Persona · attività documentata

Livio Ferrari

Ruoli e interventi ricavati dai verbali ufficiali già acquisiti da Lente Civica.

Interventi documentati
45
Sedute con interventi
17
Interventi con video
0

Ruoli documentati

Come indicati nelle fonti acquisite.

Garante dei detenutiOsservato il 8 marzo 20111 osservazione documentali
Garante delle persone private di libertà nel Comune di RovigoOsservato il 29 maggio 20121 osservazione documentali
Garante dei diritti delle persone private della libertàOsservato il 11 giugno 20131 osservazione documentali
ConsigliereDal 8 novembre 2016 al 13 dicembre 201715 osservazioni documentali

Attività nei verbali acquisiti

Prima gli interventi tematici, poi quelli procedurali, sempre consultabili. Testo, punto ODG, pagine e video quando esplicitamente autorizzato alla pubblicazione.

13 dicembre 2017

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

7 interventi
Intervento n. 23
Pagina 9
Punto 1

INTERROGAZIONI E INTERPELANZE”..........................................................................................4

Consigliere Indipendente

Leggi intervento

È un’interrogazione all’assessore Borile. Da non tantissimo tempo abbiamo chiuso una struttura fatiscente, indegna di ospitare esseri umani, che era il carcere di via Verdi.

Il dipartimento della giustizia minorile, da diverso tempo, ha deciso di trasportare a Rovigo, di fare migrare a Rovigo il carcere minorile di Treviso in quel luogo, quando precedentemente erano apparse notizie sulla stampa che sembrava ci fossero dei finanziamenti che andavano incontro a una riorganizzazione, ristrutturazione e ampliamento del Tribunale, che è spostato anche qua in via Mazzini. Una cosa importante, rispetto alla questione minorile, qual è?

Il carcere è un luogo residuale perché in Italia abbiamo diciotto istituti per i minori, contro i quasi duecento per gli adulti. La presenza nelle carceri minorili non supera mai di 500 unità in tutta Italia, perché? Perché c’è una legge che desidera evitare il più possibile questo luogo ai giovani per recuperarli il più presto possibile.

Un altro aspetto fondamentale e importante è che nei luoghi, dove sono situati quegli istituti, c’è un territorio che dà poi delle risposte all’accoglienza perché, proprio per la residualità e la temporalità ridotta, che dovrebbero avere questi soggetti in carcere, ci deve essere un territorio che abbia delle strutture di accoglienza tali per cui dia delle risposte e recuperi questi ragazzi il più presto possibile e li tiri fuori dal carcere e li porti in un percorso di reinserimento sociale.

Questo a Rovigo non c’è. C’è una fatica mostruosa da parte delle varie associazioni di volontariato già a fare interventi e ad operare all’interno della nuova casa circondariale nella circonvallazione dove in questo momento abbiamo un numero già consistente di persone ristrette, siamo intorno ai 135, ma che potrà arrivare anche a 408, come numero massimo, e che probabilmente, entro breve tempo, riempirà ancora di più perché proprio a Treviso per gli adulti dovrebbero fare dei lavori e portarli a Rovigo.

Non entro nel merito degli adulti, però già si fa fatica come città, come territorio ad avere risorse, a dare risposte per soggetti di questo tipo, non ne abbiamo assolutamente e non siamo attrezzati per i minori. Oltretutto non serve avere un nuovo carcere, non ci serve.

Allora ritengo che l’Amministrazione comunale, vista la sensibilità che ha sempre dimostrato rispetto al tema del carcere, al tema della detenzione e soprattutto in questo ambito, dovrebbe farsi carico di parlare con il dipartimento della giustizia minorile perché loro già diversi passi li hanno fatti, ho sentito anche vari esponenti dell’Amministrazione penitenziaria, fermare questo passaggio perché non è certo questo di cui la nostra città ha bisogno, non è questo di cui ha bisogno la società e in ogni caso non siamo attrezzati per dare delle risposte, se le avessimo, se fossimo attrezzati ben venga, per dare delle risposte a questi ragazzi e soprattutto abbiamo un luogo, che fisicamente e logisticamente è vergognoso, era vergognoso per gli adulti, non credo che immediatamente diventi interessante per i giovani, soprattutto per i ragazzi, che hanno bisogno di spazi, di area aperta e situazioni educative.

Grazie.

Intervento n. 152
Pagina 54
Punto 2

PROGRAMMA STRAORDINARIO DI INTERVENTO PER LA RIQUALIFICAZIONE E LA SICUREZZA DELLE PERIFERIE DI CUI ALL’ART. 1, COMMA 974 E 975 DELLA LEGGE 28/12/2015 n. 208, BANDO ALLEGATO AL D.P.C.M. 25/05/2016 - ART. 3, COMMA 2 E ART. 5, COMMA 1, LETT. “C E D. APPROVAZIONE CONSILIARE DELL’INTERVENTO DI RIQUALIFICAZIONE URBANA NEL QUARTIERE COMMENDA OVEST”............................21

Consigliere Indipendente

Leggi intervento

Grazie, Presidente. La normativa che ha permesso di chiedere il finanziamento, fino allo scorso anno, era una normativa di pertinenza regionale, la Regione faceva una mappa e decideva quali erano i territori che avevano bisogno di una riqualificazione ambientale. Da quest’anno, diciamo, che questo Governo ha fatto un colpo di mano e ha deciso che le cose andavano ad personam, perciò chi aveva una buona posizione politica riusciva ad ottenere un finanziamento.

Questo è un aspetto da valutare. Io sto facendo solo quattro, cinque punti sui quali credo di valutare. Il secondo, mi viene messo tra i progetti, tra gli obiettivi quello degli alloggi studenti a casa Serena, ma chi scrive le cose sa di che cosa sta parlando o si sveglia la notte inventandosi qualcosa?

Cioè, una struttura dove ci sono degli anziani, che hanno bisogno di silenzio e tranquillità, noi ci mettiamo degli studenti che sono giovani, per quanto poco rumorosi, bravi, educati, alla scena accenderanno una radio, cioè si muoveranno come fa un ragazzo di venti, venticinque anni e sarà conflittuale in un ambiente del genere. Pensare questo assolutamente vuol dire che chi l’ha pensato non ha pensato nel senso che ha fatto il contrario di pensare, ha deciso con qualcos’altro del suo corpo.

Si parla di luoghi dismessi nella delibera della città...

Intervento n. 154
Pagina 54
Punto 2

PROGRAMMA STRAORDINARIO DI INTERVENTO PER LA RIQUALIFICAZIONE E LA SICUREZZA DELLE PERIFERIE DI CUI ALL’ART. 1, COMMA 974 E 975 DELLA LEGGE 28/12/2015 n. 208, BANDO ALLEGATO AL D.P.C.M. 25/05/2016 - ART. 3, COMMA 2 E ART. 5, COMMA 1, LETT. “C E D. APPROVAZIONE CONSILIARE DELL’INTERVENTO DI RIQUALIFICAZIONE URBANA NEL QUARTIERE COMMENDA OVEST”............................21

Consigliere Indipendente

Leggi intervento

Ma dico il perché. Ho due minuti e mi lasci dire il perché e non ho bisogno che me lo dica lei quello che devo dire io, lo dico io. Grazie.

Intervento n. 156
Pagina 54
Punto 2

PROGRAMMA STRAORDINARIO DI INTERVENTO PER LA RIQUALIFICAZIONE E LA SICUREZZA DELLE PERIFERIE DI CUI ALL’ART. 1, COMMA 974 E 975 DELLA LEGGE 28/12/2015 n. 208, BANDO ALLEGATO AL D.P.C.M. 25/05/2016 - ART. 3, COMMA 2 E ART. 5, COMMA 1, LETT. “C E D. APPROVAZIONE CONSILIARE DELL’INTERVENTO DI RIQUALIFICAZIONE URBANA NEL QUARTIERE COMMENDA OVEST”............................21

Consigliere Indipendente

Leggi intervento

No, non sono finiti, ho appena iniziato.

Intervento n. 158
Pagine 54–55
Punto 2

PROGRAMMA STRAORDINARIO DI INTERVENTO PER LA RIQUALIFICAZIONE E LA SICUREZZA DELLE PERIFERIE DI CUI ALL’ART. 1, COMMA 974 E 975 DELLA LEGGE 28/12/2015 n. 208, BANDO ALLEGATO AL D.P.C.M. 25/05/2016 - ART. 3, COMMA 2 E ART. 5, COMMA 1, LETT. “C E D. APPROVAZIONE CONSILIARE DELL’INTERVENTO DI RIQUALIFICAZIONE URBANA NEL QUARTIERE COMMENDA OVEST”............................21

Consigliere Indipendente

Leggi intervento

E non posso più parlare? Non ho mai parlato tutta questa sera. Parlo un minuto e mezzo e, dopo un minuto, mi chiude la bocca.

Io chiudo anche, sa, non è che mi porto a casa dei soldi, non è che mi guadagno qualcosa, siamo in un consesso dove dovremo condividere, qui la condivisione nel Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 13Dicembre 2017 Regolamento, che anche il consigliere Borgato ha detto ben giustamente, o ci raccontiamo le cose o sennò andiamo a casa, fate quello che volete, per me il problema non sussiste. Personalmente non mi crea un problema.

Ci sono dei luoghi dismessi che sono scritti nella delibera, non c’è stata discussione. Non c’è stata discussione su quale scegliere. La cosa bella sarebbe stata che tutto quell’elenco, che poi ne mancano molti in quell’elenco lì, e poi si dice che li si dà a queste ditte che li riqualifichino?

