Buongiorno a tutti, anzi vi ho già salutato prima. Saluto i Revisori dei Conti che accogliamo con piacere a questo tavolo perché probabilmente avremo bisogno anche del vostro supporto. Ringrazio i Dirigenti presenti.
Voglio ringraziare prima di tutto però il nostro Segretario Generale, protagonista indiscusso di questo successo, perché di successo si tratta. Credo che oggi per il Comune di Rovigo sia una giornata storica perché oggi, mi sento di dire, celebriamo una delibera.
Dico celebriamo perché dal 2016 sapete che IRAS è in regime commissariale a seguito dello scioglimento del Consiglio di Amministrazione, ma volevo con voi seguire lo schema di delibera perché è una sorta di memoria di tutto quello che è successo dall'inizio di IRAS e dell’utilizzo di Casa Serena ai giorni nostri, e questo è un giorno che va a superare delle controversie di tipo giuridico che noi come Amministrazione da subito, quando ci siamo messi all'opera nella nostra campagna elettorale, avremmo voluto che ciò succedesse.
Però vi chiedo di seguire con me la delibera perché, ripeto, è veramente riportato tutto in maniera molto chiara e molto semplice, e questo ci permette di capire anche l'importanza della giornata di oggi.
IRAS è l’Istituto rodigino di assistenza che abbiamo in città e ha sempre lavorato, fin dal 1984, utilizzando in concessione Casa Serena; IRAS è un IPAB, le IPAB sono delle strutture di controllo regionale; ha sempre utilizzato Casa Serena dal 1984 in concessione, per le attività di assistenza sociale, ma dal 2003 c'è stata una delibera comunale che è andata a definire i rapporti tra IRAS e Comune in maniera più precisa, prevedendo che questa gestione/concessione avvenisse per i successivi 99 anni.
A seguito di questa deliberazione consiliare, la gestione di Casa Serena quindi è rimasta in capo a IRAS per questa durata in teoria. Nel corso degli anni però la situazione ha visto degli importanti disequilibri di tipo economico, perché questa concessione/gestione prevedeva anche che IRAS si facesse carico di tutte le manutenzioni ordinarie e straordinarie di Casa Serena.
Voi sapete che IRAS operava fino a qualche anno fa su due sedi, quindi Casa Serena di proprietà del Comune dopo averla ricevuta in carico dalla Regione, e sulla sede appunto di San Bortolo.
La gestione di Casa Serena però ha arrecato nel corso degli anni dei problemi di equilibrio economico dovuti alla gestione e si è creato sostanzialmente questo disequilibrio che ha visto l'intervento della Regione come controllore delle IPAB, che ha sciolto il Consiglio di Amministrazione e hanno nominato un Commissario straordinario. Questo Commissario straordinario che compito aveva?
Aveva il compito che hanno i Commissari: quello di risanare l'azienda, rimetterla in equilibrio e traghettarla verso quindi un nuovo stato di equilibrio, prevedendo un nuovo piano industriale. La cosa però dal 2016 non ha avuto in tempi veloci soluzione, tanto più che sono continuate quindi queste difficoltà di tipo economico che hanno investito l'intero Ente IRAS.
I Commissari straordinari quindi hanno tentato più volte la relazione con il Comune, chiedendo di intervenire insieme, capire quale potesse essere il modo per rimettere in equilibrio IRAS, ma la cosa non ha mai raggiunto un equilibrio: non ci sono mai state intese, non ci sono mai state situazioni di soluzione.
Ricordo che ci si era andati molto vicino mi pare nel 2022, quando c'era un progetto che coinvolgeva il Comune, coinvolgeva ATER, coinvolgeva la Regione, coinvolgeva la ULSS 5, e l'obiettivo era quello appunto di intervenire su IRAS che, come dicevo, lo stabile è ciò che ha creato il vulnus economico dell’Ente, ma anche quel tavolo prefettizio, che aveva visto una soluzione vicina, di fatto non è arrivato alla conclusione.
Dopo questa mancata soluzione, passati tanti anni, dal 2016 al 2022, IRAS ha ritenuto di recedere unilateralmente dalla concessione dello stabile rispetto al Comune, e quindi ha dismesso Casa Serena e ha trasferito gli ospiti nella zona appunto di San Bortolo che tutti conosciamo. IRAS ha manifestato al Comune l'intenzione di riconsegnare l'immobile subito; questa è una delle prerogative che erano previste dal contratto di concessione, che prevedeva che la concessione fosse di 99 anni.
