti questo tipo di contenitori e la raccolta differenziata ha raggiunto il 79%, quindi un dato sicuramente molto interessante, sicuramente molto superiore a quella che è oggi la raccolta differenziata che viene raggiunta nei Comuni porta a porta.

Nei Comuni porta a porta, Ecoambiente è nata che la raccolta differenziata era circa il 65%, l’abbiamo tirata su al 68, però dal 68 al 79 ce ne è di strada, e questo viene raggiunto con un sistema invece di tipo stradale. Venezia terra ferma, detta anche comunemente Mestre, aveva una raccolta differenziata molto bassa e con questo tipo di sistema sono al 68 oggi ma stanno crescendo ulteriormente.

E’ un modello quindi che va a privilegiare un certo tipo di scelta che sia anche a favor del lavoro, ricordiamocelo i lavoratori non devono tirare su i pesi, lo fanno i mezzi; è un sistema che va a lavorare anche sulla possibilità nel futuro, una volta a regime, di introdurre la tariffa puntuale; di tariffa puntuale si sente parlare spesso, è un obiettivo che aveva messo ahimè nel 98 ancora il Ministro Ronchi quando ha fatto la sua grande modifica, però poi da allora ha trovato delle difficoltà ad essere attuata.

Solo in alcuni territori viene fatta la raccolta puntuale. Con questo sistema sarà possibile arrivarci, ovviamente è una scelta di tipo politico, però la premessa tecnica c’è.

Dove lo hanno implementato, c'è stato un bel fenomeno, cioè la condivisione forte della cittadinanza che, più che venire sanzionata se si comporta male, come diceva il Presidente si può vedere quando uno ha conferito, ma più che altro si capisce che il sistema è sottocontrollo e quindi, quando la gente percepisce che il sistema è sottocontrollo, diventano più spontanei dei comportamenti positivi e corretti, mentre quando il sistema non è sottocontrollo, magari qualcuno passa all’incrocio, dice “Vedo che c'è il vigile all’incrocio, allora aspetta che rispetto meglio gli stop”.

E’ una cosa abbastanza chiara. Il sistema a tesserina è un sistema molto leggero, in maniera tale che non sia appesantito, non ci sono codici da dover ricordare o pin. Basta avvicinare il tesserino, e da questo punto di vista viene abilitata l’apertura della portella.

Il sistema non è sofisticato da pesare quant’è il sacchetto, perché se no diventerebbe una bilancia da farmacista; è un sistema invece che va ad abilitare un conferimento di un certo volume massimo, quindi va per volume e dice “Tu mi apri, ci metti dentro il sacchetto e lo chiudi. Se però per caso non metti dentro niente e lo chiudi, lui conta sempre un vuotamento”.

Questa è la semplificazione per rendere molto efficace il sistema e anche per evitare delle devianze che in alcuni casi ci sono state, dove hanno messo la pesatura, soprattutto anni addietro: se veniva dato un premio perché veniva raccolto tanto rifiuto, c'era la gente che ci metteva il rifiuto bagnato per far pesare di più, o cose di questo tipo.

Qui invece si fa una cosa molto tranquilla: ogni sacchetto ha una sua volumetria, la volumetria è variabile dai sistemi, tra 35 e 45 litri, e quindi è il sacchetto che c'è nel sottolavello del secco. E’ dimensionato per un raccolta del secco che sia molto limitata. Il secco, come diceva prima il Presidente, di fatto è molto poco se uno non ci mette dentro delle cose diverse .

Ci sono delle difficoltà che derivano un pochino dall’approccio culturale, qualcuno che pensa di fare bene e magari si sbaglia perché non ha informazione, ma tante volte siamo presi un po’ dalla fretta. Dovremo lavorare su questo per convincere tutti i cittadini. Dico due cose su quello che è il lavoro che è stato fatto.

Ringrazio i collaboratori, abbiamo costituito un gruppo di lavoro quando il Sindaco ha dato l’imput a scegliere a livello progettuale, perché voleva chiudere per i tempi di approvazione anche del piano finanziario, quindi è stato già fatto tutto uno screening piazzola per piazzola per vedere quale poteva essere l’impatto ottimale sulla città, nei quartieri, nelle frazioni e in centro storico. Ovviamente tutto ciò non lo possiamo decidere autonomamente noi.

Se ci sarà il via libera del Consiglio Comunale, partiranno dei gruppi di lavoro, sia con il Comando di Polizia locale, sia con i lavori pubblici.

Quindi noi non abbiamo la potestà di decidere, ma volevamo fare un progetto che non fosse esecutivo ma che fosse già misto tra preliminare e definitivo, per poter fare delle proposte concrete, e quindi abbiamo elaborato anche frazione per frazione, quartiere per quartiere, in base alle utenze domestiche, quante sono le isole che andremo a posizionare, ed è venuto fuori un rapporto abbastanza interessante di circa 40 utenze per ogni contenitore, 40 utenze domestiche.

Dovremmo lavorare sicuramente anche molto per quanto riguarda le utenze non domestiche, continuando a spingere l’approccio portato avanti in questi anni, che è quello di fare dei servizi personalizzati per le utenze, soprattutto quelle grosse, ovviamente la tabaccheria potrebbe avere poca necessità di avere delle filiere di raccolta presso di sé. (Voce incomprensibile dall’Aula)

Intervento n. 85
Pagina 39
Punto 2

Approvazione delle modifiche al servizio di raccolta

Direttore Generale di Ecoambiente

Leggi intervento

40 famiglie, non persone, utenze. Come diceva il Presidente, il risparmio strutturale sarebbe di circa 700.000 euro che sono così composti: ci sarebbero minori costi di raccolta per circa 150.000 euro rispetto all’attuale, perché andiamo a semplificare un attimo la collocazione dei contenitori, però dobbiamo spendere dei soldi di investimento che sono circa 150.000 euro l’anno, quindi questa partita andrebbe a neutralizzarsi.

Tutto il vantaggio ce l’abbiamo ambientalmente perché raccogliamo meno secco, ed economicamente perché smaltiamo meno secco che, come avete capito, costa parecchio. Potrebbe avere degli effetti collaterali sulla tenuta dei discorsi che si facevano nel punto precedente, perché ovviamente questo sistema prevede a regime di voler raggiungere l’obiettivo del 76% che ci dà la Regione, e porterebbe quindi a dimezzare la quantità di secco che oggi il Comune di Rovigo sta producendo.

La quantità di secco è più di 12.000 tonnellate. Noi andremmo ad avere un tendenziale di produzione che è inferiore alle 6.000 tonnellate l’anno, quindi andrebbe a dimezzarsi la quantità di secco. Questo sarebbe comunque un obiettivo da perseguire, a prescindere da questo sistema, cioè è uno dei vincoli che ci pone la Regione, un obiettivo da raggiungere entro il 2020.

Non manca molto tempo, è meglio non pensarci nel 2019 sperando in una proroga. E’ meglio attivarsi perché è una cosa virtuosa a prescindere. Da questo punto di vista dobbiamo fare tante cose, quindi i tempi del progetto mi paiono forse interessanti.

Se venisse dato il via libera a questo progetto, noi dobbiamo muoverci innanzitutto per la gara d’appalto per definire il prodotto e poi per avere i tempi di fornitura, definendo nel frattempo con la Polizia locale le posizioni delle isole, con i lavori pubblici eventuali infrastrutturazioni. Come sapete, in giro per Rovigo ci sono dei cassonetti che sono sull’erba ancora, nei cigli. Sarebbe venuto il momento, ora passata voglio dire, di spendere due lire a fare una pavimentazione più decorosa.

Dopodiché dobbiamo andare a posizionare i cassonetti, ridislocare un po’ le isole, ma soprattutto far partire una grande campagna informativa. Non possiamo attendere l’autunno. Dobbiamo partire a maggio se vogliamo creare il clima giusto, l’informazione giusta, la condivisione.

