Persona · attività documentata

Massimo Nicoli

Ruoli e interventi ricavati dai verbali ufficiali già acquisiti da Lente Civica.

Interventi documentati
22
Sedute con interventi
2
Interventi con video
0

Ruoli documentati

Come indicati nelle fonti acquisite.

Presidente di EcoambienteOsservato il 29 ottobre 20131 osservazione documentali
Presidente EcoambienteOsservato il 29 ottobre 20131 osservazione documentali
Presidente Ecoambiente SpAOsservato il 29 ottobre 20131 osservazione documentali
Direttore ASM SET SrlOsservato il 8 novembre 20161 osservazione documentali

Attività nei verbali acquisiti

Prima gli interventi tematici, poi quelli procedurali, sempre consultabili. Testo, punto ODG, pagine e video quando esplicitamente autorizzato alla pubblicazione.

8 novembre 2016

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

4 interventi
Intervento n. 115
Pagine 39–40
Punto 2

Relazione del Presidente di ASM SET S.r.l., Sig.ra Folchini Cristina - Discussione

Direttore ASM SET Srl

Leggi intervento

Buongiorno a tutti. Relativamente alle auto, trattasi di un benefit aziendale. Vi porto via due minuti per dirvi che un’azienda che fa i numeri che fa con dieci dipendenti, perchè di questo parliamo, è motivo di osservazione da parte di molti.

Ieri ero a una riunione con il Presidente di AGSM di Verona, e mi ha detto “Ma come cavolo fate ad avere 37.000 clienti con dieci dipendenti?”. Tra l’altro, come diceva il Presidente prima, tra questi dipendenti, alla mattina prendono la macchinina e vanno ad aprirsi gli sportelli periferici.

Quindi che sia uno scandalo o no, io credo che i lavoratori, indipendentemente dal quadro di riferimento, e quindi dalla graduatoria professionale, abbiano il diritto di avere una posizione retributiva adeguata all’attività che fanno. Quindi rispetto allo scandalo, io non mi sento scandalizzato dall’aver messo a disposizione un benefit e i 400 euro al mese che spende l’azienda, vi posso garantire che altrettanto spende il dipendente.

Quindi è una consuetudine aziendale dare al Direttore Generale e ai quadri - questo non solo da noi ma anche all’interno del gruppo ASCO PIAVE, un mezzo per potersi muovere. Tenuto conto che di due quadri, uno è il responsabile commerciale e l’altro invece è il responsabile dello sportello e addetto alla Direzione. Per quanto riguarda il titolo di studio, se voi prendete il contratto, al titolo quadro si evince che bisogna avere la laurea.

Questo nel momento in cui si tratta di una nuova assunzione, cioè se domani mattina la società dovesse pensare di prendere un quadro, automaticamente si chiederebbe come requisito la laurea. Nel nostro caso, e questo vorrei un aiuto che purtroppo nessuno di voi è in grado di darmi perché non fate sindacato, però non esiste che se uno ha un livello inferiore, per esempio un titolo di studio di scuola media superiore, non possa addirittura fare anche il Dirigente.

Quindi il contratto stabilisce un obbligo di assunzione attraverso la figura in quel caso specifico della laurea; nel nostro caso, se uno ha dimostrato capacità professionali adeguate, ha diritto ad avere un livello, in questo caso il quadro, indipendentemente dalla formazione professionale. Questo è un po’ quello che succede, non da noi, ma in tutte le aziende private che hanno delle regole contrattuali abbastanza rigide.

Credo di poter dire che tutti i dipendenti di ASM SET, tutti, al di là del contratto di lavoro, hanno un’adeguata remunerazione per il fatto stesso che sono il cuore pulsante della società; cioè la disponibilità data da tutti i dipendenti, da tutti, per riuscire ad avere questi numeri, è la dimostrazione che siamo riusciti a fare un ottimo lavoro in funzione di un’attività che vede nel nostro settore all’incirca 36 aziende che tutti i giorni bombardano anche voi stessi per portarci via i clienti.

Quindi non mi sento di denigrare né il livello per il quale hanno avuto il titolo per averlo, tenuto conto che uno dei due forse potrebbe prestare una laurea al suo collega visto che ne ha due - adesso sto scherzando ovviamente - quindi i due quadri, uno è laureato e lo era ancora prima di essere assunto; mentre l’altro so che sta facendo un percorso professionale, e quindi mi auguro per lui che possa anche arrivare alla laurea, comunque non è vincolante l’assunzione o comunque il percorso formativo, perché il signor Andretto è stato assunto a un livello più basso, poi ha assunto dei ruoli importanti all’interno dell’azienda, è cresciuto e quindi ha avuto il riconoscimento per il quale lavorava.

Non so se sono stato esaustivo, però sono qui.

Intervento n. 122
Pagine 41–43
Punto 2

Relazione del Presidente di ASM SET S.r.l., Sig.ra Folchini Cristina - Discussione

Direttore ASM SET Srl

Leggi intervento

Non so se riesco a spiegarmi, faccio il possibile. L’evoluzione del mercato del gas metano e dell’energia elettrica in questi ultimi anni è stato quanto mai particolare, nel senso che prima c’era un unico fornitore, che si chiamava ENI, che faceva dei contratti cosiddetto take or pay, cioè contratti di lunga durata, e sostanzialmente questo tipo di contratti erano molto onerosi, perché bisognava garantire al sistema Italia la garanzia di avere il gas.

In quel contempo, parlo agli inizi degli anni 2000, lo stesso Scaroni, allora ex Presidente dell’ENI, fece un’interpellanza in Parlamento dicendo “Scusatemi un attimo, voi Stato chiedete a me di garantire 90 miliardi di metri cubi di fornitura per l’intera Italia.

Nel frattempo ci sono i cosiddetti player, cioè i grossisti, che vanno a ricercare le condizioni economiche diverse e sto perdendo il rapporto con i miei clienti, quindi con le società di vendita, perché vanno a marginare un’attività completamente diversa”. Noi non ci attestiamo, per capirci, sull’osservatorio di Confindustria. Valutiamo e monitoriamo ogni anno la miglior soluzione economica per l’acquisto del gas.

Mi spiego meglio. Quando sono arrivato io in ASM SET, parlavamo delle giornate intere a cavalo di agosto e settembre, perché voi sapete che per noi esiste l’anno termico, come tutta Italia, che va da ottobre a settembre. E quindi in quel contesto, in quel periodo, cosa facevamo?

Tentavamo di trovare la fornitura migliore ai prezzi migliori. Detto così sembra una stupidaggine, però vi posso garantire che il mio collega che segue prettamente questa partita, che chiaramente ha un confronto continuo su questa materia, ci trovavamo di fronte alle necessità di dovere contrattualizzare subito. Spiego meglio ancora.

La fornitura del gas, se ci fa una quotazione il fornitore Edison, fino all’anno scorso era Edison, dalle dieci della mattina alla cinque del pomeriggio ci danno un prezzo; se sottoscriviamo in quell’istante lì, in quella giornata lì, bene, altrimenti il giorno dopo cambia il prezzo. Potrebbe essere più alto o più basso. Quindi c’è stata un’evoluzione enorme nel settore.

Non dimentichiamoci che da tre anni a questa parte non c'è più freddo, perché purtroppo giustamente è meglio per le famiglie ma per noi diventa un problema anche nella predisposizione dei budget, e quindi questo minor freddo ha avuto, una volta già posseduta la capacità per trasmettere il gas cosiddetto completo a tutta l'Italia, possono esserci dei momenti in cui c'è un surplus di gas.

E allora bisogna avere la forza, noi siamo piccoli, tenga conto che il nostro potere è limitato a 60 milioni di metri cubi, i nostri competitor comperano 2, 3, 4, 5 miliardi di metri cubi, quindi attestarci in una posizione vantaggiosa non è semplice, però la dimostrazione che quest’anno per la prima volta abbiamo abbandonato il vecchio fornitore e abbiamo scelto un nuovo fornitore, è perché ci ha messo nelle condizioni di costruire un rapporto contrattuale, a parte trasparente, ma soprattutto di darci garanzia di prezzo.

Il prezzo che spesso diamo ai nostri clienti finali è dettato dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas. Se vi ricordate ogni tre mesi in un banner di Rai 2 c'è scritto “E’ aumentata o diminuita l’energia elettrica, è aumentato o diminuito il gas”. Questo prezzo è relativo esclusivamente ai cosiddetti clienti di vecchia data, cioè quelli che hanno il tutelato, cioè nel momento in cui si passa al libero mercato, ormai lo siamo a tutti gli effetti, il prezzo di contrattazione è libero.

Quindi potrei farle sottoscrivere, per esempio a lei Consigliera, un contratto da 500 euro a metro cubo, cosa che chiaramente non è nelle condizioni economiche di poterlo fare, però l’unico vincolo che è rimasto e che finirà il 1° gennaio 2018, cioè la garanzia della fornitura per i cosiddetti vecchi contrati. Se un nostro cliente civile, o soprattutto famiglia, ha un contratto datato del 1980, 1990, è ancora nel regime di tutela.

In questo momento proprio in questi giorni si sta mandando a tutte le famiglie una lettera in cui gli scriviamo come devono fare per non trovarsi spiazzati nel meccanismo della fatturazione. Voi sapete che noi fatturiamo ai nostri clienti una rata cosiddetta costante per chi lo vuole, cioè possiamo pagare la stessa cifra destate che d’inverno. Adesso non si può più perché l’Autorità ha previsto che non si può più.

Quindi il prezzo del gas viene gestito in maniera scientifica, facendosi fare delle offerte e sentendo come gira un po’ il mondo del nostro settore, chiaramente acquistarlo nel periodo estivo ha un prezzo, oggi ha un prezzo completamente diverso. Se domani mattina troviamo una fornitura per un’impresa, per un’azienda, il prezzo di acquisto oggi è nettamente superiore di quasi 0,5 euro/cent rispetto al prezzo che avremmo potuto chiudere a maggio, tanto per darle degli esempi.

L’altra considerazione è che noi abbiamo un contratto cosiddetto binario, e cioè se aumenta il prezzo al cliente finale, aumenta anche il nostro prezzo; se diminuisce il prezzo al cliente finale, diminuisce anche il nostro prezzo di acquisto. Questo per il 95% dell’acquisto.

Un altro 5% invece è cosiddetto a prezzo fisso, e cioè acquistiamo una quota parte dei volumi e tentiamo di posizionarli a libero mercato, cioè ai clienti finali, dando soprattutto alle medie imprese, alle piccole imprese, un prezzo che rimane inalterato per la durata contrattuale, cioè per un anno. Questo è un po’ come funziona, non so se sono riuscito, mi scuso anche se non sono riuscito a spiegarmi bene, di come funziona il meccanismo del gas, però è un meccanismo particolare.

Tanto per dirvi, mentre prima perdevamo il tempo in agosto o in settembre per chiudere i contratti, adesso il tempo è completamente anticipato, cioè andiamo a discutere dell’acquisto del contratto di fornitura ad aprile, proprio perché è cambiato il mondo relativo agli operatori, gli shipper in particolare, e le società grossiste che acquistano il gas dove trovano la miglior condizione.

Tenete conto che il gas in Italia arriva da tre parti: arriva o dall’asse dell’Austria, quindi attraverso la Russia; una fettina arriva dall’Olanda, una parte piccola arriva dalla Tunisia, e poi abbiamo il gnl che arriva qui al lago di Edison, che però quello non tocca più di tanto perché è nato sostanzialmente - sono 8 miliardi di metri cubi - per soddisfare le esigenze di Edison per la produzione di energia attraverso l’attività di realizzazione di impianti che producono energia, quindi il loro fabbisogno è di circa 6 miliardi di metri cubi.

Quindi la marginalità nostra di acquisto è legata a piccole cose. Questo è un po’ quello che facciamo. Ripeto, se voi andate a vedervi i bilanci nostri del 2010, a fronte di un valore della produzione di 39 milioni, adesso ne abbiamo nel 2015 a bilancio 28 milioni, quindi 10 milioni in meno di valore della produzione; l’utile netto è stato di 1.900.000 e l’anno scorso è stato di 1.700.000.

Quindi, nonostante aver perso 10 milioni di fatturato, abbiamo garantito la marginalità in funzione di questi ragionamenti. Siamo cresciuti di 5.000 clienti rispetto al 2010, e siamo cresciuto ovviamente nella possibilità di acquistare il gas a condizioni economiche vantaggiose. Non so se sono stato chiaro.

