Proposta riduzione del capitale sociale di Interporto
Presidente di Interporto
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Buongiorno. Grazie per avermi invitato. Credo che nell'incontro di questa mattina, si debba discutere del Bilancio, dell'abbattimento del capitale sociale, ma mi corre l'obbligo di dire alcune cose, prima di dire del perché abbiamo fatto questa operazione, che poi non ci sono motivazioni molto… molto difficili.
Allora, ecco, volevo ricordare intanto una cosa.: ogni giorno trovo qualcuno che incontra qualche Consigliere Comunale, non tutti, ma in ogni modo qualche Consigliere Comunale, o qualche Assessore, dicono: “Beh, finalmente Borgatti va via e quindi faremo non più gli immobiliaristi, ma faremo l'attività della logistica”. Io non ho capito che cosa vogliono dire queste parole, non l’ho capito!
Perché se voi guardate il Bilancio, o guardate i Bilanci precedenti, non so che cosa voglia dire 5 immobiliarista, perché effettivamente io, non ho mai comprato e venduto terre, né mai comprato e venduto appartamenti, non ho fatto nessuna di queste attività, mai! Per cui non ho capito cosa vuol dire che noi facciamo gli immobiliaristi!
Se si riferisce al fatto che nell'anno 2000, quando sono diventato Presidente dell’Interporto, su richiesta allora del Sindaco Baratella e del Presidente Saccardin, e del Segretario dei D.S. Azzi e della Margherita, io mi trovai l’Interporto, con una situazione di deficit che non era sanabile, perché non corrispondeva ad opere fatte, di circa dai 7 agli 8 miliardi, poi vi posso dare anche i dati precisi, se volete.
Allora, per far fronte, e per mettere in sesto l'azienda per potersi muovere, abbiamo contratto un mutuo, che continuiamo a pagare oggi di € 2 milioni, ma allora di Lire 4 miliardi di lire, e abbiamo venduto un comparto B1 al COSECON, dove abbiamo recuperato Lire 1 miliardo. In più, dopo, abbiamo ovviamente sistemato qualche altra attività, e siamo riusciti a mettere l’Ente in condizione di poter partire.
In quel momento nell’Interporto di Rovigo -è bene ricordarlo perché allora si capisce tutto l'iter che è stato fatto- non si poteva urbanizzare più di 200.000 metri di terra, perché non c'era la sicurezza idraulica. Il Ministero dell'Ambiente, tramite il Consorzio Irriguo, vietava l’urbanizzazione di tutta l’area industriale e di parte anche dell'area logistica, perché una parte invece era stata sistemata, e anche una parte degli attracchi della ferrovia.
Allora, chiamai i privati, che erano i proprietari delle aree dell'Interporto, delle aree industriali, che sono le società che voi conoscete, e quindi non sto qui a ripetere, e dissi loro, siccome erano lì da molti anni, e non avevano urbanizzato 1 m² di area, perché c'era anche questo divieto, che io avrei creato le condizioni per poter urbanizzare le aree, avremmo speso dei soldi, ma che, in compenso, dovevano versare all'Interporto le cifre di €.
5,00 al metro quadro, per ripagare l'Interporto, delle spese che aveva per l'urbanizzazione primaria… secondaria. Ricevuto l'assenso con una lite, perché mi avevano detto che io ero Marxista- Leninista, nel senso che volevo che pagassero all'Interporto delle opere che facevo con i soldi del Comune, della Provincia e della Regione.
Alla fine concludemmo l'accordo, e la Regione Veneto sganciò 3 miliardi allora di Lire, per fare un canale, per scolare le acque, e non fare quell'immenso canale che era progettato che costava 14 miliardi di Lire che non avremmo mai potuto fare, e con il canale di 3 miliardi, abbiamo messo in sicurezza idraulica tutta la parte dell'Interporto, per potere così urbanizzare le aree, e costruire.
Questa è stata l'unica operazione, se vogliamo dire, immobiliare che ho fatto, che ha fatto il Consiglio di Amministrazione poi, dell'Interporto, perché ritengo che nessun privato si debba arricchire con i soldi pubblici, e così anche dovevano pagarci i soldi che avevamo speso: per togliere i cavi dell'energia elettrica, un miliardo; per fare le fogne fino a San Sisto, e non sto qui ad elencare le altre cose. Ecco da dove deriva, la mia azione immobiliare, quella di recuperare i soldi pubblici che avevamo speso.
