Buonasera a tutti e buonasera ai Consiglieri. Andrò abbastanza veloce per permettere poi ai Consiglieri, ovviamente e giustamente, di fare le domande di approfondimento o quello che riterranno, insomma.
Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 29 Ottobre 2013 9 Presentiamo un po’ l’Azienda che, com’è stato anticipato dall’Assessore, è la sommatoria di due aziende, tenuto conto che il processo di fusione era in capo, in itinere ormai da direi quasi 10 anni, e si è arrivati a definire ormai l’operazione, come ben sapete, portando alla creazione di questa nuova realtà, che tra l’altro è esattamente in linea con i dettami del nuovo Piano Regionale dei rifiuti, che individua ed ha vocato a se gli ambiti territoriali, suddividendoli in aree, sostanzialmente per essere un po’… e senza entrare nello specifico, e la nostra area di riferimento, l’ambito ottimale della raccolta di rifiuti coincide esattamente con la Provincia di Rovigo.
Quindi siamo portatori in primis di un’operazione di gestione integrata dei rifiuti all’interno della realtà, coincidente con l’ambito territoriale, e questo permette di evitare tutta una serie di problemi che altre aziende pubbliche nel territorio Veneto cominciano ad avere, perché si accavallano nella gestione di questo tipo di intervento. L’azienda ha 267 dipendenti.
Di questi 267 sono tutti a tempo indeterminato, ha una sede direzionale, 5 basi operative, non c’è un errore ma a Rovigo sono due, nel senso che c’è la vecchia, cosiddetta vecchia che poi vecchia non è, sede della ex ASM Divisione ambiente dove attualmente c’è l’Eco Centro, ed avevamo una sede in affitto in condizioni… non uso termini per evitare problemi, comunque non era sicuramente a norma, ed è di questi giorni la volontà e l’operatività di avere acquisito un immobile che quindi razionalizza, come vedremo poi successivamente, l’attività della società; poi ce n’è uno ad Adria ed uno a Porto Viro.
Questa è un po’ la sintesi delle fasi operative. Gestiamo l’impianto di separazione di Sarzano, in cui riusciamo anche… ottimizzando una serie di servizi, anche a produrre combustibile da rifiuto; abbiamo 13 Eco Centri in gestione, 151 automezzi, 35 milioni di fatturato e sostanzialmente ci occupiamo di attività di spazzamento, raccolta e trasporto.
Due secondi per evidenziare che la sede direzionale oggi costa sostanzialmente € 100.000 circa di affitto, i 13 Eco centri… l’impianto di separazione di Sarzano, essendo in gestione, con la fusione che speriamo avvenga quanto prima all’interno del Consorzio, ci vedrà anche lì ottenere delle economie, perché attualmente paghiamo un canone di concessione al Consorzio per 200 circa mila euro; oltre ai 13 Eco centri in gestione ce ne sono alcuni che sono comunali, cioè di proprietà e gestiti dai Comuni, me ne viene in mente uno, Crespino, ma ce ne sono degli altri, però ci siamo anche accorti che ci sono delle aree scoperte, per esempio nelle vicinanze di Trecenta, Trecenta compresa, non c’è nessun Eco centro.
Non è assolutamente intenzione di questa società fare 50 Eco centri, sarebbe un errore e quindi stiamo lavorando per ottimizzare quelli che ci sono, per razionalizzarli e perché diventino degli Eco centri sovracomunali, nel senso che un Comune ospita un eco centro ma con contratti che poi gestiranno tra i vari Comuni e saranno a servizio anche dei cittadini limitrofi, altrimenti non potranno accedere.
E questo poi si riverbera nell’abbandono dei rifiuti che spesso vedete in giro abbandonati dappertutto sostanzialmente. Di questi 151 mezzi abbiamo un parco mezzi, soprattutto ex Ecogest, molto vecchio per non dire troppo vecchio, e anche qui ovviamente bisogna tener conto dell’equilibrio finanziario, però la situazione è questa; il fatturato è dato sostanzialmente dalla stragrande maggioranza della gestione del servizio dei rifiuti stessi.
