Grazie, Presidente. Questa partita inizia nel 200, quando una società, Belvedere, presenta una proposta di ampliamento del cimitero di Rovigo. Ad ottobre dello stesso anno, il Comune dichiara la proposta di pubblico interesse con delibera apposita.
Poi tra il 15 gennaio 2002 e l’8 febbraio viene prima la determina dirigenziale che pone a base di gara il progetto della ditta Belvedere, poi viene avviata la gara, il 18 giugno perviene la sola offerta di un raggruppamento temporaneo di imprese, ATI Cles e Manuntencoop. La gara finale se la aggiudica questa accoppiata che dà vita ad una società di scopo, l’Arcobaleno, così composto 99,5% a Cles e 0,5% a Manutencoop.
La stessa società ha il compito di formulare il progetto definitivo, esecutivo che prevede la costruzione di 3.060 loculi e cappelline, 1.008 ossari e poi tutta una serie di opere secondarie: uffici, posti auto, strada di accesso come da convenzione. Nella convenzione ritrovate riportato tutto questo.
La società si impegna anche nell’attività di gestione, come articolata nel piano e l’importo complessivo è di 4.993.000 euro, concessione di venticinque anni, che dovrebbe scadere il 31 dicembre 2029, primo stralcio previsto a quarantacinque giorni dall’esecutivo, siamo a luglio 2004, secondo stralcio, che dovrebbe iniziare entro l’1 gennaio 2009, terzo stralcio entro l’1 gennaio 2014. Al Comune spetterà un aggio del 35% dei ricavi inerenti la vendita dei loculi, eccetera.
La convenzione, che vi ho detto, firmata il 26 febbraio 2004 non passa in Consiglio comunale. Viene in qualche modo deliberata dalla Giunta a marzo del 2004. Nella convenzione ci sono due articoli che meritano perché poi sono i due articoli che ritornano anche in una convenzione, che doveva esserci nel 2013, che non ha trovato gambe e in questa.
Sono l’articolo 9 dove il Comune si assume l’impegno di privilegiare le nuove sepolture sulla parte nuova del cimitero, destinando i vecchi loculi ai soli ricongiungimenti. Riporto di quella convenzione il prezzo dei loculi realizzati in prima, seconda e terza fila perché saranno un parametro di confronto poi in quello che è il percorso e anche nella convenzione allegata a questa delibera.
L’articolo 20, che ritroveremo anche in questa e anche in quella che era di passaggio, il concedente assumerà tutti gli atti necessari ad assicurare il riequilibrio economico e finanziario dell’investimento, anche mediante la copertura tramite equivalente contributo in denaro a favore del concessionario, eccetera. Questo è un articolo, ripeto, che si conosce anche perché la mia relazione l’ho fatta arrivare non solo ai commissari, ma a tutti i Consiglieri comunali.
Il primo stralcio inizia nel 2004, termina a maggio 2006 e vengono realizzati 958 loculi, tutti gli ossari, 36 tombe di famiglie e le opere secondarie. I lavori sino ad oggi realizzati si fermano al primo stralcio esecutivo. La società Arcobaleno motiva questa criticità con queste sue considerazioni: “La vendita dei loculi è andata a rilento”, vi ricordo che i loculi sono stati venduti entro il 31 dicembre 2012.
“Solo un quarto degli ossari è stato venduto al 31 dicembre 2012 e residuano ancora 150”, poi l’altra criticità: “L’acquisto degli stessi, Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 29 Novembre 2017 soprattutto i loculi, a trent’anni, mentre scarso è stato l’acquisto, o quasi zero, quello a novant’anni”, quindi la gente non ha comprato, come si prevedeva, a trent’anni, sessanta anni, novanta anni, ma soprattutto a trent’anni.
Ha lamentato anche il fatto della nostra ritardata applicazione degli aumenti ISTAT, e soprattutto il fatto che gli oneri finanziari derivanti dalla costruzione delle opere secondarie, che dovevano essere ammortizzati con il secondo e il terzo stralcio, questo non è avvenuto, tutto è andato in sofferenza, ha provocato problemi economici, gli istituti di credito non hanno garantito le coperture finanziarie e tutto si è fermato al primo stralcio. Questo è il primo quadro.
