Presidente, Salvan mi martella sempre da dietro, chiederei di cambiare posto la prossima volta! Io faccio un piccolo intervento, breve, perché ho sottoscritto anch'io il documento che ci apprestiamo a votare, però mi sentivo di fare alcune considerazioni.
Intanto sono d’accordo con i pareri che ho sentito dai colleghi, che hanno fatto delle valutazioni veramente approfondite, a partire da Contiero, il quale, quando richiama l'articolo 133 della Costituzione, in effetti questa legge sul riordino, e la stessa tempistica che adesso ci viene imposta, perché è da qui che è partita la necessità di fare questo ordine del giorno: il 18 noi dobbiamo presentare ai CRAL una proposta, però l'articolo 133 dice che sono i Comuni che determinano una proposta di revisione; qui mi sembra che stia andando tutto all’incontrario, perché abbiamo già avuto un’imposizione da loro “se non ci portate una proposta, guardate che noi decidiamo”.
Il Governo, se non c'è questa proposta, deciderà sicuramente. Quindi è un po’ capovolta la questione. D’altro canto anche questo provvedimento del riordino in definitiva è vero che comporta un risparmio.
Io leggo una nota - me la sono tirata giù - ministeriale fatta dalla Commissione Bilancio, sugli emendamenti proprio, la spending review, dice che “si tratta di una norma procedurale, pertanto non è possibile allo stato attuale quantificarne gli effetti finanziari, posto che questi potranno essere rilevati solo successivamente al completamento dell’iter”.
Pertanto il Governo continua a scrivere: “Non è possibile quantificare gli effetti finanziari della riforma; sarà possibile fare una verifica dei dati solo ad iter ultimato. Il trasferimento ai Comuni delle funzioni amministrative, che saranno già assegnate dallo Stato alle Provincie, non comportano oneri. La quantificazione degli eventuali risparmi sarà possibile dopo l’individuazione delle singole funzioni”.
Quindi non è certo che questa riforma comporti un risparmio.
D’altra parte qualche dubbio ce l’ho anche sul discorso che trova corrispondenza sulla mozione, o sull’ordine del giorno, come vuoi chiamare secondo me giustamente Montagnolo, anche la questione dell’aggregazione di Comuni, perché sempre questa stessa nota ministeriale dice che si possono prendere delle iniziative, anzi afferma: “I CRAL e le Regioni - precisa la nota ministeriale - possono senz'altro dare seguito ad eventuali iniziative comunali, già formalizzate però alla data del 24 luglio 2012”.
Quindi noi invece proponiamo di prendere in considerazione che questi Comuni della fascia di frontiera prendano iniziative per essere aggregati a Rovigo. Ma queste erano iniziative che si dovevano fare, per quanto concerne l'articolo 17, che parla del riordino delle Province, già alla data del 24 luglio, mentre sono ammesse dopo questa data le iniziative dei Comuni che, facenti parte dell’eventuale città metropolitana, decidano invece di non farne più parte.
Invece ho colto anche, spesso e soprattutto nel Sindaco, proprio questa amarezza nel rendersi conto che Rovigo perderà, con la soppressione della Provincia, il suo ruolo di capoluogo. Allora io lancio un’idea, la butto lì, può darsi anche che dica una corbelleria, però ho sentito che già in Italia qualcosa del genere sta avvenendo: perché non proponiamo una Provincia duale?
La Provincia duale sul modello di quelle che sono le Province di Pesaro e Urbino, e di Massa e Carrara, dove le due città costituiscono un’unica Provincia, ma mantengono il ruolo di capoluogo, e se noi dovessimo essere, come si ritiene, aggregati a Padova, quello che già avviene con la Cassa di Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 13 Settembre 2012 77 Risparmio, perché non si possa chiamare Provincia di Padova e Rovigo, dove il ruolo della città, Rovigo in questo caso, capoluogo, anche se c'è l'articolo 17 ricordato dalla Romeo, essendo Padova più numerosa come abitanti, perché perdere questa possibilità?
Se ci fosse questa possibilità, se è una proposta che è nell’ambito di quelle da inviare ai CRAL, si può perseguire, perché non proporla? Manterremo sicuramente la nostra identità, e manterremo soprattutto quei servizi che tanto importanti sono, perché quello che effettivamente noi dobbiamo andare a valutare, ai cittadini qual è il vantaggio? Se i vantaggi vanno sui cittadini, allora è in questa direzione che noi ci dobbiamo muovere.
Se ci sarà questo tavolo, come proporrà l'emendamento, gradirei che fosse valutata anche questa possibilità nel caso fosse perseguibile. Grazie.