Intervento n. 136
Pagine 46–48
Punto 2

Relazione del Presidente di ASM SET S.r.l., Sig.ra Folchini Cristina - Discussione

Direttore ASM SET Srl

Leggi intervento

Non sarei venuto volentieri in questo Consiglio Comunale se non fosse uscita la famosa questione delle sponsorizzazioni. Sto scherzando per dire che, dicendo testualmente quanto ha riportato un mio vecchio Presidente, che ASM SET non è un bancomat, mentre molti sono abituati a chiedere alla società, a prescindere dal progetto, un aiuto.

La valutazione fatta da questo Consiglio di Amministrazione è intanto protocollare tutte le richieste e soprattutto, scusatemi, ma facciamo noi la nostra parte, chiedere che cosa ci danno in cambio, estremizzo. Perché abbiamo sponsorizzato con 1.000 euro, quindi non parliamo di cifre straordinarie, il Rugby Frassinelle?

Perché hanno circa 126 bambini che giocano a mini rugby, e allora abbiamo detto in modo molto semplicemente “Noi ti diamo volentieri questo importo, però mettici nelle condizioni di vedere se riusciamo a fare clienti”. Il nostro obiettivo è fare clienti. Perché quest’anno abbiamo dato i soldi al Calcio Rovigo?

Perché stiamo trattando, possibilmente speriamo di arrivare in fondo, per tentare di portarci a casa delle forniture importanti dal proprietario del Calcio Rovigo. Quindi non sono soldi buttati a mare. Sono soldi dettati da una volontà specifica di questo Consiglio che in parte sono, come vi ho appena detto, un “do ut des”, che non vuol dire obbligatoriamente sottoscrivere i contratti ma metterci nelle condizioni di spiegare quali sono le nostre offerte, e altri casi sono prettamente legati al sociale.

Se vi ricordate una vecchia conferenza stampa del mio Presidente, abbiamo dato 5.000 euro al teatro sociale quest’anno perché abbiamo pensato che la cultura, come lo sport, come altre iniziative siano lodevoli di manifestazioni di volontà. E’ chiaro che questo contributo ha fatto sì di prevedere che i nostri clienti, come vi dicevo prima attraverso un sistema di comunicazione, possono avere una scontistica.

Chiuderemo fra non molto, penso la prossima settimana, un accordo anche con la mostra che c'è a Palazzo Roverella e anche in quel caso probabilmente non daremo neanche un euro, ma la condizione è che i nostri clienti possano avere una scontistica per andare a vedersi la mostra. Quindi per dare un po’ di numeri, dei 170.000 euro, una parte da leone le fanno le nostre campagne.

Voi sapete che ogni anno noi facciamo tre o quattro campagne, manifesti, web, e abbiamo speso oltre 60.000 euro di queste attività, quindi quando abbiamo lanciato alcune iniziative che vedete sparse in giro per Rovigo e Provincia, fate conto che ogni campagna, per quanto si spenda poco, costa 15.000 euro, perché dobbiamo pagare le tasse come tutti, e quindi la parte cartellonistica, e quindi i costi vivi sono questi qua.

Un’altra parte sono finiti per la prima volta nel settore cosiddetto del web marketing, quindi abbiamo sviluppato un’attività di opportunità perché è un settore in cui non eravamo presenti, e altre iniziative. Al Rugby Rovigo, vi dico la cifra, sono 50.000 euro, che possono essere tantissimi, possono essere pochi, ma è stata una scelta, che finalmente vi dico perché ho letto sui giornali che erano addirittura 70.000, 100.000. Non è vero.

Questa è la cifra che abbiamo messo a disposizione.

E poi ci sono, racchiudendo un po’ per gli altri sport, altri sport intendo la Bange, quando esisteva, adesso non c’è più, però all’inizio dell’anno c’era; la Half Marathon, sapete che ogni anno si corre e si fa un’iniziativa, ma dell’Half Marathon sto parlando di 500 euro, non sto parlando di migliaia di euro; poi abbiamo sponsorizzato una serie di altre iniziative, il Rugby Frassinelle, la “Corri X Rovigo”, che è un’iniziativa che tutti i giovedì vede impegnati i ragazzi in giro per sgranchirsi un po’ le gambe, lo Skating Club, la Rhodigium Basket, il Baseball, l’ASD Grignano, il Circolo Tennis di Rovigo, il Bosaro, e per la prima volta è entrata una società che si “Ferrara nel Cuore” che fa pallavolo, perché siamo entrati a Ferrara sperando di portarci a casa i clienti.

Poi se volete il dettaglio, se volete venire quando volete in ufficio, io ve lo do tutto, ma ve lo do in modo informale, perché non è vero che noi dobbiamo rendervi conto delle spese che facciamo. E’ giusto che ci sia una procedura che il Consiglio di Amministrazione adotta per definire come fare queste spese, però ripeto, il grosso della spesa è dettata dalle esigenze commerciali, cioè per spingere un prodotto dobbiamo lanciarlo.

Avete visto anche sul canone Rai che abbiamo avuto un successo straordinario, enorme, perché siamo cresciuti di oltre 500 clienti, ma ci è costato un bel po’ di comunicazione, marketing e pubblicità. Quindi dai 170.000, lo ripeto, una grossa fetta è legata alle attività di una società commerciale, che è normale che investa nel proprio territorio delle opportunità. Questo se sono stato esaustivo.

L’unica cosa di cui non è stata domanda ma do io la risposta, mentre abbiamo - e l’ha detto prima il Presidente - un intercompany cosiddetto passivo, cioè sono i costi che sostiene l’azienda presso ASCO PIAVE per una serie di attività, abbiamo anche un intercompany attivo. Quest’anno avevamo ipotizzato di marginare circa 80.000 euro, e probabilmente ci arriviamo. Praticamente noi svolgiamo delle attività per l’intero gruppo.

La gestione del credito, se un condominio di Treviso piuttosto che uno di Bergamo, la gestiamo noi da Rovigo la partita.

Quindi ci sono una serie di parametri, chiaramente da aggiustare, da bisticciare, perché si tratta anche di questo, però sostanzialmente abbiamo un dato negativo che è il costo che sosteniamo, il gestionale per un’azienda come la nostra non saremmo in grado di comperarcelo da solo perché costerebbe delle cifre folli, mentre attraverso l’acquisto fatto da ASCO PIAVE, lo spalma per tutte le sue società e, in funzione dei clienti, ci fa pagare una quota.

Abbiamo degli altri costi, legittimi, che sono legati al call center, al contact center, cioè attività specifiche di un’azienda che deve essere nel mercato e deve tentare, facendosi su le maniche tutti i giorni, di non perdere clienti e di acquisirne di nuovi. Questo è un po’ il senso logico della nostra attività. Quindi non ci sono marchette o sponsorizzazioni per amici miei o del Presidente, estremizzo perché così ci capiamo.

Sono alla luce del sole con dei principi fondanti che sono: ti faccio l’opportunità di, a meno ché... sempre che ci possa essere l’opportunità di ricevere in cambio qualche cosa. Non sempre ci riusciamo, a volte probabilmente anche per colpa nostra, a volte invece abbiamo delle ottime soddisfazioni, perché è capitato che, fornendo una sponsorizzazione a una società, abbiamo ristorato magari dieci o venti contratti, che per noi sono la linfa, perché senza clienti l’azienda non esisterebbe.

Intervento n. 143
Pagina 49
Punto 2

Relazione del Presidente di ASM SET S.r.l., Sig.ra Folchini Cristina - Discussione

Direttore ASM SET Srl

Leggi intervento

Sì.

29 ottobre 2013

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

18 interventi
Intervento n. 19
Pagine 8–15
Punto 1

Relazione del Presidente di Ecoambiente Spa, Massimo Nicoli - Discussione

Presidente Ecoambiente SpA

Leggi intervento

Buonasera a tutti e buonasera ai Consiglieri. Andrò abbastanza veloce per permettere poi ai Consiglieri, ovviamente e giustamente, di fare le domande di approfondimento o quello che riterranno, insomma.

Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 29 Ottobre 2013 9 Presentiamo un po’ l’Azienda che, com’è stato anticipato dall’Assessore, è la sommatoria di due aziende, tenuto conto che il processo di fusione era in capo, in itinere ormai da direi quasi 10 anni, e si è arrivati a definire ormai l’operazione, come ben sapete, portando alla creazione di questa nuova realtà, che tra l’altro è esattamente in linea con i dettami del nuovo Piano Regionale dei rifiuti, che individua ed ha vocato a se gli ambiti territoriali, suddividendoli in aree, sostanzialmente per essere un po’… e senza entrare nello specifico, e la nostra area di riferimento, l’ambito ottimale della raccolta di rifiuti coincide esattamente con la Provincia di Rovigo.

Quindi siamo portatori in primis di un’operazione di gestione integrata dei rifiuti all’interno della realtà, coincidente con l’ambito territoriale, e questo permette di evitare tutta una serie di problemi che altre aziende pubbliche nel territorio Veneto cominciano ad avere, perché si accavallano nella gestione di questo tipo di intervento. L’azienda ha 267 dipendenti.

Di questi 267 sono tutti a tempo indeterminato, ha una sede direzionale, 5 basi operative, non c’è un errore ma a Rovigo sono due, nel senso che c’è la vecchia, cosiddetta vecchia che poi vecchia non è, sede della ex ASM Divisione ambiente dove attualmente c’è l’Eco Centro, ed avevamo una sede in affitto in condizioni… non uso termini per evitare problemi, comunque non era sicuramente a norma, ed è di questi giorni la volontà e l’operatività di avere acquisito un immobile che quindi razionalizza, come vedremo poi successivamente, l’attività della società; poi ce n’è uno ad Adria ed uno a Porto Viro.

Questa è un po’ la sintesi delle fasi operative. Gestiamo l’impianto di separazione di Sarzano, in cui riusciamo anche… ottimizzando una serie di servizi, anche a produrre combustibile da rifiuto; abbiamo 13 Eco Centri in gestione, 151 automezzi, 35 milioni di fatturato e sostanzialmente ci occupiamo di attività di spazzamento, raccolta e trasporto.

Due secondi per evidenziare che la sede direzionale oggi costa sostanzialmente € 100.000 circa di affitto, i 13 Eco centri… l’impianto di separazione di Sarzano, essendo in gestione, con la fusione che speriamo avvenga quanto prima all’interno del Consorzio, ci vedrà anche lì ottenere delle economie, perché attualmente paghiamo un canone di concessione al Consorzio per 200 circa mila euro; oltre ai 13 Eco centri in gestione ce ne sono alcuni che sono comunali, cioè di proprietà e gestiti dai Comuni, me ne viene in mente uno, Crespino, ma ce ne sono degli altri, però ci siamo anche accorti che ci sono delle aree scoperte, per esempio nelle vicinanze di Trecenta, Trecenta compresa, non c’è nessun Eco centro.

Non è assolutamente intenzione di questa società fare 50 Eco centri, sarebbe un errore e quindi stiamo lavorando per ottimizzare quelli che ci sono, per razionalizzarli e perché diventino degli Eco centri sovracomunali, nel senso che un Comune ospita un eco centro ma con contratti che poi gestiranno tra i vari Comuni e saranno a servizio anche dei cittadini limitrofi, altrimenti non potranno accedere.

E questo poi si riverbera nell’abbandono dei rifiuti che spesso vedete in giro abbandonati dappertutto sostanzialmente. Di questi 151 mezzi abbiamo un parco mezzi, soprattutto ex Ecogest, molto vecchio per non dire troppo vecchio, e anche qui ovviamente bisogna tener conto dell’equilibrio finanziario, però la situazione è questa; il fatturato è dato sostanzialmente dalla stragrande maggioranza della gestione del servizio dei rifiuti stessi.

Una parte di questo fatturato, in parte ovviamente minimale, è dato da un’attività commerciale che faceva ASM e questa attività commerciale la ribaltiamo ovviamente per ridurre i costi complessivi a carico poi dei vari comuni, però è una delle strade da perseguire non appena avremo la possibilità di ragionare direttamente con l’altra società Polaris, a cui daremo loro la gestione commerciale, perché di là è legittimo fare utile, a differenza di noi, a cui hanno detto sostanzialmente di non andare oltre quella che è la nostra missione, quella di gestire al meglio l’attività che c’è stata data.

Il Piano Industriale 2013-2015: che cosa abbiamo fatto e cosa stiamo facendo sostanzialmente?

Abbiamo fatto due operazioni non dico straordinarie, perché se parliamo di un’azienda per quanto mi riguarda sono operazioni ordinarie, e cioè abbiamo preparato, discusso, approfondito e poi anche avuto l’okay dall’Assemblea, abbiamo preparato un piano industriale in cui si danno le linee guida e si tracciano gli obiettivi di questa Azienda da qui al 2015, e abbiamo già iniziato a fare una serie di Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 29 Ottobre 2013 10 interventi del miglioramento dei servizi.