Intanto, l’allora Presidente di ASM manifesta l’interesse dell’acquisto del 90% di Arcobaleno, lo fa il 15 marzo 2011 in assemblea, comunica poi a marzo al Comune di Rovigo, motivando la valenza positiva della acquisizione, la Giunta comunale risponde e dà il suo assenso il 29 marzo 2011, viene perfezionato l’acquisto per 205.000 euro e alla fine la nuova compagine sarà 90% ASM, 9,5% Cles, 0,5% Manutencoop, che poi a gennaio del 2013, il 9,5% della ditta Cles passerà alla ditta STA, Società Trattamento Acque, credo di Mantova.
Il project del cimitero, intanto, rimane fermo, 2009, 2010, 2011, 2012 e questo è il secondo quadro. Il concessionario allora fa elaborare uno studio di fattibilità alla università di Ferrara, che fa emergere come risultato la necessità di nuovi loculi, la domanda c’è e quindi si può pensare ad un secondo stralcio, al punto che a gennaio 2013 segnala l’adozione da parte del Consiglio di Amministrazione di un elaborato economico - finanziario prodotto dal Consorzio Ferrara Ricerche.
L’elaborato viene trasmesso al Comune di Rovigo in data 18 aprile 2013 contando di concordare con l’Ente locale l’avvio della procedura amministrativa ed esecutiva, durante il periodo di approvazione del Bilancio di previsione, che in quell’anno sarà approvato il 30 luglio 2013. Tutto tace per quattro, cinque mesi, poi il 18 dicembre 2013 viene preparata una delibera di Giunta, la 527 che, vedrete, non avrà gambe.
Questa delibera ha come oggetto “approvazione variante generale al progetto definitivo per l’ampliamento del cimitero, finalizzato alla realizzazione del secondo e del terzo stralcio”.
La stessa viene in risposta alla società Arcobaleno che, un mese prima, a novembre, aveva prodotto una richiesta di variante al progetto definitivo del secondo stralcio, che prevedeva in quella occasione 527 loculi in totale, divisi tra prima, seconda, terza e quarta fila, 96 tombe di famiglia, 166 loculi a terra, opere di miglioria del parcheggio, di quelle che erano state nel primo stralcio. La nuova convenzione prevede per il secondo stralcio circa 2 milioni di euro, esattamente 1.990.751 euro I.V.A. esclusa.
E, come sempre, nella bozza di convenzione, che accompagna questa delibera che, ripeto, non avrà gambe, c’è sempre il famoso articolo: “Il concedente privilegerà il concessionario in ordine a eventuali”, cioè la canalizzazione principale nell’acquisto del nuovo prodotto rispetto ai loculi che potrebbe liberarsi nel Comune anche con le bonifiche.
Le tariffe del primo stralcio, dopo adeguamento ISTAT, vengono portate a 2.700, mentre prima erano poco sotto i 2.000, l’aggio sarebbe sceso al 31%, la delibera, siamo praticamente al 18 dicembre, a Natale, eccetera, eccetera, arriva in ragioneria e rimane sospesa. Perché?
Perché nel frattempo, a gennaio, arriva proprio da ASM nella veste di socio al 90% questa comunicazione che dice “di non essere in grado di garantire la bancabilità e la fattibilità del progetto relativo al secondo stralcio del project financing”, intanto ASM comincia a considerare anche l’ipotesi della vendita del suo 90% e lo fa scrivendo al Sindaco Piva.
Scrive al Sindaco Piva il 18 febbraio 2014 e tra virgolette scrive questo: “È emersa la possibilità per ASM di cedere la quota di partecipazione, pari al 90% del capitale sociale in Arcobaleno e tale possibilità andrebbe considerata alla luce della incapacità della azienda di garantire la bancabilità dell’investimento del secondo e terzo stralcio”.