In questo contratto di concessione era comunque previsto che entro i 33 anni ci fosse la possibilità di restituire IRAS al Comune. E così il Commissario, con un suo decreto commissariale, ha fatto e ha ritornato IRAS al Comune. Che cosa è successo dopo?
E’ successo che ci sono stati anche dopo dei tentativi per risolvere in maniera bonaria questa risoluzione unilaterale del contratto. Durante le trattative… no no scusate, ho dimenticato un passaggio, ho tolto un passaggio fondamentale. IRAS restituisce Casa Serena al Comune.
Il Comune decide sostanzialmente di fare causa, fa ricorso al TAR dichiarando illegittimo questo tipo di posizione e quindi presentando anche ulteriori tre ricorsi, ma magari qua per le parti giuridiche c'è anche il nostro Avvocato che sarà sicuramente più capace di me di rispondere alle vostre domande. Sostanzialmente quindi il Comune nel 2022 dice “Non lo voglio indietro”. Che cosa succede?
Che nel 2024 c'è però una sentenza del TAR che condanna il Comune di Rovigo a prendersi in realtà lo stabile di Casa Serena, quindi ritiene legittima la posizione di IRAS in merito alla risoluzione in unilaterale della concessione, e intima il Comune di Rovigo a pagare 3.200.000 euro, che sono una somma che IRAS aveva chiesto perché individuata come tale, come da mettere sul piatto nei tentativi bonari che c'erano stati precedentemente con l’Amministrazione che ci ha preceduto, IRAS e Regione; questa era una somma che era stata considerata congrua per arrivare, prima del ricorso, a una risoluzione consensuale.
Quindi condannati a riavere IRAS e a pagare questi 3.200.000 euro.
Dopo questa sentenza del TAR, il Segretario Generale Ballarin, che era appunto il Segretario Generale che ha preceduto la Dottoressa Targa, e che era il Segretario Generale individuato dall’Amministrazione precedente, che è rimasto in vigore anche durante il commissariamento straordinario, il Segretario Generale Ballarin e il Commissario straordinario del Comune hanno notificato a IRAS la disponibilità a prendere in consegna l'immobile di Casa Serena.
A questo non c'è stato in realtà nessun seguito concreto e nel 2024 però, prima del nostro insediamento, un mese prima, quindi nel maggio del 2024, lo stesso Commissario, insieme al Segretario Generale precedente, hanno deciso di presentare una appello al Consiglio di Stato, quindi di opporsi alla sentenza del TAR. Questo è quello che abbiamo trovato quando ci siamo insediati.
Abbiamo trovato quindi una situazione possiamo dire di belligeranza, perché ci siamo trovati nell'imbarazzo in cui delle Amministrazioni Pubbliche si facessero un po’, anzi senza un po’, a suon di ricorsi la guerra tra di loro.
Ripeto, la nostra intenzione è stata da subito in campagna elettorale, ma anche da quando ci siamo insediati da subito, la volontà è stata quella di cercare invece di superare queste contrapposizioni fatte a livello giuridico, ma di trovare una soluzione stragiudiziale per poter risolvere in via bonaria con degli accordi quella che poteva essere una grande messa in discussione di questa realtà importante per il nostro territorio.
Ricordo che è l'unica Casa di Riposo pubblica che abbiamo nel Comune, ha un numero di ospiti considerevoli, un numero di lavoratori altrettanto considerevoli, e credo che la responsabilità di un’Amministrazione sia prima di tutto quella di dare risposte alle persone, non tanto quella di fare delle contrapposizioni, magari anche politiche, perché guardate, è vero che la Regione attualmente è politicamente in sintonia politica con quella che è l’Amministrazione di questo Comune, ma mi pare che gli sforzi che aveva fatto la Regione per arrivare a quel tavolo prefettizio, che poi è sfumato, siano stati gli stessi che sono stati messi in campo per dare una mano alla nostra Casa di Riposo adesso, quindi credo che la Regione abbia lavorato assolutamente con oggettività e integrità senza preclusioni di colore politico.
Quindi noi ci siamo trovati di fronte a questa situazione in linea con quello che ci eravamo proposti.
