Persona · attività documentata

Valerio Frazzarin

Ruoli e interventi ricavati dai verbali ufficiali già acquisiti da Lente Civica.

Interventi documentati
20
Sedute con interventi
2
Interventi con video
0

Ruoli documentati

Come indicati nelle fonti acquisite.

Direttore Tecnico Ecoambiente S.r.l.Osservato il 30 maggio 20171 osservazione documentali
Direttore EcoambienteOsservato il 15 giugno 20211 osservazione documentali

Attività nei verbali acquisiti

Prima gli interventi tematici, poi quelli procedurali, sempre consultabili. Testo, punto ODG, pagine e video quando esplicitamente autorizzato alla pubblicazione.

15 giugno 2021

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

17 interventi
Intervento n. 96
Pagine 26–28
Punto 2

Relazione del CdA Ecoambiente Srl - Discussione

Direttore Ecoambiente

Leggi intervento

Buonasera, grazie per l'invito. Vediamo se riesco a darvi risposte precise. Cerco di essere sintetico per evitare di perdere tempo e far perdere tempo a tutti.

Ci sono delle domande interessanti. Parto dall’ultima. Rovigo ha sempre fatto abbastanza bene la raccolta differenziata; l'ha fatta con un sistema tradizionale che ha portato al raggiungimento dei valori di raccolta differenziata buoni per una città capoluogo, buoni con il sistema che adesso ha implementato; è un sistema che ha dei vantaggi però ha degli svantaggi.

Lo svantaggio sostanziale di questo tipo di sistema è che non c’è la tracciabilità dei conferimenti dei rifiuti: non sappiamo chi conferisce rifiuti e come conferisce i rifiuti. L’esempio degli abbandoni che abbiamo in giro per il territorio è significativo; l’esempio di quello che c'è dentro nei cassonetti della carta, della plastica, del vetro, dell'umido, se andiamo a vedere cosa arriva agli impianti, la cosa è preoccupante.

Questo deriva da un fatto che in qualche modo un sistema di raccolta con il stemma stradale si porta dietro questa complicità e queste problematiche.

La scelta di cambiare il sistema di raccolta, di implementare il più possibile il porta a porta, cosa che abbiamo fatto in tutto il territorio della Provincia di Rovigo, non c'è un Comune che non sia completamente a porta a porta nel territori della Provincia di Rovigo; la scelta che abbiamo fatto con le frazioni, e le frazioni hanno dato risultati ottimi sulla raccolta differenziata, e la risposta dei cittadini è stata altrettanto di qualità, ci ha permesso di buttar giù un progetto, di elaborare un progetto, che tende a superare il sistema della raccolta stradale in qualche maniera responsabilizzando il produttore dei rifiuti nel conferimento dei rifiuti al sistema di raccolta.

Il porta a porta è la massima responsabilizzazione: sappiamo chi conferisce, sappiamo come conferisce e sappiamo quanto conferisce. Il progetto delle frazioni e il progetto dei quartieri porta dietro questo tipo di analisi.

Nei quartieri, e andremo in senso antiorario, partendo da San Pio alla Tassina, a San Bortolo, Commenda Est e Commenda Ovest, in questo processo che coinvolgerà tutti i quartieri tra il 2021 e il 2022 l'idea principale è di fare il porta a porta spinto; fare il porta a porta spinto con sistema simile alle frazioni, con la tracciabilità dei rifiuti.

Noi siamo pronti per produrre la tracciabilità dei rifiuti, nel senso che ogni cittadino avrà dei contenitori che hanno un contatore di fatto, il contatore dell'acqua, il contatore del gas, avremo il contatore dei rifiuti: ogni cittadino che metterà fuori i suoi rifiuti avrà un sistema di comunicazione e dall'altra parte di lettura, per cui tutti gli svuotamenti saranno tracciati e misurati. In base agli svuotamenti, tracciati e misurati, si andrà ad implementare la tariffa.

Quindi chi più inquina - il concetto è questo - chi più inquina, chi più produce rifiuti, più paga. Il meccanismo della tariffa puntuale ha questo tipo di collegamento.

Il fatto che tu devi pagare porta un'altra ricaduta positiva, e l’abbiamo visto in territori contermini: i territori contermini sono la bassa Ferrarese (Clara sta facendo in questo sistema da un po' di tempo), lo sta facendo da vent'anni Contarina SpA, lo sta facendo da 15 anni ETRA, lo sta facendo la parte del basso veronese per rimanere nel Veneto, lo sta facendo Ponte delle Alpi, lo sto facendo una parte del bellunese, quindi abbiamo realtà che hanno già sperimentato questo tipo di sistema e le risultanze sono eccellenti; eccellenti da un punto di vista dei numeri della differenziata, noi nel piano industriale abbiamo messo un target dell’80%, e credo e sono convinto che arriveremo a questo target.

Queste realtà che vi ho raccontato stanno viaggiano intorno all’84-85% di raccolta differenziata.

Il secondo target, assolutamente apprezzabile ed apprezzato, è la qualità dei materiali recuperati conferiti: quello che viene conferito come plastica, come carta, come vetro, come umido, come verde, per non parlare poi dei RAE e per non parlare di tutta una serie di altri rifiuti minimali ma che ci sono, avendo lasciato una traccia del conferimento, il fatto che chiunque produca rifiuti sia responsabilizzato sui rifiuti che produce, la qualità dei materiali che andiamo a recuperare è ottima, è eccellente, e riusciamo a piazzare la nostra plastica, la nostra carta, il nostro vetro, sul mercato di prima qualità.

Questo vuol dire che tutto quello che stiamo spendendo come sistema di raccolta, lo andiamo a compensare con i ricavi della vendita dei materiali.

C’è un altro che non è considerato ma è un minor costo: passando dal 65% di raccolta differenziata in ambito provinciale all’80, vengono a mancare il 15% di rifiuti secchi; questo 15% dei rifiuti secchi, che vanno non più smaltiti ma recuperati, ti danno un risparmio secco di costi di smaltimento, fate conto che abbiamo 120.000 tonnellate all'anno di rifiuti raccolti; il 15% di questi rifiuti vale circa 20.000 tonnellate. Sto dando dei numeri approssimati, però i numeri sono questi.

Queste 20.000 tonnellate non sono più rifiuto da smaltire, che paga 100 euro a tonnellata, ma sono rifiuti recuperabili che vanno venduti. Il delta tra il mancato conferimento, quel mancato costo e il recupero di risorse economiche, fa stare in piedi tutta questa macchina organizzativa che è pesante, che è articolata, è complessa, che però permette di raggiungere quei traguardi che sono stati detti. Credo di aver risposto alla prima parte della domanda, o forse era l'ultima.

Il periodo provvisorio. Più è lungo il periodo provvisorio e più costa. Il periodo provvisorio vuol dire avere da una parte un sistema tradizionale, e da un'altra parte il futuro sistema porta a porta integrale con la tariffa puntuale.

Più è lungo questo periodo provvisorio, più abbiamo situazioni frammiste, raccolte che non sono ottimizzate, raccolta dei rifiuti che non sono di qualità. Quindi il periodo provvisorio noi vorremmo farlo durare il meno possibile: il meno possibile vuol dire 1.01.2023. Quindi il periodo provvisorio nasce praticamente dall’approvazione del piano industriale, vuol dire marzo perché alla fine il contratto è stato firmato a marzo, nasce da marzo 2021 e finisce il 31.12.2022.

Non è un periodo provvisorio lungo. E’ un periodo provvisorio molto sfidate, dobbiamo fare investimenti importantissimi, dobbiamo strutturare la macchina in maniera adeguata a gestire sia la parte informativa che la parte operativa; abbiamo dei vincoli per quanto riguarda le esternalizzazioni che il Bacino ci ha dato, quindi dobbiamo rientrare con le esternalizzazioni, e dobbiamo garantire un costo del servizio che sia compatibile con quella che è un’evoluzione dell’inflazione con i costi connessi.

Il nostro piano industriale prevede nel breve periodo, parlo 4-5 anni, il raggiungimento del mantenimento della tariffa che è attuale. Poi con il passare degli anni, se riusciamo a fare l'operazione che si chiama economia circolare, sembra quasi un concetto, nella nostra realtà invece è sostanza; l'economia circolare che noi vogliamo mettere in campo è tale per cui tutto quello che andremo a recuperare va per certo al riutilizzo e al recupero, è certo..