Una parte di questo fatturato, in parte ovviamente minimale, è dato da un’attività commerciale che faceva ASM e questa attività commerciale la ribaltiamo ovviamente per ridurre i costi complessivi a carico poi dei vari comuni, però è una delle strade da perseguire non appena avremo la possibilità di ragionare direttamente con l’altra società Polaris, a cui daremo loro la gestione commerciale, perché di là è legittimo fare utile, a differenza di noi, a cui hanno detto sostanzialmente di non andare oltre quella che è la nostra missione, quella di gestire al meglio l’attività che c’è stata data.
Il Piano Industriale 2013-2015: che cosa abbiamo fatto e cosa stiamo facendo sostanzialmente?
Abbiamo fatto due operazioni non dico straordinarie, perché se parliamo di un’azienda per quanto mi riguarda sono operazioni ordinarie, e cioè abbiamo preparato, discusso, approfondito e poi anche avuto l’okay dall’Assemblea, abbiamo preparato un piano industriale in cui si danno le linee guida e si tracciano gli obiettivi di questa Azienda da qui al 2015, e abbiamo già iniziato a fare una serie di Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 29 Ottobre 2013 10 interventi del miglioramento dei servizi.
Siamo ripartiti incrementando ulteriormente l’ingresso della società nell’educazione ambientale, abbiamo raggiunto ormai 70 scuole con 1300 bambini che verranno formati, nel senso buono del termine, all’educazione ambientale, ma stiamo parlando di oggi, speriamo di aggiungere altre classi e coinvolgere anche altri bambini su questo tipo di intervento.
Abbiamo messo in piedi un call center che sembra una cosa strana, poi vi spiegherò il perché dell’importanza di questo strumento che è ormai consolidato da un po’ di tempo; stiamo gestendo e progredendo verso la progettazione della raccolta differenziata, perché è uno dei punti cardini della nostra attività; ovviamente lavoriamo e cerchiamo di raggiungere anche aree non totalmente coperte, per esempio dagli eco centri, con l’attività di eco camion, e abbiamo iniziato da subito e abbiamo monitorato brillantemente un’attività fatta a Rosolina Mare, che ha visto incrementare, per non dire quadruplicare, la raccolta differenziata rispetto all’anno precedente, intervenendo in un sistema completamente diverso.
Quindi è motivo di vanto non nostro ma di soddisfazione da parte in questo caso del Comune e dei turisti che hanno visto un servizio qualitativo decisamente consono di una realtà come quella nostra.
Rispetto ai meccanismi tradizionali in cui si avvaleva Ecogest, abbiamo ovviamente lavorato su un budget previsionale, previsionale perché i numeri… il consuntivo lo faremo alla fine di quest’esercizio, e quindi abbiamo sostanzialmente iniziato a lavorare con la contabilità analitica, applicando il cosiddetto DPR 158 che, per chi non conosce la materia, non è altro che l’esatta puntualità di costo del servizio che viene richiesto.
Vi faccio un esempio: se uno vuole una persona per spazzare la strada con la scopa ha un costo, se uno vuole una persona con un mezzo ne ha un altro, e quindi a seconda della tipologia del servizio che si andava a fornire si è applicato questo DPR che ha avuto ovviamente delle ripercussioni positive e negative.
Mi spiego meglio e poi lo vedremo, anche se è una cosa veloce da dire, però è fondamentale, perché così tagliamo un po’ quello che si sente in giro che questa società ha creato dei costi in più rispetto alla gestione precedente, cosa non vera! Comunque per ogni Comune abbiamo applicato questo meccanismo, quindi compreso il Comune di Rovigo, il che significa che abbiamo contabilizzato analiticamente per ogni Comune che cosa deve spendere per il doppio servizio.
La sommatoria del costo aziendale, quindi il costo industriale nostro di Ecoambiente che fa il servizio, oggi non è superiore rispetto alla sommatoria dei precedenti, addirittura abbiamo assorbito, che potevamo invece ed era legittimo farlo, ma non l’abbiamo fatto per una scelta non solo aziendale ma anche per una stretta e diretta collaborazione che abbiamo con i soci, non abbiamo incrementato dell’Istat, e l’Istat, che piaccia o meno, sono comunque € 700.000 che abbiamo evitato di spalmare poi sulle tasche delle famiglie e poi delle imprese.