Ma come? Senza che noi decidiamo come Consiglio, come Amministrazione, con che indirizzo devono riqualificarle? È inverosimile questo, come è assolutamente una barzelletta quella di arrivare qui senza il valore dell’immobile.

E poi qualcuno che ci ha marciato, a me la demagogia non piace, a me piace la verità, costa la verità, alle volte è faticosa, alle volte non ci va bene, ma creare paura inutilmente non serve a niente. Al quartiere Commenda ci abito da tanti anni, ci vivo, allora non possiamo dire che è degradato perché ha gli alberi che hanno rovinato il terreno. Allora lì il settore urbanistica del Comune lo mette a posto e il problema è finito.

Non è perché ci sono tre persone, che vanno a dormire di notte, perché non trovano posto e rompono anche qualcosa all’interno di una struttura degradata e lasciata lì o perché c’è una situazione di normale, tra virgolette, non è normale, però di qualcosa che non va bene, noi diciamo che è più degradato di altri quartieri. Io ci vivo, non è un quartiere degradato, si sta bene e tutte le persone, che stanno lì, non hanno nessun senso di paura.

Allora per tutte queste cose demagogiche, inutili e usate ad arte per creare le condizioni perché questo luogo fosse finanziato, io dico assolutamente no, no e no.

Intervento n. 169
Pagina 59
Punto 4

MOZIONE: LA CASA DEL RETTORE DEL TEMPIO DI SANTA MARIA DEL SOCCORSO DETTO “LA ROTONDA” VA TOLTA DALL’ELENCO DEI BENI DEL COMUNE DI ROVIGO DA ALIENARE (PROPOSTA PRESENTATA DAL CONSIGLIERE FERRARI LIVIO)”.............................................................................................59

Consigliere Indipendente

Leggi intervento

Ad onor del vero, in alcune occasioni ero presente però sono stato mandato a casa perché era tardi. Sapete tutti di cosa parlo, della casa che c’è in fianco alla rotonda. È la casa del rettore che da 279 anni è al servizio del Tempio, consta di due piani, con sottotetto e presenta due ingressi ed è accostata da un lato a una casa, a un’altra proprietà privata.

Praticamente io non sto a leggervi tutto questo perché è depositato dal 26 giugno, perciò dovreste saperlo a memoria, a scuola vi interrogherebbero...

Intervento n. 171
Pagina 59
Punto 4

MOZIONE: LA CASA DEL RETTORE DEL TEMPIO DI SANTA MARIA DEL SOCCORSO DETTO “LA ROTONDA” VA TOLTA DALL’ELENCO DEI BENI DEL COMUNE DI ROVIGO DA ALIENARE (PROPOSTA PRESENTATA DAL CONSIGLIERE FERRARI LIVIO)”.............................................................................................59

Consigliere Indipendente

Leggi intervento

No, perché non voglio fare una prosopopea, poi è tardi, è il senso della vita e della realtà.

Diciamo che è un luogo, invece, importante che dovremo tenere, non alienarlo proprio per molti motivi, primo perché la rotonda è il massimo luogo, che abbiamo, dal punto di vista architettonico, storico, insomma la gente, quando viene a Rovigo, non abbiamo tante cose purtroppo, siamo un po’ poveri e abbiamo questo luogo; secondo, potrebbe essere una location importante da un punto di vista turistico per creare le opportunità di informazione, di dare materiale a chi arriva e, secondo, anche per aiutare uno spazio per chi viene spesso per fare concerti, perché nella rotonda si fanno concerti, si fanno momenti anche di intrattenimento, che possono servire anche per spogliarsi, per avere uno spazio.

Diciamo, tra virgolette, un pied a terre, detto in maniera un po’ volgare, anche per un luogo dove fare da appoggio per uno spazio così significativo come è il Tempio della rotonda a Rovigo che ci qualifica tutti e a cui tutti teniamo. Anche i pareri tecnici, che non è stato detto precedentemente, erano favorevoli. Perciò io ritengo che abbiamo l’opportunità di tenere e di valorizzare ancora di più la rotonda attraverso questo spazio.

Non vi porto tutte le argomentazioni, ho qui anche una piantina a colori, se qualcuno la vuole vedere, le argomentazioni che sono dentro a questa mia mozione. Vi lascio tutto il tempo. Grazie.

29 novembre 2017

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

1 intervento
Intervento n. 227
Pagine 63–64
Punto 13

CONCESSIONE DI COSTRUZIONE E GESTIONE DELL’AMPLIAMENTO DEL CIMITERO DEL CAPOLUOGO. APPROVAZIONE DELLA VARIANTE TECNICA AL PROGETTO DEFINITIVO DEL SECONDO E TERZO STRALCIO, DEL RELATIVO PIANO ECONOMICO FINANZIARIO E DELL’ATTO AGGIUNTIVO E MODIFICATIVO DELLA CONVENZIONE, REPERTORIO 5216 DEL 26/02/2004............................................................................50

Consigliere Coscienza Comune

Leggi intervento

Io non voglio entrare nel merito di quello che ha detto con evidenza il collega Vernelli sulla questione del project financing, però c’è una cosa che mi manca, o l’ho persa io perché adesso magari è tardi e sono un po’ stanco o non si trova. Il primo stralcio, non ho trovato nessun documento di un Consiglio comunale che l’abbia approvato. Non ho trovato niente.

Forse l’ho perso io. Ed è una cosa logica? Ed è una cosa legale?

Cioè noi andiamo avanti su una cosa nasce illegalmente e continuiamo a portarla avanti ancora più illegalmente? Guardate che siamo ai limiti, poi qualcuno domani si pentirà amaramente, perché su queste cose non c’è da scherzarsi su: “Non l’ho trovata, Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 29 Novembre 2017 non c’era, non è stata fatta”, la legalità o è tale o non lo è, non è che ce la giochiamo per come ci piace a noi e un giorno sì e un giorno no a seconda dei nostri desideri.

La legalità ha delle regole precise, o noi saniamo questo o sennò siamo sempre illegalmente su un terreno scivoloso nel quale non so dove andremo a finire.

28 settembre 2017

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

5 interventi
Intervento n. 82
Pagine 28–29
Punto 7

Ratifica Deliberazione di Giunta comunale n. 217 dell'1/08/2017 ad oggetto: "Variazione al Bilancio di Previsione 2017/2019...............................................................................................................……23

Consigliere Coscienza Comune

Leggi intervento

In occasione della approvazione del Bilancio di previsione si era parlato che entro il mese di settembre avremmo avuto la possibilità di integrare il bilancio sui servizi sociali, che era praticamente a zero. Cosa che oggi non vedo. Io sono molto preoccupato.

Non so se tanto quanto l’Assessore, ma io sono molto preoccupato perché ci sono molte criticità, tanti servizi che stanno languendo e persone che stanno male.

La mancanza di avere fatto una scelta politica strategica per arrivare in questo Consiglio con una Pag. di 122 variazione di Bilancio adeguata nel settore sociale mi lascia veramente molto triste e molto addolorato perché non teniamo conto di tutte quelle famiglie che in questo momento non ce la fanno nel nostro territorio e qui dovevamo avere un po’ più di audacia e un po’ più di voglia di rischiare senza stare sempre fermi ai numeri che alle volte sono freddi e non tengono conto dei problemi delle persone.

Intervento n. 119
Pagine 39–40
Punto 8

Revisione straordinaria delle Partecipazioni ex art. 24 D.Lgs. n. 175/2016 e s.m.i. - Ricognizione Partecipazioni possedute al 23.09.2016"..............................................................................……30

Consigliere Coscienza Comune

Leggi intervento

Grazie, Presidente. Pag. di 122 Il collega Gennaro mi ha “fregato” il tema, che poi è stato il tema di una mia interrogazione relativo alla Banca Etica.

Sono molto perplesso che non rientri nella questione del Testo Unico della Madia la Banca Etica e vorrei capire anche i motivi anche perché è l’unica Banca in Italia dove non vengono ripuliti i soldi della criminalità organizzata perciò è un segnale abbastanza importante da dare anche dal punto di vista della eticità e della legalità che il nostro Comune non dovrebbe perdere come occasione.

L’altra cosa che mi lascia perplesso, come altri due miei colleghi hanno precedentemente detto, è il fatto che non appaiano le quote del Consorzio RSU nel quale noi ci siamo senza se e senza ma.

La cosa che però alla fine dei conti mi lascia molto triste alla fine di queste delibere che andiamo ad approvare in continuazione è che, al di là della lista della spesa, per una ricognizione necessaria nei tempi previsti dalla legge, non c’è nessuna lungimiranza di investimento, c’è solo il prendere atto di ciò che esiste, come partecipazione, ma senza pensare a investire per avere delle risorse migliori nei prossimi anni nel nostro territorio, io non sento nessuna proposta, e questa è l’ennesima occasione persa per creare delle opportunità, per avere risorse e per migliorare la qualità degli investimenti in questo Comune.

Qui di altre partecipazioni, di acquisire, di entrare in altre società che funzionano, dove si possono recuperare delle risorse economiche per un Bilancio che non è che piange, è disperato, qui non la vedo, si parla solo della lista della spesa di ciò che è. E questo mi dispiace molto perché sarebbe fondamentale, invece, avere un occhio, essere un po’ strabici, avere un occhio su ciò che esiste, ma avere anche un occhio su ciò che andremo a fare, su ciò che vogliamo trovare, su ciò che vogliamo proporre e creare.

Ecco, questo manca assolutamente.