Tutto quello che riusciremo a recuperare se facciamo gli impianti, e dobbiamo farli questi impianti per il trattamento delle frazioni umide e delle frazioni verde, andrà a produrre dei combustibili alternativi, che possono essere biogas in prima battuta che è un minimo, o potrebbero essere biometano con alimentazione poi della nostra quota con questo combustibile completamente rinnovabile all'interno completamente della filiera dell’economia circolare.

C’è un altro sottoprodotto che viene avanti con questo tipo di impiantistica. L’altro sottoprodotto è che noi stiamo subendo da alcuni anni delle politiche di mercato su alcuni rifiuti, e sto pensando alle frazioni umile e verdi, ed è un esempio semplice: nel 2018 noi pagavamo lo smaltimento delle frazioni umide 72 euro a tonnellata; nel 2020/2021 siamo a 110 euro a tonnellata.

Stiamo parlando di più di un 30% di aumento, che deriva sostanzialmente da una politica commerciale: gli impianti non hanno avuto costi superiori, non stanno pagando di più la gestione, non hanno corti energetici superiori, non pagano di più gli operai. E’ solo una politica di mercato: c'è una domanda di smaltimento elevata, un'offerta di smaltimento gestita da pochi operatori privati, e la logica della domanda e dell'offerta è devastante.

Noi nel giro di due anni ci abbiamo rimesso un milione di euro all’anno, con maggiori oneri di smaltimento e maggiori costi per recuperare - già il termine recuperare è impressionante - abbiamo speso un milione di euro in più all’anno per recuperare delle frazioni che hanno un valore ambientale ed energetico: ambientale confort e qualità, energetico metano o biogas.

Quindi il periodo transitorio - ritornando alla domanda principale - vale due anni, un anno e mezzo, per andare a regime ,e poi avremo alcuni anni ancora per tarare la macchina.

Per farvi capire la complessità: noi emetteremo non più una fattura per Comune al mese, come facciamo adesso, ma emetteremo 100.000 fatture ogni semestre; di queste 100.000 fatture dovremo andare alla ricerca di farci pagare, avremo il problema degli insoluti, e avremo bisogno di fare una correlazione ben precisa tra chi produce rifiuti e quanto paga. E quindi il meccanismo che dovremo mettere in piedi, che deve contemperare quella che è una produzione virtuosa, con dei costi tariffari, è particolarmente delicato.

Qual è il limite per cui tu inizi a pagare un po' di più? Quello dovremo tararlo in base alla situazione territoriale presente sul territorio. E’ un lavoro complesso.

Nel 2023 partiamo con la macchina e poi un po’ alla volta la tareremo. Avremo quindi un perfezionamento in corso d'opera. Noi pensiamo che nel giro di due o tre anni la tariffa puntuale sia partita ovviamente, ma anche consolidata, quindi sperimentata e resa operativa.

Comunque all’1.01.2023 noi inizieremo a sostituire la TARI con la tariffa puntuale. Credo che il Consigliere Scaramuzza abbia fatto delle domande che partono dall'esperienza delle frazioni. Mi ripeto in realtà, perché quello che ho già detto alla Consigliera Gambardella è tutto sommato riproducibile.

Quello che è stato fatto sulle frazioni è in qualche maniera il passo intermedio tra i cassonetti e la tariffa puntuale. Anche le frazioni avranno la tariffa puntuale, anche le frazioni avranno un supplemento di distribuzione dei materiali, per cui andremo con le frazioni a metterci in linea con il resto della Provincia di Rovigo.

Quindi avremo la lettura dei bidoni carrellati 120 che avete già, con il trasponder, e andremo a sistemare il problema dei condomini; problema che ci sarà anche per i quartieri e soprattutto poi per la città. Come faremo ad affrontare il problema dei condomini, quelli significativi, quelli dove non c'è possibilità di esporre i bidoni sul ciglio stradale in maniera sostenibile?

Metteremo sul territorio dei cassonetti con delle calotte che hanno un lettore di conferimento, per cui le calotte saranno dotate di una chiave di accesso che si apre con una tessera personalizzata, e queste calotte andranno a leggere quante volte io porto il rifiuto su quel contenitore. E’ una tariffa puntuale uguale all'altra con un sistema diverso.

L’unico problema che abbiamo con le calotte è che mentre con il sistema porta a porta ho un controllo visivo di quello che mi conferisci, con il sistema delle calotte non ho questo controllo visivo, e il rischio della contaminazione dei rifiuti buoni tra virgolette recuperabili esiste, però abbiamo deciso di mettere anche nelle calotte per i rifiuti recuperabili la chiave di accesso.

Quindi avremo dei contenitori, delle isole ecologiche composte da un contenitore per il secco con calotta, un contenitore per la plastica con calotta, un contenitore per la carta con calotta, e un contenitore per il vetro e un contenitore per l’umido con chiave. Quindi avremo in qualche maniera tracciato i conferimenti di tutti i cittadini che vanno a conferire presso queste isole ecologiche.

Ne abbiamo previste una decina, un po' di più, nei due quartieri; ne prevedremo altrettante negli altri quartieri; nel centro di Rovigo invece si andrà solo con il sistemato a calotte, quindi il centro di Rovigo sarà mappato il territorio; saranno suddivisi in base alle caratteristiche urbanistiche dei vari posti della città, saranno sono collocati i vari contenitori proporzionati al numero di abitanti afferenti a questo tipo di organizzazione.

Questa la faremo nel 2022, nel secondo semestre del 2022, tra il primo e il secondo semestre del 2022. Per ultimo, ma non per ultimo, la domanda sui target e sulla dinamica dei costi. E’ indubbio che, se non ho capito male, quando si parla di target significa gli obiettivi. (Consigliere non identificato) Non si sente benissimo.

Poi ci date anche un microfono, grazie.

Intervento n. 97
Pagine 28–29
Punto 2

Relazione del CdA Ecoambiente Srl - Discussione

Direttore Ecoambiente

Leggi intervento

Ho due impedimenti: uno la mascherina e l’altro... potrei alzarlo ma non va benissimo. I target che avevi citato, se i target sono la raccolta differenziata, quando si parla di un obiettivo dell’80%, quello è il target principale. Dobbiamo arrivare lì.

L’altro target è fare in modo che il materiale recuperato sia di massima qualità, perché se io raccolgo del materiale recuperabile contaminato da umido, da secco, da plastica, quando vado agli impianti di recupero, lo smaltisco come rifiuto. Devo fare in modo che quello che io recupero sia il più possibile rifiuto pulito. Il sistema porta a porta si presta particolarmente a questo tipo di logica.

Il sistema con le calotte è un pochettino più delicato. Questo è il primo target. Il secondo problema delle tariffe, l'ho detto prima, le tariffe avremo un aumento nei primi due anni del piano industriale e questo momento riusciremo a contenerlo il più possibile nel momento in cui spegniamo i servizi che fanno i Comuni.

Nel periodo transitorio noi apriremo degli sportelli, stiamo aprendo lo sportello di Badia, lo sportello di Lendinara e lo sportello di Castelmassa, lì sono 15 Comuni che ruotano intorno a questi sportelli.

Nel momento in cui io apro lo sportello di quei Comuni, dovrebbe essere quasi automatico lo spegnimento di quei costi a carico dei Comuni per gli sportelli, e quindi l’ufficio TARI del Comune di Badia, nel momento in cui parte lo sportello di Ecoambiente, dovrebbe azzerare - non sarà così - dovrebbe quasi azzerare i costi relativi.

Questo vale per Badia, vale per Castelmassa, vale per Lendinara, ma varrà per Rovigo, varrà per Porto Viro, varrà per Adria; tutti quei Comuni che nella fase transitoria passeranno a Ecoambiente, sarebbe opportuno, necessario e molto utile che i costi connessi alla gestione della TARI si spegnessero o fossero allocati o da una parte o dall'altra, non è possibile e pensabile che siano allocati un po' di qua e un po’ di là perché, se sono allocati su due posti, il rischio di ripetizioni e di sovrapposizioni è reale.

Più siamo in grado di chiudere questo periodo transitorio, di farlo più breve, meno rischio c'è.

Intervento n. 99
Pagine 29–30
Punto 2

Relazione del CdA Ecoambiente Srl - Discussione

Direttore Ecoambiente

Leggi intervento

Io avrei bisogno dell' ultimo grafico che c’è nel piano industriale per rispondere, che è abbastanza significativo l'ultimo grafico. L’ultimo grafico vi mostra come il periodo transitorio abbia in realtà un aumento.