Noi non abbiamo fatto più nessun'altra operazione Immobiliare.
E’ vero, come ho detto ancora quattro anni fa, visto che ormai sono sette anni che sono all'Interporto, che l'Interporto, per poter raggiungere il pareggio del Bilancio, 6 concedetemi che non vi dica per chili, perché mi dà fastidio parlare in inglese, per raggiungere il pareggio del bilancio, l'Interporto aveva bisogno di almeno 35.000 m² di capannoni, e di 20.000 m² - 25.000 m² di piazzali, perché voi sapete che una parte del Bilancio sono i soldi che entrano ed escono, ma poi ci sono gli ammortamenti, e gli ammortamenti sono pesanti quando si hanno… quando si hanno ferrovie, piazzali e fabbricati.
Allora abbiamo cominciato anche, a costruire, per raggiungere questa meta, per raggiungere questa meta! Senza di questa meta, non c'è il raggiungimento del Bilancio, del pareggio del Bilancio.
I capannoni che abbiamo fatto, che sono 22.000 m², di proprietà dell'Interporto, poi ci sono 6000 m di un magazzino fatto dalla ZAI di Verona, e altri 17, credo, circa mila metri, di magazzini fatti da Veneto Logistica, con una società composta da Sistemi Territoriali, da alcuni privati e dall'Interporto di Rovigo, abbiamo costruito altre 17.000 m² di capannone.
Oggi all'Interporto di Rovigo, oltre ai 22.000 m di proprietà dell'Interporto, vi sono altri 20.000 m di proprietà -come vi dicevo- della ZAI e di Veneto Logistica, e si è allargata la banchina di attracco, per far attraccare più facilmente le barche che portano la soia.
Se voi vedete il Bilancio, voi vedete che noi abbiamo un introito di circa € 700.000 per la movimentazione delle merci, per i capannoni… per i capannoni fatti prima del 2006, perché quelli fatti dopo il 2006 -come ho scritto sul giornale- ho ricevuto la licenza edilizia l'altro giorno, grazie all'Assessore Milan, che è venuto a guardare le carte e ha detto: “Hai il diritto di averle” e il giorno dopo, ci hanno mandato le licenze.
Però noi abbiamo perso i clienti, e per quasi un anno e mezzo-due anni, i capannoni non sono andati a reddito. Adesso ne abbiamo un altro, dove dobbiamo avere la licenza, spero che l'Interporto riesca ad averla prima.
Ma al di là, al di fuori, di queste scaramucce, che però hanno determinato in me un anno e mezzo fa la convinzione che l’Interporto di Rovigo era finito, perché l'Interporto di Rovigo era stato basato su una scelta politica, di tutte le forze politiche, era basato su un'area logistica ed un'area industriale di 1.200.000 m². Vi faccio solo un esempio: il non arrivare il klinker vuol dire per l'Interporto € 200.000 all'anno in meno di movimentazione merci, questi sono i rapporti.
E, l'azione che la politica fece 15 anni fa, o 14 anni fa, non so bene la data, di unire l'Interporto, la logistica quindi con l'area industriale, è stata una cosa molto saggia, perché il Censi di una recente -e non sto qui a leggervi il documento- in un recente documento, fatto per conto degli Interporti nazionali, dice che nella movimentazione delle merci, che è in continua evoluzione, gli Interporti devono essere aggregati alle aree industriali.
Ebbene, noi abbiamo un'area industriale che era richiesta, e che lentamente ha fatto sparire tutti, e oggi non abbiamo più nessuna domanda, e l'area industriale non è mia, è dei privati! Ma io guadagno quei cinque euro che mi consentivano di continuare a fare piazzali e di fare capannoni, che invece non ho più, e mi consentivano, quelli, di 7 muovermi, perché quando ho fatto l'aumento di capitale, come sapete, il Comune, non ha sottoscritto l'aumento di capitale, così come non l'ha sottoscritto la Provincia.
