Persona · attività documentata

Nello Chendi

Ruoli e interventi ricavati dai verbali ufficiali già acquisiti da Lente Civica.

Interventi documentati
693
Sedute con interventi
118
Interventi con video
5

Ruoli documentati

Come indicati nelle fonti acquisite.

ConsigliereDal 11 luglio 2011 al 14 febbraio 2024119 osservazioni documentali

Attività nei verbali acquisiti

Prima gli interventi tematici, poi quelli procedurali, sempre consultabili. Testo, punto ODG, pagine e video quando esplicitamente autorizzato alla pubblicazione.

11 maggio 2017

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

2 interventi
Intervento n. 97
Pagine 37–38
Punto 4

Esame ed approvazione Rendiconto di Gestione Esercizio Finanziario 2016”.........................35

Consigliere Partito Democratico

Leggi intervento

Grazie, Presidente.

Le confesso che è imbarazzante affrontare questo ragionamento di fronte a qualche centinaio di pagine dove ci sono dati contabili, molti messi lì, senza un ordine o quantomeno c’è un ordine che è di carattere molto tecnico e assolutamente c’è un disordine politico, non c’è una lettura, diciamo, che possa assumere le caratteristiche di una valutazione, quando si approva un rendiconto di gestione: “Avevamo a disposizione tot, abbiamo fatto questo, quest’altro non è stato fatto, c’è un avanzo”, la semplificazione che aiuta perché io sfido tutti i Consiglieri a dire che hanno capito cosa sta avvenendo al momento della approvazione.

Io ci ho studiato su, ho cercato di leggere e di capire, ma non ho capito qual è la linea più che altro. Il primo anno capisco, dal 2015 c’era la nuova Amministrazione, si capisce. Il 2016 era un anno di transizione, il 2017, alla luce anche del nuovo Pag. di 64 sistema di contabilità, eccetera, si poteva arrivare ad un rendiconto che fosse un po’ più politico, meno tecnico e più politico perché a questo serve.

Ripeto, mettere insieme tante carte, che alla fin fine sono, ripeto, non leggibili, qualcuna è scritta talmente piccola, neanche se ci metto la lente di ingrandimento... ma non c’è un disegno! Dov’è il disegno? Perché non è un problema di dire: “L’aspetto del bilancio è una questione tecnica”.

Sì, è vero, è tecnica per quanto riguarda l’insieme di numeri che caratterizzano un Bilancio, ma esiste poi una possibilità di dare un’interpretazione politica a un rendiconto di gestione. Si può fare. Sì, si può fare se si vuole intanto rendere più trasparente e più accessibile a tutti questi dati e, in secondo luogo, è fare sì che la città capisca cosa è stato fatto, cosa non è stato fatto e perché.

Come dice giustamente il consigliere Vernelli si perpetuano nel tempo questioni vecchie. Non si tratta di dire: “È colpa vostra”, cioè qui se si mette un punto fermo, anche alla luce del fatto che sono cambiati anche i sistemi di contabilizzazione per cui si può anche dire: “Partiamo di qui e proviamo a dare una lettura più semplice intanto al Consiglio comunale”, visto che lo deve approvare ... ma sul fatto tecnico, prendiamo atto e basta.

Ma visto che lo si approva e rischia di essere approvato senza cognizione di causa, è una cosa veramente preoccupante per quell’insieme di cifre che sono ferme, immobilizzate. Giustamente dice l’Assessore: “Vediamo se il responsabile di Vicenza se ci dà un input per dire se abbiamo un milione in più o un milione in meno a disposizione”, siamo messi veramente male ed è preoccupante che si vada a votare qualcosa di cui...

Prendiamo atto che non c’è la consapevolezza, è un fatto grave, ripeto, grave di cui siamo ovviamente chiamati ad assumere ciascuno le proprie responsabilità, ecco, noi non siamo stati presenti per motivi personali ai lavori di Commissione, avremmo espresso questo tipo di perplessità, ma visto come siamo messi, visto le non risposte e la non linea, che non è leggibile, noi manteniamo un atteggiamento di coerenza rispetto al voto di bilancio, preannuncio quindi il nostro voto contrario.

Intervento n. 122
Pagina 47
Punto 5

Interporto di Rovigo S.p.A. - Modifica Art. 5 dello Statuto Sociale “Durata e sua Proroga”.”. 40

Consigliere Partito Democratico

Leggi intervento

Grazie, Presidente. Dal momento che viene precisato che ci potrebbe essere da qui ad un mese ... la prima domanda che faccio, anche se siamo in sede di dichiarazioni di voto, perché non viene ritirato il provvedimento e presentato da qui a un mese?

Perché oggi siamo in una situazione di non conoscenza, a futura memoria potrebbe succedere che... vabbè, c’è un nuovo Presidente, che comunque non è gratis, costa, quindi anche il discorso dei costi di un Consiglio di Amministrazione di una società non produttiva è il primo problema che abbiamo, anche se non siamo il 51% della società.

Quindi se questo provvedimento, che è monco, zoppo, incompleto, cioè perché non ha le informazioni che permettano una valutazione più serena fosse ritirato non sarebbe uno scandalo, dov’è la fretta? Dov’è la fretta se abbiamo soltanto come esigenza la prospettiva di un allungamento dei mutui? Siamo nel 2017, la società scade nel 2030, non è che scade nel 2020, abbiamo tredici anni di fronte.

C’è una fretta immotivata perché comunque sia eventualmente uno porterebbe una proposta di rinegoziazione dei mutui, sono d’accordo con il consigliere Menon, non è questo il problema. Semmai alla fatta, i tempi sono slittati oltre, per cui si rende ancora provvedere a.

Non siamo di fronte a questo, ragioniamo su qualche cosa, non c’è il piano industriale, quindi, ripeto, se c’è buona fede e da parte nostra c’è perché ovviamente è un dispiacere registrare una società che, ahimè, nonostante le speranze e le illusioni di chi ha creduto, dopo molti anni, è allo sbando. Allora, se viene ritirato, è un conto. Altrimenti noi preannunciamo il nostro voto contrario.

31 marzo 2017

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

2 interventi
Intervento n. 65
Pagine 37–39
Punto 17

Approvazione documento unico di programmazione (DUP) 2017/2019, relativa nota di aggiornamento al DUP 2017/2019, Bilancio di Previsione 2017/2019 e relativi allegati" 5

Consigliere Partito Democratico

Leggi intervento

Sguotti ci tira un po’ su di morale, però quando c’è il Bilancio, che è il massimo punto di confronto tra la maggioranza e la minoranza, è ovvio che ci siano anche delle punte di polemica, però la polemica deve essere sempre vista dell’ambito che non deve essere mai offensivo, rispettare le persone, fa parte del gioco delle parti, quindi questa è la politica. È la politica.

E quando si deve dare un giudizio su un bilancio che è formato da documentazione, forse troppa carta, tanti documenti e mancano le cose essenziali, cioè la possibilità poi di confrontarsi su ciò che dovrebbero essere state le scelte, che non siano chiare almeno, ci sono, ma sono in mezzo alle righe, non sono chiare. Io articolerei una valutazione su tre punti, uno che riguarda le entrate, uno che riguarda le uscite e un giudizio sulla non politica.

Sulla voce entrate, quindi ovviamente niente da dire rispetto a tutto ciò che è elencato, cioè tutte le voci che stabiliscono... perché, ovviamente, per poter fare delle spese serve innanzitutto garantire le entrate. Credo che non sia stato fatto uno sforzo, perché l’Assessore non è riuscito, perché non c’è stato un approfondimento, si poteva fare di più.

Si poteva utilizzare una serie non di meccanismi strani ma attraverso fondi regionali e nazionali bastava leggere tra le righe e credo che qualche finanziamento, qualche opportunità di entrata in più si poteva fare. Questo per quanto riguarda la voce entrate.

Sulla voce spese, e quindi uscite, è evidente che qui è il nodo del confronto, cioè come si spende quello che si può spendere, nel senso che ci sono le spese vincolate, su cui non c’è niente da dire, ovviamente per quanto riguarda il personale, le voci del personale non si vanno a toccare, a parte la questione, spero che venga risolta, del famoso salario accessorio e compagnia bella, gli interessi sui mutui, che dire sugli interessi sui mutui?

Sui contratti e convenzioni in essere, le spese per utenze e servizi, cioè le voci che sono fisse, che sono determinate non possono essere messe in discussione, dicendo: “Ah, se fossimo noi non le faremo”, queste sono voci che non sono oggetto della differenziazione e del confronto politico.

Certamente le cose che sono state precisate dai colleghi riguardano quelle poche disponibilità, speriamo quando arriverà la valutazione sul consuntivo 2016, ci sia quel po’ di soldi in più che adesso non ci sono e che ci permetta di recuperare sulle voci più deficitarie, soprattutto sui servizi sociali, sui servizi alla persona, diciamo, sui servizi sociali e, dispiace poi registrare che le questioni, tipo il lodo arbitrale che riguarda il polo natatorio non abbia potuto trovare una chiusura al ribasso, ovvero una prospettiva di chiudere con qualche risparmio, con qualche maggiore economia.

Per quanto riguarda le spese per investimento, anche qua c’è poco da dire perché mi pare rispetto alle novità del Piano Triennale, ci sia ben poco al di là delle spese sulla media Bonifacio, io non vedo altre cose importanti. Poi la domanda, che diventa anche una valutazione tecnica, che spero mi sia specificata, circa 8 milioni di accantonamenti per i fondi di dubbia esigibilità, se è una stima abbastanza seria, abbastanza approfondita o se ha qualche margine di valutazione.

L’ultima questione è quella della presentazione, insisto, anche l’anno scorso l’ho detto e lo ribadisco, nella presentazione del bilancio, a parte il DUP, la premessa che accompagna una presentazione, deve indicare, dovrebbe indicare, questa è la politica, le due o tre scelte di fondo Pag. di 105 dell’Amministrazione che sono certamente nella proposta del programma del Sindaco, approvato all’atto delle elezioni, ma ovviamente sono passati quasi due anni, quindi l’aggiornamento rispetto alle disponibilità che ci sono: minori fondi, quello che volete, ma quali sono le cose in cui si va a cercare di qualificare?

Le priorità? Questo manca, la politica è deficitaria. Consigliere Sguotti, nessuno qua dà dell’incompetente, se manca l’indicazione ed è questo su cui si poteva sviluppare meglio il confronto, se manca l’indicazione chiara di quali sono le priorità che questa Amministrazione sceglie per il 2017, è evidente che l’assenza di questa indicazione limpida, chiara che dica: “Noi vogliamo fare questo, se non siete d’accordo, noi vogliamo fare questo, andiamo avanti”, questo è un punto abbastanza fondamentale.

E poi potevano essere anche voci di spesa, ma comunque indicazioni legate alla prospettiva politica, il Comune capoluogo intende perseguire e andare avanti su uno dei progetti di fondo, che sarà una questione nazionale, ma una questione anche locale, dovremo marciare sul problema della aggregazione dei Comuni e quindi avvicinarci non dico all’assorbimento ma a costruire una politica di buone relazioni nei confronti dei Comuni limitrofi, diciamo del medio Polesine perché la prospettiva di aggregarci con altri, senza che venga letto come una voglia di aggregare unilaterale, è un tentativo di ragionare in grande, anche perché questo ha riflessi poi sul piano urbanistico e sul piano degli interventi e così via, perché la prospettiva di mettere insieme più Comuni, ragionare un po’ più in grande, rispetto alle grandi tematiche dello sviluppo, credo sia una questione che non può essere non presa in considerazione.

Rispetto a questo, credo che non ci sia un’indicazione, qualcosa che poteva essere messo, perché diventa una indicazione anche questa schematica e politica, cosa vogliamo fare sulla sanità rispetto alla nuova U.S.S.L., che nasce ma sa cui il Comune capoluogo deve poter esercitare una funzione migliore che nel passato, lo dico anche come valutazione nostra perché il Comune capoluogo in questi anni, diciamo, di visione tra le due U.S.S.L., non ha svolto una funzione... adesso la dovrà svolgere, di coordinamento di tutta la sanità, dobbiamo essere interlocutori, anche se sappiamo che il direttore generale risponde all’Assessore, risponde alla Regione, ma il Comune capoluogo rispetto alle prospettive di assumere anche delle funzioni e comunque di superamento della Provincia, riusciamo a dare una dimensione anche in questo senso più forte?

Sulla scuola, sulla tematica scuola e i giovani, il Comune capoluogo, sulle politiche giovanili e sulla formazione rispetto ad mercato del lavoro, ha voglia di dire qualcosa e di fare qualcosa? Ecco le indicazioni che sono poi quelle importanti che, in sede di bilancio, possono essere sul piatto. E per ultima questione, che si allaccia poi a quello che è venuto fuori anche ieri, ma che è non soltanto il problema che riguarda i rifiuti, il problema dei servizi tecnologici per i nostri cittadini.

Quindi vuol dire certamente i rifiuti con i costi, ahimè, che dovremmo puntare a ridimensionare, al di là dei cassonetti intelligenti oppure no, e il problema dell’acqua, la preoccupazione rispetto al fatto che l’acqua, ne parleremo pure successivamente, ma l’aggregazione delle due società dell’acqua ci vede come Rovigo città capoluogo che va sotto i Comuni della Bassa Padovana, cioè conteremo un quinto, quindi è una questione molto delicata. Rivendichiamo con orgoglio il fatto di essere capoluogo.

L’ultima questione sui servizi tecnologici credo sia importante porre la riflessione e la sede di bilancio pone anche la necessità, al di là delle risorse, che mettiamo sui capitoli e sui punti, di fare una riflessione. Grazie. Pag. di 105

Intervento n. 137
Pagine 79–80
Punto 17

Approvazione documento unico di programmazione (DUP) 2017/2019, relativa nota di aggiornamento al DUP 2017/2019, Bilancio di Previsione 2017/2019 e relativi allegati" 5

Consigliere Partito Democratico

Leggi intervento

Ritiriamo questo emendamento, Presidente. Prendiamo atto del giudizio tecnico negativo, però rimane il problema, questa è la famosa rata dell’impegno nei confronti dell’IRAS, la voce sulla pubblica illuminazione non si può toccare, prendiamo atto di questa... era già stato precisato già ieri quando si parlava della possibilità di togliere la T.A.S.I., i famosi 25.000, non si tolgono neanche i 166.000. Rimane il problema.

Pag. di 105

30 marzo 2017

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

4 interventi
Intervento n. 255
Pagine 81–82
Punto 9

Approvazione aliquote dell'imposta municipale propria (IMU) per l'anno 2017" 72

Consigliere Partito Democratico

Leggi intervento

Grazie, Presidente.

Per preannunciare il nostro voto contrario, soprattutto perché è mancato questo segnale, il consigliere Sergi lo auspicava ma si accontenta di quello che è stato quel passaggio, che è stato citato, avrei preferito che quel 10,60‰ fosse diventato almeno un 10, cioè tanto per dire che basta a volte un segnale, ecco, e non dimentichiamo che è già un’agevolazione, visto che sempre criticato l’operato del Governo, c’era stata l’anno scorso per cui il Comune aveva già usufruito di qualche beneficio, quindi un segnale ai proprietari, che sono poi i destinatari, visto che la maggioranza sono i proprietari di seconde case, credo sarebbe stato importante dare perché chi ha investito sulla casa si aspetta questo segnale da questa Amministrazione.

Pag. di 127

Intervento n. 264
Pagine 87–88
Punto 10

Approvazione aliquote del tributo per i servizi indivisibili (T.A.S.I.) per l'anno 2017" 85

Consigliere Partito Democratico

Leggi intervento

C’è un silenzio su questo punto che è molto semplice, di fatto mi aggrego a quello che ha già detto Vernelli perché poteva essere anche questa un’opportunità di dare un segnale, visto che si presume che l’entrata sia di circa 25.000 euro, che poi dovrà servire per andare in parte, diciamo, a coprire il servizio di pubblica illuminazione, stimato in 1.318.000, quindi 25.000 su un milione e tre. La domanda: ma il milione e tre è fisso?

Questa benedetta struttura, che si muove a livello nazionale, che deve fare miracoli e miracoli non fa, garantisce qualche risparmio o il costo annuale va avanti e prosegue?

Perché mantenere in piedi una sigla, ecco, perché IMU, T.A.S.I., TARI, cioè questa gente che non capisce che deve ascoltare tutte queste sigle, almeno poter dire che una di queste sigle non c’è più, visto che sono questi modesti 25.000 euro, proviamo a lavorare su questa cifra per il prossimo anno, so che adesso ormai siamo in zona Cesarini, ma almeno pensare che questa possa essere ridimensionata della quantità almeno pari alla T.A.S.I., visto che sono 25.000 euro, credo che sia una cosa da mettere all’ordine del giorno.

Per questo noi voteremo contro. Pag. di 127

Intervento n. 291
Pagine 104–105
Punto 11

Approvazione piano finanziario della tassa sui rifiuti (TARI) per l'anno 2017" 91

Consigliere Partito Democratico

Leggi intervento

Grazie, Presidente.

Per confermare il voto negativo, ma più che altro per sollecitare una riflessione profonda perché, se prima abbiamo espresso dei ragionamenti, dei dubbi su una spesa di 25.000 euro, rispetto alla ipotesi di spesa così importante e alla mancata presentazione di un piano finanziario da parte di Ecoambiente, che è vero che ha cambiato la struttura amministrativa, ma perché è stata così veloce la liquidazione del direttore generale quando poi da parte della nuova governance c’è l’incapacità di presentare un piano finanziario?

Si è fatto fuori un dirigente perché non rispondeva a delle logiche probabilmente di non adeguamento alle necessità di qualche Sindaco o di qualche amministratore locale, quindi questioni abbastanza tristi, questioni, diciamo, che fanno accapponare la pelle e quindi pensare che non si fa un piano finanziario e ci costringe noi che siamo di fatto la parte fondamentale come struttura e come quote di partecipazione di Ecoambiente a dovere inventare o modulare, qui c’è la dottoressa Cittadin, c’è l’Assessore, che devono fare miracoli per costruire un’impostazione che ci permetta poi di arrivare alle tariffe TARI del 2017, mi pare che sia una questione che, per un Comune capoluogo, non ce lo meritiamo.

È la riflessione che faceva prima Vernelli: domandiamoci perché in qualche capoluogo di questa Regione, non di un’altra parte di Italia, si spende quasi la metà o la metà, qual è il motivo? Sbagliano loro o si sbaglia qua? Chi è che sta barando alla fin fine?

Perché questi sono soldi dei cittadini e quindi questo tipo di riflessione, rispetto alla ipotesi di spesa così importante non può non essere un fatto che ci riguarda tutti complessivamente, al di là delle posizioni, maggioranza e minoranza. È una questione troppo delicata questa. Ripeto, non sono i 25.000 di prima, sono una spesa di tutt’altro spessore, quando parliamo di milioni.

Credo che la riflessione sia giusto che vada estesa, certamente so che le posizioni sono predestinate, ma speriamo che la riflessione di questa sera serva per il prosieguo dell’anno e che non ci troviamo da qui ad un anno ancora nelle stesse condizioni, senza un piano finanziario da parte di Ecoambiente, con delle motivazioni risibili e quindi costretti ancora una volta a situazioni emergenziali. Pag. di 127

Intervento n. 308
Pagine 117–118
Punto 14

Conferma, per l'anno 2017, dell'aliquota dell'addizionale comunale all'IRPEF" 115

Consigliere Partito Democratico

Leggi intervento

Grazie, Presidente. Sempre contro le tasse! Presidente, era soltanto per confermare il voto contrario perché lo 0,8% anche se sembra poco, anche questo comunque è un segnale che niente cambia.

Tutto cambia, niente cambia, qualche percentuale in meno si poteva fare anche qua, non si cambia l’IMU, non si cambia la T.A.S.I., non si cambia la TARI, almeno l’IRPEF si poteva calare di qualche punto, oppure alzare la soglia per mettere, invece, che la soglia sugli 8.000 di reddito, di portarci intorno ai 12-13.000 euro, prendendo un reddito medio di una famiglia di mille euro al mese almeno esente dall’IRPEF, lasciare 8.000 come soglia e mantenere lo 0,8%, ci pare l’ennesimo errore, per questo votiamo contrario.

Pag. di 127

23 febbraio 2017

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

1 intervento
Intervento n. 97
Pagine 38–39
Punto 2

Relazione del Commissario Straordinario Regionale IRAS, Avv. Tiziana Stella”........................19

Consigliere Partito Democratico

Leggi intervento

Grazie, Presidente. Non vorrei essere ripetitivo rispetto a quello che è già stato osservato da altri colleghi, ma è evidente che la seduta di oggi è utile perché si fa un passo avanti o ci si aggiorna, però l’aggiornamento da chi doveva essere protagonista dell’aggiornamento non c’è stato.

Cioè, il commissario che viene qui dovrebbe fare il punto della situazione, dopo sette mesi, cioè non dopo sette giorni, sette mesi, e non sono mica pochi e dice alcune cose, non consegna un pezzettino di carta, un foglietto in cui dice: “Gli ospiti sono questi, al primo di agosto, quando sono arrivata io, questi i numeri, adesso sono diventati questi altri, è successo qualcosa, le rette sono state modificate, sono calate, quindi c’è qualche ospite in più, mi risulta, rispetto a prima, lo stato finanziario e lo stato dell’arte è questo, il debito con le banche...”, è stata fatta una domanda cui prima non ha risposto, e credo lo debba fare, qual è il tasso che l’IRAS paga nei confronti delle banche di questa parte di indebitamento?

È importante capirlo questo perché, se stiamo a vivere o a dare ossigeno alle banche o non è stato ragionato su come fare a contenere il costo di questi mutui, è Pag. 38 di una cosa molto grave, è una delle questioni che poteva affrontare, non ce l’ha detto. Ce lo dica come siamo messi per quanto riguarda questo aspetto.

Questioni che sono legate agli aspetti finanziari, ma anche al fatto che non ci risulta che ci sia una tranquillità nel personale, quindi lo stato di preoccupazione, e lo attesta il fatto che sono venuti qui, vuol dire che c’è molta tensione, ma c’è soprattutto una paura del futuro e non c’è certezza, che poteva dare perché il commissariamento serve anche come momento di tamponamento rispetto a una crisi della politica, visto che purtroppo l’Amministrazione, che era stata indicata, non è stata in grado di ottemperare al proprio compito.

Quindi il commissariamento è una funzione positiva o, invece, è soltanto un periodo di decantazione per permettere poi di trovare un’altra soluzione amministrativa?

Però, sprecare un anno perché mi pare un anno sia l’incarico, che lei ha, perché non si risolva almeno questioni essenziali perché il Bilancio... non ci ha detto “Il bilancio che ho trovato l’ho modificato”, le è stata fatta la domanda, l’ha modificato e ha fatto proprio quello che era stato presentato da quel Consiglio di Amministrazione così disastrato? Perché se è rimasto tale e quale, allora mi domando: “Cos’è successo e perché? Perché è rimasto tale e quale il Bilancio?

Perché non è stato cambiato niente da com’era stato impostato?”, è una delle questioni che va affrontata. Lo stato dell’arte: quanti sono gli ospiti, sono aumentati perché?

A quanto si può arrivare, oggi come oggi tenere Casa Serena... ovviamente, è vero che diceva prima Nadia non è più, dalle sue parole, una prospettiva di centro commerciale, ma certamente non è neanche entusiasmante sapere che su cento accreditamenti di non autosufficienti, oggi mi pare che ce ne siano una quarantina, anche quando potrebbero essere dirottati su San Bortolo. Ha senso? Quanto ci costa Casa Serena?

Ci sono queste riflessioni. C’è un piano, un progetto per aumentare? Perché la diminuzione delle rette ha aumentato un po’ gli ingressi, ma c’è questa prospettiva, c’è un credo?

Diceva prima il consigliere Borgato: “Ci vuole ottimismo”, sì, ma l’ottimismo va perseguito con una politica di diffusione del fatto che l’IRAS è l’Ente migliore, è migliore di altri, anche dei privati perché, se deve essere soltanto uno slogan “difendiamo il pubblico”, ma dopo non si persegue una politica di sviluppo di questa funzione, che il pubblico è migliore, bisogna dimostrarlo che è migliore, ma per farlo ci sono le condizioni? C’è la tranquillità del personale? Non mi pare.

Queste questioni qua, entro i mesi che lei ha ancora da fare, può cercare di metterle a buon fine?

Perché servirebbe questo tipo di doppio ragionamento, interno per quanto riguarda la questione dei numeri, e contemporaneamente una funzione di convincimento nei confronti del personale che ha una funzione importante e devono essere quindi chiarite le questioni dirompenti e che sono preoccupazioni per il personale perché, se il personale non è tranquillo, non lavora bene e, se non lavora bene, le questioni che oggi sono il confronto tra il pubblico e il privato, non si risolvono a favore del pubblico e perdiamo perché si sta meglio nel privato, c’è più tranquillità, il personale non è agitato, se il nostro non è un personale tranquillo, questa è una prospettiva di grande preoccupazione.

Concludo, caro commissario, lei ha una funzione delicata, molto importante, noi non siamo quelli: “Vi racconto adesso la favola dell’orso”, non abbiamo bisogno della favola, lo stato dell’arte di una struttura così delicata ha bisogno di documentazione, che non ha fornito e spero che la prossima volta, quando tornerà, prima che lei finisca il suo compito, ci porti e contemporaneamente di una funzione di questo tipo di politica sociale vera, utilizzando il ruolo del Comune e soprattutto rapportandosi anche con i personale perché, senza il personale, non si riesce a fare una buona politica sociale.

26 gennaio 2017

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

1 intervento
Intervento n. 228
Pagine 81–82
Punto 8

Relazione Amministratore Unico ASM Rovigo S.p.A., Dottor Alessandro Duò - Discussione

Consigliere Partito Democratico

Leggi intervento

Grazie Presidente. Mi associo anch’io al ragionamento della positività dell'incontro e dell'illustrazione, e dell'impostazione più che altro, perché la fotografia, come è stata fatta, ha fatto vedere anche la differenza rispetto a prima. Anche se l’Amministratore Unico di ASM ha qualche mese in più.

Ma rispetto all’incontro precedente su Ecoambiente l’impostazione, non solo grafica, ma anche come prospettiva, è apparsa molto più solida, molto più convincente, e soprattutto nasce da una consapevolezza di cos’è l’azienda, e di cosa può diventare. Cosa manca? Se uno dice: manca.

O quanto meno cosa va aggiornato? Va aggiornata la politica, perché giustamente ASM è una società del Comune, è al Comune che spetta l'indirizzo politico, che sono già ovviamente nelle linee del Sindaco, ma che vanno aggiornate rispetto alla fotografia che questa sera è stata fatta. Ci sono delle incongruenze fra le linee espresse un anno fa e quello che questa sera è uscito.

