Relazione del CdA Ecoambiente Srl - Discussione
Direttore Ecoambiente
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Buonasera, grazie per l'invito. Vediamo se riesco a darvi risposte precise. Cerco di essere sintetico per evitare di perdere tempo e far perdere tempo a tutti.
Ci sono delle domande interessanti. Parto dall’ultima. Rovigo ha sempre fatto abbastanza bene la raccolta differenziata; l'ha fatta con un sistema tradizionale che ha portato al raggiungimento dei valori di raccolta differenziata buoni per una città capoluogo, buoni con il sistema che adesso ha implementato; è un sistema che ha dei vantaggi però ha degli svantaggi.
Lo svantaggio sostanziale di questo tipo di sistema è che non c’è la tracciabilità dei conferimenti dei rifiuti: non sappiamo chi conferisce rifiuti e come conferisce i rifiuti. L’esempio degli abbandoni che abbiamo in giro per il territorio è significativo; l’esempio di quello che c'è dentro nei cassonetti della carta, della plastica, del vetro, dell'umido, se andiamo a vedere cosa arriva agli impianti, la cosa è preoccupante.
Questo deriva da un fatto che in qualche modo un sistema di raccolta con il stemma stradale si porta dietro questa complicità e queste problematiche.
La scelta di cambiare il sistema di raccolta, di implementare il più possibile il porta a porta, cosa che abbiamo fatto in tutto il territorio della Provincia di Rovigo, non c'è un Comune che non sia completamente a porta a porta nel territori della Provincia di Rovigo; la scelta che abbiamo fatto con le frazioni, e le frazioni hanno dato risultati ottimi sulla raccolta differenziata, e la risposta dei cittadini è stata altrettanto di qualità, ci ha permesso di buttar giù un progetto, di elaborare un progetto, che tende a superare il sistema della raccolta stradale in qualche maniera responsabilizzando il produttore dei rifiuti nel conferimento dei rifiuti al sistema di raccolta.
Il porta a porta è la massima responsabilizzazione: sappiamo chi conferisce, sappiamo come conferisce e sappiamo quanto conferisce. Il progetto delle frazioni e il progetto dei quartieri porta dietro questo tipo di analisi.
Nei quartieri, e andremo in senso antiorario, partendo da San Pio alla Tassina, a San Bortolo, Commenda Est e Commenda Ovest, in questo processo che coinvolgerà tutti i quartieri tra il 2021 e il 2022 l'idea principale è di fare il porta a porta spinto; fare il porta a porta spinto con sistema simile alle frazioni, con la tracciabilità dei rifiuti.
Noi siamo pronti per produrre la tracciabilità dei rifiuti, nel senso che ogni cittadino avrà dei contenitori che hanno un contatore di fatto, il contatore dell'acqua, il contatore del gas, avremo il contatore dei rifiuti: ogni cittadino che metterà fuori i suoi rifiuti avrà un sistema di comunicazione e dall'altra parte di lettura, per cui tutti gli svuotamenti saranno tracciati e misurati. In base agli svuotamenti, tracciati e misurati, si andrà ad implementare la tariffa.
Quindi chi più inquina - il concetto è questo - chi più inquina, chi più produce rifiuti, più paga. Il meccanismo della tariffa puntuale ha questo tipo di collegamento.
Il fatto che tu devi pagare porta un'altra ricaduta positiva, e l’abbiamo visto in territori contermini: i territori contermini sono la bassa Ferrarese (Clara sta facendo in questo sistema da un po' di tempo), lo sta facendo da vent'anni Contarina SpA, lo sta facendo da 15 anni ETRA, lo sta facendo la parte del basso veronese per rimanere nel Veneto, lo sta facendo Ponte delle Alpi, lo sto facendo una parte del bellunese, quindi abbiamo realtà che hanno già sperimentato questo tipo di sistema e le risultanze sono eccellenti; eccellenti da un punto di vista dei numeri della differenziata, noi nel piano industriale abbiamo messo un target dell’80%, e credo e sono convinto che arriveremo a questo target.
Queste realtà che vi ho raccontato stanno viaggiano intorno all’84-85% di raccolta differenziata.
Il secondo target, assolutamente apprezzabile ed apprezzato, è la qualità dei materiali recuperati conferiti: quello che viene conferito come plastica, come carta, come vetro, come umido, come verde, per non parlare poi dei RAE e per non parlare di tutta una serie di altri rifiuti minimali ma che ci sono, avendo lasciato una traccia del conferimento, il fatto che chiunque produca rifiuti sia responsabilizzato sui rifiuti che produce, la qualità dei materiali che andiamo a recuperare è ottima, è eccellente, e riusciamo a piazzare la nostra plastica, la nostra carta, il nostro vetro, sul mercato di prima qualità.
