Il gruppo consiliare UDC di Rovigo dopo ave esaminato la proposta di Bilancio revisionale 2007, forma un giudizio politico nettamente negativo e esprimo un voto contrario sull’insieme della deliberazione proposta dalla Giunta Comunale. Adesso provo a spiegare perché siamo così contrari a queste cose, non so se ci riuscirò però chiedo l’attenzione della Caterina.
L’intera manovra è basata essenzialmente sull’incremento massimo dell’addizionale IRPEF Comunale che in questo modo, secondo le previsioni della Giunta stessa passa da 3,1 milioni di euro, a 5,3 milioni con incremento di 2,2 milioni.
Tale incremento non è giustificato dalla riduzione dei trasferimenti dallo Stato che passerebbero complessivamente compreso il fondo di Diritto investimenti, da 9,6 milioni di euro stimati nell’assestamento, a 9,3 indicati nel revisionale, con un decremento quindi complessivo di - 300.000 euro.
Il saldo è evidente e corrisponde a 1,9 milioni di euro in più, a favore dell’Amministrazione invece secondo l’Amministrazione stessa, tale incremento sarebbe giustificato dalle minori Entrate ottenute attraverso il prelevamento dall’ASM. A questo proposito, tuttavia, va rilevato che la manovra della precedente Giunta, oggettivamente significativa sull’ASM, non può essere considerata solo in entrata ma anche in uscita, essendo stata previsto e realizzato un trasferimento di risorse in conto capitale.
La minore entrata effettiva è dunque nell’ordine dei 900 mila euro, ciò significa che nel complesso la manovra della Giunta Merchiori, rispetto a due parametri principali, aumento IRPEF e sostegno da minore Entrata ASM parametri peraltro utilizzati dall’Amministrazione stessa a giustificazione delle proprie scelte e in polemica con l’Amministrazione precedente, evidenzia un saldo attivo di 1 milione di euro.
Inoltre la Giunta Merchiori ha provveduto a aumentare quasi tutte le entrate di sua dipendenza, comprese molte tariffe a domanda individuale, come nello sport, per i servizi ai disabili, ha previsto in aumento le entrate dei parcheggi, la stessa ICI, nonostante il piccolo decremento dello 0,25 per cento è a bilancio con la stessa identica previsione dell’assestato e comunque con entrate aumentate complessivamente in base a un progetto di recupero dell’evasione che appare corretta nell’indirizzo, ma che comunque andrà verificato nei fatti.
Facendo dunque un confronto omogeneo, tra Assestato e Previsionale, togliendo quindi le voci relative all’avanzo di Amministrazione, ai contributi vari vincolati, alle quote di entrata dei mutui, emergono entrate per 34,3 milioni di euro da assestato e di 35,7 milioni di euro, da previsione di Giunta, il che evidenzia un incremento di arretrati di circa 1,4 milioni euro.
Va ancora sottolineato che alcune previsioni di Entrata, risultano costantemente in diminuzione nella proposta della Giunta, il che evidenzia un atteggiamento estremamente prudenziale, forse oltre il dovere prescritto dalle norme vigenti. Per esempio, calano le previsioni di sponsorizzazioni per le attività teatrali, calano tutte le previsioni relativi ad interessi attivi quando la tendenza è in crescita dei tassi.
Rispetto alla stessa previsione ICI, va detto che la riduzione dello 0,25% non solo è irrisoria e non determinerà una riduzione del prelievo ma è stato del tutto trascurato il fatto che la Finanziaria nel Governo Prodi, prevede la revisione degli estimi catastali che comporterà un automatico incremento delle Entrate. Altro che la riduzione al 4 per cento promessa dal Sindaco in campagna elettorale, promossa bugiarda o realistica, perché non è stata realizzata?
E l’ICI peserà di più nelle tasche della gente come a Roma, come a Rovigo. 16 Tutto ciò consente di ipotizzare un comportamento voluto da Sindaco a Assessore, al fine di creare in prospettiva condizioni di cassa, ricorse disponibili per ulteriori spese, anche quando si tratta di importi relativamente limitati, insomma definisce una tattica, contabile, dettata da una precisa politica di Bilancio.
All’esterno il Sindaco, Assessore e partiti di maggioranza sono preoccupati solo di dimostrare e giustificare l’aumento massimo dell’addizionale IRPEF e di tante altre voci in particolare delle tariffe a domanda individuale scaricando sull’Amministrazione passata tutte le responsabilità, mentre invece stanno facendo altro.
La Giunta Merchiori ha quindi impostato una manovra di Bilancio interamente basata sull’imposizione fiscale, ha scelto la strada più semplice, quella di intaccare direttamente sulle dichiarazioni dei redditi, attraverso una aliquota proporzionale che colpisce indistintamente e che graverà ancora di più sui redditi di lavoro dipendente e sulle pensioni accrescendo l’impatto sulle famiglie.
Infatti anche a casa del sistema impositivo l’addizionale non discerne tra le famiglie mono nucleari e con più figli, creando quindi un’ulteriore disparità sociale. Tra l’altro significa non tenere conto del fenomeno dell’evasione sociale per cui si accentua la discriminazione specifica, oltre che incitare direttamente a comportamenti evasivi.
L’UDC rileva in tutto ciò, palese discrepanza e contraddizioni tra le enunciazioni ideologiche del centrosinistra e i fatti che inducono a ritenere che la scelta alla fine sia quella di fare cassa, costi quello che costi, per poi poter spendere secondo un programma previsionale il cui analitico accertamento è reso molto arduo a causa della documentazione sintetica messa a disposizione.