Nella stessa lettera si ricorda che l’acquisizione di tale quota è costata 205.000 euro e che successivamente ASM, in qualità di socio, ha effettuato anche un finanziamento di 300.000 euro ad Arcobaleno, metà del quale destinato a perdite di esercizio. La lettera, indirizzata al Sindaco, termina con queste parole: “Conseguire a breve termine le opportune e dovute indicazioni da parte dell’ente proprietario in merito al perseguimento o meno della possibilità descritta”.
Non mi risulta e non risulta agli atti che sia stata data risposta a questo. Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 29 Novembre 2017 Quindi non ha risposto a quanto scriveva ASM, l’Amministrazione. Nel frattempo due cose che meritano anche queste, il 25 febbraio 2014, arriva in Comune una PEC dove Arcobaleno comunica di avere incontrato ASM, che ha manifestato la volontà di cedere la totale partecipazione.
La condizione per l’acquisto di questa partecipazione di ASM da parte di un soggetto imprenditoriale che sia garantita l’approvazione del secondo stralcio. Abbiamo trovato chi potrebbe essere, perciò bisogna provare.
La dottoressa Cittadin scrive al dirigente Ferlin il 4 aprile 2014, tra virgolette questo: “Ho esaminato il contenuto della proposta di Giunta, tenuta in sospeso per alcuni approfondimenti e, soprattutto alla luce della nota inviata da ASM, il 20 gennaio 2014 che, nella veste di socio, nella società di progetto Arcobaleno comunicava di non essere in grado di garantire bancabilità e fattibilità del progetto di secondo stralcio”, necessita di rivedere in modo importante la convenzione e scrive: “È bene che tale delibera passi in Consiglio comunale” perché la prima è stata una delibera di Giunta anche se nell’anno 2000, nel Piano delle Opere Pubbliche, compariva come progetto il cimitero di Rovigo.
Intanto, il 9 aprile la dottoressa Rosito diventa Assessore ai Lavori Pubblici, il 24 scrive sia a Ferlin sia a Cavallaro sia a Cittadin, i signori dirigenti, una e-mail nella quale esprime la necessità di riapprovare, seppur dal punto di vista tecnico, il secondo e terzo stralcio.
Per non andare in contenzioso e salvare il salvabile, si ipotizza di ridefinire il secondo stralcio con la costruzione di tombe di famiglia, molto richieste e anche una sala di commiato mancante perché, nel frattempo, a febbraio 2014, viene votata all’unanimità del Consiglio comunale una proposta sulla sua istituzione.
Il dirigente Ferlin, in qualità di RUP, condivide l’urgenza di andare in Consiglio comunale e quindi viene preparata una delibera, il 3 luglio questa delibera passa in Giunta, da lì va in Commissione e siamo all’8 luglio. La Commissione dice: “Vogliamo capirne di più, abbiamo bisogno di documenti”. “Ci aggiorniamo al 17 luglio”, sennonché il 14 sapete che la Giunta Piva è caduta.
Nonostante reiterati solleciti, di fatto, il Comune non ha dato riscontro alle richieste di Arcobaleno la quale il 18 marzo 2014 ha formalizzato una diffida e messa in mora e il 5 dicembre del 2014 da un atto di citazione presso il Tribunale di Rovigo affinché sia riconosciuta l’inadempienza del Comune che, secondo loro, con il proprio comportamento omissivo, non avrebbe permesso la realizzazione delle opere mancanti in violazione di diversi obblighi contrattuali previsti in convenzione.
Arcobaleno chiede, pertanto, che il Giudice ordinario accerti la risoluzione del rapporto contrattuale con conseguente risarcimento del danno.
È bene ascoltare queste quattro righe perché non sono le righe di una relazione di un Assessore ma sono i contenuti dell’articolo 37 septies della 109/94 che dice: “In caso di risarcimento, consistente nel valore delle opere realizzate al netto degli ammortamenti, nelle penali comprensive dei costi per la risoluzione, di indennizzo a titolo risarcimento per mancato guadagno pari al 10% delle opere ancora da eseguire e del servizio ancora da gestire”. Sono i punti a), b), c) dell’articolo 37 della legge.