Siamo ripartiti incrementando ulteriormente l’ingresso della società nell’educazione ambientale, abbiamo raggiunto ormai 70 scuole con 1300 bambini che verranno formati, nel senso buono del termine, all’educazione ambientale, ma stiamo parlando di oggi, speriamo di aggiungere altre classi e coinvolgere anche altri bambini su questo tipo di intervento.

Abbiamo messo in piedi un call center che sembra una cosa strana, poi vi spiegherò il perché dell’importanza di questo strumento che è ormai consolidato da un po’ di tempo; stiamo gestendo e progredendo verso la progettazione della raccolta differenziata, perché è uno dei punti cardini della nostra attività; ovviamente lavoriamo e cerchiamo di raggiungere anche aree non totalmente coperte, per esempio dagli eco centri, con l’attività di eco camion, e abbiamo iniziato da subito e abbiamo monitorato brillantemente un’attività fatta a Rosolina Mare, che ha visto incrementare, per non dire quadruplicare, la raccolta differenziata rispetto all’anno precedente, intervenendo in un sistema completamente diverso.

Quindi è motivo di vanto non nostro ma di soddisfazione da parte in questo caso del Comune e dei turisti che hanno visto un servizio qualitativo decisamente consono di una realtà come quella nostra.

Rispetto ai meccanismi tradizionali in cui si avvaleva Ecogest, abbiamo ovviamente lavorato su un budget previsionale, previsionale perché i numeri… il consuntivo lo faremo alla fine di quest’esercizio, e quindi abbiamo sostanzialmente iniziato a lavorare con la contabilità analitica, applicando il cosiddetto DPR 158 che, per chi non conosce la materia, non è altro che l’esatta puntualità di costo del servizio che viene richiesto.

Vi faccio un esempio: se uno vuole una persona per spazzare la strada con la scopa ha un costo, se uno vuole una persona con un mezzo ne ha un altro, e quindi a seconda della tipologia del servizio che si andava a fornire si è applicato questo DPR che ha avuto ovviamente delle ripercussioni positive e negative.

Mi spiego meglio e poi lo vedremo, anche se è una cosa veloce da dire, però è fondamentale, perché così tagliamo un po’ quello che si sente in giro che questa società ha creato dei costi in più rispetto alla gestione precedente, cosa non vera! Comunque per ogni Comune abbiamo applicato questo meccanismo, quindi compreso il Comune di Rovigo, il che significa che abbiamo contabilizzato analiticamente per ogni Comune che cosa deve spendere per il doppio servizio.

La sommatoria del costo aziendale, quindi il costo industriale nostro di Ecoambiente che fa il servizio, oggi non è superiore rispetto alla sommatoria dei precedenti, addirittura abbiamo assorbito, che potevamo invece ed era legittimo farlo, ma non l’abbiamo fatto per una scelta non solo aziendale ma anche per una stretta e diretta collaborazione che abbiamo con i soci, non abbiamo incrementato dell’Istat, e l’Istat, che piaccia o meno, sono comunque € 700.000 che abbiamo evitato di spalmare poi sulle tasche delle famiglie e poi delle imprese.

Quindi ad oggi, partendo dal presupposto che abbiamo avuto non un indirizzo ma una netta e precisa indicazione da parte dei soci di non marginare come azienda, e quindi andare in equilibrio, quindi tutto quello che si guadagna sostanzialmente non lo dobbiamo vedere a bilancio, lo dobbiamo rigenerare attraverso una riduzione dei costi a carico poi della collettività.

Quindi oggi l’effetto della fusione, poi entreremo nel merito specifico del Comune di Rovigo, comunque oggi non abbiamo avuto incrementi per circa € 700.000. Andando veloce. Sulle strategie in atto abbiamo dovuto ovviamente riorganizzare l’azienda, e quando si fondono due aziende con due sistemi anche diversi di lavoro, è stato un lavoro ed è un lavoro ancora in itinere, cioè non è concluso.

Quindi intanto come primo atto, ma era quello minimale da fare, era fare un’unica sede e non averne più due, quindi con due costi da sostenere che erano assurdi; abbiamo informatizzato tutta l’azienda perché avevamo dei centri esterni al Comune di Rovigo, per esempio a Porto Viro dove non c’era neanche l’ADSL, per portare un documento partiva uno dagli uffici, cose che insomma sembrano non vere ma purtroppo erano tali.

Abbiamo portato il protocollo informatico che in Ecogest non insisteva, abbiamo riorganizzato la questione degli approvvigionamenti, abbiamo inserito il codice etico in base alla 231 e poi abbiamo riorganizzato tutti i contratti aziendali, che erano in capo prima in parte in ASM Ambiente ed in parte in Ecogest, e abbiamo dovuto trovare, ovviamente questo è lavoro fatto dal Direttore Generale Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 29 Ottobre 2013 11 con le organizzazioni sindacali, la modularità di contratti che a volte non erano esattamente simili.

Quindi anche questo lavoro qua ha impegnato notevolmente l’azienda. Per quanto riguarda la certificazione ambientale, scusate, la certificazione di servizi, oltre ad avere implementato l’ISO 9000 e l’ISO 14000, le OHSAS 18000, è un lavoro che sembra così, detto così in due secondi, un lavoro secondario ma è un lavoro che vi posso garantire è decisamente importante e pesante che ha impegnato la struttura aziendale. In particolare cos’è successo nel 2013?

Ad esempio sulla gestione che prima era affidata, veniva fatta dal Consorzio Rifiuti, abbiamo fatto noi invece la gara per portare l’umido che raccogliamo e il verde, abbiamo gestito noi la gara in questo senso ed abbiamo già risparmiato € 200.000 dei € 35 circa attuali, cioè precedenti che spendevano a tonnellata per portarlo negli impianti dedicati, abbiamo fatto una gara e siamo arrivati a € 29 a tonnellata, tanto per darvi un elemento. Nel 2014 che cosa vorremo fare?

E vedremo poi di fare gli atti conseguenti, che vuol dire poi rapportarsi con il Consorzio per poi rapportarsi con i Comuni, abbiamo visto che ci sono delle sacche di economia o di diseconomia, quindi ci sono degli interventi che potrebbero portare ad una riduzione non di poco conto di circa un milione e mezzo di euro, da che cosa?

Sostanzialmente da una rivisitazione di come viene gestito oggi il secco esterno al Comune di Rovigo, stiamo parlando di circa 800/850 mila euro di minor costo aziendale e quindi vuol dire ribaltamento minore rispetto ai Comuni. Per esempio i servizi estivi, che in alcuni casi sono superflui, faccio un esempio: se raccogliamo tre volte in una settimana l’umido, ma lo raccogliamo due, non è che cambino i numeri.

Cioè i numeri dell’umido raccolto sono sempre quelli, quindi è un impatto economico che non ha senso, l’abbiamo già condiviso con alcuni Comuni e questo non ha creato nessun tipo di problema.

Venivano consegnati da parte di Ecogest i sacchetti per la raccolta dell’umido, da quest’anno, per quanto mi riguarda sarei esattamente all’opposto, cioè non diamo più niente, perché tutti vanno a fare la spesa e i sacchetti vanno benissimo per conferire l’umido, e stiamo parlando di € 220.000, quindi stiamo parlando di numeri importanti. Lo stesso dicasi per il secco riducendo e riorganizzando il servizio, stiamo parlando di altre € 100.000.

Quindi sostanzialmente vi sto dando dei numeri di minor costo per un milione e mezzo che non vanno ad impattare su chissà quale tipo di intervento, importante è razionalizzare le cose e portare a compimento l’obiettivo che è quello ambiziosissimo, difficile da raggiungere e forse impossibile, che è dettato dai soci, di tentare di arrivare ad una riduzione complessiva di circa il 10%, che vuol dire oltre € 3 milioni, cosa di non poco conto.

Vado veloce, scusatemi ma… La cosa che ci ha visto particolarmente impegnati, posso dire senza essere smentito, di giorno, di notte e anche di sabato e domenica, sono state le attività straordinarie. In buona sostanza abbiamo dovuto, per ovvi motivi, riprendere in mano la questione e guardare un po’ cosa c’era dentro in Ecogest.

Per esempio, e di questo non ho dubbi, sono in una pubblica assemblea e quindi non ho problemi a dichiararlo, avevamo i bidoni della raccolta del vetro, non per Rovigo ma per i Comuni esterni, che non erano a norma, questo è un impatto di 88.000 bidoni che ci vede impegnati per € 1.600.000 di costi, d’altronde non si può lavorare se non si è a norma, non solo perché siamo pubblici al 1000%, ma a prescindere è un impegno nostro formale, e poi vedremo dove entrare nel merito della sicurezza e qualità.

Avevamo due contratti di lavoro a tempo determinato e non li abbiamo più prorogati; avevamo quattro contratti Co.co.pro, due a Porto Viro, e due a Porto Tolle, a cui non abbiamo più dato corso; gli stagionali, anche per i motivi che ben sapete di blocco delle assunzioni da parte della pubblica amministrazione, a cui siamo soggetti, da 47 stagionali quest’anno siamo arrivati a 21 per sostituire le persone che ovviamente d’estate vanno in ferie.

Dopodiché abbiamo fatto un lavoro e stiamo facendo un lavoro straordinario sulla formazione del personale, soprattutto in termini di sicurezza, e poi abbiamo dovuto mettere a norma tutti gli impianti, compresa tutta la partita legata alla questione della dotazione di sicurezza che era un po’ carente, ed anche qui ha impegnato finanziariamente ed economicamente la società.

Per quanto riguarda la qualità, ecco perché mi riprendo dalla questione del call center, prima purtroppo, ma non per colpa della società, c’era un’unica persona che rispondeva al telefono, voi mi Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 29 Ottobre 2013 12 insegnate che se c’è un disservizio le concentrazioni telefoniche sono alla mattina e in modo particolare in un paio d’ore, quindi una persona sola non può reggere il flusso di richieste che vengono concentrate in così poco tempo.

Abbiamo consolidato l’attività con un call center che ci permette sostanzialmente tre cose, la prima di avere un’apertura al pubblico cosiddetta, il numero ovviamente è gratuito ed è un numero verde, dalle 8 della mattina alle 20 di sera, dal lunedì al venerdì e dalle 8 alle 13, quindi abbiamo straduplicato il numero delle ore a disposizione dei cittadini. Questo però ci ha permesso di fare che cosa?

Di avere la puntualità degli eventuali problemi che nascono nel territorio, cioè un disservizio, la non raccolta di un sacchetto, qualsiasi tipo di segnalazione; questo lo facciamo attraverso un codice ed un programma che viene garantito a mezzogiorno quei disservizi fatti alla mattina, ed entro le 20 della sera nel telefonino del Direttore Generale arrivano puntualmente… a mezzogiorno, e quindi se arrivano a mezzogiorno si interviene nel pomeriggio immediatamente presente nello stesso giorno, se arrivano entro le 20 di sera il giorno dopo si interviene per eventuali disservizi o anche solo richieste particolari.

Quindi questo tipo di attività ci sta mettendo nelle condizioni di avere la qualità certificata e di garantire di entrare nel merito poi di eventuali disservizi, perché spesso non potevamo neanche saperlo, perché chiunque era legittimato a rivolgersi a chiunque, qualcuno si rivolgeva ai vari sindaci piuttosto che ai dipendenti dei Comuni limitrofi, comunque c’era un po’ di confusione. Quindi questo è anche un po’ l’aspetto della qualità.

Per quanto riguarda l’altra cosa che abbiamo fatto e che c’ha portato via ore, ore e ore e ore di lavoro, l’attività fatta prima da Ecogest prevedeva 49 contratti, escluso ovviamente quello di Rovigo, di questi contratti ogni Comune aveva il suo contratto di affidamento del servizio, spesso non era fotografabile lo stesso contratto con un altro Comune e quindi abbiamo dovuto riprendere in mano tutti questi contratti che avevano una natura diversa rispetto a quanto vi ho anticipato prima, erano sostanzialmente contratti cosiddetti commerciali.

Tento di spiegarmi, e dopo se non riesco a spiegarmi vi chiedo scusa ma sono qua per chiarire. Il Comune di Costa, non è il caso ma lo cito solo perché è il primo che mi è venuto in mente, aveva un contratto di servizio in cui si faceva appunto questo servizio e lui pagava alla fine dell’anno il rendiconto più l’Istat, e si andava avanti con questo sistema dell’Istat, ma l’Istat non era neanche tra l’altro di settore, cioè era un Istat calcolata su un contratto cosiddetto commerciale.

