Illuminazione lampade al mercurio, non si possono più usare almeno dal 2002 queste lampade, ed erano state proposte progettualmente queste. La spesa non è lievitata di quei € 90.000 che è stato scritto, ma bensì è rimasta uguale, solo che per illuminare lo stesso sedime con i lux previsti dalla normativa, ci volevano 8 pali in più, uguale a € 40.000 in più. Diciamo che sono numeri questi, non sono opinabili, sono numeri.
Sul fatto che l'illuminazione o, meglio, i corpi illuminanti non siano andati in Sovrintendenza, effettivamente non è andata in Sovraintendenza la loro proposta, perché nel momento in cui si è messo una pezza, diciamo, a 10 anni di attività progettuale, senza aver mai fatto un passo verso la Sovraintendenza da parte di chi, a ripetute, diciamo, vicende, si è occupato di questa progettazione, ci siamo trovati in sede di esecutivo a dover tappare questa serie di falle, e quindi siamo corsi alla Sovraintendenza, alla luce dei ritrovamenti fatti sotto il sedime, che non è che non fossero imprevedibili!
Erano prevedibilissimi, ma era una cosa anche talmente minimale che poteva essere risolta sicuramente a monte. In quel momento abbiamo approfittato di inserire anche i corpi illuminanti che progettualmente erano stati scelti, già gli altri erano fuorigioco, perché erano stati scartati per tutta una serie di motivazioni, e hanno approvato i corpi illuminanti, così come sono giù adesso. Sul fatto che piacciano o non piacciano, il bello è una questione puramente soggettiva, dico io!
I progettisti l'hanno proposto come una loro caratterizzazione, anzi i consulenti l'hanno proposto come una loro caratterizzazione, ma non sono i progettisti. La valutazione è stata fatta con gli uffici tecnici, con gli elementi tecnici, non sono state fatte proposte alternative nei tempi che sono stati richiesti; la gara d'essere svolta, i tempi stretti per l'esecuzione erano quelli che erano ed è andato avanti così il progetto.
Sul fatto che piaccia o non piaccia si possono fare mille valutazioni, ma come tante altre cose del resto! Detto questo, per quanto riguarda il metodo di cantierizzazione, effettivamente era un parametro tecnico di offerta questo. Devo dire che, su tutte le offerte che ho visionato, qualcuno proponeva la viabilità mantenuta, qualcun altro chiedeva a scacchiera.
Di fatto, però, tutti abbiamo tutti conti con ciò che era stato alla base del progetto, ovvero un'indagine geo-radar che, per quanto sofisticata potesse essere, comunque non era esaustiva. Aprendo il sedime stradale abbiamo trovato un reticolo di tubi, alcuni tubi caratterizzati come acquedotto che erano gas, altri che dovevano essere Enel ed erano acquedotto, insomma una cosa veramente impressionante, che ha dovuto ovviamente fare sì che il tiro venisse un attimo corretto.
Ma qualsiasi avente vinto la gara avrebbe dovuto sottoporsi a questo genere di valutazione. Non è che chi ha proposto la viabilità avesse dovuto farla a tutti i costi! Se trovavano sopra una tomba del 4000 avanti Cristo dovevamo farcene conto di questa cosa qua, ovviamente esagerando!
Per cui abbiamo scelto la strada di valutarla assieme ai gestori dei sottoservizi, che hanno dettato praticamente le regole degli interventi, e a chi doveva poi eseguire i lavori. I lavori sono stati eseguiti a più mani, perché chi ha vinto la gara, ha vinto la gara per quanto riguarda la parte, diciamo, architettonica.
Ma ricordiamoci che in questo finanziamento c'erano € 400.000 che ha finanziato la Polesine Servizi e che ha fatto fare, a chi li gestisce, il servizio di service; per cui loro sapevano come mettere mano alle linee e soprattutto erano deputati a farlo, nessun altro poteva farlo.
66 Quindi, questo intervento, questo progetto che era € 2100 di sola pavimentazione, è diventato € 2400 perché quando si fa, diciamo, un restyling della parte superficiale, ovviamente non possiamo dimenticarci di quello che c'è sotto, in particolare nel Corso del Popolo. E così è stato. Per cui, il fatto che abbia cantierizzato in maniera diversa da quanto proposto, è un evento imprevisto e imprevedibile, nonostante tutte le cautele che ci siamo fatti in sede progettuale.
Ci sono degli elementi che non possono essere previsti.
Per quanto riguarda ovviamente la tempistica, questa è dettata dagli imprevisti che potremo trovare; quel prospetto fatto è abbastanza verosimile, perché nella prima fase che abbiamo affrontato, abbiamo dovuto affrontare i problemi della Sovrintendenza, abbiamo dovuto pianificare tutti gli interventi di rete, mantenendo i servizi in essere, perché non era possibile dismettere una condotta adduttrice di acquedotto e lasciare senza acqua 50 persone perché dovevano fare un pezzo alla volta!
Tutte cose che erano ovviamente nel conto queste! Per cui, risolti i problemi della prima fase, la seconda sta andando più spedita, ma è sotto gli occhi di tutti! Noi, con il tempo che siamo arrivati ad eseguire nel secondo cantiere che stiamo realizzando i sottoservizi, all'epoca del primo tratto non eravamo neanche lì a guardarci come sorpassare i tubi, con i tubi i manufatti di laterizio del vecchio sedime dell’Adigetto.