Il tutto quantificabile in 2,4 milioni di euro. Quindi non è una cifra, è una cifra che si costruisce attraverso questi punti che ho citato e che sono i punti a), b), c) di questa legge, del 37 septies.
Per contro, il Comune di Rovigo ca contestato di non essere obbligato ad approvare il progetto di variante presentato da Arcobaleno, rappresentando che la ragione della mancata realizzazione degli stralci è unicamente dovuta alla incapacità della controparte di garantire la fattibilità economica del progetto con conseguente indisponibilità delle banche a offrire la necessaria copertura. Fin qui è la storia prima di Bergamin. Adesso inizia il percorso con il Sindaco Bergamin.
Con la nuova Amministrazione, io ricordo, i primi incontri sono di ottobre 2015, da quel momento là fino adesso sono stati almeno una ventina, quindi abbiamo fatto tutti gli incontri possibili. Con la nuova Amministrazione, a seguito di questi incontri, arrivano due proposte ad aprile 2016, la prima dice: “Allungamento della convenzione di sette anni, dal 2009 al 2036”, l’aggio lo abbassiamo a 8,5% e aumentiamo le tariffe del 10%, questa è una delle due proposte che arriva.
La seconda: costruzione di un forno per la cremazione, allungamento dei tempi della convenzione, 2029 - 2036, come nel primo caso, aggio abbassato dal 35 al 12, un po’ più alto dell’8,5.
Il RUP, nel frattempo l’ingegnere dirigente Cavallaro, qui presente, procede a tutti gli approfondimenti del caso, ma anche con Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 29 Novembre 2017 interlocuzione con il DIPE, Dipartimento per la programmazione e coordinato della politica economica della presenza del Consiglio, non solo attraverso in via epistolare, ma anche con un incontro a Roma, questo nel periodo settembre - dicembre 2016 e arriva a queste conclusioni: la seconda ipotesi, che prevede anche il forno di cremazione, non è praticabile perché stravolgerebbe di fatto l’oggetto della convenzione in quanto non è in linea con la originaria proposta, mentre la prima ipotesi è considerata, almeno nella sua impostazione generale, in linea con quella originaria.
Nel frattempo, con sentenza del 20 settembre 2016, il Tribunale di Rovigo ha assunto una decisione limitata alla giurisdizione, affermando che la giurisdizione a decidere la controversia spetta al Giudice ordinario. L’Amministrazione aveva eccepito il difetto di giurisdizione del Giudice ordinario, chiedendo venisse dichiarata la competenza del Giudice amministrativo.
Il Giudice ordinario dice: “No, tocca a me e non al Giudice amministrativo”, ciò fatto, si è proceduto alla nomina di un C.T.U., consulente tecnico d’ufficio, e anche ai CTP, il nostro CTP è sempre il dirigente, consulente tecnico di parte. Da ottobre 2016 al 10 marzo 2017 ci sono cinque incontri tra C.T.U. e CTP nostro e quello dell’altra parte.
Parallelamente, siccome il Giudice, nel decidere la nomina di un C.T.U., tra virgolette, aveva dato anche questo input: “Determini, sulla base della documentazione prodotta in atti, l’ammontare dei danni riconoscibili al concessionario in caso di risoluzione della convenzione imputabile al concedente”, ci fa un po’ i conti nel caso dovesse avere torto il Comune di Rovigo, però alla fine dice: “Si tenti in ogni caso la conciliazione tra le Parti” e noi tentiamo questo.
Per cui parallelamente all’azione legale, c’è anche un percorso Comune di Rovigo e società Arcobaleno che esplorano varie ipotesi. L’ultima ipotesi, con relativa bozza, arriva il 20 giugno 2017, questa prevede la diminuzione dell’aggio da 35% a 10%, le tariffe in aumento al 15% e l’allungamento della convenzione dal 2029 al 2038, pari alla sospensione del project dal 2008 al 2017. È come avessimo spostato in avanti i termini.
