15 Sì, la ringrazio, signor Presidente. Io, in realtà preferirei, insomma, anche a beneficio della discussione, fare il mio intervento così generale, generalizzato, in merito alla delibera. E mi riservo in un secondo momento, perché mi farebbe piacere anche sentire gli interventi degli altri colleghi, e mi riservo in un secondo momento di entrare nel merito dell'emendamento.
Allora, innanzitutto mi sento in dovere di fare da subito un paio di premesse prima di esprimere, insomma, il mio concetto, i miei concetti. Innanzitutto un pubblico ringraziamento all'Assessore Moschin, che si sta impegnando veramente in modo netto e deciso, per far sì che questo importante servizio, importante servizio che voglio ricordare, così come sia condivisa in maniera trasversale questa problematica inerente, insomma, a queste persone, a questo tipo di utenza di cui andiamo a parlare.
Delibera, appunto, che era stata approvata dalla precedente Amministrazione, un'ottima idea che è venuta dopo un percorso -voglio dire- di consultazione con le associazioni che rappresentano i disabili. E’ vero, qualcuno dice erano altri tempi, c'erano più risorse, io sono completamente d'accordo su questo. Adesso i tempi sono cambiati.
Allora, la precedente Amministrazione, aveva tarato questo tipo di servizio, non solo in riferimento a quelle che erano le necessità di queste persone, ma anche in base a quelli che erano -voglio dire- le entrate di Bilancio di allora. Per cui, un grande ringraziamento alla precedente Amministrazione, soprattutto nella persona dell'Assessore di allora, Saccardin, che ho avuto modo di apprezzare poi anche per altri provvedimenti intrapresi in quel periodo, pasti a domicilio e non solo. Perfetto!
Allora, questa è la prima premessa. La seconda premessa, che poi è alla base, è proprio basata, come dire, sul principio. E’ basata sul principio, però ci tengo a farla… potrebbe essere la conclusione del mio intervento, però io ci tengo a farla come premessa.
Perché poi io credo che sia una buona base di partenza per poi sviluppare tutti i ragionamenti possibili che vogliamo fare. Qualcuno, in quest'Aula e anche fuori, mi deve spiegare, mi deve convincere, mi dovrà convincere perché il sottoscritto, o qualsiasi di noi che usa il servizio pubblico, prende l'autobus alla mattina per andare a lavorare e spende un euro, nonostante i tagli di trasferimenti, nonostante i problemi che ci sono legati ai Bilanci del trasporto pubblico locale, e continua pagare un euro!
Mentre una persona che non si può muovere con le sue gambe e deve recarsi al lavoro, come facciamo tutti noi, oppure deve andare a fare delle visite, oppure ha anche degli impegni, che sono poi -voglio dire- conseguenti alla sua situazione fisica, perché… Perché questa persona debba pagare due euro e mezzo, o tre euro, o cinque euro andata e ritorno? Qualcuno mi deve spiegare questo!
Se mi convincete di questo, in linea di principio, sono disponibile poi a modificare -voglio dire- quelle che sono le mie intenzioni, che poi dopo vi illustrerò. Credo che alla base di tutto… invito, in modo assolutamente trasversale, invito tutti a ragionare con cognizione di causa, partendo da questo fondamentale ed importante presupposto, perché noi siamo il servizio pubblico, noi abbiamo l'obbligo di dare il servizio pubblico.
E noi dobbiamo avere un'idea di servizio pubblico, che si basa proprio partendo… il presupposto indispensabile è quello di partire dai più deboli. In questo senso -voglio dire- credo che si svolga anche l'azione dell'ottimo Assessore Moschin, per cui abbiamo tutti lo stesso obiettivo: tutti vogliamo mantenere questo importante servizio, con i problemi di Bilancio che abbiamo. Qualcuno mi fa osservare: “Sì, i principi sono belli, sono validi, però poi bisogna anche trovare il modo di finanziarli ‘sti principi”.