Intervento n. 357
Pagina 98
Punto 17

Istituzione della Commissione d'Inchiesta "Fattoria"............................................................82

Consigliere Coscienza Comune

Leggi intervento

Io chiedo una cosa intanto agli uffici, vorrei vedere la tracciabilità del documento ANCI, mi piacerebbe vedere l’originalità del documento, non quello che mi è stato mandato online. Poi la questione delle due Commissioni secondo me è una questione cosiddetta di lana caprina, è una questione di lana caprina nel senso molto semplice, cari Consiglieri, anche se a voi non ve ne frega niente perché state parlando, c’è qualcuno a cui può interessare quello che dico? Sennò è lo stesso, per me non cambia niente.

Io ritengo che ognuno di noi, che è qui seduto dal Sindaco all’ultimo Consigliere in ordine alfabetico, perché non c’è un ultimo Consigliere, abbia a cuore la trasparenza delle cose che fa, sennò dovrei pensare male. Allora, se ha a cuore la trasparenza, qualsiasi situazione, qualsiasi Commissione, qualsiasi opportunità credo che sia positiva per tutti. Punto.

Se ad un certo punto un tot di Consiglieri, che decide che una via da intraprendere è positiva per la ricerca, tra virgolette di una verità o comunque una verifica di un qualcosa che deve fare chiarezza in un certo settore, in un certo ambito, decide di tornare indietro, inizia a dubitare che qualcuno di questi non abbia degli interessi personali perché, se ha interesse... (Intervento dall’Aula)

Intervento n. 359
Pagina 98
Punto 17

Istituzione della Commissione d'Inchiesta "Fattoria"............................................................82

Consigliere Coscienza Cristiana

Leggi intervento

Caro Sguotti, io non ho detto che qualcuno ce li abbia, ma inizio a dubitare perché ritengo che, se tutti vogliono la trasparenza, che motivo c’è di tornare indietro, che motivo c’è di mostrare i muscoli? No, non si fa più.

Intervento n. 361
Pagine 98–99
Punto 17

Istituzione della Commissione d'Inchiesta "Fattoria"............................................................82

Consigliere Coscienza Comune

Leggi intervento

Fosse per me, facciamone anche sull’Aliper, facciamone una su Liddl, facciamo tante Commissioni d’inchiesta, per me va bene. Comunque questo atteggiamento non è assolutamente positivo, non è un bell’atteggiamento in Aula che si è visto questo pomeriggio. Non è questo il modo di parlarsi, di dialogare e di portare avanti le Pag. di 122 cose con responsabilità.

Perciò il mio voto sarà a favore di quello che sta portando avanti il consigliere Borella.

27 luglio 2017

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

5 interventi
Intervento n. 179
Pagine 53–54
Punto 5

Attivazione procedura di recesso dal Consorzio per lo Sviluppo del Polesine - CONSVIPO”.. 39

Consigliere Coscienza Comune

Leggi intervento

Grazie, Presidente. Io ho partecipato, ho lavorato al Consorzio di Sviluppo Polesine e perciò ho vissuto negli anni Settanta, Ottanta un altro tipo di realtà e ho visto cosa è il Consorzio, so cosa è il Consorzio, quei giovani ragazzetti, che sono là, non erano ancora nati. Ed era stato creato negli anni Sessanta... anche lei era più giovane allora.

Negli anni Sessanta è stato creato apposta perché il Polesine era una terra depauperata, era una terra triste, che non aveva risorse e qualcuno, la DC di allora, aveva pensato bene di creare quella cosa.

Poi, avendolo vissuto da dentro, la gestione del Consorzio, indipendentemente dai periodi, è sempre stata un po’ altalenante e la cosa emblematica, che viene fuori oggi qui in Consiglio comunale di Rovigo è che anche allora dei cinquanta Comuni, che aderivano, che dovrebbero avere aderito, pagavano la cifra, sì e no, il 30%, il 40%, gli altri non pagavano mai o pagavano anni dopo. Per cui vuole dire che anche allora il Consorzio non era stato sentito nella misura dovuta.

Però, dovendo tornare ai nostri giorni, in maniera veloce, perché è una dichiarazione di voto, la questione qual è? Se noi dobbiamo, come cittadini di Rovigo e del Polesine, fare il bene del nostro territorio, dovremo usare tutte le risorse, che abbiamo, per fare sì che questo territorio diventi più ricco e abbia più possibilità, tutto questo chiaramente non lasciando in mano la gestione in maniera negativa, ma creando le positività perché un ente sia gestito per il bene del territorio.

Io ritengo che oggi, se noi diciamo di no al Consorzio, sia un momento triste perché diciamo di no a qualcosa che può aiutare tutto il territorio ad avere più risorse, ad avere più possibilità e vuol dire che è una sconfitta della politica perché è poi la politica che gestisce tutto questo, che in questi anni non ha saputo tutelare questo Ente, stando attento che non succedessero certe cose che sono successe perché la lontananza che ha questo Ente in questo momento con il resto della politica, con il resto delle Amministrazioni la dice lunga.

Io perciò sono molto dispiaciuto di quello che sta succedendo perché ogni volta che vedo che noi da soli ci tiriamo via delle possibilità, questo dispiace molto. Pag. di 70

Intervento n. 211
Pagina 65
Punto 9

Approvazione Regolamento Comunale per la disciplina del rilascio dell'autorizzazione all'occupazione temporanea di suolo pubblico in P.zza Vittorio Emanuele II ad associazioni ONLUS". 62

Consigliere Coscienza Comune

Leggi intervento

Grazie, Presidente. Volevo solo dipanare la questione ONLUS. ONLUS è un termine...

Presidente Avezzù, le toglierei lo stipendio solo per il fatto dell’attenzione... è d’accordo il Sindaco?

Intervento n. 213
Pagina 65
Punto 9

Approvazione Regolamento Comunale per la disciplina del rilascio dell'autorizzazione all'occupazione temporanea di suolo pubblico in P.zza Vittorio Emanuele II ad associazioni ONLUS". 62

Consigliere Coscienza Comune

Leggi intervento

Bontà sua!

Intervento n. 215
Pagine 65–66
Punto 9

Approvazione Regolamento Comunale per la disciplina del rilascio dell'autorizzazione all'occupazione temporanea di suolo pubblico in P.zza Vittorio Emanuele II ad associazioni ONLUS". 62

Consigliere Coscienza Comune

Leggi intervento

Direi che potremo fare una mozione d’ordine, il Presidente del Consiglio riduce di molto i suoi interventi che lascia al Consiglio, che così parla tutto perché secondo me questa sarebbe una cosa molto democratica. Però in maniera molto lieve, il termine ONLUS, abusato, sembra che un’associazione sia ONLUS, l’altra non lo sia, è un termine fiscale!

Le associazioni del terzo settore del volontariato possono usare delle agevolazioni e, in quanto tali, chiedono di essere ammesse al regime ONLUS, ma non vuole dire per il resto, o è un’associazione di volontariato, o è una cooperativa o è un’associazione culturale, non c’entra niente. ONLUS è un regime fiscale, punto. Agevolazioni fiscali, se uno le usa, bene, se uno non le usa, problemi suoi.

Volevo solo intervenire su questo e spezzare una lancia rispetto a quello che ha detto il collega Mella nel fatto che le piazze devono essere disponibili per ogni organizzazione, chiaramente che ne Pag. di 70 abbia l’egida e le possibilità perché poi ci vogliono anche le possibilità economiche, culturali e qualitative per organizzare le cose.

Però, ecco, evitiamo di ridurre le cose, di chiuderle... quando sono troppo chiuse, poi alla fine fatica ad entrare, se sono un po’ più aperte, forse ci entriamo un po’ più tutti. Grazie.

Intervento n. 234
Pagina 70
Punto 10

Modifiche al Regolamento per il Funzionamento del Consiglio comunale" 66

Consigliere Coscienza Comune

Leggi intervento

Dovrebbe essere meno prolisso, è un consiglio da amico. Allora, c’erano tre mozioni, che in un quarto d’ora avremmo chiuso, non credo che andare via alle 20.40 o alle 23.00 ci creerebbe problemi. Perciò mi sembra una coda di paglia un po’ tristina, nel senso che, come quelli che nello il braccino corto, (inc.) andiamo a bere insieme, è finito il problema.

Non vedo una gran cosa di questa sera.

20 giugno 2017

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

1 intervento
Intervento n. 124
Pagina 33
Punto 4

APPROVAZIONE O REGOLAMENTO COMUNALE PER LA TUTELA DEL VERDE URBANO”........23

Consigliere Coscienza Comune

Leggi intervento

Grazie, Presidente. Volevo dire che la cosa positiva, al di là del fatto che intanto abbiamo gestito insieme e abbiamo condiviso insieme, facendolo condividere alla città, cioè a quei soggetti, diciamo nome e cognome, WWF che hanno delle pertinenze, hanno delle specificità, hanno delle conoscenze.

Spesso, non ci avvaliamo di tutti questi soggetti quando decidiamo e quando prendiamo in conside- razione dei testimoni particolari, perciò dovrebbe essere una prassi da qui in avanti quella di riuscire a condividere prima, a coinvolgere il territorio nelle decisioni che prende questo Consiglio comuna- le, chiaramente il voto favorevole del mio gruppo.

11 maggio 2017

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

2 interventi
Intervento n. 5
Pagina 4
Punto 1

Interrogazioni e interpellanze”..................................................................................................4

Consigliere Coscienza Comune

Leggi intervento

Grazie, Presidente. La mia interpellanza è sulla questione delle risorse del centro antiviolenza. Allora, premesso che i dati sulla violenza di genere parlano chiaro, in Veneto ogni anno 68.000 donne sono vittime di violenze, pari al 3,9% della popolazione femminile, tra i 16 anni e 70 anni e il 90% delle violenze avviene all’interno delle mura domestiche, in famiglia, non per strada.