L’esperienza, ne parlavo prima con l’ex Assessore Romeo, con cui ho lavorato per tanti anni, è un elemento fondamentale. E’ fondamentale un po’ sempre, però mentre i sistemi porta a porta hanno anche un grado di cogenza tale per cui uno è obbligato, mi passano quel giorno lì, io gli metto fuori la roba o niente, con i cassonetti c'è bisogno di un po’ più di condivisione con la gente, e questo percorso, quando è stato fatto, ha dato dei risultati positivi. Quindi io confido.

Bisognerà fare serate informative nelle frazioni e nei quartieri, sensibilizzazione nelle scuole, coinvolgimento anche con il mondo associativo, ambientalista o anche non ambientalista, perché poi ci sono tantissime realtà a Rovigo che sono sensibili su questo.

Bisogna lavorare con del materiale illustrativo, e bisogna creare anche degli eventi pubblici per far capire a tutti che su questa cosa, non voglio dire l’Amministrazione, voglio dire l’intero Comune, la macchina comunale, e quindi per questo mi sembra molto positivo che ci sia il Consiglio Comunale che si debba esprimere, non è una cosa tecnica, è un qualcosa di più. Io mi fermo, grazie.

Intervento n. 93
Pagine 42–45
Punto 2

Approvazione delle modifiche al servizio di raccolta

Direttore Generale di Ecoambiente

Leggi intervento

Le informazioni tecniche le do, poi se il Presidente vuole aggiungere qualcosa, perché è un po’ ampio il livello di domande. Provo a dare delle risposte secche sull’attuale, e poi sul progetto. L'occasione è gradita per dire che noi la raccolta differenziata la facciamo veramente; la leggenda metropolitana che la gente raccolga la carta, la mette nel cassonetto, e poi dal cassonetto andiamo in discarica, a parte che non stiamo andando in discarica, stiamo andando in termovalorizzatore, non è realistica.

Invito, chi volesse, a seguire (come ha fatto mi pare due anni fa una giornalista di un quotidiano locale) il camion che svuota il cassonetto della carta, per vedere, e ci ha seguito fino in cartiera, a Cavanella Po. Voi sapete che Cartiere del Polesine ha due impianti, quello più nuovo è a Cavanella Po, perché quell’altro invece è quella vecchia. Noi portiamo lì tutta la carta del Polesine, tutto il cartone e tutta la carta.

Lo facciamo perché è una piattaforma COMIECO, il Consorzio Nazionale degli Imballaggi ha identificato quella come piattaforma. Noi siamo fortunati, abbiamo una piattaforma nel nostro territorio provinciale, quindi abbiamo anche costi di trasporto abbastanza bassi. Lì, quando arriviamo, ci pesano, perché poi ci devono dare dei soldi.

Quindi il fatto che ci diano dei soldi per della roba che si comprano mi pare una testimonianza sufficientemente veritiera che gliela abbiamo data questa carta, non sono una Onlus che ci darebbero dei soldi se non gli portassimo della carta buona, e quindi noi abbiamo dei ricavi, dei ricavi abbastanza elevati sulla filiera della carta a livello provinciale, tiriamo su 900.000 euro l'anno. Tutti questi dati poi sono pubblici nel nostro sito, nel bilancio di sostenibilità.

E poi dopo, invece, nel piano finanziario di ogni Comune (mi pare che sia calendarizzato nel prossimo Consiglio Comunale del 30 o del 31), tra gli allegati ci sono anche tutti i dati di ricavo per ogni singola cosa rispetto alle quantità dell’anno precedente, cioè del 2015.

La nostro sfera di cristallo presuppone che l'anno 2016 vada come il 2015, poi a fine anno si fa il conguaglio: se le tonnellate di carta sono state un po’ di più si va a conguaglio e si dà un ritorno positivo al Comune, Non Rovigo, tutti i 50 Comuni; se invece hanno raccolto per caso un po’ di meno dell’anno prima, c'è un conguaglio negativo, perché la contabilità viene fatta su dati precisi degli impianti, validati peraltro dalla Regione Veneto, che fa i suoi controlli.

Lo dico perché è importante che la gente sappia che noi la facciamo, e la facciamo per bene. Forse è per questo che non siamo a livelli del 99%, quelle sono delle cose da percentuale bulgara, che lasciavano un po’ a desiderare pensare che tutti il 99% dei bulgari andassero a votare. Da noi è al 60%, e cala anche, perché non sono numeri taroccati, sono numero veri.

La qualità. Anche su questo noi abbiamo una situazione dove nel secco c'è molta roba buona, l’abbiamo visto prima, ma invece nella differenziata non c'è tanta roba cattiva, cioè chi la fa tutto sommato la fa bene, ha capito abbastanza. Le analisi merceologiche che ci fanno agli impianti quando ricevono attestano che siamo sempre rimasti a Rovigo, come anche nei Comuni porta a porta, all’interno dei parametri di penalizzazione.

Questo vuol dire che tutto sommato possiamo essere abbastanza soddisfatti; potrebbe essere ancora migliore, ovviamente, però non siamo in una situazione in cui viene respinto il carico perché c'è troppa impurità. Siamo anche abbastanza messi bene, soprattutto sulla carta, che è più buona della plastica, per quanto riguarda proprio la qualità intrinseca. Quello che non funziona è il secco.

Vuol dire che chi fa la raccolta differenziata della carta la fa bene; chi non la fa, non la fa, e la mette tutta nel secco. Noi adesso ci dobbiamo rivolgere a questa percentuale di cittadini, che può spostare di molto il conto complessivo della faccenda. Questa è un’informazione.

La seconda. Non è che noi non facciamo controlli sui conferimenti, perché poi non occorre andare la mattina a vedere chi scarica, ogni tanto li vediamo anche la mattina, noi siamo fuori dalle 5,30, quindi li vediamo, e anche la sera fino a tardi. Vediamo anche il risultato quando lo raccogliamo, e si vede benissimo che non sono rifiuti di utenze domestiche, ma sono rifiuti di utenze non domestiche.

Qui c'è un fenomeno, che è anche legato a delle altre questioni: il fenomeno dei lavori in nero portano sì che ci siano degli artigiani che non possono avere una loro filiera di smaltimento, perché non esistono, e sto parlando non solo di Rovigo, quindi poi hanno la necessità di andare da qualche parte a smaltire, perché non possono avere il servizio nella loro azienda, alcune volte non c'è neanche l’azienda; oppure hanno dei regimi fiscali per i quali hanno paura di essere controllati, perché questo testimonierebbe un volume di fatturato che magari non si evince da altri documenti contabili.

Ecco che allora c'è un po’ di questo fenomeno. Questo sistema qui, andando ad intercettare questa necessità di conferire nei cassonetti, rende più evidente se uno vuole conferire in maniera scorretta, perché non potrà più metterlo nel cassonetto, dovrà metterlo fuori del cassonetto, dovrà abbandonarlo per strada?

Dove sono stati implementati questi sistemi si è visto che è stata un’efficace azione anche di contrasto al conferimento illegale dei rifiuti, così come, dovendo distribuire i tesserini ai cittadini, sono venuti fuori spontaneamente tutta una serie di persone che hanno detto: “Ah, caspita, a me non arrivava la bolletta, però tutto sommato mi rendo conto, e allora adesso che devo prendere il tesserino mi regolarizzo”.

Per quanto riguarda i costi del progetto, quando facciamo la progettazione dei servizi, e su questo Ecoambiente ha anche le certificazioni, ad esempio la 9000, sulla qualità del servizio abbiamo la progettazione che segue gli standard internazionali, andiamo a fare le simulazioni in base alla densità abitativa, alla collocazione delle utenze e al tempo che è necessario per fare la raccolta porta a porta, piuttosto che quella a cassonetti, e riusciamo a fare della progettazione, che è abbastanza buona, su tutti i Comuni che serviamo.

A luglio abbiamo cominciato a lavorare su una frazione pilota, abbiamo scelto quella di Grignano, perché forse sufficientemente distante da altre frazioni per essere facilmente enucleabile, ed abbiamo rilevato esattamente quanti erano i costi del servizio attuale, solo di raccolta, quindi senza lo smaltimento di rifiuti che potevano essere raccolti presso l’ecocentro, oppure di quelli raccolti a domicilio come gli ingombranti, proprio la raccolta quella da isole: secco, carta, plastica e umido.