Sono completamente d'accordo con voi! Parlavamo prima del Regolamento vigente, del Regolamento attuale, che poi è stato addirittura… nasce nel 2004; nel 2005 si sente l'esigenza di -voglio dire- integrarlo con un'altra delibera, che non fa altro che amplificare, insomma, il plafond di queste persone. Non è rivolto solamente alle persone, diciamo, disabili o con problemi per camminare, eccetera, lo si rivolge anche, lo si estende anche agli anziani over 65.
Non sono ben chiari, insomma, i motivi per cui si debba usare questo 16 tipo di servizio, e insomma, francamente... Poi c'è anche il ragionamento sull'autocertificazione, dove in pratica il cittadino, utente, disabile, deve comunque dichiarare che non ha altro modo, altro mezzo, insomma non ha nessuno che lo possa accompagnare. Insomma, è tutto un po' così da registrare questo ragionamento qua.
E questo è forse anche il motivo per cui c'è un uso -come dire- esagerato del servizio, potrebbe essere che qualcuno usa questo servizio solo perché ha più di 65 anni, solo perché ha un’invalidità che magari non è un’invalidità che non gli permette, insomma… che in qualche modo potrebbe fare anche in altro modo! Insomma non c'è un controllo così diretto. E questo fa sì che le spese in questi anni aumentano, insomma diventano i € 330.000, di cui parlava l'Assessore, che è una spesa francamente insostenibile.
Allora si sente la necessità -e qui parte l'ottimo lavoro, ripeto, dell'Assessore Moschin- che è quello che si pone il problema con gli Uffici, e dice: “Va beh, abbiamo il problema di andare a verificare, andare a normare, andare a regolare la materia, per far sì che veramente chi ne ha bisogno lo usi questo servizio”.
Fino adesso abbiamo portato avanti questo ottimo servizio, dando un sostegno anche a chi in qualche modo poteva andarci da solo a lavorare, insomma, perché le risorse ce lo permettevano; adesso le risorse non ce lo permettono più e dobbiamo ridurre questo bacino di utenza. Perché altrimenti, le persone che ne hanno veramente bisogno, vengono in qualche modo danneggiate, diciamo, da chi ne ha bisogno sì e anche no.
Questo di fatto produrrà -e lo dovremo capire questo, dovremo solo vedere- questo di fatto produrrà un calo sensibile del bacino di utenza, per cui di fatto ridurrà le corse, per cui di fatto, insomma, porterà un risparmio di gestione.
C’è un altro aspetto poi -l'Assessore Romeo, che ho visto in giro, che ha la delega ai trasporti, magari ci potrà -voglio dire- relazionare anche su questo- c'è un altro aspetto che sembrerebbe, insomma, che l'azienda, la ditta, il colosso del trasporto locale, che effettua parte di questo servizio, abbia chiesto un aumento tariffario; abbia detto: “In qualche modo sta scadendo l'appalto, ma noi, con i soldi che ci dai al chilometro, adesso tu, Comune di Rovigo, non possiamo più farlo questo servizio”.
E sembrerebbe -io non so se c’è stato un incontro, poi -ripeto- uso il condizionale, perché poi, insomma sono cose anche… questioni anche interne all’Assessorato, volevo capire se fosse vero che Sita dice: “Per continuare questo tipo di servizio ho bisogno di € 5, e mi dai € 5 al chilometro”. E si pone la questione di incrementare le risorse.
Mi sono permesso -non faccio nomi- di… così, attraverso una telefonata che può fare qualsiasi di voi, di interessarmi presso una Cooperativa sociale -dopo arrivo anche al significato importante della Cooperativa sociale, eventualmente per gestire questo tipo di servizio- che mi dicono: “No, ma noi lo stesso servizio, ovvero il mezzo, con l'autista, con l'accompagnatore, lo facciamo ad € 1,80, domani mattina! E’ la nostra tariffa. Chiunque ce lo può venire a chiedere, eh!
Chiunque”. Per cui dico abbiamo già individuato due elementi, abbiamo già individuato due elementi importanti: il modo per ridurre l'utenza e restringerla a chi veramente ne ha bisogno, e il modo di risparmiare nel rapporto che abbiamo con chi andrà a gestire il servizio. E fa due, okay?
