Grazie, Presidente. Buongiorno a tutti. La mia conclusione ovviamente non può non tener conto del dibattito che è avvenuto ieri, e non posso non dire qual è il pensiero, personale ma anche politico, che accompagna questa deliberazione da parte della Giunta che io rappresento.
Come tutti voi, intervenuti nel dibattito ieri, avete ampiamente sostenuto, non si tratta di una legge urbanistica e/o edilizia, si tratta di un provvedimento di carattere legislativo che intende, in una situazione di crisi molto forte, intende dare le opportunità a un mondo così importante come quello dell'edilizia, per tentare di rimettere in moto l'economia legata al mondo edilizio. E qui, secondo il mio parere, e qui è la sfida.
Una sfida che per essere vinta avrebbe avuto bisogno di un provvedimento legislativo non certamente, non esclusivamente regionale, ma avrebbe avuto bisogno di un provvedimento legislativo di carattere nazionale, che superasse abbondantemente i vincoli che, con questa norma, con questa legge 14, non si possono superare.
Mi riferisco in maniera particolare all’esigenza di mettere in moto… Per mettere in moto il mondo economico legato all’edilizia, si sarebbe dovuto superare, in particolare nel nostro Comune, perché di questo noi ci occupiamo, si sarebbe dovuto superare il limite della distanza tra fabbricati. Io ricordo al Consiglio che il nostro Piano Regolatore prevede che i fabbricati siano tra loro distanti almeno sei metri.
Questo provvedimento, questa legge regionale dà la possibilità di intervenire nel rispetto della legge nazionale urbanistica. La legge nazionale urbanistica prevede che le istanze tra fabbricati siano 10 metri. Questo è un vincolo ed un limite alla gestione delle pratiche edilizie e del volano che dovrebbe, da questa legge, far partire l'economia; è un limite invalicabile, che non può essere travalicato.
E questo limite condiziona pesantissimamente tutte le pratiche che saranno presentate per l'applicazione del Piano Casa. Il fatto che il nuovo, quanto viene aggiunto o il 20 o il 30 o il 40% venga aggiunto, deve essere, deve rispettare una distanza tra fabbricati di 10 metri.
Questo fatto, sostanzialmente, limita per esempio la costruzione in altezza, perché se un fabbricato si trova a distanza l’uno dall'altro di 6 metri, quello che viene costruito non può essere a distanza di 2 6 metri ma da 10, e quindi non starci. Quindi, l'Ufficio non potrà mai dare l'autorizzazione ad eseguire quei lavori. Questo è il primo limite che ha questa norma.
E questo, ripeto, avrebbe avuto bisogno di una deroga nazionale che, seppure tanto affermata, tanto decantata, non è arrivata. Quindi, tutta la discussione che all'inizio... alla fine primavera di quest'anno si era fatta per dare avvio ad una legislazione nazionale che superasse questo limite, non è intervenuta, e la legge regionale ha dovuto… non ha fatto altro che prendere atto che il Governo Berlusconi non aveva fatto alcunché per superare questo limite ed il limite rimane, pertanto, invalicabile.
Questo sostanzialmente porta con sé la conclusione politica: tanto chiacchierare per nulla. Si sta parlando tanto di questo Piano Casa in maniera assolutamente impropria. Questo Piano Casa, cosiddetto Piano Casa, non produrrà assolutamente alcun effetto di trascinamento economico, di volano economico nelle costruzioni.
E allora... e allora ci si domanda: “Perché è stato fatto?” Ovviamente ognuno ha tentato di mettere nella procedura un po' di sé, ma oggettivamente non si riesce a uscirne da questa situazione. Noi, allo stato attuale… Voi sapete che la legge ha due momenti di applicazione, il primo momento è stato subito dopo la sua promulgazione sul Bollettino Ufficiale della Regione e si riferiva alla prima casa.
Cioè, tutti i possessori di prima casa avrebbero già, senza bisogno del voto che noi esprimeremo oggi, avrebbero già la possibilità di intervenire per fare qualcosa. Bene, allo stato attuale noi abbiamo, presso il nostro Comune, la bellezza di otto richieste totali. La bellezza di otto richieste!
Perché? Perché la stragrande maggioranza delle persone che potrebbero essere interessate a questi ampliamenti, non potendo soddisfare l'esigenza della distanza tra fabbricati, è inevitabile che vedono decadere inevitabilmente la loro volontà. E quindi la legge, proprio da questo punto di vista, non coglie il bersaglio che voleva centrare.