In data 30 aprile, con soli due giorni di preavviso, è stato chiuso il servizio antiviolenza di Rovigo e Provincia, come è ben noto che, con le sue operatrici, Avvocati, psicologi e assistenti sociali, stava seguendo circa una trentina di donne di cui almeno tre in serio pericolo di vita. Da quando è stato fondato questo servizio, circa un migliaio di donne, quasi sempre con figli, vi si sono rivolte. Il Comune di Rovigo per il 2017 non ha messo ancora nessuna risorsa economica in Bilancio per questo servizio.

La Giunta comunale non ha partecipato purtroppo a nessun bando... La Giunta comunale non ha ancora partecipato a nessun bando europeo per finanziare e potenziare il servizio, come il progetto Dafne iniziato con il Comune nel 2011, aiutava in questo senso e di cui il Comune di Rovigo era città pilota. Allora noi chiediamo che il Comune di Rovigo ripristini immediatamente il servizio antiviolenza, mettendo a Bilancio almeno 20.000 euro per quest’anno e ne preveda un congruo importo annualmente.

Poi di sapere perché non è stato fatto un annuncio, non c’è stata una preoccupazione da parte del Sindaco e della Giunta pubblico per questa cosa che stava chiudendo, forse dovevano essere loro i primi a dircelo. Poi sapere quali sono le ragioni effettive per cui non si è deciso di partecipare al bando Dafne, al bando europeo, che avrebbe sicuramente, forse, come era avvenuto in tutti gli anni precedenti, dato quelle risorse che servono per portare avanti questo tipo di servizio.

Anche avere uno storico di quello che è stato impiegato in questi anni rispetto a questo servizio, perciò quello che è stato speso di anno in anno e quante somme sono state impiegate.

Poi sapere anche, pur essendo coscienti che la casa rifugio è segreta rispetto a questo servizio e deve rimanere tale, però anche capire cosa ne è stato e cosa sta succedendo con le ragazze che erano state accolte e cosa si intende fare, l’Amministrazione comunale, rispetto al centro Migrando visto che al suo interno si prevede una nuova sede del centro antiviolenza con tutta una serie di servizi correlati, poi, infine, non abbiamo più avuto notizia della Commissione Pari Opportunità, prevista dall’articolo 19 del Comune di Rovigo, nonostante un anno e mezzo che c’è insediata questa Amministrazione la Commissione Pari Opportunità non dà segni di vita.

Vorremmo avere notizie in merito a questo, grazie.

Intervento n. 11
Pagina 7
Punto 1

Interrogazioni e interpellanze”..................................................................................................4

Consigliere Coscienza Comune

Leggi intervento

Grazie, Presidente. È evidente che, se c’è una volontà di trovare delle soluzioni e delle risorse, questo mi può solo far piacere. C’è però da evidenziare che, per cifre di questo genere, perciò sotto i 40.000 euro, il Comune può fare un’assegnazione diretta su una semplice manifestazione di interesse, non ha bisogno di cose...

Ecco, voglio dire, si poteva forse... cioè, ci sono delle responsabilità, per cui io non entro nel merito, c’era un Comitato, che decideva la cosa, perciò non c’è il Comune da solo, ci sono tanti soggetti, certamente forse serviva qualche mese fa che qualcuno si prendesse delle responsabilità, che non ho detto io che siano del Comune o di chi altro, c’è comunque qualcuno che ha queste responsabilità rispetto a questa chiusura.

Bastava solo che, in tempi diversi, si facesse quello che mi fa piacere sentire che state facendo adesso. Si poteva sicuramente avere iniziato a farlo prima. Lei non c’era neanche, perciò, voglio dire, non è una responsabilità sua, però qualcuno delle responsabilità le ha.

Tutto qua, grazie.

20 aprile 2017

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

2 interventi
Intervento n. 40
Pagine 16–17
Punto 2

Fusione per incorporazione di Polesine Acque S.p.A. in Centro Veneti Servizi S.p.A.”..............5

Consigliere Coscienza Comune

Leggi intervento

Grazie, Presidente. Molto si è detto finora, perché anche il collega Vernelli l’ha sottolineato, sull’aspetto dello stato del- la rete idrica, che è in assoluta perdita, il 45% i dati che ci davano, e si è toccato molto l’aspetto economico. Io mi preoccupo, invece, di una cosa che è molto più importante dei soldi, che è la salute.

Non si è sottolineato abbastanza quanto ridotta male sia la rete del basso padovano dal punto di vista dei FAF.

Non si è detto, ci sono degli studi che sono di un allarmismo pazzesco sullo stato dei FAF, ma soprattutto c’è un aspetto sempre che riguarda questi fantomatici FAF, come vengono chiamati, per il semplice motivo che noi abbiamo attualmente un limite che è di 500 nanogrammi, quando quel li- mite lì è a 20 nanogrammi, allora noi non ci rendiamo conto che continuiamo a bere acqua avvele- nata, che nelle zone, come il basso padovano, il vicentino hanno appurato che c’è il 13% di tumori in più nelle zone toccate da questo problema del FAF.

E questo è un aspetto determinante, se noi vo- gliamo avere un domani dei ragazzi, dei figli, che crescono sani, con questa acqua certo non cresce- ranno. E questo è determinato anche da un altro aspetto, che ci è stato detto la settimana scorsa du- rante la Commissione, la Regione del Veneto ha stanziato 8 milioni per cercare di bonificare quelle reti, come quelle della bassa padovana dove questo aspetto è un aspetto deleterio.

Allora, in tutto questo c’è stata troppa fretta, troppa fretta da parte di qualcuno di chiudere questa partita, una fretta che poi non aiuta certamente, visto che poi la scelta sarebbe stata, come è già stato Pag. 16 di detto prima di me, irreversibile. E quando c’è troppa fretta, alle volte, si sospetta e, quando si sospetta, alle volte, ci si coglie.

A noi interessa soprattutto che la gestione e che il gestore, che deve garantire questa comunità, debba ri- manere pubblico, è stato sottolineato giustamente da qualcun altro l’esito del referendum e sul quale dobbiamo sempre fare conto. E però non dobbiamo accettare un ruolo che ci verrebbe dato, che è un ruolo di secondo piano, il ruolo della serva che va in un posto dove comanda qualcun altro anche perché in questa scelta noi saremmo stati e siamo l’unica città capoluogo, le altre non sono città ca- poluogo.

Allora c’è una cosa che dobbiamo tenere sempre in considerazione, il ruolo di prestigio che la nostra città deve mantenere ed è un ruolo che dovrebbe essere degno di altro all’interno di un C.d.A., ma non aiuta perciò come diceva prima il consigliere Gennaro questo atteggiamento di pro- messo sposo. Noi vogliamo, ripeto, essere protagonisti del nostro futuro. E vogliamo garanzie, non vogliamo che ci siano date delle briciole, come quello che è previsto dai patti parasociali, che sembrano più che altro una mancetta.

Quindi il voto contrario della lista che mi sostiene, la Sinistra e Coscienza Co- mune, non voglia intendersi però come una bocciatura alla possibilità che ci siano delle aggregazio- ni tra società, non è che noi diciamo no a prescindere. Società pubbliche si possono fondere ma con tutta un’altra logica, con tutto un altro tipo di modalità e in questa logica di frettolosità che forse qualcuno sta scavalcando, di cose calate dall’alto non ci stiamo.

Intervento n. 95
Pagine 31–32
Punto 2

Fusione per incorporazione di Polesine Acque S.p.A. in Centro Veneti Servizi S.p.A.”..............5

Consigliere Coscienza Comune

Leggi intervento

Grazie, Presidente. Ci sono delle dichiarazioni, che sono state fatte dal Presidente Ferlin, che sono state in contrapposi- zione. Durante la Commissione sono intervenuto e gli ho fatto delle precise domande alle quali lui ha risposto positivamente e dall’altra parte precedentemente aveva risposto diversamente.

La questione economica, sulla quale io non volevo entrare nel merito, perché ne hanno parlato tutti, prima l’ho posta su una questione di salute e su una questione di qualità della vita che è una questio- ne per me sicuramente più importante, ma anche le bollette e la tasca delle persone sono importanti. Allora, ci possono essere delle bollette molto più alte delle nostre, seconda cosa, sulla questione che Pag.

31 di diceva il consigliere Gennaro, lui ha detto che nel 2016 restituisce 10 milioni, 6 più 4, e ha detto che anche nel 2017 c’è questo trend, non ci sarà nessuna differenza nel 2017 e nel 2023 sanerà tutto. E allora se noi abbiamo un’azienda che tra cinque anni è completamente sanata, la regaliamo a Hera? Perché questo passaggio significava (inc.) tutti e due insieme in una mano sola ad Hera, perciò il nostro voto è sicuramente contrario.

31 marzo 2017

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

2 interventi
Intervento n. 41
Pagine 22–23
Punto 17

Approvazione documento unico di programmazione (DUP) 2017/2019, relativa nota di aggiornamento al DUP 2017/2019, Bilancio di Previsione 2017/2019 e relativi allegati" 5

Consigliere Coscienza Comune

Leggi intervento

Io ci tengo invece a risottolineare alcune cose che già ha anticipato il consigliere Borgato, che riguardano il sociale, anche perché è un vizio, ed è un virus probabilmente a cui non c’è nessun rimedio che riguarda tutte le Amministrazioni che, quando bisogna tagliare, si taglia sul sociale perché probabilmente tanto i poveri non hanno granché diritto di parola. E in questo caso vorrei anche far finta di non guardare, di non vedere il deserto delle cifre, perché questo è un deserto che riguarda il sociale.