Soprattutto rispetto alla prospettiva nel tempo. E poi ci sono alcuni punti che sono ancora da definire e da chiarire. Per esempio, parlando del rapporto con Ascopiave e Set, è una questione molto delicata.

La Set, così com’è, secondo me non ha futuro e non serve. Mentre possono servire le azioni Ascopiave, perché in qualsiasi momento si possono mettere sul mercato. La Set, così com’è, serve poco.

Nel senso che se fa solamente la vendita del gas e basta, non fa quello che ho potuto fare qualche anno fa e che poi non ha più fatto, cioè la gestione di settori delle energie rinnovabili; e soprattutto non ha ricevuto, a suo tempo, e poteva farlo, perché ci sono delle delibere ad hoc a suo tempo, ma poi non messe mai in pratica, quando c'erano il trasferimento della gestione calore da ASM ad ASM Set. Era molto più opportuno questo tipo di passaggio.

So che poteva apparire una regalia, perché c'è il socio Ascopiave dentro, ma rispetto ad una politica di gruppo, visto che siamo dentro ad Ascopiave, e vogliamo starci non soltanto perché c’è una presenza e viene gettonata, ma perché dovrebbe avere un ruolo, una prospettiva. Quindi è un ragionamento questo che va ripreso e va ragionato. I parcheggi.

Anche sui parcheggi è strano che permanga questa situazione di passività, e soprattutto è negativo che ci siano ancora questi bubboni, tipo società abbinate con la Rotonda Park eccetera. C’è ancora Arcobaleno. Pensavo che queste cose qua fossero abbastanza viste nella prospettiva di alienazione, di chiusura.

Perché vederle ancora qui come bubboni, sono state scelte sbagliate queste. Chi c’era qualche anno fa ha sbagliato, e queste questioni qua vanno quindi risolte. Anche sul verde, è un settore che perché deve essere così in grossa passività?

Ha senso tenerlo? Va be’ che ci sono dei contratti aperti, ma è un servizio? È utile per la città perché ha un senso, o non ce l’ha?

Ragioniamoci. Ecco qui dove interviene la politica, perché o è una qualche cosa che serve, perché serve nella struttura operativa comunque del Comune. Quindi serve o non serve il verde pubblico?

Pag. 81 di I cimiteri, il servizio cimiteriale è un servizio utile, però, per esempio, oggi che c’è una domanda crescente di servizi di cremazione, perché non si pensa, non è pensabile nello sviluppo anche della prospettiva di avere anche qua questo servizio, che i cittadini devono andare a prendersi a Ferrara o a Copparo, perché non c'è la possibilità di fare la cremazione qua a Rovigo. Non è una questione... anche la Chiesa ormai accetta il fatto che la salma va alla cremazione.

Quindi uno dei modi per cui si fa cassa, l'ha dimostrato chi ce l’ha questo servizio, è anche questo. Quindi è una questione che credo vada ponderata e vada messa insieme al fatto che serve uno spazio, che è chiamata Sala del Commiato, che manca, che è una questione anche questa che va messa come prospettiva e che va posta. L'ultima questione per me riguarda le farmacie.

Le farmacie quando sono state... diciamo le farmacie comunali molti anni fa avevano un senso non solo perché erano un modo per calmierare il mercato, ma soprattutto era per garantire il servizio in periferia, in alcune periferie, in alcune zone, oppure dove c’era bisogno di avere una presenza pubblica. Oggi giustamente dice: sarebbe un flop la vendita. Sì, ma ragioniamoci su anche, servono tutte queste farmacie comunali?

O ne serve qualcuna, magari che è in periferia? Nel centro ne abbiamo due di fatto, una in centro e una che è in quasi centro, qualcuna potrebbe essere venduta. Anche qua dico siamo un po’...

Non è un fatto ideologico: vediamo le farmacie. Ma una farmacia o due potrebbero essere alienate. Certamente di fare cassa, non svendendo.

Ma certamente sarebbe una utilità che potrebbe rientrare. Quindi rispetto a questo piano complessivo, che comunque è impostato molto bene, io direi che qualche riflessione, e qualche relazione rispetto all’utilizzo e al rapporto con la politica credo che sia opportuna farla. Comunque vi rinnovo anch'io il mio plauso per il tipo di impostazione, e saluto anche il dottor Schiro, che è un pezzo che non vedevo, e quindi mi fa anche molto felice il fatto che abbia collaborato alla stesura di questo piano.

5 dicembre 2016

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

1 intervento
Intervento n. 204
Pagine 40–41
Punto 8

Presentazione del documento programmatico del Piano

Consigliere Partito Democratico

Leggi intervento

Cortesemente chiedevo se si può andare avanti fino alle nove, noi abbiamo un impegno di partito e dobbiamo assentarci per forza.

28 novembre 2016

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

1 intervento
Intervento n. 86
Pagine 20–21
Punto 4

Ratifica Deliberazione di Giunta Comunale n. 324 del

Consigliere Partito Democratico

Leggi intervento

Grazie Presidente. Dal punto di vista metodologico questa delibera non è molto gradevole, è uno zibaldone. Io credo che sia importante, quando si arriva in Consiglio Comunale, e comunque prima in Commissione, che si possa esaminare.

Invece di farne una, facciamone due, tre, almeno aggreghiamole per settore, per comparti, perché una delibera che mette insieme il sacro con il profano non è il massimo della limpidezza, quindi la preoccupazione della Consigliera Menon è più che legittima, perché è giusto che ci sia possibilità di capire per chi legge... ovviamente si può fare anche interlocuzione e riflessione in Commissione, però non è che dalla lettura così burocratica, tanto vale la fa il funzionario!

Bisogna capire perché politicamente tutte queste voci sono dovute essere modificate, e riguardano non uno o due capitoli, ma sono esattamente 14 o 15 parti di bilancio che vengono modificate completamente, in un’unica delibera! Credo che sia opportuno cercare di aggregarle per comparti omogenei. La precedente metteva insieme due voci, cioè quella che riguardava il personale e quella che riguardava le manutenzioni a seguito di queste possibilità di avere questi 250.000 in più.

Qua sono quasi 500.000 euro che si movimentano, 400.000 euro che si movimentano, tutto buttato lì. Veramente è una roba raffazzonata questa, e non mi pare elegante. Siamo comunque un Comune capoluogo, quindi anche dal punto di vista dello stile e dell’impronta di come si fa a governare credo che sia importante.

Grazie.

8 novembre 2016

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

4 interventi
Intervento n. 90
Pagine 29–30
Punto 1

Relazione dell’Amministratore Unico di ASM ONORANZE FUNEBRI S.r.l., Sig.ra Drago Laura - Discussione

Consigliere Partito Democratico

Leggi intervento

Grazie Presidente. Un paio di osservazioni di carattere metodologico.

Intanto avrei preferito che l’Amministratore, a parte la relazione, magari ci desse due numeri, nel senso che due numeri, il bilancino almeno dell’anno scorso, paragonato con quello in essere, al di là delle cifre che sono messe qua, per capire per lo meno lo stato dell’azienda rispetto al punto in cui gliel’hanno consegnata, perché purtroppo non sappiamo che avesse una funzione anche così limitata nel tempo, per cui sarebbe opportuno e sarà opportuno che si relazioni con l’Amministratore di ASM per il semplice fatto che, essendo la società posseduta al 90%, è bene capire rispetto alla strategia cosa farne di questa società, perché ricordava il Dottor Mella che, quando alla fine era stata concepita la società, era soprattutto per posizionarsi sul mercato, per coprire un’esigenza da parte dell’Ente pubblico Comune relativamente a ciò che riguarda i cosiddetti funerali poveri, quanto meno la parte meno abbiente della società.

A parte i funerali sociali che sono di quelli che non hanno neanche la possibilità, comunque intanto per calmierare il mercato. Ci siamo riusciti, ci stiamo riuscendo o no? Alla fin fine lei ha detto “Ma non so, forse sì”, perché ovviamente, coprendo il 30%, può essere, dice il Dottor Gennaro per me abbastanza.

Non lo so se questo è abbastanza. Certamente si fa un servizio che, se non ci sarebbe, probabilmente ci sarebbe un vuoto. Quindi è buona cosa che ci sia, e rispetto a questo mi preoccupa meno la cosiddetta perdita anche se, essendo una S.r.l., questo magari sarà il problema.

Sul settore funebre, cioè Onoranze Funebri ha senso - domanda a cui non è che ho la risposta, ma riflessione - che ci sia una S.r.l.?

Perché è evidente che le S.r.l., come tutte le società di lucro, hanno un obiettivo economico, quindi innanzitutto non perdere quindi essere almeno in pareggio, ma sul settore ahimè dove si sviluppa da sempre una grande speculazione, nel senso che chi fa questo servizio utilizza la cosiddetta comunicazione veloce, cioè appena c'è il morto, ci deve essere qualcuno che dal reparto ospedaliero, specialmente se si muore in ospedale o in casa di riposo, immediatamente c'è la cosiddetta fra virgolette chiamiamola spia o amico che avvisa che c'è il morto, e pertanto c'è la corsa ahimè da parte di chi riceve la telefonata, perché evidentemente l’amico avrà poi il suo premio, ed è una cosa molto triste questa, che ci sia questo mercato su cui non è che noi riusciamo a trovare degli antidoti, ma però c'è, ne siamo consapevoli.

Quindi rispetto a questa vicenda la riflessione è: ha senso che ci sia la necessità?

Perché la funzione della società è di essere calmierante rispetto al mercato. sapendo che il primo problema è questo, a parte dei costi vivi, perché dopo il personale costa, gli strumenti per fare l’onoranza funebre costa, perché il morto bisogna metterlo dentro a una cassa; la cassa, al di là che vada in destinazione cremazione o tumulazione, ha comunque un costo; ci sono dei costi vivi che credo che siano anche questi abbastanza fissi, cioè il personale ha un costo rispetto al contratto, gli strumenti della tumulazione o della cremazione sono sul mercato nazionale, possono cambiare di qualche centinaio di euro, ma non è che una bara te la danno gratis, a meno ché non trovi qualcuno che fa le donazioni, ma sostanzialmente questo è il problema.

Quindi la riflessione fondamentale, che è politica, è sul fatto che il contrasto fra il fatto di avere una S.r.l., tra l’altro con dentro una società che fa il 10%, che opera sul settore e che addirittura apre i punti vendita, mi pare anche una cosa abbastanza triste. Anche questa non è certamente una buona cosa, foriera quindi di un mercato sul morto, su cui dovremmo per lo meno cercare che non si sviluppi.

Quindi la calmierazione è anche in questo senso: calmierare e ostacolare lo sviluppo di questa speculazione sul morto. Questa sarebbe già una funzione molto importante che una società pubblica può avere ed evitare che ci siano ulteriori derive sul piano della cosiddetta speculazione sul morto.

Quindi questa è la riflessione che pongo, anche se ovviamente l’Amministratore, che ha poco tempo e dice “Io sono anche legata al tempo”, però credo che un ragionamento rispetto alla società madre, che è ASM, debba essere fatto.

Intervento n. 155
Pagine 51–52
Punto 2

Relazione del Presidente di ASM SET S.r.l., Sig.ra Folchini Cristina - Discussione

Consigliere Partito Democratico

Leggi intervento

Grazie Presidente. Brevemente perché manca il Sindaco, se non si è nascosto da qualche parte, sto guardando in giro, ma non è al suo posto. Anche questa non è una buona cosa purtroppo perché, se dobbiamo fare una riflessione sulla società ASM SET, per quanto mi riguarda io non posso che fare altro che fare i complimenti al neo Presidente e al Direttore Generale che continuano a fare un buon lavoro su questa società.

Ma di questa società dobbiamo decidere noi, almeno questo Consiglio Comunale non può non entrare nel merito di cosa farà, qual è il futuro della società, e soprattutto rispetto al fatto che non molto tempo fa, qualche anno fa, abbiamo avuto un dibattito molto duro e molto importante sul fatto: si vende la SET o si vendono le quote di ASCO PIAVE? Che sono di ASM ma comunque del Comune. Questi sono i nodi politici.

Ovviamente che se oggi si tratta di fare un aggiornamento sullo status della società, le cose che ha detto il Presidente, le cose che ha detto il Direttore Generale, non sono altro che un conforto sul fatto che a suo tempo bene abbiamo fatto e bene è stato non vendere la ASM SET, per il semplice fatto che è una società importante, lo è sempre stato; ha ricordato giustamente il Presidente che in questi anni ha dato un utile di sei milioni a ASM, quindi di fatto al Comune di Rovigo, e un grande lavoro è stato fatto da tutto l’apparato, quindi il primo ringraziamento va fatto al Direttore e ai suoi collaboratori.

Mi dispiace la polemica su questo particolare, che basta al limite credo invitarli e tirar via le due etichette, perché sia Andretto che Bonvento sono due ottimi, anzi sono due quadri, credo che l’abbia fatto in un passaggio la Presidente, sono due persone squisite e brave nel proprio lavoro, quindi i particolare sul fatto che uno sia tifoso di una persona rispetto a un altro, per carità, basta ripeto risolverla in maniera signorile come si deve fare, senza fare di questo uno scandalo.

Credo importante che il punto sia politico e il punto politico dobbiamo quindi risolverlo qua dentro, sapendo che poi l’interlocutore diventa certamente l'amministratore di ASM, ma al quale poi è questo Consiglio Comunale, è la maggioranza che deve dire “Noi vogliamo fare questo”, perché è evidente che si partirà da una proposta e spero che ci sia un confronto e da un confronto nasce il meglio, non buttando via un’opportunità.

Semmai io coglierei l’occasione oggi per ricordare quello che purtroppo la SET non è o non è stata nelle condizioni di essere, e sarebbe stato ancora più forte e ancora più importante come società. La prima questione, perché poi qua ogni tanto ce lo ricordiamo, è stato ricordato qua da qualche collega, è quella dell’elettricità.

La sciagurata scelta di fare una gara o di non costruire le condizioni per cui la gestione di tutto quello che era il mondo dell’elettricità poteva essere fatta dalla SET, che è sempre stata ed è un braccio operativo, certamente di ASM, ma del Comune, e tutta la parte dell’elettricità poteva essere fatta, costruendo le condizioni. Non era facile, ma si poteva fare, e non è stato fatto. Questa è la prima questione.

La seconda, la gestione calore che è stato ricordato. La gestione calore ci sono delibere a suo tempo di ASM madre, perché semmai il Presidente ASM quando verrà e l’Amministratore si andrà a rivedere le carte, in cui era già presa la decisione di delegare la SET alla gestione calore. Io avevo scritto a suo tempo come Presidente che si passasse alla fase pratica.

Non c'è stato poi il corso della vicenda, è rimasta sospesa, ma la gestione calore doveva e poteva essere fatta dalla SET. Dopo perché, siccome nella SET c’è anche ASCO PIAVE, c'è tutta una serie di motivazioni anche risibili, anche questo non si è perfezionata.

La terza questione è il fatto di aver sospeso, a parte il fotovoltaico, ma tutto il settore delle rinnovabili, cioè una delle punte di diamante, quello che ci aveva permesso di arrivare poi al massimo fatturato della SET, nel 2011 fino al 2013, è stato fatto che abbiamo fatto moltissimo lavoro sul fotovoltaico, e anche comunque era avviato un ragionamento su tutto il tema delle rinnovabili, e questo è stato sospeso perché non è stata difesa abbastanza io credo da ASM e quindi dall’Amministrazione; di fatto poi si è convenuto con il socio ASCO PIAVE di dire “deleghiamo la ASCO PIAVE a fare questo”, però abbiamo perso un’opportunità perché credo che da quando non si fa più in caso il tema delle rinnovabili e soprattutto del fotovoltaico, credo che il settore sia morto, al di là del fatto che sono venute a meno le incentivazioni, ma non c'è mica solo il fotovoltaico nelle rinnovabili.

Ci sono altri comparti importanti, e oggi questo è sospeso, finito. Quindi ho citato tre cose perché erano momenti che davano opportunità di crescita ulteriore alla società, perché questo è un gioiello e deve essere mantenuto come tale e avrebbe potuto esserlo ancora di più se avesse mantenuto o avesse sviluppato certi settori e certe opportunità. Questi sono nodi politici.

Lo deve sciogliere il Comune rispetti alla ASM, quindi ben venga il prima possibile, appena si è documentato, il nuovo Amministratore, e certamente il nuovo Amministratore avrà bisogno di avere degli indirizzi per sapere come muoversi e sarà opportuno che la maggioranza dica che cosa vuole fare rispetto non solo alla SET, ma rispetto alle quote, alle azioni ASCO PIAVE, se queste sono da tenere tutte, se c'è da mollare qualcosa, perché questo è il problema, e rispetto a questo si deve, all’interno del Consiglio Comunale, fare un ragionamento e sviluppare una prospettiva, perché se no ripeto oggi, al di là di tutto c'è soltanto una fotografia dell’esistente e, come tale, praticamente dobbiamo limitarci a prendere atto di quello che ci è stato comunicato, che ci è stato detto e nient’altro di più.

Io avrei concluso. Un’ultima curiosità che mi era sfuggita: non ho capito la sua attuale - una curiosità che è giusto che il Comune la sappia - la sua attuale indennità, perché io durante i quattro anni ho percepito quello.

Intervento n. 157
Pagina 53
Punto 2

Relazione del Presidente di ASM SET S.r.l., Sig.ra Folchini Cristina - Discussione

Consigliere Partito Democratico

Leggi intervento

Il lordo quant’è ? Sarà sui 1.000 euro lordi, credo. (Voce incomprensibile dall’Aula)

Intervento n. 158
Pagina 53
Punto 2

Relazione del Presidente di ASM SET S.r.l., Sig.ra Folchini Cristina - Discussione

Consigliere Partito Democratico

Leggi intervento

Qui c'è soltanto un periodo in cui l’indennità di carica del Presidente è stata cambiata. E’ bene che si sappia.

28 ottobre 2016

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

1 intervento
Intervento n. 212
Pagina 41
Punto 8

Riconoscimento legittimità debito fuori bilancio

Consigliere Partito Democratico

Leggi intervento

Grazie Presidente. Velocemente, per dire che ho anche votato in Commissione, riconoscendo le cose che ha detto l'Avvocato Sergi, sostanzialmente è questa la base: c'è un’ordinanza che comporta poi la divisione delle spese a metà tra Comune e Provincia, c'è poco da dire. Avrei una curiosità, se l’Assessore ci può comunicare l’esito del CTU, così sappiamo se il lavoro, che viene lautamente pagato, ha prodotto qualcosa, speriamo che sia anche favorevole a noi.

Comunque il nostro voto sarà favorevole.

26 luglio 2016

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

4 interventi
Intervento n. 98
Pagine 24–25
Punto 3

Destinazione quota parte dell’avanzo vincolato

Consigliere Partito Democratico

Leggi intervento

Grazie Presidente.

E’ evidente che questa discussione presenta per un Consigliere comunale, al di là del fatto che sia di maggioranza o di minoranza, ma soprattutto per chi ha un ruolo di controllo, delle difficoltà oggettive nel senso che la valutazione dovrebbe essere collegata al fatto che, quando c'è una proposta di questo genere, di utilizzo di 1.900.000 euro sostanzialmente per varie esigenze, dovrebbe esserci un elenco complessivo, perché la delibera cita che “al servizio ragioneria sono pervenute le seguenti richieste”.

Non credo che siano le uniche, credo che ce ne siano anche delle altre. E allora è evidente che poi una maggioranza decide di fare A invece che fare B, ma sarebbe buona cosa che si sapesse qual è l’elenco complessivo. Quali sono le varie esigenze che sono state fatte dagli uffici e comunque le cose che si possono sapere e che si sanno?

Perché buttarla lì, sono arrivate queste richieste, e quindi sono solo queste? E’ una delle domande che pongo. Non ci credo, non credo che ci siano solo queste, credo che ce ne siano anche delle altre, quindi c'è una scelta, ma che si sappia qual è.

E poi quando si va nel dettaglio, è evidente che 68.000 per contributi a edifici di culto per esempio, 68.000 euro per edifici di culto quali? Ci sarà un elenco? E non ce ne erano altri che avevano bisogno di interventi?

E se si va ai 50.000 per manutenzione straordinaria degli edifici, quali e quali altri non vengono fatti? Perché? Perché questi sì ed altri no?

50.000 per la manutenzione straordinaria degli edifici scolastici: quali scuole hanno il beneficio per l’anno scolastico, che tra poco andrà ad iniziare, e quali no, e perché questi sì e quelli no? Si rinvia al prossimo anno o quando?

Sul Parco Maddalena hanno già fatto presente i colleghi le perplessità, perché 290.000 euro messi lì, rispetto alle altre priorità che credo che ci siano e non vengono citate, va bene che si possono eventualmente intanto impegnare lì e poi se per caso arriva il fondo famoso, allora si possono reimpiegare, ma in questa fase qua, stare lì a dire “li destiniamo già” quando non è un problema immediato, perché siamo in luglio, in agosto non succede niente, non saranno spesi secondo me entro il 31 dicembre.

Quindi è un metterli lì, ma è come mettere i soldi in un salvadanaio, sapendo che poi non vengono spesi. Sul discorso poi delle strade, oltre 700.000 fra opere ordinarie e straordinarie. Quali sono le strade che saranno oggetto, gli interventi stradali a cui si è dato priorità, sapendo che tutta la città ha problemi?

Non esiste una strada che sia a posto, e non è per colpa di questa maggioranza, è colpa dell’incuria e ahimè del tempo. Ma allora ci sono tantissime strade. Possiamo sapere quali sono le priorità che sono state scelte o individuate?

Perché non si possono buttare lì delle cifre immaginando che forse è quella la spesa, perché bisognerà fare una gara, si andrà al massimo ribasso, si spenderanno questi soldi oppure altri. Quindi qui c'è tutta una procedura che purtroppo in questo elenco non viene vista e non può essere quindi valutata con obiettività, senza bisogno di fare dell’opposizione preconcetta.

Anzi c'è proprio voglia di partecipare con la massima trasparenza e limpidezza affinché le scelte siano le più ponderate, sapendo che ciascuno porta poi delle istanze e sollecita delle cose che sono più evidenti rispetto ad altri. Il Dirigente che ha raccolto e poi ha segnalato, ha questa possibilità? Ha questo elenco o non c'è, o si va soltanto così?

Perché ci mette veramente in condizione di operare in maniera poco obiettiva. I 200.000 per Concadirame per il cimitero, mi sta bene, ma ci sono anche altre priorità o tutto si destina lì? Tutti i cimiteri delle frazioni, a parte il centro, hanno problemi, ma si dà questa priorità.

Bene, ma c'è qualcos’altro che rimane in coda e che quindi verrà sistemato il prossimo anno? C’è questa parvenza o non c’è? Ripeto, c’è questa necessità, di avere un quadro complessivo da cui si va a destinare le priorità, dicendo “abbiamo deciso questo”.

Bene, legittimo, però almeno si sappia qual è perché, ripeto, così come è evidentemente la situazione è poco chiara, e soprattutto lascia mille perplessità perché, ripeto, quasi due milioni a disposizione per essere spesi, e quindi per coprire i cosiddetti buchi, e poi non si capisce se tutti i buchi sono elencati in maniera corretta e se c'è una consapevolezza di quello che si può fare e di quello che non si fa.

Intervento n. 145
Pagina 38
Punto 4

Assestamento generale di bilancio 2016/2018

Consigliere Partito Democratico

Leggi intervento

Grazie Presidente. Molto brevemente, perché anche su questa delibera ci sono insufficienze che denunciavo precedentemente: non si manifesta alcuna linea politica, non c'è una politica. C'è un assestamento che viene fatto, quindi sembra una delibera affidata ai tecnici, quindi è colpa dei tecnici che hanno fatto modifiche, più-meno, più-meno.

Noi dovremmo diventare dei piccoli ragionieri, ma alla fin fine non c'è nessuna possibilità di dare una valutazione politica sulle scelte che stanno dentro una delibera così importante. E’ importante questa, però, rispetto a questo sconcerto, il nostro voto non può essere che negativo.

Intervento n. 165
Pagina 42
Punto 5

Presa d'atto in merito ai prelevamenti dal fondo di

Consigliere Partito Democratico

Leggi intervento

Una valutazione tecnica, Presidente, perché mi sembra una delibera inutile. Rispetto a quella precedente, in cui fa già riferimento a questo tipo di impegno di spesa, serve questa delibera, avendo votato il punto precedente?

Intervento n. 168
Pagina 42
Punto 5

Presa d'atto in merito ai prelevamenti dal fondo di

Consigliere Partito Democratico

Leggi intervento

La domanda alla fine è questa: non aveva senso votarla prima questa della delibera precedente? Visto che è una presa d’atto, e la delibera precedente fa riferimento al prelevamento del fondo di riserva, forse doveva essere votata prima, mi pare, cronologicamente.

21 giugno 2016

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

9 interventi
Intervento n. 78
Pagina 38
Punto 2

Assemblea straordinaria di Interporto di Rovigo SpA

Consigliere Partito Democratico

Leggi intervento

Grazie Presidente. Una vecchia canzone di Vasco Rossi si intitola “Vivere”, e durante la canzone dice “vivere o sopravvivere?”. Parlando di questa delibera, ed abbinandomi - non l’ho detto prima - al ragionamento sul Consorzio di Sviluppo, che è una società che ha 53 anni, Legge del ’61, il Sindaco, che purtroppo ha parlato del ritardo, dice “si può riformare”.

Io mi aspettavo che dicesse “userò la ruspa ed il Consorzio di Sviluppo lo stendiamo, va superato”, attraverso i mezzi che la legge ci consente. Sull’Interporto, da cui invece siamo più protagonisti che non nel Consorzio di Sviluppo, perché non riguarda certamente le 51 comunità, la Provincia, eccetera, noi con questa delibera, che è contorta, con quattro pagine di premessa, che quindi non è certamente nell’ambito, ci vuole altro che un ragioniere per interpretarla, tutto per dire cosa?

Soprattutto che non si vuole prorogare la società. I Presidenti passano, come i Sindaci, e le recenti elezioni lo dimostrano, quindi noi in questa fase, quando siamo qui dentro, siamo chiamati ad un’azione di responsabilità, quindi di decidere che cosa è bene e che cosa è male per una struttura, che è una partecipata, non perché c'è un Presidente che magari non ci piace, ma perché non ci va. Diciamo che l’Interporto è morto, fa schifo; non diciamo che non siamo per la proroga, siamo per anticipare la chiusura.

Abbiamo questo coraggio di dire quelle cose. Questo dobbiamo dire, non dire “non siamo per la proroga, quindi dobbiamo fermarci al 2030”, perché ci mancano ancora 14 anni al 2030, e se questi sono i risultati, ahimè, questo capitale residuo di 5,5 milioni che dice sì alla perdita, si mangia anche quello se non ci crediamo. L'investimento è giustificato, oppure no?

