Cercherò comunque di esaurire tutto nel più breve tempo possibile.
Mi dispiace che, sfortunatamente, alcuni dei firmatari della mozione - Fabio Benetti della Lega per impegni precedenti non può essere qui, Vani Patrese sappiamo che non si è sentito benissimo, e pure chiedo anche di giustificare Carmelo, che ha resistito finché ha potuto con gli occhi, ma non ce l’ha fa a resistere fino ad adesso, e quindi chiedo di giustificare anche lui - non siano presenti stasera, e quindi mi dispiace, sfortunatamente, - fortunatamente per chi, magari, non sarà d’accordo - non ci possono essere tutti i firmatari.
Non leggo la mozione, perché la do per letta e conosciuta sia dalla Maggioranza e anche dai banchi della Opposizione a cui ho distribuito prima, però volevo spiegare perché abbiamo fatto questa mozione e perché noi siamo così interessati a portarla avanti. Perché, secondo noi, ci sono stati, e ci sono ancora adesso, dei soggetti che potevano, possono, e dovevano e devono fare di più. Chi?
È inutile girarci intorno. Prima di tutto il Governo - non sto andando in ordine... sto andando in ordine casuale, perché tanto è uguale - il Governo, perché non ha trovato nessun altro modo per reperire i fondi che erano destinati ad opere fondamentali per tutte le città italiane, indipendentemente da chi siano stati stanziati, indipendentemente a chi, alla fine, sarebbero arrivati. Indipendentemente da questo, non ha trovato modo migliore se non reperirli qui, i soldi.
Inoltre, altra piccola sottigliezza, gli possiamo anche rimproverare di non avere messo all’ordine del giorno della Conferenza Stato-Regioni quel piccolo argomento che poteva sanare l’incostituzionalità che era stata sollevata dalla Regione.
La Regione, che è un altro elemento, un altro soggetto che, effettivamente, pur se sempre ci ha dato una mano, e pur se ancora ce la può dare, poteva anche comportarsi diversamente in un certo modo, nel senso che ha fatto un ricorso di incostituzionalità, sacrosanto, perché non si può dire niente, giusto che esercitasse questo diritto, che però, poi, ad un certo punto, da questo ricorso poteva anche desistere, pur avendolo già avvisato.
Prima di tutto perché ha bloccato finanziamenti praticamente sicuri, di soldi che tornavano ai contribuenti veneti, per tutte le città capoluogo del Veneto, tutte praticamente, tutte e sette. Inoltre non ha, corresponsabile con il Governo, chiesto a gran voce, e qui è stata silente, non si può negare, la Conferenza Stato-Regioni, che si tenesse e che fosse inserita da parte del Governo nell’ordine del giorno il punto.
Inoltre, non possiamo dimenticare che anche noi abbiamo colpa, come Comune o, quanto meno, non abbiamo fatto cose che si potevano fare, perché non siamo arrivati, come chi ha avuto il finanziamento adesso, i ventiquattro o i ventisei Comuni, a presentare un esecutivo, a concludere la pratica, arrivando nei tempi giusti.
Questo malgrado il rush finale ottimo - perché, bisogna dirlo, ha fatto più dell’impossibile - del RUP, prima di tutto, che ha lavorato come un matto, dell’assessore Andrea Bimbatti, che è riuscito... sembrava fosse riuscito ad arrivare ad una definizione della cosa. Non so, probabilmente rallentati anche dalla mancanza di personale degli uffici, o probabilmente dalla mancanza di una chiara linea univoca di azione; non lo so, vedremo.
Inoltre, secondo me, la mancanza più grande è quella - Sindaco, vedo che mi sta guardando - di non avere fatto la voce grossa, in modo formale, contro lo scippo - perché di scippo dobbiamo parlare - di un’opera fondamentale da parte di un Governo che possiamo definire amico, o semi- amico. Queste erano le ragioni per cui, secondo noi, ci sono dei soggetti che possono fare qualcosa. Cos’è che chiediamo?
I Consiglieri comunali che hanno firmato, a prescindere dagli schieramenti politici, ma nell’esclusivo interesse della città chiedono al Consiglio comunale di dare mandato al Sindaco e alla Giunta di esprimere in maniera formale il proprio fermo dissenso contro la scelta del Governo e del Parlamento della Repubblica, di bloccare il finanziamento del Bando Periferie fino all’anno 2020, con l’impegno di inviare la presente mozione al Presidente della Regione del Veneto e al Presidente della Provincia di Rovigo, ai Sindaci dei capoluoghi di provincia, al Presidente del Senato, al Presidente della Camera dei Deputati, nonché all’ANCI, affinché quest’ultima, a nome e nell’interesse dei novantasei Comuni interessati, adotti ogni opportuna azione, compresa la presentazione di un ricorso amministrativo, iniziativa alla quale dovrà necessariamente associarsi anche il Comune di Rovigo.
Da ultimo, nel caso si accerti che il finanziamento del Bando Periferie non sia più destinato ad arrivare a Rovigo, come probabilmente sarà, andranno - qua è inutile negarlo, non si può negare - cercate anche le necessarie responsabilità politiche di quanto accaduto. Qui non stiamo facendo il tribunale dell’inquisizione, ci sono i Tribunali normali, e noi chiediamo le responsabilità politiche. Credo di avere esaurito il tempo.
Allora dico brevemente, e finisco, volevo riferirmi, commentandolo un attimo, al comunicato che ho letto l’altro giorno a nome del gruppo consiliare della Lega. Ecco, sinceramente, mi è sembrato di essere in una puntata di “Ai confini della realtà” quando ho letto il comunicato, perché ho letto delle frasi... sì, è vero, non è stato annullato niente, però mi vengono in mente delle frasi di questo tipo: “Lunedì mi metto a dieta. Fumo l’ultima sigaretta e poi smetto.
Vi ridò i soldi della tassa per l’Europa”, oppure anche: “Sarò Presidente solo passando per le elezioni”, Renzi; o, sempre lui: “Se perdo il referendum mi dimetto”. A questo mi viene subito automatico accostare “I soldi arriveranno nel 2020”, non so perché, ma mi è venuto un accostamento automatico. Ma veramente ci credete?
Veramente avete mandato fuori un comunicato dove credete a questa cosa qua? Ve lo chiedo. Probabilmente sì, se l’avete fatto.
Allora io mi domando: durante il penultimo Consiglio comunale io mi ero espresso con grande entusiasmo, dicendo: “Ah, finalmente un’opera per cui Rovigo... l’Amministrazione di Rovigo in questi cinque anni sarà ricordata”, non perché non abbia fatto niente, perché innegabilmente, quando un’opera è visibile, uno se la ricorda, rimane nella memoria collettiva della città. Allora vi chiedo: noi per cosa saremo ricordati? Per questo di sicuro no, probabilmente.
Forse la legislazione successiva. Che risultati visibili e concreti abbiamo? Che cosa potremo raccontare, alla fine?
Me lo chiedo. Magari tanto, magari poco, ma me lo chiedo. Su un punto del genere non si può tacere.