Grazie Presidente. Signor sindaco, signori della Giunta, egregi Consiglieri. Ho anch’io, come i colleghi che mi hanno preceduto, letto attentamente le linee programmatiche, signora Sindaco, che lei ha definito essere linee programmatiche generali.
Io mi rendo conto che non potesse essere forse più precisa, più specifica, più articolata nell’elencazione delle sue linee programmatiche, però un conto è definirle generali, un conto invece è trovarsi di fronte a linee programmatiche - non me ne voglia Sindaco - generiche; un conto è dire generali, un conto è trovare e trovarsi di fronte ad un elenco generico di buoni ed importanti propositi, anche direi suggestivamente enunciati.
Signora Sindaco, al di là dell'osservazione condivisibilissima che faceva il collega Gaffeo sulla mancanza di una visione di città futura, non per i prossimi dieci anni, Consigliere Gaffeo, ma per i prossimi 20-25 anni: cosa vogliamo che sia la nostra città capoluogo fra 20-25 anni? Manca una visione di città proiettata nel futuro. Voglio lasciar da parte la segnalazione, l'osservazione ancora condivisa del collega Gaffeo sui vuoti urbani, e ne ha citati due, ma ce ne sono diversi altri.
Dobbiamo recuperare questi vuoti urbani. Lo dobbiamo fare. Nelle sue linee generiche manca qualsiasi riferimento.
Ho letto undici volte il termine valorizzazione, dieci volte il termine sostegno, senza alcuna declinazione specifica di come arrivare a risolvere determinati problemi solamente enunciati. Mi permetta signor Sindaco di arrivare più precisamente nello specifico di alcune linee. Ad esempio sulla linea n.
1, quella relativa alla pianificazione urbana e mobilità sostenibile. Io leggo a un certo punto “mappatura dello stato dei marciapiedi, oltre che delle strade, per la rimessa a decoro del manto stradale; questo anche nell'ottica di favorire il transito di persone con disabilità e genitori con le carrozzine”.
Tutto quanto d'accordo, condivido perfettamente questo, ma laddove dice lei “con più adeguato abbattimento delle barriere architettoniche”: perché non precisare, non specificare sarebbe costato forse anche poco, anche con interventi minimi ad esempio per superare uno scalino.
E quindi faccio due esempi: Palazzo Roverella, dove si è appena conclusa quella bellissima mostra su Matteotti, chi ha avuto modo di accedere a quel Palazzo ci sono due scalini che sono fuori legge, come fuori legge è questa pedana qui, signor Sindaco, senza nemmeno un corrimano e senza nemmeno rispettare gli otto centimetri di salita. Anche questa pedana è pericolosa, è pericolosa.
Ma lì al Palazzo Roverella, come è possibile non arrivare a capire che basterebbe, per superare quei due scalini che non rispettano né l'alzata e né la pedalata, attraverso l'installazione di un semplice corrimano, semplice corrimano di 2-3 centimetri di diametro, di tal che uno possa aggrapparsi e superare quei due scalini. Altro esempio: come è possibile non arrivare a definire il problema del montacarichi o ascensore, se lo volete chiamare, ma è un montacarichi, che abbiamo alla Sala della Gran Guardia?
Per accedere alla Sala della Gran Guardia, signor Sindaco, occorre, qualora il montacarichi sia al piano superiore, fare i sette scalini per accedere alla Sala Grana Guardia, tenere spinto il bottone, scendere con l'ascensore o montacarichi, che è meglio definire montacarichi, e arrivare al piano terra per poi salire. E’ una cosa assurda. Occorre intervenire subito perché venga riparato.
Io l'ho detto già 2-3 mesi fa, l'ho fatto presente, non l'ho fatto presente a lei signor Sindaco, non era ancora Sindaco, non avevo ancora questi problemi tre mesi fa; l'ho fatto presente a qualche ufficio, ma il problema non è stato risolto. Altro punto, persone e famiglie in centro: attenzione alla residenzialità e all'emergenza abitativa.
Perché questa espressione così non è stata completata aggiungendo ad esempio, io dico, con previsioni di sgravi fiscali a chi affitta immobili sfitti e mutui agevolati per le giovani coppie che vogliono vivere o tornare a Rovigo, attraverso un accordo con gli Istituti di credito locali, accordi magari garantiti anche dall’Amministrazione, dall’Ente comunale?
Era nel nostro programma, certo; lei mi dirà signor Sindaco “Ma questo è il tuo programma, Palmiro”, certamente sì, è il mio programma, però se abbiamo gli stessi obiettivi, cerchiamo di essere più concreti per raggiungere questi obiettivi, altrimenti rimangono solo enunciazioni di principio che nulla portano alla realizzazione poi concreta del problema. Ancora signor Sindaco, presa in carico prioritaria del problema IRAS, e questa è la linea n. 3.