Abbiamo fatto la ricognizione di cosa veniva a costare la raccolta, e poi quali erano i ricavi di quello che guadagnavamo con la differenziata e quanto erano i costi invece di smaltimento del secco e dell’umido.

Poi abbiamo fatto la stessa comparazione nell’ipotesi di passaggio porta a porta, ed abbiamo visto che il costo di raccolta aumentava non del 20, del 40, ma poi c'era un miglioramento ovviamente dato da minor quantità di secco, che è attesa nel caso di passaggio porta a porta, e un po’ di aumento nella raccolta differenziata, quindi maggiori ricavi. Alla fine è venuto fuori quel numero lì, dello studio vi abbiamo messo solo i risultati, un più 20%.

Questo più 20% ha dato un po’ un significato alle scelte dell'Amministrazione, che cerca di raggiungere l’obiettivo di migliorare la performance ambientale, senza peggiorare quella economica a carico dei cittadini. Mentre il sistema che vi abbiamo presentato è famoso per essere definito a calotta. Calotta perché è qualcosa che viene aggiunto al coperchio del cassonetto.

Il sistema a calotta, mediamente, rispetto a quelli che sono i parametri degli altri territori che abbiamo analizzato, portava ad un risultato che era ridotto del 6% su Grignano. Poi, se guardate, in questo momento siamo saliti quasi al 9% facendo tutta la città, perché ovviamente si mettono in pista delle economie di scala e delle sinergie, che hanno anche migliorato questo risultato. Però già quel meno 6% aveva portato l'Amministrazione Comunale a dirci “lavorateci sopra ancora un po’”.

Nei numeri che sono stati allegati, e che poi sono anche quelli che fanno parte del corredo dell’ipotesi finanziaria del piano, sono considerati gli investimenti, che hanno un ammortamento decennale, e quindi i cassonetti che andremo a comprare nuovi avranno una durata di 10 anni; l'investimento quindi viene spalmato su 10 anni, quindi i cittadini se lo pagano tutto, ma non se lo pagano tutto in un anno solo, ovviamente.

Come tutti gli investimenti che facciamo, siano camion, siano impianti, siano cassonetti, anche i contenitori del porta a porta quando vengono consegnati ai cittadini vanno in ammortamento, in maniera tale che siano spalmati su un numero di anni utile a far diventare stabile il costo del servizio di raccolta, più la quota di ammortamento.

Da questo punto di vista, quindi, è indicato che noi ipotizziamo circa 150.000 euro l'anno di quota di ammortamento per dieci anni, 150.000 euro l'anno di minori costi proprio del giro dei camion e di costi del servizio di raccolta; tutto il grosso sarà, appunto, quello che risparmiamo di smaltimento del secco, e guadagniamo invece di valorizzazione della raccolta differenziata.

Sul tema della valorizzazione della raccolta differenziato diceva il Presidente, che abbiamo scritto, pensiamo di fare un primo passaggio, che è quello di mantenere vetro, plastica e lattine insieme, perché mettere un ulteriore contenitore in questo momento voleva dire fare un certo tipo di lavoro anche sulla città, che ci diventava un po’ difficile. Stiamo cercando di vedere di ristrutturare le nostre filiere, perché in questo momento vetro, plastica e lattine vengono portate a Mestre, dove vengono selezionate.

Cerchiamo di raggiungere l’obiettivo di avere delle filiere che diano più valorizzazione, tenendo il vetro separato dalla plastica, e poi magari proveremo a mettere anche l’ulteriore cassonetto, sempre perché l’obiettivo deve essere quello di avere maggior raccolta differenziata, maggiore riciclo, ed anche un ritorno economico.

Il ritorno economico non potrà mai portare a non pagare più la bolletta, questo è un obiettivo irraggiungibile, però pensare che in questo momento noi stiamo guadagnando troppo poco è sicuramente vero; vorrei dire che invece stiamo spendendo troppo, e questo è veramente molto vero, perché abbiamo troppo secco nel Comune di Rovigo, poi quando si fanno le statistiche si sbaglia a dividerlo per il numero di abitanti, perché quando io prendo tutto il secco che raccolgo e lo divido per 52.000 abitanti sembra che a Rovigo gli abitanti producano il doppio del secco di quelli di Pontecchio.

In realtà non solo a Rovigo ci sono dei servizi che producono dei rifiuti, pensiamo all’ospedale, alla Provincia, alla Prefettura, Tribunale, abbiamo dei servizi da capoluogo di Provincia, ma poi abbiamo anche l'immigrazione, quella che viene dentro, quindi alla fine i parametri sballano.

Noi dobbiamo cercare di lavorare su tutti questi fronti, e quindi andare a dare un servizio più preciso e puntuale ai cittadini con il tesserino, alle grandi utenze con dei contenitori dedicati a loro serve anche a fare ordine, e ritornare un po’ di più sullo spirito che ci aveva dettato la normativa italiana ai tempi del Decreto Ronchi, che era quello di cercare di tendere ad una tariffa puntuale, secondo il principio comunitario che ognuno deve pagare per quello che inquina.

La raccolta differenziata è calata negli ultimi tre anni. Ci possono essere due o tre concause, sicuramente secondo me un po’ tutte e tre quelle che vi dico adesso. Una è oggettiva.

Noi abbiamo avuto da due anni e mezzo a questa parte la cessazione di un rapporto contrattuale con una ditta che storicamente raccoglieva il cartone su Rovigo; raccoglieva il cartone su Rovigo per ASM. Questa ditta ha avuto il recesso da parte di COMIECO, che gli ha tolto la qualifica di piattaforma, e quindi noi abbiamo dovuto riconvertirci.

Questa ditta non ha chiuso, ha cominciato a lavorare su libero mercato, e quindi in concorrenza rispetto all’operatore pubblico, perché è legittimo che ci sia la raccolta cartoni presso le utenze non domestiche, negozi, supermercati, che se vogliono possono dare a privati il cartone; lo devono fare in dei modi precisati dalla normativa, ma lo possono fare.

Noi abbiamo avuto più che il dimezzamento della quantità di cartone che stiamo raccogliendo oggi rispetto a tre anni fa, e siccome le tonnellate erano parecchie, una parte proprio numerica, secca, si vede. E’ cartone che noi non intercettiamo più. Siccome il cartone poi fra l'altro dava anche dei soldi, questa è stata anche una difficoltà economica.

Il secondo motivo è sicuramente legato al fatto che abbiamo mollato sulla comunicazione. La comunicazione da parte di Ecoambiente non è stata il nostro forte nella condivisione con i cittadini. E’ stata il nostro forte su altri fronti, mi sa che siamo stati sul giornale quasi tutti i giorni, e io quando la mattina vedo che sulla rassegna stampa non ci siamo mi domando come mai non ci siamo, “è un giorno strano che non c'è un titolo!”.

E’ che erano tutti titolacci, ed io dico “se la cittadinanza deve condividere un processo e legge sul giornale che c'è della confusione, che si disamori delle tematiche di raccolta differenziata mi sembra il minimo”. Cosa si può fare per controbilanciar questo? Non lo so.

Noi siamo qui a proporvi un percorso tecnico; per fare il percorso tecnico bisogna andare in piazza e spiegare ai cittadini che vale la pena di farla questa differenziata, però, ve lo dico subito, se contemporaneamente sui giornali si leggerà che siamo tutti dei pazzi, la gente non capirà questi due messaggi controproducenti l’uno contro l'altro, e su questo servirebbe un po’ più di condivisione, al di là delle libere opinioni, perché poi mi sembra che molto spesso stiamo parlando di cose molto tecniche, in cui magari quelli che parlano ogni tanto straparlano, quando invece sarebbe molto interessante che facessero delle domande, invece che delle affermazioni.

Io dico che non ne so ancora tanto da poter dare risposta sempre su tutto, mentre vedo che qualcun altro risponde sempre su tutto! La terza questione è che abbiamo fatto un lavoro sul porta a porta nel resto della Provincia, e nel resto della Provincia, tra cui anche la cintura intorno a Rovigo, abbiamo spinto per aumentare la raccolta differenziata.