Lo faccio solo in una ipotesi positiva, perché io voglio sempre guardare con positività alle cose e spero che in futuro quei famosi soldi, di cui questo tesoretto di cui si parla del lodo Baldetti, se arriveranno queste entrate, io spero che queste siano riversate ampiamente in questo settore perché il nuovo Assessore, che è arrivato, si è trovato veramente già tutto fatto e non credo che sia un bel partire con una situazione di questo genere perché, se non si hanno risorse, non si possono dare domande.

Noi non possiamo dare risposte che sono solo parole, servono risorse, non parole!

E in questo momento non è che la situazione nostra della nostra città, ma anche su tutto il resto del territorio italiano sia cambiata, è drammatica la situazione delle persone in difficoltà, è drammatica ed è in aumento, abbiamo solo dei periodi in cui ammortizzatori temporanei, che sono i risparmi che qualcuno è riuscito negli anni scorsi a tenere o le pensioni, che fanno andare avanti famiglie e giovani, che non hanno lavoro, non aumentino il disastro, il dramma dei suicidi, che vediamo anche ultimamente, persone giovani che si buttano sotto il treno, persone che si ammazzano, la disperazione.

Di fronte a tutto questo, a questo continuo imperversare di perdita di lavoro, di case, ecco, noi dobbiamo dare delle risposte, ci tengo anche io, come ci tiene credo l’assessore Saccardin di mettere a posto le strade, di tirare via le buche, però io l’ho detto anche in campagna elettorale: preferisco delle buche in più, ma delle case che riscaldano i cuori al posto di sanare queste buche.

Allora io confido tanto che il deserto di queste cifre sul sociale cambi completamente in futuro, però la speranza alle volte rimane tale, spero non sia solo questa, ma sia qualcosa che avverrà. Pag. di 105

Intervento n. 75
Pagine 45–46
Punto 17

Approvazione documento unico di programmazione (DUP) 2017/2019, relativa nota di aggiornamento al DUP 2017/2019, Bilancio di Previsione 2017/2019 e relativi allegati" 5

Consigliere Coscienza Comune

Leggi intervento

È comprensibile il fatto che stiamo discutendo di un elemento basilare nella politica nostra e sicuramente l’interruzione può comportare dei problemi. Io credo che, se non possiamo in questo momento fermarci, sarebbe il caso di ricalendarizzare l’incontro perché diversi rappresentanti hanno anche altri impegni e non possono restare.

Perciò, si può rinviare questo incontro, questa richiesta, che avevamo fatto, possiamo rinviarla a un altro Consiglio dove avere il tempo che ci serve, in un orario più decente per parlarne. Perché andando fuori, ho sentito anche loro, diversi di loro non possono trattenersi qui oltre il tempo, e credo che ne abbiamo ancora di tempo da usare per il bilancio, perciò, tutto lì. Pag. di 105

14 marzo 2017

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

5 interventi
Intervento n. 13
Pagina 6
Punto 1

Interrogazioni e interpellanze”..................................................................................................4

Consigliere Coscienza Comune

Leggi intervento

Grazie, Presidente. Il servizio del trasporto urbano ha degli obiettivi importanti, tra questi quello di dare la possibilità di spostarsi a tutti coloro che sono privi di un mezzo privato, sia esso a motore o no e a ridurre anche l’uso delle auto con le relative immissioni inquinanti di carburante.

Purtroppo, nella nostra città, da diversi anni, questi due importanti presupposti vengono negati e perciò confutati per quanto concer- ne la questione delle corse domenicali e comunque anche delle festività con una grave penalizzazio- ne di quei soggetti, soprattutto persone anziane, che debbono recarsi in vari punti della città, come all’ospedale a trovare dei parenti, come alla stazione ferroviaria a prendere i mezzi e i treni per le varie località.

Perciò, in relazione a questo, sono a chiedere che vengano urgentemente ripristinate le corse domenicali di trasporto urbano, perlomeno per ciò che riguarda la linea 1 e la 1 barrata, cioè quel tratto che va dalla stazione all’ospedale, che è il nodo più importante di tutto questo nostro ter- ritorio. Grazie.

Intervento n. 99
Pagina 41
Punto 3

Mozione: Codice di Autoregolamentazione contro la somministrazione di alcool ai minori e attività di prevenzione (Proposta presentata dal Consigliere comunale Livio Ferrari)”...................................41

Consigliere Coscienza Comune

Leggi intervento

Questa mozione è stata presentata da un po’...

Intervento n. 101
Pagina 41
Punto 3

Mozione: Codice di Autoregolamentazione contro la somministrazione di alcool ai minori e attività di prevenzione (Proposta presentata dal Consigliere comunale Livio Ferrari)”...................................41

Consigliere Coscienza Comune

Leggi intervento

Diciamo che non nasce per enfatizzare una questione ma nasce da dei problemi reali...

Intervento n. 103
Pagina 41
Punto 3

Mozione: Codice di Autoregolamentazione contro la somministrazione di alcool ai minori e attività di prevenzione (Proposta presentata dal Consigliere comunale Livio Ferrari)”...................................41

Consigliere Coscienza Comune

Leggi intervento

Nasce dai problemi reali che nella nostra città sono avvenuti attraverso anche delle situazioni molto pericolose, che hanno messo a rischio dei ragazzi, dei minorenni rispetto ad esercizi che non hanno rispettato quelle che sono le norme, che poi ci sono delle norme a livello anche nazionale. Richiamo i punti salienti di questa mozione, se c’è ancora la voglia di sentirla insomma.

Intervento n. 105
Pagine 41–42
Punto 3

Mozione: Codice di Autoregolamentazione contro la somministrazione di alcool ai minori e attività di prevenzione (Proposta presentata dal Consigliere comunale Livio Ferrari)”...................................41

Consigliere Coscienza Comune

Leggi intervento

Magari se si riesce a chiudere la porta là in fondo, c’è meno rumore.

Noi tutti sappiamo che i giovani e gli adolescenti, soprattutto, rappresentano un target di popolazio- ne vulnerabile ai rischi associati al consumo e all’abuso di sostanze alcoliche e il bere spesso è per- cepito tra questi come un tramite della accettazione all’interno del gruppo e tutto questo però rischia di generare e degenerare in fenomeni di consumo irresponsabile e abitudinario che poi diventano causa di gravi implicazioni dal punto di vista sanitario e psicosociale.

Nella nostra città, seguendo un trend negativo, che riguarda un po’ l’intero territorio nazionale, si sono moltiplicati purtroppo negli ultimi tempi, l’anno scorso soprattutto, verso la fine dello scorso anno, episodi di abuso di alcol tra minori under sedici, attratti da un’offerta di consumo di bevande alcoliche, anche da quello che è diventato il rito dello spritz, il rito del cosiddetto happy hour.

Que- sto atteggiamento evidenzia anche una non ottemperanza da parte degli attori interessati dalla nor- ma regolamentaria ma anche dalla scorsa conoscenza di questi ragazzi, indotti al consumo, che met- tono a rischio la loro integrità psichica e fisica perché certi abusi determinano dei danni, che poi ri- mangono, non è che tutti se ne vanno con la sbronza che passa il giorno dopo. Un coma etilico la- scia dei segni pesanti, alle volte, e che non vengono più rimarginati.

Allora, a fronte di questo scenario, il Legislatore è intervenuto allo scopo di contrastare i fenomeni di abuso giovanile attraverso adeguate politiche, atte ad accrescere la consapevolezza circa i danni alcol correlati e di prevedere delle limitazioni alla accessibilità dell’alcol, c’è una legge, quella del novembre 2012, la 189, che converte un decreto legge del 2012, recante: “Disposizioni urgenti volte Pag.

41 di a promuovere lo sviluppo del nostro paese tramite un più alto livello di tutela della salute” con il quale è stata regolamentata l’età consentita per l’acquisto di bevande alcoliche, prescrivendo in modo chiaro il divieto di vendere gli alcolici a minori di anni diciotto di qualsiasi esercizio commer- ciale. È annesso l’obbligo di richiesta da parte del venditore del documento di identità.

Verificato che il Sindaco di Rovigo, in qualità di rappresentante legale del Comune è il principale responsabile della salute dei propri concittadini e ha l’obbligo giuridico di organizzare la prevenzio- ne e la tutela della stessa, anche attraverso il coinvolgimento diretto delle istituzioni preposte, non- ché delle associazioni di categoria o di volontariato sociale o di terzo settore, perché a questo propo- sito è necessario ed evidente che ci sia una strategia condivisa.

Abbiamo anche un articolo apparso la scorsa settimana sui giornali in cui il direttore del Sert, insie- me ad altri esperti, lanciavano questo allarme, cioè non è una cosa che pongo solo io in evidenza, e perciò è necessaria una strategia che sia appunto condivisa, una strategia che ha bisogno di una veri- fica dei parametri per misurare i propri effetti.

Coscienti dobbiamo essere del fatto che poi la lotta all’abuso dell’alcol dei giovani, giovanissimi non si risolve solo con questo ruolo che hanno gli Enti pubblici, non si risolve anche solo con azioni di negazione o comunque repressive. C’è bisogno an- che di creare formazione e informazione perché la repressione da sola non basta, non si educa asso- lutamente con la repressione, si educa con l’informazione, si educa con la prevenzione.

Allora io propongo che il Consiglio comunale impegni il Sindaco e gli Assessori competenti alla convocazio- ne di un tavolo tecnico con la partecipazione della Prefettura, della Questura, il servizio competente dell’A.S.L., il comando provinciale dei Carabinieri, delle associazioni di categoria del commercio, le associazioni dei consumatori, quelle del volontariato allo scopo di avviare un percorso per co- struire una strategia unitaria contro l’abuso di alcol e per la sensibilizzazione dei giovani su questa materia.