Questo periodo transitorio, che dura due anni, è quello che paga la sovrapposizione tra il sistema TARI e il sistema....... paga praticamente questa sovrapposizione e i costi di impianto, perché se devo distribuire 100.000 contenitori, e questo lo dovrò fare in questi due anni, il costo di distribuzione è importante.

Superato questo periodo, noi abbiamo l’inversione di tendenza, per cui la tariffa al netto dell'inflazione - perché l'inflazione è una variabile che non dipende da noi - al netto dell'inflazione noi abbiamo superato il periodo di avviamento della fase transitoria, una diminuzione dei costi tariffari. Perché diminuiscono i costi tariffari? Perché primo abbiamo chiuso il ciclo dell’economia circolare e ci stiamo portando a casa i risparmi per quanto riguarda l’impiantistica .

Quando parliamo di impianti di digestione anaerobica, noi abbiamo la certezza che il costo industriale dell'umido, che adesso stanno applicando gli impianti privati, è il doppio rispetto al costo reale, cioè noi stiamo pagando 110 euro; dalle nostre simulazioni il costo tariffario, con tutti i costi di investimento e di gestione, è intorno ai 60-70 euro, quindi questo margine ce lo portiamo a casa tutto con questo impianto.

L’altra cosa, come dicevo prima, che permette di abbattere i maggiori costi importanti del piano industriale, che sono costi importanti di investimenti e di organizzazione, sono i target della raccolta differenziata.

Se noi riusciamo a raggiungere l’80% di raccolta differenziata, ed è un obiettivo raggiungibile, e riusciamo a vendere tutti i nostri sottoprodotti sul mercato del riutilizzo, ed è altrettanto fattibile perché lo stiamo già facendo, i numeri che vedete nel piano industriale sono asseverati e sostenibili.

Intervento n. 110
Pagine 34–35
Punto 2

Relazione del CdA Ecoambiente Srl - Discussione

Direttore Ecoambiente

Leggi intervento

Inizierei chiaramente da Masin. Ci siamo confrontati tante volte su queste dinamiche. Il ruolo che ha questa Società, che è quello in qualche maniera di realizzare dei progetti che vengono decisi dal piano d'ambito, che vengono decisi dal Bacino, è un ruolo operativo, è un ruolo che porta ad avere implementazione dei servizi che sono stati progettati a livello di pianificazione territoriale.

Noi siamo dei gestori e quindi quello che l'abbiamo messo in campo nel 2020 e nel 2021 deriva da una scelta di pianificazione. Nel 2017 e nel 1018 invece abbiamo agito come l’Azienda dei Comuni, abbiamo agito in qualche maniera con un’autonomia di gestione che ha trovato nelle Amministrazioni il consenso delle operazioni.

Sulle frazioni abbiamo fatto questa scelta, condivisa con il Sindaco, con l’Amministrazione Comunale di allora e i risultati devo dire, e lo ripeto devo dire, c'è stato un periodo di difficoltà in avviamento, di messa a punto, ma i risultati sono stati eccellenti per quanto riguarda le frazioni, e i valori di raccolta differenziata raggiunto nelle frazioni sono stati ottimali.

Io credo che bisognerebbe andare a vedere bene i costi di Ecoambiente negli anni passati e quelli che sono i costi generali di gestione, per capire quanto l'azienda ha messo in campo come costi effettivi, perché poi la TARI è una miscellanea di costi che mette insieme tante altre cose.

Quello che fa specie, e potremmo vederlo bene, è l'evoluzione del budget, dei ricavi e dei costi di Ecoambiente negli anni, e se andiamo a vedere questo noi vediamo una continua diminuzione negli anni, qualche volta marcata, qualche volta piccola, ma un trend che tende a vedere la riduzione dei costi del gestore. E quindi noi in qualche maniera le scommesse che abbiamo fatto, le abbiamo portate a casa, sono scommesse che abbiamo ritenuto vincenti nella realizzazione.

Quindi il progetto 2021.2023, parte nel 2021, in realtà doveva partire nel 2020, sappiamo tutti che sui quartieri dovevamo partire prima, poi la pandemia ci ha impedito di fare quello che volevamo fare. Gli incontri fondamentali con la popolazione in periodo di COVID non potevano essere fatti evidentemente e quindi abbiamo perso un po' di tempo; abbiamo perso un po' di tempo ma poi alla fine la risultanza è che siamo qua a dire “Siamo pronti per partire con il sistema sui quartieri”.

Colgo l’occasione per precisare un punto. Non è vero che il centro di Rovigo avrà il porta a porta spinto. Il centro di Rovigo, quando parlo di cassonetti con calotte, sarebbero i famosi cassonetti intelligenti, sono la stessa cosa.

Io ritengo che di intelligente non ci sia nulla in un cassonetto. C’è però uno strumento che dà la possibilità ai cittadini di conferire in maniera controllata. Quindi l'idea che lei presentava, che è quella di pensare alla gestione del centro storico in maniera diversificata, è dentro il piano industriale.

Quindi il centro storico di Rovigo, che prendiamo come riferimento Viale Trieste, che poi gira e si innesta in Via Sacro Cuore, e se avete visto nel piano industriale c’è la mappa abbastanza precisa, in quel centro storico di Rovigo noi pensiamo di mettere le calotte con sistema di lettura a conferimento; cosa contraria nei quartieri, evidentemente. Non so se ho detto abbastanza, Masin, ma se c'è bisogno.... (Voce incomprensibile dall’Aula)

Intervento n. 111
Pagine 35–36
Punto 2

Relazione del CdA Ecoambiente Srl - Discussione

Direttore Ecoambiente

Leggi intervento

Ah bravo, mi stava scappando. Sull’evaso, a parte il fatto che conferendo i rifiuti con cassonetti, con i bidoni carrellati, il porta a porta io ti do il bidone se sei iscritto alla TARI, se non sei iscritto alla TARI ne parliamo, ed è un problema che dovremo con il vostro ufficio tributi perché adesso faremo qualcosa in più; oltre che conferire il bidone carrellato, andremo a fare la georeferenziazione, cioè andremo a georeferenziare ogni conferimento che faremo del contenitore.

Quindi andiamo a collocare su una mappa digitale quel posto lì con tanto di riferimenti; se questo signore, questo cittadino non è iscritto alla TARI, dovremo mettere insieme il condividere con l’ufficio tributi le regole di ingaggio, però quel cittadino lì dovrà essere inserito nella banca dati della tariffa. Con le frazioni noi abbiamo fatto questo lavoro, ed è emersa dell'evasione.

Abbiamo gestito la cosa in maniera abbastanza soft, però di sicuro con il passaggio della distribuzione, geolocalizzazione dei conferimenti, la cosa diventa matematica, cioè io vado sul civico, segno il civico e do per certo che lì c'è un utente che deve essere inserito.

Non è inserito sulla TARI: vedremo come regolare questa evasione, questa elusione, questa evasione parziale, vediamo cosa viene fuori; e con l'ufficio tributi del Comune di Rovigo, o degli altri Comuni evidentemente, andremo a regolare come gestire quell’utente non censito e se chiedere l'applicazione retroattiva per quanto riguarda i cinque anni per tassa non pagata. Funziona più meno così.

Il salto qualitativo che faremo con questo tipo di organizzazione è la georeferenziazione: ogni utente sarà georeferenziato, ogni civico sarà georeferenziato. Aretusini, io sono abbastanza tranquillo sui numeri che ho dato perché i costi che noi stiamo applicando per quanto riguarda la tariffa del conferimento delle frazioni umide sono da gara europea.

Noi siamo conferendo a impianti che lei ha citato, la NIMAR, la SESA, e l’Agritalia, e quindi stiamo andando fuori Provincia, consumiamo gasolio e produciamo CO2; andiamo da questi impianti e la tariffa di conferimento è stata definita da una gara europea, e questi impianti ci hanno applicato 110 euro a tonnellata, in crescita. Quindi questi sono i numeri che noi stiamo subendo.

Ma se uno ha una miniera, e noi abbiamo una miniera inesauribile, che sono le nostre frazioni organiche, il nostro verde, perché non posso sfruttarla questa miniera? Perché non si mette nell’ordine delle idee di portarsi a casa le marginalità gestendo questa miniera, e non la dà invece questa miniera a soggetti che lavorano sul mercato, che è un mercato speculativo?

La scelta che noi abbiamo fatto è stata quella di dire siccome noi abbiamo una miniera inesauribile, perché ogni anno produciamo 20.000 tonnellate di umido, e ogni anno ne produciamo 20.000, e produciamo 27.000 tonnellate di verde, e ogni anno riproduciamo 27.000 tonnellate di verde, questa miniera che sono i rifiuti dei nostri cittadini, perché dobbiamo svenderla agli impianti dove hanno un ricarico del 50% sul costo di gestione?