Quindi ad oggi, partendo dal presupposto che abbiamo avuto non un indirizzo ma una netta e precisa indicazione da parte dei soci di non marginare come azienda, e quindi andare in equilibrio, quindi tutto quello che si guadagna sostanzialmente non lo dobbiamo vedere a bilancio, lo dobbiamo rigenerare attraverso una riduzione dei costi a carico poi della collettività.
Quindi oggi l’effetto della fusione, poi entreremo nel merito specifico del Comune di Rovigo, comunque oggi non abbiamo avuto incrementi per circa € 700.000. Andando veloce. Sulle strategie in atto abbiamo dovuto ovviamente riorganizzare l’azienda, e quando si fondono due aziende con due sistemi anche diversi di lavoro, è stato un lavoro ed è un lavoro ancora in itinere, cioè non è concluso.
Quindi intanto come primo atto, ma era quello minimale da fare, era fare un’unica sede e non averne più due, quindi con due costi da sostenere che erano assurdi; abbiamo informatizzato tutta l’azienda perché avevamo dei centri esterni al Comune di Rovigo, per esempio a Porto Viro dove non c’era neanche l’ADSL, per portare un documento partiva uno dagli uffici, cose che insomma sembrano non vere ma purtroppo erano tali.
Abbiamo portato il protocollo informatico che in Ecogest non insisteva, abbiamo riorganizzato la questione degli approvvigionamenti, abbiamo inserito il codice etico in base alla 231 e poi abbiamo riorganizzato tutti i contratti aziendali, che erano in capo prima in parte in ASM Ambiente ed in parte in Ecogest, e abbiamo dovuto trovare, ovviamente questo è lavoro fatto dal Direttore Generale Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 29 Ottobre 2013 11 con le organizzazioni sindacali, la modularità di contratti che a volte non erano esattamente simili.
Quindi anche questo lavoro qua ha impegnato notevolmente l’azienda. Per quanto riguarda la certificazione ambientale, scusate, la certificazione di servizi, oltre ad avere implementato l’ISO 9000 e l’ISO 14000, le OHSAS 18000, è un lavoro che sembra così, detto così in due secondi, un lavoro secondario ma è un lavoro che vi posso garantire è decisamente importante e pesante che ha impegnato la struttura aziendale. In particolare cos’è successo nel 2013?
Ad esempio sulla gestione che prima era affidata, veniva fatta dal Consorzio Rifiuti, abbiamo fatto noi invece la gara per portare l’umido che raccogliamo e il verde, abbiamo gestito noi la gara in questo senso ed abbiamo già risparmiato € 200.000 dei € 35 circa attuali, cioè precedenti che spendevano a tonnellata per portarlo negli impianti dedicati, abbiamo fatto una gara e siamo arrivati a € 29 a tonnellata, tanto per darvi un elemento. Nel 2014 che cosa vorremo fare?
E vedremo poi di fare gli atti conseguenti, che vuol dire poi rapportarsi con il Consorzio per poi rapportarsi con i Comuni, abbiamo visto che ci sono delle sacche di economia o di diseconomia, quindi ci sono degli interventi che potrebbero portare ad una riduzione non di poco conto di circa un milione e mezzo di euro, da che cosa?
Sostanzialmente da una rivisitazione di come viene gestito oggi il secco esterno al Comune di Rovigo, stiamo parlando di circa 800/850 mila euro di minor costo aziendale e quindi vuol dire ribaltamento minore rispetto ai Comuni. Per esempio i servizi estivi, che in alcuni casi sono superflui, faccio un esempio: se raccogliamo tre volte in una settimana l’umido, ma lo raccogliamo due, non è che cambino i numeri.
Cioè i numeri dell’umido raccolto sono sempre quelli, quindi è un impatto economico che non ha senso, l’abbiamo già condiviso con alcuni Comuni e questo non ha creato nessun tipo di problema.
