Grazie Presidente. Saluto anche il Sindaco, e gli faccio le congratulazioni per il suo matrimonio, che questo fa parte della buona educazione; non abbiamo potuto farlo diversamente, ma cogliamo l'occasione, perché quando uno si sposa di questi tempi è un fatto veramente anche importante.
Detto questo, con il Sindaco precisiamo che noi siamo ovviamente all’opposizione, e quindi esprimeremo le nostre posizioni, che saranno anche di forte conflittualità, però con il massimo rispetto, non offenderemo nessuno, cercheremo di portare avanti una opposizione che sia quella di chi vuole contribuire comunque da questo ruolo a migliorare la città, sapendo che c'è una storia, che è lunga, fatta anche di alternanza di Governo, fatta di alternanza di persone; magari ci sono più spesso i dirigenti, che sono più consolidati che non la politica cambia, cambiano le facce, cambiano le persone, cambiano le possibilità di portare dei contributi.
Io mi aspettavo di più, Sindaco, sul programma. Purtroppo è un compitino. Non so se l’ha fatto personalmente, se si è fatto aiutare, se l’ha fatto con altri, però è un compitino che non è all’altezza dell’altezza del ruolo di Rovigo.
Soprattutto non c'è nessuna novità, non c'è nessun punto forte che possa esprimere, al di là dell’arma ai Vigili, che mi pare sia un rituale che ogni tanto torna di moda, si vuole armare i Vigili, pensando che questo dia tranquillità alle famiglie, però Rovigo non è il Bronx, per fortuna, non è neanche uno dei quartieri o una parte dei quartiere di Padova o di qualche altra parte del Veneto, e quindi è comunque una città dove armare i Vigili non credo che sia una risposta alla domanda di sicurezza, quindi non credo che sia questo il luogo.
E neanche capisco dov’è che si vuole usare la ruspa, che è stata usata anche simpaticamente durante la campagna elettorale.
Mi auguro che metta da parte anche lo slogan del “viva il leon che magna il teron”, che faccia parte di un passato che adesso, che rappresenta comunque tutti i cittadini di Rovigo, debba essere messo o lasciato ai cosiddetti tifosi che possono fare questa funzione, ma non certamente Lei che, in quanto Sindaco, deve rappresentare questa città, e la deve rappresentare al meglio, perché Rovigo è capoluogo di Provincia e questa assenza - io lo chiamo purtroppo il compitino - di questa funzione del capoluogo, ed in prospettiva del fatto che l'Amministrazione Provinciale assumerà sempre meno funzione e ruolo, assegna al capoluogo una particolare funzione, che dobbiamo prendercela, non è che ce la regalano, nessuna ce la regala, ce la dobbiamo prendere, conquistare.
Come? Con azioni, determine, iniziativa, perché senza l’iniziativa politica questo ruolo non ci viene riconosciuto. E nel passato, anche recente, c'è sempre stata una forma di conflittualità o di rivalità, ahimè, anche quando c'erano magari maggioranze politiche omogenee tra l'Amministrazione Provinciale ed il capoluogo.
Quindi questo fatto che si può assumere una funzione particolare, come capoluogo appunto, deve venire fuori dalle linee programmatiche di un piano programma, che non può essere questo qua che per cinque anni si programmano queste piccole cose qua, che sono molte cose ovvie, frasi fatte, e scopiazzate un po’ di qua e un po’ di là. Dove sono quelle cose che contano e che possono dare le priorità?
Quando si fanno i punti, lei dice cinque realtà, sono sette, chi gliel’ha battuta è scarso in matematica, doveva dargli un quattro in matematica, perché dice “elenco di cinque punti”, ma in realtà sono sette, e se ne è accorto anche Lei prima quando l’ha letto che non sono cinque, ma sono sette. Indicando questi, qual è la priorità? Cioè quali sono i punti fondamentali rispetto a questo elenco di propositi?
Qual è quello cardine? Ecco il vuoto che c'è. Questa carenza, questa mancanza di un’anima, cioè manca un’anima in questo compito, cioè io voglio interpretar un sentimento anche di orgoglio, che è quello del rugby, il fatto sentirsi di Rovigo, e come tale poter esprimere e poter espandere a tutto il livello del Polesine questa esigenza di essere finalmente in grado di rappresentare questa funzione di aggregazione e di coordinamento.