Io non faccio nessuna colpa, non c'erano i soldi, non voglio fare colpe a nessuno, però voglio ricordavi che il Comune ci chiese, all'Interporto, non di chiudere l'aumento di capitale a giugno, ma di chiuderlo a dicembre, di chiuderlo dopo settembre, perché a settembre c'era l'assestamento del Bilancio, e quindi sembrava che, con l'assestamento del Bilancio, una parte dei soldi poteva essere data dal Comune.
Siccome io sapevo benissimo che la Cassa di Risparmio, se non partecipava all'aumento di capitale né la Provincia e né il Comune, non avrebbe partecipato e non ci avrebbe dato il suo 5%, perché se non c'erano gli Enti Locali che aumentavano il capitale, non l'avrebbe fatto nemmeno lei, ho portato in Consiglio di Amministrazione ed ho accettato lo spostamento della chiusura dell'aumento di capitale, a dicembre.
Il risultato è stato molto semplice: la Regione, che aveva stanziato un milione e mezzo di euro, ci diede prima mezzo milione di euro, l'altro milione di euro, ce lo doveva dare alla fine dell'aumento di capitale; invece di darcelo a giugno, ce l'ha dato a dicembre. Il Comune non ci ha dato niente.
La Cassa di Risparmio, quindi, non ci ha dato niente, e il risultato è stato che io, che dovevo pagare con quei soldi i finanziamenti dell'Interporto di Rovigo, il 35% sui Docup Europei, sono andato in banca e ho speso decine di migliaia di euro d’interessi per avere ricevuto in ritardo i soldi, per aver ricevuto alla scadenza i soldi dell'Interporto.
Ho capito allora, da un anno e mezzo fa, ed è per quello che, anche per ragioni politiche, e poi voi sapete bene le lotte che ci sono all'interno, ma io un anno e mezzo fa, decisi di non presentarmi più a Presidente dell'Interporto, perché l'Interporto di Rovigo, anche se è una società partecipata dalla provincia di Vicenza, da Verona, o da Padova o da Vado Ligure, insiste sul territorio di Rovigo. Se il progetto, con il quale si era iniziato, non esiste più: o esiste un altro progetto o l'Interporto cade.
Non c'è problema di Mario Borgatti di nemico o amico, non c'è da mettere… condannare uno o a promuovere un altro. C'è un disegno che è stato fatto e che non viene compiuto. I soldi non si trovano per la strada, i pareggi di Bilancio si raggiungono con i metri quadrati di capannoni e di piazzali, se non ci sono non si fa assolutamente nulla.
Allora, di fronte a queste incertezze, è chiaro che l'Interporto di Rovigo è privo di una politica. E qui vorrei dire due parole sull'abbattimento del capitale.
Essendo privo di una politica, e coloro che andranno e dovranno stabilire che cosa fare… ero preoccupato che, se ci fossero stati altri disguidi nelle licenze dei capannoni, nei treni che arrivano, voi sapete che oggi arrivano due treni all’Interporto, perché ci sono dei problemi con la Tassina, e quindi, insomma, dei vari problemi, abbiamo proposto tutti, come Consiglio di Amministrazione, di abbattere il capitale, in maniera che il nuovo Consiglio di Amministrazione, che andava ad amministrare, si trovasse in condizioni tranquille di poter amministrare l'Ente.
Io ho sentito... nel mio Consiglio di Amministrazione siede il Dottor Sichirollo, che è il Presidente dei Revisori dei Conti, il dottor Sambo, che è un noto Commercialista… 8 di Venezia, il Dottor Colombo che tutti conoscete, e mi hanno detto che questa è un'operazione fattibile, anzi che era giusto farlo, così come il mio Consulente Tecnico che è lo Studio… che è lo studio Salvaggio. Ecco perché abbiamo fatto questo abbattimento del capitale.
Per quanto mi riguarda, devo dire, che non m’interessa assolutamente nulla che voi lo approviate o no, perché io non sarò più Presidente e non sono nemmeno candidato! Però, io sono un politico e ritengo di mettere coloro che vanno in condizioni di poter operare, perché la politica è questa, non è una battaglia! Non è una battaglia di non dare le licenze.
Non è una battaglia di continuare a dire in giro cose che non sono vere, che noi facciamo gli immobiliaristi quando spostiamo merci! I nostri capannoni sono pieni e altrimenti non avremmo guadagnato € 700.000 di spostamento merci, senza -come vi dicevo- piazzali sufficienti.