Nella convenzione si ipotizza per il secondo e il terzo stralcio un totale di 1.435 loculi di cui 1.076 in prima fila, non vi sto qui a dire secondo e terzo stralcio, l’avete nella relazione.
160 cappelle private, per chi non sapesse che cosa sono, sono praticamente le tombe di famiglia costruite da noi, ci sono i quattro loculi che una famiglia può acquistare, che sono diversi invece dalle aree che noi vendiamo e poi la famiglia si costruisce le tombe, che vuole, come le vuole e si prevede anche 48 aree per tombe di famiglia da quattro, a sei posti, 176 loculi a terra con tombe singole, non è l’inumazione normale, c’è un cassettone proprio in cemento armato, eccetera, 614 ossari, la sala di commiato e opere di miglioria a quello che è le opere fatte nel primo stralcio, quelle secondarie.
Il tutto per un costo di 6.421.780. Intanto il costo dei loculi in questa convenzione sarà di 3.335, sto sempre parlando di quelli prima, seconda e terza fila. 2004 intorno ai 2000, nel 2013 si parlava già di 2700, nello studio fatto a suo tempo dal Consorzio Ricerche di Ferrara si ipotizzava vicino ai 3000 per il 2017, qui la quota è 3335.
Sappiate che questa è una quota, a rigor di logica, con il 10% che deve essere incorporato di I.V.A., i nostri loculi per correttezza, sono intorno ai 2500 quelli comunali, 2427 I.V.A. esente. Che cos’abbiamo fatto? Siamo andati a vedere i costi di Ferrara, i costi di Padova, quindi i due capoluoghi vicino al Comune di Rovigo e poi Adria e Badia che sono le più popolose cittadine che stanno vicino a Rovigo.
Che cosa abbiamo trovato? Che Ferrara, tranne 10 euro, ha più o meno il costo di Rovigo, 3325, mentre per quanto riguarda Padova, Adria e Padova siamo intorno ai 2500.
Nella nuova convenzione compaiono i famosi due articoli, che sono un po’ quelli più spinosi, che c’erano nella prima, che c’erano nella delibera senza gambe del 2013, e ci sono anche adesso, cioè la prioritaria canalizzazione sulla vendita dei loculi dei nuovi stralci, relegando soltanto come possibilità ai ricongiungimenti quelli del nostro cimitero di Rovigo e l’altra: “Il concedente assumerà tutti gli atti e i provvedimenti necessari ad assicurare il riequilibrio economico”.
Prima di dirvi quali sono le ipotesi, vi devo dare alcuni dati freschi, che sono importanti. Negli anni 2011, 12, 13, 14, 15, 16 la media dei seppellimenti nel solo cimitero di Rovigo è 233 di cui 181, di media, in Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 29 Novembre 2017 questi sei anni, tumulazioni, 52 media inumazioni, qui non ci sono le tumulazioni che riguardano i resti ossei né quelle che riguardano le ceneri. O loculo o in terra.
Questi dati, che do, i dati che sto dando, sono all’incirca il 50% di tutti i cimiteri. Mediamente il Comune di Rovigo bonifica un centinaio, a volte scarso, a volte ci arriva, di loculi. Tanto per darvi i dati, nel 2016 ne ha bonificati 86, nel 2017, ad oggi, 97.
Cosa vuol dire? Termina il percorso che una persona sta dentro, tiriamo fuori quello che è rimasto, lo bonifichiamo. C’è un dato che però salta all’occhio.
Se questa media delle bonifiche è cento e la media delle tumulazioni è 181, anche immaginando che qualche tumulazione vada in una tomba di famiglia, vi rendete conto subito che i loculi, che abbiamo, non rispondono alla domanda. Difatti attualmente ci sono 60 richieste di loculi che sono inevase.