Rovigo capoluogo nell’Interporto ci crede o no? Con Padova, con Verona, con ci conviene a noi, non con chi conviene a o Bitonci o all’altro che sta a Verona. Cosa scegliamo noi, rispetto alle nostre esperienze, alle nostre consuetudini?

Questo è il problema che manca da questa delibera. Sembra una cosa tecnica, e tecnica non è. (Voce incomprensibile dall’Aula)

Intervento n. 79
Pagina 38
Punto 2

Assemblea straordinaria di Interporto di Rovigo SpA

Consigliere Partito Democratico

Leggi intervento

Caro Massimo Bergamin!

Intervento n. 81
Pagina 38
Punto 2

Assemblea straordinaria di Interporto di Rovigo SpA

Consigliere Partito Democratico

Leggi intervento

Stai al tuo posto.

Intervento n. 83
Pagina 38
Punto 2

Assemblea straordinaria di Interporto di Rovigo SpA

Consigliere Partito Democratico

Leggi intervento

Stai al tuo posto, stai al tuo posto!

Intervento n. 86
Pagina 39
Punto 2

Assemblea straordinaria di Interporto di Rovigo SpA

Consigliere Partito Democratico

Leggi intervento

Stai al tuo posto. Stai al tuo posto, che a me non mi fai mica paura, sai?

Intervento n. 89
Pagina 39
Punto 2

Assemblea straordinaria di Interporto di Rovigo SpA

Consigliere Partito Democratico

Leggi intervento

Tu pensa ai tuo problemi!

Intervento n. 95
Pagina 39
Punto 2

Assemblea straordinaria di Interporto di Rovigo SpA

Consigliere Partito Democratico

Leggi intervento

E’ per dire che questa delibera, che è presentata da Lei....

Intervento n. 98
Pagina 39
Punto 2

Assemblea straordinaria di Interporto di Rovigo SpA

Consigliere Partito Democratico

Leggi intervento

Presidente, il Sindaco stia al suo posto! Io, se sforo nei tempi, vengo richiamato, giustamente.

Intervento n. 100
Pagine 39–40
Punto 2

Assemblea straordinaria di Interporto di Rovigo SpA

Consigliere Partito Democratico

Leggi intervento

Siccome è presentata dal Sindaco la delibera, e non l’ha letta, mi si permetta, il ragionamento è complessivo. Non è presentata da un altro Assessore, è presentata dal Sindaco. Concludo dicendo che questa delibera, purtroppo, ahimè, per la formulazione, e per quello che non dice, anche se è sottinteso, ha tutte le premesse per cui il nostro Gruppo voterà contrario.

18 maggio 2016

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

5 interventi
Intervento n. 51
Pagina 20
Punto 3

Esame ed approvazione del Rendiconto di Gestione

Consigliere Partito Democratico

Leggi intervento

Grazie Presidente. Ovviamente il bilancio a questo stato, cioè il rendiconto di bilancio 2015, presenta delle insufficienze complessive sia per quanto riguarda le entrate che per quanto riguarda la voce spese, pur tenendo conto che il primo semestre è di gestione commissariale.

Preoccupa più che altro l’aspetto della mancanza di un’applicazione, a parte le cose che hanno già detto gli altri colleghi sui contenziosi, ma sulla mancata realizzazione di alcune iniziative importanti sulla spending review, perché altrimenti ci sarebbe stato, per quanto riguarda la possibilità di spendere diversamente o spendere meno, qualche iniziativa.

A questo livello il nostro gruppo annuncia quindi il voto contrario, sperando poi naturalmente di avere un atteggiamento diverso quando ci sarà l'utilizzo dei fondi realmente disponibili, che mi pare che siano intorno al 1.700.000, e quindi ci sarà una proposta da parte della Giunta, quindi della maggioranza, su quanto e come fare per dare delle risposte ai vari settori della città che attendono, visto che con il bilancio normale non è stato fatto, che ci sia un utilizzo intelligente e soprattutto per quanto riguarda i settori più marcatamente sensibili. a partire dal sociale e naturalmente le strade, perché lo stato delle strade è veramente una delle questioni più delicate su cui tutti i giorni dobbiamo rispondere ai vari cittadini.

Quindi in questa fase confermiamo il nostro voto negativo.

Intervento n. 95
Pagine 28–29
Punto 4

Fusione per incorporazione di Rotonda Park Srl in ASM

Consigliere Partito Democratico

Leggi intervento

Grazie Presidente. Sono arrivato in Commissione quando è stato presentato il provvedimento in ritardo, e purtroppo non ho partecipato quindi alla valutazione complessiva di questo provvedimento che, se di per sé è pacifico per quanto riguarda l'articolo 28 della convenzione, che prevede che quando un socio di fatto sparisce, come è finito il socio di ASM, e quindi le quote vengono acquisite dall’altro socio, ci sia l’incorporazione. Quindi nella premessa, è l'articolo 28, è pacifico il provvedimento.

Però la documentazione che manca rende il provvedimento di per sé zoppo. Quindi chiedo e vi chiedo: non è meglio ritirare questa delibera?

Intervento n. 97
Pagina 29
Punto 4

Fusione per incorporazione di Rotonda Park Srl in ASM

Consigliere Partito Democratico

Leggi intervento

Formalizzavo la proposta: non è meglio, visto che comunque si dovrà fare il provvedimento, ritirarla in questa sede e completare della documentazione che, è stato rilevato ed è rilevabile da tutti, è incompleta? Mi pare che sarebbe un atto di intelligenza fare questo, perché comunque lo dovremmo fare questo punto, però se la completiamo e togliamo i dubbi, sarebbe meglio. Tutta questa urgenza, se la presentiamo fra quindici giorni, credo che non cade il mondo.

In caso contrario, che non venga accolta questa proposta, noi ci asterremo.

Intervento n. 520
Pagine 107–108
Punto 11

Mozione su IRAS e Casa Serena”. Pag. 93 2

Consigliere Partito Democratico

Leggi intervento

Ovviamente votiamo a favore, ma il problema è un altro, Presidente e Sindaco. Mi dispiace che perdiamo un’occasione, perché quando c'è un ordine del giorno, una mozione, generalmente da sempre la politica funziona così: si cambia, si modifica, si integra, si toglie una parte, si mette un’altra, perché dire che il problema lo rinviamo a domani perché l’IPAB Casa Serena IRAS è un Ente autonomo. Ma autonomo da chi?

Ma se non viene da qua qualche idea, pensate che il Consiglio di Amministrazione da solo riuscirà a trovare una soluzione? Pensate veramente che sia possibile che questo Consiglio di Amministrazione, che è format da chi sappiamo, sia in grado di formulare un’idea tale da risolvere la questione? Renato, purtroppo l’IRAS oggi, a differenza del 2009, ha un problema: c'è un meno 100 persone.... (Voce incomprensibile dall’Aula)

Intervento n. 521
Pagina 108
Punto 11

Mozione su IRAS e Casa Serena”. Pag. 93 2

Consigliere Partito Democratico

Leggi intervento

Ci sono 100 persone in meno, tutto qua. Quindi vuol dire meno entrate. Questo è il problema.

O c'è questa consapevolezza del Consiglio Comunale che abbiamo di fronte un Ente che è sul baratro, e che solo da qua può venire un sostegno, a partire dalla messa in pratica di quell’ordine del giorno famoso del 2009, cioè vuol dire tirare fuori 160.000 euro all’anno, continuare su quella strada lì, e teniamo buona la Regione, questa è in sostanza la cosa, è non ci sono da fare tante altre cose. Il Comune può fare soltanto questo: dare attuazione a quell’ordine del giorno unitario, basta.

Non c'è da fare altre scuole e lezioni. Il problema è questo, e rifiutiamo di fare questo. Lasciamo stare cosa c'è scritto nell’ordine del giorno, è questa la sostanza.

E diciamo di no, perché aspettiamo che il Consiglio dell’IPAB venga fuori con una proposta. Ma quale proposta faranno? Non sono in grado di farla.

Non verrà fuori niente. Quindi fra un mese saremo qua, al punto di partenza. Allora tiriamo fuori 160.000 euro, o no?

Questo è il nodo di fondo, rispetto al fatto che blocchiamo l’operazione. Questo è il vero nodo, non c'è altro, tutto il resto sono chiacchiere, basta. Se siamo purtroppo qua costretti a fare muro contro muro, perché il gioco delle parti bisogna farlo, la mozione noi la votiamo, però perdiamo un’occasione.

18 aprile 2016

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

3 interventi
Intervento n. 150
Pagine 40–41
Punto 1

I.R.A.S. - Relazione dei componenti del CdA - Discussione” Pag. 20 2

Consigliere Partito Democratico

Leggi intervento

Grazie Presidente.

Io parto con la conferma che non esiste alcun strumentalità nella richiesta di una valutazione più ampia da parte del Consiglio sullo stato dell’IRAS, anche perché credo che non sia delegabile a nessuna Commissione l’indirizzo, le valutazioni e soprattutto le conclusioni che può fare il Consiglio Comunale, che non può fare nessuna Commissione, anche perché poi quella Commissione, che è stata di audizione, non è stata né preceduta, né conclusa, con alcun documento, tre righe, in cui dicesse qualche cosa.

Abbiamo ascoltato.

Io non sono neanche intervenuto, ed ho partecipato a quella seduta perché ho appreso alcune cose preoccupanti, e credo che la non conclusione, pensando che un Consiglio di Amministrazione, per quanto ci sia qualche esponente bravo, sia in grado di risolvere le questioni dell’IRAS entro una settimana , qua veramente o diamo i numeri, cioè ci illudiamo che entro una settimana, senza alcun aiuto e senza un indirizzo del Comune capoluogo di Rovigo, il Consiglio di Amministrazione dell’IRAS saprà tirare fuori la soluzione.

Ma veramente c'è questa consapevolezza o questa illusione? Aspettiamo un settimana e poi vedremo che esce il coniglietto.

Non c'è nessun coniglietto che esce, non uscirà, anche perché uno dei nodi di fondo è una questione che è aperta ed è del Comune non delegabile, e tu Presidente credo che, io non c’ero ma tu c’eri, parliamo di quella famosa delibera che oggi è uno dei nodi di fondo che fu votata all’unanimità dal Consiglio Comunale credo del 2007, rispetto alla questione di quei soldini anticipati dalla Regione per i lavori che sono stati fatti a Casa Serena per la messa in sicurezza, non per altre cose ma per la messa in sicurezza, e che poi ovviamente sono rimasti, doveva essere fatto un rientro in quindici anni se non sbaglio a partire dal 2010, fino al 2025, quello che è.

C’era ancora la Giunta Merchiori; non si è mai messa in pratica, né con Merchiori, né con Piva, e adesso siamo al punto che la mettiamo in pratica oppure no? Perché mi pare che la Regione stia facendo delle diffide o dei solleciti all’Ente dicendo che “Se non c'è un piano di rientro di questi soldini, vi blocco il recupero delle rette”. Quindi vuol dire che viene messo in ginocchio l’Ente.

Questo è il primo nodo. Questo nodo non è delegabile a qualcun altro e non c'è nessuna Commissione che lo decide questo. Questo lo decide il Consiglio Comunale.

Lo decide innanzitutto la maggioranza con una proposta se vuole essere conseguente a quella delibera, oppure la deve revocare. Deve dire “Nel 2007 è stata fatta una delibera folle, votata da tutti; tutti quelli che c'erano sono stati probabilmente presi da un attimo di follia, hanno votato una delibera che non saremo mai in grado di ottemperare e quindi non è possibile andare avanti su questa strada”, ma bisogna revocarla, perché altrimenti c'è un atto che è lì fermo. E gli atti non vanno omessi.

E’ un’omissione questa qua, non va bene. Quindi questo è il primo nodo, e questo lo decide il Comune, non può deciderlo il CdA dell’IRAS, il quale può soltanto chiedere “Questi soldini qua, Comune me li dai o non me li dai? Siccome è dal 2010 che dovevano essere dati, siamo nel 2016, arrivano o non arrivano?”.

Altrimenti la Regione dice “Siccome il Comune non te li dà, allora me li prendo dalle rette e siamo a posto”. La Regione vuole recuperare questi soldi, oppure bisogna andare in Regione a dire “Cara Regione, riesci a cancellare quel prestito o quell’anticipazione fatta affinché risolviamo il problema?”. Questo è il primo nodo, è la prima questione che c'è, e va risolta urgentemente.

Ecco uno dei motivi dell’urgenza, non può essere risolta fra qualche mese, perché le diffide sono di questi giorni. E vuol dire che entro il mese, siccome domani è il 20, e al 30 mancano dieci giorni, va risolta subito questa questione qua. Allora il Comune riesce a trovare nelle pieghe del bilancio questa cifra?

Ne ragioniamo? Ci ragionate? Oppure ripeto, se c'è qualche buon viatico in Regione, dal Presidente o dall’Assessore ai servizi sociali affinché ci sia possibilità di risolvere questa questione, che non c'è più, che questo problema qua viene risolto.

E’ il primo nodo. L’altra questione delicata è quella relativo a come fare a chiudere un bilancio e a fare un farne un altro, perché se il buco è quello che è, non ce la fa il Consiglio di Amministrazione a chiuderlo; 4 Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 18-19 Aprile 2016 nessun consulente riesce, nonostante ci sia un Direttore che adesso sa fare un po’ di conti rispetto a quello di prima, e si è visto che quello di prima purtroppo i conti non li sapeva fare. Scusa amico Giacomo Sguotti....

Intervento n. 152
Pagina 41
Punto 1

I.R.A.S. - Relazione dei componenti del CdA - Discussione” Pag. 20 2

Consigliere Partito Democratico

Leggi intervento

Io ho capito che non gli interesse, ma a me non interessa che non interessi, basta che verrà fuori, tutto qua. (Voce incomprensibile dall’Aula)

Intervento n. 153
Pagina 41
Punto 1

I.R.A.S. - Relazione dei componenti del CdA - Discussione” Pag. 20 2

Consigliere Partito Democratico

Leggi intervento

Dicevo quindi questa è la questione di prima, più l’aspetto che il consuntivo 2015 e il preventivo 2016 non lo chiudono con queste premesse qua, non sono in grado di farlo. Perché?

Io credo che l’aumento delle rette sia una follia, perché le abbiamo appena abbassate, adesso diciamo “Ci siamo sbagliati, e adesso ve le alziamo”, quindi sarebbe una cosa anche ridicola; l’altra prospettiva è quella di dire “Allora bisogna che ci sia semmai un abbassamento delle rette ulteriore, per poter provare a fare incetta di domanda di persone sul mercato che vuole andare in casa di risposo”, perché se vuoi essere competitivo devi abbassare. Oramai stai sul mercato giustamente?

Sì, viva il mercato, quindi prezzo più basso, vince. O riescono ad abbassare ulteriormente, sapendo che questo non può incidere sui costi, altrimenti non riesco a chiuderlo, però devo stabilire questa scelta qua. Hanno il coraggio di farla o non servirebbe che magari il Consiglio dicesse “Andate avanti su questa strada?”, cioè quindi un indirizzo anche politico al CdA?

Ovviamente sappiamo che è un Ente autonomo, che può decidere liberamente, però c'è quel vincolo che dicevo prima dei due milioni e mezzi, rateizzabili in quindici anni, e c'è la storia di un bilancio che va chiuso con un atto di coraggio che va fatto. Ce la faranno da soli? Secondo me non ce la fanno.

L’ultima cosa, l’ultima questione, io credo che il Consiglio Comunale non possa non essere sensibile al fatto che la questione di un Ente in difficoltà comporta anche dei particolari, tipo i fornitori di quell’Ente vengono pagati a 211 giorni attualmente, all’inizio del 2016; i fornitori sono tanti, quindi vuol dire altre famiglie, oltre alla difficoltà degli operatori, gli stipendi, cioè c'è una difficoltà veramente grave che si riflette sulle questioni della quotidianità, quindi fornitori in grossa difficoltà.

Come la risolviamo questa questione qua? C’è un debito a breve legato a questo qua, e un debito a medio e lungo termine che potrebbe essere ridefinito con le banche, ma chi parla? Cosa è che mettono sul piatto quando c'è un disavanzo di due milioni?

La situazione, ripeto, è troppo difficile e complicata, molto più che dell’Interporto e altre questione, che non possiamo noi dare questo tipo di impostazione, di suggerimento e soprattutto anche di indirizzo. Quindi quale forzatura?

Qua ragazzi, io dico ragazzi perché qua è un problema di tutti, è proprio della città, è la nostra casa di riposo, la casa di riposo della città; Casa Serena o IRAS, al di là storica o la parte che è stata data in comodato d’uso, è una questione troppo delicata per non trovare una soluzione con un indirizzo; un indirizzo si fa e con un documento, con alcune linee che sono indicate in poche righe, ma soprattutto con il sostegno: devono sentire che il Comune è vicino a loro, al Consiglio, e di dare qualche dritta.

Credo che questo era il nostro compito e debba essere il nostro compito in previsione della conclusione del Consiglio. Grazie.

30 marzo 2016

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

13 interventi
Intervento n. 58
Pagine 12–13
Punto 3

Approvazione modificazioni ed integrazioni al Regolamento

Consigliere Partito Democratico

Leggi intervento

E’ solo per formalizzare che, ahimè, è sbagliata l’impostazione, perché tutte e tre le delibera, la 3, la 4 e la 5, presentando modifiche al Regolamento comunale, sono sbagliati i tempi: dovevamo fare prima questa delibera qua, parliamo ancora forse di un mese fa, perché è un recepimento della legge di stabilità, è di dicembre, siamo a fine marzo.

Quindi prima si doveva fare questo; poi si discuteva delle aliquote IMU come abbiamo fatto e si apportavano gli eventuali emendamenti come abbiamo fatto, ma sono stati tutti respinti, e poi si parla di bilancio. Qua invece abbiamo sbagliato i tempi. Quindi adesso è una presa d’atto che rischia di essere veramente una presa per i fondelli, scusate i termini tecnici.

E’ ovvio che va fatta, però è completamente sbagliato il tempo.

Intervento n. 111
Pagine 21–22
Punto 5

Approvazione integrazione al Regolamento comunale

Consigliere Partito Democratico

Leggi intervento

Mi sono astenuto in Commissione su questo per la genericità della proposta di delibera, soprattutto quando alla domanda precisa, che era più che altro una curiosità, “Ma quanto si prevede di incassare alla fin fine?”, ovviamente non incassiamo noi, incassa la ASM, ma cambia poco alla fine, quanto è l’incasso previsto? Pensavo ci fossero una quarantina, una cinquantina di domande, di richieste.

Improvvisamente, data la crisi del settore pubblicitario e della pubblicità in senso generale, c'è stata una crescita e una richiesta, per cui si motiva una modifica del Regolamento. Così non è, perché viene ribadito che non c'è alcuna richiesta, cioè vuol dire che non ce ne è neanche una. Allora se non ce ne è neanche una, domanda: che senso ha scrivere nella delibera “E’ emersa una nuova esigenza di aggiornamento di una parte del citato Regolamento?”.

Siccome è premessa della relazione che è emersa un’esigenza, se non c'è neanche una richiesta, di cosa stiamo parlando? Non si sa quanti soldi si prende, non c'è nessuna richiesta e più che l’articolo 40-bis che si modifica, il punto 4 che è la cosa più preoccupante, perché è quella che precisa la variabilità e il tempo, dice “Entro i centri abitati gli impianti pubblicitari aventi messaggi variabili dovranno avere una variabilità non inferiore a 30 secondi”.

Siccome a volte ci sono le colonne, poi le colonne finiscono perché magari c'è una macchina che si ferma oppure c'è un incolonnamento, se cambia la pubblicità, la distrazione c'è: io vengo attratto dalla modifica, i 30 secondi fanno presto a passare, e nel frattempo quello dietro suona e dice “oh”, cioè qui si crea un ingorgo o si creano dei problemi, dei tamponamenti. Dico: ma ha senso proporre questa? Chi è che ha stabilito questa tempistica?

Chi è il cervellone che ha detto “Esattamente 30 secondi perché questo è un tempo tecnicamente che esclude qualsiasi rischio”. Siccome la sicurezza è la preoccupazione emersa, non credo che soltanto una parte di noi sia sensibile ai temi della sicurezza e il resto non gliene frega assolutamente nulla, ragioniamoci un po’ se ha senso proporre e andare avanti su questa delibera. (Voce incomprensibile dall’Aula)

Intervento n. 112
Pagina 22
Punto 5

Approvazione integrazione al Regolamento comunale

Consigliere Partito Democratico

Leggi intervento

In premessa, Renato, nel secondo comma “relazione”, alla prima riga.

Intervento n. 186
Pagina 34
Punto 7

Conferma, per l’anno 2016, dell’aliquota dell’addizionale

Consigliere Partito Democratico

Leggi intervento

Brevemente Presidente, soltanto per precisare che va bene che lo 0,8% esonera solamente i redditi di 8.619; da lì in poi, fino a oltre 100.000, non c'è nessuna differenza. Il non adottare nessun criterio di differenziazione per reddito, per scaglione, come fanno altrove, l’ha già richiamato il Consigliere Milan, se vi pare una cosa sbagliata, poteva essere un inizio di un cambio quest’anno.

Va bene che l’entrata è meglio mantenere quella che c'era per comodità, visto il livello nazionale, eccetera, eccetera, ma aver provato ad individuare almeno due o tre scaglioni di reddito, avrebbe permesso di dire “Si mantiene lo 0,8 come base per i livelli massimi”, ma almeno alle fasce sotto ai 35.000 e ai 40.000 un segnale si poteva dare. Questo in senso di far capire che la politica delle tasse comunali almeno cambia. Per questo motivo noi voteremo contro.

Intervento n. 283
Pagina 52
Punto 9

Approvazione tariffe della tassa sui rifiuti (TARI) anno 2016

Consigliere Partito Democratico

Leggi intervento

Solo per chiedere all’Assessore se può specificare meglio come vanno a cambiare le tariffe a seguito dell’emendamento.

Intervento n. 295
Pagina 53
Punto 9

Approvazione tariffe della tassa sui rifiuti (TARI) anno 2016

Consigliere Partito Democratico

Leggi intervento

Siamo a posto.

Intervento n. 302
Pagina 54
Punto 9

Approvazione tariffe della tassa sui rifiuti (TARI) anno 2016

Consigliere Partito Democratico

Leggi intervento

A parte l’apprezzamento per l’emendamento che elimina la possibilità di fare un aumento, la speranza era sempre quella di andare verso la diminuzione delle tariffe.

Tra l’altro, così completando quello che ha già detto Vernelli, cioè il fatto che nell’elenco tabellare non ci sono novità, nel senso che la giustificazione per cui si mantiene eventualmente uno stesso costo non è diviso giustamente per fasce, sulle attività non domestiche non è documentata l’incidenza, per alcune attività produttive per esempio un segnale poteva venire, per alcune aziende il fatto che il costo del rifiuto che naturalmente viene prodotto, ma che comunque incide sui costi generali, si poteva fare qualche incentivazione, il mantenere le tariffe del 2015, che le ha fatte il Commissario per altro, quando noi nel 2014 già eravamo contrari, non ci può esimere dal mantenere il voto contrario.

Intervento n. 320
Pagina 59
Punto 10

Approvazione “Piano delle alienazioni anno 2016)

Consigliere Partito Democratico

Leggi intervento

Brevemente Presidente. Sulla base anche di quanto ha specificato il Dirigente Ferlin, mi domando e vi domando se il fatto di mantenere, vabbè non abbassiamo le tariffe, ok, ma almeno i valori degli immobili che sono dappertutto in ridimensionamento, perché è inutile tenere fermi i valori perché ci fa comodo, quando poi non riusciamo a venderne uno. Questa è una prima valutazione.

La seconda è una raccomandazione. Noi abbiamo sul Piazzale Di Vittorio, ahimè, quell’immobile che è un immondezzaio, perché l’ex stazione o biglietteria delle autolinee è veramente un qualcosa che avvilisce la città. Mi pare che il Sindaco avesse anche portato l’Onorevole Salvini a vedere cosa c’era, ricordando e impegnandosi in tal senso a far sì che quell’immondezzaio sparisse.

Allora in questa fase, perché se aspettiamo di vendere per sistemarlo, io mi domando e vi domando: possiamo fare qualche cosa, ma anche dal punto di vista proprio del Comune, tramite l’ASM. Facciamo un appello ai cittadini di buona speranza o chi può, perché tenere così come è, è veramente una vergogna.

Siccome c'è un parcheggio a cui accedono parecchi, non solo cittadini di Rovigo ma anche da fuori che arrivano lì, perché è comodo arrivare nell’unico parcheggio accessibile, passano di lì e vedono cosa è, mettiamoci una mano non soltanto sul cuore, ma pensiamoci un attimo. Io mi ritengo a titolo personale disponibile anche come azienda a dare una mano in termini economici per sistemarlo finché non si vende perché, ripeto, è una vergogna per la città.

Chi passa così, pensa di velocizzare e fa le scale, e vede quelle scale dell’ex biglietteria così come sono ridotte e si guarda intorno, è una cosa che è davvero avvilente. Per chi poi ha degli appartamenti con visione biglietteria e abita lì nei dintorni, è una cosa ancora peggio. Quindi poniamoci un problema di dare una risposta non ovvia, parziale, ma che elimini l’immondezzaio.

Intervento n. 391
Pagine 81–82
Punto 11

Approvazione documento unico di programmazione (DUP)

Consigliere Partito Democratico

Leggi intervento

Grazie Presidente. Direi che sono imbarazzato ora a parlare, non perché debba parlare per forza, si può anche non parlare, ma il silenzio a volte è assordante, nel senso che il bilancio, che è il momento principale di un’attività di un’Amministrazione, prevede una riflessione. Io sono stato in maggioranza, sono stato in minoranza.

Facendo parte della preistoria, come diceva Aretusini stamattina, mi piace confrontare le epoche e la storia, ci sono i moderni e ci sono gli antichi. Semmai possiamo fare un trasmissione qua tipo “Ciao Darwin”: i vecchi contro i nuovi. E poi vediamo qual è il vecchio e qual è il nuovo.

Venerdì prossimo ci sarà la puntata belli contro brutti, che ve lo anticipo, quindi semmai se a qualcuno interessa... Io ho qualche amica tra i belli, non vi dico chi è. E’ per quello sono informatissimo.

Parlando quindi di bilancio, il bilancio lo ha fatto la ragioneria. Quindi bene, i numeri sono a posto, siamo tutti tranquilli. Domanda: una pagina, una paginetta, non lo dico da ex professore, lo dico da Dirigente di un’azienda che dirigo da trent’anni, che si chiama nel caso che qualcuno non lo sappia della Lega, si chiama Padania Service, perché l’ho scritto prima io il nome di un certo Umberto Bossi, ahimè, perché risale ai primi anni 90, quando lui non sapeva ancora che esistesse questo termine geografico.