Venivano consegnati da parte di Ecogest i sacchetti per la raccolta dell’umido, da quest’anno, per quanto mi riguarda sarei esattamente all’opposto, cioè non diamo più niente, perché tutti vanno a fare la spesa e i sacchetti vanno benissimo per conferire l’umido, e stiamo parlando di € 220.000, quindi stiamo parlando di numeri importanti. Lo stesso dicasi per il secco riducendo e riorganizzando il servizio, stiamo parlando di altre € 100.000.
Quindi sostanzialmente vi sto dando dei numeri di minor costo per un milione e mezzo che non vanno ad impattare su chissà quale tipo di intervento, importante è razionalizzare le cose e portare a compimento l’obiettivo che è quello ambiziosissimo, difficile da raggiungere e forse impossibile, che è dettato dai soci, di tentare di arrivare ad una riduzione complessiva di circa il 10%, che vuol dire oltre € 3 milioni, cosa di non poco conto.
Vado veloce, scusatemi ma… La cosa che ci ha visto particolarmente impegnati, posso dire senza essere smentito, di giorno, di notte e anche di sabato e domenica, sono state le attività straordinarie. In buona sostanza abbiamo dovuto, per ovvi motivi, riprendere in mano la questione e guardare un po’ cosa c’era dentro in Ecogest.
Per esempio, e di questo non ho dubbi, sono in una pubblica assemblea e quindi non ho problemi a dichiararlo, avevamo i bidoni della raccolta del vetro, non per Rovigo ma per i Comuni esterni, che non erano a norma, questo è un impatto di 88.000 bidoni che ci vede impegnati per € 1.600.000 di costi, d’altronde non si può lavorare se non si è a norma, non solo perché siamo pubblici al 1000%, ma a prescindere è un impegno nostro formale, e poi vedremo dove entrare nel merito della sicurezza e qualità.
Avevamo due contratti di lavoro a tempo determinato e non li abbiamo più prorogati; avevamo quattro contratti Co.co.pro, due a Porto Viro, e due a Porto Tolle, a cui non abbiamo più dato corso; gli stagionali, anche per i motivi che ben sapete di blocco delle assunzioni da parte della pubblica amministrazione, a cui siamo soggetti, da 47 stagionali quest’anno siamo arrivati a 21 per sostituire le persone che ovviamente d’estate vanno in ferie.
Dopodiché abbiamo fatto un lavoro e stiamo facendo un lavoro straordinario sulla formazione del personale, soprattutto in termini di sicurezza, e poi abbiamo dovuto mettere a norma tutti gli impianti, compresa tutta la partita legata alla questione della dotazione di sicurezza che era un po’ carente, ed anche qui ha impegnato finanziariamente ed economicamente la società.
Per quanto riguarda la qualità, ecco perché mi riprendo dalla questione del call center, prima purtroppo, ma non per colpa della società, c’era un’unica persona che rispondeva al telefono, voi mi Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 29 Ottobre 2013 12 insegnate che se c’è un disservizio le concentrazioni telefoniche sono alla mattina e in modo particolare in un paio d’ore, quindi una persona sola non può reggere il flusso di richieste che vengono concentrate in così poco tempo.
Abbiamo consolidato l’attività con un call center che ci permette sostanzialmente tre cose, la prima di avere un’apertura al pubblico cosiddetta, il numero ovviamente è gratuito ed è un numero verde, dalle 8 della mattina alle 20 di sera, dal lunedì al venerdì e dalle 8 alle 13, quindi abbiamo straduplicato il numero delle ore a disposizione dei cittadini. Questo però ci ha permesso di fare che cosa?
Di avere la puntualità degli eventuali problemi che nascono nel territorio, cioè un disservizio, la non raccolta di un sacchetto, qualsiasi tipo di segnalazione; questo lo facciamo attraverso un codice ed un programma che viene garantito a mezzogiorno quei disservizi fatti alla mattina, ed entro le 20 della sera nel telefonino del Direttore Generale arrivano puntualmente… a mezzogiorno, e quindi se arrivano a mezzogiorno si interviene nel pomeriggio immediatamente presente nello stesso giorno, se arrivano entro le 20 di sera il giorno dopo si interviene per eventuali disservizi o anche solo richieste particolari.