Su alcune tematiche fondamentali, che sono quelle dei rifiuti, dell’acqua, dell’energia, dell’energia rinnovabile, Lei che è stato anche Presidente della SET dopo di me, e lo sa cosa può fare e cosa potrebbe fare, purchè riusciamo a non chinare la testa nei confronti dei soci. Sui trasporti e sulle infrastrutture, il completamento della Transpolesana, che è uno dei nodi fondamentali da vent’anni, che non si va avanti da lì, siamo fermi lì. Sulla sanità, non dice una parola sulla sanità.
Va bene così? E’ tutto ok? Non mi pare.
L’unione delle due ASL, che sembra nel programma regionale che appare e poi scompare, la portiamo avanti e la chiediamo anche da qua, o no? Facciamo questo superamento di sprechi, e soprattutto una unificazione che sarebbe giusta da fare in tempi brevi, non dico per primi, ma promuoverla almeno come iniziativa che il capoluogo si assume.
Sull’ambiente, diceva giustamente prima Ivaldo, ma con le tematiche che abbiamo noi, ferme da anni sul fatto di questo territorio particolare, stretto fra i due maggiori fiumi d’Italia, un ambiente unico, unico anche a livello europeo questa particolarità, e non siamo in grado di dire niente, di proporre niente nei confronti, a parte della Regione, ma anche del Governo Nazionale.
E poi anche sulle piccole questioni, ed una di queste, per esempio, è l’IRES: ci sono problemi, su cui il Presidente del Consiglio Comunale ha parlato per mesi, direi per anni, e c'è un priorità anche di sostituire il gruppo dirigente, chi lo amministra, e forse anche chi lo dirige. E su questo non si dice una parola. Va tutto bene così, cioè il problema IRES non esiste, non c'è.
Siccome non viene neanche citato, vuol dire che è tutto ok. E sulle nuove generazioni quali prospettiva, quali indicazioni diamo, quale speranza? Sul fatto che si mantiene il CUR così com’è, questa università, crea posti di lavoro?
E’ ancorato ad un mercato del lavoro locale? C'è una prospettiva di qualche posto di lavoro in più legato a questo, o no?
Ecco perché dico che manca questa anima, questa voglia di riscattare, perché se si dice nel passato le Amministrazioni che sono succedute, e perchè la finanza locale, e perché le capacità, e perché i dirigenti, non si sono sciolte molte questioni, adesso ci siamo noi, quindi bene, però uno deve almeno metterla una speranza, una prospettiva, non perché magari l’opposizione possa votarla, ma per dire che partite con il piede giusto, partite con una speranza e con alcune indicazione e, perché no?
Siamo qua a disposizione, per provare a correggere, anche per imparare, qua nessuno è maestro con molta umiltà ciascuno gioca la sua parte, però la prospettiva è dire “giochiamo un po’ alto, alziamo un po’ il livello”, noi stiamo, ripeto, ai compitini o alle frasi fatte, e con le cose che non servono a nulla.
Non risolvono e non spostano un problema, e la centralità è il ruolo del Comune di Rovigo, che non è uno dei tanti altri Comuni, soprattutto quelli piccoli della Provincia, è un capoluogo che vuole stare di pari passo, o con pari dignità con gli altri capoluoghi del Veneto.
E allora assume una particolare funzione anche il peso che noi abbiamo sulla questione dei rifiuti, non possiamo rinunciare; adesso è bloccato, però non è che possiamo dormirci su questa questioni qua, sull’acqua, altra questione fondamentale, e sul sistema energetico provinciale, sulle energie. Lei sa che la SET poteva e può avere una funzione in questo senso, soprattutto se si desse un po’ di spazio e di prospettiva alla costruzione lenta, ma ponendola almeno come problema, a Rovigo smart city.
Rovigo smart city si può fare? Sì, si può avviare, basta volerlo. E cosa significa avviare un ragionamento su Rovigo smart city, città intelligente?
Quali fattori nuovi dello sviluppo urbano, a partire dalla cultura, che lei lo mette lì, ma la cultura, se non è abbinata all’innovazione, non ha prospettiva, non ha senso. La città intelligente presuppone, per ogni comparto e per ogni aspetto di quello che può rappresentare questo termine, la possibilità di identificare delle risposte.