All’applicazione invece del DPR, come abbiamo fatto noi, quindi sulla puntualità del costo relativo allo specifico servizio, ha riorganizzato e rimodulato tutti i contratti in essere. 27 di questi 49 contratti sono scaduti, quindi sono da rifare e quindi il lavoro che è stato fatto ed è da fare è quello di tentare di uniformare contrattualmente i singoli Comuni, tenuto conto delle specificità che un’amministrazione rispetto ad un’altra può avere.

Voglio dire, se un Comune vuole che venga spazzata la strada due volte piuttosto che tre, è evidente che c’è una differenza contrattuale, ma il meccanismo contrattuale deve essere quello, altrimenti si rischia, come è capitato, ed è motivo per cui qualche Comune se l’è presa male, di aver visto un incremento del piano tariffario importante, ma vi posso garantire anche che molti piani tariffari di altrettanti Comuni sono invece stati ridotti, perché ad ognuno è stato imputato correttamente il proprio costo.

Questa è un po’ la questione legata alla ricognizione dei contratti. La cosa poi che c’ha portato via parecchio tempo è stata la verifica ed il recupero dei crediti degli insoluti.

Tenete conto che al 31 agosto del 2012 avevamo debiti verso fornitori per circa € 8.200.000, avevamo crediti verso terzi, vuol dire clienti, in questo caso utenti o Comuni, per oltre € 19.000.000, quindi già questi numeri fanno capire che era imbarazzante dover entrare nel merito della titolarità dello specifico dei singoli contratti di prima, e nel contempo la prima richiesta che ho fatto quando sono arrivato ho chiesto: ma qualcuno ha mai sollecitato i Comuni? Mi è stato risposto di no!

Io credo che se uno ha un credito abbia il dovere, oltre che il diritto, di chiedere il pagamento. E quindi questa operazione che poi ci ha visto al 31 dicembre, sempre del 2012, ridurre e portarlo a € 5.000.900.000 il credito verso i Comuni ex Tarsu, cioè i Comuni a Tarsu pagavano un tanto al Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 29 Ottobre 2013 13 metro o quando qualcuno li sollecitava, altrimenti non arrivavano soldi.

Il che significa che ci siamo trovati con un’esposizione bancaria stratosferica con € 492.000 di interessi passivi. Io credo che Ecoambiente tutto deve fare, deve fare al meglio il proprio servizio, ma non deve fare da banca a nessuno. Non deve fare da banca a nessuno!

Gli istituti di credito sono da un’altra parte, questa è un’azienda che deve vivere con le risorse stabilite dal piano tariffario, altrimenti qualcosa non funziona, ed io su questo ovviamente non sarò mai d’accordo. Questa verifica contabile che abbiamo fatto, c’ha fatto fare un’operazione altrettanto straordinaria, e siccome avevamo la necessità di avvalerci di persone ovviamente più qualificate del sottoscritto, abbiamo fatto un’operazione di verifica contabile fino alla fine.

Questa attività, ripeto, ci ha messo nelle condizioni di dover riaprire il bilancio 2011, per chi in Sala fa il Consigliere ma anche per mestiere fa un lavoro di contabilità o comunque ha a che fare con questa materia, sa benissimo cosa vuol dire riprendere in mano un bilancio e rifarlo!

È una cosa devastante, però l’abbiamo fatta coscientemente, e poi vi però il risultato finale; questa attività, ripeto, è stata gestita direttamente in Ecoambiente, quindi abbiamo rifatto il bilancio di Ecogest, ci siamo avvalsi del Consorzio Ferrara Ricerche per l’analisi contabile di quello che avevamo trovato e di quello che c’era da sistemare. Questa analisi è stata poi coordinata con il Prof. Bracci, che è Ordinario dell’Università di Ferrara e che insegna contabilità alle pubbliche amministrazioni.

Fatto questo lavoro, successivo all’analisi, ci siamo affiancati per analizzare tutti i riflessi poi che ne derivano, fiscali, al professor Zanetti che è Ordinario all’Università di Ca’ Foscari e attualmente Vicepresidente della Commissione Finanze alla Camera.

Vi do questi due nomi per dirvi che credo che abbiamo giustamente preso dei professionisti importanti, chiaramente che sono costati, però alla fine da un bilancio che risultava in utile di circa € 200.000, abbiamo chiuso l’esercizio 2011 con una perdita di circa € 200.000, quindi un differenziale di quasi € 400.000, ed è stata inoltre disposta, ma questo lo sapete, è pubblica anche questa cosa qua, l’azione di responsabilità verso gli ex amministratori, che a sua volta hanno ritenuto di avvalersi della procedura di arbitrato, però la fotografia è questa.

Detto questo è evidente che lavorare in una condizione del genere ci ha distolto un po’ l’attenzione, e quindi siamo qua pronti ad accettare tutte le critiche legittime su alcuni disservizi che sostanzialmente a Rovigo non ci sono stati ma in Provincia di Rovigo qualche di servizio decisamente c’è stato, però questo è motivo poi eventualmente di discussione.

Entrando nel merito -ho quasi finito, vi chiedo scusa ma credo fosse importante presentarsi con serenità in questo momento, che non capita giustamente tutti i giorni- cosa abbiamo fatto? Entriamo nel merito del Comune di Rovigo che è evidente interessa in maniera particolare.

Il Comune di Rovigo il primo anno nel passaggio tra ASM Ambiente ed Ecoambiente, ha portato che noi nel 2012 Ecoambiente, scusate, ASM Ambiente, il costo industriale aziendale era di € 7.044.000, è il primo numero in alto a destra che vedete; il piano finanziario presentato al Comune di Rovigo per l’esercizio 2013, a budget approvato in Assemblea, ha previsto un costo di servizio, quindi un costo industriale, di € 6.600.000.

Quindi se entriamo nello specifico, tanto per tagliare un po’ la testa al toro di qualcuno che ha pensato che abbiamo incrementato i costi, cosa falsa, noi per il Comune di Rovigo abbiamo ridotto il costo industriale circa € 425.000, quindi oltre un 5%, oltre a quasi un 6%. Qual è la differenza invece di cui l’utente non si è accorto?

Ed è un motivo legittimo di alcune azioni che ha fatto il Comune, sostanzialmente le bollette, per capirci, mandate all’utenza, escluso l’addizionale provvisoria perché, come prima l’Assessore riteneva quasi… cioè si domandava perché dobbiamo pagare un qualche cosa, circa € 120.000 di un atto, ma forse i Consiglieri non sanno che il 5%, il 5% del fatturato non dell’incassato va all’Amministrazione Provinciale.

Stiamo parlando di € 1.700.000 che gravano nelle tasche dei cittadini di cui io vi chiedo legittimamente di chiedere cosa ne fanno di questi soldi, perché si sono impegnati da un punto di vista ambientale, e credo sia legittimo richiederli, ma se servono per altre cose è un’ulteriore tassa sulle tasse, come i 30 centesimi di imposte che poi con le nostre famiglie tutti pagheremo con la questione Tares, è tutto un ginepraio di calcoli che alla fine portano a caricare le utenze in questa maniera.

Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 29 Ottobre 2013 14 Perché la differenza, tornando a noi, il delta tra il 2013 il 2012 è meno 0,53 ed è comunque, dal mio punto di vista, un risultato importante e straordinario? perché, come vi dicevo all’inizio, non è neanche incrementato dell’Istat i costi!

Perché il Comune di Rovigo, partendo con la famosa Tares, la Tares è un tributo e quindi è in capo al Comune il problema, non è più in capo alla Tia e quindi al gestore che incassava e gestiva l’incasso direttamente dai cittadini e dalle imprese, ha stabilito di incrementare il fondo, e poi vedremo perché, e quindi ha incrementato alcuni costi che dovrà sostenere e quindi deve dotarsi di una copertura finanziaria, di conseguenza ha dovuto caricare, a carico poi di Ecoambiente, € 41.000 di una bolletta in più che precedentemente, quindi l’anno precedente, il 2012, non c’era bisogno, perché chi si ricorda ASM o ASM Ambiente mandava fuori un bollettino con la possibilità di pagare in tre rate; quest’anno, con l’introduzione della Tares, c’hanno detto dallo Stato: si può fare solo per questo periodo provvisorio intanto mandate fuori due bollette con il sistema vecchio e la terza ci penseremo.

Quindi il Comune, non avendo titolo o non sapendo come gestire la partita terza, quindi il saldo, ha dovuto legittimamente caricare un ulteriore costo, perché fanno una bolletta per le utenze di Rovigo, non è che così poco, stiamo parlando di gestionale e di tutto il lavoro che c’è da fare, imbustamento e tutto quanto, e quindi si è fatta carico ovviamente anche di questa partita.

Nonostante tutto comunque rispetto all’anno scorso, e nonostante, ripeto, il non incremento di niente, siamo arrivati ad una riduzione di € 42.000 rispetto all’anno precedente. Si può dire sicuramente che sono pochi, però credo che il risultato dell’Amministrazione Comunale del Comune e soprattutto dei cittadini sia che ad oggi non sono stati incrementati i costi dei servizi. Due elementi per cui vi chiedo l’attenzione poi ho finito, qual è il problema sostanziale rispetto alla Tares?

Il Comune ci ha affidato l’invio delle prime due rate, la prima scadeva a luglio e l’altra scadeva a settembre, una di 3.700.000 e l’altra di 2.800.00, cosa abbiamo incassato per il Comune di Rovigo? Abbiamo incassato a luglio € 2.783.000, qualcuno ovviamente ha pagato dopo e quindi siamo arrivate € 970.000, complessivamente sulla prima rata abbiamo incassato € 101. Com’è possibile uno dice, 101%?

Perché tanti, parecchi, hanno pagato in un’unica soluzione il doppio bollettino e quindi, siccome c’era la possibilità di pagare o in unica soluzione o due bollettini, uno che sapeva luglio e l’altro a settembre, moltissimi hanno pagato la rata assieme alla seconda rata, cioè non hanno diviso la rata, hanno pagato in unica soluzione a scadenza di luglio. Ecco 101.

Però, come vedete, ad oggi il dato di settembre che era la seconda scadenza della seconda rata per 2.800.000 abbiamo incassato € 626.000, che significa il 21,75%, quindi un dato decisamente bassissimo. Questo deve fare riflettere l’Amministrazione, perché lo vediamo sostanzialmente dopo, la situazione finanziaria che è stata determinata dalla Tares, e quindi cosa fa oggi Ecoambiente?

Non fattura più per i cittadini né la TIA, né si avvale più della TIA, fattura ai Comuni, indipendentemente dall’applicazione… Oggi vale la Tares, il tributo, anche se il calcolo fosse fatto con il sistema vecchio, ma comunque oggi il cliente di Ecoambiente è il Comune di Rovigo più tutti i 50 comuni.

Il fabbisogno dell’azienda è di 37 milioni, quasi € 38 milioni, noi spendiamo mensilmente tra stipendi, fornitori e tutto quello che serve per gestire al meglio il servizio, € 3.163.000; il costo specifico del Comune di Rovigo è di € 607.000, cioè il Comune di Rovigo spende ogni mese per il servizio che viene fatto € 607.000.

Tenuto conto che al 30 settembre abbiamo maturato € 5.463.000 di fatture nei confronti del servizio fatto, se ragioniamo rispetto agli incassi, cioè di € 4.380.000 il delta che abbiamo, cioè il differenziale che avanziamo al 30 di settembre è di € 1.083.000. Ecco, ho finito dicendovi che cosa?

Che se dovessimo ragionare -parlo ovviamente da società, non parlo da Consigliere, ci mancherebbe!- in cui tutti i Comuni dovessero pensare di pagarci solo ad effettuazione di incasso, è evidente che questa società la portiamo direttamente in tribunale senza che qualcuno ci mandi, perché evidentemente andiamo in un scompenso finanziario straordinario.

Cioè, mentre noi siamo sani da un punto di vista economico, perché è ineludibile il fatto della salubrità, della tranquillità che abbiamo nella gestione anche economica, sotto l’aspetto finanziario siamo in estrema difficoltà, l’ho anche detto pubblicamente, perché se ci si collega al principio che ti pago quando ricevo i soldi, non lo possiamo noi applicare ai nostri fornitori e ai nostri dipendenti Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 29 Ottobre 2013 15 che ogni mese hanno maturato un diritto o di lavorare presso la nostra azienda o di lavorare come società e quindi come fruitori, quindi l’aspetto finanziario è preoccupante, tenuto conto poi che non avremo più neanche la terza rata da incassare, perché si è stabilito, non per colpa del Comune di Rovigo, ma si è stabilito che la terza rata va tramite l’F24, quindi neanche vediamo il flusso di cassa e non possiamo neanche andare in anticipo verso le banche, quindi da qui in avanti la questione finanziaria è la questione più importante di tutta l’attività dal punto di vista ovviamente dei numeri, non del servizio, che su quello nessuno ci metterà mai nelle condizioni di non fare al meglio le cose che stiamo tentando di fare e che vogliamo fare.