Se oggi l’Interporto di Rovigo è una realtà non solo Polesana, ma, regionale e nazionale, se oggi l'Interporto di Rovigo diventa una struttura importante per la movimentazione delle merci lungo il canale, voi pensate soltanto che, per quanto riguarda le merci che abbiamo sbarcato a Rovigo in tre anni, via fiume, abbiamo tolto 18.000 Tir dalla Romea, da Chioggia fino a Rovigo, il che vuol dire un'autostrada di 1000 km. Quanti PM10 abbiamo tolto dalle nostre città?
E i costi sociali che abbiamo tolto, quanti incidenti stradali con 18.000 Tir avrebbero potuto esserci? Quindi, svolgiamo anche una funzione non solo di logistica e di servizio alle imprese, ma anche una questione ambientale e una questione sociale, tant'è vero che l'Interporto di Bologna ha fatto anche il Bilancio sociale. Allora adesso, qual è la situazione?
La situazione è che, non avendo questi capitali e non avendo una politica, si potrebbe dire: vendiamo tutto!
Se noi vendiamo l'Interporto, il conto è… che vale oggi € 42 milioni, vuol dire che… mettiamo che siano 30, vuol dire che il Comune che ha investito € 2000, ne prenderà 6000, al di là e al di fuori che se abbattiamo il capitale oggi, oppure lo detrarrete quest'altro anno, la quota, la vostra azione, scenderà da 3000 a € 2000, per cui è chiaro che avrete un'azione inferiore, ma non è tanto l'azione che conta in quel momento, è il valore che abbiamo creato che sta sul mercato.
Quindi, il Comune di Rovigo deve decidersi! L’'area industriale non funziona più, l’Interporto non è in grado di funzionare se non si fanno capannoni e metri quadrati -come ho sempre detto e sostenuto- di piazzali. Con la banchina a mare poi, si aprirebbe un discorso d’incanalamento lungo il canale di grandi quantità di merci, al servizio delle aree industriali.
E quando siamo stati l'altro giorno a Bruxelles, portati dall'onorevole Paolo Costa, Presidente della Commissione Europea dei Trasporti, l’ex Sindaco di Venezia che, con l'iniziativa dell'Interporto e mia personale e della Provincia di Mantova, e poi ha partecipato anche la Provincia di Rovigo e il Consorzio di Sviluppo, siamo andati a spiegare che cos'è la via navigabile del Veneto, d'Europa, il Funzionario Europeo, e i grandi Commis dell’Europa, non solo politici ma anche tecnici, verranno a vedere la via navigabile, perché la via navigabile, al di là, al di fuori delle proteste che si possono avere, c'è e funziona.
9 L'altro giorno, e lo metterò sul giornale domani, abbiamo firmato con l'Interporto di Vado, che è un grande Interporto container della Liguria, una possibilità di interscambio di container con l’Interporto di Rovigo. Voi sapete che i container a Padova arrivano da Livorno, e a Verona arrivano da La Spezia o da qualche porto… o anche da Gioia Tauro con i treni, ma non certamente dall'Adriatico.
Con la banchina, li faremo arrivare in Adriatico e quindi, avremo la possibilità di smerciare direttamente; ma con il porto di Vado, anche l’Interporto di Rovigo, avrà la possibilità di movimentare merci. E l’Interporto di Vado, eretto dalla ditta Fattorini, è una delle più grandi società di logistica di movimento di container. Questa è la situazione futura che avremo di fronte se, invece di lamentarci, riuscissimo a trovare delle soluzioni che oggi non sono facili da trovare.
Perché, ricreare le condizioni per cui le imprese trovino la forza di venire a Rovigo dove, durante la costruzione, gli possono cambiare le regole, non vengono più; tant’è vero che una che è venuta, per non perderla, l'abbiamo portata, l‘Ikea, a Villamarzana, e ad Arquà. Quindi, le decisioni non sono in capo all’Interporto di Rovigo, sono venute a cadere sul Comune di Rovigo, e sulle scelte urbanistiche del Comune di Rovigo, non su quelle nostre!