Abbiamo fatto una rimodulazione, per esempio, della raccolta del secco, che ha portato su la percentuale di raccolta differenziata, come vi dicevo, dal 65, che era molto bassa per essere porta a porta, perché a Rovigo con i cassonetti eravamo arrivati al 62, quindi sembrava non valerne neanche la pena, invece abbiamo cominciato a mettere un po’ a posto una serie di cose.

Ovviamente abbiamo notato che è aumentato il fenomeno della migrazione, perché quando tu cominci a mettere delle regole più precise, e il porta a porta, se uno ti mette il sacchetto con dentro... glielo lasci lì. Lui il giorno dopo non è che la fa meglio, dice “beh, di là dalla strada ho in cassonetti di Rovigo, quasi quasi faccio due passi”. Quindi la prima cintura ha avuto un incremento dei conferimento abusivi.

Io mi ricordo, perché ormai sono dieci anni che qua ci lavoro, che avevamo fatto tempo addietro anche dei lavori di vigilanza con delle telecamere; anche su quello molte sono le soluzioni che si possono voler attuare.

Io dico che, invece di andare a filmare chi viene, bisogna cercare di rendergli la vita difficile, anche con una condivisione dei cittadini, perché se tutti siamo convinti che a Rovigo non si deve venire a portare i rifiuti, poi le cose secondo me possono migliorare, come sono migliorate negli altri posti, senza dover mettere sistemi di Polizia particolarmente sofisticati. Un di controllo però serve, e un po’ di sistema sanzionatorio sarebbe opportuno.

Intervento n. 115
Pagine 55–57
Punto 2

Approvazione delle modifiche al servizio di raccolta

Direttore Generale di Ecoambiente

Leggi intervento

Solo brevemente, per togliere un dubbio che può avere avuto il Consigliere Menon relativo al fatto che non abbiamo particolare voglia di comprare delle cose nuove per spendere dei soldi, che sono dei cittadini, e metterli nel piano finanziario, do solo due elementi, che dovreste aver colto, ma forse sono stati un po’ annegati nei numeretti, pur riassuntivi. Noi abbiamo ipotizzato di sostituire i cassonetti del secco con questi di nuova tecnologia, ma riducendone il numero.

Abbiamo ipotizzato di mantenere tutti i cassonetti attuali della raccolta differenziata, quelli della carta e quelli del VPL, non di sostituirli per il gusto di sostituirli, ma di portarli a fine vita.

Abbiamo ipotizzato anche che tutti quelli del secco non verranno rottamati, ma verranno riutilizzati per dedicarli alle aziende, dove vi dicevo che dovremmo andare a dare dei servizi per implementare la raccolta differenziata, e quando il cassonetto sarà dentro il recinto di un’azienda con sopra scritto “imballaggio in plastica”, anche se è di colore grigio si riuscirà comunque ad avere la raccolta differenziata, quindi dietro c'è un ragionamento che cerca di risparmiare.

Così come, giusto perché lo abbiate chiaro, questo tipo di sistema mantiene la nostra conformazione della flotta mezzi, mentre passare al porta a porta vorrebbe dire spendere moltissimi soldi per comprare tutte le vaschette piccole, dover assumere un sacco di gente per poter fare le cose, quindi c'erano anche dei impatti molto sul lungo periodo; quando hai assunto il dipendente ed hai comperato i mezzi poi dopo non è che puoi dire “ho fatto una prova di sei mesi, mi sono sbagliato”.

Abbiamo dovuto ponderare parecchio prima di farvi questa proposta. Sarebbe stato più semplice dire “facciamo come il resto della Provincia, la soluzione è la stessa”. Non mi pare che ad Adria siano soddisfatti di avere un sistema porta a porta in una città che ha una densità abitativa molto elevata, come diceva prima il dottor Mella.

Ci sono delle risposte diverse che vanno effettuate. A me sembra che già nel 2004 l'Amministrazione a suo tempo avesse valutato se per caso era meglio fare il porta a porta, e prima che io arrivassi gli erano stati fatti dei conti da ASM, che dicevano che c'era un incremento del 30. Adesso noi li abbiamo rifatti, l’incremento è del 20.

Sempre un incremento sostanzioso sarebbe ai cittadini. Qui noi stiamo dicendo, nei nostri conti avete letto almeno 700.000? Cosa vuol dire almeno?

Che siamo stati prudenti? Quant’è il piano finanziario del Comune di Rovigo? 7 milioni di costi di Ecoambiente.

Noi stiamo dicendo che con questa cosa, al netto del costo degli investimenti, tendiamo a risparmiare un 10%. Non è un’operazione di quelle che la stiamo vendendo così in maniera pubblicitaria, perché 700.000 euro sono una svalangata di soldi, ma è solo il 10% di quello che costa una svalangata di soldi tutto il piano finanziario del Comune di Rovigo. Quindi è un’operazione in cui noi ci stiamo mettendo la faccia, e quindi chi ne risponderà?

L’azienda, sta venendo qui. Non abbiamo detto all’ingegner Cavallaro “relaziona del nostro progetto”. Siamo venuti qui perché ci crediamo, ci abbiamo ragionato parecchio.

Anzi, volevo dirvi che i collaboratori che ci hanno lavorato mi pare che ci abbiano messo molto impegno, perché credevano sul fatto che questo sia anche un po’ un pretesto, un pretesto per cambiare le cose in maniera significativa, e chiamare tutti ad essere reattivi.

E quindi la comunicazione e le iniziative, poi dopo a cascata ci sono un sacco di dettagli, il Consigliere Romeo diceva se si possono fare degli incentivi; qui andiamo sul difficile perché sapete che la bolletta adesso è un tributo comunale, e quindi ha dei vincoli e delle rigidità che andranno studiati dall’Amministrazione, non è più Ecoambiente che può farlo.

Però è chiaro che la comunicazione, non per niente abbiamo detto che deve cominciare subito, perché è da calibrare proprio sull’obiettivo, e se l’obiettivo è “con questo sistema vogliamo arrivare al 76%”, dire “facciamo un anno di campagna per vedere se riportiamo la raccolta differenziata al 62%”, e poi fra un anno diciamo “adesso possiamo partire a dire...”, vabbé, avremo perso un anno, un anno e mezzo, ma l’obiettivo è sempre il 2020. Poi diventerà più difficile.

Noi abbiamo deciso, dopo tanti mesi, di gettare il cuore oltre l’ostacolo, e di crederci. Adesso tocca a voi. Le isole ecologiche interrate.

Ne avevamo parlato anche quando erano stati fatti degli importanti lavori nel Comune, dal Corso del Popolo a Piazza XX Settembre.

Queste cose costano molto, ma con questo sistema sono compatibili, cioè non c'è che, scegliendo questo sistema, noi escludiamo l'altro, perché ormai l’elettronica, sapete, è molto duttile, e quindi noi potremmo avere che con il tesserino riusciremo ad aprire anche la torretta che dà la possibilità di conferire in un’isola interrata, quindi se l'Amministrazione Comunale nei suoi prossimi lavori, qualora avesse delle ristrutturazioni, intende mettere un contenitore compattante interrato, si potrà assolutamente rendere compatibile con questo sistema.

Finisco per parlarvi di mia mamma, che abita a Belluno, che ha 79 anni, che usa la tesserina, e che ha cominciato a fare la raccolta differenziata in maniera molto, molto più stringente da quando gli hanno dato questo sistema, perché è stata responsabilizzata sul fatto che il secco era diventato un problema, che lei doveva andare a conferirlo, denunciando la volontà di conferire un sacchetto alla volta, e quindi si è sentita investita di una cosa della quale magari prima non aveva colto, quindi faceva un po’ di differenziata, ma non la faceva spinta spinta, mentre con questo nuovo sistema è stata chiamata, coinvolta, e quindi anche le persone anziane hanno avuto un risultato positivo.

Ve lo dico solo come esperienza personale, ma mi sembrava utile alla discussione.