Detto questo, faccio bilanci da qualche anno, non solo nelle Pubbliche Amministrazioni ma anche da me e tutti gli anni, quando approviamo il bilancio, almeno una pagina, ma direi due, di relazione che dica “Abbiamo fatto questo e faremo quest’altro, ci proponiamo di fare questo”, indicando gli obiettivi, si fanno. Questa è una norma, è una prassi che fa parte della politica aziendale e amministrativa. Non che un Comune capoluogo è meno di un’azienda.

Fatturo un po’ di meno del Comune evidentemente, ma abbiamo 100 dipendenti e oltre, facciamo più di cinque milioni di fatturato, quindi i miei soci la pretendono una relazione, vogliono sapere come sono stati spesi i soldini e cosa faremo il prossimo anno.

Allora domanda: all’interno di questa Amministrazione, ma non è possibile che nessuno, a parte la minoranza, ma alla maggioranza gli venga la voglia di dire “Ma quali sono le priorità, le questioni fondamentali su cui andremo a cimentarci nel corso del 2016, 2017 e 2018”, visto che parliamo di triennio? Un’idea, due, tre, al massimo tre idee “Ci svilupperemo su questo”. Può essere una questione, citava prima il Consigliere Ferrari, potrebbe essere la sanità, potrebbe essere la questione delle partecipate.

Diceva prima Vernelli “Ma della ASM, che ne facciamo?”. I servizi, lo sviluppo e l'occupazione. Il capoluogo vive la crisi, non è uscito dalla crisi.

C’è qualche idea che possiamo fare a favore di qualcun o zero, nulla? Abbiamo tutto dentro qua. Siete tutti tranquilli che le cifre sono esaustive, coprono ogni fabbisogno, ogni curiosità.

Nessuno è curioso. Le cifre sono tutte chiare per tutti. Io vi invidio la chiarezza, la capacità di dire “Ho visto i numeri e sono soddisfatto”, e dico la mancanza ripeto di uno stimolo, di una curiosità che dovrebbe, anche all’interno della maggioranza, uscire.

Non si tratta di mettere in crisi un’Amministrazione. Sta a dire “Sì, forse potremmo fare, oppure faremo questo”, perché c'è scritto. Una pagina, Assessore, eventualmente gliela scrivo io se vuole il prossimo anno, che poi magari dopo la cambia, ma non potete venire qua senza una pagina, una pagina no dieci pagine, una paginetta dicendo “Vorremmo fare queste tre cose, su questo giocheremo 10.000 euro, 20.000, 50.000”.

Sappiamo che ci sono spese vincolate, è chiaro, ma non possiamo delegare ai Funzionari il tema bilancio. E’ una questione politica. Fa parte da sempre della politica il bilancio.

L’Assessore al bilancio si caratterizza soprattutto in questo momento, quando presenta il bilancio. E’ lì che caratterizza la sua opera. Questa assenza, questo vuoto, ripeto questo vuoto assordante, mi lascia fortemente perplesso.

Indica che c'è poco. Ci può essere una maggioranza compatta sui numeri, cosa volete, ma la fantasia ragazzi, la fantasia non ha limiti, non ha confini, non c'è maggioranza. Ci si cimenta sulle grandi cose, sui grandi progetti, ma anche sui piccoli progetti che possono diventare sin quando c'è grande tensione ideale dietro, se c'è una base valoriale.

Se non c'è nulla, se c'è soltanto un tecnicismo fine a se stesso, vabbè, i numeri ci sono, il bilancio viene approvato, non si è detto nulla, l’hanno fatto i tecnici, viva i tecnici perché hanno messo insieme anche quest’anno hanno cesellato un’opera che è piena di pagine e di numeri ma che ha il vuoto della politica. La politica non c'è, la politica con la P maiuscola è un’altra cosa. Allora o la si sa fare, o non la si sa fare.

Dopo uno dice “Ma io ci sono”. Benissimo, uno c’è, ma nessuno si ricorderà di te dopo. Quando sarà passato questo tempo, qualcuno dirà “Ma io sono stato Consigliere comunale”.

Non se ne è accorto nessuno; non hai mai parlato; se hai parlato, nessuno ti ha ascoltato perché non hai detto niente, non hai detto nulla di importante, nulla. Allora ripeto, questo momento, mancare nel giorno del bilancio questa opportunità di dire alcune cose, che non bisogna essere studiati, basta dire con le proprie parole, indirizzare, “L’Amministrazione vorrà fare queste cose”. Manca il Sindaco ma è degnamente rappresentato, quindi non c'è bisogno del Sindaco perché si possa dire “Manca qualcosa”.

La maggioranza c’è, quindi qualcuno che dica “La paginetta che manca la scriviamo, la aggiungiamo”. C’è, non è che non c’è, c’è. Non potete dire “Ma quello che c'è, è scritto tutto qua”.

No, questo l’hanno scritto i tecnici. E’ un bilancio tecnico e, come tale, non può avere l’apprezzamento politico o il deprezzamento. C’è soltanto la delusione, perché la politica pretende la politica.

Se non c'è, se non c'è un’idea, una, non dico tre, una, siamo nel vuoto assordante, come dicevo prima con cui ho iniziato la relazione. Grazie.

Intervento n. 679
Pagine 130–131
Punto 11

Approvazione documento unico di programmazione (DUP)

Consigliere Partito Democratico

Leggi intervento

Era soltanto per un fatto di opportunità politica sempre, cioè l’emendamento finale raccoglie 26 voci, se non ho contato male, che sono la sommatoria di tante piccole esigenze di cassa, debiti fuori bilancio, ed altre questioni, incarichi; incarichi tra l'altro qualcuno veramente inopportuno, o poco opportuno. Quindi praticamente 200.000 della ASM, che improvvisamente vengono fuori, un miracolo! Si accorge l’amministratore unico che ci sono 200.000 in più, e se ne accorge quando, i primi di marzo?

Beh, è un perfetto amministratore, e siccome è unico, non è che sono in 50, è unico, ha tutti i conti, e si accorge che ci sono 200.000 in più! Non 2.000 in più, 200.000 in più! Prendiamo atto che c'è una grande capacità, ed una grande fantasia anche.

E poi i 25.000 già citati. Quindi vengono fuori i 225.000 in più, e allora che si fa? Colmiamo tutte queste esigenze, piccole esigenze, e viene fuori un super emendamento.

Nell’elasticità della politica, rispetto agli oltre 10 emendamenti presentati, alcuni di pochissime migliaia di euro, che chiedevano un’attenzione verso qualche particolare settore, associazioni, scuole, neanche una disponibilità di dire “sì, questo lo si può accogliere”.

Una maggioranza, che sia di Governo, o di Regione, o di Provincia, o di Comune, va bene ed è forte se ha anche un’elasticità di accogliere a volte le proposte che vengono dall’opposizione, che non sempre sono sbagliate, o sono da rigettare in quanto opposizione; e a sua volta può chiedere, rispetto ad esigenze maturate o consolidate negli ultimi giorni o nei ultimi tempi per l’improvviso coniglio che esce da un cilindro, chiedere anche una adesione perché si vanno a coprire delle questioni, cioè i conti si fanno anche insieme, non necessariamente bisogna sempre fare le barricate.

Quindi, ripeto, è necessario arrivare a cassare tutti gli emendamenti, proprio per dire “no, qui si comanda noi, e voi non siete nessuno”? E poi, eccolo qua, abbiamo trovato delle risorse, ed improvvisamente risolviamo tutti i problemi che ci sono aperti, tutte le ferite, tutte le questioni dei debiti fuori bilancio, gli incarichi agli ingegneri, e così via, e così risolviamo. Ecco qua l'emendamento risolutore.

Questa, sì, è buona amministrazione. Non mi pare. Ancora una volta si perdono delle occasioni per dimostrare, nel momento clou del bilancio, che si può ragionare insieme, pur avendo i ruoli ben distinti e distanti.

Quindi è un emendamento sbagliato, è proposto e non motivato, perché il coniglio che viene fuori dal cilindro non è neanche bello, neanche buona cosa per l’amministratore che trova 200.000 improvvisamente, e che quindi consente di chiudere questa questione. Per cui sarà necessario - quindi faccio anche la dichiarazione di voto - un voto contrario a questo emendamento, per tutte le motivazioni che ho anche anticipato.

Intervento n. 717
Pagine 136–137
Punto 11

Approvazione documento unico di programmazione (DUP)

Consigliere Partito Democratico

Leggi intervento

Abbiamo già un po’ anticipato con gli interventi la nostra posizione. Vedi Renato, essendo gente di Rovigo che parla anche il dialetto, si dice che ‘na motta e ‘na busa fa un guaivo. E’ cambiata questa?

No, andava bene tanti anni fa e va bene anche adesso. Allora con ‘na motta e ‘na busa si potevano sistemare delle cose, pur mantenendo un impianto che è prevalentemente tecnico, ma a volte, accogliendo dei suggerimenti, delle proposte minimali, a volte fa parte delle piccole cose, e con le piccole cose si costruisce a volte un bel guaivo. Il problema è questo, cioè la chiusura totale su ogni emendamento.

Cristina, potevano essere accolti tutti . Quando c'è un parere tecnico favorevole - e tu sei stata anche funzionaria di un Comune - vuol dire che si possono fare questi spostamenti. Non è che si dice “no, non si può”, perché se c'è il no del tecnico, allora c'è una base politica, non si può dire che se c'è un sì tecnico, che vuol dire “sì, potete spostare i 5.000 da qua a là”, che nulla non cambia, e si dice di no politicamente.

E’ un no politico, è un’altra cosa. Il no politico giustifica la chiusura. Non c'è mica da vergognarsi, per carità, va bene così.

Se la scelta è quella di dire che va bene così, va bene così. Ne prendiamo atto, non è che siamo felici, perché il dialogo fra maggioranza e opposizione c'è a Roma, perché a Roma trattano e decidono, pur mantenendo posizioni divergenti molto più che non qua, perché ognuno fa la sua parte, però ci sono dei momenti in cui si trovano ufficialmente o no delle sintesi. Si può fare anche qua all’interno del Comune di Rovigo.

E’ il primo bilancio, ma speriamo che sia di insediamento, che quanto meno qualcosa vi rimanga nel cuore, nella testa. Il dialogo è possibile, è necessario, è utile per questa città. Se vogliamo bene a questa città e la vogliamo cambiare, lo possiamo fare non dico insieme, ma ciascuno fa la propria parte, chi governa ha il compito maggiore, ma chi fa l’opposizione, che cerca di fare dei rimedi e dei suggerimenti, delle proposte, non lo fa strumentalmente, lo fa perché crede.

Gli emendamenti sono stati frutto di lavoro, di momenti di riflessione. Piccole cose, ma era una ricerca anche di un’attenzione, perché sono sensibilità. Abbiamo più noi di voi?

Non è qua chi ha più sensibilità, ma chiediamo questo. L’'emendamento serve per cambiare delle cose che non vanno. C'era su quasi tutti, mi pare su tutti, la posizione favorevole degli uffici, quindi vuol dire che erano possibili, e quindi, Renato, non era un problema... non dico accettarli tutti, o in parte, però si poteva.

E allora si poteva ragionare diversamente anche sul super emendamento, perché il limite di questo bilancio è che non indica relazione necessaria o no. Io ho detto una paginetta che indicasse le priorità nel 2016, “l'Amministrazione vuole sanare....”, benissimo, lo dica; “quest’anno paghiamo prevalentemente i debiti”, lo dica, in una pagina, non è vietato. (Voce incomprensibile dall’Aula)

Intervento n. 718
Pagina 137
Punto 11

Approvazione documento unico di programmazione (DUP)

Consigliere Partito Democratico

Leggi intervento

Le priorità non sono indicate. (Voce incomprensibile dall’Aula)

Intervento n. 719
Pagina 137
Punto 11

Approvazione documento unico di programmazione (DUP)

Consigliere Partito Democratico

Leggi intervento

No, non sono indicate. E’ la prima pagina che conta, non in mezzo. La prima pagina, perché il ruolo della politica è in prima pagina, mai in ultima, in fondo.

Quindi, concludendo, perché bisogna anche concludere, il nostro voto è negativo, perché le motivazioni sono questa base qua.

8 marzo 2016

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

3 interventi
Intervento n. 94
Pagine 21–22
Punto 2

Interrogazioni ed interpellanze

Consigliere Partito Democratico

Leggi intervento

Grazie Presidente. Sarò velocissimo anche perché è un’interpellanza che riprende quella che aveva fatto il Consigliere Rossini, a cui mi pare che la risposta non sia stata fatta, quindi io la farei direttamente al Sindaco, che vedo che è molto infervorato. Ricordando un problema, che è stata una cosa un po’ più tranquilla questa qua, il Consigliere Rossini auspica che si faccia un’iniziativa attinente a Rovigo città delle rose, quindi un’iniziativa che sia funzionale ad uso turistico.

Questo problema credo che sia abbastanza strano. Essendo stato sollecitato ancora a metà febbraio, non si sappia che fine ha fatto questo tipo di sollecitazione, si è perso. E’ un po’ il problema che è stato sollecitato prima anche dal Consigliere Gennaro, che ci sono delle interrogazioni oppure delle sollecitazioni di fatto che si perdono attraverso gli uffici, e questo non va bene.

Per altro questo Sindaco, Sindaco, Sindaco e Presidente, mi permetto di ricordarle, per chi ha qualche anno, Vernelli c’era, il problema di questa iniziativa sulle rose a Rovigo è un problema era presente in qualche programma del 90-91, quindi ha 25 anni questa, quindi è una novità che dovrebbe essere finalmente attualizzata, visto chi nel passato non l’ha fatto. Facciamola, visto che viene sollecitata, viene riproposta, e quindi che non si perda attraverso gli uffici, perché mi pare che non sia compito nostro.

Siccome siamo già a febbraio, da metà febbraio siamo già all’8 marzo, oggi è anche una festa, oltre che della donna, anche dei fiori. Quindi farla in maggio o al massimo in giugno, perché non si fa in agosto una fiera o una manifestazione che richiami i vivaisti, può essere fatta se gli uffici si attrezzano e si movimentano da subito, altrimenti la cosa diventa un po’ pleonastica. Grazie.

Intervento n. 169
Pagine 34–36
Punto 4

Approvazione aliquote per l’anno 2026 dell’imposta

Consigliere Partito Democratico

Leggi intervento

Grazie Presidente. E’ triste constatare che si affronta il tema ahimè sempre legati a una forma di emergenza, nel senso che si arriva all’ora di parlare di bilancio, e quindi propedeutico al bilancio c'è la questione delle entrate, in modo particolare legata alla tassa sulla casa. E’ una storica, l’Assessore ha introdotto il ragionamento dicendo già dal 2012 l’ICI è diventata IMU.

Sapete che i governi nazionale, ogni volta che cambiano le maggioranze, promettono di detassare la casa. Siamo arrivati all’esenzione della tassa dell’IMU sulla prima casa, ma rimane comunque una forte tassazione su tutto il sistema delle proprietà del settore edilizio.

Per chi va bene la prima casa è importante averla eliminata, ma rimane comunque una tassazione sulle proprietà di appartamenti non usati direttamente dal proprietario, non come prima casa, che diventa una delle principali fonti di sostentamento del Comune. E, dovendo tassare, cosa si fa? La tariffa massima, il 10,6.

Ha fatto bene il collega Sergi a ricordare quello che ha praticamente espresso l’APE, che è un’Associazione direi che non è che può essere definita di sinistra, ma esprime un’Associazione che, parlando in termini di aree di riferimento, esprime dei valori importanti che vanno ben oltre l’aspetto di appartenenza ideologica o politica, perché esprime il disagio di chi ha investito sul mattone, sulla pietra, e casualmente si trova ad essere proprietario non di 50 o di 100 appartamenti, ma di qualche appartamento magari che era destinato o al figlio, o a qualche parente, oppure ad essere affittato, considerando il mattone bene rifugio.

Quindi non è un fatto di essere un aspetto che riguarda i grandi proprietari o la grande proprietà. E bene ha fatto il collega Sergi a ricordare che anche Paolo Avezzù, in qualità di candidato Sindaco, ma anche - non c'è questa sera - ma anche il collega Saccardin in qualità di candidato Sindaco si era impegnato di fronte a quel piccolo convegno interno per altro organizzato dall’APE, a mettere in atto una riduzione dell’IMU progressiva.

Il 2015 evidentemente, l’anno delle elezioni, non era possibile da parte di nessuno modificare quello che aveva già fatto il Commissario, ma poi dal 2016, 2017, 2018, c'era progressivamente un’indicazione, articolata diversamente da parte dei vari esponenti, cioè tutti quelli che sono venuti a quell’incontro hanno detto “Sì, cercheremo di fare, faremo”.

Per evitare che poi il Presidente dell’Associazione, l'Avvocato Mercuri, ricordi alla politica un vecchio detto del Presidente, che era un Presidente sovietico allora, che diceva “I politici sono tutti uguali: promettono ponti anche quando non ci sono i fiumi”. Una bellissima massima, perché tutti “Quando arrivo io, farò, farò”. Torniamo al dato politico.

La politica della casa è uno dei dati fondamentali perché riguarda quasi tutti i cittadini, per chi non ce l’ha e per chi ce l’ha, perché la vita è anche fatta di diverse opportunità, ci sono i fortunati, ci sono gli sfortunati, ci sono i precari, però sostanzialmente l’attacco alla casa, per fortuna l’IMU sulla prima casa è stata tolta come tassa nazionale, è stata eliminata e quindi non c'è più il problema. Rimane l’aspetto dell’auspicio. Domanda: è proprio così vincolante per cui stasera dobbiamo deliberare?

Perché la mia proposta sarebbe quella di dire: ritiriamo la delibera. Riragioniamo, come dice Vernelli. Perché non si può farà parlare di bilancio, delle aspettative, confrontare le tabelle, cosa era, quali sono gli spostamenti della finanza nazionale che arrivano in sostituzione di?

Cosa manca? Perché ogni volta a dire “No, bisogna che chiudiamo il bilancio - perché diventa quindi un bilancio tecnico e non più politico - dobbiamo fare il massimo delle tasse”, e quindi tutti quelli che hanno promesso, a parte il Sindaco e anche gli altri aspiranti Sindaci, che ci sono impegnati “Toglieremo le tasse”, poi dicono “Non ce la facciamo”. E’ impossibile perché il bilancio lo fa la ragioneria, non lo fa il Consiglio Comunale, non lo fanno le forze politiche.

Lo fa il tecnico che dice “Allora, siccome ci vogliono un tot di soldini per pagare gli stipendi”, negli stipendi ci sono anche i premi, che per me sono eccessivi, ai Dirigenti parliamo per essere chiari, perché i Dirigenti di aziende private quei soldi lì se li sognano, soprattutto hanno un budget legato alla “buona suerte”, si dice in Spagna, cioè se va bene, c'è la pagnotta, se no la pagnotta non c’è.

Qua invece c'è la certezza che le spese legate ad alcuni aspetti di promozioni, di premi, eccetera, è una roba secondo me allucinante della la finanza locale. Però bilanci fatti così, di carattere ragionieristico, mi pare che sia l’ora di dire basta, soprattutto se si vuole portare la cosiddetta svolta, e la svolta è anche quella di un’analisi sui fabbisogni e sulle ,necessità e quindi proviamo a vedere se almeno sulle tasse si può fare qualcosa.

Quindi io ho ricordato gli impegni che non vengono mantenuti, mi dispiace, perché potrei dire “Ahahahah, avete visto?”. Non è che sono felice di questo. Gli impegni di togliere la tassa sulla casa, rispetto a quello che un Consiglio Comunale può fare, perché può, non solo non può aumentare rispetto all’anno scorso, ma poteva diminuire di un punto, di mezzo punto, anche nei termini massimi.

Il 10,6 la tariffa ordinaria, ma almeno mezzo punto, dare un segnale al settore che c'è un’attenzione che la città vuole complessivamente occuparsi anche di chi ha avuto la sfortuna di investire e che quindi è proprietario di qualche casa, che non è un capitalista ma è semplicemente una persona che è stato più accorto di altri investendo in questo settore e magari non giocando in borsa o giocando alle macchinette.

Questo vuol dire che è una questione di scelta di fondo, per cui sostanzialmente la mia valutazione è quella di invitare a ritirare la delibera, visto che dopo c'è un impegno, c’è una proposta, una sollecitazione da parte del Consigliere Denti alla Giunta di riflettere e di ripensare o dare qualche segnale, almeno su qualche comparto. Questa è la valutazione.

Se invece dite “No, guarda che non si può perché qua è tutto già bloccato e blindato”, noi abbiamo presentato qualche emendamento, cercando di fare qualche miglioria.

Speriamo che almeno su questo ci sia la sensibilità, dopo li presenteremo, sono già mi pare depositati alla Presidenza, tanto per dire “Diamo qualche segnalino alla città e alle categorie” che si attendono su questo settore un miglioramento, però rimane come constatazione finale l’amarezza perché non si parla di bilancio in termini politici, perché se blindiamo tutto quanto perché i numeri sono questi, ahimè, rimane ben poco, ed è un bilancio tecnico costruito dagli uffici, e a noi rimane solamente l’espressione di un’amarezza del fatto che abbiamo poco margine di ragionamento di carattere politico.

Grazie.

Intervento n. 263
Pagina 52
Punto 4

Approvazione aliquote per l’anno 2026 dell’imposta

Consigliere Partito Democratico

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Votiamo contro, ma non è un fatto che è scontato, perché gli emendamenti servivano per modificare eventualmente anche il giudizio sull’intera delibera. Avere negato la praticità realizzativa dell’emendamento, Renato, non è vero che fa un Regolamento, non c'è nessun Regolamento da fare. Non esiste, questa è una balla.

E’ una balla. Diciamoci la verità, non va bene modificare, non esiste nessun Regolamento, non si può fare un Regolamento che Regolamenta cosa? Non esiste.

E’ una balla. Non esiste. Dimmi una città di Italia dove è stata fatta una roba del genere!

Non esiste. Diciamo non ci andava, perfetto, va bene. Però dopo non andate a dire “ma noi volevamo...”.

La politica è questa, è il fare. C'è anche il dire. Fra il fare ed il dire c'è di mezzo il mare.

Siccome c'è di mezzo il mare, il fare prevedeva che si possa fare un piccolo passo, gli emendamenti andavano in questo senso. Avete detto “noi ci sostituiamo ai tecnici, perché siamo la politica”. Avete invertito i ruoli: i tecnici fanno il loro mestiere e dicono “questi sono i numeri”.

La politica è l'arte del possibile. L'avete detto? No, “noi siamo realisti più dei tecnici; i tecnici dicono che si può fare, ma noi diciamo di no.

Adesso vi aspetto al punto successivo, perché non si sa più quanto è l’importo. Sul secondo punto ci sarà da ridere adesso. Intanto votiamo contrario.

21 dicembre 2015

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

8 interventi
Intervento n. 214
Pagina 42
Punto 4

Ratifica deliberazione di Giunta Comunale n. 175

Consigliere Partito Democratico

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Grazie Presidente. Mi dispiace che chiarimenti che sono tecnici, ma che poi sono sempre di natura politica, portino a delle polemiche. Il Sindaco è uscito...

Intervento n. 216
Pagine 42–43
Punto 4

Ratifica deliberazione di Giunta Comunale n. 175

Consigliere Partito Democratico

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Perché ogni volta far raffrontare un confronto su aspetti anche economici finanziari del Comune, un altro capitolo della campagna elettorale, non sta bene e non va bene, perché se si tira su questo piano qua, ci invita a nozze. Non dimentichiamo questo qui, che non siamo secondi a nessuno per quanto riguarda la capacità di fare polemica.

Però siccome questa qua è una parte delicata, perché con i chiarimenti anche di oggi che hanno perfezionato un vuoto che c'era stato anche in Commissione, su cui c'era stato anche un voto di astensione, ma che rispetto al ragionamento di oggi abbiamo capito che di fatto c'è un problema sociale nel Comune, ed è l’Avvocato Lembo, cioè il problema sociale è l’Avvocato Lembo.

Questa è una novità politica, non sembrava che questo fosse il problema, cioè si investe una cifra che non era stata spesa perché non si sapeva come spenderla -vuoi che restino lì i soldi? - siccome non si sapeva come spenderli, a chi li diamo? Li diamo all’Avvocato Lembo, che è un problema sociale. Giustamente è un legale e aspetta.

Io sono un uomo d’azienda e ho spesso cause. I miei legali, che non sono degli sprovveduti, presentano le parcelle al termine delle questioni. Vengono pagati quando la questione è chiusa e quando i soldi sono stati incassati o dobbiamo pagarli.

Mi pare che non siamo in questa situazione, Assessore. Lasciamo stare la norma. Giustamente viene suggerito di riesaminare, forse è buona cosa che ci abbiamo fatto una riflessione, di riesaminare il contratto con l’Avvocato Lembo affinché questo incidente, chiamiamolo così, non rimanga una questione aperta, per carità.

Quindi siccome oggi si evidenzia come per questo problema dobbiamo rinunciare a un’importante spesa che poteva essere fatta per il sociale per risolvere una questione che è contrattuale, quindi è un problema tecnico ma va a mascherare un aspetto politico, io confermo che il nostro voto sarà negativo.

Intervento n. 239
Pagine 48–49
Punto 6

Riconoscimento debito fuori bilancio derivante da sentenza

Consigliere Partito Democratico

Leggi intervento

Grazie Presidente. Su questa delibera io, credo che il ragionamento debba partire da quella che è la premessa della delibera stessa. Premesso che con determinazione dirigenziale, eccetera, eccetera, e poi successiva determinazione dirigenziale, ci sono due momenti in cui si dà l’incarico prima di procedere presso il Tribunale di Rovigo, e poi si ricorre in Corte d’Appello.

Quando si parla “L’Amministrazione Comunale”, ahimè non c'è scritto ma credo che sia sottinteso che qualcuno ha deciso l’atteggiamento da assumere. Dato per scontato poi che la prima assunzione di responsabilità è quando si è deciso di assumere questo dipendente o questa dipendente, uomo o donna non mi interessa chi sia. Se l’Amministrazione prende una persona parttime e la impiega utilmente - è accertatore di sosta in questo caso - ovviamente è una figura che serviva?

Sì. Ù Rispetto a quello che si è profilato poi, perché qualcuno si è inserito grazie anche alle normative poco chiare, ma ha potuto fare domanda di diventare a tempo pieno, perché allora qualcuno ha detto “No, ricorriamo contro e si va davanti al Giudice del Lavoro, e poi si persiste e si va anche in Tribunale d’Appello”?

Veniamo al concetto di responsabilità: l’Amministrazione Comunale, cioè noi Consiglieri, ma i Dirigenti in prima persona sono quotidianamente, dovrebbero essere indotti ad agire con il senso non solo del buon padre di famiglia...