Io non dico che siano sbagliate o giuste, non dico che Borsea abbia ragione o torto; io dico che queste sono le condizioni con le quali io sono andato all'Interporto, su scelte politiche fatte dal centro-sinistra allora, e prima anche dal centro-destra, non lo so, ma sicuramente dal centro-sinistra, perché nei Consigli di Amministrazione con me, sedeva l’Onorevole Baratella, e il signor Saccardin, Presidente della Provincia, noi abbiamo portato avanti questa politica!
Non abbiamo fatto gli immobiliaristi, movimentiamo 700.000 m di aree, abbiamo i nostri magazzini pieni, quelli che hanno le licenze, però tutto questo non è sufficiente a portare in pareggio il Bilancio dell'Interporto se non si fanno altri piazzali e altri capannoni. E allora le vie da seguire sono: o trovare una nuova politica, o vendere… E vendere si può vendere in due maniere, perché si può fare anche una finanziaria.
Quelle saranno poi le cose che farete voi, o farà l'Interporto di Rovigo, o quelli che verranno, ma altre strade non ce ne sono, perché evidentemente fra i branchivi (parola non certa) del Bilancio non si possono trovare. Che voi votiate… noi come Interporto abbiamo ritenuto di mettere coloro che vengono, non nelle condizioni nelle quali mi sono trovato io, ma in condizioni in grado di potersi muovere. Oggi, il Comune di Rovigo ha un capitale investito, non so, di € 1 milione, se ne troverà 3 se vende tutto.
Quindi, questa è la sostanza. I capannoni ci sono e sono nuovi e funzionano e, anzi, oggi abbiamo avuto per due giorni la Rai che è venuta a fare un servizio per l'Interporto, non chiamata da noi; su L'Espresso, su Panorama, sul Mondo ci siamo spesso, perché?
Perché la via navigabile sta diventando, nella cultura che prima mancava, una cosa seria; questa grande autostrada che arriva dal mare fino a Cremona, e che fa finire l'autostrada del mare non a Venezia, ma la fa finire a Cremona, è ormai patrimonio di tutti, grazie all'azione che l'Interporto di Rovigo ha fatto. Ed io rivendico questa capacità del Consiglio di Amministrazione 10 dell'Interporto, di avere lanciato, e di avere lanciato l'idea della navigazione, di avere messo in moto il canale dell'Interporto.
Volevo aggiungere, per ultimo, che abbiamo messo in moto anche la Sit, la società per il Turismo, sono venuti qui, operatori di Aviation Link, che è la più grande compagnia turistica Israeliana che porta 16.000 turisti all'anno a Verona, e che ha scelto la nostra Provincia per venire a portare migliaia di turisti. Sono venuti qui, li abbiamo portati in giro, abbiamo fatto degli accordi anche con il Comune di Rovigo e quindi, anche la via navigabile, con le guide che abbiamo fatto, sarà in movimento.
Mi sembra che l'azione svolta sia stata importante, non solo per la Provincia ma per l'intero sistema della logistica italiana. Siamo in deficit, come vi ho detto, per quello… per questo! Ma, i capannoni sono pieni, quelli che abbiamo avuto le licenze, e quindi io non ho altro da aggiungere.
Sono qui a vostra disposizione. E per quanto riguarda il discorso dell'abbattimento del capitale, tutti i commercialisti, gli studi, ci hanno detto che si poteva fare, che era giusto farlo, e noi l'abbiamo fatto. Se non lo approvate, non fate un torto a Mario Borgatti, nè fate un piacere.
Io ho chiuso. Ci sono ancora settecento, ottocento, novecentomila euro per il prossimo anno da spendere, spenderanno quelli, non lo so. Ecco, io non sono qui a perorare la causa che voi facciate una cosa o ne facciate un'altra, però ognuno di voi deve sapere che le scelte che qui vengono fatte, poi si ripercuotono sull'area industriale del Comune di Rovigo, perché è l'unica che ha, e sull’Interporto.
E tutte le scelte che qui vengono fatte, poi si ripercuotono su tutto il sistema, e quella è una S.p.A., non è un Comune, dove possiamo parlare del più e del meno. Abbiamo a che fare con gli industriali, con grandi compagnie logistiche, dove la parola data vale al minuto: se si decide una cosa la si deve fare, altrimenti non vengono. Grazie.