A questo proposito, nell’Amministrazione comunale, gli Assessorati coinvolti dovrebbero essere quelli della Pubblica Istruzione, Politiche Sociali e Politiche Giovanili, lo scopo è quello di costruire la condivisione di una strategia mirata ad accompagnare le misure repressive e di controllo del terri- torio con azioni preventive e programmi di intervento attivo che riducano il ricorso all’alcol come strumento di socializzazione e di divertimento.

In particolare, l’attenzione è rivolta nei confronti delle situazioni come forma di aggregazione dei giovani anche minorenni, soprattutto minorenni, che spesso sono presenti nei pubblici esercizi delle città.

Il Comune di Rovigo dovrebbe essere promotore con le associazioni di categoria dei commercianti di un codice di autoregolamentazione per l’autodisciplina dei pubblici esercizi con l’obiettivo di im- pegnare i gestori degli esercizi commerciali aderenti ad osservare il divieto di somministrazione de- gli alcolici ai minorenni di anni diciotto, non somministrare bevande alcoliche coloro che manife- stano un evidente stato di ebbrezza o comportamenti alterati, a non praticare offerte, sconti e pro- mozioni per il consumo degli alcolici, applicando ed esponendo in modo evidente il listino riportan- te i prezzi delle consumazioni, utilizzare prodotti di qualità certificata sia nella somministrazione che nella ristorazione, l’impegno e il contrasto all’utilizzo e alla diffusione degli stupefacenti, for- mare il personale affinché favorisca l’individuazione all’interno dei gruppi avventori di guidatore designato, anche attraverso promozione di bevande analcoliche, impegnarsi nel diffondere ai clienti il materiale relativo alla campagna di informazione promossa dall’istituzione a tutela della salute, in modo particolare sui danni derivanti dall’abuso di bevande alcoliche.

Lo scopo è quello di costruire la condivisione appunto di una strategia mirata ad accompagnare le misure repressive e di controllo del territorio con azioni preventive e di programmi di intervento attivo che riducano il consumo dell’alcol, il ricorso al consumo dell’alcol come strumento di socializzazione e di divertimento. E questo chiaramente rivolto a minori.

23 febbraio 2017

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

1 intervento
Intervento n. 91
Pagine 35–36
Punto 2

Relazione del Commissario Straordinario Regionale IRAS, Avv. Tiziana Stella”........................19

Consigliere Coscienza Comune

Leggi intervento

Grazie, Presidente. C’è una questione incontrovertibile rispetto all’IRAS. Noi stiamo parlando di Casa Serena - San Bortolo e ne parliamo come se ne parlava vent’anni fa, lo scenario qualcuno l’ha già detto prima, è cambiato completamente.

Perciò quello che poteva essere una struttura IRAS a inizio del 2000, adesso non può più essere perché sul mercato ci sono altri soggetti ed è cambiato tutto. L’IRAS non può vivere nella dimensione di allora, ma deve vivere nella dimensione di oggi. La dimensione di oggi qual è?

La struttura ha dei grossi oneri dal punto di vista del personale perché deve mantenere sempre un numero alto di personale, indipendentemente dalle malattie e indipendentemente da tutta un’altra serie di problemi che può avere chi lavora e che ha purtroppo nella vita chiunque.

Mantenere ancora com’è struttura di San Bortolo e struttura di Casa Serena come luogo per accoglienza di anziani, cioè casa di riposo, la porterà sempre e comunque a morire dentro a una situazione economica ingessata perché, mantenendo questo stato di cose, le uniche entrate derivano dalle rette, non ce ne sono altre.

Per avere un futuro economico, cioè abbattere il pregresso, i debiti, l’esposizione del Bilancio, che poi si aggrava giorno dopo giorno da anni, per due altri motivi: l’anticipazione di Tesoreria, che è molto alta, e significano interessi alle banche - alla Tesoreria in questo caso -, la media era di 2 Pag.

35 di milioni, non so se sia ancora su quel giro lì, di soldi che l’U.S.S.L. deve alla struttura che l’U.S.S.L. non paga e che la struttura si ritrova a dover anticipare, anche qui con altri interessi molto alti. Cioè, siamo di fronte ad una situazione in cui, per quanti benefici e per quanta economia e per quanta strategia possa trovare, rimanendo così non ne uscirà mai perché poi la maggior parte delle spese sono per il personale, sono per il materiale sanitario e, in ultimo, per la manutenzione.

Il futuro strategico, economicamente parlando, può essere solo di questo tipo: San Bortolo rimane casa di riposo, il personale, che ha adesso, basterebbe completamente senza bisogno di usare poi personale in più nei momenti di necessità per mantenere questa struttura e Casa Serena dovrebbe diventare, invece, quel luogo dove ci sono altre situazioni che fanno introitare economicamente all’IRAS, attraverso quelle che sono state prospettate: ospedali di comunità, altri tipi di situazioni sociali e assistenziali, ma solo in quella modalità lì perché Casa Serena costa una barca di soldi, economicamente parlando, mantenere il personale là, significa disperderne altro in più.

Perciò il futuro può essere dato solo da un piano strategico dove Casa Serena si investe con altri tipi di risposte da un punto di vista sociale e assistenziale, mentre il grosso lavoro viene fatto completamente e solo a San Bortolo perché i numeri, che ha San Bortolo, sono bastevoli per quello che servono come casa di riposo perché, oltre quei numeri lì non si va, soprattutto per il fatto che le rette dell’IRAS sono le più alte che ci sono in circolazione, perciò da un punto di vista contrattuale di mercato non sono assolutamente concorrenziali.

Anche lì, per arrivare un domani, ad abbattere e a ridurre quelle rette e a ridurre quei numeri lì, ci vuole chiaramente un Bilancio che sia completamente cambiato, che si riducano i debiti un po’ alla volta, non so in quanti anni potrebbero sparire, ma soprattutto che si pensi in tempi brevi a investire con dei soggetti che a Casa Serena producano degli interventi per cose che sono necessarie, per servizi che sono necessari, che ci sono già in altre realtà attraverso le quali allora l’Ente IRAS recupera quegli altri benefici che, altrimenti con le rette, si troverebbe un Bilancio ingessato e non andrebbe più da nessuna parte.

27 gennaio 2017

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

3 interventi
Intervento n. 105
Pagina 36
Punto 17

MOZIONE: Proposta soluzione problematiche su salario accessorio Dipendenti Comunali (Proposta presentata dal consigliere comunale Stefano Raule ed altri n. 3 Consiglieri”.. 30

Consigliere Lista Coscienza Comune

Leggi intervento

Quando Sguotti finirà di parlare, io inizio a parlare a mia volta.

Intervento n. 107
Pagine 36–37
Punto 17

MOZIONE: Proposta soluzione problematiche su salario accessorio Dipendenti Comunali (Proposta presentata dal consigliere comunale Stefano Raule ed altri n. 3 Consiglieri”.. 30

Consigliere Lista Coscienza Comune

Leggi intervento

Ritengo che ci sia una grande necessità di ridare dignità alle parole, una di queste parole a cui ridare dignità è quella dei diritti, dei diritti dei lavoratori ad avere quello che è la mercede per il lavoro che fanno. Non è che gli si deve dare qualcosa per regalo. Non è che dobbiamo pensare: se ci va bene glielo diamo, se non ci va bene, non glielo diamo; se siamo buoni glielo diamo, se siamo più cattivi glielo diamo.

Il diritto è un qualcosa che tocca, perché fa parte del proprio ruolo. Ognuno nel suo ruolo ha i suoi diritti che sono inalienabili. Qui mi sembra che si stia giocando con questi diritti, perché insieme alla parola diritto, c'è un'altra parola che deve riprendere ad avere dignità, che è Pag.

36 di responsabilità. Responsabilità. Sembra strano in questo caso, addirittura, che qualcuno debba prendersi delle responsabilità.

Un Amministratore è lì per prendersi delle responsabilità e non può giocare con il tempo, o fare delle dietrologie, nel momento che uno amministra ha il suo tempo di responsabilità che non è quello che di chi l'ha preceduto, che non è quello delle situazioni che non si possono risolvere.

Ci sono situazioni più difficili, più intricate, più faticose, ce ne sono di quelle più semplici, ma un Amministratore è lì per scegliere, per prendere le decisioni, e le decisioni devono andare verso un unico senso che è quello del rispetto dei diritti delle persone. Qui siamo fuori tempo massimo! Da parecchio tempo siamo fuori tempo massimo.

Perciò qui non si tratta di dire: "ci sono quattro possibilità", qui ce n'è una! C'è solo la questione di dire in quanto tempo riusciremo a farla, ma ce n'è una sola.

Intervento n. 167
Pagina 53
Punto 16

MOZIONE: Proposta soluzione problematiche su salario accessorio Dipendenti Comunali (Proposta presentata dal consigliere comunale Luca Paron ed altri n. 6 Consiglieri”.......44

Consigliere Lista Coscienza Comune

Leggi intervento

Due cose, una all'Assessore e l'altra la chiedo poi ai Dirigenti perché ho bisogno anche di sapere, nel senso che vorrei capire meglio alcune cose. Non sono assolutamente d'accordo con l'Assessore quando dice che il diritto per i lavoratori, in questo caso è la risposta... perché qui si tratta di diritto agli emolumenti che gli si devono e non alla risposta, la risposta non serve a niente, perché se la risposta è negativa, non è un diritto, è una dolosa...

È leso il diritto nel momento in cui la risposta fosse negativa. L'unica risposta può essere solo positiva, perché se io sono un lavoratore e quei soldi mi si devono. Questo è l'aspetto meramente semplice per me.