Intervento n. 210
Pagina 77
Punto 3

Approvazione della convenzione per la costituzione....” Pag. 63 2

Direttore Generale di Ecoambiente

Leggi intervento

Solo una puntualizzazione al Consigliere Menon: se la sua valutazione è che ci sia uno scontro di potere, lo faccia; se poi però questo scontro di potere si cala a due persone, e una sono io, beh, allora.... (Voce incomprensibile dall’Aula)

Intervento n. 211
Pagina 77
Punto 3

Approvazione della convenzione per la costituzione....” Pag. 63 2

Direttore Generale di Ecoambiente

Leggi intervento

Ci sto a precisare: non sono affezionato al mio posto, visto che così mi pare di aver sentito; io sono in un posto che è il mio finchè faccio l’incarico da Direttore Generale, sono assunto a tempo indeterminato in Ecoambiente, ho avuto un incarico a seguito di un bando interno, scade quando scade. Quando scade finisco di fare il mio incarico; fino al giorno prima penso di dover fare tutto quello che sto facendo, perché è mio dover farlo.

Poi le considerazioni sono che qui non ci sono attaccamenti a sedie o a scontri di potere, perché se no debordiamo un attimo dal tema. (Voce incomprensibile dall’Aula)

Intervento n. 212
Pagine 77–78
Punto 3

Approvazione della convenzione per la costituzione....” Pag. 63 2

Direttore Generale di Ecoambiente

Leggi intervento

No, io non devo decidere niente. In caso di fusione, che non so cosa vuol dire, che non so cosa vuol dire, a me, come mi è stato chiesto di farlo, e stavo bene anche senza, torno a star anche senza, tranquillissimamente, a riprova dei fatti.

21 aprile 2009

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

3 interventi
Intervento n. 153
Pagine 55–57
Punto 6

ASM SPA: presentazione Piano Industriale - Illustrazione politica dei rifiuti a livello comunale e prospettive provinciali (Su richiesta da parte di n. 10 Consiglieri Comunali ai sensi L. 267/2000,art. 39, 2° comma)

Direttore Divisione Ambiente ASM Rovigo SPA

Leggi intervento

Buonasera. Molto brevemente, dopo la presentazione del Presidente, vi faccio una carrellata sui servizi d'igiene ambientale, visto che la serata aveva anche come focus, oltre il Piano Industriale, capire qualcosa di più sui servizi ambientali.

Il Consiglio Comunale ha approvato recentemente anche il Piano Finanziario, quindi quella è stata già un'occasione nella quale siete venuti a contatto con le tematiche specifiche, ho provato a dare qualche elemento ulteriore di riflessione, e poi eventualmente se ci sono domande o approfondimenti ovviamente sono qui.

Dal punto di vista, quindi, molto pratico, noi abbiamo una galassia di servizi che ogni tanto sfuggono ai cittadini e sfuggono anche tante volte a noi, e che quindi mi sembra giusto ricapitolare brevemente. Una parte sono i servizi della cosiddetta igiene ambientale a livello urbano, quindi collettivo, e come vedete ce n’è una pluralità che molto spesso sfugge alla normale valutazione.

Abbiamo i servizi di spazzamento proprio delle strade, che sono meccanici, sono manuali, recentemente abbiamo ristrutturato anche quelli delle frazioni, perché in occasione 56 dell'approvazione del nuovo Regolamento era stato richiesto di avere un impegno maggiore anche sulle frazioni.

Abbiamo lo spazzamento di mantenimento, che è quello che viene fatto il pomeriggio dei giorni feriali e festivi, per mantenere sempre il centro storico e i punti principali della città puliti, con un impegno notevole anche sul cambio cestini. Ma fa parte dei servizi d'igiene ambientale collettiva anche la pulizia dei mercati, quello del martedì, quello del giovedì e quello del sabato, il sabato in Commenda oppure a Grignano.

Ci sono le pulizie stagionali, la raccolta delle foglie piuttosto che le pulizie in occasione di primavera con le infiorescenze e i piumini dei pioppi. Sono tutte stupidaggini che ci impegnano con delle programmazioni particolari. Abbiamo la raccolta dei rifiuti abbandonati, questo è un servizio molto generico ma molto pesante, vuol dire riuscire a intercettare cumuli abusivi, discariche abusive e piccoli rifiuti abbandonati.

Abbiamo la raccolta siringhe, per fortuna non è un fenomeno diciamo molto esteso, non ha avuto delle dinamiche espansive in questi ultimi anni, però è necessario avere un servizio puntuale e quindi una piccola organizzazione per farvi fronte. Quando arriva la segnalazione bisogna che intervenga in minor tempo possibile, pochi minuti, qualche ora al massimo. Lavaggio strade e portici, distinto dal lavaggio strade e parcheggi, sembrano due cose diverse.

Una sarebbe il servizio strutturato per la pulizia dalle deiezioni dei colombi, dal guano, e quindi questo è un servizio che è stato ulteriormente potenziato negli ultimi anni; attualmente è fatto con cadenza tre volte alla settimana, in tutta una serie di vie, di portici in cui si presenta il fenomeno.

E invece il lavaggio strade e parcheggi è un servizio che viene fatto occasionalmente su necessità; l'ultimo che abbiamo fatto è stato subito dopo la Fiera di ottobre, tutto il centro storico è stato lavato, perché ovviamente quelli sono giorni in cui già solo le frittelle hanno dato magari una vivibilità diversa alla pavimentazione del centro.

Abbiamo la pulizia delle deiezioni canine, c’è la fotografia della moto, è stato un servizio diciamo inventato tre anni fa e che è molto utilizzato, cioè la moto lavora tre ore al giorno tutti i giorni, e va nei punti di maggiore presenza di questo fenomeno sgradito.

E per finire c’è la pulizia di tutte le manifestazioni, manifestazioni che sono quelle organizzate alla domenica o piuttosto quelle strutturate, e noi cerchiamo sempre di essere di sostegno anche alla vivacità della città e alle iniziative che vengono organizzate. Per quanto riguarda, invece, la raccolta rifiuti, c'è una serie di filiere, questo è il termine tecnico, filiere di raccolta che anche qui abbiamo cercato di sviluppare molto in questi anni.

Attualmente ne abbiamo numerate 21, in realtà ce n'è qualcuna di più ma sono assolutamente secondarie, che cercano di intercettare tutti i vari tipi di rifiuto in maniera differenziata e sono suddivise tra servizi e filiere organizzate con raccolta stradale, alcune domiciliari ed altre invece o su punti di raccolta collettivi o su grandi utenze.

La differenza tra punti di raccolta collettivi e grandi utenze, le pile per esempio sono su punti di raccolta, i negozi che vendono pile, ma non raccolgono le pile di quell'utenza lì, raccolgono quella dei cittadini che lì trovano un punto di raccolta; mentre invece le grandi utenze sono soprattutto attività commerciali, industriali e artigianali, per le quali abbiamo sempre sviluppato dei servizi ad hoc.

Ne è nata un'iniziativa che si chiama “La rosa dei servizi per le imprese”, che è una specie di contenitore nel quale ogni singola azienda può fare richiesta di singoli servizi a domanda individuale, in maniera tale da dare la maggior possibilità di raccolta differenziata. Oltre a queste filiere di raccolta, organizzate su tutto il territorio comunale, c’è poi l’Ecocentro. L’Ecocentro in questi anni si è consolidato come una colonna portante della raccolta differenziata.

Io ho messo anche qui l'elenco di 26 tipi di rifiuti diversi che noi raccogliamo presso l’Ecocentro, e anche in parte presso l’Ecocamion, che è questa curiosa appendice che abbiamo inventato l'anno scorso. L’Ecocentro è sempre lì fisso presso Viale delle Industrie, è molto utilizzato, siamo molto contenti, anche perché siamo riusciti a tenerlo aperto da lunedì al sabato con orario continuato per 12 ore, quindi è uno degli Ecocentri più aperti che io conosca.

Però poi abbiamo inventato l’Ecocamion: la possibilità di avere una sorta di ecocentro mobile che va nelle frazioni e in due 57 punti della città, in Commenda e a San Pio, per intercettare ulteriori occasioni di conferimento da parte dei cittadini.