E poi si ferma lì. Ma perché non aggiungere “attraverso un rilancio di un servizio pubblico essenziale, dobbiamo essere ben precisi, l’IRAS la vogliamo che rimanga pubblica, quindi non possiamo limitarci solamente di prendere in carico il problema”. E poi mi permetta con questo, e ritorneremo, perché è un problema importante come il problema dell'articolo 23 su cui il Consiglio dovrà ritornare a confrontarsi.
Ma come faccio io ad accontentarmi, sentirmi dire che non è possibile revocare quel bando, quando un bando tutti sanno, chi ha fatto un minimo di diritto amministrativo, è un provvedimento che può sempre essere revocato da chi lo ha emesso il provvedimento? Non solo, ma nei bandi è anche prevista la possibilità di revoca, per quel che ne so io, addirittura senza appesantire l’Ente Pubblico, una semplice richiesta di revoca.
E quindi perché farsi dare queste risposte qua, che non possono accontentare se non gli sprovveduti? Poi ancora, signor Sindaco: ampliamento della disponibilità dei posti del servizio di asili nido comunale. E certamente sì, e sono d'accordo con lei.
Ma perché ad esempio non prevedere con l'obiettivo di arrivare a rendere progressivamente gli asili nido gratuiti per tutti, previo un ricavo delle risorse, previo un recupero delle risorse dall'evasione fiscale e dalle risorse messe a disposizione anche dal Decreto Legislativo, quindi dallo Stato, Decreto Legislativo 65/2017, oppure attraverso anche un contenimento degli sgravi come l'illuminazione pubblica, lei ha fatto anche riferimento: l'illuminazione pubblica, una transizione ecologica, gli impianti fotovoltaici, ha fatto riferimento al CER.
Queste sono le risorse che ci potrebbero portare ad avere asili nido gratis per tutti. Ma sì, lei mi dirà signor Sindaco, “Questo è nel tuo programma, Palmiro. Non è nel mio”.
Ma certamente sì. Ma perché non andare a cercare anche queste possibilità copiando da quelle Amministrazioni che prima di noi hanno già raggiunto questi obiettivi e quindi, se l'hanno fatto loro, perché non può farlo una città come Rovigo?
Altro punto su cui mi permetto di fare qualche osservazione è quella della mappatura dello stato dei marciapiedi, e questa l'abbiamo già discussa prima, mancava l’Assessore Bala a cui faccio riferimento, Assessore, per tornare non solo ai marciapiedi puliti, belli, eccetera, ma anche per risolvere quei problemi minimi di difficoltà deambulatorie, forse meno gravi, attraverso il corrimano, eccetera, che tutti possiamo mettere e fare.
L'ultimo punto poi, signor Sindaco, e vado a conclusione, è quello relativo alla manutenzione e pulizia dei fossati. Detta così, manutenzione e pulizia dei fossati, ero domenica scorsa a Tunisi, e il mio albergo era proprio vicino alla Medina. Con mia moglie sono andato a fare quattro passi per raggiungere la Medina e, alle porte della Medina di Tunisi, importante Medina di Tunisi, ho visto la caditoia talmente piena di erbe, talmente piena di carte.
Ma eravamo a Tunisi. Se qua a Rovigo dobbiamo ridurci come le grandi capitali della Tunisia, è meglio che lasciamo questo posto di amministratori ad altri, anziché farci noi carico.
Ma allora se io scrivo qui “manutenzione e pulizia dei fossati”, perché non prevedere finalmente una programmazione temporale di intervento, di manutenzione e di pulizia delle caditoie e delle fognature, per evitare che quando viene un acquazzone come c'è stato nei giorni scorsi, la città di Rovigo o alcune vie di Rovigo vadano sott'acqua? Questo lo dobbiamo programmare.
Ecco perché dico queste cose, signor Sindaco, sono state enunciate in modo, più che generale, in modo generico, che non possono soddisfare il Consigliere che è intervenuto. Comunque signor Sindaco nel concreto poi valuteremo il suo operato e, se ci saranno degli orientamenti comuni, saremo pronti a sostenerlo, perché vogliamo come le, il bene della città. Ma vogliamo di più: vogliamo che la città capoluogo sia una città aperta ed inclusiva.
Mi dispiace, caro Ezio, che tu ritenga questo programma un programma che è in prosecuzione con quello di sinistra di prima. No, non è proprio così. Vedrai che poi nel voto probabilmente sarà uguale il nostro, ma partendo da presupposti diversi.
Signor Sindaco, buon lavoro.