L'altra cosa, invece, io vorrei capire però da un punto di vista pratico, perché ho guardato, quello che poi mi è stato detto anche dall'Assessore durante gli incontri in Conferenza dei Capigruppo, inizio ad avere delle preoccupazioni. Ci sono cinque anni di tempo per arrivare a una risoluzione di questa vertenza, la normativa parla di cinque anni. I rilievi sono arrivati nel febbraio 2012, i cinque anni sono a febbraio adesso.

La risposta nel 2013, quali sono validi i cinque anni, dalla risposta o dal rilievo? Questa è una domanda che mi sembra abbia bisogno di una... Perché sarei molto preoccupato se il 05 febbraio andasse tutto a carte quarantotto.

È una risposta che chiedo. L'altra risposta che chiedo e che anche il collega Vernelli prima ha sollevato, è la questione dei soldi che sono stati accantonati a residuo: vanno all'infinito o c'è il rischio che prima o dopo possano andare da qualche altra parte nel bilancio? È una risposta anche questa che i lavoratori credo debbano avere, perché ne va anche di tutto quello che stiamo parlando, sennò se va tutto in fumo stiamo parlando per niente!

Grazie.

26 gennaio 2017

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

1 intervento
Intervento n. 152
Pagina 45
Punto 7

Relazione Amministratori ECOAMBIENTE S.r.l. - Discussione

Consigliere Lista Coscienza Comune

Leggi intervento

Ho sentito delle affermazioni dette con una semplicità e una noncuranza che mi preoccupano molto, perché io ritengo che ci siano delle responsabilità che vanno ricercate e che qualcuno quando sbaglia, quando fa delle cose negative, deve in qualche maniera pagare. Mi riferisco al fatto che è stato riferito adesso, ma lo avevamo sentito anche in precedenza, di tutto quell’ammasso di rifiuti e percolato che stanno inquinando le nostre falde.

Questo è un danno ambientale pazzesco che paghiamo tutti noi che abitiamo questi luoghi in termini di salute, e rispetto al quale qualcuno avrà delle responsabilità, perché quando quegli impianti sono stati fatti, qualcuno avrà progettato, qualcuno avrà approvato. Il VIA, è stato dato il VIA? Allora non c’era il VIA.

Ma la responsabilità c’è sempre, perché chi crea un danno ambientale una responsabilità ce l’ha. Io ritengo che questo nuovo... Dico, non posso assolutamente imputare qualcosa al nuovo Consiglio, dovrà però fare un atto di autotutela se non vorrà che qualcuno un domani faccia conto anche rispetto al vostro operato per quello che qualcuno altro ha fatto di male.

Io mi preoccuperei di più, non tanto dei soldi in bolletta che sono importanti, ma della salute, perché la salute del territorio e delle persone è fondamentale. Non vorrei che tornassimo alla logica che c’era nella centrale di Porto Tolle, che si era pronti al carbone, indipendentemente che i tumori aumentassero e che la gente morisse. Perché qua siamo tornati ai livelli delle vecchie miniere: basta lavorare, anche se si muore, tanto prima o dopo bisogna morire.

Mi sembra che questo sia un aspetto inquietante, e sotto tutto questo, anche nei discorsi che sono stati fatti, c’è una qualche ombra abbastanza inquietante, che un’ombra era e che si aggira anche nei nostri territori, che sta coprendo un po’ tutta l’Italia del nord, e che non so quanto tutto quello che sta succedendo quest’ombra non stia un po’ in qualche maniera alimentando tutto quello che è successo prima, e dando dei risultati per quello che succede in futuro.

28 novembre 2016

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

1 intervento
Intervento n. 68
Pagina 17
Punto 4

Ratifica Deliberazione di Giunta Comunale n. 324 del

Consigliere La Sinistra per l’Altra Rovigo, Coscienza Comune

Leggi intervento

Chiederei che dopo il punto n. 4 venissero anticipati i due punti di integrazione all’ordine del giorno, che erano stati mandati successivamente. Grazie.

8 novembre 2016

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

3 interventi
Intervento n. 105
Pagina 37
Punto 2

Relazione del Presidente di ASM SET S.r.l., Sig.ra Folchini Cristina - Discussione

Consigliere La Sinistra per l’Altra Rovigo, Coscienza Comune

Leggi intervento

Io so che da poco è stato siglato...

Intervento n. 107
Pagine 37–38
Punto 2

Relazione del Presidente di ASM SET S.r.l., Sig.ra Folchini Cristina - Discussione

Consigliere La Sinistra per l’Altra Rovigo, Coscienza Comune

Leggi intervento

E’ stata da poco siglata la questione anche per quest’anno dei requisiti sociali, di cui non ho sentito parlare adesso, che riguarda il regime di compensazione della spesa sostenuta dai clienti domestici.

Intervento n. 109
Pagina 38
Punto 2

Relazione del Presidente di ASM SET S.r.l., Sig.ra Folchini Cristina - Discussione

Consigliere La Sinistra per l’Altra Rovigo, Coscienza Comune

Leggi intervento

Io volevo intervenire proprio su questo nel fatto che ritengo i limiti messi di 20.000 per i single e 25.000 per i nuclei troppo alti come ISEE, nel senso che ci sono tante famiglie in difficoltà e questo comporta sicuramente di guardare in maniera diversa a quei limiti che erano stati previsti, e probabilmente abbassando di un terzo, si riuscirebbe forse a dare delle risposte maggiori a maggiori clienti, a più gente insomma .

Anche sulla questione della morosità di chi non è ammesso al beneficio, so che di potrebbe per esempio, per chi ha una morosità molto bassa, trattenerla direttamente, senza creare prima il dare e poi l’avere. E’ un sistema più semplice. Ci sono anche delle situazioni molto tristi, che sono quelle dovute proprio alla povertà, di gente che per esempio accende pochissimo il gas perché non ha i soldi per pagare.

Però accendendo così poco, è sotto il livello e per ciò non può accedere più ai benefici. E magari non lo sanno neanche.

Ci sono tutta una serie di situazioni di cane che si morde la coda che dovrebbero essere secondo noi e secondo me regimentate, per ciò anche l’abbassamento di un terzo potrebbe portare a un contributo per i single di 75 euro, per famiglie di due persone di 100 euro, per tre di 125 euro e per quattro in su di 150 euro, cioè calmierare diversamente in maniera di andare incontro a una questione, a una situazione che è sociale in questo momento molto pesante, e che ritengo che un’azienda così gestita bene anche dal punto di vista di qualità e di capacità debba essere attenta alle modificazioni che ha il territorio.

In questo momento il nostro territorio sta pagando dei prezzi molto alti dal punto di vista proprio del disagio. Stiamo diventando come i grossi centri urbani dove alla sera, girando per la città, c’è la gente che bivacca e dorme fuori di notte, e adesso inizia ad essere abbastanza freddo.

11 giugno 2013

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

2 interventi
Intervento n. 76
Pagine 35–37
Punto 2

Relazione sull’attività del Garante dei diritti delle persone private della libertà del Comune di Rovigo - Dottor Livio Ferrari - Discussione

Garante dei diritti delle persone private della libertà

Leggi intervento

Grazie Presidente, un saluto a tutti voi. E’ la mia quarta relazione al Consiglio Comunale. Ha prodotto, come diceva il Presidente pocanzi, che lo scorso anno l’invito che era partito proprio da questo incontro precedente, ha portato diversi di voi a visitare la struttura di Via Verdi e anche qualcuno a visitare quella in costruzione nella circonvallazione.

Però il carcere nel vecchio e nel nuovo non muta, non muta se stesso, non ci sono purtroppo notizie positive, anzi anche quest’anno ci sono alcune notizie sicuramente negative: quelle per esempio per i progetti di rinserimento, perché anche i progetti in corso per le persone in esecuzione penale, sia interna che esterna, risentono della contingenza negativa economica, e perciò anche qui si sta tagliando molto, creando perciò meno possibilità per queste persone effettivamente di veder realizzato quanto è il dettato costituzionale.

Poi c'è un aspetto sul quale secondo me, voi come Comune, perciò il Presidente, l’Assessore e il Sindaco, dovreste in qualche maniera farvi carico e fare molta attenzione: il 31 marzo scorso doveva essere una data storica perché in tutta Italia dovevano essere chiusi gli OPG, ospedali psichiatrici giudiziari, a 35 anni dalla Legge Basaglia.

Io nel 2012, in base a questo, avevo provveduto a inviare una nota all’Assessore regionale alla sanità, proprio richiamando l'articolo 3 ter della legge 9/2012, quella che presupponeva il definitivo superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari, e proprio per il fatto che c'era questa dismissione, perciò per capire quante persone sarebbero state dismesse che riguardavano il nostro territorio e soprattutto l’aspetto più importante che le strutture presso le quali sarebbero stati accolti non riproducessero lo stesso dramma che hanno riprodotto gli ospedali psichiatrici.

Sono delle attenzioni che dovremmo avere importanti. Non ho mai avuto nessuna risposta.

Visto che probabilmente la figura del Garante non è una figura così contrattuale nei confronti della Regione, probabilmente forse l'attenzione del Consiglio Comunale, dell’Assessore del Comune stesso, per avere una risposta: sarebbe importante sapere quante sono le persone che sono del nostro territorio e che da anni sono negli ospedali psichiatrici giudiziari, perché ne abbiamo ancora oltre un migliaio in Italia nei quattro istituti, e dove saranno messe, in quali strutture saranno messe, che garanzie ci sono rispetto al trattamento di queste persone, perché ancora adesso non so qualcuno mi ha detto che ieri sera hanno fatto un servizio su Raitre, io non l’ho visto, sugli ospedali psichiatrici giudiziari, però vi posso assicurare che chi l’ha visto può essersene reso conto, ma c'è una situazione che è la stessa che c'era quando c'erano i manicomi con gente legata, gente riempita di sedativi, persone che non vengono trattate da persone, e questo è disumano e non è tollerabile.