Per il bene appunto della città, degli ospiti e dei lavoratori, dell'importanza valoriale che ha una Casa di Riposo in un contesto dove sappiamo che la demografia sta dimostrando sempre di più l'importanza della presenza di strutture di questo tipo nelle nostre comunità, abbiamo fatto una delibera a ottobre del 2024, chiamando a raccolta quindi tutta la struttura dirigenziale, il nostro Segretario Generale, l’Avvocatura Civica, i Dirigenti, per avviare quella che doveva essere e che volevamo raggiungere fosse una conciliazione/transazione rispetto a questa lite che volevamo assolutamente superare.
Voi sapete che nel frattempo c'era stata quella esternalizzazione del servizio che era quel bando che era partito prima del nostro insediamento e che aveva messo un po’ in ansia anche i lavoratori perché, è vero, sarebbe rimasta comunque una struttura di tipo pubblico ma con un servizio esternalizzato, e quindi giustamente i lavoratori avevano problemi e perplessità legati al loro cambiamento di contratto che ci sarebbe stato, anche se anche lì ci eravamo adoperati e ci stavamo adoperando, qualora quella fosse la strada, per garantire ai lavoratori la serenità che meritano.
Di fatto quel bando di esternalizzazione non è andato a buon fine perché non è stato considerato qualitativamente, chi si è presentato a questo bando non ha dimostrato requisiti qualitativamente tali per prevedere che questa strada fosse percorsa, e quindi siamo ritornati sul tavolo delle trattative. E’ stato un anno di silenzio rispetto a questa cosa.
Qualcuno di voi, anche qualche Consigliere ovviamente di minoranza, mi prendeva anche in giro perché diceva che millantavo rapporti con la Regione, che ho sempre tenuto con la Regione e con il Commissario Stella, non si sono mai interrotti e il silenzio c'è sempre stato all'insegna della necessità di raggiungere il risultato. Il silenzio, cari lavoratori, c'è sempre stato solo per quello. Mi dicono che là in fondo c'è qualche lavoratore, quindi voglio rassicurare che non è stata cattiva volontà.
E’ stata proprio la necessità di tenere sempre il livello basso per poter raggiungere il migliore degli accordi possibili, e ritengo che questo sia il migliore degli accordi possibili, perché è un accordo che permette alla nostra Casa di Riposo di mantenere integralmente l'aspetto di Ente Pubblico, privo di esternalizzazioni, e che prevede quindi delle garanzie sicuramente, non solo per gli ospiti, ma anche per i lavoratori.
E’ chiaro che quando si fa un accordo di transazione, e io ne ho fatto un altro molto semplice che riguardava la questione del sangue, ma devo dire che questo è stato quello che mi ha impegnato assolutamente di più, è la mia prima esperienza di accordo, e ho imparato che quando si fa un accordo nome di un Ente Pubblico, questo accordo deve essere fatto garantendo la vantaggiosità dell'accordo stesso per l’Ente che si rappresenta, perché questo è l’elemento più importante che dà appunto delle garanzie che non ci siano poi gli interventi giustamente della Corte dei Conti, e che quindi ci sia qualche cosa che poi deve essere rivisto.
Quindi qual è stato il problema di questa trattativa inizialmente con IRAS? Che IRAS giustamente, essendo anch'essa di emanazione pubblica, aveva lo stesso problema che aveva il Comune: dovevamo fare una transazione, lei non poteva andar sotto di una certa soglia, il Comune non poteva dare più di una certa soglia.
Ed è qui, devo dire, che voglio assolutamente ringraziare Luca Zaia, il nostro Presidente, il nostro Assessore Lanzarin, il Commissario Tiziana Stella, perché insieme siamo riusciti veramente a fare squadra e a fare in modo che questo accordo si facesse all'interno di tutte le regole che la Corte dei Conti ci chiede perché la transazione sia una transazione che, cari Consiglieri, possiamo votare assolutamente con serenità. Non solo.
Questa è una transazione che porta ovviamente dei pareri, e i pareri sono quelli dei nostri - dico dei nostri - del nostro Revisore dei conti la Dottoressa Medea, abbiamo il piacere anche di avere e ringraziamo ulteriormente perché non è dovuta la presenza del Dottor Grosselle a questo incontro, lui è il Presidente dei Revisori dei Conti di IRAS, però ci ha fatto il piacere di essere presente perché, se c'è bisogno di qualche chiarimento, sono qui per questo e li ringrazio profondamente.