Io dico che una miniera del genere sarebbe buona cosa per un amministratore gestirsela. Io non vado a dar fuori un asset, se questo asset mi è produttivo. Questa è la scelta che sta nel piano industriale.

Cosa succederà nel 2022, 2023, 2024, 2025? Io ho sempre visto crescere i costi di smaltimento, non li ho mai visti calare. Negli anni passati, nel 2010 eravamo a 60 euro a tonnellata, nel 2018 a 72 euro, nel 2021 a 110 euro.

Non ho mai visto un calo del costo dello smaltimento dei rifiuti. Vi dirò di più: ARERA, che ci ha limitato nelle tariffe per quanto riguarda la gestione dei rifiuti urbani, le tariffe sono limitati da ARERA; noi abbiamo limiti di crescita definiti da ARERA; ARERA non ha limitato il limite di crescita per gli impianti. Gli impianti non sono soggetti ad ARERA e quindi i costi di smaltimento sono tipicamente fuori controllo.

Abbiamo l'impianto di Padova di incenerimento dei rifiuti che costa 130 euro a tonnellata, più trasporto; la nostra discarica che smaltisce i rifiuti secchi trattati costa 80 euro a tonnellata. Questi sono i delta che poi si pagano nelle tariffe. Quindi io non voglio dire che piccolo è bello non è così, ma il dimensionato è bello, quello che sta in piedi e garantisce economicità, secondo me è sbagliato non percorrerlo.

Nel piano industriale è dentro in maniera chiara. La Consigliera Menon. Sì, nel bilancio 2020, che portiamo all’approvazione dei Soci, nel bilancio 2020 noi abbiamo fatto un cambio della filosofia di gestione dell'impiantistica sostanzialmente.

Quei maggiori ricavi che lei vede è il fatto che abbiamo deciso di trattare direttamente i rifiuti in impianto e fatturarli, senza invece passare tramite commerciali. Quindi prima riconoscevamo ai commerciali, Polaris, quella che era la fatturazione del conferimento, ed Ecoambiente incassava, ma incassava solo la marginalità. Abbiamo deciso di portarci dentro tutto il ricavato connesso allo smaltimento dei rifiuti speciali e di pagare la commercialità a Polaris.

Quindi il salto di fatturato che lei vede tra il 2019 e il 2020 deriva da questo cambio di gestione. I servizi comunali non hanno avuto aumenti, come costi, e neanche come ricavi. E’ proprio enucleato nella parte degli smaltimenti.

Non so se sono stato chiaro. (Voce incomprensibile dall’Aula)

Intervento n. 112
Pagina 36
Punto 2

Relazione del CdA Ecoambiente Srl - Discussione

Direttore Ecoambiente

Leggi intervento

Certamente perché è connessa all'intermediazione. Prima era pagata solo come intermediazione e quindi i ricavi erano bassi. Adesso noi trattiamo i nostri rifiuti e paghiamo però un costo di intermediazione e di trasporto, che prima erano complessivi nella prestazione di Polaris, quindi abbiamo avuto un aumento di ricavi, ma conseguentemente anche un aumento di costi connessi ai ricavi.

La marginalità su questa attività è importante e ha permesso a Ecoambiente di chiudere il bilancio in maniera favorevole. Abbiamo un buon bilancio, lo chiudiamo bene e lo presentiamo ai Soci per l'approvazione. Sul fatto che non ci sia la nota del Collegio sul 2019, nella trasparenza vediamo, è un errore probabilmente, perché non possiamo approvare un bilancio senza avere... (Voce incomprensibile dall’Aula)

Intervento n. 114
Pagina 36
Punto 2

Relazione del CdA Ecoambiente Srl - Discussione

Direttore Ecoambiente

Leggi intervento

E’ evidente che un bilancio non si approva se non c’è la valutazione del Collegio. Io credo di aver risposto abbastanza. (Voce incomprensibile dall’Aula)

Intervento n. 115
Pagine 36–37
Punto 2

Relazione del CdA Ecoambiente Srl - Discussione

Direttore Ecoambiente

Leggi intervento

Lasco la parola al Consiglio di Amministrazione.

Intervento n. 119
Pagina 37
Punto 2

Relazione del CdA Ecoambiente Srl - Discussione

Direttore Ecoambiente

Leggi intervento

Quando si fa un impianto di questo genere, devi fare la valutazione di impatto ambientale. La valutazione di impatto ambientale passa dal presupposto di produrre più progetti, più siti, e la Commissione di impatto ambientale andrà a verificare il sito più idoneo. Quindi possiamo tranquillamente pensare a Rovigo, a Villadose, a San Martino.

Quando faremo la progettualità definitiva, presenteremo il VIA e nel VIA ci saranno le opzioni alternative. Quindi allo stato attuale non c’è un progetto definito dove farlo, abbiamo delle idee su dove metterlo ovviamente, però questo sarà valutato in sede di comparazione tra siti che sono idonei. Quindi siti idonei per adesso non sono stati ancora valutati.

Questa è la prima risposta. La seconda risposta sulle dinamiche societarie con altre realtà. Siccome noi abbiamo una conformazione in house, il fatto di poter aprire a soggetti terzi in società è abbastanza complicato, proprio perché noi abbiamo nello Statuto di Ecoambiente l'obbligo di avere come Soci sostanzialmente solo i Comuni, e quindi non i privati, e la possibilità di partecipare a Società miste pubblico e private ci è preclusa allo stato attuale.

Dobbiamo percorrere delle strade di autorizzazione a livello d’Ambito.

Intervento n. 126
Pagina 38
Punto 2

Relazione del CdA Ecoambiente Srl - Discussione

Direttore Ecoambiente

Leggi intervento

Quando andiamo a conferire un contenitore, questo contenitore sarà geolocalizzato sul territorio. Quindi al civico numero tal dei tali noi diamo il contenitore e quel civico lì..... (Voce incomprensibile dall’Aula)

Intervento n. 127
Pagina 38
Punto 2

Relazione del CdA Ecoambiente Srl - Discussione

Direttore Ecoambiente

Leggi intervento

Noi andiamo a geolocalizzare il civico in realtà. Il contenitore è connesso al civico evidentemente. (Voce incomprensibile dall’Aula)

Intervento n. 129
Pagina 38
Punto 2

Relazione del CdA Ecoambiente Srl - Discussione

Direttore Ecoambiente

Leggi intervento

Certamente. (Voce incomprensibile dall’Aula)

Intervento n. 134
Pagina 38
Punto 2

Relazione del CdA Ecoambiente Srl - Discussione

Direttore Ecoambiente

Leggi intervento

In realtà sarebbe il punto di conferimento. Che poi il punto di conferimento si porta dietro un contenitore, c’è un tag, e questo tag è il contatore. Praticamente andiamo a georeferenziare il contatore.

Questo è il concetto.

Intervento n. 136
Pagina 39
Punto 2

Relazione del CdA Ecoambiente Srl - Discussione

Direttore Ecoambiente

Leggi intervento

Per tutti i nuclei familiari, tutte le attività che sono iscritte a TARI, utenze domestiche e non domestiche, tutte. Quindi qualunque attività....

30 maggio 2017

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

3 interventi
Intervento n. 91
Pagine 35–40
Punto 10

Approvazione delle modifiche al servizio di raccolta dei rifiuti urbani previste nel progetto di rimodulazione elaborato dal Gestore Ecoambiente S.r.l." 27

Direttore Tecnico Ecoambiente S.r.l.

Leggi intervento

Grazie, Presidente. Buonasera. Cercherò di raccogliere il suggerimento del Presidente, dando delle pillole informative.

Intanto, una cosa fondamentale, noi abbiamo lavorato come prassi e abitudine di questa azienda molto con gli uffici comunali, devo ringraziare l’ufficio ambiente del Comune di Rovigo che ha veramente collaborato e ci ha aiutato nel produrre il documento, con l’assessore Garbo e quindi quello che esce dal lavoro fatto è in qualche maniera la filosofia di approccio che ha Ecoambiente nel rapporto con i Comuni, cioè la collaborazione.

Noi costruiamo progetti, costruiamo dei disegni che sono condivisi, studiati e approfonditi con le realtà comunali che abbiamo in giro per la Provincia di Rovigo e ne abbiamo cinquanta, il lavoro è questo e viene fatto con questo tipo di approccio, cioè la collaborazione e la messa a disposizione del nostre esperienze alle realtà comunali con cui lavoriamo.