Ci sono termini anglofoni intorno al significato di smart city, ma che però vanno a toccare vari aspetti nel coordinamento del ragionamento sulla smart city, che possono indicare un manifesto di buone intenzioni, ma anche di azioni che poi dovranno trovare risposta a livello di bilancio, non dico quello di quest’anno, perché è già fatto praticamente da chi c'era durante questa fase di vuoto della politica, però si può partire dalla smart city dei rifiuti, identificando e costruendo i sistemi di raccolta differenziata intelligenti, attivi ed efficaci, che riguardano la tracciabilità dei rifiuti, GPS, le gestioni a rete, il recupero ed il riciclo di quello che non può essere smaltito, quindi alcune questioni fondamentali, e la valorizzazione energetica di rifiuti non recuperabili, la smart lighting, che riguarda gli sprechi che ci sono sull’illuminazione pubblica, che poi li andremo a verificare a livello di bilancio e di costi, errori fatti nella precedente Amministrazione, non prima, identificati, individuati, e che devono trovare anche questi delle risposte.
Si può fare qualcosa qua. La ASM SET può fare una funzione particolare sull’efficienza energetica? Sì, bisogna dargli il ruolo, però, anche se il partner magari trevigiano non è d’accordo, perché il 51% sta qui, ed è per questo che abbiano detto l’altra volta che non si vende la SET, caro Bergamini.
E’ per quello che abbiamo detto di no, non abbiamo abbassato la testa, perchè c'era la possibilità di fare l’affare, ma abbiano uno strumento che può essere utilizzabile ed utilizzato, facciamolo, troviamoci, prima di dire “rinunciamo ed abdichiamo a questo”.
Sul telecontrollo dei punti luce, sulle tecnologie a led, ma soprattutto ponendo il problema dell’efficienza energetica, la SET può essere un braccio operativo che può fare molto, anche perché Lei sa benissimo che un po’ per le questioni nazionali, un po’ per riduzione di spazi sulle rinnovabili, imposte sempre dagli amici trevigiani, il bilancio è in rapida picchiata.
Io quando ho lasciato il posto a Lei ho lasciato una società che fatturava oltre 40 milioni con il bilancio 2011; quando sono partito, e la Menon è buona testimone, la società fatturava 20, quindi in quattro anni abbiamo raddoppiato il fatturato. Era questo il significato che alcune società partecipate possono avere un senso.
Lei poi ha visto il 2011 e il 2012, ma con il 2013 abbiamo cominciato il declino, e quest’anno, con il bilancio 2014, siamo ancora più giù, siamo scesi sotto i 30 milioni, siamo tornati ai 27 e qualcosa. Allora proviamo ad invertire la tendenza, o va bene così, che la società progressivamente vada a morire, perdendo un po’ di gas e un po’ di luce, perchè la luce prima che dia risultati economici passeranno minimo altri cinque anni.
Ecco perché vanno individuati dei settori e delle cose con gli strumenti che ha il Comune, insieme alla verifica dell’efficienza del personale, però individuiamo delle politiche che ci interessano come potenziali aggregazioni con gli altri Comuni. Il fatto di pensare che Rovigo capoluogo vuol dire anche assorbimento, ma vuol dire anche prospettiva di unione con altri Comuni, la coltiviamo e la portiamo avanti, o la lasciamo una questione morta?
Il capoluogo vuol dire anche questo, la crescita di Rovigo con alcuni Comuni almeno limitrofi del circondario, che possono in questa prospettiva essere interessati a mettersi con Rovigo; non deve essere un assorbimento, ma deve essere una prospettiva di crescita, perché la comunità ha interesse a questo.
Quindi costruzione di politiche di aggregazione nei confronti delle altre realtà comunali, dell’intero territorio provinciale, perché su tutti i temi possiamo dire la nostra, ma non dando l’impressione che ci sia un Sindaco che non decide. Senta la sua maggioranza, trovatevi di notte, di mattina, la domenica, ma provate a trovare delle soluzioni e delle risposte, perché su queste tematiche serve chiarezza e serve capacità di decisione. Non si può dormire.
Io mi fermo qui, perché credo non ci sia spazio per emendare un programma che è stato presentato come tale, però le motivazioni per cui l’abbiamo letto attentamente, abbiamo cercato di individuare degli aspetti positivi, non ci sono, perché manca questa prospettiva politica del ruolo di Rovigo, per essere in sintesi, e questo lo si può assumere o fare con altre azioni, ma però serve la capacità di decidere.
Dopo ci saranno altri momenti, ma questa capacita di decidere e di analisi serve, perché altrimenti il nuovo che potete rappresentare come tale per il mandato che avete ricevuto rischierebbe o rischierà di essere vanificato. Grazie.