E voglio ringraziare profondamente veramente, come dicevo all'inizio, la parte tecnica del Comune. Perché?
Perché lo dicevo prima: c'era la volontà politica da subito, però la volontà politica da sola non ha gambe se non c'è un apparato poi che la rende possibile, e devo dire che gli intoppi, anche quando siamo riusciti con la Regione ad avere un intervento importante dal punto di vista economico che andasse a coprire quella differenza che c'era tra quello che poteva mettere il Comune e quello che in realtà voleva IRAS in cambio, devo dire che anche quando questo quadro economico era sereno, c'è voluta proprio la buona volontà del nostro Segretario Generale Michela Targa per andare poi a scalfire tutti quei problemi di ordine burocratico che si sono comunque affacciati.
Ringrazio l’Ingegnere Rizzi, ringrazio il nostro Avvocato Marco De Giorgio, ringrazio la Dottoressa Orna che non c'è, ma anche lei ha dato un parere, ha contribuito a questo tipo di operazione; ringrazio la Dottoressa Cittadin e ringrazio l’Avvocato Trovato che ci ha accompagnati da subito in questo cammino, mettendoci all'interno dei paletti entro i quali potevamo agire. Che cosa dice questo accordo?
Questo è un accordo quindi stragiudiziale, che definisce le seguenti cose: lo scioglimento definitivo della concessione/contratto tra Comune e IRAS; prevede che il Comune di Rovigo versi la somma di 1.800.000 euro mediante bonifico bancario, vi ricordo che la sentenza del TAR ci aveva condannato a pagare 3.200.000 euro, quindi questa è la somma che ci permette di essere all'interno di quei paletti che ci fanno votare con serenità la vantaggiosità dell'operazione, perché si tratta di contribuire mi pare con il 43,5% della somma che ci era stata richiesta; la presa in consegna di Casa Serena da parte del Comune, ovviamente nello stato in cui si trova, ovviamente adesso da qui partirà un importante ragionamento rispetto a quello che sarà il futuro di Casa Serena, ma da domani ci pensiamo; abbiamo già iniziato qualche tipo di interlocuzione; ci auguriamo di poter anche su questo poi raggiungere dei risultati concreti, perché sarebbe veramente l'ennesimo vuoto urbano.
Quindi la presa in consegna di Casa Serena. Questo è un accordo tombale, e quindi noi diamo questi 1.800.000 euro e nulla più ci può essere richiesto. Dopo qua sono riportati tutti gli estremi giuridici che ci dicono quanto questa transazione sia all'interno sostanzialmente delle regole.
Poi c'è stata una disquisizione importante rispetto agli aspetti fiscali, è stato chiesto un parere pro veritate a un commercialista fiscale del Collegio di Padova, un autorevole da parte di IRAS, ma queste cose le spiegheranno sicuramente meglio di me i Revisori.
Quindi anche su questo abbiamo degli atti che ci rassicurano rispetto all'operazione che stiamo facendo, perché abbiamo acquisito la nota di IRAS relativa al regime fiscale applicato, la successiva nota di IRAS di approfondimento del parere pro veritate che vi dicevo, e poi il parere del legale incaricato della difesa comunale di Rovigo. Insomma abbiamo tutto ciò. La chiudo qui.
Abbiamo acquisito tutti i pareri possibili e immaginabili. Vi chiedo di approvare questa delibera che, come dicevo, mette fine a un contenzioso importante, che ci dà grande soddisfazione, che riteniamo una svolta storica. Vedo là in fondo l'amico della UIL che - ho già letto sulla stampa - giustamente rivendica attenzione per i lavoratori.
Devo dire però che questa transazione non ha direttamente a che fare con quella problematica, perché il Comune non ha risparmiato sulle spalle dei lavoratori. Quello che viene risparmiato viene emesso dalla Regione, quindi non c'è stato nessun risparmio.
Saremo comunque con loro, saremo comunque con i sindacati per continuare a garantire una situazione di stabilità per il personale, per tutto il personale precario che magari ha diritto anche ad essere collocato in una situazione di maggior stabilità, però dico che questo è un grande successo. Godiamoci questo traguardo. Ringrazio ancora perché veramente nulla era scontato.
Ringrazio tutti, tutto lo staff, tutti i Revisori dei Conti e tutti quelli che hanno contribuito perché questo possa avvenire. Grazie davvero.