Ecco, questa è una fotografia che non mi sento di accusare in particolare nessuno, però, tornando un po’ alla storia della presentazione, anche se volete un po’ veloce di questa partita Ecoambiente, non possiamo più permetterci di avere dei pagamenti così in ritardo, così cronicamente in ritardo, perché non siamo in grado di garantire la stessa partita nel rispetto dei nostri fornitori e rispetto ai nostri dipendenti.

Quindi è fondamentale che si raggiunga un’attività, tenuto conto che l’attività di Ecogest/ASM, quindi Ecoambiente, è un servizio pubblico; i Comuni, chiunque essi siano, non possono pensare di pagare come fossimo un fornitore ordinario, è un servizio pubblico obbligatorio.

Quindi come tutti i Comuni mettono da parte nel proprio bilancio i costi ordinari che possono essere anche quelli del personale, devono un po’ alla volta imparare a mettersi nelle condizioni di lavorare sull’aspetto del pagamento di quanto dovuto.

Questo un po’ in sintesi, e scusatemi se sono stato un po’ lungo, del lavoro fatto in quest’anno e comunque dall’introduzione fatta anche dall’Assessore avete capito che di percorso da fare per riorganizzare e ottimizzare un po’ l’attività complessiva sui rifiuti c’è ancora molto da fare, ma insomma siamo qua.

Intervento n. 25
Pagine 17–20
Punto 1

Relazione del Presidente di Ecoambiente Spa, Massimo Nicoli - Discussione

Presidente Ecoambiente

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Grazie. La fortuna che ha Rovigo, rispetto ad altre realtà, è che la gestione fatta precedentemente da ASM, poi ASM Ambiente, ed è qui presente in Sala l’attuale Direttore Generale di Ecoambiente, l’ha dimostrato nei fatti e ci sono anche i documenti, che si può ridurre il costo e si può anche Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 29 Ottobre 2013 18 investire. Quindi le due risposte non sono… non è una dicotomia: lavoriamo per ridurre le tariffe, noi lavoriamo per ridurre i costi.

Poi è evidente che la scelta di come si va ad impattare sull’aspetto finanziario ed economico è una scelta che va al di là di quello che è l’indirizzo aziendale. Noi siamo vincolati a un indirizzo blindato che ci ha dato la parte societaria, e quindi i soci, di ridurre i costi e di non fare utili. E quindi il nostro principio fondante è sostanzialmente tentare e tentiamo di farlo… Quindi 3.400.000 è, Consigliere Contiero, il raggiungimento di un obiettivo.

Quello che vi ho detto prima sono: il milione e mezzo o altri costi che stiamo tentando di recuperare servono essenzialmente in parte per ridurre l’impatto economico a carico delle famiglie e delle aziende, e sostanzialmente una quota parte deve servirci assolutamente anche per investire, perché altrimenti rischiamo serenamente di non andare avanti.

L’affitto citato prima: sono € 70.000 circa di un privato, il nome credo sia Norto o un nome del genere, insomma… che è il proprietario… il nome non lo so, comunque è lì nella sede delle Torri, per capirci, quindi spendiamo € 70.000 all’anno di affitto, però ne spendiamo altri € 40.000 per l’ufficio che abbiamo presso l’ASM, gli sportelli ex TIA, ed è una riflessione che abbiamo fatto anche su questa partita insomma.

Complessivamente abbiamo questi affitti che secondo me potrebbero trovare una soluzione… Poi abbiamo ovviamente -e arrivo alla fine per rispondere alla questione… qual è la sintonia fra i presidenti- sulla questione delle verifiche contabili chiaramente abbiamo avuto un impatto negativo di IRAP ed IRES, abbiamo dovuto pagare più tasse sostanzialmente, perché era stato fatto un meccanismo di fatturazione che secondo, come vi dicevo prima, i professionisti di cui ci siamo avvalsi, hanno certificato che non era esattamente questo che si doveva fare, e pertanto le verifiche contabili -come dicevo- c’hanno portato a rinegoziare e riorganizzare, riaprire il libro e richiuderlo con quel risultato che abbiamo detto.

San Martino, a differenza del pagamento di come viene effettuato in quel Comune, è uno dei Comuni che paga serenamente e regolarmente. E dopo vorrei spiegarmi sui pagamenti. Chiaramente l’ho anche detto che abbiamo impattato con circa mezzo milione di euro di oneri passivi, cioè abbiamo dovuto farci carico per il non pagamento di fatture emesse nei confronti soprattutto degli ex Comuni a Tarsu che hanno pagato in ritardo oppure si dimenticavano sostanzialmente di pagare.

Abbiamo avuto dei numeri a dir poco straordinari, da alcuni comuni piccolissimi avanzavamo oltre un anno e mezzo di fatturazione, non un mese! Quindi la situazione era quella che era, la stiamo recuperando e abbiamo fatto anche dei contratti… perché voi sapete che la norma ci permette addirittura di applicare gli interessi per chi ci paga in ritardo, secondo i principi della contabilità.

E quindi sulla questione degli insoluti è evidente, Consigliere Contiero, che sono certificati, sono certificatissimi, non certificati, perché se io emetto una fattura ad un cliente, in questo caso volgarmente è il Comune, e questo accetta la fattura, vuol dire che il servizio è stato prestato e non la rigetta è evidente che c’è una certificazione automatica sostanzialmente del credito vantato. Quindi non c’è questo tipo di problema.

Tento di rispondere a Bedendo, anche se è un po’ difficile darle la gestione complessiva tra costo medio pro-capite e costo invece generale.

E tento di spiegarmi meglio, cioè a noi come Ecoambiente non interessa assolutamente come viene fatto il calcolo nei confronti del cittadino, cioè se il Comune di Rovigo con la titolarità che ha, quindi non perché si alzano male al mattino e decidono di applicare delle tariffe particolari, noi quello che facciamo come società è trasferire al Comune i costi industriali nostri che sono certificati da un DPR, cioè il DPR sui rifiuti ci dice come contabilizzare i costi, un camion costa tot, un servizio costa… cioè ci sono una serie di voci, anzi c’è un elenco infinito di voci per cui il Comune di Rovigo, a seconda delle voci che sono inserite nelle ore di servizi e tutto quello che ci sta dietro, è in grado di capire se siamo corretti o meno, ma credo che su questo non ci siano mai stati problemi.

Cosa deve fare il Comune, a differenza degli anni precedenti, ed è il vero problema che avranno i Comuni?

Deve garantire che se il costo del servizio è 100, indipendentemente da quanto incassa dai cittadini e indipendentemente da quanto fattura ai cittadini, comunque deve riconoscere i 100 alla società che è in house providing, quindi con il controllo analogo, e quindi soggetta alle stesse Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 29 Ottobre 2013 19 regole come fossimo volgarmente un ufficio del Comune, un braccio operativo del Comune, altrimenti saremmo un’azienda privata con tutti i meccanismi diversi e non risponderemmo in un sistema di collaborazione, saremmo andati già a presentare decreti giunti in diversi Comuni perché i soldi li avanziamo.

Quindi per l’attività di pro-capite, magari mi darà una mano il Direttore, perché tra le varie cose che si fanno ovviamente gestiamo anche quanta raccolta differenziata facciamo, come viene implementata, che tipologie di raccolta riusciamo a garantire; i numeri della raccolta e la percentuale del Comune di Rovigo sono importanti, non sono secondari, ci permettono anche di guadagnare un po’ di soldi.

La raccolta della carta, faccio un esempio ma anche altre, sono tutte ovviamente normate, certificate e regolamentate. Quindi, parlare di riduzione della bolletta politicamente a qualcuno è evidente che va bene.

A me interessa dire quant’è il mio costo, garantirlo ed efficientarlo, ridurlo; poi la scelta di come gestire la bolletta non è più di competenza mia, è in mano al Comune, chiunque esso sia, qualunque Comune che, a differenza degli altri anni, deve intervenire rispetto… sull’aspetto del pagamento, e quindi deve garantirsi anche un fondo, cosa che fino a ieri il Comune di Rovigo e gli otto Comuni che erano a TIA non se ne preoccupavano perché non avevano neanche motivo e non era di loro competenza l’eventuale insoluto, ma era il capo alla società che gestiva la Tia.

Oggi non è più Tia, è una Tarsu, è un tributo ed il tributo ha le regole del tributo. Quindi il tributo deve essere pagato e poi sono tutti meccanismi diversi. Poi è evidente che il Governo non sta dando una mano a nessuno, peggio ancora ai Comuni perché prima parlano di Tares, adesso parlano di… Cioè, è evidente che la situazione è nebulosa però, per tornare al principio dei pagamenti, vi posso garantire che ci sono dei Comuni che pagano regolarmente le fatture.

Allora la domanda che mi viene spontanea è: come fanno? Evidentemente hanno messo in piedi un’azione corretta perché, come pagano le utenze, la luce e gli stipendi, pagano anche il servizio. Dopodiché quando emettono le fatture vi posso garantire che ci sono dei Comuni che devono ancora approvare il Piano finanziario 2013, 2013, ma continuano a pagarci in acconto ovviamente le fatture, perché poi saldo lo definiremo quando avremo finito il percorso a febbraio.

Per quanto riguarda la collaborazione, non è una collaborazione, sono io che devo ringraziare l’Interporto perché vi ho detto prima: avevamo un capannone di Ecogest di 1500 mq. di coperto con problemi enormi, per non parlare dei problemi… vi garantisco che c’erano grossi problemi… in affitto, spendevamo mediamente sui € 70.000 all’anno di affitto.

Prima di avvicinarmi, anche se volete involontariamente, al Presidente Contiero, ho fatto ovviamente un’indagine di mercato alla ricerca di un capannone in affitto, ho pensato addirittura -ma era un pensiero, non era una facoltà, condivisa ovviamente dal mio Consiglio di amministrazione- di trovarci una realtà che ci desse la serenità perché dentro c’è del personale che lavora, cioè ghè xè dei dipendenti, bisogna darghe ea garanzia dea sicurezza.

Quindi ci siamo preoccupati di verificare, nell’area ovviamente vicino all’altro capannone, mica potevamo prenderci un capannone dall’altra parte della città, anche per ottimizzare i costi, e siamo riusciti a individuare, non noi ma l’Interporto, ha fatto un’evidenza pubblica sostanzialmente a cui noi abbiamo partecipato e abbiamo contrattualizzato l’acquisto di questo capannone di 3000 m coperti e 6000 di scoperti, quindi stiamo parlando di numeri completamente diversi, a un milione e cinque mila euro, non un milione e cinquecentomila euro, un milione zero zero cinque!

Se fate i conti, attualizzando quello che volete il tasso di riferimento alle banche che ci hanno finanziato… che sono arrivati ieri le due offerte dalle banche, Monte dei Paschi di Siena e l’altra mi sembra Unicredit, ma non vorrei dire un nome per un altro, che ci garantiscono il mutuo, alla fine dell’operazione pagheremo meno di quanto avevamo prima in affitto in una situazione degradata per non dir di peggio.

Credo che abbiano fatto un piacere alla società, l’abbiamo capitalizzata, abbiamo ridotto il costo ed a regime, ammortizzando anche l’investimento e capitalizzandolo, andiamo anche a ridurre complessivamente il costo di questa operazione. Ecco la collaborazione a che cosa era dovuta, niente di più insomma. Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 29 Ottobre 2013 20 Credo di avere risposto spero…

Intervento n. 31
Pagina 21
Punto 1

Relazione del Presidente di Ecoambiente Spa, Massimo Nicoli - Discussione

Presidente di Ecoambiente

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Va bene.

Intervento n. 39
Pagina 22
Punto 1

Relazione del Presidente di Ecoambiente Spa, Massimo Nicoli - Discussione

Presidente di Ecoambiente

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Dopo… (voce senza microfono).

