Grazie Presidente. Io mi inserisco sulla falsa riga di quanto in maniera molto convincente hanno riferito i colleghi Rossi e poi Borgato. Ringrazio ovviamente per l’iniziativa il collega Lubian, anche per aver ricordato il lavoro svolto negli anni precedenti.
Ricordo anche che io entrai al CUR la prima volta non dal Presidente ma come Consigliere sotto la Presidenza di Roberto Tovo qui a fianco, e quindi c'è una storia un po’ antica alle spalle.
Dico antica perché, lo ricordava Lubian, saranno insomma tra poco 30 anni di quella che è stata una scelta una volta tanto possiamo dire lungimirante della politica polesana e per l'esperienza che ho avuto, prima con Tovo e poi nel CdA che ho presieduto per quasi quattro anni, dove fortunatamente gli schieramenti politici non hanno mai pesato in maniera capziosa, e questo forse ha contribuito a far sì che questa oggi sia appunto considerata una scelta di tutto il territorio, sicuramente tanto si diceva deve essere fatto, soprattutto per una cosa che Lubian ricorda nella sua mozione, l'ha detto anche in aula, e su cui con Paolo Avezzù più volte ci siamo in qualche modo spesi non soltanto verbalmente, cioè come riuscire e come veicolare l’idea di una città universitaria.
Sono tutte le cose che ricordava la Consigliera Rossi prima, e quindi qua sicuramente non entra in campo soltanto o semplicemente il ruolo del CUR come struttura, ma è la città a dover essere finalmente dico io protagonista. Voglio citare in quest’aula una persona cara a tutti noi come il Professor Costato, che fino all'ultimo giorno ha partecipato al Comitato Scientifico del CUR, ed era prodigo di consigli per tutti noi, fino devo dire veramente agli ultimi giorni.
Una delle prime volte, già ci conoscevamo con il Professore, ma mi prese sotto il braccio dicendomi “Sa Professore, daremo una mano, lavoreremo insieme. Alle volte però anche a me mi viene da dire “Ma questa città, dopo 20-25 anni, ha preso coscienza e consapevolezza di cosa voglia dire essere città universitaria?”, detto da chi, come sappiamo, ha dato un contributo determinante per Ferrara e non solo.
Quindi io penso che l'agenda che in qualche modo ci viene suggerita con questa mozione sia importante perché intanto impegnerebbe e impegnerà il Consiglio, e quindi già questo, fatto salvo l'osservazione di Borgato che dice “Essere coinvolti prima poteva rafforzarla”, ma mi sembra un elemento non di poco conto presentarla e renderla in maniera trasparente un impegno anche del Consiglio.
Poi ovviamente la Giunta ha le sue responsabilità e quindi chiaramente il motore di queste iniziative eventuali deve essere in capo a chi oggi guida l’Amministrazione. Quindi questo è un punto sicuramente positivo, come un'agenda fitta di tante cose che io spererei, vorrei veder realizzate nei prossimi anni. Quindi sicuramente il mio è un parere positivo.
Si è tenuto conto anche di quello che sicuramente si è fatto, ma anche della necessità. Io una cosa voglio ricordarla perché negli ultimi anni abbiamo vissuto delle pagine entusiasmanti, io ricordo anche durante l’Amministrazione del Sindaco Gaffeo, per esempio quando si è inaugurato il corso di Ingegneria per il rischio idrogeologico. Sono quelle cose che fanno non soltanto il CUR e l’Università ma la città.
Di questo punto quindi dovremmo essere tutti quanti orgogliosi e ricordare il lavoro che è stato fatto, che non è poco e guardare, come ricordavano i colleghi, però oggi la prospettiva, perché tanto c'è ancora da fare di strada, soprattutto per quella connessione. Io su questo chiudo. Non è mancata, e qui guardo il collega Avezzù durante i nostri anni, l'attenzione della città, anche perché noi eravamo sommersi da richieste di incontri, Ordini professionali, la Curia, il Sindacato, il mondo della professione.
Quindi direi che da questo punto di vista la città di Rovigo non è distratta, non è mai stata assente sul tema.
Certo che quello secondo me che oggi si può chiedere alla politica è di avere un ruolo attivo, propulsivo, in più, tenere insieme e fare un po’ da collante tra tutte queste realtà e spiegare, perché alle volte va anche spiegata questa cosa, che cosa sia l’Università a Rovigo, come sia nata, come si sia sviluppata, e oggi per fortuna nessuno la mette in discussione più, e che cosa sia effettivamente questo fragile equilibrio, perché non è l’Università di Rovigo in sé, ma sappiamo un'architettura istituzionale dedicata che si regge tra Rovigo con i suoi Soci e poi il ruolo della Fondazione, Ferrara e Padova.
Quindi è un equilibrio fragile che va preservato, che va custodito, che va difeso. Io poi, in relazione anche a questa mozione, attenderò, aspetterò, lavorerò affinché anche in sede di bilancio ci sia una scelta conseguente e un appoggio in più magari da parte del Comune, ma per il resto penso che sia un’agenda sfidante per tutti noi.
Quindi guardo in faccia il Consigliere Lubian, lo ringrazio per questa iniziativa e do disponibilità per quanto ci riguarda, anche come dicevano i vari colleghi, a lavorare insieme e a vedere quanto di queste cose si potrà veder messa in campo da qua anche alla fine di questa Consigliatura.