Ieri l’Assessore Piccinino parlava di… quando presentava la sua delibera, parlava di impegno di spesa, diceva: “Ci sono delle delibere che hanno degli impegni di spesa; ci sono delle altre delibere che non hanno un impegno di spesa, ma che imputano una spesa. Non la sappiamo calcolare - parlava di Via Olmo- la spesa, adesso, perché in essere capiremo quanto ci servirà da spendere”. E’ la stessa identica cosa.
Allora noi, adesso, partiamo da un dato che abbiamo speso l'anno scorso € 330.000. Sono troppi, non ce lo possiamo permettere e dobbiamo ridurre la spesa; dobbiamo ridurre la spesa, regoliamo, facciamo un nuovo regolamento che va in questo senso, ed è così, e lo approvo quasi tutto -e dopo spiegherò dove non approvo- e vedremo, a mio modesto parere, nel tempo, che tipo di spesa andiamo a ridurre!
17 Cioè come dire: quando parliamo di carenza di risorse, quando parliamo “non ce lo possiamo permettere”, quando parliamo di ridurre le spese, cosa vogliamo dire? Vogliamo dire che i € 330.000 sono troppi e che dobbiamo spenderne di meno, e dobbiamo trovare dei meccanismi per spenderne di meno!
Allora, tornando a quel famoso ragionamento di principio di cui vi parlavo prima, chiedo a voi, ma chiedo a tutti voi, ma veramente ritenete che sia proprio necessario andare a far pagare € 5 al giorno a persone di questo tipo, che hanno un reddito familiare, familiare che supera gli € 8.000, che è una fascia compresa tra gli € 8.000 e € 15.000 di Isee? Di Isee? E’ così necessario che andiamo ad applicare una tassa a queste persone?
A fare pagare € 70 - € 80 in più al mese, solo perché non hanno le gambe per andare alla fermata del tram? Ciapare el tram come ca fago mi tutte e mattine? Lo vogliamo, colleghi Amministratori, colleghi Consiglieri Comunali, provarle tutte, prima?
Vogliamo metterci tutti assieme, al di là -insomma- delle nostre appartenenze anche politiche, al di là della nostra sensibilità, che qua è alla pari di tutti, è alla pari di tutti, io non mi sto ritenendo più o meno sensibile e diverso agli altri! Sto facendo, appunto, un ragionamento di principio. Vogliamo scongiurare che questo avvenga, tutti assieme?
Vogliamo provare? Vogliamo dare un segnale? Addirittura guardate che questo regolamento prevede che chi ha più di € 20.000 di Isee non debba nemmeno usufruire del servizio!
Ma perché? Ma perché? Ma perché?
Voi mi state dicendo che calano le risorse e domani mattina tutti noi andiamo a prendere il mezzo pubblico, e paghiamo il biglietto in base all’Isee! O andiamo all’Ospedale e paghiamo in base all’Isee, perché non ci sono le risorse, o andiamo chissà dove! E permettetemi un’altra cosa: l’istituto dell’Isee è un istituto importante.
Adesso, giustamente, Paolo Avezzù, con il quale abbiamo un'ottima amica, insomma, preparata in Comune, Maria Luisa Tezza, che è esperta di materia, è lei che propone, insomma, questo tipo di innovazioni, voglio dire… Perché quando qua dentro parliamo, ad esempio, di dare un contributo, riferito anche alla legge -è una domanda che vi faccio- ad altri tipi di persone che hanno bisogno, mi riferisco ai familiari dei non autosufficienti nelle case di riposo, non si vuole sentire parlare di Isee, mi si dice che non è vero, che non è un motivo per dare un contributo, e quando, invece, abbiamo bisogno di risorse dobbiamo fare pagare gli utenti, in questo caso i cittadini disabili, tiriamo fuori l'istituto dell’Isee?
Qua qualcuno mi deve far capire questo.! Un altro piccolo passaggio con l'Assessore Moschin: Assessore Moschin, se abbaiare alla luna serve per attirare l'attenzione su di un problema così importante, io sono disponibile a trasformarmi in cane e ad abbaiare anche alla luna!