Intervento n. 241
Pagina 49
Punto 6

Riconoscimento debito fuori bilancio derivante da sentenza

Consigliere Partito Democratico

Leggi intervento

Grazie Sindaco, tranquillo, tranquillo.

Intervento n. 243
Pagine 49–50
Punto 6

Riconoscimento debito fuori bilancio derivante da sentenza

Consigliere Partito Democratico

Leggi intervento

Il problema in fondo rimane quello del come si decide con questo tipo di atteggiamento, da parte soprattutto dei Dirigenti che hanno il compito quotidiano di condurre la cosa pubblica, e poi da parte di chi, la Giunta di per sé, quindi l’Assessore competente, che di fatto verifica attraverso volontà politica se questa è conforme, sta in una certa direzione oppure no, perché qui in questo caso si va a riscontrare ancora una volta un concetto di non responsabilità, no di responsabilità, che qualcuno ha detto “Facciamo ricorso”.

E’ un puntiglio, diventa una convinzione perché, ripeto. andiamo a pagale le spese legali della ricorrente che ha vinto, quindi siamo di fatto in pieno torto sostanzialmente. La dipendente ha avuto ragione.

Non so se questa adesso sarà una vittima di angherie o di qualcosa, perché chi vince contro due volte, sia in Tribunale del Lavoro, poi in Corte d’Appello, sarà una pecora nera credo, o diventa ben accolta nell’Amministrazione per cui benissimo la persona in fin dei conti che ci è dovuta capitare tra capo e collo, in realtà è una che vale e quindi abbiamo sbagliato praticamente a trattarla così.

Ripeto, registrare un pagamento di un debito per spese legali rispetto a tutta una procedura, che vuol dire un’assunzione nominativa, quando uno è stato assunto aveva un nome e cognome. Quella persona era ritenuta valida? Sì, bene.

Poi chiede il passaggio perché le norme glielo permettono. No, non va bene. Allora qualcuno si assuma la responsabilità di dire che non va ben e quindi bisogna opporsi.

Quindi il Tribunale di Lavoro di Rovigo. Si perde. La persona va a tempo pieno, eccetera, eccetera.

E qualcuno dice “No, si va anche in Tribunale d’Appello”. Si riperde. A questo punto qua cosa facciamo?

Diceva giustamente la Consigliera Pietropoli: si va in Cassazione?

Perché se siamo nella consapevolezza che abbiamo ragione, si va fino in fondo allora, perché se qualcuno ci spiegasse che questa persona è inutile, non è all’altezza, è stata una follia averla assunta a parttime, quindi l’errore è iniziale, che non si doveva assolutamente assumere, quindi allora vale la pena andare anche in Cassazione, perché se siamo nel certo che abbiamo un costo, perché poi alla fine ogni persona che lavora qui è un costo, o il costo è giustificato o non è giustificato.

Quindi su questa base dobbiamo noi chiudere una partita, non semplicemente dire “Approviamo o no le spese legali”. E’ ovvio che le spese legali vanno onorate, nei tempi e nei modi come dicevo prima, però il nodo di fondo è capire da parte di chi ha condotto la vicenda, se dobbiamo chiuderla qui o se dobbiamo andare in Cassazione perché in realtà abbiamo ragione.

Ovviamente questo significherebbe e significa che, se siamo così certi, dobbiamo andare in Cassazione perché abbiamo la certezza che vinceremo o che rimetterà alla Corte, siccome la Cassazione non entra poi nel merito ma rimette le cose alla Corte d’Appello, o di Venezia o non so se altra Corte che sarà competente, per poter dire “Abbiamo comunque ragione. Andiamo fino in fondo”. Quindi le paghiamo perché la sentenza è esecutiva, però nella consapevolezza che quindi dobbiamo andare a chiarire tutta la vicenda.

Intervento n. 257
Pagina 54
Punto 6

Riconoscimento debito fuori bilancio derivante da sentenza

Consigliere Partito Democratico

Leggi intervento

Per le premesse dovremmo votare contro, ma siccome la delibera si concretizza nel pagamento delle spese legali di qualcuno che ha fatto ricorso, noi ci asteniamo, facciamo un voto di astensione perché questa ci pare la posizione più corretta.

Intervento n. 373
Pagina 84
Punto 13

Indirizzo circa il programma di scissione trasformativa

Consigliere Partito Democratico

Leggi intervento

Grazie Presidente. Il Sindaco ha preferito leggere la delibera, quindi da fatto politico diventa un fatto quasi tecnico, nel senso che se il ragionamento è: c'è un crono programma, cosa ne dite? Il crono programma sostanzialmente va bene.

Però c'è un problema: quello che manca in questa fase, e in questo senso poteva anche essere fatta una riflessione un po’ più ampia nella presentazione della delibera, cioè noi ragioniamo già adesso di Area Vasta su altre tematiche, ma si sta andando sul tema dell’acqua, ma riguarderà prossimamente anche quello dei rifiuti. Qual è l’unica preoccupazione, Sindaco?

Il fatto che è stato fatto un crono programma, però c'è un rapporto con una buona parte degli altri Comuni che attualmente registra degli scricchiolii rispetto a questo crono programma, perché se non si recupera, se non si cerca di recuperare un minimo di condivisione per cui il percorso che è stato individuato poi non venga in pratica percorso insieme, fatto veramente insieme con momenti di riflessione, con un po’ meno muro contro muro che, se può essere stato utile nella fase iniziale per cambiare l'impostazione, dopo le rotture si cerca di ricucire, perché questa deve essere la nostra raccomandazione, l’unica nostra preoccupazione su questo crono programma, cioè che i tempi, visto che siamo ormai a Natale e quindi la politica di fatto si ferma, ahimè, si riprenderà a metà gennaio con tutto questo clima che c'è in giro di rapporti ahimè precari, con il resto delle Amministrazioni, questa tempistica, i periti il Tribunale li nomina.

Ci sono alcuni interrogativi che restano a rendere un percorso che potrebbe essere abbastanza limpido, non dico tortuoso, ma quanto meno con grandi dubbi sul rispetto della tempistica, per cui l’ultima data indicata e i passaggi in Consiglio Comunale avverranno se e in quanto si è realizzato il dato precedente, perché altrimenti in Consiglio Comunale noi possiamo fare dei passi ma, se non ci si muove in sintonia con il resto dei Comuni della Provincia, il meccanismo si inceppa.

Ed è nostro interesse oggi, come Comune capoluogo che di fatto sostituirà progressivamente anche l’Amministrazione Provinciale, che ci sia un minimo di capacità di relazione con il resto dei Comuni, cioè il nostro compito oggi è quello di riuscire a indicare nella tempistica anche una modalità di rapporto con il resto dei Comuni che vada in questo senso per ragionare poi di Area Vasta, che vada verso una condivisione più possibile allargata perché purtroppo, se vogliamo fare addirittura la S.p.A. e non ci sono i soci che sono d'accordo, perché ci sono delle preoccupazioni, perché ci sono dei problemi, va benissimo tutto.

Soprattutto prima si supera il Consorzio e meglio è, però evidentemente ci vuole un compito dei periti, ci vogliono tutti questi aspetti che garantiscano la quantificazione e non si faccia con fretta come è stato fatto quando è sorta Ecoambiente, un’operazione che potrebbe poi lasciare degli strascichi o quanto meno, perché era stata la mia preoccupazione quando il Sindaco è emerso dicendo “Ci sono gli aspetti, le indagini della Procura”.

E’ evidente che se la politica non riesce, se non ce la fa, ovviamente è uno sforzo comune, non dipende soltanto da noi, ma va cercato ripeto, almeno il massimo possibile, un percorso che possa superare il clima che c'è stato qualche mese fa e che adesso in vista di questo crono programma può essere veramente, ripeto, messo in pratica se, ripeto, c’è questa disponibilità in modo particolare a partire dal Sindaco, perché il Sindaco rappresenta questo Consiglio Comunale e rappresenta Rovigo, e quindi Rovigo deve riuscire a fare questa azione di ricucitura.

Questa è la raccomandazione che noi ci sentiamo di dire e su questo motivo noi in questa fase preferiamo astenerci.

Intervento n. 505
Pagine 115–116
Punto 15

Approvazione dei criteri generali in materia di

Consigliere Partito Democratico

Leggi intervento

Grazie Presidente. Anche questa volta dispiace che si scivola sempre da un confronto su quello che è un aspetto tecnico che viene proposto al Consiglio Comunale, dopo si va a tirar fuori altre cose. Sindaco, non può fare ogni volta riferimenti alla battaglia elettorale o giù di lì.

Non possiamo, non è possibile, perché altrimenti qua diventa una carneade. E’ in discussione una proposta, Assessore Saccardin, io l’ho letta più volte in Commissione, anche questa sera la rileggevo, e più la leggo più mi viene in mente la canzone dello Zecchino d’Oro “44 gatti in fila per 6 con il resto di 2”. Quella aveva un progetto: pensava i gatti, organizzati!

Dietro a questo, qual è il progetto? Questo è il problema. Qua non c'è nessun Zecchino d’Oro, Sindaco!

Allora il progetto è la riorganizzazione del Comune affinchè si vada... Bene. Si pensa a quella e si allega questa, si può fare insieme.

Siccome sei stato un collega, a scuola, Saccardin, ti ricordi i famosi programmi di inizio d’anno quando si facevano le relazioni generiche, in cui si diceva “il progetto è questo”? E si scopiazzava di qua e di là, e c'era dentro tutto il possibile, anche se poi lo calavi su una classe, e naturalmente era completamente fuori dalla realtà, perché era il solito brogliaccio. Questo brogliaccio qua, calato sul Comune Rovigo, capoluogo, prospettiva di, che vuol dire?

Che ci azzecca direbbe un certo ex! E’ un qualcosa che viene buttato qua: intanto proviamo questo, poi vediamo cosa succede. Il “cosa succede” è sbagliato, non è corretto, non è programmatorio, non è innovativo.

E’ un pizzardone questo qua, è una serie di frasi buttate lì, di buone intenzioni. Nessuno pensa ai trabocchetti o ai tranelli, io non voglio essere così malizioso, però sono abituato a valutare le proposte per quello che sono.

Questa è una proposta che non è abbinata a nessun progetto, a nessuna riorganizzazione vera, che prevede tot dirigenti, top funzionari, alcune competenze che sono oggi in via di trasferimento, che poi saranno trasferite perché non è ancora avvenuto, ma avverrà, e che quindi va a programmare un eventuale arrivo, sapendo che, ahimè, potranno esserci altri trasferimenti, per cui è una questione che avrei preferito...

Hai detto che non la vuoi ritirare, ci costringe ad un voto contrario perché, senza supporti, senza palizzate che sostengono questa, è veramente un cestino vuoto. Quindi voto contrario. Grazie.

12 novembre 2015

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

7 interventi
Intervento n. 181
Pagina 39
Punto 3

Approvazione integrazione al Regolamento Comunale di Disciplina dell’Imposta di Pubblicità e dei Diritti sulle Pubbliche Affissioni

Consigliere Partito Democratico

Leggi intervento

Grazie Presidente. Complessivamente la delibera andrebbe bene.

L’astensione che abbiamo fatto in Commissione era motivata dal fatto che c'è un punto su cui abbiamo qualche perplessità, cioè sul fatto che si possano sviluppare anche forme di concorrenza sleale, sia per gli aspetti commerciali, e non ultimo anche per gli aspetti di carattere politico, perché la delibera non lo esclude, cioè di fatto, siccome si verrà ad occupare degli spazi stradali, se non è regolamentata in maniera un po’ più dettagliata di come è scritto in delibera, soprattutto del primo punto della delibera quanto dice “90 giorni l’anno, e purchè vengano assicurate le condizioni di sicurezza per l’utente della strada”.

Manca una precisazione, potrebbe diventare un emendamento, se questo può essere di interesse generale sì, nel senso che ci sia un rispetto della concorrenza, ovvero che ci sia un po’ di equilibrio, perché se di fronte ad un negozio viene fatta la pubblicità del negozio non dico accanto, ma di un’altra parte che va a sovrastare quello, mi pare che non sia una bella cosa, proprio di fronte allo stesso negozio; oppure di fronte ad un partito arriva un altro che occupa lo spazio e gli fa la pubblicità contro.

Ecco perché dico che c'era necessità di mettere qualche puntello ad una delibera che di per sè potrebbe andare.

Intervento n. 206
Pagine 42–43
Punto 3

Approvazione integrazione al Regolamento Comunale di Disciplina dell’Imposta di Pubblicità e dei Diritti sulle Pubbliche Affissioni

Consigliere Partito Democratico

Leggi intervento

Soltanto per ribadire che così, con questo emendamento, la delibera assume tutto un altro valore, e quindi votiamo a favore dell’emendamento.

Intervento n. 224
Pagina 47
Punto 4

Destinazione di quota parte dell’Avanzo di Amministrazione

Consigliere Partito Democratico

Leggi intervento

Grazie Presidente. E’ una delibera ovviamente tecnica, ma ha aspetti politici dentro che ci interessa. Le perplessità che sono sorte in Commissione sono quelle, e faccio proprio quello che ha già espresso Silvia Menon, rispetto ai 39.000 da destinare per questa progettazione di riqualificazione urbanistica; 39.000 è una cifra precisa, che significa evidentemente un’individuazione a parte di una figura, ma anche di una spesa importante 39.000, mica sono pochi.

L’altra voce su cui sarebbe stato opportuno che magari in Commissione forse è stato presentato, è il piano di manutenzione stradale, che sappiamo che già il Commissario aveva in parte individuato, ma sarebbe stato corretto ed opportuno averlo visto, cioè quali sono le priorità o quali sono le soluzioni che l'Amministrazione propone in questa fase, sapendo che ciascuno riceve input dalla periferia, soprattutto sulle cose che sono più urgenti.

E’ tutto urgente, ma ovviamente urgente più urgente fa una serie di necessità che probabilmente non stanno dentro i 380.000 euro disponibili. L’ultima cosa, riprendo per fatto di opportunità, siccome con Polesine Acque mi pare esista un piano di rientro, ancora definito dal Commissario, se questo accantonamento dei 3.600.000 come fondo crediti di dubbia esigibilità, magari lo specifichiamo e ci riflettiamo su un attimo.

Intervento n. 258
Pagine 53–54
Punto 4

Riconoscimento debito fuori bilancio per pagamento RFI

Consigliere Partito Democratico

Leggi intervento

Grazie Presidente. Su questa delibera c’è una grande tristezza perché, non è una Baldetti in tono minore, però sostanzialmente anche in questo caso si riscontra che ci sono dei ritardi e dei costi per l’Amministrazione, quindi per i cittadini, non dovuti alla Bolivia in questo caso, perché qua una pratica si è fermata presso qualche ufficio ed ha dormito per sei anni. E’ possibile che per sei anni una pratica non vada avanti?

Quando noi magari ci rimbrottiamo perché perdiamo tempo. E una pratica sta ferma sei anni da qualche parte perché qualcuno manca, e nessun altro al suo posto la prende e magari la gira ad un altro, oppure dice “Beh, che si fa qua?”, perché se uno si ammala o può essere assente, è normale, ma può non può esserci il vuoto, cioè nessuno che si accorge che c'è una pratica inevasa e sta lì a dormire, e ci troviamo quindi a risolvere. Certamente bisogna pagare i soldi alle Ferrovie, ma la questione sarà gli interessi.

E chi medierà adesso? La politica deve mediare una vicenda che ha delle responsabilità oggettive da parte di qualche Funzionario che su questo, ripeto, ha dormito.

Quindi è grave riscontrare questo e quindi doversi trovare qui praticamente a risolvere o togliere le castagne dal fuoco per questioni che non sono attinenti a delle responsabilità politiche, e quindi giustamente il Consigliere Vernelli dice “un Codice Etico - che fra l’altro io credo che ci sia già - bisognerebbe farlo rispettare”, perché se no facciamo dei Regolamenti e dopo rimangono così lettera morta o non si applicano, perché è sempre antipatico all’interno di qualche società, quindi anche l’Amministrazione è una società, dover tirare un altro per le orecchie.

Scatta la cosiddetta solidarietà, siamo solidali, per cui è l’amico o l’amica, quindi è dura, però non va bene. Quando siamo qua, siccome la gente viene anche pagata e direi bene, il concetto di responsabilità credo che poi, e giustamente quindi l’emendamento credo che vada in questo senso, di far sì che la relazione che spiega e fa un dettaglio, va ad essere quindi ad integrare la delibera che altrimenti rischia di essere, non dico neutra, ma certamente si dice “Si paga” e bon.

C’è un qualche cosa a parte che rimane aperta, una questione che sarà risolta tramite una forma di contrattazione con la contro parte, e speriamo sia ragionevole per ridurre i costi per l’Amministrazione, però credo che dopo ci sarà un prosieguo, cioè chi ha fatto dormire la pratica se ne farà carico. E’ un po’ il problema che c'è su alla Baldetti: capire cosa ha fatto la politica e cosa non ha fatto; chi, come Funzionario o Dirigente di turno, doveva vigilare e attrezzarsi perché le cose andassero avanti.

Intervento n. 279
Pagina 58
Punto 4

Riconoscimento debito fuori bilancio per pagamento RFI

Consigliere Partito Democratico

Leggi intervento

Velocemente per dire che la delibera così emendata ha il nostro voto favorevole.

Intervento n. 351
Pagine 79–80
Punto 6

Mozione: “Trasparenza nella gestione del Tempio della Rotonda

Consigliere Partito Democratico

Leggi intervento

Brevemente, perché io credo intanto che sia da ringraziare Gennaro per il tipo di mozione presentata, perché pone all’attenzione del Consiglio una problematica che altrimenti non l’avremmo affrontata.

Certamente mi chiedo, anche rispetto agli interventi fatti dai colleghi, se siamo in grado di approvarla così come è o se avrebbe bisogno di qualche limatura, perché c'è qualche momento un po’ contraddittorio, soprattutto l’aspetto finanziario, perché se la buona azione di occuparsi della Rotonda, se poi non è supportata o chiarita, come diceva Silvia, sotto il punto di vista dell’aspetto dei costi, cioè della gestione quotidiana, vabbè una nuova convenzione, ok.

Però come la si rapporta rispetto agli aspetti finanziari complessivi? Perché c'è una gestione attualmente molto contraddittoria. Allora nel primo punto degli impegni, anzi al secondo, si dice “esaminare i bilanci del Sindacato del Tempio”.

Facciamo anche presto ad esaminare, cioè il Sindaco e la Giunta esaminano. E poi? Dopo che li ha esaminati, quali conseguenze?

Il punto successivo “predisporre lo stanziamento qualora ne ravvisasse la necessità”. E’ evidente che c'è necessità, però è sempre rapportato poi alle disponibilità che riusciamo a tirare fuori per questo tipo di intervento. Per la Rotonda quanto diamo?

Allora abbiamo un dipendente che costa 34.000, più le utenze. Qual è la disponibilità? Ragioniamo per il 2016 o diventa una promessa che ce ne occuperemo strada facendo?

Ovvero in sintesi, l’approvazione della mozione, essendo questi punti delle questioni aperte, come la liquidiamo? La lasciamo così sospesa che poi verrà trattata, modificata, o ci mettiamo qui a fare qualche sistemazione? Perché ci sono dei punti che sono da chiarire, sono da definire.

O affidiamo tutto a una nuova convenzione e ci fermiamo qui, cioè facciamo una nuova convenzione e poi vediamo, e ci si impegna, la Giunta si impegna a dare sovvenzioni certe, compatibilmente a quello che sappiamo essere lo stato delle finanze. Per cui siamo per approvarla però, ripeto, ci sono questi punti che rimarrebbero aperti. Come la chiudiamo la partita?

Intervento n. 433
Pagina 94
Punto 7

Mozione: “Poca sicurezza, il Comune paghi le polizze antifurto

Consigliere Partito Democratico

Leggi intervento

Velocemente Presidente. Pongo un’interrogazione, è più che altro una riflessione all’Assessore Saccardin, mi pare che se ne occupi lui. C’è un problema di viabilità che credo che sia emerso anche dall’incontro che ha fatto il Quartiere Commenda Est venerdì scorso sull’incrocio fra Viale Tre Martiri e Via De Polzer, praticamente dove c'è la CISL.

Quell’incrocio lì in alcune ore della giornata è un tappo, e credo che debba essere risolta, al di là della rotatoria che sarà un problema molto lungo, ma almeno con un semaforo.

E’ un punto dove dalle macchine escono i fumi, la gente sta a lì a fare a volte un quarto d’ora di coda, è una cosa pazzesca, e ogni volta che qualcuno si azzarda ad uscire da Via De Polzer per andare verso l’ospedale, e quindi a prendere la tangenziale, è un rischio perché arrivano le macchine da destra e da sinistra tutte sparate, perché non c'è nessun limite, cioè c'è un limite ma ovviamente sono tutti in ritardo, quindi è veramente un tappo.

Credo che sia uno dei nodi fondamentali che vada affrontato, io penso con un semaforo in questa fase qua, in attesa di sperare in una rotatoria, ma almeno un semaforo bisogna farlo.

26 ottobre 2015

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

1 intervento
Intervento n. 364
Pagine 83–84
Punto 8

Mozione: Richiesta a Consiglio e Giunta della Regione

Consigliere Partito Democratico

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Per dichiarazione di voto. Sarei intervenuto anche prima, perché era materia che ho trattato qualche tempo fa, che seguo ancora con molto piacere, e credo che sia un passo in avanti, quindi siamo favorevoli che si vada soprattutto sull'unificazione delle ASL. Poi cosa sarà l’Azienda Zero, è una grande scommessa, e questo lo vedremo, ma l’unificazione delle ASL, soprattutto per il nostro territorio, per la Provincia di Rovigo, è un processo che va a concludere l’unico settore dove è rimasta una frantumazione.

Si sono unificati gli acquedotti, si sono sistemati i rifiuti dal punto di vista del territorio provinciale, e quindi la sanità è in ritardo su questo processo, e soltanto dei campanilismi stupidi hanno finora frenato questo processo. E’ evidente che l’unificazione porterà....

Premesso che il ruolo di Rovigo non potrà essere mai messo in discussione, Hub o non Hub , cioè Rovigo rimane comunque il capoluogo, la città più grande, chiamiamola come vogliamo, quindi l’ospedale di Rovigo non verrà mai ridimensionato rispetto ad altre parti del territorio. Quindi questo processo va bene. Giuste le preoccupazioni che sono state espresse dai colleghi, che sono insite anche nell’ordine del giorno.

E’ giusto il richiamo dell’Assessore, cioè se potessero venire i nomi citati, e ne basterebbe uno di quelli citati, che venga uno che venga a trattare, soprattutto in Consiglio Comunale, spiegando il progetto, con gli aggiornamenti che ovviamente la mozione non ha, ma che comunque abbiamo capito, mi pare che fondamentalmente la preoccupazione che non venga ridimensionato il ruolo della Conferenza dei Sindaci, che rimanga; se c'è quella mi pare che l’unificazione si fa, ed è un fatto importantissimo.

Il livello dei servizi, la qualità, questo è un problema nazionale. Sappiamo che gli sprechi, perché quando si parla di sanità non bisogna mai dimenticar gli sprechi: gli sprechi ci sono, ci sono sempre stati, esistono, sono nato nel paese dove questi sono più evidenti e più palesi, quindi mi pare che è un problema che tocca meno la nostra realtà, quindi ben venga questa mozione, e soprattutto confermo il nostro voto positivo.

15 settembre 2015

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

1 intervento
Intervento n. 264
Pagina 61
Punto 5

Mozione: “No alle Politiche Nazionali in tema di

Consigliere Partito Democratico

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Grazie Presidente.

Mi ero illuso pochi minuti fa rispetto ad un ragionamento fatto dal Consigliere Borgato che ci fosse non un’apertura, ma almeno una possibilità di ragionare in termini di visione un po’ più ampia, perché questa mozione, così com’è.... vabbé, se deve essere una prova di forza della maggioranza che è maggioranza, si sa che c'è una maggioranza, quindi è una prova inutile, perché i contenuti sono quelli che sono, l’hanno già detto i colleghi, è contraddittoria, soprattutto non dà un’indicazione sul ruolo del Comune.

Qua dentro molti anni fa - Paolo non so se lo ricorda - sono stati votati documenti sul Vietnam, sulla bomba N, cioè tutte cose inutili, ed è il limite dei Comuni: parlare di cose inutili. Tre pagina per fare un ordine del giorno! L’ABC della politica - e Renato qua è uno che ne mastica qualcosa - non servono tre pagine, ma tre righe servono.

Se ti interessa solamente il titolo della mozione, ed in questo senso porti a casa un risultato politico alla tua parte, perché si chiama “no alle politiche nazionali”. Allora se il senso della mozione è questo, bene, hai ottenuto il risultato che volevi; puoi andare dal tuo Salvini e dire “guarda, Rovigo ha detto no alle politiche nazionali, quindi merito una citazione”. Non siamo a Cittadella, siamo in piena coerenza con quell’impostazione lì.

Ma questa mozione non serve a nulla, l’ha appena detto Gennaro, è inutile, è vuota, è piena di contraddizioni, ci sono errori madornali. Quindi vuol dire che ancora una volta Rovigo vuol fare ridere il resto del Veneto, almeno dove sanno la grammatica, dove sanno la politica.

Se vi interessa solamente dire “abbiamo la maggioranza”, va bene, ma questa mozione è una mozione inutile, vuota, e non dà un’indicazione minimale così di cosa domani in poi il Comune di Rovigo deve fare, perché impegnare la Giunta, mettere insieme le piccole cose dell’impegno sulla Giunta con addirittura il fatto che Rovigo dovrà impegnarsi a modificare il Trattato di Dublino, e quant’altro, c'è l’ONU, quello che vi pare, é una superbia fuori posto quando ridono di noi.

Ripeto: se questa era l’intenzione, bastavano le prime tre righe, emendamento della maggioranza “no alle politiche nazionali”.

Dopo Paolo Avezzù lo spiegherà al Ministro Alfano come mai da Rovigo viene questo appello, fa parte dei prospetti che ogni tanto si manda più, però, in termini pratici, siccome siamo amministratori che vengono anche pagati per fare qualcosa di utile per la comunità, questa mozione che si va a votare così com’è è inutile, quindi per questo, non essendo stato accolto minimamente il suggerimento o l’indicazione, l’imbeccata che il dottor Borgato aveva dato al resto del Consiglio Comunale, noi dobbiamo votare contro.

10 settembre 2015

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

2 interventi
Intervento n. 74
Pagine 30–31
Punto 1

Relazione del Presidente di Interporto Rovigo SpA

Consigliere Partito Democratico

Leggi intervento

Direi che è anche imbarazzante intervenire su questo problema dell’Interporto senza valutare una proposta, la proposta del Sindaco, la proposta della maggioranza, perché io, che sono un uomo della Prima Repubblica, e non si vergogna, dico che sono abitato che c'è una proposta fatta dalla maggioranza rispetto all’Interporto, in stato comatoso, ovviamente, per cui c'è una ricetta, e su questa si apre il dibattito, ma Contiero dice “come siamo messi?” e qua ciascuno dice la sua, qui chi la vede dritta, chi rovescia, chi rossa, chi bianca, dopodichè troviamo una soluzione tutti insieme.