Quindi questo tipo di attività ci sta mettendo nelle condizioni di avere la qualità certificata e di garantire di entrare nel merito poi di eventuali disservizi, perché spesso non potevamo neanche saperlo, perché chiunque era legittimato a rivolgersi a chiunque, qualcuno si rivolgeva ai vari sindaci piuttosto che ai dipendenti dei Comuni limitrofi, comunque c’era un po’ di confusione. Quindi questo è anche un po’ l’aspetto della qualità.
Per quanto riguarda l’altra cosa che abbiamo fatto e che c’ha portato via ore, ore e ore e ore di lavoro, l’attività fatta prima da Ecogest prevedeva 49 contratti, escluso ovviamente quello di Rovigo, di questi contratti ogni Comune aveva il suo contratto di affidamento del servizio, spesso non era fotografabile lo stesso contratto con un altro Comune e quindi abbiamo dovuto riprendere in mano tutti questi contratti che avevano una natura diversa rispetto a quanto vi ho anticipato prima, erano sostanzialmente contratti cosiddetti commerciali.
Tento di spiegarmi, e dopo se non riesco a spiegarmi vi chiedo scusa ma sono qua per chiarire. Il Comune di Costa, non è il caso ma lo cito solo perché è il primo che mi è venuto in mente, aveva un contratto di servizio in cui si faceva appunto questo servizio e lui pagava alla fine dell’anno il rendiconto più l’Istat, e si andava avanti con questo sistema dell’Istat, ma l’Istat non era neanche tra l’altro di settore, cioè era un Istat calcolata su un contratto cosiddetto commerciale.
All’applicazione invece del DPR, come abbiamo fatto noi, quindi sulla puntualità del costo relativo allo specifico servizio, ha riorganizzato e rimodulato tutti i contratti in essere. 27 di questi 49 contratti sono scaduti, quindi sono da rifare e quindi il lavoro che è stato fatto ed è da fare è quello di tentare di uniformare contrattualmente i singoli Comuni, tenuto conto delle specificità che un’amministrazione rispetto ad un’altra può avere.
Voglio dire, se un Comune vuole che venga spazzata la strada due volte piuttosto che tre, è evidente che c’è una differenza contrattuale, ma il meccanismo contrattuale deve essere quello, altrimenti si rischia, come è capitato, ed è motivo per cui qualche Comune se l’è presa male, di aver visto un incremento del piano tariffario importante, ma vi posso garantire anche che molti piani tariffari di altrettanti Comuni sono invece stati ridotti, perché ad ognuno è stato imputato correttamente il proprio costo.
Questa è un po’ la questione legata alla ricognizione dei contratti. La cosa poi che c’ha portato via parecchio tempo è stata la verifica ed il recupero dei crediti degli insoluti.
Tenete conto che al 31 agosto del 2012 avevamo debiti verso fornitori per circa € 8.200.000, avevamo crediti verso terzi, vuol dire clienti, in questo caso utenti o Comuni, per oltre € 19.000.000, quindi già questi numeri fanno capire che era imbarazzante dover entrare nel merito della titolarità dello specifico dei singoli contratti di prima, e nel contempo la prima richiesta che ho fatto quando sono arrivato ho chiesto: ma qualcuno ha mai sollecitato i Comuni? Mi è stato risposto di no!
Io credo che se uno ha un credito abbia il dovere, oltre che il diritto, di chiedere il pagamento. E quindi questa operazione che poi ci ha visto al 31 dicembre, sempre del 2012, ridurre e portarlo a € 5.000.900.000 il credito verso i Comuni ex Tarsu, cioè i Comuni a Tarsu pagavano un tanto al Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 29 Ottobre 2013 13 metro o quando qualcuno li sollecitava, altrimenti non arrivavano soldi.
Il che significa che ci siamo trovati con un’esposizione bancaria stratosferica con € 492.000 di interessi passivi. Io credo che Ecoambiente tutto deve fare, deve fare al meglio il proprio servizio, ma non deve fare da banca a nessuno. Non deve fare da banca a nessuno!