Detto ciò, che mi sembrava importante come premessa, il progetto che viene presentato è già stato illustrato dagli amministratori e dall’assessore Garbo, ci sono delle cose importanti che bisogna secondo me sottolineare per capire poi perché abbiamo fatto queste scelte e le cose importanti, tralasciando la differenziata e i numeri che adesso sono già stati dati, per me c’è una cosa Pag. di 76 importante e assoluta che è rappresentata da questo grafico.

Non è pensabile e non è giustificato che il Comune di Rovigo abbia una produzione di rifiuti pro capite superiore ad ogni capoluogo veneto, superiore a Venezia, dove c’è una presenza turistica importante, superiore a Padova e a Verona, dote c’è una presenza commerciale e produttiva importante, superiore a Treviso e a Belluno dove, invece, abbiamo delle realtà, Belluno più che Treviso, ma anche Treviso, simili a noi dove vediamo un crollo di produzione pro capite dei rifiuti. Cosa sta a dire?

Sta a dire che c’è qualcosa che non funziona nel sistema Rovigo, e quello che abbiamo analizzato è cercare di capire perché non funziona. Non funziona perché? Per un motivo molto semplice, abbiamo dei rifiuti, che entrano nel circuito dei rifiuti urbani, che non sono di Rovigo e quindi la migrazione che subiamo dagli altri Comuni è importante, migrazione che viene da oltre Adige e che viene dal corollario dei Comuni all’intorno di Rovigo stesso.

Abbiamo una pessima, pessima quantità di rifiuti che viene dal sistema industriale. Noi abbiamo pensato di intercettare i rifiuti assimilabili e urbani, gli imballaggi misti, portando che questo portasse un valore aggiunto a livello di costi, di tariffe e di raccolta differenziata.

Dà un valore aggiunto a livello di raccolta differenziata, dà un valore pessimo a livello di costi nel senso che i nostri imballaggi misti, che raccogliamo sul territorio comunale, e sono tanti, hanno qualità scarse, che derivano dal sistema di conferimento, queste qualità scarsa ci costringe a portargli agli impianti di recupero, tra virgolette, cioè quando porti un rifiuto recuperabile e spendi oltre 80 - 90 euro a tonnellata, all’ultima gara siamo a 110, vuol dire che forse non è tanto recuperabile.

Se la discarica costa 75 euro e un rifiuto recuperabile costa 85 - 90 euro, c’è qualcosa che non va in questo sistema. E quindi abbiamo pensato di incidere in maniera pesante su questo tipo di problematiche. Abbiamo, inoltre, pensato di dare una risposta a quella che è l’attuale strutturazione sul territorio dei contenitori.

Non è pensabile avere sul territorio una quantità di cassonetti per il secco, dove non c’è nessun affiancamento di altri contenitori per la plastica, per il vetro, per l’umido, per la carta. Cosa vuol dire? Che se ho un cassonetto a duecento metri per il secco e quello della plastica a un chilometro, non faccio un chilometro, sono disincentivato a separare.

Se ho una coscienza e una convinzione ambientale, allora lo faccio, ma sto inserendo degli elementi di disincentivo e non di incentivo per aumentare la differenziata: E quindi abbiamo analizzato quello che c’è attualmente sul territorio e abbiamo pensato di fare una cosa diversa. Abbiamo pensato di fare una cosa diversa per evitare poi anche un altro fenomeno, noi siamo sui giornali in questi giorni, io ho fatto fare un report ai miei per verificare cosa realmente c’è all’intorno dei cassonetti.

All’intorno dei cassonetti c’è l’abbandono di rifiuti che non devono andare nei cassonetti, questi vanno sostanzialmente all’ecocentro o vanno all’eco camion, ecocentro ed eco camion gratis, se la gente si comporta in questa maniera, vuol dire che non è arrivato il messaggio, non è arrivato il messaggio per cui il servizio è gratuito, “te lo vengo a prendere a casa”, che senso ha che ti carichi una lavatrice in macchina e la porti vicino ad un cassonetto? È incredibile! Per non dare altri giudizi.

La lavatrice ce l’hai in macchina, fai cinquecento metri, la porti all’ecocentro, è gratis. Se smonti un armadio o hai un divano da smaltire, alzi il telefono e te lo veniamo a prendere. Gratis.

È impensabile che ci siano questi comportamenti. Ci sono. Se ci sono questi comportamenti, vuol dire che è mancato il sistema informativo, è da recuperare in maniera forte il sistema informativo.

Attualmente cosa succede? I nostri rifiuti perché vanno all’incenerimento?

Vanno all’incenerimento per un motivo molto semplice, perché nel nostro rifiuto urbano c’è una quantità di frazione organica che è fuori da ogni ben di Dio, noi abbiamo una finta raccolta differenziata perché nel cassonetto il secco ci va una quantità impressionante di frazioni umide, di verde, di plastica, di carta, il 55% di differenziata lo facciamo perché abbiamo gli imballaggi, che arrivano da un’altra realtà, che paghiamo di più rispetto al rifiuto secco.

Quindi, noi stiamo portando all’inceneritore di Padova il rifiuto secco perché non è idoneo per andare in discarica perché ha una frazione organica elevatissima. Dobbiamo intercettarla.

Pag. di 76 Io vi tralascio perché mi è stato chiesto di entrare nei particolari, però è interessante valutare questo schema qua, noi abbiamo fatto una analisi per quanto riguarda le attuali posizioni delle isole ecologiche, per capirci, abbiamo 908 posizioni, di queste 908 posizioni, abbiamo solo cinquecento posizioni con isole complete, il resto, quattrocento posizioni, hanno solo secco. Lì non andranno mai a darmi la plastica, il vetro, perché vanno direttamente insieme.

Questo è il progetto che dobbiamo cambiare, questo giustifica i seicento chilogrammi per ambiente perché tutto quello che io come materiale di risulta lo butto lì dentro senza problemi. E lo butto lì dentro non solo io, ma lo buttano dentro le aziende, lo buttano lì dentro i cittadini di Boara Pisani, ma di Pontecchio, ma di Ceregnano, ma di Lusia, di chi vogliamo, è tutto lì dentro e questo aumenta la produzione pro capite e i costi sostanzialmente. Qual è l’idea a questo punto?

L’idea è quella di dire, vado subito al dunque, noi cerchiamo di costruire intorno alla città di Rovigo una specie di separazione naturale tra l’area, tra virgolette, del centro urbano, che comprende i quartieri di Rovigo e comprende anche la frazione di Borsea, e poi vi spiegherò perché, e il resto del territorio.

Allora, noi abbiamo un confine naturale che è la parte della tangenziale est che va da Boara e gira fino praticamente quasi a Grignano, gira per sotto, abbiamo un altro confine naturale che è l’Adige e sotto l’Adige abbiamo il passante nord che passa da Villadose, arriva fino alla rotatoria incompiuta, ma poi c’è Ceresolo e continuiamo fino a via Amendola, questo è un altro confine, che abbiamo visto naturale.

Altro confine ancora è la zona che va dalla zona di San Sisto e che si collega poi sostanzialmente alla Fattoria, quella è un’altra zona che ha un confine naturale verso Santa Apollinara, sostanzialmente. Ultimo confine naturale è la ferrovia, che taglia il Comune di Rovigo a ovest e poi si collega con Grignano. Bene, questi confini naturali ci permettono di dire: in quelle zone, all’esterno di questi confini, è agevole gestire il porta a porta e avere un controllo totale di quello che è il flusso dei rifiuti.

Abbiamo concentrato nel centro di Rovigo la presenza dei cassonetti, per adesso normali e poi intelligenti, in maniera tale da avere un controllo reale su quelli che sono i flussi magari di migrazione, abbiamo pensato di istituire, ed è un lavoro che secondo me sarà molto efficace, di istituire tramite il regolamento comunale, il controllo e la vigilanza dedicata, demandata ad Ecoambiente per quanto riguarda i comportamenti scorretti.

Nella parte dove faremo il porta a porta si andrà ad applicare il modello Treviso, il modello Treviso è un modello che prevede l’organizzazione con questo tipo di contenitori: carta, vetro, umido, verde, plastica e lattine. Bidone per la carta, bidone per il vetro, bidoncino per l’umido, bidone per il secco.