Eh no, non funziona così. Qua c'è una maggioranza, che aveva una sua proposta, e c'è un’opposizione che può fare obiezioni, può fare delle controproposte. Così funziona la politica.

Se non è così, ragioniamo, parliamo, potremmo parlare anche della Juve insieme all’Interporto, perché può avere qualche connessione. Oppure la mettiamo soltanto sul piano contabile? Se la mettiamo su questo è in grossa difficoltà, è anche sfigato Contiero, perché si trova a fare il Presidente di società che sono sempre messe malino, e che siano di pertinenza regionale, o, come in questo caso, mista, si trova sempre al momento sbagliato nel posto sbagliato.

Cosa facciamo dell’Interporto? La proposta della chiusura? C'è la richiesta della messa in liquidazione, e potrebbe anche essere questa la soluzione, per partire da un nuovo stato.

Allora azzeriamo tutto, e poi si riparte, dove il Comune capoluogo, fa il capoluogo, quello che diceva un po’ Paolo. Anche questo può essere un disegno. Non c'è un disegno, allora lo ricostruiamo.

Allora la maggioranza si fa carico di dire “vi faccio la proposta che il Comune capoluogo prende in mano il giocattolo, che non ha funzionato, ed in rapporto con una Regione che non c'è, diciamo anche queste robe qua, il Presidente che si chiami Zaia o Contiero, che è di una parte politica, c'è una maggioranza anche in Regione, alla maggioranza regionale Rovigo non gliene può fregare di meno.

Questa è una cosa che dobbiamo dircelo, e lo dovete dire soprattutto voi, che siete maggioranza, che la maggioranza regionale di Rovigo non gliene può fregare di meno, altrimenti la prima espressione, che è Sistemi Territoriali, non farebbe questo atteggiamento, è l'espressione diretta della Regione. Questo è un dato amaro, non dico per fare polemica politica.

E’ un dato amaro, un’amarezza riscontrare che la Regione di Rovigo, nonostante le parole, non gliele può fregare di meno, soprattutto su uno strumento importante come l’Interporto. Se la mettiamo sul piano delle valutazioni, di porti me ne intendo abbastanza, anche perché, come migrante, sono vissuto a Livorno, dove il porto funziona, ed è uno dei principali porti d’Italia, e abitavo a cento metri dal porto, quindi so come funziona un porto, come deve essere un porto.

Ovviamente un porto di mare è diverso da un porto interno, ma avendo girato un po’ l’Europa ho visto anche come funzionano i porti interni.

Una portualità su Rovigo, disegnata anche molti anni fa, era un qualcosa che non stava in piedi, e non sta in piedi, se non è inserito in un quadro nazionale, di scelta nazionale, che crede nelle vie di acqua, e credendo nelle vie d’acqua affida per esempio a Rovigo una funzione, ovviamente in coabitazione e stretta sintonia con Chioggia da una parte, e Mantova dall’altra, perché se utilizziamo quel canale, che qualche anno fa un certo Mussolini aveva iniziato a fare, ed è tuttora incompiuto, perché non è ben navigabile tutt’ora, potrebbe dire “si, cominciamo ad avere una parvenza di visione”, ma non c'è neanche a livello nazionale.

Magari adesso che abbiamo un onorevole, è del PD, ma che è in una Commissione importante di trasporti, ha permesso anche l'inserimento di Rovigo, insieme all’UNI, tutto quello che vogliamo, cioè c'è una modifica di un ragionamento rispetto al passato, qualche passo in avanti si può fare, però dobbiamo partire dal fatto che lo stato della società è comatoso, le partecipazioni sono fittizie e imbroglione, che siano le veronesi o le padovane o le regionali, quindi è bene azzerare, andate tutti via e ci arrangiamo da soli, e costruiamo relazioni politiche, tirando però la gente per la giacchetta, perché il Presidente della Regione, e dopo anche il livello nazionale, il Governo va trascinato sul fatto che deve riconoscere a Rovigo una funzione che finora non ha avuto.

Lasciamo stare tutte le colpe, mettiamo da parte, se no facciamo solo polemica. Partiamo dal fatto che così com’è non va. Il ruolo di Rovigo va ricostruito e riassegnato, perché c'è a livello regionale una consapevolezza che, dando qualche pedata negli stinchi, quindi, Sindaco, devi dire all’amico Zaia che così non va, quindi ti devi scontrare, perché altrimenti, se non ti scontri, non succede niente, e qualcun altro dovrà dire a chi è a livello del Governo che così non va. (Voce incomprensibile dall’Aula)

Intervento n. 75
Pagina 31
Punto 1

Relazione del Presidente di Interporto Rovigo SpA

Consigliere Partito Democratico

Leggi intervento

Se crediamo in questo, che il disegno va modificato, ciascuno deve dare le pedate ai propri partner. Così sta in piedi, se no non funziona, quindi ciascuno fa la propria parte, si ridisegna, e può darsi che allora il sistema vada avanti, e allora possiamo dire che l’Interporto ha una funzione, però dovete crederci voi, innanzitutto, perché voi siete la maggioranza, voi dovete dire “crediamo in questo”, e noi supportiamo questa visione, oppure la condividiamo con qualche modifica, però.

Questo disegno va ricostruito, perché oggi così non va. Se facciamo l’esame contabile chiudiamo subito, perché le società in perdita non stanno in piedi, né pubbliche, né private, soprattutto le pubbliche, perché abbiamo già situazioni disastrose per quanto riguarda la finanza pubblica, teniamo pure in piedi degli altri bussolotti.

Quindi dobbiamo partire da questa considerazione qua, che così com’è non va, e va ridisegnata la funzione, sapendo che la navigabilità in prospettiva sarà sempre più importante, soprattutto perché il Governo Nazionale comincia a crederci, non ci credeva fino a qualche anno fa. Lo sta facendo, e speriamo che vada avanti, perché dopo i Governi cambiano, ed improvvisamente la visione diventa modificata, però rispetto al quadro europeo l'importanza del trasferimento merci su via d’acqua è fondamentale.

Dispiace che Rovigo, l'Associazione Industriali, tutto quel mondo che doveva utilizzare un porto non l’abbia mai fatto. Dove sono gli industriali di Rovigo? Sono rappresentati da Gambato, che non ha mai gestito neanche un bar?

E questo individua il territorio e l’Interporto come mezzo di trasportare cosa? Ma neanche le barchette abbiamo fatto, perché potevamo dire “utilizziamo l’Interporto”, perché lì si sviluppa la navigazione da diporto, almeno dei motoscafi, no le navi da 1.350 tonnellate, ma almeno le barchette, neanche a vela, perché poi si arriva e Baricetta e ci si ferma.

E quindi è inutile dire “voglio andare fino al mare con la mia barchetta”, e quindi potenzio il porto e così via, non posso arrivare neanche fino al mare, perché arrivo a Baricetta, e se non mi aprono la chiusa più avanti non si va. Allora cominciamo a dire che così non va, e la modifichiamo.

Partiamo da questo, e allora il dibattito ha un senso, perché parliamo di uno stato di fatto e di una prospettiva, su cui la maggioranza fa una proposta, l’opposizione la condivide e la modifica, e si costruisce insieme un percorso per il prossimo triennio.

30 luglio 2015

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

1 intervento
Intervento n. 105
Pagine 32–34
Punto 6

Approvazione Bilancio di Previsione Esercizio Finanziario 2015, Relazione Previsionale e Programmatica 2015/2017, Bilancio Pluriennale 2015/2017, Bilancio armonizzato 2015/2017 e relativi allegati

Consigliere Partito Democratico

Leggi intervento

Grazie, Presidente. Una partecipazione, quella della discussione sul Bilancio, che credo che sia sempre doverosa, anche se avviene in circostanze - definiamole - emergenziali, visto che la tempistica stretta, ma soprattutto il fatto che non c'è stato il preventivo passaggio dei documenti nell’apposita Commissione, non abbiamo istituito la Prima Commissione che si occupa di Bilancio, che avrebbe anche un po’ filtrato e avrebbe di fatto permesso di vedere al di là dell’aspetto meramente tecnico del Bilancio.

Perché questa diventa la lettura che siamo in grado di dare: è un Bilancio dettato più dalle linee intraprese dagli uffici insieme al Commissario che è stato qua fino a poco tempo fa e che quindi non qualifica, o non dà l’opportunità all’Amministrazione insediata da poco e neanche all’opposizione, che in questo tipo di ragionamenti può partecipare, di dare un contributo reale, un contributo di originalità, qualche spunto.

Tra l’altro, l’assenza di una relazione che l’Assessore ha detto prima che l’ha fatta, ma credo che è buona prassi che le relazioni si consegnino qualche giorno prima per permettere almeno di leggere quali sono i punti che qualificano, o che vogliono caratterizzare una maggioranza che dice “Noi vogliamo mettere come primo punto, secondo punto, terzo punto queste tre cose” e quindi i numeri seguono di fatto le indicazioni politiche programmatiche che sono nella relazione.

Perché nella relazione non ci sono indicate le priorità per cui si è scelto di fare questa cosa invece che un’altra, pur sapendo che i margini sono molto stretti. Questo dispiace registrarlo come aspetto negativo, perché il confronto è bello, è buono e serve soprattutto quando c'è questa possibilità. E un’Amministrazione è anche coraggiosa e consapevole della propria forza quando dice “Noi vogliamo fare queste cose.

Vi ascoltiamo, dite pure la vostra opinione, noi comunque riteniamo che queste siano le nostre scelte”. Ecco, non abbiamo capito quali sono i punti che qualificano o vanno a qualificare questo primo avvio di legislatura, pur sapendo che il primo semestre di fatto era già andato. Tra l'altro, io credo che siamo in presenza di alcuni fattori abbastanza strani, cioè leggiamo dai giornali oggi che il Segretario Generale sarà sostituito da un altro.

Quindi anche questa è una cosa che non è che dici che è collegata al Bilancio, però stiamo parlando di Bilancio e leggiamo in contemporanea questo tipo di... Siccome il Segretario è anche un depositario di alcune questioni che attengono questo strumento legislativo, è una questione un po’ delicatina direi. Poi su alcuni documenti che hanno accompagnato il Bilancio io credo che sia un errore, spero che sia un errore, perché il Sindaco che non vedo è presentato come Dottore.

Per carità, se è Dottore... Siccome non è risaputo questo, se ha questo tipo di qualifica è bene saperlo, però siccome viene firmato e firma come “Dottore” è meglio i titoli usarli se uno li ha, se uno non li ha è meglio non usarli. Non abusiamo di questo tipo di cose, che non sono mai buona cosa.

Allora dicevo che il Bilancio diventa un Bilancio tecnico e questa assenza di relazione io la ritengo un fatto abbastanza grave. Io faccio l’imprenditore di mestiere e nell’azienda che guido da molti anni quando presento il Bilancio ai soci, visto che è una cooperativa, lo accompagno sempre con una relazione; ma non al momento della votazione, è a disposizione dei soci per sapere quali sono le linee che qualificano le cose fatte, le cose che verranno fatte nell’anno successivo.

Vengono fatte e vengono depositate per tempo. Quindi ripeto che l’assenza di una relazione per tempo, a disposizione di chi poteva intervenire con consapevolezza, è un fatto grave.

Entrando poi sull’aspetto veramente del Bilancio, mi pare che le questioni fondamentali, anche da chiarire, o da specificare meglio, siano l’aumento della spesa nel personale, cosa si fa o cosa si può fare - giusta osservazione che faceva prima la Silvia Menon - sull’aspetto di derivati e sull’incidenza dei costi dei derivati, un ragionamento sulle spese sui servizi a domanda individuale e un vuoto che c'è sui servizi sociali, perché è la grande voce su cui siamo molto preoccupati.

La preoccupazione che riguarda le categorie più disagiate e su cui non c'è un’attenzione come dovrebbe essere.

Abbinato a questo, stranamente, ma manca il Sindaco e quindi è un appello che va nel vuoto, io credo - l’ho già detto l’altra volta - che l’Ente di riferimento per quanto riguarda la tutela degli anziani, anche se riguarda il loro domicilio, ma che riguarda l’Iras, credo che non sia una questione che possa essere disgiunta, cioè credo che serva un’azione decisamente riformatrice anche in questo senso, perché c'è un Consiglio scaduto dove sono soltanto presenti tre membri su cinque in auto- proroga, non so neanche quanto livello di legittimità questo possa essere, e quindi non so quanto possa essere tollerabile il rinvio sine die dell’aggiornamento della guida di questo Ente, che è così delicato, soprattutto perché poi leggiamo dalla stampa la preoccupazione di dipendenti e anche familiari rispetto alla prospettiva della privatizzazione di Casa Serena.

Quindi, siccome è antipatico dovendo assumere iniziative o ragionare su queste cose leggerle dalla stampa, credo che sia una giusta riflessione e che serva farla anche in questa occasione. Infine gli aspetti che sono non definiti, che riguardano poi le politiche che il Comune Capoluogo fa nei confronti delle partecipate.

Primo, l’Asm su cui c'è un piano che non si capisce dove si andrà a parare, anche se riguarda l’approvazione del Bilancio 2014, ma se non ci fosse la SET che comunque dà ancora i margini, pur se ridotti, per fare un risultato appena, appena positivo, la situazione direi che è molto preoccupante. Quindi chi se ne occupa, se non il Consiglio Comunale? Ma sulle tre grandi questioni, soprattutto diciamo i rifiuti, anche qua cosa facciamo?

Il Consiglio Comunale se ne occupa fra due o tre mesi? E’ una questione che riguarda tutte le famiglie, tutti i cittadini e quindi non possiamo dire che il Comune non si occupa della questione, o la rimanda in attesa di definire cosa si farà. La questione rifiuti, anche se non ha attinenze immediate con il Bilancio, è una questione politica fondamentale rispetto ai costi che incidono sulle famiglie.

E sull’acqua diciamo qualcosa, la prospettiva della società, ma rispetto - ripeto - al fatto che il Comune Capoluogo ha un ruolo guida; intanto sui rifiuti, ma sull’acqua non è che siamo da meno. E’ fondamentale la nostra, diciamo, impostazione. E cosa facciamo?

E quali iniziative assumiamo per dare una svolta anche rispetto alla società, che versa in situazioni difficili?

Quindi queste sono le questioni politiche perché, se dobbiamo fare il più o il meno, ci sono degli emendamenti e vedremo poi la loro praticabilità, ma che servono per fare qualche modifica di cifre, ma la discussione sul Bilancio è una discussione politica dove una maggioranza specifica la propria posizione rispetto alle grandi questioni e l’opposizione fa le sue deduzioni “siamo d'accordo”, “non siamo d'accordo”.

Mica nessuno cambia la sua idea, oppure la può modificare, perché questo fa parte del confronto democratico ed è questo il bello della democrazia: confrontarsi una ragione, un’altra ragione e queste danno lustro e permettono di migliorare.

Nessuno è maestro, tutti impariamo qualcosa, ciascuno può rettificare anche le proprie visioni, ma almeno è tranquillo che sulle questioni che riguardano i cittadini e che tutti recepiamo, possiamo avere antenne diverse, ma che tutti recepiamo, siamo in grado di intervenire e di provare a dare soluzioni e risposte. Ecco, io mi fermo qui, perché ripeto che il Bilancio di per sé dal punto di vista tecnico mi interessa poco, perché l’hanno già osservato altri Consiglieri che mi hanno preceduto.

Mi interessava puntualizzare alcune questioni che ritengo pertinenti e soprattutto importanti per la prospettiva politica e soprattutto chiarire quelle cose, che dicevo prima, che mi sembrano abbastanza delicate a partire dalla sostituzione del Segretario Generale, che non è una questione di secondo grado, ma che andrebbe anche capita, perché è una questione un po’ delicata. Grazie.

23 luglio 2015

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

1 intervento
Intervento n. 11
Pagine 14–17
Punto 1

Linee Programmatiche di Governo 2015/2020 - Relazione

Consigliere Partito Democratico

Leggi intervento

Grazie Presidente. Saluto anche il Sindaco, e gli faccio le congratulazioni per il suo matrimonio, che questo fa parte della buona educazione; non abbiamo potuto farlo diversamente, ma cogliamo l'occasione, perché quando uno si sposa di questi tempi è un fatto veramente anche importante.

Detto questo, con il Sindaco precisiamo che noi siamo ovviamente all’opposizione, e quindi esprimeremo le nostre posizioni, che saranno anche di forte conflittualità, però con il massimo rispetto, non offenderemo nessuno, cercheremo di portare avanti una opposizione che sia quella di chi vuole contribuire comunque da questo ruolo a migliorare la città, sapendo che c'è una storia, che è lunga, fatta anche di alternanza di Governo, fatta di alternanza di persone; magari ci sono più spesso i dirigenti, che sono più consolidati che non la politica cambia, cambiano le facce, cambiano le persone, cambiano le possibilità di portare dei contributi.

Io mi aspettavo di più, Sindaco, sul programma. Purtroppo è un compitino. Non so se l’ha fatto personalmente, se si è fatto aiutare, se l’ha fatto con altri, però è un compitino che non è all’altezza dell’altezza del ruolo di Rovigo.

Soprattutto non c'è nessuna novità, non c'è nessun punto forte che possa esprimere, al di là dell’arma ai Vigili, che mi pare sia un rituale che ogni tanto torna di moda, si vuole armare i Vigili, pensando che questo dia tranquillità alle famiglie, però Rovigo non è il Bronx, per fortuna, non è neanche uno dei quartieri o una parte dei quartiere di Padova o di qualche altra parte del Veneto, e quindi è comunque una città dove armare i Vigili non credo che sia una risposta alla domanda di sicurezza, quindi non credo che sia questo il luogo.

E neanche capisco dov’è che si vuole usare la ruspa, che è stata usata anche simpaticamente durante la campagna elettorale.

Mi auguro che metta da parte anche lo slogan del “viva il leon che magna il teron”, che faccia parte di un passato che adesso, che rappresenta comunque tutti i cittadini di Rovigo, debba essere messo o lasciato ai cosiddetti tifosi che possono fare questa funzione, ma non certamente Lei che, in quanto Sindaco, deve rappresentare questa città, e la deve rappresentare al meglio, perché Rovigo è capoluogo di Provincia e questa assenza - io lo chiamo purtroppo il compitino - di questa funzione del capoluogo, ed in prospettiva del fatto che l'Amministrazione Provinciale assumerà sempre meno funzione e ruolo, assegna al capoluogo una particolare funzione, che dobbiamo prendercela, non è che ce la regalano, nessuna ce la regala, ce la dobbiamo prendere, conquistare.

Come? Con azioni, determine, iniziativa, perché senza l’iniziativa politica questo ruolo non ci viene riconosciuto. E nel passato, anche recente, c'è sempre stata una forma di conflittualità o di rivalità, ahimè, anche quando c'erano magari maggioranze politiche omogenee tra l'Amministrazione Provinciale ed il capoluogo.

Quindi questo fatto che si può assumere una funzione particolare, come capoluogo appunto, deve venire fuori dalle linee programmatiche di un piano programma, che non può essere questo qua che per cinque anni si programmano queste piccole cose qua, che sono molte cose ovvie, frasi fatte, e scopiazzate un po’ di qua e un po’ di là. Dove sono quelle cose che contano e che possono dare le priorità?

Quando si fanno i punti, lei dice cinque realtà, sono sette, chi gliel’ha battuta è scarso in matematica, doveva dargli un quattro in matematica, perché dice “elenco di cinque punti”, ma in realtà sono sette, e se ne è accorto anche Lei prima quando l’ha letto che non sono cinque, ma sono sette. Indicando questi, qual è la priorità? Cioè quali sono i punti fondamentali rispetto a questo elenco di propositi?

Qual è quello cardine? Ecco il vuoto che c'è. Questa carenza, questa mancanza di un’anima, cioè manca un’anima in questo compito, cioè io voglio interpretar un sentimento anche di orgoglio, che è quello del rugby, il fatto sentirsi di Rovigo, e come tale poter esprimere e poter espandere a tutto il livello del Polesine questa esigenza di essere finalmente in grado di rappresentare questa funzione di aggregazione e di coordinamento.

Su alcune tematiche fondamentali, che sono quelle dei rifiuti, dell’acqua, dell’energia, dell’energia rinnovabile, Lei che è stato anche Presidente della SET dopo di me, e lo sa cosa può fare e cosa potrebbe fare, purchè riusciamo a non chinare la testa nei confronti dei soci. Sui trasporti e sulle infrastrutture, il completamento della Transpolesana, che è uno dei nodi fondamentali da vent’anni, che non si va avanti da lì, siamo fermi lì. Sulla sanità, non dice una parola sulla sanità.

Va bene così? E’ tutto ok? Non mi pare.

L’unione delle due ASL, che sembra nel programma regionale che appare e poi scompare, la portiamo avanti e la chiediamo anche da qua, o no? Facciamo questo superamento di sprechi, e soprattutto una unificazione che sarebbe giusta da fare in tempi brevi, non dico per primi, ma promuoverla almeno come iniziativa che il capoluogo si assume.

Sull’ambiente, diceva giustamente prima Ivaldo, ma con le tematiche che abbiamo noi, ferme da anni sul fatto di questo territorio particolare, stretto fra i due maggiori fiumi d’Italia, un ambiente unico, unico anche a livello europeo questa particolarità, e non siamo in grado di dire niente, di proporre niente nei confronti, a parte della Regione, ma anche del Governo Nazionale.

E poi anche sulle piccole questioni, ed una di queste, per esempio, è l’IRES: ci sono problemi, su cui il Presidente del Consiglio Comunale ha parlato per mesi, direi per anni, e c'è un priorità anche di sostituire il gruppo dirigente, chi lo amministra, e forse anche chi lo dirige. E su questo non si dice una parola. Va tutto bene così, cioè il problema IRES non esiste, non c'è.

Siccome non viene neanche citato, vuol dire che è tutto ok. E sulle nuove generazioni quali prospettiva, quali indicazioni diamo, quale speranza? Sul fatto che si mantiene il CUR così com’è, questa università, crea posti di lavoro?

E’ ancorato ad un mercato del lavoro locale? C'è una prospettiva di qualche posto di lavoro in più legato a questo, o no?

Ecco perché dico che manca questa anima, questa voglia di riscattare, perché se si dice nel passato le Amministrazioni che sono succedute, e perchè la finanza locale, e perché le capacità, e perché i dirigenti, non si sono sciolte molte questioni, adesso ci siamo noi, quindi bene, però uno deve almeno metterla una speranza, una prospettiva, non perché magari l’opposizione possa votarla, ma per dire che partite con il piede giusto, partite con una speranza e con alcune indicazione e, perché no?

Siamo qua a disposizione, per provare a correggere, anche per imparare, qua nessuno è maestro con molta umiltà ciascuno gioca la sua parte, però la prospettiva è dire “giochiamo un po’ alto, alziamo un po’ il livello”, noi stiamo, ripeto, ai compitini o alle frasi fatte, e con le cose che non servono a nulla.

Non risolvono e non spostano un problema, e la centralità è il ruolo del Comune di Rovigo, che non è uno dei tanti altri Comuni, soprattutto quelli piccoli della Provincia, è un capoluogo che vuole stare di pari passo, o con pari dignità con gli altri capoluoghi del Veneto.

E allora assume una particolare funzione anche il peso che noi abbiamo sulla questione dei rifiuti, non possiamo rinunciare; adesso è bloccato, però non è che possiamo dormirci su questa questioni qua, sull’acqua, altra questione fondamentale, e sul sistema energetico provinciale, sulle energie. Lei sa che la SET poteva e può avere una funzione in questo senso, soprattutto se si desse un po’ di spazio e di prospettiva alla costruzione lenta, ma ponendola almeno come problema, a Rovigo smart city.

Rovigo smart city si può fare? Sì, si può avviare, basta volerlo. E cosa significa avviare un ragionamento su Rovigo smart city, città intelligente?

Quali fattori nuovi dello sviluppo urbano, a partire dalla cultura, che lei lo mette lì, ma la cultura, se non è abbinata all’innovazione, non ha prospettiva, non ha senso. La città intelligente presuppone, per ogni comparto e per ogni aspetto di quello che può rappresentare questo termine, la possibilità di identificare delle risposte.

Ci sono termini anglofoni intorno al significato di smart city, ma che però vanno a toccare vari aspetti nel coordinamento del ragionamento sulla smart city, che possono indicare un manifesto di buone intenzioni, ma anche di azioni che poi dovranno trovare risposta a livello di bilancio, non dico quello di quest’anno, perché è già fatto praticamente da chi c'era durante questa fase di vuoto della politica, però si può partire dalla smart city dei rifiuti, identificando e costruendo i sistemi di raccolta differenziata intelligenti, attivi ed efficaci, che riguardano la tracciabilità dei rifiuti, GPS, le gestioni a rete, il recupero ed il riciclo di quello che non può essere smaltito, quindi alcune questioni fondamentali, e la valorizzazione energetica di rifiuti non recuperabili, la smart lighting, che riguarda gli sprechi che ci sono sull’illuminazione pubblica, che poi li andremo a verificare a livello di bilancio e di costi, errori fatti nella precedente Amministrazione, non prima, identificati, individuati, e che devono trovare anche questi delle risposte.

Si può fare qualcosa qua. La ASM SET può fare una funzione particolare sull’efficienza energetica? Sì, bisogna dargli il ruolo, però, anche se il partner magari trevigiano non è d’accordo, perché il 51% sta qui, ed è per questo che abbiano detto l’altra volta che non si vende la SET, caro Bergamini.

E’ per quello che abbiamo detto di no, non abbiamo abbassato la testa, perchè c'era la possibilità di fare l’affare, ma abbiano uno strumento che può essere utilizzabile ed utilizzato, facciamolo, troviamoci, prima di dire “rinunciamo ed abdichiamo a questo”.

Sul telecontrollo dei punti luce, sulle tecnologie a led, ma soprattutto ponendo il problema dell’efficienza energetica, la SET può essere un braccio operativo che può fare molto, anche perché Lei sa benissimo che un po’ per le questioni nazionali, un po’ per riduzione di spazi sulle rinnovabili, imposte sempre dagli amici trevigiani, il bilancio è in rapida picchiata.

Io quando ho lasciato il posto a Lei ho lasciato una società che fatturava oltre 40 milioni con il bilancio 2011; quando sono partito, e la Menon è buona testimone, la società fatturava 20, quindi in quattro anni abbiamo raddoppiato il fatturato. Era questo il significato che alcune società partecipate possono avere un senso.