Gli istituti di credito sono da un’altra parte, questa è un’azienda che deve vivere con le risorse stabilite dal piano tariffario, altrimenti qualcosa non funziona, ed io su questo ovviamente non sarò mai d’accordo. Questa verifica contabile che abbiamo fatto, c’ha fatto fare un’operazione altrettanto straordinaria, e siccome avevamo la necessità di avvalerci di persone ovviamente più qualificate del sottoscritto, abbiamo fatto un’operazione di verifica contabile fino alla fine.
Questa attività, ripeto, ci ha messo nelle condizioni di dover riaprire il bilancio 2011, per chi in Sala fa il Consigliere ma anche per mestiere fa un lavoro di contabilità o comunque ha a che fare con questa materia, sa benissimo cosa vuol dire riprendere in mano un bilancio e rifarlo!
È una cosa devastante, però l’abbiamo fatta coscientemente, e poi vi però il risultato finale; questa attività, ripeto, è stata gestita direttamente in Ecoambiente, quindi abbiamo rifatto il bilancio di Ecogest, ci siamo avvalsi del Consorzio Ferrara Ricerche per l’analisi contabile di quello che avevamo trovato e di quello che c’era da sistemare. Questa analisi è stata poi coordinata con il Prof. Bracci, che è Ordinario dell’Università di Ferrara e che insegna contabilità alle pubbliche amministrazioni.
Fatto questo lavoro, successivo all’analisi, ci siamo affiancati per analizzare tutti i riflessi poi che ne derivano, fiscali, al professor Zanetti che è Ordinario all’Università di Ca’ Foscari e attualmente Vicepresidente della Commissione Finanze alla Camera.
Vi do questi due nomi per dirvi che credo che abbiamo giustamente preso dei professionisti importanti, chiaramente che sono costati, però alla fine da un bilancio che risultava in utile di circa € 200.000, abbiamo chiuso l’esercizio 2011 con una perdita di circa € 200.000, quindi un differenziale di quasi € 400.000, ed è stata inoltre disposta, ma questo lo sapete, è pubblica anche questa cosa qua, l’azione di responsabilità verso gli ex amministratori, che a sua volta hanno ritenuto di avvalersi della procedura di arbitrato, però la fotografia è questa.
Detto questo è evidente che lavorare in una condizione del genere ci ha distolto un po’ l’attenzione, e quindi siamo qua pronti ad accettare tutte le critiche legittime su alcuni disservizi che sostanzialmente a Rovigo non ci sono stati ma in Provincia di Rovigo qualche di servizio decisamente c’è stato, però questo è motivo poi eventualmente di discussione.
Entrando nel merito -ho quasi finito, vi chiedo scusa ma credo fosse importante presentarsi con serenità in questo momento, che non capita giustamente tutti i giorni- cosa abbiamo fatto? Entriamo nel merito del Comune di Rovigo che è evidente interessa in maniera particolare.
Il Comune di Rovigo il primo anno nel passaggio tra ASM Ambiente ed Ecoambiente, ha portato che noi nel 2012 Ecoambiente, scusate, ASM Ambiente, il costo industriale aziendale era di € 7.044.000, è il primo numero in alto a destra che vedete; il piano finanziario presentato al Comune di Rovigo per l’esercizio 2013, a budget approvato in Assemblea, ha previsto un costo di servizio, quindi un costo industriale, di € 6.600.000.
Quindi se entriamo nello specifico, tanto per tagliare un po’ la testa al toro di qualcuno che ha pensato che abbiamo incrementato i costi, cosa falsa, noi per il Comune di Rovigo abbiamo ridotto il costo industriale circa € 425.000, quindi oltre un 5%, oltre a quasi un 6%. Qual è la differenza invece di cui l’utente non si è accorto?
Ed è un motivo legittimo di alcune azioni che ha fatto il Comune, sostanzialmente le bollette, per capirci, mandate all’utenza, escluso l’addizionale provvisoria perché, come prima l’Assessore riteneva quasi… cioè si domandava perché dobbiamo pagare un qualche cosa, circa € 120.000 di un atto, ma forse i Consiglieri non sanno che il 5%, il 5% del fatturato non dell’incassato va all’Amministrazione Provinciale.