La grande novità è il bidone per il secco, il bidone per il secco avrà un tag, sostanzialmente un ripetitore di radiofrequenza dove verranno inseriti a livello informatico in questo tag il nome del proprietario dell’appartamento o del conduttore, il riferimento con la TARI, che paga, quindi la bolletta della TARI e sarà consegnato ad ogni utente, segnando espressamente su un foglio elettronico il riferimento di questo tag. Questo è pronto per la successiva tariffa puntuale.

Sarà dato il bidone per la carta, riteniamo che la movimentazione manuale dei carichi, dei rifiuti sia un elemento sensibile per le nostre maestranze, quindi cerchiamo di meccanizzare il più possibile, sarà dato un bidone per il vetro, per il verde si mantiene l’attuale appalto che è a scadenza, poi abbiamo intenzione di portare avanti dei progetti tipo quello di San Bellino, dove sarà collegata la produzione del verde in realtà ai metri quadri di ogni utente, nel senso che gli si darà una volumetria dimensionata ad uno standard, oltre a quella volumetria si andrà a tariffa.

Mi spiego, se uno ha un parco di diecimila metri quadri e io ho un geranio nel mio terrazzo, non è giusto che il verde lo paghi alla stessa maniera perché chi ha un parco di diecimila metri quadri, produce una quantità di verde impressionante e io non ne produco. Ma l’attuale TARI non suddivide questo tipo di superfici perché si paga solo sulle superfici relative alla abitazione sostanzialmente.

Il passo, che vorremo fare ed è molto connesso alla tariffa puntale, è fare in modo che il verde sia pagato in base alle quantità di verde prodotto, ci sarà un minimo garantito, oltre al quale si inizierà a pagare. Anche questa è una dinamica positiva, questo varrà anche per il secco, chi produce secco in quantità importante, in base agli svuotamenti, avrà una tassa - tariffa modulata agli svuotamenti.

Pag. di 76 Questo progetto che sembra così complesso e articolato, è un progetto già attivato con successo nella realtà citata prima dal consigliere Casetta, a Treviso ma anche a Padova, ma anche nel basso ferrarese, ma anche nell’alto ferrarese, nel Trentino, assolutamente nel Trentino. Nelle realtà evolute il passaggio alla tariffa puntuale è già stato acquisito.

Il passaggio alla tariffa puntuale porta ai numeri di Belluno, i numeri di Belluno significa alla fine della fiera produzione pro capite dei rifiuti a 350 chilogrammi per abitante, quasi la metà rispetto a Rovigo. I margini di recupero, di crescita, di risparmio sono elevatissimi, la difficoltà a raggiungere quei margini sta solo nella nostra capacità o incapacità perché non c’è nulla che non si possa fare, non si possa fare in quella maniera.

Quindi il progetto, che noi abbiamo in testa, ed è un progetto che andrà nel piano industriale Ecoambiente 2018 - 2020, speriamo di farlo con il Consiglio di Bacino istituito, speriamo di farlo con l’autorità preposta che è il Consiglio di Bacino che ci deve aiutare in questi progetti, con questa progettazione noi pensiamo di arrivare tranquillamente all’obiettivo 76, che è l’obiettivo che la Regione del Veneto si è data con il piano regionale approvato e tuttora in vigore.

Vi ricordo che la Regione del Veneto ha vinto al Consiglio di Stato la vertenza sul piano regionale rifiuti e adesso è completamente operativo. Questo si riflette sia nella pianificazione della raccolta a spot ma anche sugli smaltimenti. I nostri impianti sono dentro il piano regionale di smaltimento della Regione del Veneto.

Con questo tipo di processo si va a ristrutturare il tutto e con la campagna informativa, che partirà il primo di settembre con il progetto, la raccolta non sarà il primo di settembre, la campagna informativa partirà il primo di settembre, forse un po’ prima anche, forse un po’ prima perché abbiamo in testa di fare partire l’altra cosa che ci dà particolare fastidio, non possiamo pensare di raccogliere vetro, plastica e lattine e lo stiamo raccogliendo in quantità notevolissime, vetro, plastica e lattine e pagare 70 euro per il recupero del vetro, plastica e lattine, vuol dire 210.000 euro all’anno di costo di un materiale che ha un valore economico.

Con il porta a porta, che abbiamo in giro per la Provincia, il vetro ce lo pagano a 50 euro a tonnellata, più 50 euro, la plastica ce la pagano più 300 euro a tonnellata, è un sistema, il VPL, che non funziona. Non funziona perché dà la possibilità di conferire del materiale scadente, del materiale non controllato e conseguentemente i costi di separazione sono tali che annullano completamente i ricavi e addirittura abbiamo un delta negativo.

Vorremmo partire quanto prima con la separazione del VPL nel centro di Rovigo, non interessato al porta a porta, e passare... noi li abbiamo chiamati con i formatori appiedati, è un neologismo che mi piace, noi porteremo, per tutte le attività non domestiche interessate, porteremo la visita dei nostri formatori appiedati che andranno nei bar, dei ristoranti, nelle pizzerie, nelle trattorie, a spiegare che la plastica e le lattine vanno da una parte agevolmente e il vetro va nel bidone carrellato che daremo a tutte le utenze non domestiche con attività di ristorazione, di somministrazione di bevande e altro.

Questo è facilmente aggredibile, lo possiamo fare con una certa rapidità, daremo ventimila volantini a tutti i cittadini del centro storico, tra virgolette, di Rovigo, che spiegheranno questa metodica. Quindi il processo formativo partirà, poi faremo la separazione. Sui bidoni, con la chiusura intelligente, è già stato detto parecchio, io tralascio e vado avanti.

Questa è la zona dove saranno mantenute le isole ecologiche con il sistema a cassonetti intelligenti. Mentre la parte di Borsea, come vi ho detto, viene enucleata dal progetto. Perché viene enucleata?

Perché abbiamo da risolvere un primo problema che è la zona industriare e commerciale. La prima cosa, che faremo, su Borsea sarà fare rientrare nelle aziende i cassonetti per gli imballaggi misti che adesso sono sul territorio.

Non è pensabile di lasciare in zona industriale, con il porta a porta che verrà avanti, i cassonetti a disposizione di chiunque, oltre che delle attività non domestiche perché il livello di contaminazione che noi adesso stiamo subendo è... è meglio fare il secco non riciclabile, è meglio fare rifiuto da discarica, non esiste insomma. Quindi facciamo rientrare nelle aziende e responsabilizziamo le aziende per quanto riguarda la produzione dei loro rifiuti.

Andremo a prendere i rifiuti all’interno delle aziende, avendo un controllo di quello che fanno le aziende, contestualmente facciamo un’operazione simile per le attività commerciali, il lavoro che faremo con le associazioni di categoria, industriali, artigianali e Pag. di 76 commercianti servirà proprio a fare capire queste cose, fatto ciò e sistemata la zona artigianale, industriale, commerciale di Borsea siamo pronti per fare il successivo passaggio che sarà un passaggio chiaramente nel 2018 e sarà un passaggio che andremo lì a tarare con l’esperienza già acquisita.

Abbiamo fatto una valutazione economica dei costi e ricavi, e questa valutazione economica poi l’abbiamo espressa nella lettera citata dal consigliere Menon. Adesso faccio un passaggio rapido perché mi fermo su quanto già dato alla Commissione consiliare, poi il dettaglio dell’emendamento lo vedremo, però tutto ruota intorno a una logica semplice, semplice.

Vogliamo ridurre la frazione secca, la riduciamo con il porta a porta e la riduciamo con l’eliminazione dei cassonetti per le attività non domestiche in giro per il Comune. E quindi quello è il primo approccio, la diminuzione della frazione secca è stimata intorno al 16% e ci dà un risparmio a grandi linee di circa 350.000 euro.

Abbiamo intenzione di aumentare la carta, il porta a porta darà un aumento della carta raccolta a livello frazionale, sappiamo che questo è efficace, l’aumento della carta è stimato intorno al 17%. Darà un aumento dei ricavi, l’aumento della carta dà un aumento dei ricavi, è stimato intorno a 45.000 euro l’aumento dei ricavi.

Il VPL abbiamo progettato che sarà eliminato, quindi il costo puro di 210.000 euro sparirà dalle uscite del sistema organizzato, mentre avremo una produzione di PL, plastica e lattine, pari a 750 tonnellate, questa viene dal porta a porta, è plastica pulita, è plastica buona, riteniamo di portare a casa i contributi Corepla come nel resto della Provincia di Rovigo.