Questo vuol dire che tutto quello che stiamo spendendo come sistema di raccolta, lo andiamo a compensare con i ricavi della vendita dei materiali.
C’è un altro che non è considerato ma è un minor costo: passando dal 65% di raccolta differenziata in ambito provinciale all’80, vengono a mancare il 15% di rifiuti secchi; questo 15% dei rifiuti secchi, che vanno non più smaltiti ma recuperati, ti danno un risparmio secco di costi di smaltimento, fate conto che abbiamo 120.000 tonnellate all'anno di rifiuti raccolti; il 15% di questi rifiuti vale circa 20.000 tonnellate. Sto dando dei numeri approssimati, però i numeri sono questi.
Queste 20.000 tonnellate non sono più rifiuto da smaltire, che paga 100 euro a tonnellata, ma sono rifiuti recuperabili che vanno venduti. Il delta tra il mancato conferimento, quel mancato costo e il recupero di risorse economiche, fa stare in piedi tutta questa macchina organizzativa che è pesante, che è articolata, è complessa, che però permette di raggiungere quei traguardi che sono stati detti. Credo di aver risposto alla prima parte della domanda, o forse era l'ultima.
Il periodo provvisorio. Più è lungo il periodo provvisorio e più costa. Il periodo provvisorio vuol dire avere da una parte un sistema tradizionale, e da un'altra parte il futuro sistema porta a porta integrale con la tariffa puntuale.
Più è lungo questo periodo provvisorio, più abbiamo situazioni frammiste, raccolte che non sono ottimizzate, raccolta dei rifiuti che non sono di qualità. Quindi il periodo provvisorio noi vorremmo farlo durare il meno possibile: il meno possibile vuol dire 1.01.2023. Quindi il periodo provvisorio nasce praticamente dall’approvazione del piano industriale, vuol dire marzo perché alla fine il contratto è stato firmato a marzo, nasce da marzo 2021 e finisce il 31.12.2022.
Non è un periodo provvisorio lungo. E’ un periodo provvisorio molto sfidate, dobbiamo fare investimenti importantissimi, dobbiamo strutturare la macchina in maniera adeguata a gestire sia la parte informativa che la parte operativa; abbiamo dei vincoli per quanto riguarda le esternalizzazioni che il Bacino ci ha dato, quindi dobbiamo rientrare con le esternalizzazioni, e dobbiamo garantire un costo del servizio che sia compatibile con quella che è un’evoluzione dell’inflazione con i costi connessi.
Il nostro piano industriale prevede nel breve periodo, parlo 4-5 anni, il raggiungimento del mantenimento della tariffa che è attuale. Poi con il passare degli anni, se riusciamo a fare l'operazione che si chiama economia circolare, sembra quasi un concetto, nella nostra realtà invece è sostanza; l'economia circolare che noi vogliamo mettere in campo è tale per cui tutto quello che andremo a recuperare va per certo al riutilizzo e al recupero, è certo..
Tutto quello che riusciremo a recuperare se facciamo gli impianti, e dobbiamo farli questi impianti per il trattamento delle frazioni umide e delle frazioni verde, andrà a produrre dei combustibili alternativi, che possono essere biogas in prima battuta che è un minimo, o potrebbero essere biometano con alimentazione poi della nostra quota con questo combustibile completamente rinnovabile all'interno completamente della filiera dell’economia circolare.
C’è un altro sottoprodotto che viene avanti con questo tipo di impiantistica. L’altro sottoprodotto è che noi stiamo subendo da alcuni anni delle politiche di mercato su alcuni rifiuti, e sto pensando alle frazioni umile e verdi, ed è un esempio semplice: nel 2018 noi pagavamo lo smaltimento delle frazioni umide 72 euro a tonnellata; nel 2020/2021 siamo a 110 euro a tonnellata.
Stiamo parlando di più di un 30% di aumento, che deriva sostanzialmente da una politica commerciale: gli impianti non hanno avuto costi superiori, non stanno pagando di più la gestione, non hanno corti energetici superiori, non pagano di più gli operai. E’ solo una politica di mercato: c'è una domanda di smaltimento elevata, un'offerta di smaltimento gestita da pochi operatori privati, e la logica della domanda e dell'offerta è devastante.