Il secondo elemento che ne deriverebbe, è che ovviamente, essendo una legge in deroga rispetto a tutto, è una legge che manda a quel paese tutti i sistemi di pianificazione territoriale, li manda letteralmente a quel paese.
Fortunatamente questo limite, ripeto, di distanza, limita moltissimo quello che si costruirà, per cui molto probabilmente nel nostro territorio comunale il volume complessivo che troverà e scaturirà da questa normativa, non inficerà minimamente tutto il lavoro che è stato fatto, a partire dalla Giunta precedente, quella di Paolo Avezzù, tutto il lavoro di conoscenza del territorio, di definizione del territorio, di pianificazione, di conoscenza del quadro conoscitivo, lavoro immane!
Immane, perché oggi noi nel nostro Comune, con il lavoro prodotto dai tecnici del PAT, siamo in grado di avere a disposizione un quadro conoscitivo straordinariamente preciso. Sappiamo con precisione dove sono i fabbricati, quanti sono i fabbricati, che consistenza hanno i fabbricati e che bisogni, quindi, di conseguenza portano i fabbricati.
Evidentemente... evidentemente la questione del Piano Casa, se avesse avuto quell'impatto così sperato di volano dell'economia, avrebbe mandato a catafascio tutto questo lavoro, eseguito non solo dal nostro Comune, in particolare dal nostro Comune, ma eseguito da tutti i Comuni della regione che sono in fase di adozione di Piani di Assetto del Territorio. Ecco, queste sono due ragioni, sostanzialmente, che indicano la negatività della proposta di legge.
È una legge sostanzialmente che, ribadisco, non centra il bersaglio, ma che è partita da presupposti completamente sbagliati. Ciò nonostante, la nostra Giunta ritiene che, proprio nello spirito della legge, sia opportuno cogliere quel minimo di possibilità per contribuire alla ripartenza del settore. Vi prego -facendo una digressione- vi prego di credere che il settore edilizio è un settore abbondantemente in crisi, ma non tanto perché non ci sono normative o spazi o possibilità di utilizzo.
Il settore dell'edilizia è in crisi perché mancano i soldi. Non c'è... Non ci sono soldi disponibili.
Le banche hanno chiuso i rubinetti in maniera molto consistente e non finanziano più le imprese. 3 Questo elemento non lo si sblocca per legge. Non c'è nessuna legge che può far ripartire l'economia senza… senza i quattrini, senza gli investimenti, senza la possibilità di investimenti.
E anche questo la legge regionale non lo coglie, non arriva a questo bersaglio. Ripeto, noi comunque abbiamo voluto arrivare a questo Consiglio Comunale con una proposta che riteniamo abbastanza significativa, perché vogliamo, da un lato, continuare a gestirlo il nostro territorio. Vogliamo che il territorio abbia un governo e non sia lasciato a se stesso, e vogliamo gestirlo dando, quindi, la possibilità a quei cittadini che ne hanno bisogno di fare qualcosa.
Però abbiamo voluto, contemporaneamente, anche riaffermare la nostra esigenza di controllo e di verifica quotidiana del nostro territorio. È stato detto anche che questa è la legge che sana l'abusivismo. Alcuni di voi l’hanno detto in quest'Aula ieri; molti… molti l’hanno detto sui giornali precedentemente.
Allora, detto che la legge... il cosiddetto Piano Casa non è applicabile ai fabbricati abusivi, quindi se un fabbricato è abusivo il Piano Casa non può essere applicato; c'è comunque... c'è comunque un sospetto -perché di certezze in questo settore non si possono certamente... non si può certamente parlare- c'è il sospetto che qualcuno, come indicava ieri il Consigliere Stocco, qualcuno pensi di utilizzare il Piano Casa per presentare dei progetti su qualcosa che c'è già.
Anche da questo punto di vista io credo che le garanzie che si possono dare; non possano vedere come unico responsabile il Comune, ma -Consigliere Stocco- la nuova normativa sul ruolo dei professionisti è un elemento che, da questo punto di vista, ci dovrebbe aiutare. I professionisti deontologicamente debbono certificare esattamente quello che c'è. Non possono presentare progetti dicendo che sono cose che non ci sono ed in effetti ci sono.
Pena, ovviamente, la segnalazione agli Ordini professionali che debbono… agli Ordini professionali e alla Procura della Repubblica, che debbono indicare che i professionisti hanno dichiarato il falso. Quindi, sicuramente ci sarebbe bisogno, da parte del Comune, di una potenzialità di controllo nettamente superiore a quella che oggi siamo in grado di mettere in campo.