Mentre il PL, plastica e lattine, nella raccolta con i cassonetti, siamo certi che non sarà in fascia A, avrà una fascia inferiore, abbiamo stimato di ricavare 20 euro a tonnellata, come ricavi, e non 250, quindi dieci volte meno e quindi dà un contributo minimale. Mentre abbiamo visto e abbiamo ritenuto che il vetro, che è una grande parte del VPL attualmente raccolto, il vetro, una volta separato, andrà a darci un valore importante di 90.000 euro come ricavi.

Gli imballaggi misti purtroppo li lasciamo lì, poi vedremo cosa succede, siamo stati cautelativi, paghiamo attualmente 184.000 euro per gli imballaggi misti, li manteniamo fermi come costo, pensiamo di aumentare la frazione umida, la frazione umida, aumentandola, aumenta la differenziata, però ha un difetto la frazione umida, siccome siamo stati così bravi nel 2008 - 2009 a rinunciare a un progetto di recupero con biogas delle frazioni umide e il treno è passato e l’abbiamo perso, la frazione umida costa 75 euro a tonnellata.

Aumentando la quantità di frazione umida che raccogliamo, perché raccogliamo più frazione umida, paghiamo di più, questo è ineludibile, questo è un costo che andremo a subire a vantaggio della migliore qualità della frazione secca che va a smaltimento. Le altre raccolte differenziate rimangono invariate.

Con questo tipo di approccio i risparmi previsti, e sono condizionati dalla nostra capacità di rispondere correttamente al sistema di raccolta, sono condizionati dalla capacità, questa è una cosa importante, che io ho visto in tutti i Comuni della Provincia dove abbiamo fatto il porta a porta, una volta approvato il progetto, tutte le realtà politiche e sociali l’hanno sostenuto. È importantissimo.

Il porta a porta dà spazio a criticità perché si passa da un sistema, che è completamente deresponsabilizzato a un sistema responsabilizzato, il sistema responsabilizzato costringe a degli impegni, gli impegni, se non sono supportati dalla virtuosità del progetto stesso, cioè stiamo facendo un qualcosa di virtuoso, di positivo, se non passa questa logica per cui è un progetto virtuoso e positivo a beneficio dell’ambiente, del recupero delle materie prime, a beneficio della economia circolare, ci si riempie la bocca dell’economia circolare, ma è qua dentro l’economia circolare, se non passa questo messaggio positivo, la macelleria sociale sul porta a porta è facilissima.

Si fa presto perché uno che dice: “Io ho la discarica in casa” e preferisce avere la discarica fuori, fa questo corto circuito, non funziona così e non deve funzionare così. Quindi, quando noi andiamo sul territorio e andremo a fare le serate, ci vuole compattezza nel sostenere il progetto. L’apertura a critiche è facilissima.

Noi andremo in tutti i condomini delle frazioni, ad uno ad uno a dire: “Il vestito che faremo nel condominio è un po’ diverso dal vestito che faremo sulla villetta” perché la villetta ha spazi, il condominio un po’ meno, andremo a costruire per ogni condominio, ne avremo duecento da verificare, ad ogni condominio faremo il loro vestito Pag. di 76 adeguato, per ogni utenza. Quindi questa è un po’ la difficoltà. Detto ciò, se noi raggiungiamo i nostri target, i risparmi sono questi.

Avremo degli investimenti da fare e gli investimenti li abbiamo già progettati e li abbiamo contabilizzati. Avremo maggiori costi di raccolta, con il porta a porta noi inseriamo maggiori costi di raccolta. Inseriamo cinque, sei persone.

Diamo anche un po’ di occupazione. Abbiamo maggiori costi di raccolta ma diamo anche un po’ di occupazione, è poca o è tanta? Sono cinque posti di lavoro a tempo indeterminato in più.

E avremo un costo del personale, abbiamo i costi della campagna informativa, si diceva bene che cosa costa e come la stiamo sostenendo, nel piano finanziario l’abbiamo messa dentro ed è spalmata chiaramente come investimento, avremo i costi di ammortamento per i mezzi nuovi perché prenderemo anche dei mezzi nuovi, per cui alla fine della partita noi diamo un numero per cui, su base annua, per il primo step i risparmi, se il sistema lo mettiamo a regime e siamo bravi a raggiungere i target che ci siamo detti, i risparmi sono intorno ai 400.000 euro l’anno.

Il secondo step, con i cassonetti intelligenti e li valuteremo quanti metterne e dove metterne, avremo l’impatto in questa contabilità di ulteriori investimenti che ridurranno la marginalità positiva. Io non ho inserito che andremo ad aumentare ancora la differenziata, come era previsto nel progetto originario con i cassonetti intelligenti e quindi arrivare al target del 66%. Non l’ho inserito.

Sono rimasto al target progettuale del 65, sperando di arrivarci, lavorando per arrivarci, non voglio creare illusioni e crearmi illusioni, in corso d’opera vedremo come si evolve il progetto.

Quindi i 435.000 euro annuali previsti nel risparmio 2017/18, dell’annualità per capirci 17/18, verranno dirotti quando inseriremo i cassonetti intelligenti, senza portare a beneficio, io credo che ci sarà, il maggior risparmio che avremo con la riduzione del secco, con i cassonetti intelligenti, non l’abbiamo messo nei conti. Questi sono investimenti, in prima battuta andiamo a spendere 970.000 euro tra cassonetti per il secco puntuale, i cassonetti per la plastica e i cassonetti per la carta.

Avremo un investimento, collegato alle tessere, opzionali, avremo un po’ di roba, qui stiamo parlando del secondo step, scusatemi, il primo step l’ho saltato. L’ho saltato, lo troverò, però di sicuro l’ho messo. È tutto scritto tanto.

Però l’ho messo. Lo do per letto. È in fondo in realtà.

Non lo trovo, lo troverò. Io sostanzialmente ho finito. Colgo il suggerimento, e ho finito, non lo trovo, ma da qualche parte c’è, e se le trovo, poi ve lo faccio vedere. (Interventi incomprensibili dall’Aula)

Intervento n. 102
Pagine 44–45
Punto 10

Approvazione delle modifiche al servizio di raccolta dei rifiuti urbani previste nel progetto di rimodulazione elaborato dal Gestore Ecoambiente S.r.l." 27

Direttore Tecnico Ecoambiente S.r.l.

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Grazie, Presidente. Olio esausto c’è il servizio già attivo, viene mantenuto, si fa il servizio presso le utenze non domestiche, quindi trattorie, ristoranti e altro. E i cittadini possono conferire l’olio esausto nei bidoni che ci sono in giro per la città, si parlava prima vicino alla Coop, ma vicino anche al parcheggio che abbiamo multipiano e in altri posti ci sono questi contenitori e quindi si può facilmente conferire.

In prossimità di portarli in quei contenitori, c’è l’ecocentro che ne ha gogò come capacità. Il vetro bianco e il vetro verde? Purtroppo non c’è un sistema a valle che lo valorizzi.

Se anche facessimo la separazione dal vetro verde al vetro bianco, non avremo riscontro economico. Avremo dei costi molto alti per la raccolta differenziata dal bianco, dal verde, dagli altri colori, ma non avremo ricavi da un punto di vista economico.

Quindi, quando portiamo il vetro, lo portiamo in vetreria e lo mettono insieme sostanzialmente, non c’è per adesso una filiera specializzata che valorizzi economicamente la diversità perché tu puoi anche separarlo in maniera precisa a monte, però non sei remunerato e quindi hai dei costi altissimi della raccolta che non giustificano la separazione.

Il separatore, viene chiamato TMB dalla normativa regionale e quindi è un impianto all’interno del Piano regionale dei rifiuti, vuol dire trattamento meccanico biologico. Noi abbiamo il rifiuto secco, che ha ancora livelli di frazione organica presenti, che bisogna separarlo, sennò non può andare in discarica. Quindi questa è una prima fase.

Noi abbiamo una linea di produzione del CDR che vorremmo trasformare in CSS, CSS vuol dire combustibile da rifiuto che non è più rifiuto, cioè è proprio combustibile.

Abbiamo presentato in Regione il progetto per la riconversione da CDR a CSS, se questo viene approvato noi gli Pag. di 76 imballaggi misti, che adesso portiamo a 115 euro in giro per il mondo, li portiamo a Vicenza, ma dovremo portarli probabilmente a Venezia, c’è un mercato che specula su questo, bene, questi imballaggi misti, che sono già separati a monte, vengono portati ai termovalorizzatori.