Intervento n. 46
Pagine 24–27
Punto 1

Relazione del Presidente di Ecoambiente Spa, Massimo Nicoli - Discussione

Presidente di Ecoambiente

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La Consigliera Menon mi ha... penso che si riferisse a noi, se abbiamo ipotizzato, cosa che non è, sul Piano Industriale di ragionare sul porta-a-porta, era uno dei dubbi che da cittadino avevo anch'io perché da ignorante, quale sono, quando sono andato a fare il Presidente di Ecoambiente la prima cosa che ho detto: io non capisco niente di rifiuti, potete per favore spiegarmi perché non posso fare il porta-a-porta anche a Rovigo?

E mi è stato detto, ma il problema non è che me l’hanno detto, mi hanno convinto con dei numeri cioè la raccolta differenziata che fa il Comune capoluogo con questo sistema di raccolta porta a percentuali superiori al 60% con questo sistema di raccolta attuale, la raccolta differenziata porta-a-porta che si fanno nei Comuni esterni all’incirca siamo sui parametri del 61-65% con dei picchi ma anche non picchi in alcune realtà.

Io sono invece, e non l’ho scritto nel Piano Industriale perché so che è una provocazione, sarei per ritornare a gestire diversamente anche i Comuni esterni perché se vogliamo efficientare e dare una mano anche ai dipendenti, che sono oggi, in particolar modo gli autisti, messi in condizioni precarie anche di salute perché lavorare su un camion, scendere, salire e scendere alla fine è evidente che c’è una erosità anche fisica, però i numeri dicono che oggi il sistema attuale non comporta differenziazioni.

All’Ecomondo di Rimini di due anni fa, mi diceva il direttore Romanello, hanno preso ad esame il Comune di La Spezia e il Comune di Rovigo, non so se sia paragonabile, penso di sì, e il Comune di La Spezia è vero che aveva tentato di incrementare la raccolta prendendo delle aree, un po’ poi noi le frazioni per esempio, gli sono sparati per aria i costi e facendo una proiezione dei costi che andremo ad accumulare per fare il porta-a-porta a Rovigo stiamo ipotizzando un incremento di oltre 2 milioni di euro, quindi non ne vale la pena da un punto di vista industriale.

Quello che dobbiamo fare, e non è colpa dell’Ecoambiente e non è colpa del Comune ma è colpa di tutti partendo da me stesso, non riusciamo ad intervenire sanzionando chi pone le mani sui rifiuti, per esempio l’abbandono che c’è incondizionato in alcune aree perché lo sapete, cioè Transpolesana, negli argini e se puliamo il giorno dopo ci vanno di nuovo, non abbiamo poteri sanzionatori ed è un problema e quindi l’elemento fondante è: tentare di acculturare sempre di più partendo ovviamente dalle categorie più disponibili ad accettare la formazione, perché il vero problema è questo.

L’altro problema che abbiamo che nelle frazioni di Roverdicrè, di Borsea, cioè quelle cosiddette limitrofe, tantissima gente anche di notte scarica un po’ nei bidoni e un po’ fuori l’attività che teoricamente era del porta-a-porta. In alcuni Comuni, e li ho visti io, ci sono comunque dei cassonetti quindi che porta-a-porta è? La raccolta della carta fatta in alcuni Comuni pesa più il contenitore della carta che la carta che ci mettono dentro.

Sto dicendo cose per dire che è tutto migliorabile, credo che il Consigliere Nalin abbia posto un problema, di cui io non sono in grado di rispondere però mi impegno a farlo, di vedere di trovare elementi di parificazione di costi standard, chiamiamoli così, tra un Comune e un altro, tra il Comune di Rovigo e magari un altro Comune, però dobbiamo vedere, ed è questo uno dei motivi che dobbiamo analizzare, che vengano esercitati gli stessi principi della gestioni della raccolta altrimenti giustamente...

Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 29 Ottobre 2013 25 Poi i Consiglieri tutti, Nalin in particolare lo dico in modo non provocatorio assolutamente, ha una grande opportunità che io non ho come è già successo, avete il titolo e il diritto di chiedere qualsiasi documentazione e noi abbiamo l’obbligo di fornirvele tutte.

Sono stato un po’ riduttivo nel Piano Industriale perché è, come si dice in dialetto, un mappazzone da 200 pagine, però è a disposizione assolutamente non, come si dice... non si può verificare, possiamo darvelo, cioè i Consiglieri Comunali hanno questo grande strumento: che attraverso un’interpellanza o interrogazioni ci chiedono e siamo titolati a darglielo perché siamo una società in house providing, quindi controllo analogo al 100%, cosa diversa da altre società magari citate prima che non hanno questo tipo di vincolo.

Noi ce l’abbiamo al 100% quindi il Consigliere ha diritto, tutti i Consiglieri, a chiederci tutto quello che vogliono.

Tenuto conto poi che siamo una Srl, il Comune di Rovigo può anche chiederci, il Comune, anche copia dei verbali, cosa che se fossimo una SpA non potremmo assolutamente darglieli, parlo dei verbali addirittura del CdA, perché la norma lo stabilisce, ma se fossimo un’altra società non in house non daremo fuori neanche un documento perché, attraverso i sistemi ovviamente nostri, noi siamo in house e siamo la fotografia dei Comuni, quindi i Consiglieri hanno il titolo di chiederci quello che vogliono.

Rispetto ai bandi, noi applichiamo un meccanismo che è abbastanza semplice: facciamo bandi europei. La fornitura dei cosiddetti bidoni è evidente che non si poteva fare a lotti, si fa con un unico bando, con le caratteristiche tecniche stabilite dalla normativa e si dà in mano al vincitore.

Se il Consigliere Menon intendeva dire alcune altre tipologie di attività soggette anche a interpellanze, per esempio il Consigliere Businaro che ci ha chiesto documentazioni sull’appalto del verde in cui sembrava che avessimo fatto delle cose non proprio corrette, non solo le abbiamo fatte correttissime ma il decreto, perché noi siamo anche preveggenti delle norme che fanno al Governo, il decreto che è in vigore dal 21 agosto del 2013 stabilisce che noi siamo titolati ad affidare, non noi cioè gli appalti... ve la leggo così evito di...

“L’affidamento e l’esecuzione di opere di lavori pubblici, servizi e forniture ai sensi del presente codice, devono garantire la qualità, la trasparenza, l’efficacia...” e buonanotte “...nel rispetto della disciplina comunitaria in materia di appalti pubblici, al fine di favorire l’accesso alle piccole e medie imprese le stazioni appalti devono, ove possibile ed economicamente conveniente, suddividere gli appalti in lotti funzionali.

Nella determina a contrarre le stazioni appaltanti indicano la motivazione circa la mancata suddivisione dell'appalto” cioè è esattamente il contrario di quello che succedeva qualche anno fa in cui si faceva, per la linea autostradale dal Brennero per tutta la tratta, una gara sola. Per salvaguardare le piccole e medie imprese la normativa degli appalti pubblici dice: tu fallo a lotti, se non sei in grado di spiegarmi perché non lo fai a lotti me lo devi spiegare perché fai un bando unico.

Sulla questione del verde, che è stata suddetto anche da parte nostra che siamo andati noi a denunciare a fare degli esposti su quanto è stato dichiarato anche pubblicamente perché l’informazione sta bene a tutti ma che qualcuno ipotizzi delle cose non corrette non mi piace e non mi sta bene, quindi dopo vedremo cosa decideranno i giudici se avevamo ragione o meno su questa partita.

È stata fatta una scelta dettata intanto dalle norme specifiche del settore, il cosiddetto chilometro zero, cioè gli impianti a cui noi portiamo attualmente il verde e l’umido non sono impianti amici miei o del Direttore Generale o non so di chi, sono impianti autorizzati dalla Regione Veneto che hanno il titolo per incamerarsi questa tipologia di attività. Cosa abbiamo fatto che sembrava una cosa normale?

Abbiamo tentato di dividere a lotti la partita per tentare di evitare che un camion pieno di verde o di umido da Porto Tolle andasse a finire magari dopo Cerea perché con un vincitore unico poteva anche succedere questo. Allora non ci si può chiedere, lo dico a tutti, da una parte il rispetto dell’ambiente e da un’altra parte però... cioè le regole sono queste, abbiamo privilegiato, perché la norma lo consente, l’applicazione normativa rispetto all’affidamento cosiddetto a lotti.

Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 29 Ottobre 2013 26 Vi do una notizia in più ed è una sensibilità personale, di cui andrò avanti finché la norma me lo permetterà, sulla questione del verde, che non riguarda Rovigo ma riguarda l’intero... l’intera attività fatta fuori dal Comune, la raccolta del verde quest’anno è stata un disastro e il disastro è stato motivato dall’affidamento in ATI, non da noi ma da Ecoambiente, ad una società che leggendo la documentazione, io Direttore Generale, senza sapere niente ho detto: questi qua si impiantano.

In parole italiane: questi qua non faranno bene il proprio mestiere.

Allora, stiamo tentando di risolvere con loro la questione e se la risolveremo l’indirizzo mio, che ho dato condiviso dal mio Consigliere Angelo che adesso con una forza in più perché attualmente e finalmente - parlo piano - dovremmo essere di nuovo in tre a gestire la partita del Consiglio perché sapete che siamo sempre stati in due, altra questione che non riguarda le domande, l’indirizzo che abbiamo dato è privilegiare, anzi tentare di privilegiare le cooperative sociali, in che modo?

Voi sapete che la legge, quindi qua non c’è da discutere, si può affidare per singole attività lotti da 200.000 euro, allora cosa sta nascendo, cosa si sta tentando e spero vada in porto?

Di dividere il territorio provinciale in sei o sette lotti, otto lotti, affidare a quelle cooperative quel lotto specifico per due motivi sostanziali: il primo, si riesce a interagire nel territorio con delle persone che sono stra in difficoltà e lo sapete perché il problema ce l’abbiamo tutti di persone svantaggiate che non troverebbero soluzione di nessun tipo e di nessuna natura, quindi che siano sociali sul serio e no che si nascondano dietro le cooperative sociali e siano tutt’altro che cooperative sociali e quindi questa è una volontà nostra che la norma ce lo permette.

Evidentemente l’obiettivo non è quello di affidargli un servizio, è di vedere se ci sono elementi per costruire assieme dei percorsi non solo di socializzazione ma di industrializzazione accompagnando un settore che è particolarmente delicato come quello della cooperativa sociale.

Questo è un impegno che mi sono preso io e se abbiamo la fortuna di individuare, cosa che stanno tentando di mettere in ordine, queste otto cooperative io sarei felicissimo di affidargli per esempio la sostituzione della raccolta del verde che è stata un disastro totale, non particolare, totale con ripercussioni che poi ovviamente ben sapete.

Per quanto riguarda il bilancio, il bilancio ovviamente è depositato e quindi al Consigliere Nalin dico che qualsiasi cosa ci chieda siamo pronti a darle la documentazione in nostro possesso senza nessun problema, in cui si evidenziano come venivano fatti i calcoli di fatturazione rispetto a come bisognava fatturare.

Adesso volgarizzo per il tempo che c’è, che non ce n’è molto, di come veniva poi gestita la partita fatturazione perché sostanzialmente la Ecogest non aveva neanche un fondo svalutazione crediti mentre c’era in ASM perché gestiva la TIA. Oggi la Ecoambiente non ha bisogno di rimpinguare un fondo perché abbiamo capito prima che ormai dal 1° di gennaio 2013 al tributo deve far fronte all’impegno finanziario il Comune.

La differenza che mi è stata chiesta tra i 6 milioni e rotti del Piano industriale e quanto invece pagano i cittadini, sostanzialmente è data da tre cose: intanto il nostro costo è escluso IVA mentre essendo un tributo l’IVA è dentro, è compresa, cioè non è una cattiveria. Aspettate, ve lo dico subito... Allora, ci è stato chiesto rispetto...

Non lo trovo più... Arrivo, eh! Ecco, rispetto ai 6 milioni e 6 e i 7 milioni e 887, la differenza è data perché il nostro è un costo industriale a cui va assoggettata l’IVA mente le bollette purtroppo a tributo sono IVA compresa, quindi è una “beffa”, tra virgolette, che deve accollarsi il cittadino e soprattutto, perché il cittadino già l’IVA non la scaricava, ma le imprese quindi è un costo secco mentre le imprese potevano prima gestirsi diversamente la partita.

Poi c’è un incremento che vi dicevo prima del 5,97% del fondo che il Comune ha deciso per tutelare l’ammontare complessivo del debito accrescendo quindi la posta relativa al fondo svalutazione crediti perché, forse non mi sono spiegato bene, ma se un cittadino non paga la bolletta io i soldi al Comune glieli chiedo lo stesso, quindi il Comune deve avere degli strumenti, tramite un fondo o tramite altri sistemi di ribaltamento poi su tutti gli altri, perché tentare di pagare il servizio.

Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 29 Ottobre 2013 27 Il servizio è fatto da una serie di meccanismi di DPR e quando abbiamo parlato di andare a impattare su alcuni servizi, ovviamente non a Rovigo come diceva l’Assessore Zangirolami ma esternamente, abbiamo condiviso non solo con la parte amministrativa ma anche capendo, perché non si tratta solo di tagliare, è troppo comodo, ma anche sulla tipologia del servizio per evitare di creare o un disservizio, cosa che non va bene, o un miglior servizio.

Quindi le attività sono già partite in alcuni Comuni perché quando gli abbiamo trasmetto il Piano Finanziario 2013 avevano subito avuto una botta in atto. Vi faccio un esempio: il Comune di Porto Tolle sosteneva, perché la norma glielo permetteva, con circa il 40% di fondi propri la bolletta che andava a finire poi nelle tasche dei cittadini, quindi il 60 caricato sulle bollette e il 40 con fondi propri, con il tributo non si può più e deve essere coperto il 100%.

Quindi, avuto questa proiezione di incremento col budget 2013, ci hanno chiesto immediatamente di intervenire da subito modificando la raccolta per tentare di ridurre e di ottimizzare e di risparmiare su questa partita.

Intervento n. 50
Pagina 27
Punto 1

Relazione del Presidente di Ecoambiente Spa, Massimo Nicoli - Discussione

Presidente di Ecoambiente

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No, ma è stata assunta con bando con l’equilibrio...

Intervento n. 52
Pagina 27
Punto 1

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Presidente di Ecoambiente

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È consolidato zero.

Intervento n. 54
Pagina 27
Punto 1

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Presidente di Ecoambiente

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(Inc.) stagionali.

Intervento n. 56
Pagine 27–28
Punto 1

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(Inc.) Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 29 Ottobre 2013 28

Intervento n. 58
Pagina 28
Punto 1

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No, non c’è stata la graduatoria.

Intervento n. 61
Pagina 28
Punto 1

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Abbiamo rifatto il bilancio.

Intervento n. 97
Pagina 39
Punto 1

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Presidente di Ecoambiente

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Beh, innanzitutto vi ringrazio per l’attenzione e per le...

Intervento n. 99
Pagine 39–40
Punto 1

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Presidente di Ecoambiente

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E anche nel contempo la possibilità di entrare anche su meccanismi che a volte non sono ben conosciuti e vedo ancora, però forse è colpa mia, ancora un po’ di confusione su alcune partite, forse sono stato io che non sono riuscito a spiegarmi correttamente. Inizio parlando della questione delle tariffe sollevate dal Consigliere Masin. A Masin chiedo - e non è una provocazione e non è una battuta - e dico: perché Polesine Acque non fa lo sportello anche per la TARSU, per la TARES e per la TIA?

Cioè, quando lui mi dice: è vero che avete deciso di chiudere gli sportelli?

Non è vero, è verissimo, cioè la... l’indirizzo di questa società è la gestione tecnico-amministrativa della raccolta dei rifiuti, non è la gestione di un tributo, cioè forse non è chiaro, e lo ripeto per l’ennesima volta, è un tributo quindi o il Comune si dota come meglio crede, ed è una sua titolarità, di farsi gestire il tributo da chi crede, che può essere la AS2, cioè io non sono geloso di chi lo gestisce ma noi non possiamo caricarci di un costo che non c’entra nulla col servizio.

Era legittimo l’attività prima della TIA, oggi il tributo è un tributo, cioè è un tributo quindi io mi sono permesso di mandare una lettera alle... ai Comuni che si avvalevano degli sportelli in regime di TIA dicendogli preventivamente che per quanto mi riguarda il 31 dicembre è... si chiude lo sportello perché la TIA non esiste più, quindi non vado a caricare di costi una società di un tributo che non ha nulla a che vedere col servizio.

Poi mi rendo conto che per una parte politica e per la sensibilità di Masin, conosciuta e straconosciuta, è preferibile caricare di costi un servizio perché la collettività... ma è una scelta politica che io non mi permetto di criticare, le dieci persone che avevamo agli sportelli non li abbiamo lasciati a casa e questa è un’altra scelta industriale e quindi stiamo riqualificando il personale, non è che li mandiamo a casa perché riduciamo il servizio, riqualifichiamo.

Di lavori in Ecoambiente ce n’è una valangata per fortuna e c’è da ottimizzare il tutto, quindi non abbiamo problemi a riqualificare il personale che prima si occupava, uno è già in ragioneria, cioè all’ufficio di Rovigo, tanto per essere nel concreto, abbiamo già portato delle modifiche da un punto di vista della gestione del personale, sono già spariti in due e nessuno se n’è accorto, ma da domani mattina perché deve essere pagato un dipendente di un’azienda che si chiama Ecoambiente per spiegare un tributo?

Non esiste, cioè non esiste non perché non lo voglio o perché voglia fare l’arrogante, perché cosa c’è? Non c’è un Ufficio tributi in Comune a Rovigo? È un tributo come un altro.

Che si chiama TARSU o TARES o TIA o TARS non ha importanza il nome, non è più di competenza dell’attività di gestione, tenuto conto, Consigliere, poi legittimamente un Consigliere fa la sua guerra, la sua battaglia legittima, ghé mancarìa anca queo, ma il problema è un altro, cioè il Comune deve preoccuparsi, perché è una preoccupazione legittima che deve avere, di fare tutta l’azione di recupero dei crediti. L’evasione chi è che la gestirà?

Chi andrà alla ricerca di chi non paga le... il tributo, rispetto il tributo, quindi non è questione di colpa del Comune o colpa della società, è cambiata la normativa che ha stabilito questa regola, stupida, giusta? Non lo so.

I Comuni a TARSU che dovevano passare a TIA duemila anni fa hanno trovato come primo impatto negativo il fatto di dover caricarsi di costi che prima invece venivano gestiti in un altro modo, quindi la questione della terza rata, il saldo, è una risposta a cui non sono in grado non di dare risposte perché sarei in grado ma non è di mia competenza, cioè quanto far pagare e in che sistema con 2-3 o 500 rate i bollettini non è un Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 29 Ottobre 2013 40 problema nostro, cioè non è una competenza nostra, cioè far pagare in 2 o in 3 o in 10 rate non è una competenza nostra.

È evidente che ogni bollettino in più che si fa sono dei costi in più, stiamo parlando di 40-50.000 euro l’emissione di una bolletta. Poi si poteva pagare il 20% prima, il 70? È una scelta non mia, cioè non posso entrare nel merito in una questione che non ci riguarda.

Noi abbiamo fatto solo ed esclusivamente a nome e per conto del Comune che ci ha incaricato di emettere le fatture ma non tutti i Comuni hanno fatto scadenze come il Comune di Rovigo, ognuno ha deciso legittimamente come ha ben creduto insomma, questo...

E quindi sulla questione della terza rata comunque a prescindere dalla scadenza l’ultimo... l’ultima circolare dice che i 30 centesimi gli Stati... lo Stato li vuole a prescindere, cioè lo Stato li vuole a prescindere e addirittura li vuole entro il 16 di dicembre, questo dice la normativa, quindi stiamo parlando purtroppo di attori che spesso si intromettono a gamba tesa verso una gestione anche economico-finanziaria senza tener conto dei danni che stanno creando e questo non è una... un problema di Ecoambiente, è un problema generale perché il problema che ha affrontato il...

Ecoambiente è un problema collettivo, di tutte le realtà che gestiscono i rifiuti, non solo nel Veneto. Il Comune di Venezia quando è uscita la TARES ha messo a disposizione della propria società 8 milioni di euro perché il Direttore, anzi l’Amministratore delegato gli ha detto: se non mi dai i soldi io ti lascio a piedi i rifiuti. Qualcuno si dimentica, siccome avete citato articoli del giornale in cui... scusate ma faccio fatica a parlare perché è un’ora anche...

Intervento n. 101
Pagine 40–41
Punto 1

Relazione del Presidente di Ecoambiente Spa, Massimo Nicoli - Discussione

Presidente di Ecoambiente

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Stavo dicendo la Consigliera Businaro ha citato un articolo di giornale e ci arrivo dopo, ma io sono andato dal Prefetto, non è che sono andato in piazza a sventolare una bandiera col nostro nuovo logo e non abbiamo ancora speso i soldi perché non ce li abbiamo per almeno mettere i logo su tutti i mezzi, sono andato dal Prefetto evidenziando che se non abbiamo i soldi i rifiuti restano a piedi.

Forse a voi non è chiaro, forse non è chiaro, forse non riesco a spiegarmi, se un Comune non mi paga io vado dal Prefetto e chiedo la garanzia del pagamento, cioè non esiste, come è nel principio che può ipotizzare qualche Consigliere, con un’estrazione politica di un certo tipo legittimissima che comunque paga Pantalone, è un servizio che va garantito e va garantito a chiunque lo faccia.

Che sia un’azienda pubblica, che sia in house o che non sia in house, chi fa un lavoro deve essere pagato, è semplice il ragionamento, poi come si incassano questi soldi purtroppo la normativa, dico io purtroppo, ha stabilito che da tariffa si va a finire a tassa, a tributo, e il dramma vero è che il tributo anche per le imprese è diventato un onere in più perché non si scarica neanche l’IVA, quindi dei danni ne hanno fatti a iosa sulla partita dei rifiuti, quindi avere la concentrazione oggi, e mi permetto di rispondere alla Consigliera Businaro se mi permette anche l’altro Consigliere, sulla questione di... che mi sollevava di due realtà, che tra l’altro conosco, dove si ipotizzano rifiuti, la gestione dei rifiuti in un certo modo, io sono non solo disponibile, disponibilissimo a ragionare di ottimizzare, di riqualificare, di servire meglio, di recuperare il più possibile ma non possiamo prendere un esempio e tirarlo fuori da una situazione particolare perché è quando vediamo in tv qualcuno che dice: ma in Norvegia pagano meno tasse.

Ma su quale concetto di Stato ragioniamo? Quindi dobbiamo ragionare nel concetto del servizio dei rifiuti e su questo analizzare ed è indubbio, ed è la volontà dell’azienda, ed è la assoluta serenità di voler aumentare a dismisura la possibilità di raccogliere i rifiuti prima di portarli in discarica, però quando lei mi cita Vedelago lei non mi cita, probabilmente perché non lo sa e non credo lo faccia apposta perché la ritengo una persona onesta, ma le dico io cosa succede in Provincia di Treviso?

Contarina SpA, lei non so se la conosca, è una realtà che gestisce rifiuti in Provincia di Treviso, sa dove andavano a finire i rifiuti in Provincia di Treviso?

Non sotto il tappeto, venivano gestiti dal separatore di Sarzano, il che significa che questi rifiuti lavorati al separatore di Sarzano, Provincia di Rovigo, andavano a finire in discarica, questo è Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 29 Ottobre 2013 41 quello che succedeva e la spiegazione era che in questo modo si riusciva a garantire l’ottimizzazione dell’impianto.

Lei mi capisce che o ragioniamo, ma non ce l’ho con lei ovviamente, o ragioniamo sul sistema rifiuto a 360 gradi altrimenti prendere a spizzichi e bocconi delle tipologie particolari che sono lodevolissime se sono contestualmente applicabili all’interno del territorio in cui si lavora, ma è evidente che bisogna razionalizzare il servizio complessivo.

Sulla discarica non rispondo perché non è di competenza di Ecoambiente, la discarica è una competenza del Consorzio RSU, chiedetelo al Consorzio e se vi vorrà rispondere vi risponda, io non sono in grado, non è mio compito. Sulla discarica non ho niente da dire perché, ripeto, non è competenza mia.

Sulla questione dei rifiuti e della necessità nel Piano industriale che ho citato, e ringrazio chi l’ha anche un po’ letto, ho detto che esistono realtà pubbliche nel Veneto, quindi pubbliche, così qualcuno si mette da parte l’idea del privato e quindi finché siamo in regime di pubblico ragioniamo con il pubblico, sto parlando di Vicenza, di Venezia, di Verona, cioè di realtà che conosciamo, Padova 3 è un po’ una confusione, quindi sono realtà pubbliche.

Oggi il rifiuto complessivamente in Italia e nel Veneto ovviamente anche è diminuito, è evidente che se il trend è questo bisogna intervenire anche nei servizi, perché ci sono dei costi fissi, me lo insegnate tutti, che se prendo su un bidone pieno o un bidone vuoto comunque il costo ce l’ho lo stesso, quindi l’evoluzione normativa è una cosa e che sta incasinando tutti i Comuni compresi, TARES, TARSU e non si sa cosa esista, un’analisi serena è difficile da fare nella tipologia del rifiuto e di come lavorare, però gli obblighi che abbiamo, che non sono solo normativi ma sono morali e sono societari, è quello di incrementare la raccolta differenziata, di riutilizzare meglio.