Per cui io sono abbastanza fiducioso su queste tempistiche. Ovviamente nei limiti di quello che è poi il contorno antropizzato dove si opera, che è una situazione estremamente delicata e difficile. Perché è vero che c'è il problema dei commercianti, ma è anche vero che i commercianti, a detta loro, preferiscono soffrire per breve tempo intensamente, piuttosto che uno stillicidio di fare 10 m alla volta, o 50 m alla volta e lasciarli sempre in ballo poi di avere in cantiere a 5 m da una parte e dall'altra.
Stiamo cercando di aiutarli consentendo l'accessibilità alle loro attività, qualcuno diciamo che riesce comunque a gestirla, altri un po' meno. Però mi pare che sia nel gioco della sostanza questa cosa qua. E’ un cantiere che si sapeva che avrebbe invaso la città, ma lo si sapeva fin da quando è stato pensato 10 anni fa, 15 anni fa.
Ci voleva il coraggio di realizzarla ‘sta cosa. E’ una cosa scomoda, questo è fuori discussione, però è una cosa che andava fatto se si è deciso di farla. Passo ancora con la questione tecnica: l'arredo urbano non è stato cassato, è stato accantonato in diretta amministrazione, perché?
Per il semplice fatto che andava valutato un po' più accuratamente, non che i consulenti non abbiano fatto, anzi hanno fatto molto di più: hanno previsto dei paracarri che costavano € 2000 l'uno fatti in forgia. A me va benissimo questa cosa, ma io preferivo finanziare dei sottoservizi che erano sotto per sempre, piuttosto che mettermi a fare le incisioni sul paracarro! Faremo comunque una cosa degna, diciamo, di un Corso del Popolo rifatto, assolutamente!
Adesso forse può dir poco più di qualcuno perché è solo pavimento e illuminazione, ma verranno i paracarri, verranno le panchine, verranno i cestini, le piante, verrà tutto quello che segue, e allora daremo giudizio poi quando vedremo le cose fatte. Ma non è stata cassata questa cosa.
Ciò che è stato cassato sono state le scelte diciamo architettoniche, valutate assieme agli amministratori e ai gestori, la cavea su Via Laurenti, che era stata inserita inizialmente e poi è stato valutato, un po' per questioni economiche, un po' per questioni legate poi alla gestione che non fosse opportuno farla, ed è stata eliminata. È stata eliminata una piazzola, mi pare di ricordare, di sosta, pavimentata in legno tek.
Voi sapete cosa succede al legno in queste nostre zone: dopo 10 giorni è buono da carbonella il legno purtroppo. Ma è una realtà, non è un'opinione questa. Noi dobbiamo cercare di fare qualcosa che resti, ma non resti nel giro di due o tre anni, deve restare per i prossimi sessant'anni, settant'anni questa cosa qua.
E quindi è stato valutato di sostituirla con altre cose. Per quanto riguarda il discorso, l'ho già detto, della illuminazione, la scelta fatta è stata quella che vedete, insomma. 67 Sulla tempistica le garanzie sono, diciamo, valutate assieme all'impresa.
L'impresa ha delle penali da pagare nel caso che non rispettasse i tempi contrattuali, sempre che siano addebitabili a lei, e diversamente lei è disponibile a gestire un cantiere che si debba svolgere nel più breve tempo possibile e comunque non creare più danno di quello che sta ora facendo. Cos'altro c'è da dire?
Quello che ha rallentato molto, e non so se tutti sanno, l'attività diciamo di avvio del cantiere, è stata l'incognita enorme che aveva quel tombinamento dell’Adigetto, tombinamento non in termini di reperti archeologici, fra virgolette, che abbiamo trovato, ma su come si inserivano gli allacciamenti in un tubo che è grande più di me, circa 2 m e mezzo, che si inserivano a quote di 2 m e mezzo che erano ingestibili.
Abbiamo dovuto entrare con una telecamera, filmare e monitorare tutti gli allacciamenti, tirarli via, riposizionarli su dei camini... Una cosa improba! Ma non era prevedibile prima questa cosa qua, perché allora per fare il progetto nella fase, diciamo, di studio, ci volevano almeno € 100.000.
Abbiamo preferito demandarlo in fase esecutiva, quando le risorse c’erano e soprattutto sarebbe costato molto meno. E così è stato. Adesso vedrete che i lavori proseguiranno a seconda delle tempistiche, e secondo, diciamo, le metodologie che verranno messe appunto nella prima fase.
Dopo, ovviamente, io non sono qua a dire che tutto sarà perfetto e immutabile. Ci saranno imprevisti, ci saranno sicuramente imprevisti collegati alle attività commerciali che avranno le loro rimostranze da fare, cercheremo di venire incontro, imprevisti collegati ai sottoservizi, a qualche reperto che salterà fuori, perché il Corso del Popolo una volta era un fiume, era un canale, troveremo i ponti, troveremo tutto quello che c'è sotto.
Abbiamo già fatto anche dei passi avanti con la Sovrintendenza in questo senso, ma non pensiamo che sia un ballar di carnevale! È un disastro di difficoltà fino alla fine! Però oramai abbiamo imboccato questa strada e dobbiamo venirne fuori.
Non dico altro.