Lei poi ha visto il 2011 e il 2012, ma con il 2013 abbiamo cominciato il declino, e quest’anno, con il bilancio 2014, siamo ancora più giù, siamo scesi sotto i 30 milioni, siamo tornati ai 27 e qualcosa. Allora proviamo ad invertire la tendenza, o va bene così, che la società progressivamente vada a morire, perdendo un po’ di gas e un po’ di luce, perchè la luce prima che dia risultati economici passeranno minimo altri cinque anni.

Ecco perché vanno individuati dei settori e delle cose con gli strumenti che ha il Comune, insieme alla verifica dell’efficienza del personale, però individuiamo delle politiche che ci interessano come potenziali aggregazioni con gli altri Comuni. Il fatto di pensare che Rovigo capoluogo vuol dire anche assorbimento, ma vuol dire anche prospettiva di unione con altri Comuni, la coltiviamo e la portiamo avanti, o la lasciamo una questione morta?

Il capoluogo vuol dire anche questo, la crescita di Rovigo con alcuni Comuni almeno limitrofi del circondario, che possono in questa prospettiva essere interessati a mettersi con Rovigo; non deve essere un assorbimento, ma deve essere una prospettiva di crescita, perché la comunità ha interesse a questo.

Quindi costruzione di politiche di aggregazione nei confronti delle altre realtà comunali, dell’intero territorio provinciale, perché su tutti i temi possiamo dire la nostra, ma non dando l’impressione che ci sia un Sindaco che non decide. Senta la sua maggioranza, trovatevi di notte, di mattina, la domenica, ma provate a trovare delle soluzioni e delle risposte, perché su queste tematiche serve chiarezza e serve capacità di decisione. Non si può dormire.

Io mi fermo qui, perché credo non ci sia spazio per emendare un programma che è stato presentato come tale, però le motivazioni per cui l’abbiamo letto attentamente, abbiamo cercato di individuare degli aspetti positivi, non ci sono, perché manca questa prospettiva politica del ruolo di Rovigo, per essere in sintesi, e questo lo si può assumere o fare con altre azioni, ma però serve la capacità di decidere.

Dopo ci saranno altri momenti, ma questa capacita di decidere e di analisi serve, perché altrimenti il nuovo che potete rappresentare come tale per il mandato che avete ricevuto rischierebbe o rischierà di essere vanificato. Grazie.

4 luglio 2015

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

1 intervento
Intervento n. 54
Pagine 16–17
Punto 3

Elezione del Presidente e del Vice Presidente del Consiglio

Consigliere Partito Democratico

Leggi intervento

Buongiorno a tutti. Sindaco, mi raccomando la prossima volta non veniamo qui. Magari andiamo al campo sportivo.

E’ meglio al aperto che in un posto così dove l’audio e il caldo non può permettere un lavoro tranquillo. Questa fase di riflessione prima del voto sul Presidente comporta, dal momento che viene fatto un nome, una valutazione, perché è vero che esistono gli accordi di maggioranza. Gli accordi di maggioranza di norma si rispettano.

Allora rispetto a questo è vero che il Presidente di prassi viene espresso dalla maggioranza.

In questo caso essendo stata fatta un’indicazione nominativa, essendo state sollevate delle perplessità a cui mi associo, e lo faccio non in quanto Paolo Avezzù, che ci conosciamo da qualche anno, quindi sulla capacità non c'è niente da dire, ma rispetto ai fatti recenti, parliamo di un anno fa, alla condivisione e alla scelta con tutta l’opposizione di considerare conclusa un’esperienza e in quella fase Paolo Avezzù firmò la decadenza del Sindaco Piva.

In quella firma c'era una consapevolezza e una convinzione, che era quella che quella maggioranza aveva esaurito un percorso e che il Sindaco non era adeguato. Probabilmente diventa questa la spiegazione per cui oggi, ovvero diventa prevalente che il Sindaco non era adeguato se oggi Paolo accetta ahimè di essere ancora candidato a questo ruolo.

Poteva fare un’altra funzione all’interno della maggioranza; poteva fare un ruolo qualsiasi, in Giunta o altre cose, ma proporsi come Presidente, ovvero come uomo di garanzia, e in questa fase tra l’altro io non posso che smentire l’accordo di Paolo con la famiglia, quanto meno queste cose non sono questioni da porsi in questa maniera, io ritengo che se Paolo ha fatto dei ragionamenti, li può avere fatti con quello che è stato citato o con altri.

Questo è un problema che riguarda la sua coscienza eventualmente ma, ripeto, in questa occasione la riflessione era se Paolo, e ripeto in questo caso riguarda sempre la sua coscienza, rispetto ai percorsi politici di un anno fa si ritiene adeguato per rappresentare un nuovo corso, perché se il nuovo corso è - molti giovani ben vengano, da una parte e dall’altra - è la persona più indicata, era un problema che riguarda non la maggioranza, ma riguarda soprattutto Paolo se rispetto a questo si ritiene la persona più adeguata.

Dopodiché ripeto, nella fase della vita ciascuno risponde anche a se stesso, oltre che alla comunità, e stabilisce il rapporto fra se stesso e la restante compagine, in questo caso il Consiglio Comunale e quella delicata funzione di garante di una continuità rispetto a quello che deve essere il ruolo di Presidente: garantire a tutti, quindi sia alla maggioranza ma alla minoranza soprattutto. cioè a chi non ha i ruoli primari, il diritto di parola, il diritto di dire la propria opinion, quindi l’opportunità di un grande equilibrio.

Paolo, è ovvio che ti senti già nella parte però io, siccome ti conosco da tempo, ti invito a riflettere personalmente su questo: sei tu che devi decidere rispetto al percorso politico presente se ti senti adeguato a questa funzione.

E’ un problema di coscienza, è un problema di ruolo rispetto a tutto il Consiglio Comunale, e quindi io ti invito a riflettere ma, se questa riflessione non ti interessa e non ti riguarda, il tempo poi stabilirà non solo le regole del gioco ma anche se questa funzione la saprai svolgere con equilibrio. Grazie.

3 aprile 2014

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

2 interventi
Intervento n. 174
Pagine 44–45
Punto 3

Interrogazioni ed interpellanze

Consigliere Partito Democratico

Leggi intervento

Grazie, Presidente.

Dispiace dover utilizzare le interrogazioni per provare a parlare di politica, ma siccome non c’è altro modo io, che sono un uomo della Prima Repubblica, caro Sindaco, ti ricordo che alla fin fine non devi non ricordare felicemente quei tempi ma che ti hanno aiutato nella vita anche nelle scelte, questa sera c’è la dottoressa Rosita che io conosco dai tempi della Prima Repubblica e che saluto molto felicemente perché so le sue competenze, quindi anche nella Prima Repubblica chi era bravo veniva premiato, e come nella Prima Repubblica è premiato anche un certo Fiocchi.

La prima interrogazione che vi faccio è questa, che è uomo della Prima Repubblica anche Fiocchi per quando è stato qui dentro e per quello che ha fatto, ma non mi è piaciuto quello che ha detto e quindi credo che vada rivolta, perché ha... tornando al problema della vendita della Set aveva ritenuto superfluo il ragionamento alla discussione in Consiglio Comunale. Questo è molto grave, vuol dire che l’essere stato fuori dalla politica della Prima Repubblica gli ha fatto perdere un po’ la buona... il buon senso.

Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 03 Aprile 2014 45 È stata una gravissima affermazione questa, non doveva permettersi di dire che il Consiglio Comunale non doveva occuparsi di questo problema, e come dovrà tornare a occuparsene credo, e qui converrai, se su questa strada si andrà avanti perché su questo credo che, visto che oggi il Sindaco, come ti sei posto un obiettivo di... qui punti che hai detto, le cose che non hai detto, ma è vero che è fondamentale, se è fatto per apparire non un travicello o re dei puffi ma diventare il Sindaco di questa città, il Sindaco del capoluogo, avere le idee su pochi punti e tra i pochi punti c’è proprio questo, visto che si è discusso anche su questa autonomina.

Cosa si va a fare in ASCOPIAVE se si andrà? E, domanda: era il caso eventualmente di esporsi in prima persona se non ci sono le certezze o deve avere delegato in questa fase transitoria, per esempio, l’Amministratore di ASM visto che non c’è certezza? Perché si parla: sì, ci sarà, forse sì, non lo so, per un po’ di tempo e cosa ci farò...

Quindi, domanda: se questo posto è stato promesso, contrattato, discusso, per fare cosa al di là dell’indennità? Perché sì, 50.000-40.000, anche... per fare cosa nel Consiglio di amministrazione di ASCOPIAVE? Questa è una cosa che interessa al Consiglio.

Qual è la funzione che ci assumiamo all’interno di una società così importante? Andiamo soltanto per l’indennità che banalmente hai detto che la proposta è distribuita ai poveri? Si va in ASCOPIAVE perché si difenderà la ASM Set e si rilancerà la sua funzione incorporando quella parte di, diciamo, di settore del gas che è a Porto Viro e quindi facendo di questa la prospettiva di una società provinciale o si va lì soltanto praticamente per dire: siamo qua, ci siamo anche noi?

Perché il ruolo di un capoluogo, l’ho detto anche l’altra volta, all’interno del Consiglio di amministrazione di ASCOPIAVE potrebbe essere importante, ma se questo ci dà visibilità e aiuta la crescita anche in altri comparti, in altri settori dello sviluppo, non soltanto nel gas perché fino a prova contraria il discorso è quello.

Non dimentichiamo che, per esempio, nel settore delle manutenzioni, degli interventi del settore nessuna ditta polesana partecipa, tanto per ricordare, quindi se... allora, si va lì e da lì si aiuterà anche l’economia locale oppure no? Ecco la domanda fondamentale. Cosa ci si va a fare se c’è questo posto?

Ed era il caso che il Sindaco eventualmente, perché sarebbe un grave smacco non soltanto per la persona del Sindaco ma per la città se questo posto di cui si è tanto chiacchierato non ci fosse poi alla fine perché magari quando nei giochi dei soci si decidesse in questa cosa.

Una battuta e una preoccupazione per una cosa di cui non si è parlato, c’è stato sulla stampa e credo che sarebbe stato opportuno e credo... lo faccio senza nessuna malizia ma con molta chiarezza, siccome è una cosa che coinvolge anche esponenti del mio Partito è una vicenda che è apparsa sulla stampa di una società che il Sindaco ha con l’ex Presidente della ASM e anche se apparentemente è un fatto privato però, siccome i fatti privati si scoprono dopo qualche anno, destano sempre qualche preoccupazione e qualche dubbio.

L’occasione può essere propizia, per chiarire gli aspetti di questa società di marketing o di medicina turistica, ecco non credo che la funzione eventualmente all’interno di ASCOPIAVE servirebbe per fare una... ecco, proiettare ancora più il marketing di questa società, credo io ma è meglio che si sappia comunque che giustamente il Consiglio Comunale è una bomboniera dove la trasparenza è d’obbligo ed è necessaria. Grazie.

Intervento n. 178
Pagina 46
Punto 3

Interrogazioni ed interpellanze

Consigliere Partito Democratico

Leggi intervento

Solamente, ecco, per ribadire il concetto che questa specificità o consapevolezza di cosa si va a fare auspico che maturi in breve tempo e, ripeto, io credo che un richiamo all’Amministratore di ASM vada fatto perché non può pensare che una cosa così delicata come la vendita o no dell’ASM Set o eventualmente delle quote non sia una questione che passa attraverso il Consiglio Comunale, perché?

Perché l’altra volta il Consiglio Comunale nel suo insieme aveva condiviso la scelta di ASCOPIAVE, quindi sarebbe tragico se oggi, ecco, si decidesse di andare in un senso o metà Consiglio favorevole e metà contrario, quindi ci sarà stato un voto, se le questioni vanno riportate comunque qua quindi l’Amministratore una tirata d’orecchie se la merita.

6 marzo 2014

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

1 intervento
Intervento n. 73
Pagine 21–23
Punto 1

Comunicazione dimissioni del Sindaco. Discussione

Consigliere Partito Democratico

Leggi intervento

Grazie Presidente. Tengo l'orologio, così cerco di vedere i minuti. Anch'io mi trovo spiazzato dal comportamento del Sindaco, e partirei dalle parole di Guarneri che parlava di “vuoi fare il Sindaco o lo sai fare?”.

Avrei fatto questa domanda, perché, purtroppo, questo atteggiamento è molto puerile, o quanto meno se riteneva che l'occasione era quella di dire “io mi assento perché voglio lasciare libero il consesso di approfondire, di dare degli spunti”, allora poteva andarsene, ma il resto del Consiglio restare all’interno, ascoltare, partecipare, dare degli spunti, e poi eventualmente il Sindaco poteva raccogliere quello che era uscito, e verificare se le condizioni politiche potevano esserci.

Io voglio ricordare (e tu, Paolo, lo sai, perché c’eri anche tu, oltre a me, avere qualche anno a volte aiuta) che vent’anni fa questo Consiglio Comunale, quelli che c'erano allora, si suicidò. Dico che si suicido perché vent’anni fa, sull’onda della tangentopoli polesana, risolta poi quasi tutta in una bolla di sapone, il Consiglio Comunale per alcuni inquisiti, io ero uno di quelli, e non me ne vergogno, perché io fui uno di quelli contrari al fatto che il Consiglio Comunale si dimettesse, perché si vergognava.

Il Consiglio Comunale si vergognava perché c'era una questione morale. Ho qui la pagina del Carlino dove cita l’intervento del Ministro Boschi e, rispondendo alla Camera, disse “non cacciamo gli inquisiti”, rispetto alla polemica aperta su alcuni Sottosegretari che hanno qualche problema giudiziario.

Vent’anni sono tanti, sono cambiate molte cose, ma se vent’anni fa questo Consiglio Comunale, chi c'era allora si suicidò, se ne andò per una vergogna rispetto alla questione morale, è molto più grave oggi, dopo vent’anni, che un Sindaco si dimette perché si Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 6 Marzo 2014 22 vergogna di come è andata la questione ASM SET, perché questo è il nodo.

Sulla questione ASM SET il Sindaco si vergogna, e su questo ne ha fatto una questione di vita o di morte, perché questo ha ribadito nei giorni successivi, e dove ha precisato le sue dimissioni: “La questione ASM SET la riproporrò, e su questo o c'è la convergenza, oppure tutti a casa”. Allora, se questa è la questione, io mi auguro che si vada tutti a casa, perché è un errore gravissimo questo; é un’insistenza di chi non sa la politica, non la conosce, oppure è incosciente, e glielo avrei detto in faccia.

Mi dispiace che manchi, non è mai buona cosa parlare degli assenti. Ma non è possibile che su questa questione ne faccia un problema di vita o di morte di una maggioranza.

Se le problematiche, che hanno citato altri colleghi, che sono vaste, le contraddizioni, per cui non si giustifica più che la maggioranza stia in piedi, allora è giusto che si vada a casa, ma su questa questione porre, come ha posto, la fiducia, e ribadire che è una questione pregiudiziale per ricomporre il diciassettesimo voto per far sì che si vada avanti, è una questione vergognosa, perché avrebbe senso che il Sindaco dicesse “si va a casa, e vado a casa, perché sono state irrisolte, e non sono in grado, né io né la mia maggioranza, di risolvere questioni che non dipendono esclusivamente dal Sindaco, ovvero buona parte può essere, perché non sta giovando e non ha giocato in questi anni la funzione di Rovigo capoluogo”.

E’ questa la questione. Io cito alcune questioni fondamentali che passano in seconda battuta: il non completamento della Transpolesana in questi vent’anni è un problema che è di questa Amministrazione, ma anche di quelle di prima; il fatto che non si faccia la USL unica, l’unica azienda sanitaria locale, non si faccia e si difenda.

Allora la politica regionale e nazionale vuol dire che ha dei ritardi, e allora il capoluogo ha una funzione o non ce l’ha, anche di stimolo nei confronti dei Parlamentari, dei Consiglieri Regionali e degli Assessori? Non subire. E dov’è Rovigo?

La domanda che faccio io è: dov’è Rovigo? Dov’è la politica di Rovigo? Siamo governati da Adria, da Rosolina e dintorni, o Porto Viro, o da Lendinara?

Il capoluogo ha una dignità, ha una forza. Abbiamo un’unica cosa, l’unica cosa costruita in questi anni da chi c'è stato prima di noi, e che oggi è una ricchezza, che è la ASM SET, cioè parte di branca di società che vende il gas, perché con quello lì risolviamo i problemi. Non si dice cos’altro c'è da fare, quali altre cose, si deve vendere la ASM SET, perché se non si vede quella, e si fa ricatto addirittura sul nuoto ai disabili, e tante altre questioni.

E’ un gravissimo errore. Quindi il Sindaco non solo non ha capito niente, non ha capito niente di cos’è la politica, ma più che altro dimostra con questo atteggiamento che è guidato soltanto dall’ambizione personale, e se ti guida l’ambizione personale, e non il bene della tua città, e non l’orgoglio della tua città di fare il bene di questa comunità, che ci stiamo a fare? Ed è giusto allora andare a casa.

E’ questo il salto di qualità: comprendere che non ci si vuole confrontare sulle grandi tematiche, sulle grandi questioni, che io ripeto, la Transpolesana, l’ASL unica, il fatto stesso dell’IRAS e Casa Serena, che non va bene guidate così, e che non c'è la voglia di affrontarla di petto, perché basterebbero alcune cose, è inutile fare le riunione con i Parlamentari e con i Consiglieri Regionali per dire che “siamo in difficoltà”.

Ma basta fare alcuni conti per venire a Casa Serena; alcuni servizi costano 200 milioni in più all’anno, in cinque anni sono un milione. Basta conoscere alcuni servizi. Alcune cose su cui si spendono 200.000 in più all’anno, e il Comune capoluogo non dice queste cose, non dà degli input.

Ripeto: il Sindaco o è consapevole ed è in grado di farlo, oppure è giusto andare a casa. E’ inutile cercare di fare le consultazioni, perché la nostra parte ovviamente non è disponibile né a partecipare, ma neanche ovviamente ad ascoltare, perché non ha senso, non ci sono le basi, e sarebbe sbagliato comunque.

Quindi una verifica della maggioranza la faccia pure, ma se pone come pregiudiziale la questione ASM SET, è un gravissimo errore, e su questo terreno, per tutto il resto dell’eventuale legislatura, ogni settimana riempiremo il Comune di manifesti, perché su questa vicenda qua della non vendita, ma della svendita della ASM SET, che è un errore gravissimo, è un favore fatto da ASCOPIAVE, che non ha un capoluogo di provincia in tutta la Regione.

Perché non ci si domanda perché il Comune di Treviso, capoluogo, non è in ASCOPIAVE? Ma ve lo domandate perché? Perché i trevigiani, che si pensa che siano dei brambilla, perché non sono entrati Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 6 Marzo 2014 23 in ASCOPIAVE?

Il Comune capoluogo della Provincia di Treviso, che è Treviso, non è in ASCOPIAVE, ci siamo noi.

Allora o offrono a Rovigo un’opportunità, ci danno un posto nella holding, danno un posto a Rovigo che si sieda dove conta, per dire “abbiamo un capoluogo e su di voi contiamo, perché voi farete il vostro punto di riferimento”, oppure si è spremuta la società in queste due o tre anni, la si è svuotata delle energie rinnovabili, e oggi siamo in grado di comprarla con pochi soldi, con il ricatto che da qui a poco tempo altrimenti non vale più. Questo è un ricatto. Rovigo ha un orgoglio.

Abbiamo l’unica cosa, non cediamo su questo. Questa deve essere la nostra forza. O il Sindaco ha questa consapevolezza, ha questa capacità, oppure è giusto che vada a casa, è giusto che vada a casa, senza ricattare nessuno, senza utilizzare argomenti di scarso valore, e soprattutto di scarso peso, e motivato esclusivamente da un’ambizione personale, che dopo vent’anni Rovigo non si merita.

Un altro suicidio per una questione di vergogna, su una questione che è di lana caprina, allora è meglio andare a casa, nella piena consapevolezza che così non si fa. Grazie.

18 febbraio 2014

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

2 interventi
Intervento n. 217
Pagina 52
Punto 8

Approvazione dello schema di convenzione tra Provincia di Rovigo e Comune di Rovigo per la costituzione dell’Ente di governo per l'organizzazione dei servizi di trasporto pubblico locale del bacino provinciale e per la gestione della relativa procedura concorsuale

Consigliere Partito Democratico

Leggi intervento

Grazie, Presidente.

Velocemente solo per dire che nella Commissione mi ero astenuto per un fatto di approfondimento sulla convenzione che mi permangono alcune perplessità e soprattutto sul fatto che non c’è attualmente un Piano dei costi, cioè delle economie che saranno prospettabili nel giro, ecco, della auspicata, come diceva prima Contiero, modifica delle doppie linee e di quanti costi abbiamo in più nel servizio, però l’importanza della occasione, mi permetta di dire che quindi c’è il voto favorevole di tutto i Gruppo perché non si può perdere quest’occasione, quindi, ecco, è superata l’astensione a livello di Commissione.

Intervento n. 249
Pagina 60
Punto 9

Applicazione art. 14 del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380. Permesso di Costruire Prot. n. 59466 del 12/11/2013 - U.T. n. 1610/2013, per realizzazione di edifici ad uso civile abitazione, ai sensi dell’Art. 5 c. 9 Legge 106/2011 - Viale dei Mille - Ditta IMMOBILIARE DIAMANTE S.r.l

Consigliere Partito Democratico

Leggi intervento

Grazie, Presidente.

Velocemente anch'io perché credo che vada apprezzato questo tipo di intervento e speriamo che non sia l’unico, visto che è il primo che avviene con riferimento alla normativa vigente in questo caso, è una funzione che speriamo che sia in prospettiva, che ce ne siano degli altri, perché l’edilizia sappiamo che è il volano importante dell’economia e quindi se c’è questa iniziativa privata che va in questa direzione a permettere il recupero di un’area degradata e contemporaneamente sviluppa su una frazione, che anche questa è in uno stato di abbandono quindi non produttiva, una posta quindi di recupero con 8 edifici che sono belli, diventa interessante anche da un punto di vista urbanistico.

Speriamo che sia un bel segnale per l’economia e che sia foriera di buona... di ulteriore sviluppo del settore e quindi di traino dell’economia, il nostro voto quindi sarà favorevole.

30 dicembre 2013

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

3 interventi
Intervento n. 126
Pagine 26–27
Punto 3

Riconoscimento debito fuori bilancio per pagamento

Consigliere Partito Democratico

Leggi intervento

Grazie Presidente. E’ una cosa un po’ sconcertante, come hanno già detto altri Consiglieri, ma in maniera molto pratica la domanda a questo punto che viene spontanea è: chi fa che cosa? Nel senso che in qualsiasi azienda, Ente che sia, se arriva un decreto ingiuntivo, almeno mi pare di capire che il decreto ingiuntivo è stato emesso, se arriva un decreto ingiuntivo, si paga; se invece il decreto ingiuntivo è stato soltanto richiesto ma non c'è la sentenza del Tribunale, allora c'è un margine di trattativa.

La domanda è: perché dal maggio ad oggi la trattativa non c’è stata? Si poteva trovare una soluzione, una transazione stragiudiziale, per potere eventualmente discutere la quantità da liquidare al professionista e comunque, se c'era un dubbio sull’entità, basta rivolgersi all’Ordine degli Avvocati e si fa eventualmente una verifica se la notula presentata è corretta oppure no. E’ una prassi anche questa.

La domanda è: chi fa che cosa? Ovvero al momento che è arrivata la spesa da fare, nessuno si è mosso. Io parlo dei Dirigenti in questo caso, perché qualcuno deve prendere in mano la pratica, non Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 30 Dicembre 2013 27 è la politica, ma è la parte funzionale.

Ovvero se c'è un decreto ingiuntivo, si paga e basta. Ci si domanderà perché siamo arrivati a un decreto ingiuntivo, perché credo che un professionista, un qualsiasi fornitore che chiede il pagamento di una prestazione, prima c'è un momento di transazione. Io parlo di chi doveva prendere in mano la pratica, è sconcertante che non l’abbia fatto, e quindi dobbiamo capire perché è avvenuto e di chi è la colpa possibilmente.

Non perché qualcuno debba venire sculacciato, ma perché si sappia a chi tirare le orecchie rispetto ad una cosa che è davvero fuori controllo. A me pare veramente una cosa imbarazzante. Le parole si sprecano, ma non si sa quale sia la più corretta.

Comunque, se c'è il decreto ingiuntivo del Tribunale, bisogna pagare e basta, non c'è altro da dire. Verifichiamo perché siamo arrivati a questo e perché non è stato fatto tutto quello che doveva essere fatto per cercare di non pagare gli 11.000.

Intervento n. 131
Pagine 27–28
Punto 3

Riconoscimento debito fuori bilancio per pagamento

Consigliere Partito Democratico

Leggi intervento

Non ho avuto la risposta. Il decreto ingiuntivo è stato emesso dal Tribunale? Siccome non so se è allegato alla pratica, c'è il decreto ingiuntivo del Tribunale? (Voce incomprensibile dall’Aula) Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 30 Dicembre 2013 28

Intervento n. 132
Pagina 28
Punto 3

Riconoscimento debito fuori bilancio per pagamento

Consigliere Partito Democratico

Leggi intervento

Poteva essere fatta l’opposizione entro 60 giorni!

19 dicembre 2013

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

12 interventi
Intervento n. 20
Pagine 8–9
Punto 1

Mozione: Dichiarazione di sfiducia sui componenti del

Consigliere Partito Democratico

Leggi intervento

Grazie Presidente. Credo che l'ordine del giorno, la mozione, abbia un suo significato politico importante, che non può essere soltanto banalizzato come quasi un fatto strumentale; il rifiuto da parte del Presidente e, quello che è più grave, che lo farebbe a nome di tutto il Consiglio, quindi con deliberazione unanime del Consiglio di Amministrazione, di venire a relazionare in Consiglio Comunale è uno schiaffo non soltanto al Sindaco e alla Giunta, ma a tutto il Consiglio Comunale, che non è accettabile.

Non è accettabile perché dovrebbe essere un onore per il Presidente e per i Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 19 Dicembre 2013 9 propri collaboratori essere portati in questo Consiglio Comunale a relazionare sullo stato dell’azienda, e dire quali sono le strategie che saranno adottate nei prossimi mesi, anche perché qua la città è piccola e non si può fare finta di niente. Sono note, e arrivano... Se il Presidente garantisce un po’ di silenzio, io vado meglio, se no posso stare qua...

Intervento n. 22
Pagine 9–10
Punto 1

Mozione: Dichiarazione di sfiducia sui componenti del

Consigliere Partito Democratico

Leggi intervento

Se uno non vuole ascoltare, può anche uscire, non c'è problema. Precisavo che l’onore di venire a relazionare sullo stato dell’azienda e sulle strategie future, almeno quelle che chi sta amministrando pensa di adottare, è una considerazione che se non viene fatta propria è un fatto gravissimo.