Anche qui vedete che ci sono 26 tipologie, in particolare ce ne sono cinque, quelle sui RAEE, per chi non fosse pratico significa Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche, e sono divisi in cinque tipi, perché da gennaio è entrata in vigore la normativa per la quale noi eravamo comunque già pronti, infatti siamo stati una delle prime città in Italia a registrarci presso il Centro di coordinamento dei RAEE, perché si raccolgono in maniera differenziata ovviamente i frigoriferi, piuttosto che gli altri elettrodomestici bianchi, le lavatrici, le cucine, le lavastoviglie, eccetera; i monitor che hanno dei problemi diversi, e con i monitor intendiamo quelli, diciamo, a tubo catodico, non gli LCD, perché quelli non sono pericolosi come i monitor; i PED che sono i piccoli elettrodomestici, quindi radioline, hi-fi, aspira briciole, tostapane, tutte queste cose qui, e invece le lampade.

La legge ha creato queste cinque raccolte diversificate e noi siamo perfettamente in grado di suddividerle presso l’Ecocentro, anche quando andiamo a fare la raccolta presso le famiglie, la raccolta degli ingombranti. Uno può prenotare il ritiro di un frigorifero, un monitor e una sedia in legno, e ovviamente poi, quando arrivano in Ecocentro i nostri operatori, scaricano correttamente la sedia di legno nel legno, il frigorifero nel cassone dei frigoriferi e il televisore in quello dei monitor.

Questo per rendervi evidente come in questi anni si è passati sostanzialmente dall'avere una gran quantità di rifiuti che veniva diciamo raccolta, e la preoccupazione principale era raccoglierla per poi smaltirla, a invece dover organizzare quanto più possibile delle raccolte frazionate.

Cioè, la raccolta differenziata è sì un differenziato dal secco, ma poi ha un senso se viene differenziata il più possibile, cercando di ottemperare ai disposti normativi, che sono sempre più stringenti e sempre più sfidanti, ma anche cercando intercettare le opportunità di minor spesa possibile, perché ovviamente uno potrebbe anche delegare qualcun altro di fare la separazione a valle, mentre invece se si riesce presso il nostro Ecocentro già a fare la separazione, ovviamente è tutto un lavoro fatto.

I risultati di questo lavoro sono sostanzialmente questi: negli ultimi due anni abbiamo avuto una raccolta differenziata così! L'occasione mi permette di spiegarvi la differenza tra due indici, quello APAT e quello ARPAV. L’APAT, che poi è un Ente che adesso si chiama ISPRA, sarebbe l'Ente Nazionale che confronta varie cose a livello ambientale, ma comunque per la raccolta differenziata confronta tutta Italia, mentre l’ARPAV sappiamo essere l'Ente regionale.

La differenza tra i due indici fa vedere che c'è uno scarto, perché a livello nazionale si considera anche la raccolta dello spazzamento stradale, mentre a livello regionale, la Regione del Veneto ha deciso che questo non fosse un parametro da tenere in considerazione. Io concordo, come veneto concordo con questa interpretazione: se un Comune non fa spazzamento stradale, o se lo fa, questo non è nessun indice di migliore o peggiore raccolta differenziata da parte dei propri cittadini.

Questo porta uno scarto tra i due indici, perché a Rovigo la raccolta di spazzamento stradale è particolarmente sostanziosa, abbiamo circa 90 tonnellate al mese che noi raccogliamo dalle strade. Le spazzatrici lavorano, lavorano molto, c’è terriccio, ghiaino, soprattutto in periodo invernale… (Voci incomprensibili)

Intervento n. 154
Pagine 57–60
Punto 6

ASM SPA: presentazione Piano Industriale - Illustrazione politica dei rifiuti a livello comunale e prospettive provinciali (Su richiesta da parte di n. 10 Consiglieri Comunali ai sensi L. 267/2000,art. 39, 2° comma)

Direttore Divisione Ambiente ASM Rovigo SPA

Leggi intervento

No, i cubetti di porfido non riusciamo a raccoglierli! Comunque sostanzialmente, se guardiamo un indice siamo al 56,4, se ne guardiamo un altro siamo al 58,3, sono sicuramente dati abbastanza confortanti che dicono che comunque siamo cresciuti abbastanza rispetto al 2007. Ho voluto dare una visione di più ampio periodo, quindi, a parte i due anni, ho voluto guardare per frazioni merceologiche qual è stata l'evoluzione in cinque anni, e quindi vedere un attimo dove siamo intervenuti.

58 Nel 2004 c'era una raccolta differenziata che comunque non era scadente, ma poteva essere sicuramente implementata; in particolare nel 2008 possiamo dire che abbiamo un 9% abbondante di raccolta della frazione organica, l'umido organico; abbiamo sostanzialmente mantenuto uguale la raccolta del verde; abbiamo potenziato di molto la raccolta degli imballaggi misti, vetro, plastiche, e abbiamo aumentato significativamente anche quella di carta e cartone. Tutto ciò dà il risultato del 2008.

Nel 2009 stiamo continuando a crescere e quindi ci aspettiamo ulteriori miglioramenti. L'organico è il 9,2, quello marrone che si chiama Forsu, Frazione Organica di Rifiuti Solidi Urbani, il termine tecnico poco comprensibile, mi rendo conto. Ho dato un ulteriore visione di ampio periodo, negli ultimi 10 anni questo è il trend.

Questo è il trend fa e capire come l'impegno per la raccolta differenziata ci sia sempre stato, in qualche momento c'è stata qualche impennata; quindi nel 2005 con la partenza della raccolta dell'umido, ovviamente abbiamo avuto un notevole miglioramento che è stato digerito nel successivo paio d’anni e che adesso si sta riimpennando. Complice il fatto che i servizi sono sempre più compresi dalla cittadinanza a Rovigo, ma che c'è anche una cultura diversa a livello Paese.

Per cui è chiaro che l'emergenza Napoli per noi ha comunque significato un visibile e maggior interesse della popolazione anche alle proposte che facevamo a Rovigo. La missione sostanzialmente di questi servizi, che è stata sempre condivisa con l'Amministrazione Comunale e con l'Assessorato all'Ambiente, è stata quella della massima raccolta differenziata, della massima qualità per l'igiene ambientale della città, però al minimo costo del servizio.

Queste due sono normalmente due variabili antinomiche: si riesce a fare più qualità con più costo, cercare di fare la quadra, tenendolo contenuto, è stato un po' la base dello sforzo di questi anni. Ma anche tenere in considerazione altri parametri al contorno, la soddisfazione dell'utenza, la politica per l'ambiente e lo sviluppo del personale, che significa far crescere le risorse interne, ma dare anche occasioni di maggior sicurezza sul lavoro e l'attenzione per il sociale.

Quindi, avere come interlocutori privati le cooperative sociali, interfacciarsi anche con i Servizi Sociali del Comune. Ho portato un piccolo esempio di sviluppo in questi anni, tanto per darvi un'evidenza. Le campane stradali, quelle gialle della carta, nel 2004 erano un centinaio, nel 2005 sono diventate 250, abbiamo fatto l'esplosione per sostenere la raccolta differenziata.

Nel 2006 abbiamo proseguito in particolare aggiungendo i cassonetti in centro storico, per completare anche nella viabilità del centro la capacità di raccogliere sempre più carta, e abbiamo incominciato ad inserire contenitori presso le imprese nel numero che oggi è di 170.

Nell'ottobre del 2008 è partito un secondo progetto, che è quello del cambio: dalle campane ai cassonetti stradali, è quasi completato, mancano circa una trentina di campane che nei prossimi giorni, entro fine mese, saranno sostituite, e da Pasqua abbiamo cominciato a distribuire 160 contenitori che nei prossimi giorni saranno finiti di distribuire presso tutte le scuole.

Un servizio dedicato, perché le scuole erano già servite, ma abbiamo pensato di portare il servizio all'interno per farlo fruire direttamente ai bambini, che non ci fosse bisogno del bidello che andava… o del personale ATA scusate, che andasse fuori a conferire la carta, ma che i bambini vedessero il contenitore dell’ASM negli ambiti scolastici, per rendersi conto, abituarsi e probabilmente anche tornare a casa e insegnare qualcosa ai genitori.

