Grazie Presidente. Le linee programmatiche dell’Assessorato ai Lavori Pubblici, così come quelle degli altri referati, sono -come voi sapete- quelle fissate, per quanto concerne i Lavori Pubblici, dal Consiglio Comunale con l’approvazione del Piano delle Opere Pubbliche e del Bilancio di Previsione.
Quindi io adesso, per una questione di tempo naturalmente, evito di riprendere e di ripetere ciò che i Consiglieri Comunali hanno già in memoria, conoscono, perché delle linee programmatiche si è discusso in quell’occasione. Dico piuttosto quello che è il compito per il quale il Sindaco ha inteso incaricare me per completare, diciamo, questa legislatura. Ho avuto modo di ringraziare il Sindaco già precedentemente, continuo a farlo anche in questa circostanza.
Il mio compito di componente l’Organo Esecutivo è quello di completare le opere già iniziate e non da solo ma con il concorso del Consiglio Comunale; qui avremo ancora qualche mese di tempo, trovare il modo per programmare, se possibile, le cose da fare nelle prossime legislature. A prescindere da chi vincerà la prossima elezione comunale, io personalmente ritengo che sulle opere pubbliche, quelle da fare e quelle in corso d’opera, se vi è la massima condivisione, è un bene per la città.
Io parto dalle frazioni, perché la frazioni hanno una storia antica, erano ex Comuni, continuano ad essere delle vere e proprie comunità, in alcuni casi anche comunità gelose della propria autonomia. Vi è un processo di avvicinamento al centro cittadino delle frazioni che sta nelle cose, no? Lo sviluppo urbano della città.
Il fatto che vi è una crescita urbanistica che lega le frazioni al centro e poi il sistema delle piste ciclopedonali che in qualche modo, se completato, e ci vorranno altre legislature, farà della città di Rovigo un tutt’uno. Ora voi sapete che la maggior parte delle opere pubbliche sono finanziabili con le vendite, le alienazioni e i proventi derivanti dalle contravvenzioni.
Quindi, io mi trovo nella condizione di dover dire all’Aula che il tema vero di questi mesi, su cui davvero chiedo il contributo di ognuno, è quello di fare in modo che gli impegni assunti, le risorse, e il tempo disponibile per realizzare le opere trovino momenti di incontro. E dico subito che sulle frazioni non basterà il lavoro di questa Amministrazione, ma bisogna lavorare per periodi lunghissimi.
Non è bastato neppure il lavoro dell'Amministrazione alla quale ho partecipato, quella del primo governo di centro-sinistra in città di Baratella; non è bastata neppure l'Amministrazione di centro- destra che ha sostituito quella pure importante esperienza. Non basteranno neppure le prossime Amministrazioni locali per coprire il gap che esiste storicamente -voglio dire- tra il centro cittadino e le frazioni. E’ un problema di tutto il paese, non solo di Rovigo!
7 Quindi, sulle frazioni vi è un impegno di tutti. Alcune opere sono state fatte, sono state realizzate, altre sono in corso d'opera. Io non voglio fare l'elenco delle opere cantierate, su quelle, magari, avremo modo in corso del dibattito di fare degli approfondimenti.
Faccio solo riferimento ad alcune questioni di questi ultimi giorni, un cofinanziamento regionale che ho avuto modo di discutere in Giunta, ottenendo l'approvazione della Giunta, per la messa a norma di alcune scuole e per l'intervento di cui si parlava anche ieri su Piazza della Riconoscenza. Anche qui evito di fare l'elenco delle opere che andremo a fare per mettere a norma le scuole, ma sono tutti quanti documenti a disposizione naturalmente dei vari Consiglieri.
Un'altra delibera di questi giorni riguarda il finanziamento di € 400.000 per la manutenzione straordinaria stradale, saranno soprattutto strade cittadine, ma l'orientamento è quello di puntare alle frazioni. Un contenitore da riempire, anche su questo magari avremo la necessità di aprire un confronto tra di noi per attribuire un criterio per quanto concerne le priorità. Io penso che debba prevalere, quando si fanno interventi delle opere pubbliche, il criterio della densità abitativa.
Cosa voglio dire? Dobbiamo privilegiare quegli interventi che incidono se si tratta di una pubblica l'illuminazione, pur avendo chiara l'idea che i cittadini sono tutti quanti uguali ed ognuno paga le imposte, quindi ritiene necessario l'intervento nell'area in cui abita!
Noi dovremmo, come Amministrazione, privilegiare i criteri della densità abitativa, il che significa che nella ripartizione della spesa è opportuno investire laddove una strada è maggiormente abitata, rispetto alle vie con una modesta densità abitativa. È un danno certamente per i pochi abitanti ai quali si chiede di rinunciare ancora per qualche tempo all'intervento pubblico, ma altri criteri io non ne conosco, se non quelli poi discrezionali di noi Amministratori.
Quindi, fare opere laddove c'è necessità, perché i problemi ci sono, e laddove vi è una forte presenza di abitanti. Per quanto riguarda il centro storico, qui il compito pare più agevole, devo dire onestamente, nel senso che si è voluto realizzare un progetto, possiamo dire condiviso da diverse Amministrazioni, che si può sostanziare in una parola, insomma: bisognava dare un volto definitivo a quella che veniva definita una città incompiuta! Così abbiamo imparato in questi tanti anni tutti.
E questo volto definitivo, a quella che era una città incompiuta, lo si è voluto dare partendo dagli interventi su via X Luglio, Piazza Merlin, via Boscolo, il recupero di Palazzo Angeli, Roverella, l’intervento sul Teatro -sul quale poi aprirò una breve parentesi- questo lavoro di completamento di questo progetto… (Voci incomprensibili dall’Aula)