Io ho fatto il Presidente in questo Ente per quasi quattro anni, non ho mai avuto questo invito, mi dispiace, ma snobbare l'attuale Consiglio Comunale da questa opportunità è un fatto che non può passare in secondo piano, quindi si giustifica ampiamente la richiesta e la mozione del collega Nalin. Dopodiché si poteva anche dire, o si potrebbe anche dire che c'è qualche passaggio nella parte finale, nell’invito, che si potrebbe modificare.

Non ho sentito da parte di nessuno della maggioranza questo tipo di considerazione, perché se il problema è la sfiducia pubblica, lo si dica che è questa frase, e dopo sarà da parte del proponente capire se va bene oppure no, ma far sì che si banalizzi questo tipo di ordine del giorno è un fatto gravissimo. E perché?

Perché oggi è necessario capire cosa succederà a questa azienda, perché fino a qualche tempo fa, parliamo di fino a qualche anno fa, la SET poteva anche avere un’opzione di riacquisire la propria quota del 49% per stabilire dove andare e con chi andare, se proprio è necessario, e questo probabilmente lo sarà, come futuro per avere una strategia di utilizzo di questo importante patrimonio, che sono gli utenti, questa è l’unica vera ricchezza dell’azienda, l'insieme degli utenti che oggi, essendo più di 30.000, sono un patrimonio importante e fanno gola a tutti, non soltanto ad ASCO Piave, ma ad altre consociate, e se si sta parlando, caro Sindaco, con altre comunità (parlo di Verona, parlo di Vicenza), dove hanno proprie società dell’energia interessate fortemente anche per gli sviluppi futuri di quello che potrà essere il rapporto che è stato iniziato, avrebbe un senso ragionare con questi e dare eventualmente seguito a delle proposte che non so se sono state formalizzate o no, ma comunque c'è un forte interesse soprattutto da parte di Vicenza, ma credo anche da parte della società di Verona rispetto al futuro delle società energetiche.

E’ ovvio che ASCO Piave ha un’opzione, ma il fatto che ci sia un’opzione sulla possibilità di acquisto non vuol dire che la questione può essere liquidata, che siccome non ha l’opzione si tratta quindi di “cogliamo questa opportunità e mettiamo in libertà la società”.

Gravissimo errore, perché ad ASCO Piave non gliene può fregare di meno della prospettiva di futuro; gli interessano i tubi, gli interessa quindi già la proprietà di ASM, e quindi della futura gara che sarà fatta per la gestione del passaggio del gas, ma rispetto al pacchetto dei clienti che fanno gola ad altre realtà, ed è l’unico vero patrimonio su cui noi possiamo puntare per valorizzare al massimo quello che è il patrimonio costruito in questi anni, e noi certamente in questo biennio di Presidenza dell’attuale Consiglio di Amministrazione, sarebbe un secondo errore.

La terza questione è che è necessario, al punto in cui stiamo e rispetto all’insieme di quello che si sa e che arriva alle orecchie, e sempre in ragione della trasparenza, sapere perché alcune azioni della società sono finite, e non rispondono ad una logica aziendale in essere, ma sono state imposte da Treviso, da ASCO Piave, ovvero si è di fatto liquidato tutto il ruolo e la prospettiva delle energie rinnovabili, non soltanto il fotovoltaico, ma anche altri aspetti delle rinnovabili, e sono finite, quindi qualcuno deve spiegarci perché si è scelto di non dare più un ruolo a questo settore.

E poi cercheremo anche di capire perché e come si giustifica il fatto che sia stato deciso dai soci, quindi non dal Consiglio di Amministrazione della SET, ma dei soci, quindi eventualmente in Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 19 Dicembre 2013 10 questo senso va bene anche che venga il Presidente di ASM a spiegare perché è stato concesso un aumento all’indennità del Presidente.

Da quando è sorta la società, da molti anni fa, il Consiglio di Amministrazione ha avuto una piccola indennità; non si capisce perché improvvisamente il Presidente debba avere non una lieve rivalutazione, ma quasi triplicare l’indennità, in virtù di quali azioni strategiche che sono state attivate. Ma per quale motivo?

Se il Presidente ha un problema di sussistenza personale, lo si rivolga ad altri servizi, ma non certamente far sì che ci sia un riconoscimento di un ruolo particolare del Presidente per cui quasi si triplica la propria indennità di carica. Non è certamente grazie a lui che si è raggiunto un risultato per quanto riguarda l’aspetto... (Voce incomprensibile dall’Aula)

Intervento n. 23
Pagina 10
Punto 1

Mozione: Dichiarazione di sfiducia sui componenti del

Consigliere Partito Democratico

Leggi intervento

Caro Sguotti, mi dispiace che tu la prenda... La mozione spiega perché non c'è stato questo. (Voce incomprensibile dall’Aula)

Intervento n. 24
Pagina 10
Punto 1

Mozione: Dichiarazione di sfiducia sui componenti del

Consigliere Partito Democratico

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Se dà fastidio la verità...

Intervento n. 26
Pagina 10
Punto 1

Mozione: Dichiarazione di sfiducia sui componenti del

Consigliere Partito Democratico

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Se qualcuno non vuol venire qua a parlare, si chiede perché si fa la sfiducia. Dà fastidio, mi dispiace. (Voce incomprensibile dall’Aula)

Intervento n. 27
Pagina 10
Punto 1

Mozione: Dichiarazione di sfiducia sui componenti del

Consigliere Partito Democratico

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Non sono assolutamente fuori tema, perché è dal confronto qua dentro che nasce... (Voce incomprensibile dall’Aula)

Intervento n. 28
Pagina 10
Punto 1

Mozione: Dichiarazione di sfiducia sui componenti del

Consigliere Partito Democratico

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Quando uno dice “non mi vengo a confrontare”.... (Voce incomprensibile dall’Aula)

Intervento n. 30
Pagina 10
Punto 1

Mozione: Dichiarazione di sfiducia sui componenti del

Consigliere Partito Democratico

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Questa superbia e questa supponenza è inaccettabile.

Intervento n. 32
Pagine 10–11
Punto 1

Mozione: Dichiarazione di sfiducia sui componenti del

Consigliere Partito Democratico

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Concludo. Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 19 Dicembre 2013 11

Intervento n. 34
Pagina 11
Punto 1

Mozione: Dichiarazione di sfiducia sui componenti del

Consigliere Partito Democratico

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Ho concluso. Io credo, ripeto...

Intervento n. 38
Pagina 11
Punto 1

Mozione: Dichiarazione di sfiducia sui componenti del

Consigliere Partito Democratico

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Comunque non ho nessuna intenzione di sforare il tempo a disposizione, grazie. Concludo rapidamente per evitare di suscitare qualche prurito fuori luogo per il semplice fatto che le mozioni, quando vengono scritte, hanno delle motivazioni, non è che uno decide la mattina di fare una mozione. Parliamo di trasparenza a tutti livelli.

In questo caso questa società è una società comunque che nasce da antiche intuizioni perché ASM a suo tempo, non è che la SET nasce così per caso, e quindi parlare del perché è necessario fare il punto della situazione in prossimità di una sua svendita dico io, perché a quello che mi risulta o quanto meno della sua liquidazione, è un fatto che questo Consiglio non ne può essere esonerato, perché l’altra volta il precedente Consiglio Comunale ha parlato lungamente su quale opzione fare, perché c'era la proposta di Hera, e poi si fu scelto da parte di tutto il Consiglio Comunale l’opzione ASCO Piave.

Fare il punto oggi è necessario. E’ questo atteggiamento di snob, di superbia, di supponenza, credo che abbia motivato questa mozione e giustifica perché è necessario fare il punto sulla questione.

3 dicembre 2013

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

1 intervento
Intervento n. 117
Pagine 29–30
Punto 3

O.d.G. sulla legge referendaria per l’autodeterminazione del

Consigliere Partito Democratico

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Grazie, Presidente. Visto che abbiamo anche poco tempo nella dichiarazione di voto, è meglio essere sintetici. Io nel preannunciare il voto contrario perché il Comune, il nostro Comune ha tanti problemi, certamente se questa diventa una priorità il referendum che è più importante di altre questioni, io credo che non abbiamo capito niente della vita.

Io sono italiano, mi vanto di essere italiano, non ho nessun timore di, essendo nato a Rovigo, di sentirmi veneto ma credo che il problema dell’autodeterminazione del Veneto sia una offesa all’intelligenza degli italiani nel suo complesso e soprattutto ai veneti. Ho un modello culturale, un riferimento politico-istituzionale che si chiama Cesare Battisti e tante volte mi sono chiesto se valeva la pena, rispetto a quello che succede adesso, che morisse dicendo “Viva l’Italia”, poteva benissimo salvarsi.

Lo ha fatto molti anni fa in tempi non sospetti dando un esempio per tutte le generazioni che sono seguite dopo. Certamente il nostro Paese ha molti problemi, ne ha molti, gli errori sono imputabili certamente a chi ha governato ma un conto sono gli errori umani, anche l’incapacità di governare che è sempre complicato e complesso, ma credo che la nostra democrazia, la democrazia del nostro Paese, sia un esempio per tutto il mondo, con tutti i problemi che ha il nostro Paese.

Io ho girato molto. non solo in Europa ma anche fuori dall’Europa, e posso garantire che il riferimento italiano con tutti i nostri limiti, è comunque un riferimento di democrazia che vale, viene riconosciuta ed è importante e dovremmo esserne fieri. Il problema dell’autodeterminazione del Veneto è un falso problema, ha già detto bene prima Nalin quando dice che dopo il fallimento del federalismo adesso si invoca l’autodeterminazione. Abbiamo quanti anni di Governo dove la Lega è stata qua nel Veneto importante?

Ha avuto un ruolo di prima lista, adesso lo ha... addirittura la sta guidando la Regione, è che questa Regione rappresenta veramente il modello? È cambiato qualche cosa in questi 15-20 anni? Non mi pare.

Mi pare che siamo diventati la Regione guida e per cui si legittima un’autodeterminazione. Le problematiche che c’erano ci sono, sono aumentate anzi, dalla viabilità alle infrastrutture, la crisi della portualità, la crisi delle ferrovie, dell’occupazione, della grande industria che c’era e che non c’è più, e quindi di cosa stiamo parlando? E l’autodeterminazione risolverebbe il problema e illudiamo il popolo che, grazie a questo, forse possiamo trovare la via d’uscita alle problematiche del Veneto?

Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 3 Dicembre 2013 30 Il Veneto non ha mai fatto battaglie strane e la consapevolezza della nostra democrazia e dei valori su cui è basata, dalla Resistenza in poi, e io credo che sia stata una grande… non siamo l’Alto Adige che hanno avuto problematiche diverse e che non a caso è nata lì l’esigenza di fare la Regione a Statuto speciale. Il Veneto ha delle problematiche sue, particolari, diverse da realtà a realtà, ma noi non siamo un popolo.

E’ una balla questa qua che noi siamo un popolo veneto, siamo... parliamo il dialetto, differente anche nella nostra Provincia da una parte all’altra, ma comunque siamo in questa Regione, è una Regione importante ma siamo corretti per questa illusione: che l’autodeterminazione sia la panacea dei problemi che abbiamo oggi, dei... è una illusione. Io credo che sia necessario, ecco, che dal Comune capoluogo emerga un attimo di saggezza.

È importante la saggezza che quando serve si manifesti anche con queste valutazioni al di là del teatro o delle elucubrazioni, che Contiero è anche simpatico perché riesce anche a farci sorridere, però la serietà credo che sia la cosa più importante. Per queste motivazioni di fondo annuncio il nostro voto contrario.

30 luglio 2013

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

3 interventi
Intervento n. 210
Pagine 51–52
Punto 5

Determinazione aliquote dell’Imposta Municipale Propria (IMU) per l’anno 2013

Consigliere Partito Democratico

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Grazie, Presidente. Solamente per ribadire questo concetto: che l’ATER è un Ente pubblico, non è un privato. Quindi questo emendamento mi sovviene e mi meraviglio che non possa accogliere perlomeno un po’ di comprensione da parte della maggioranza, perché è evidente che le difficoltà di questo Ente sono note a tutti.

La possibilità quindi di fare spendere meno l’Ente rispetto alla possibilità, quindi, di impiegare quelle poche risorse che ci sono per le ristrutturazioni. Quindi perché mai allora non potere almeno in questo senso, al di là del privato cittadino, come nell’emendamento precedente, non andare incontro ad un Ente pubblico? Ad un altro Ente che come noi svolge funzione pubblica?

Sacrificando qualche altra voce, è evidente, perché quando si fanno minori spese evidentemente da qualche parte bisogna pure andare a tagliare. La politica dei risparmi, la politica diciamo delle scelte; come si fa nei confronti di un Ente pubblico come noi non avere almeno la voglia di fare uno sforzo e ridurre l’IMU almeno in questa direzione? Quando l’aspettativa di tutti è quella di abolirla, o almeno abolire per la prima casa, ma per quanto riguarda gli altri riformarla.

Nei confronti dell’ATER che si fa carico della prima casa non si vuole fare uno sforzo. Vi invito ad una riflessione prima di potere liquidare la questione che tecnicamente non è possibile. Io credo che il Bilancio e questa qua, anche se è la parte antecedente al ragionamento generale sul Bilancio, ma il Bilancio è una manovra politica.

Non può essere delegato ai funzionari, o diventare un fatto meramente tecnico. E’ un fatto politico il Bilancio. Almeno su alcune voci, su alcuni punti credo che una sensibilità, indipendentemente da chi governa, ci sia.

Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 30 Luglio 2013 52 Compito nostro, perché è da sollecitare, ma non si dica o non ci venga a dire che questa è una delibera strumentale, o una furbizia.

Intervento n. 314
Pagine 85–88
Punto 10

Approvazione Bilancio di Previsione esercizio finanziario 2013, Relazione Previsionale e Programmatica 2013/2015, Bilancio Pluriennale 2013/2015 e relativi allegati

Consigliere Partito Democratico

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Io faccio un ragionamento, caro Presidente, caro Sindaco, caso Assessore al Bilancio, che parte dal fatto che, quando si presenta un Bilancio, c'è una parte ragionieristica fatta di fogli, foglietti, relazioni e c'è la parte politica, ovvero c'è una relazione che non è una relazione tecnica fatta dai funzionari, o da chi per essi, ma è la volontà politica di chi guida l’Amministrazione che indica, malgrado le poche risorse, o quelle risorse che sono state recuperate, o sono recuperabili, quali sono le priorità, le priorità che dei vari comparti possono costituire le linee portanti di un’Amministrazione.

Funziona così per un Ente pubblico, funziona così per un Ente privato. Anche un’azienda stabilisce, quando approva un proprio Bilancio, quali sono le questioni che hanno caratterizzato l’anno che si sta concludendo, che si è appena concluso e quali sono le cose, o le linee portanti di quello che va ad essere l’anno che va ad iniziare.

E’ ovvio che, quando si parla in luglio, a fine luglio, è evidente che buona parte del 2013 se ne è già andato, quindi programmazioni, prospettive e linee sul futuro sono difficilmente praticabili per il 2013, ma perlomeno si può pensare all’aggancio fra 2013 e 2014 rispetto al fatto che guidare un Comune non è fare normale Amministrazione.

Normale Amministrazione la fanno i funzionari, ma la maggioranza che guida un Comune dice “Io voglio fare queste poche cose, ho questi soldi, ho queste disponibilità e queste sono le cose che voglio fare, o che intendo fare”. Se magari qualcun altro riesce a darmi qualche suggerimento, ben venga; a parte gli emendamenti. Queste sono, diciamo, le costruzioni ragionieristiche di un Bilancio che è essenzialmente uno strumento politico, perché durante l’anno al di là del Bilancio che cosa c’è?

Ci sono le questioni normali, però è il Bilancio il punto in cui si qualifica un’Amministrazione e si va ad indirizzare una guida. Vogliamo fare queste cose.

Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 30 Luglio 2013 86 Dopo è ovvio che, se manca questo, se viene meno questo, allora ci sono anche le congetture giornalistiche che disegnano scenari, magari in cui la maggioranza può non esserci e quindi viene precettata perché ci sono disegni da alcune parti del PD, che poi tutte balle, tutte balle che non esistono. Le maggioranze ci sono fino a che sono autosufficienti perché stanno in piedi, l’opposizione fa la sua parte.

Non c’è chi fa giochetti, almeno nel PD da parte di chicchessia non c’è chi fa giochetti strani con alcune parti. Queste sono tutte congetture che, soprattutto in un momento così importante come il Bilancio, è meglio smascherare, o quanto meno ridimensionare perché non esistono. C'è una questione di fondo e credo che questo sia questa la debolezza alla fin fine della discussione di oggi, se si finisce soltanto di ragionare delle cifre e delle cifrette, ripeto, che sono questioni dei tecnici.

Su cosa si va a qualificare la città Capoluogo nel prossimo triennio? Rispetto all’imprenditoria locale che vive una grande crisi, altro che ripresa, qualcuno che spara che c'è la ripresa alla porte, ma quale ripresa? Ma dove la vedono la ripresa?

Qua non c'è nessuna ripresa alle porte e cosa fanno le banche locali? Quali stimoli ricevono le banche locali anche dalla politica per mettere le risorse a disposizione delle imprese?

Se non si muove l’imprenditoria privata, se non c'è un meccanismo che possa fare vedere che Rovigo è, o sarà un capoluogo diverso da come è oggi, al di là di questo disegno, se manca questo, se manca quello che finora è stato carente e, ahimè, alcuni Comuni intorno si stanno già organizzando, cioè la capacità di diventare una città di 100.000, di 80.000 di 70.000 abitanti perché alcuni Comuni smettono di fare i Comuni e si disegna un insieme.

Non certamente perché li aggreghiamo, o li soffochiamo, ma si disegna insieme uno scenario che sarà una città diversa da come è oggi. Dispiace che stia sorgendo a qualche chilometro un’aggregazione di sei Comuni che a noi di fatto stanno non dico sfuggendo, ma non stanno in questo disegno. A noi rimane Pontecchio e qualche altro, ma non è certamente quello che poteva essere pensato qualche anno fa e quello che tutt'oggi mi pare manchi anche nella prospettiva di un’indicazione programmatica.

Se noi non diciamo adesso che vogliamo andare comunque in questa direzione, è vero o no che vogliamo che il Capoluogo sia un’altra cosa rispetto a quello che è? Il porto, e non è un problema di Contiero, la portualità pensata molti anni fa, al di là dei capannoni intorno se crescono o no, ma la portualità diventa uno strumento di sviluppo su cui ci crediamo insieme all’intermodalità, o no? E’ ancora attuabile e che risorse ci possiamo mettere a disposizione?

E cosa vogliamo fare insieme all’imprenditoria locale, o comunque dei dintorni, perché questa diventi veramente una prospettiva che ancora ha un senso, visto che siamo qui che aspettiamo la fine della crisi? Ma come la aiutiamo questa fine crisi noi? Mettiamo qualcosa sul piatto, indichiamo qualche prospettiva, o qualche risorsa o, ripeto, ci limitiamo alla normale Amministrazione?

Questa credo che sia la riflessione politica che deve essere fatta, al di là delle chiacchiere o delle indiscrezioni da piccola carboneria. Disegnare da questo livello, dal livello del Comune Capoluogo qual è lo stato della città, qual è lo stato del Comune Capoluogo, almeno fino a che ci consentono di esserlo, prima che qualcuno completi con il superamento delle Provincia anche la fine della città Capoluogo, disegnare uno scenario che sia oltre.

Allora c'è una prospettiva, c'è un gusto, c'è anche una volontà e una voglia diciamo di fare la politica municipale in senso un po’ più dinamico e un po’ più aperto che non quello, ripeto, del piccolo cabotaggio. Abbiamo alcune aziende anche locali, l’ex Zanussi, che ha tutti in cassa integrazione e sono messi male. Altre aziende che stanno tutte diventando ex, ex, ex, che stanno trascinandoci.

Con queste abbiamo un rapporto, abbiamo un dialogo? Riusciamo a fare capire che l’Amministrazione, oltre che vicino su un termine di solidarietà, vuole fare qualcosa, vuole mettere a disposizione qualche risorsa? E’ per questo che si spiegano alcuni emendamenti al fatto che siano stati cassati, oppure no.

Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 30 Luglio 2013 87 Avevano un senso di dire sul piano dello sviluppo “L’Amministrazione deve e può fare qualche cosa”. Altrimenti, ripeto, siamo al piccolo cabotaggio e il piccolo cabotaggio non aiuta chi vuole campare ed andare avanti; non perché si accontentano gli amici, o gli amici degli amici. Una maggioranza è tale perché è una maggioranza politica che ha le idee chiare.

Non è sistemando tizio, caio e sempronio che si tiene in piedi una maggioranza, ma soprattutto non si fa il bene della città, al di là delle formazioni politiche che formano questa. E rispetto alle nostre società, parliamo soprattutto di ASM, non è soltanto la questione che vediamo dopo di come sistemiamo l’Amministratore unico, ne facciamo uno, ne facciamo tre, non è questo, ma che farà ASM? Che cosa ce ne facciamo di questa ASM?

La ASM Set lasciamo che venga strozzata? Mi auguro che siate consapevoli che ASM Set rischia di morire di questo passo qua, al di là degli utili che farà quest’anno perché va ancora bene così.

Con le nuove disposizioni dell’Autorità che toglie margini alla redditività della vendita gas e con il fatto che Treviso ha ucciso le rinnovabili, quindi non più fotovoltaico, non più rinnovabili e quindi non c'è più spazio e prospettiva per questa società, resterà una piccola società di vendita anche qua per il piccolo cabotaggio. Ci va bene questo, o non ci va bene? Siccome ASM ha le azioni in Ascopiave, possiamo avere ancora un po’ di forza per dire una nostra volontà ed una nostra linea, ma dobbiamo dirlo.

Ecco il senso dell’Amministrazione consapevole.

Quindi, caro Sindaco, caro Assessore, vanno bene i numeri e quello che volete, però il respiro politico e la prospettiva credo che in queste occasioni serve fare il punto, perché altrimenti la discussione sul fatto che l’emendamento è stato presentato sul fatto che questo era..., sono discussioni che ciascuno fa la propria parte, ma se manca questa voglia di volare un po’ più alto, di essere protagonisti di questa prospettiva, io credo che ci sia poco futuro per Rovigo.

Venendo poi al ruolo del Capoluogo, il ruolo del Capoluogo lo è anche per quanto riguarda gli aspetti diciamo di una consapevolezza sul terreno della cultura. Va bene la difesa che abbiamo fatto e che sta facendo dell’ospedale di sé, ma sulla sanità, sui servizi, ma soprattutto sul fatto anche che sull’aspettativa che c'è del Capoluogo si costruisce, per esempio, anche una politica del turismo che non c’è.

La politica del turismo non è l’evento serale, che va anche bene, ma è il fatto che si sappia cos’è l’incoming. L’incoming fa parte del turismo e riceve, ma non soltanto per una sera. E’ la capacità di aggregare eventi all’interno di un calendario, “Rovigo tutto l’anno”, in cui ci sia questa possibilità di fare lavorare gli hotel, i ristoranti, almeno che ci sta in questo disegno, gli artigiani, quelli che hanno qualcosa da mostrare e da vendere.

Quindi che ci sia anche qua una capacità di essere veramente Capoluogo. Non dobbiamo confrontarci con i piccoli Comuni che fanno le Notti Bianche. Lo fa anche Polesella, lo fanno anche altri, per carità, ma il Capoluogo è un qualche cosa di più ed è questa capacità che deve essere spesa e che deve essere messa in piedi.

Dopo, ripeto, tutte le questioni che riguardano il fatto… Va beh, la politica delle entrate cosa vuoi andare a ragionare? Ma sulla disponibilità, su quello che è l’utilizzo delle risorse che possono essere state messe e che potevano essere messe a disposizione in maniera diversa, io credo che sia opportuno e doveroso che la vostra maggioranza faccia una riflessione a partire da oggi.

Oggi ciascuno farà la sua parte, ma c’è tempo da qui alla fine dell’anno e rispetto ad altre occasioni che ci saranno affinché i ragionamenti sulla prospettiva politica di questo Capoluogo possano essere rimessi in discussione. Il confronto deve essere sulla politica di sviluppo della città e la politica di sviluppo è sulle grandi questioni, sulle questioni che sono irrisolte.

E’ questo che io credo che manchi, perché manca una relazione programmatica che indichi questo, che indichi le priorità e su cui potere dire che il confronto si apre non sul fatto dell’emendamento, sul fatto tecnico. E’ un limite che c'è oggettivo. Credo che sia importante, visto che siamo alla fine di luglio del 2013, registrare questo, perché anche Rovigo deve fare la propria parte per uscire dallo stato di crisi.

Grazie. Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 30 Luglio 2013 88

Intervento n. 479
Pagina 117
Punto 10

Approvazione Bilancio di Previsione esercizio finanziario 2013, Relazione Previsionale e Programmatica 2013/2015, Bilancio Pluriennale 2013/2015 e relativi allegati

Consigliere Partito Democratico

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Su questo emendamento so benissimo che ci sono posizioni già di per sé formalizzate e sistemate. Ma domanda: un emendamento non è un comandamento, quindi non è che bisogna obbedire. Un emendamento è una proposta che, di prassi, in tutto il mondo politico, almeno quello italiano, c'è un po’ di elasticità.

Almeno su questa proposta, che è quella di dare un sostegno alle iniziative giovanili e quindi introdurre una voce di Bilancio che non c'è. Quindi può essere un tentativo di dare una risposta parziale e limitata. Almeno su questo un po’ di elasticità.

Mica si può difendere la storia delle utenze. Su un milione 20.000 sono il 2%, quindi cosa sono mai? Si rischia di non pagare l’ENEL?

Tanto la bolletta di dicembre arriva comunque in febbraio, quindi cosa vuole dire? Come si fa a dire che non c'è disponibilità? Almeno si dica “No, non serve”, perché su questo piano, almeno sulle imprese giovanili di Rovigo che ci sono, su tutti i vari settori, potere dare un segnale o due.

Lo dico soprattutto per voi, per la maggioranza, perché per l’intero Consiglio Comunale è una prova di maturità e di sensibilità. Come si fa a liquidare il tutto perché c’è da difendere le utenze, l’acqua, il gas e la luce? Ma dai, non è una strumentalizzazione, un po’ di sensibilità.

Ragazzi, dai, un po’ di sensibilità. Io propongo soltanto una riflessione, dopodiché volete liquidare la cosa come “No, non s’ha da fare”? Va beh, però riflettete.

Come leggere questi numeri. Il numero degli interventi dipende dalle sedute e dai verbali attualmente acquisiti. I ruoli di Presidenza possono inoltre generare numerosi interventi procedurali: per questo Lente Civica non li usa come classifica di attività politica.