Non ci dà una mano neanche il produttore del rifiuto, lo sappiamo, cioè siamo tutti dalla stessa parte tentando di ottimizzare la questione però vanno viste in un contesto decisamente un po’ più...

Devo, per finire anche se mi rendo conto che non sarò esaustivo con le richieste, sulla questione della... dei bandi di gara, qualcuno ha detto che su Il Carlino del 27 luglio ha visto che c’era una querela nei confronti del Direttore Generale, io non ho pubblicato su nessun giornale il fatto che ho querelato qualcuno di quelli che sono seduti a questo tavolo per lo stesso identico motivo, però non è che bisogna andare nel giornale per denunciare.

Io l’ho fatto con la massima serenità e ho querelato dei Consiglieri Comunali che si sono permessi di dire delle dichiarazioni non corrette. Non credo sia curiosità perché siamo in un consesso diverso, non siamo in bar, che volete adesso sapere chi è, però vi garantisco che le ho querelate per diffamazione e non c’è nessun problema, per questo non vuol dire che vi debba mettere sul tavolo pubblico il fatto.

Le querele ci sono, se volete vedere gli atti sono a disposizione e deciderà il giudice, ma il fatto che qualcuno si senta in condizione di querelare chiunque è un titolo che è possibile normativamente dalla legge. Poi vedremo chi avrà ragione, e questo riguarda il discorso del bando, non confondiamo il conferimento del verde con il bando della raccolta del verde, cioè facciamo un po’ di... distinguiamo un po’ le questioni.

Allora, la questione del conferimento sono impianti autorizzati dalla Regione e abbiamo fatto una scelta stralegittima, non legittima, stralegittima, di affidamento privilegiando i territori, cioè gli impianti più vicini e questa è una parentesi chiusa, se avremo torto andremo dove andremo, cioè: verrà fatta un’azione di responsabilità perché abbiamo sbagliato? Avanti, non è un problema.

Nella questione invece della raccolta del verde prima esisteva un’ATI e forse all’Assessore... al Consigliere Romeo - chiedo scusa - è esattamente, non c’entra chi è l’attore, può essere un... (Voce incomprensibile dall'Aula)

Intervento n. 102
Pagine 41–43
Punto 1

Relazione del Presidente di Ecoambiente Spa, Massimo Nicoli - Discussione

Presidente di Ecoambiente

Leggi intervento

No, no. Sto dicendo, non è una provocazione. Sto dicendo che non ha importanza chi è l’attore gestore di un servizio, può essere un’unica impresa.

Quante imprese al massimo ribasso in altri settori hanno poi... sono scappate oppure hanno esercitato strumenti di subappalto e poi creando i Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 29 Ottobre 2013 42 disagi che conosciamo?

Preferisco avere un rapporto diretto e trasparenze con le cooperative sociali che devono legittimamente, ed è legittima la richiesta e la preoccupazione che ha l’Assessore, che ha il Consigliere, è legittimissima perché il... le cooperative sociali fino a ieri alcune si sono nascoste dietro questo nome, per lavorare con noi devono avere non solo il requisito di sociale e quindi il terzo deve essere effettivamente portatore di problemi, diciamolo così, degli aventi diritto a diventare soci o i soci, ma devono essere... avere altri requisiti.

Non ci limitiamo alla questione se sono o no iscritti all’albo e quindi siamo a posto perché la documentazione ci è favorevole, li verifichiamo anche in altre cose, li verifichiamo non solo in questo ed è evidente che è un percorso culturale da fare secondo me per tentare di strutturare questo rapporto che non è consociativismo, non è frazionamento, è individuazione di un soggetto certo che gestisca un territorio specifico.

Quindi questa è l’idea nostra che piaccia o non piaccia, è criticabile e nessuno dice di no, ma fa parte di una volontà che abbiamo messo in piedi. Prima l’Assessore Zangirolami sosteneva, e l’abbiamo costruita serenamente l’operazione, nel Comune di Rosolina la cooperativa sociale che ha avuto l’affidamento del servizio è andata dal Sindaco dicendogli: caro Sindaco, tramite i servizi sociali tirami fuori i casi bisognosi.

Non ve li dico perché credo sia corretto non dirveli, ma hanno assunto anche gente uno dei quali si bruciava le porte in casa per riscaldarsi, cioè sono situazioni talmente delicate per cui è stata fatta una vera operazione di ingresso di persone effettivamente svantaggiate.

Sulla questione della neve - torno un po’ indietro - noi non abbiamo titolo a fare nessun tipo di lavoro sulla neve, qualche Comune l’avrebbe inserito nei Piani Finanziari, anzi nella tariffa, ed è vietato dalla legge, quindi se si vuole il servizio della neve chiunque lo voglia deve avere un contratto, non può farlo attraverso la tariffa. Quindi non a caso il Comune di Rovigo aveva un contratto a parte, cioè parlo del Comune di Rovigo perché conosco la questione contrattuale e infatti non era inserito in tariffa.

Altri Comuni invece avevano il servizio neve e dentro la tariffa non si può, quindi se c’è neve che cade a Rosolina o a Castelmassa non è un servizio che fa Ecoambiente. Ad oggi non c’è nessun tipo di affidamento di questo servizio, non è un servizio sicuramente in house, non è un servizio obbligatorio, è una scelta e ogni Comune decide come meglio crede di affidare questa tipologia di attività.

Vado concludendo - scusatemi, mi rendo conto che sono stato un po’ troppo veloce - sulla questione della... di quanti soldi avanziamo dal Comune, dal Comune avanziamo un pregresso di circa 700.000 euro che sono soldi maturati negli esercizi precedenti per attività fatte all’epoca da ASM e poi da ASM ambiente e adesso in carico ovviamente ad Ecoambiente, oltre - e ho fatto vedere prima lo specchietto, noi dei soldi abbiamo incassato dalla tariffa dobbiamo ristorarli al Comune, non sono soldi nostri, abbiamo lavorato a nome e per conto del Comune.

Il giorno in cui noi verseremo questi soldi, che non sono nostri ma sono del Comune, comunque vi ho spiegato che versandoli tutti domani mattina, domani mattina il titolo di fatturazione che abbiamo già emesso, quindi il titolo che abbiamo di riscossione nei confronti del Comune, c’è già uno sbilanciamento di 1 milione e 83.000 euro, quindi noi avanziamo, se domani mattina diamo i soldi, volgarizzo, all’Assessore Bellinazzi, l’Assessore Bellinazzi deve darmi quei soldi che gli ho appena dato più 1 milione e 83.000 euro, perché il servizio della raccolta rifiuti a Rovigo costa i soldi che vi ho detto prima, cioè quindi la situazione è questa.

Che azioni vogliamo fare? Io ho già deliberato nel mio CdA, d’accordo ovviamente il Consiglio di amministrazione, di applicarlo quanto stabilisce la legge, cioè se un fornitore mi chiede gli interessi perché gli pago in ritardo io non è che posso caricare l’azienda di costi perché qualcuno non mi paga, applico la legge a cui applicherò il tasso stabilito dalla legge e mi... e su quello farò i miei conti, cioè come è legittimo che sia.

Noi abbiamo, per dirvi tanto per farvi un esempio, non è che se andiamo in banca domani mattina ci aprono le porte e ci dicono “quanti soldi volete, vi aspettavamo, siete gli unici in cui...” non è così, lo sapete tutti insomma, il mondo reale è che si fa fatica ad avere gli affidamenti.

Alcuni affidamenti ce li abbiamo, tra virgolette, “congelati”, per spiegarvi meglio che non voglio essere Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 29 Ottobre 2013 43 interpretato male, abbiamo su una banca 3 milioni di affidamento di anticipo fatture solo che c’è un piccolo problema: l’anticipo fatture con la cessione del credito, significa che un Comune deve... io devo cedere il credito, deve accollarsi il credito e in quel caso lì la banca mi dà i soldi; se nessun Comune si accolla il debito, che tra l’altro è ovvio, io non riesco a utilizzare quell’affidamento che ho di circa 3 milioni, per farvi un esempio.

Avevamo utilizzato l’anticipo flussi nei confronti di una banca sempre ovviamente locale, cioè locale per modo di dire cioè che ha gli sportelli qui da noi, adesso questa operazione qua, in cui ci prestavano i soldi perché emettevamo le fatture, non lo possiamo più fare, dobbiamo andare in anticipo fatture ma, chi di voi segue le aziende o che ha a che fare con qualche azienda, l’anticipo fatture non sono infinite per cui si possa anticipare all’infinito sine die tutte le fatture del mondo, c’è un momento in cui le fatture vanno pagate, altrimenti si finisce l’anticipo fatture, tra l’altro è dell’80%, non è del 100% di solito che le... quindi il meccanismo è particolarmente delicato ed è fondamentale che tutti si rendano conto, a differenza di qualcuno che forse non lo vuole capire e non che non l’abbia capito, che se si fa un servizio deve essere pagato nei termini stabiliti dal contratto.

Questo è quello che dice la normativa e questo quello che dice il buon senso. Se si vuole creare un mostro finanziariamente debolissimo, anche se economicamente non lo è, è evidente che ci sarà un altro Presidente che si prenderà questo onere o questo augurio di avere un’azienda decotta, cosa che oggi non lo è.

Intervento n. 104
Pagina 43
Punto 1

Relazione del Presidente di Ecoambiente Spa, Massimo Nicoli - Discussione

Presidente di Ecoambiente

Leggi intervento

Un’ultima cosa che non è ininfluente ed è una richiesta fatta dal Consigliere Sguotti, che è stato anche attento quindi lo ringrazio, poi vi ringrazio prima di andarmene. La questione della... come funziona il meccanismo della tassa che si paga alla Provincia di Rovigo, non funziona purtroppo sull’incasso, cioè uno emette 100 di fatture, incassa 50 e su quello che c’è una tassa, no: su 100.

Quindi le... l’Amministrazione Provinciale, e non stiamo adesso a fare discorsi partitici che non c’entra, parlo dell’Amministrazione in quanto tale, ha il titolo per emettere dallo 0 al 5%, ovviamente cosa ha chiesto? Il 5%, di cosiddetta tassa ambientale che va a finire nelle casse dell’Amministrazione Provinciale. Io non lo ritengo, come si dice, un furto, mi piacerebbe, ma non è mio compito, capire di questi soldi che sono dedicati all’ambientalizzazione, che cavolo ne fa.

Quando l’Assessore Bellinazzi si bisticcia, nel senso buono del termine, per la questione delle multe, lui sa che è dedicata la cifra che raccoglie da... (Voce incomprensibile dall'Aula)

Intervento n. 105
Pagine 43–44
Punto 1

Relazione del Presidente di Ecoambiente Spa, Massimo Nicoli - Discussione

Presidente di Ecoambiente

Leggi intervento

Non lo so.

Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 29 Ottobre 2013 44 Ho detto, mentre la... allora è una provocazione, è una provocazione che vi ho fatto per dirvi che sicuramente si potrebbe ridurre, ma non è competenza di questo Consiglio, la tariffa ma soprattutto sarebbe simpatico capire dove vanno a finire questi soldi, se sono dedicati all’ambiente, perché 1 milione e 7 se ne fanno di cose, 1 milione e 700.000 euro all’anno se ne fa na vaanga de robe, se invece servono per altre cose evidentemente legittime però impattano sulla bolletta famosa dei cittadini.

Io vi chiedo scusa, a disposizione dell’Assessore e di chiunque per qualsiasi chiarimento anche in un’altra sede insomma.

Intervento n. 107
Pagina 44
Punto 1

Relazione del Presidente di Ecoambiente Spa, Massimo Nicoli - Discussione

Presidente di Ecoambiente

Leggi intervento

No, ripeto, so che è un argomento delicato e, ripeto, sono a disposizione anche perché, anche se non lo volessi, lo devo essere per forza perché siamo in house providing, lo ripeto per l’ennesima volta, quindi siamo... obbligatorio ma anche no, quindi visto che è possibile e visto che è così, la trasparenza deve essere verificata quando e come volete insomma.

Come leggere questi numeri. Il numero degli interventi dipende dalle sedute e dai verbali attualmente acquisiti. I ruoli di Presidenza possono inoltre generare numerosi interventi procedurali: per questo Lente Civica non li usa come classifica di attività politica.