Io lo segnalo solo al Consiglio, ma ovviamente è una responsabilità che porto, so di portare e che segnalerò sempre, continuerò a segnalare sempre alla Giunta in fase di formazione del Bilancio. Il settore dell'Urbanistica ha avuto negli ultimi anni il pensionamento di quattro tecnici che non sono stati sostituiti. Una parte di questi tecnici dovevano controllare i cantieri.
Noi oggi siamo in una situazione dove i cantieri li controlliamo per metà, con molta difficoltà. Io vi prego di ricordare queste cose in fase di redazione di Bilancio, fra pochi mesi, perché oggettivamente questo settore, oltre ad avere bisogno di tecnici che verifichino e velocizzino le concessioni, ha bisogno anche di tecnici che abbiano la forza e il numero sufficiente e il tempo sufficiente per andare a controllare i cantieri. Cosa, ripeto, che non abbiamo.
Abbiamo sentito molti ragionamenti, circa l'opportunità di aumentare gli sconti da applicare a questa deliberazione. C'è anche la presentazione di un emendamento che discuteremo, si discuterà subito dopo la mia conclusione. Ecco, io, proprio perché porta la firma di Paolo Avezzù questo emendamento, io vi prego di valutare come sono le risorse del nostro Comune, come sono le risorse dei Comuni!
E come fare ulteriori sconti, in aggiunta a quelli che già prevede la legge, può diventare per la nostra comunità uno degli elementi di grave, grave pericolo per il conseguimento della funzionalità del Comune. Fare...
Noi siamo in una situazione in cui il Bilancio, lo vedremo in fase di assestamento entro la fine del mese prossimo, lo vedremo in fase di Bilancio per quanto riguarda il 2010, noi siamo in una situazione che sostanzialmente, dopo il blocco dei trasferimenti dovuti all’Ici e dopo le difficoltà oggettive di reperire nuove risorse, noi abbiamo dei bilanci -noi, Comune di Rovigo, ma in generale i Comuni- abbiamo degli Bilanci fondati quasi esclusivamente sulle multe!
E gli oneri di urbanizzazione subiscono... subiscono la crisi economica elevata che c’è nel settore, di conseguenza la capacità d’intervento del Comune sulla sua attività istituzionale, diventa estremamente delicata e difficile. 4 Tagliare del 60% o più del 60% tutti i costi di costruzione, su tutti gli immobili che potranno utilizzare del Piano Casa, ritengo sia un errore politico, sia un errore anche amministrativo, che mette le nostre… metterà, metterebbe la nostra Amministrazione in serissime difficoltà.
E, permettetemi anche un pensiero personale: l'amarezza, perché questo emendamento porta la firma di un Consigliere che fa parte del Direttivo Nazionale dell’Anci e l’Anci, proprio su questo tema, ha avuto parole durissime nei confronti di tutte quelle leggi regionali che hanno dato la possibilità di scontare gli oneri e i costi di costruzione.
Mi dispiace che Paolo Avezzù abbia firmato questo emendamento perché, sia come ex Sindaco di questa città, che come membro dell’Anci, che quindi rappresenta tutte le organizzazioni dei Comuni, probabilmente per fare, per dare ragione alla sua parte politica, dà torto alla sua intelligenza amministrativa!
Concludo: noi pensiamo che la nostra deliberazione abbia in sé, raggiunga in sé un buon risultato di ottima mediazione tra la volontà di gestire il nostro territorio e l’esigenza di mettere a disposizione tutto ciò che è possibile per fare ripartire questa economia, consapevoli che nessuna legge -come dire- che ha a che fare con l’edilizia, può far decollare questo settore, può fare ripartire questo settore se non interviene un combinato disposto con il credito, che possa mettere a disposizione risorse molto più importanti di quelle che oggi sono in campo.
Ho visto che nessuno si è… come dire, ha difeso la scelta che abbiamo fatto di non permettere l'allargamento dei centri commerciali. Mi compiaccio con tutto il Consiglio perché questo è evidentemente una sensibilità che ormai ha pervaso tutta la nostra comunità. Di centri commerciali nella nostra città penso che ce ne siano a iosa, penso che siamo sufficientemente dotati; dare la possibilità ai centri commerciali di ampliarsi ulteriormente, sarebbe stato un gravissimo errore.
È pur vero che la legge in certi versi lo prevede, ma specificarlo a chiare lettere, come abbiamo fatto con la nostra delibera, penso che sia valore aggiunto e, visto che è stato ben accolto dall'intero Consiglio, credo che questo vada a merito di tutti noi. Grazie.