Ecco, questo ci sta dando un risultato negli ultimi sei mesi di circa il 40% in più di raccolta della carta. Da 170 tonnellate... scusate, 170 tonnellate mese di oggi, rispetto alle 120 tonnellate mese medie che avevamo prima dei sei mesi fa, quando abbiamo iniziato questa iniziativa. Questo è l'esempio di come, cambiando e rimodulando il servizio, si portano a casa dei risultati.

Il passaggio da campana a cassonetto l'abbiamo però fatto anche perché fosse più efficiente, costasse meno farlo. Una campana per svuotarla ci vogliono 5 minuti, un cassonetto 1 minuto; le condizioni di sicurezza sono molto migliori, l'operatore sta in cabina e non deve salire in cima alla gru; il mezzo è lo stesso della raccolta che fa il vuotamento degli altri cassonetti, quindi non abbiamo bisogno di altri mezzi.

Ci sono, cioè, condizioni economiche, tecniche e operative che ci dicevano: andiamo in quella direzione. E abbiamo voluto farlo perché ci siamo resi conto che dava anche un risultato in termini di maggiore raccolta differenziata. 59 Abbiamo poi in questi anni fatto anche politica ambientale, oltre a quella dei rifiuti.

Gli investimenti dal 2005, forse da fine 2004, abbiamo cominciato a farli in maniera sostanziosa sui mezzi per svecchiare il parco mezzi, appunto per avere più efficienza, sicurezza, operatività aziendale, ma facendo anche delle scelte di motorizzazioni sempre migliori possibili, e questo ha dato anche dei risultati in termini di minori emissioni al tubo di scappamento, e quindi poi minore inquinamento in città. Abbiamo anche fatto politica ambientale lavorando sugli indicatori ambientali d'uso delle risorse.

Sono quantità modeste per quello che consumiamo noi, però gas, acqua ed elettricità, cercando di avere più risultato ma con uso oculato delle risorse. I traguardi, a questo punto, sono… Quelli della raccolta differenziata sono un indice oggettivo, ma sono stati anche quello di elaborare in termini di maggior qualità certificando i nostri servizi. CSQ è l'Ente che ci certifica, è l'ente di certificazione degli IMQ, l'Istituto per il Marchio di Qualità; abbiamo intrapreso a fine 2004 il percorso.

Dal 2005 i servizi ambientali si sono certificati ISO 9001, cioè qualità; dal 2006 i servizi ambientali sono certificati ISO 14001, cioè ambientale; dal 2009, cioè da un paio di mesi, abbiamo la certificazione dell'intera Divisione Ambiente, quindi compresi tutti gli altri servizi ambientali, le disinfestazioni, le derattizzazioni, i servizi neve, e anche i servizi al cittadino, l'ufficio TIA e l'Ufficio Clienti, quindi l'interfaccia.

È già in corso l’ulteriore passo, la certificazione HOSAS 18000, che sarebbe quella di sicurezza. Questo perché le certificazioni ci mettono a confronto con un Ente esterno che viene, verifica, certifica, cioè volontariamente fa auditing sulla nostra struttura, rendendo non autoreferenziale quello che uno afferma di voler fare.

Altri riconoscimenti indipendenti di questo periodo sono stati da parte delle istituzioni pubbliche l’APAT, oggi ISPRA, che nel 2008 ci hanno detto essere il quinto capoluogo italiano per raccolta differenziata, e l’ISTAT negli indicatori ambientali ha cercato di trovare degli aggregati per tipologia di raccolta, e ci ha piazzato al terzo posto in Italia per raccolta della frazione organica. Siamo messi bene anche sulla raccolta della carta e del cartone. Sostanzialmente queste sono le nostre due eccellenze.

Sul resto abbiamo la possibilità ancora di migliorare. Legambiente è dal 2005 che ci sta dando il riconoscimento, non lo sta dando a noi, lo sta dando al Comune di Rovigo, quello di Comune Riciclone, a luglio 2008 per quest'anno ci ha dato il sesto posto come indice di buona gestione rifiuti. Cosa vuol dire?

Non è un parametro oggettivo, cioè non è una classifica sulla raccolta differenziata ma è un coacervo di valutazioni personali di Legambiente, che ovviamente dichiara su qual è l'indice di gestione dei rifiuti, valutando se c'è l’Ecocentro, quante ore è aperto, se ci sono questi servizi, se ce ne sono altri, facendo cioè un'analisi a più ampio spettro di quelli che sono i servizi erogati.

Ultimo, per finire, ma che per noi è la quadra di tutto il discorso, il Centro Studi Nazionali della UIL è dal 2004 che propone la verifica tra i capoluoghi d'Italia come TARSU/TIA. A novembre 2008 siamo risultati essere il primo capoluogo italiano per riduzione della tariffa degli ultimi cinque anni. Cioè, sono andati a vedere 2004, 2005, 2006, 2007 e 2008, hanno fatto la differenza e ne è derivato che noi siamo il primo capoluogo in Italia.

Sono solo sette i capoluoghi che hanno diminuito la tariffa in questi cinque anni, e noi l'abbiamo diminuita più degli altri, la maggior parte ovviamente l’ha aumentata e non l’ha aumentata di poco, perché l'aumento è stato circa dell'8%, 8 o 9%. Sotto ho inserito il diagramma di un nostro caso, quello di una famiglia di quattro persone che abita in 90 m², ecco, da qui si evince il valore economico, ma soprattutto la diminuzione che è intercorsa in questi anni.

Nel 2004 c’era un valore, abbiamo cominciato a rimodulare pesantemente i servizi, abbiamo fatto il primo calo drastico nel 2005, il secondo nel 2006 e dal 2007 per quest’anno, per il terzo anno di seguito, manteniamo inalterata la tariffa che non è uguale all'anno scorso, è sempre il 12,3% in meno rispetto al 2004.

E questo per noi -ma spero anche per voi che siete i rappresentanti dei cittadini- dovrebbe essere una garanzia che i nostri sforzi in questi anni sono stati significativi, 60 perché non ci sono molte cose che si sono abbassate di questa entità in cinque anni, cioè da 2004. L'abbiamo fatto ovviamente non per merito nostro, dell’ASM, ma per merito congiunto, perché l’ASM ha dovuto sicuramente ripensare il suo modo di fare il servizio, però i cittadini l'hanno dovuto sposare.

Fare una raccolta differenziata, cioè mettere dei contenitori in giro per le strade sarebbe stato solo un costo e nessun beneficio se i cittadini non l’avessero utilizzato. Quindi sicuramente dobbiamo ringraziare i cittadini di aver capito e anche di averci dato delle indicazioni, strada facendo, su come adattare meglio il nostro servizio. Basta.

Io ho concluso e vi ringrazio..

Intervento n. 174
Pagine 74–75
Punto 6

ASM SPA: presentazione Piano Industriale - Illustrazione politica dei rifiuti a livello comunale e prospettive provinciali (Su richiesta da parte di n. 10 Consiglieri Comunali ai sensi L. 267/2000,art. 39, 2° comma)

Direttore Divisione Ambiente ASM Rovigo SPA

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Allora, provo a dare qualche risposta agli aspetti puramente tecnici, e poi ovviamente il Presidente entrerà più nello specifico nel dibattito anche un po' più politico. Mi sono segnato due o tre cose, una anche abbastanza banale, come quella dell'orario fatidico delle 8,00 del Consigliere Fiorenzato. Il nostro servizio, ahimè, deve convivere con la vita della città!

È vero che dalle 8.00 meno 20, alle 8,00 e un quarto probabilmente la città vive un momento di congestione, soprattutto davanti alle scuole e nei posti di lavoro, è un momento di difficoltà anche per noi, per cui sappiamo di cosa stiamo parlando. Volevo far notare come il servizio di ASM cominci normalmente alla mattina alle 6,00, e che abbiamo anche delle lamentele per quelli che sono serviti, in prossimità delle loro abitazioni, alle 6,10 - 6,15 - 6,20, che ci dicono: “Non si potrebbe fare più tardi?”.