Appare comunque evidente che le risorse create attraverso l’imposizione fiscale siano spalmate un po’ tra tutti i capitoli di spesa, quindi un po’ tra tutti gli Assessorati senza che ne emerga una progettualità definita e dichiarata, facendo invece scorgere una politica di tipo clientelare, nel senso ricollegata agli interessi di spesa per i singoli Assessorati ognuno dei quali risponde, ovviamente a una parte politica che compone l’eterogenea e numerosa compagine di maggioranza.
Comunque dal punto di vista politico, vi è una connessione evidente, si potrebbe dire speculare per la filosofia di Bilancio che emerge dalla Finanziaria del governo Prodi e del primo previsionale della Giunta Merchiori, in entrambi i casi a una ferocia politica delle entrate, quelle più facili e immediate corrisponde una spesa frammentata che tende a accontentare le diverse e variegate e numerose anime partitiche della sinistra.
Queste considerazioni di ordine squisitamente politico di cui siamo assolutamente convinti, non ci impediscono di vedere con difficoltà che comunque devono essere affrontate da chiunque governi.
L’UDC di Rovigo, infatti nel mentre esprime in modo critico una opinione negativa sulla manovra di Bilancio proposta dalla Giunta Merchiori, ritiene corretto ribadire con altrettanta serenità e convinzione che a prescindere dalle coalizioni in Governo degli enti locali, l’equilibrio di Bilancio, la ricerca stessa di ricorse a fronte delle necessità sempre più ampie dei servizi dovuti alla comunità, sono un esercizio complesso, difficile e comunque aggravio di conseguenze per la popolazione.
Ciò detto è evidente che ciascuna Amministrazione opera nelle scelte che possono e devono essere messe in discussione, è diritto di avere delle opposizioni entrare nel merito, in tale contesto l’UDC sottolinea che nelle loro dichiarazioni Sindaco e Assessore al Bilancio, hanno invece risposto alle critiche dell’opposizione in modo stizzito, poco rispettoso hanno parlato di Avezzù e soci, come se davanti avesse una compagnia di merende e non invece di rappresentanti del 50 per cento degli elettori rodigini.
Hanno dunque utilizzato un linguaggio e un atteggiamento inaccettabili nascondendosi peraltro ancora una volta dietro a presunte situazioni deficitarie ereditate, invece di sostenere con coerenza, onestà intellettuale le loro scelte spiegando soprattutto dove e come intendono spendere i soldi dei cittadini che hanno scelto di prelevare con assoluti a tranquillità.
L’UDC rodigina seppur in poco spazio e con limitati strumenti di conoscenza ritiene di aver dimostrato nella sostanza che le scuse del Sindaco e dell’Assessore, non stanno in piedi, l’aumento delle entrate attraverso la leva fiscale corrispondono a un disegno autonomo di questa Amministrazione che non deve quindi rispondere in proprio delle decisioni assunte.
In conclusione riteniamo che la difficoltà dovrebbero indirizzare le amministrazioni sia locali che centrali, verso comportamenti sempre più attenti e virtuosi, tali da ridurre gli sprechi, finalizzando 17 la spesa pubblica verso gli investimenti di pubblica utilità e verso i servizi utili a migliorare le condizioni di vita dei propri cittadini e delle famiglie.
Allora vengono spontanee alcune domande, si parla indistintamente di un nuovo Assessore per la Cultura, si parla inoltre sempre più insistentemente di una nuova figura di manager, estremamente costosa, individuata peraltro in un modo esponente politico di sinistra. Come si coniugano queste nuove e inutili spese con la necessità di risparmiare?
Tra l’altro la questione si ricollega alla protesta sempre più seria da parte del Personale dipendente per il quale questa Amministrazione propone solo sacrifici riducendo la disponibilità di risorse che invece crescono per i dirigenti. Per non parlare dei Co.co.co., verso molti dei quali è stata spesa l’ennesima bugia elettorale del candidato Merchiori. Resta quindi il giudizio negativo sull’attività politico - amministrativa dell’attuale maggioranza.
In questi mesi, ripetutamente, si è avuta netta la percezione che il Sindaco Fausto Merchiori, eletto direttamente dai cittadini, in realtà non abbia - e quello che è più grave - non voglia avere alcuna forte autonomia decisionale, imparano le segreterie dei Partiti, anzi comandano alcuni esponenti politici esterni alla Giunta e le strade decisionali passano per lo più fuori dall’ufficio del Sindaco anche nell’ambito dello stesso palazzo Comunale.
Il Sindaco con questo Bilancio ha confermato di non saper mantenere le promesse fatte agli elettori e di questo i cittadini di Rovigo, devono rendersene conto. Più che un Sindaco con questo Bilancio, sembra di trovarsi di fronte a un Commissario prefettizio che propone una serie di valutazioni ragionieristiche e non sa dare alcuna indicazione di prospettiva. Che Rovigo vuole Sindaco Merchiori?
Non è dato da sapere, salvo a sentirsi ripetere, come un discorso rotto che tutto procede bene di stare tranquilli senza mai dare risposta alcuna. Inoltre ci chiediamo: “Dove è finita la capacità di cui si è costantemente fatto avanti l’Assessore al Bilancio Casonato, quando sedeva sui banchi dell’opposizione? E formava ricette e soluzioni per tutti e per qualsiasi problemi.
Dove è la fantasia che chiedeva a chi governava prima di lei? Dove è la fantasia che oggi dovrebbe dimostrare, ora che ne ha le opportunità e per un pugno di voti sta governando, dalla proposta di Bilancio non emerge, le scelte sono quelle più facili, passare e aumentare, la fantasia probabilmente c’è nel nascondere le spese e nelle creare casse nelle pieghe delle voci di Bilancio una fantasia tutta a carico dei cittadini, delle famiglie dei contribuenti.