Quindi chi pensa che dal rifiuto secco si possa tirare fuori del materiale di recupero fa in qualche maniera un volo pindarico perché io posso, sì, fare questa separazione e può anche essere efficace farla, ma i costi sono insostenibili. Nel momento in cui metto delle macchine con dei lettori ottici che mi separano dalla frazione secca un po’ di plastica, un po’ di vetro, che c’è anche questa roba dentro al secco non riciclabile, i costi di selezione diventano così importanti che non stanno in piedi.

Ho fatto l’esempio che gli imballaggi misti, che sono già per definizione, una frazione separata, a noi costano 115 euro a tonnellata per il recupero. Quindi non è economicamente vantaggioso da questo punto di vista. Conviene, invece, con gli imballaggi misti fare il CSS, quindi andare a valorizzare il materiale combustibile che c’è dentro e poi venderlo, tra virgolette, agli impianti di recupero energetico.

Questa è un po’ la risposta che posso darle allo stato attuale. Senz’altro faremo, invece, la separazioni degli ingombranti, gli ingombranti che vengono raccolti vanno nella logica della ricicleria, questa è un po’ la logica, al separatore metteremo delle maestranze che andranno a selezionare il vetro, il ferro, negli ingombranti abbiamo moltissimo ferro, l’alluminio, abbiamo moltissimo alluminio, il legno, quelli andremo a separarli e portarli a recupero.

Però è una frazione che vale un decimo dei rifiuti, che stiamo trattando, quindi è limitata.

Intervento n. 139
Pagine 60–61
Punto 10

Approvazione delle modifiche al servizio di raccolta dei rifiuti urbani previste nel progetto di rimodulazione elaborato dal Gestore Ecoambiente S.r.l." 27

Direttore Tecnico Ecoambiente S.r.l.

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Grazie, Presidente. Non ho la pretesa di concludere, però due dati li do. Consigliere Vernelli, è evidente che il servizio sulle frazioni lo stiamo già facendo, è evidente, il servizio sulle frazioni lo stiamo già facendo con del personale, quindi quella parte di personale, che sta già facendo il servizio, sarà riconvertita e a quel personale verrà aggiunto il personale suppletivo.

Questa è una prima risposta, quindi non sono cinque persone, ma c’è un sistema che viene rivisto è viene ritarato.

Seconda cosa, è altrettanto evidente che Rovigo ha una quota di rifiuti pro capite spaventosa e questa quota di rifiuti pro capite spaventosa deriva dalla presenza di secco incommensurabile, numeri fuori da ogni ben di Dio, è lì che bisogna incidere, bisogna incidere fortemente con il sistema che ci siamo previsti, con il sistema di sottrazione dei cassonetti a disposizione delle aziende, con il sistema di sottrazione dei cassonetti con il porta a porta, con il sistema di intercettazione dei rifiuti che arrivano all’interno.

Quindi, per rispondere al consigliere Menon, senz’altro noi abbiamo una riduzione del secco, puntiamo ad una forte riduzione del secco perché, se non facciamo questo, abbiamo fallito, quindi dobbiamo puntare a questo. Senz’altro, nel momento in cui io elimino il VPL, parto già da meno 210 portati a casa, poi la plastica e il vetro, che ho separato, lo vendo e quindi cosa si somma?

Non so se mi sta seguendo come ragionamento... quindi quello che prima ho pagato come VPL, l’ho già portato a casa perché non lo pago più.

Quello che, a questo punto, ho separato, plastica e vetro, lo valorizzo ed è valorizzato su dei prezzi di mercato, che sono già riconosciuti, non è che ce li stiamo inventando ed è quello che stiamo acquisendo in tutto l’ambito provinciale, quando nel 2002 abbiamo fatto Frassinelle, c’ero io, consigliere Businaro, c’ero io a Frassinelle quando siamo partiti con quella esperienza e poi l’abbiamo fatta negli altri quarantanove Comuni, è chiaro che siamo passati per le forche caudine delle reazioni di chi non voleva e c’era una minoranza che non voleva ed era molto agguerrita, ma un po’ alla volta la cosa si è normalizzata e le persone sono rientrate a comportarsi in maniera corretta.

Quindi noi siamo fiduciosi nella risposta della gente perché l’abbiamo già testata la nostra gente. La nostra gente è quella che ha portato in ambito provinciale la raccolta differenziata al 68% e possiamo arrivare anche oltre. Quindi con la nostra gente abbiamo un rapporto preciso, sappiamo come formarla e portare le informazioni necessarie.

Borsea. Sì, siamo stati molto contesi nel valutare Borsea e nel farla partire prima o dopo, non ci costava molto inserirla nel progetto, era un’altra zona, una piccola zona da inserire. Abbiamo voluto espressamente rallentare su Borsea perché abbiamo paura e siamo preoccupati della presenza delle attività industriali.

Se io faccio il porta a porta a Borsea e non ho risolto le attività industriali, ho la migrazione dei rifiuti verso le attività industriali. Abbiamo previsto di invertire il processo, risolviamo problema il problema sulle realtà industriali e commerciali e poi passiamo a Borsea. I tempi?

I tempi non sono lunghissimi, si parla del 2018 ovviamente, il 2017 parte, a settembre, a settembre non parte il porta a porta, a settembre parte il progetto, a settembre parte la formazione, a settembre parte la distribuzione, e la parte del progetto sarà settembre, ottobre e novembre. Quindi noi inizieremo a ruota, frazione per frazione, ad inserire il sistema.

Pag. di 76 Quindi a settembre, quando abbiamo fatto la formazione i primi dieci giorni, tanto per capirci, a Granzette o a Boara, bene, quelli sono pronti per ricevere la distribuzione e, a ruota, si va avanti in questa maniera. Questa è l’idea, che abbiamo e l’abbiamo già sperimentata ad Adria, l’abbiamo sperimentata a Porto Viro, l’abbiamo sperimentata a Badia, a Lendinara, questo è il progetto che abbiamo in testa.

Dopo, progressivamente, si andrà a migliorare, certamente, progressivamente si andrà a migliorare l’approccio perché, quando io parlavo dei condomini, in qualche maniera è il punto critico perché, quando pensiamo alle abitazioni nuove che verranno, mi pare corretto pensare che sia inserito nella progettualità un posto dove contenere i materiali.

Se penso a un condominio e ho la presenza di più bidoni per la differenziata, devo pensare a un’area e, se faccio il progetto di questo condominio, già in testa devo avere dove mettere quella roba lì, è normale. Lo facciamo in qualunque parte d’Italia questo lavoro qua, in Germania nascono già le case addirittura con gli scivoli per i rifiuti. Quindi è giusto metterlo in premessa, la nuova casa dovrà avere l’area dedicata.

Se c’è un condominio con venti appartamenti, è evidente che devo metterci dei cassonetti intelligenti, con la tessera, non posso pensare di mettere in venti appartamenti venti bidoni della carta, venti bidoni della plastica, venti bidoni del vetro, è uno sfracello di bidoni. Devo pensare in maniera diversa. E quindi nella personalizzazione del progetto, lì si entra nella cucitura del vestito e il vestito deve essere cucito proprio su misura, è un vestito che è adeguato alle realtà che andremo ad affrontare.

I nostri uomini andranno in giro a fare la fotografia condominio per condominio, realtà domestiche per realtà domestiche, realtà non domestiche, informatori appiedati, che vanno in giro a fare la formazione a piedi, in giro per la città, me li vedo, quindi li vedo positivamente.

Poi sono altrettanto contento del progetto formativo quando pensiamo ai gazebo, i gazebo, che metteremo nelle piazze durante la partenza del porta a porta, sono momenti non solo di formazione, ma anche di segnale: “Stiamo partendo”, li mettiamo in tutte le frazioni, davanti ai campi sportivi, davanti alle chiese, dopo ognuno troverà il posto giusto dove metterli, però sono segnali chiari che dicono: “Stiamo partendo”, chiameremo tutti i cittadini in quei punti lì a venire a chiedere la consegna del contenitore del secco non riciclabile perché lì metteremo la schedatura del contenitore.

Quindi i cittadini verranno a prendersi il bidone bianco per il secco non riciclabile, altro momento formativo, altro momento di comunicazione. È una scommessa? Sì.

L’abbiamo già vinta in tanti Comuni, pensiamo di giocarla bene anche su Rovigo. Avremo bisogno della vostra disponibilità ovviamente. Grazie.

Come leggere questi numeri. Il numero degli interventi dipende dalle sedute e dai verbali attualmente acquisiti. I ruoli di Presidenza possono inoltre generare numerosi interventi procedurali: per questo Lente Civica non li usa come classifica di attività politica.