Stiamo parlando di € 1.700.000 che gravano nelle tasche dei cittadini di cui io vi chiedo legittimamente di chiedere cosa ne fanno di questi soldi, perché si sono impegnati da un punto di vista ambientale, e credo sia legittimo richiederli, ma se servono per altre cose è un’ulteriore tassa sulle tasse, come i 30 centesimi di imposte che poi con le nostre famiglie tutti pagheremo con la questione Tares, è tutto un ginepraio di calcoli che alla fine portano a caricare le utenze in questa maniera.
Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 29 Ottobre 2013 14 Perché la differenza, tornando a noi, il delta tra il 2013 il 2012 è meno 0,53 ed è comunque, dal mio punto di vista, un risultato importante e straordinario? perché, come vi dicevo all’inizio, non è neanche incrementato dell’Istat i costi!
Perché il Comune di Rovigo, partendo con la famosa Tares, la Tares è un tributo e quindi è in capo al Comune il problema, non è più in capo alla Tia e quindi al gestore che incassava e gestiva l’incasso direttamente dai cittadini e dalle imprese, ha stabilito di incrementare il fondo, e poi vedremo perché, e quindi ha incrementato alcuni costi che dovrà sostenere e quindi deve dotarsi di una copertura finanziaria, di conseguenza ha dovuto caricare, a carico poi di Ecoambiente, € 41.000 di una bolletta in più che precedentemente, quindi l’anno precedente, il 2012, non c’era bisogno, perché chi si ricorda ASM o ASM Ambiente mandava fuori un bollettino con la possibilità di pagare in tre rate; quest’anno, con l’introduzione della Tares, c’hanno detto dallo Stato: si può fare solo per questo periodo provvisorio intanto mandate fuori due bollette con il sistema vecchio e la terza ci penseremo.
Quindi il Comune, non avendo titolo o non sapendo come gestire la partita terza, quindi il saldo, ha dovuto legittimamente caricare un ulteriore costo, perché fanno una bolletta per le utenze di Rovigo, non è che così poco, stiamo parlando di gestionale e di tutto il lavoro che c’è da fare, imbustamento e tutto quanto, e quindi si è fatta carico ovviamente anche di questa partita.
Nonostante tutto comunque rispetto all’anno scorso, e nonostante, ripeto, il non incremento di niente, siamo arrivati ad una riduzione di € 42.000 rispetto all’anno precedente. Si può dire sicuramente che sono pochi, però credo che il risultato dell’Amministrazione Comunale del Comune e soprattutto dei cittadini sia che ad oggi non sono stati incrementati i costi dei servizi. Due elementi per cui vi chiedo l’attenzione poi ho finito, qual è il problema sostanziale rispetto alla Tares?
Il Comune ci ha affidato l’invio delle prime due rate, la prima scadeva a luglio e l’altra scadeva a settembre, una di 3.700.000 e l’altra di 2.800.00, cosa abbiamo incassato per il Comune di Rovigo? Abbiamo incassato a luglio € 2.783.000, qualcuno ovviamente ha pagato dopo e quindi siamo arrivate € 970.000, complessivamente sulla prima rata abbiamo incassato € 101. Com’è possibile uno dice, 101%?
Perché tanti, parecchi, hanno pagato in un’unica soluzione il doppio bollettino e quindi, siccome c’era la possibilità di pagare o in unica soluzione o due bollettini, uno che sapeva luglio e l’altro a settembre, moltissimi hanno pagato la rata assieme alla seconda rata, cioè non hanno diviso la rata, hanno pagato in unica soluzione a scadenza di luglio. Ecco 101.
Però, come vedete, ad oggi il dato di settembre che era la seconda scadenza della seconda rata per 2.800.000 abbiamo incassato € 626.000, che significa il 21,75%, quindi un dato decisamente bassissimo. Questo deve fare riflettere l’Amministrazione, perché lo vediamo sostanzialmente dopo, la situazione finanziaria che è stata determinata dalla Tares, e quindi cosa fa oggi Ecoambiente?