Poi ci sono quelli, invece, che vengono serviti alle 8.00, che ci dicono: “Ma non si potrebbe fare più tardi?” Poi ci sono quelli delle 10,00 che dicono: “Eh, ma se passate voi, non si riesce, davanti ai nostri negozi, eccetera, dove c’è la gente… Non si potrebbe fare più tardi?” Alla fine, probabilmente viene fuori l'altra soluzione, quella nelle grosse città tipo Milano, Roma, eccetera, in cui si lavora di notte. Non abbiamo ancora provato a Rovigo.

Però vi assicuro che dove è, esiste una lamentela che dice: “Eh, ma io devo dormire di notte”. Allora, noi cerchiamo di calibrare i giri di raccolta, per cercare di passare anche nei posti più delicati, dopo quel fatidico orario tra le 08.00 meno 10 e le 08.10, vi preghiamo anche di darci le osservazioni, perché rimoduliamo continuamente i servizi! Anche perché la città continua a cambiare modo di vita, però onestamente cerchiamo di attutire il disagio, cercando di lavorare al meglio possibile.

Per quanto riguarda invece, sempre il Consigliere Fiorenzato, sul costo ridotto che non vada ad inficiare la qualità del servizio, Beh, l'equilibrio è proprio tutto lì! Cioè, in questi anni abbiamo cercato non di abbassare il costo del servizio, punto! Si riusciva sicuramente ad abbassare la tariffa non comprando camion nuovi.

Due, tre, quattro, cinque anni sempre più arrugginiti, sempre più a pezzi, sempre più inquinanti, si poteva anche far scadere la qualità dei contenitori, sempre più rotti, tanto… sempre più sporchi, perché il costo del lavaggio e del trattamento enzimatico dei contenitori costa.

Però, proprio su questo abbiamo giocato, cioè su un mix che facesse percepire una qualità crescente, che desse dei servizi in più, sempre più servizi, e sempre più servizi vuol dire sempre più costi, cercando di mixare comunque anche una capacità di contenere i costi. Per cui, portarsi a casa un beneficio che fosse doppio in parte economico e in parte di qualità.

E i risultati dimostrano che poi tutto sommato questo siamo riusciti a farlo, salvo il fatto che su molti fronti possiamo migliorare, possiamo migliorare forse su tutti i fronti. A parte la pulizia di alcuni parchi, per i quali entriamo nella fattispecie di divisione di batteria tra verde pubblico e di igiene urbana, e da quest'anno stiamo cercando di risolvere anche questo problema facendo un po' più di sinergia all'interno dell'Azienda, in quanto sarebbero...

La pulizia dei parchi sarebbe in carico al servizio verde pubblico, però ovviamente abbiamo cercato di compensare specificità diverse di professionalità, è vero che possiamo migliorare tanti servizi. Il Consigliere Romanin faceva un cenno sull'umido -l'ho perso, è andato via? Boh!- La sua osservazione sull’umido mi preme puntualizzarla.

Ha detto: “Stiamo raccogliendo solo il 9% di umido, si può fare di meglio?” Sì, si può fare di meglio. Però il ragionamento va analizzato bene. Il 9% è sul totale dei rifiuti che raccogliamo nel Comune di Rovigo.

Letteratura dice che nel rifiuto di una famiglia c'è il 20-25% di umido, ma noi non raccogliamo solo i rifiuti delle famiglie. 75 A Rovigo raccogliamo i rifiuti anche di una zona commerciale e industriale particolarmente grossa, tant'è che a Rovigo abbiamo una produzione procapite di rifiuti che è molto alta, siamo a 700 chili a persona. Ma non è che a Rovigo ogni persona produce 700 chili, è che c'è la Fattoria!

E la Fattoria non è al servizio solo del Comune o solo degli abitanti, anzi se andiamo a fare la spesa vediamo che sono quasi tutti da fuori comune quelli che vanno a fare la spesa alla Fattoria. La raccolta procapite di organico a Rovigo è di 68 chili a persona. Cioè, oggi siamo a 68 chili all'anno che un abitante della città di Rovigo produce come umido.

È vero, possiamo migliorare, perché da letteratura si può arrivare ad 80. Però da 68 a 80 non siamo lontanissimi. In alcuni posti, addirittura riescono ad arrivare a 85.

Quindi io dico: dobbiamo migliorare. C'è ancora dell’umido dentro il secco, dobbiamo sensibilizzare di più una percentuale di cittadini che non è ancora -diciamo- convinta. Noi facciamo delle analisi merceologiche sul secco che raccogliamo e ci accorgiamo che ogni tanto c'è qualcuno che proprio ti butta tutto lo scarto dell'insalata.

Quindi, voglio dire, in quel caso lì vuol dire che questo non ha in testa che deve fare la raccolta differenziata. È per quello che facciamo il giornalino, perché facciamo un sacco di cose. Però dico attenzione, percentualmente non siamo disastrati.

Per quanto riguarda, invece, le osservazioni del Capogruppo Avezzù: “Che fine fanno i nostri rifiuti”, diciamo che vi assicuro, e su questo, se volete, possiamo fare delle Commissioni Consiliari, se vi interessa entrare nel dettaglio, oppure se qualcuno di voi vuole, siamo in grado anche di fare evidenza sul fatto che il 60% scarso, che adesso raccogliamo come riciclato, va ognuno al suo posto.

Vi ho mostrato apposta le 26 tipologie che raccogliamo, perché abbiamo dovuto rispondere pochi giorni fa sul Gazzettino ad una domanda di un cittadino che diceva: “Ma io ho visto che mettete insieme cartone con plastica al mercato, dove va?” Va in un impianto in cui vanno questi tipi di rifiuti, perché raccogliamo una percentuale ridotta di cartone, non solo con il cartone, quello del mercato per fare prima, e poi viene separato in un altro impianto.

Cioè, ad ogni tipo di raccolta, abbiamo cercato di trovare l'impianto giusto, autorizzato, controllato, per il quale facciamo tutte le nostre verifiche, che andiamo anche a controllare sul riciclo che fa. Quindi, da questo punto di vista il lavoro è anche molto oneroso: convenzionare tutta una serie di impianti a valle che ci diano le certezze giuste, la cartiera a Cavanella Po, piuttosto che i vari impianti che raccolgono il metallo, il legno, eccetera.

Alcuni addirittura con i Consorzi Nazionali che fanno da garante sulla piattaforma più vicina. Mentre invece il 40% che oggi va a Sarzano, il cosiddetto secco non riciclabile, che speriamo negli anni prossimi di far diminuire, ecco, su questo io non entro nelle prospettive strategiche che prospettava il Capogruppo, ma do solo un'informazione, visto che abbiamo accennato a CDR, secco, discarica.

L’impianto di Sarzano è un impianto di separazione, il secco che entra ha ancora una percentuale di umido residuo, quindi l'impianto separa l'umido residuo dal resto, diciamo secco-secco, e poi questo secco-secco ha la possibilità, se non viene portato a discarica, di essere lavorato per farne del CDR. Questo è l'impianto.

È un impianto quello, che fa il CDR, che tuttavia oggi non sta lavorando molto; tanto per dare l'informazione: nel 2008 ha fatto circa 700 tonnellate di CDR, e l'ingresso di secco non riciclabile nell'impianto è stato di 70.000 tonnellate. Quindi, stiamo parlando dell'1%.

Per cui gli approfondimenti su questo settore possono essere comunque interessanti farli, perché abbiamo dei numeri che ci possono dare modo di ragionarci, dal punto di vista tecnico per quello che interessa me, dal punto di vista strategico per quello che riguarda l'Amministrazione. Ultima cosa, per quanto riguarda il Consigliere Montagnolo, dico per il bidone di bitume, lasciamo stare, ci pensa il Presidente perché è un problema strategico! Per quanto riguarda l'illuminazione non centro.

Sul porfido ci pensa sempre il Presidente! Basta, non so cos’altro.

Come leggere questi numeri. Il numero degli interventi dipende dalle sedute e dai verbali attualmente acquisiti. I ruoli di Presidenza possono inoltre generare numerosi interventi procedurali: per questo Lente Civica non li usa come classifica di attività politica.