Noi nel giro di due anni ci abbiamo rimesso un milione di euro all’anno, con maggiori oneri di smaltimento e maggiori costi per recuperare - già il termine recuperare è impressionante - abbiamo speso un milione di euro in più all’anno per recuperare delle frazioni che hanno un valore ambientale ed energetico: ambientale confort e qualità, energetico metano o biogas.
Quindi il periodo transitorio - ritornando alla domanda principale - vale due anni, un anno e mezzo, per andare a regime ,e poi avremo alcuni anni ancora per tarare la macchina.
Per farvi capire la complessità: noi emetteremo non più una fattura per Comune al mese, come facciamo adesso, ma emetteremo 100.000 fatture ogni semestre; di queste 100.000 fatture dovremo andare alla ricerca di farci pagare, avremo il problema degli insoluti, e avremo bisogno di fare una correlazione ben precisa tra chi produce rifiuti e quanto paga. E quindi il meccanismo che dovremo mettere in piedi, che deve contemperare quella che è una produzione virtuosa, con dei costi tariffari, è particolarmente delicato.
Qual è il limite per cui tu inizi a pagare un po' di più? Quello dovremo tararlo in base alla situazione territoriale presente sul territorio. E’ un lavoro complesso.
Nel 2023 partiamo con la macchina e poi un po’ alla volta la tareremo. Avremo quindi un perfezionamento in corso d'opera. Noi pensiamo che nel giro di due o tre anni la tariffa puntuale sia partita ovviamente, ma anche consolidata, quindi sperimentata e resa operativa.
Comunque all’1.01.2023 noi inizieremo a sostituire la TARI con la tariffa puntuale. Credo che il Consigliere Scaramuzza abbia fatto delle domande che partono dall'esperienza delle frazioni. Mi ripeto in realtà, perché quello che ho già detto alla Consigliera Gambardella è tutto sommato riproducibile.
Quello che è stato fatto sulle frazioni è in qualche maniera il passo intermedio tra i cassonetti e la tariffa puntuale. Anche le frazioni avranno la tariffa puntuale, anche le frazioni avranno un supplemento di distribuzione dei materiali, per cui andremo con le frazioni a metterci in linea con il resto della Provincia di Rovigo.
Quindi avremo la lettura dei bidoni carrellati 120 che avete già, con il trasponder, e andremo a sistemare il problema dei condomini; problema che ci sarà anche per i quartieri e soprattutto poi per la città. Come faremo ad affrontare il problema dei condomini, quelli significativi, quelli dove non c'è possibilità di esporre i bidoni sul ciglio stradale in maniera sostenibile?
Metteremo sul territorio dei cassonetti con delle calotte che hanno un lettore di conferimento, per cui le calotte saranno dotate di una chiave di accesso che si apre con una tessera personalizzata, e queste calotte andranno a leggere quante volte io porto il rifiuto su quel contenitore. E’ una tariffa puntuale uguale all'altra con un sistema diverso.
L’unico problema che abbiamo con le calotte è che mentre con il sistema porta a porta ho un controllo visivo di quello che mi conferisci, con il sistema delle calotte non ho questo controllo visivo, e il rischio della contaminazione dei rifiuti buoni tra virgolette recuperabili esiste, però abbiamo deciso di mettere anche nelle calotte per i rifiuti recuperabili la chiave di accesso.
Quindi avremo dei contenitori, delle isole ecologiche composte da un contenitore per il secco con calotta, un contenitore per la plastica con calotta, un contenitore per la carta con calotta, e un contenitore per il vetro e un contenitore per l’umido con chiave. Quindi avremo in qualche maniera tracciato i conferimenti di tutti i cittadini che vanno a conferire presso queste isole ecologiche.
Ne abbiamo previste una decina, un po' di più, nei due quartieri; ne prevedremo altrettante negli altri quartieri; nel centro di Rovigo invece si andrà solo con il sistemato a calotte, quindi il centro di Rovigo sarà mappato il territorio; saranno suddivisi in base alle caratteristiche urbanistiche dei vari posti della città, saranno sono collocati i vari contenitori proporzionati al numero di abitanti afferenti a questo tipo di organizzazione.
Questa la faremo nel 2022, nel secondo semestre del 2022, tra il primo e il secondo semestre del 2022. Per ultimo, ma non per ultimo, la domanda sui target e sulla dinamica dei costi. E’ indubbio che, se non ho capito male, quando si parla di target significa gli obiettivi. (Consigliere non identificato) Non si sente benissimo.
Poi ci date anche un microfono, grazie.