Non fattura più per i cittadini né la TIA, né si avvale più della TIA, fattura ai Comuni, indipendentemente dall’applicazione… Oggi vale la Tares, il tributo, anche se il calcolo fosse fatto con il sistema vecchio, ma comunque oggi il cliente di Ecoambiente è il Comune di Rovigo più tutti i 50 comuni.
Il fabbisogno dell’azienda è di 37 milioni, quasi € 38 milioni, noi spendiamo mensilmente tra stipendi, fornitori e tutto quello che serve per gestire al meglio il servizio, € 3.163.000; il costo specifico del Comune di Rovigo è di € 607.000, cioè il Comune di Rovigo spende ogni mese per il servizio che viene fatto € 607.000.
Tenuto conto che al 30 settembre abbiamo maturato € 5.463.000 di fatture nei confronti del servizio fatto, se ragioniamo rispetto agli incassi, cioè di € 4.380.000 il delta che abbiamo, cioè il differenziale che avanziamo al 30 di settembre è di € 1.083.000. Ecco, ho finito dicendovi che cosa?
Che se dovessimo ragionare -parlo ovviamente da società, non parlo da Consigliere, ci mancherebbe!- in cui tutti i Comuni dovessero pensare di pagarci solo ad effettuazione di incasso, è evidente che questa società la portiamo direttamente in tribunale senza che qualcuno ci mandi, perché evidentemente andiamo in un scompenso finanziario straordinario.
Cioè, mentre noi siamo sani da un punto di vista economico, perché è ineludibile il fatto della salubrità, della tranquillità che abbiamo nella gestione anche economica, sotto l’aspetto finanziario siamo in estrema difficoltà, l’ho anche detto pubblicamente, perché se ci si collega al principio che ti pago quando ricevo i soldi, non lo possiamo noi applicare ai nostri fornitori e ai nostri dipendenti Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 29 Ottobre 2013 15 che ogni mese hanno maturato un diritto o di lavorare presso la nostra azienda o di lavorare come società e quindi come fruitori, quindi l’aspetto finanziario è preoccupante, tenuto conto poi che non avremo più neanche la terza rata da incassare, perché si è stabilito, non per colpa del Comune di Rovigo, ma si è stabilito che la terza rata va tramite l’F24, quindi neanche vediamo il flusso di cassa e non possiamo neanche andare in anticipo verso le banche, quindi da qui in avanti la questione finanziaria è la questione più importante di tutta l’attività dal punto di vista ovviamente dei numeri, non del servizio, che su quello nessuno ci metterà mai nelle condizioni di non fare al meglio le cose che stiamo tentando di fare e che vogliamo fare.
Ecco, questa è una fotografia che non mi sento di accusare in particolare nessuno, però, tornando un po’ alla storia della presentazione, anche se volete un po’ veloce di questa partita Ecoambiente, non possiamo più permetterci di avere dei pagamenti così in ritardo, così cronicamente in ritardo, perché non siamo in grado di garantire la stessa partita nel rispetto dei nostri fornitori e rispetto ai nostri dipendenti.
Quindi è fondamentale che si raggiunga un’attività, tenuto conto che l’attività di Ecogest/ASM, quindi Ecoambiente, è un servizio pubblico; i Comuni, chiunque essi siano, non possono pensare di pagare come fossimo un fornitore ordinario, è un servizio pubblico obbligatorio.
Quindi come tutti i Comuni mettono da parte nel proprio bilancio i costi ordinari che possono essere anche quelli del personale, devono un po’ alla volta imparare a mettersi nelle condizioni di lavorare sull’aspetto del pagamento di quanto dovuto.
Questo un po’ in sintesi, e scusatemi se sono stato un po’ lungo, del lavoro fatto in quest’anno e comunque dall’introduzione fatta anche dall’Assessore avete capito che di percorso da fare per riorganizzare e ottimizzare un po’ l’attività complessiva sui rifiuti c’è ancora molto da fare, ma insomma siamo qua.