Ci sono rimaste qui a Rovigo nove aree per tombe di famiglia, che sono già in itinere, come concessione, ma ce ne sono in protocollo oltre 70 richieste che non hanno in qualche modo accesso perché non ci sono, quindi è indiscutibile che ci sia necessità che si vada avanti con il secondo e il terzo stralcio, indipendentemente dalle scelte del Comune. E vengo alla fine della mia relazione. Due sono gli scenari possibili: andare avanti con il contenzioso o proseguire con il project financing.
Se andiamo avanti con il contenzioso, due sono le possibilità: o lo vinciamo o lo perdiamo. Se lo vinciamo o lo vincessimo, noi comunque dovremo pagare circa 440.000 euro per le opere realizzate da Arcobaleno nel primo stralcio e poi non ammortizzate perché non possiamo appropriarci, sarebbe un indebito arricchimento più le aree perché le aree del secondo e del terzo stralcio sono state comprate da Arcobaleno, quindi un intorno di 500.000 euro, anche vincendo, ma non avremo il cimitero.
Potremo perderlo quel contenzioso. Se lo perdessimo avremmo da dare 2.400.000 euro. In Commissione, il consigliere Bonvento ha fatto un’osservazione, dice: “Ma se ASM ha il 90%, beh, vuol dire che i 2.400.000, il 90% torna ad ASM”, questo in teoria, perché?
Perché intanto ci sono 900.000 euro di debiti da parte di Arcobaleno, dentro a questi 900.000 euro, 400.000 sono con AMS, quindi su questi 900, 400 tornerebbero su ASM. Sul restante milione e mezzo che, insieme ai 900, fanno 2.400.000, per le voci che vi ho detto prima, dell’articolo 7 septies, 1.150.000 andrebbe a STA perché i debiti vanno pagati a chi di competenza. Rimarrebbero per ASM 350.
Quindi di quei 2 milioni e 4, se perdessimo la causa, 750 arriverebbero da ASM, tutti gli altri avrebbero altre strade. Se, invece, decidiamo, decidete di andare avanti con il project financing, quattro cose devo dire. La prima è questa: sono state esperite tutte le possibilità di mediazione, dopo venti incontri, o si approva o si va in contenzioso.
Questo è il dato di fatto. Se il Consiglio comunale dice di no... (Intervento dall’Aula) Con tutti, Arcobaleno... con Zambini, con Mattia, incontri con ASM, ne abbiamo fatti di tutti i tipi. Il prolungamento di nove anni della convenzione, pari agli anni che è rimasta sospesa, se noi abbassiamo l’aggio dal 35% al 10% ci sarebbe una perdita di 800.000 euro.
Le tariffe aumentate del 15% e in alcuni casi anche di più, potrebbero creare un problema perché, se costa tanto un loculo, uno potrebbe fare anche altri pensieri. Magari la cremazione.
L’ultimo dato, che vi voglio dare, è questo: la prioritaria canalizzazione nell’acquisto dei loculi, fatto salvo gli avvicinamenti, creerà una diminuzione delle entrate correnti che, a mio modo di vedere, sono intorno ai 120.000 euro perché i dati, che ha riportato la dottoressa Cittadin in delibera, riguardano gli introiti di tutti i cimiteri. Vi ho detto prima che il Comune di Rovigo ha circa il 50% di quelli.
Detto questo, se andassimo a sommare questi 120.000 per i vent’anni, verrebbe fuori 2.400.000 che, sommati agli 800.000 della ipotetica perdita di abbassamento dell’aggio, se tiriamo via la sala di commiato, che non c’era nello primo stralcio, potremmo attestarci sui 2.800.000, 2.700.000.
Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 29 Novembre 2017 Allora le ipotesi sono due: andiamo al buio o facciamo questo percorso, vista anche la necessità che c’è, pur in qualche modo avendo queste penalizzazioni, che di fatto ci sono. Ecco, questo è l’interrogativo che sottende ai vostri ragionamenti perché la delibera, come voi sapete, per concludere, ha il parere favorevole del RUP e il parere non favorevole dal punto di vista economico - finanziario.
Nella Commissione ci sono state, se non sbaglio, cinque persone favorevoli, due astenuti: Rossini e Moretto e una persona che era contraria che è Bonvento.