Per Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 11 Giugno 2013 36 ciò quello che sarà il futuro di queste persone, che sia per lo meno migliore di quello che è l'attuale presente.

Lo scorso anno ho poi sollecitato il Tribunale, la Procura, le Camere Penali, l’Ordine degli Avvocati, e anche il Centro Servizi del Volontariato per un problema che ho colto con le mani, nel senso che sono venuto a contatto con soggetti che praticamente vengono fermati dai controlli della Polizia Stradale, una volta accertato il superamento del limite tollerabile dell’assunzione di alcol, vengono in ordine o multati, ritirata la patente, sanzioni amministrative, fino anche a sanzioni penali.

Purtroppo c'è stato qualche legale che si è disinteressato delle procedure del suo assistito e ha fatto sì che questa persona si sia vista una mattina arrivare le forze dell’ordine e messa in carcere, quando c'è la possibilità assoluta di non arrivare a questo luogo che si spera sempre di evitare, anche perché c'è un istituto che si chiama LPU, i Lavori di Pubblica Utilità, che sono lavori di volontariato, attraverso i quali le persone che sono state colte con questa infrazione possono evitarsi, sì anche le sanzioni amministrative, ma soprattutto evitarsi il carcere.

Io ho sollecitato molto in questo senso perché il territorio riesca a dare delle risposte. Mi dicono che a Rovigo in questo momento, perché sono i Comuni che fanno le convenzioni con i Tribunali, ce l’abbiamo sì, voi ce l'avete ma ce l’hanno in otto Comuni e sembra che in tutto ci siano addirittura due sole associazioni che hanno fatto la convenzione con il Tribunale.

Noi adesso stiamo procedendo anche con qualche altra associazione per incentivare questo, però è un mal vezzo abbastanza brutto che ho riscontrato ed è triste poi vedere le persone andare in carcere, non perché hanno commesso dei reati di gravità e per ciò che siano pericolose a se stesse o agli altri, ma perché c'è un’incuria da parte di qualcuno che dovrebbe invece tutelarli.

Lo scorso anno, all’inizio anzi di quest’anno come voi ben sapete, a marzo è stata chiusa la sezione femminile, perciò la Casa Circondariale di Rovigo ha visto il numero attuale ridotto rispetto a prima di detenuti, siamo attorno agli 80-90 uomini nella sezione maschile; in questi giorni, fra due giorni cambierà il Direttore un’altra volta, era bravo, lo mettono a dirigere un altro istituto, noi siamo un istituto un po’ di frontiera dove, quando uno funziona bene e dimostra di essere bravo, va da un’altra parte.

A noi ci dispiace un po’ perché avevamo creato anche un bel dialogo, perché poi le cose si fanno se si portano avanti insieme, se si costruiscono insieme. I problemi del carcere sono sempre quelli. Prima si parlava di sanità.

E’ uno dei grossi talloni d’Achille di chi sta in carcere perché chi sta in carcere, l’ho ripetuto mille volte, c’è scritto da sempre nelle mie relazioni, ma non sono cose che dico solo io, sono cose che afferma l'Associazione Nazionale Medici Penitenziari, il 90% di chi entra sano esce malato. Non è scritto in nessuna sentenza che uno debba essere condannato anche a stare male fisicamente, oltre che a stare male psicologicamente nella mancanza di libertà.

Purtroppo questo succede, non ci sono adeguate risposte, c'è tutta una serie di problemi che poi il carcere riproduce in sé all’interno di procedure di sicurezza che determinano ulteriori disagi da un punto di vista sanitario per le persone. In questo caso, in questi mesi non è tanto che c'è il Direttore Generale, però non ho fatto la fila come tutti per incontrarlo. Lo farò prossimamente.

Ho aspettato che... Però anche questo problema, è un problema di cui dobbiamo tenerne conto e ritengo che in mancanza alle volte di alcune leggi che sono di carattere nazionale, però a livello locale c'è sempre la possibilità di organizzarsi per trovare quelle risorse che possano sopperire ad assenze o comunque a qualcosa che penalizzi sempre in ogni caso le persone. La relazione spero che l’abbiate letta.

So che non è una di quelle letture che fanno piacere prendersi, però non voglio tediarvi oltre perché poi avete già avuto un pomeriggio molto pesante e poi avete altre cose sulle quali discutere.

L’unica cosa posso dire che in questo momento diciamo il carcere spesso è lasciato troppe volte nella sua autodeterminazione, è sempre molto lontano dalla città nonostante alcuni passaggi e soprattutto chi ogni giorno veramente ci opera continuativamente insieme al personale, è quasi esclusivamente il volontariato, perciò l'episodio importante, significativo e positivo del vostro accesso al carcere non vorrei che rimanesse un episodio.

Mi piacerebbe che ci fossero dei momenti Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 11 Giugno 2013 37 istituzionali maggiori nei quali la vostra presenza non è solo vedere l’interno ma è fermarsi a parlare con le persone, fare dei dibattiti, discutere, avere un momento di cogliere veramente quali sono le criticità dalla voce di chi è dentro insieme anche con chi ci opera.

Questa è la sollecitazione di quest’anno, da un primo passo che avete fatto lo scorso anno, secondo me, che non è più solo quello di entrarci, ma è anche quello di incontrarli nei loro disagi, nelle loro difficoltà e nei loro problemi.

Intervento n. 94
Pagine 45–47
Punto 2

Relazione sull’attività del Garante dei diritti delle persone private della libertà del Comune di Rovigo - Dottor Livio Ferrari - Discussione

Garante dei diritti delle persone private della libertà

Leggi intervento

Per quanto riguarda la nuova struttura, mi prendo l’impegno di verificare entro breve con la Dottoressa Arata, Magistrato di sorveglianza, fare una visita e verificare un po’ tutte le cose che mi sono state chieste, perché io so che ci sono dei lavori che stanno continuando, stanno facendo l’impiantistica in questo periodo, però non ho ancora avuto menzione di un finanziamento conclusivo che sarebbe quello per gli arredamenti, perché poi se non ci sono i letti, i materassi e tutto quanto riguarda il personale, eccetera, non è che si può aprire.

Oltre tutto poi avrà bisogno, con un aumento di capienza, di soggetti reclusi, e anche di un aumento di personale. Bisogna capire se questo avverrà, perché tenete conto che in Italia abbiamo 38 istituti nuovi che non sono mai stati aperti perché non c'è il personale da mandarci. Stanno cadendo a pezzi dopo anni di essere stati finiti, perché poi se una struttura viene lasciata là chiusa per anni, un po’ alla volta cade a pezzi.

Comunque mi prendo questo onere. Vorrei rispondere a quella serie di domande che ha fatto la Consigliere Businaro. I lavori di pubblica utilità funzionano in questo senso: bisogno che il Giudice intanto, chi ha l’esercizio della condanna, individui la possibilità, gli sia proposta magari dall’Avvocato difensore, però individui la possibilità che questo avvenga.

Chiaramente la persona condannata deve avere il proprio Comune che ha firmato la convenzione, e all’interno del proprio Comune deve esserci un’organizzazione di natura sociale, di volontariato, che ha a sua volta la convenzione con il Tribunale per poter esercitare questa attività di volontariato- E’ un percorso un po’ in questo momento che non è quasi per niente possibile percorrere.

Diciamo che la mia sollecitazione va verso il fatto che anche il territorio attraverso le proprie organizzazioni dia queste risposte, cioè si iscriva al Tribunale come soggetti disponibili ad accogliere queste persone, e allora magari in quei Comuni dove l'Amministrazione non ha ancora siglato l'accordo, possa anche stimolare questi Comuni a farlo perché, ripeto, sono pochi rispetto ai 50, della Provincia di Rovigo sono otto, per ciò mi sembrano molto ma molto pochi.

Le pene alternative si potrebbero aumentare, cioè il carcere in questo momento, come tutte le strutture d’Italia, Rovigo non è particolare rispetto alle altre, ha un numero di soggetti definitivi e un numero di soggetti invece in attesa di primo, o di secondo o di terzo giudizio. La media è del 50%.

Fra coloro che sono definitivi, sicuramente molti di questi, soprattutto nella nostra realtà, le case circondariali accolgono persone con pene brevi, non con pene altre, per ciò sicuramente molti di loro potrebbero accedere a delle misure alternative, però chiaramente anche qui se il territorio non dà risposte in merito a quello che è l'aspetto principale, il lavoro, perché senza lavoro difficilmente uno può usufruire di queste misure alternative, vedremo se, ne parlava prima il Presidente Avezzù, se nel nuovo istituto questa sollecitazione di avere degli spazi importanti per la semi libertà possa essere accolta.

Diciamo che in questo momento invece nell’istituto vecchio che è attualmente in essere, il fatto che si sia liberata tutta la sezione femminile, e rispetto alla domanda “Come l’hanno vissuta?”, io penso bene, perché era un posto invivibile dal punto di vista dello starci per viverci; se voi andate e siete stato, chiedo a quelli che ci sono stati nella sezione femminile, sono dei buchi dove uno può starci alla notte.

In genere spazi di questo tipo sono usati proprio per la semi libertà perché uno non abbia, se va lì solo di notte e durante il giorno vai via, non ha grossi bisogni; allora il bisogno è ridotto e possono essere usati per questo. Diciamo che in questo momento potrebbero trovare maggiore forza le misure alternative avendoci anche tutti questi spazi, perché prima hanno dovuto ricavare sotto la sezione femminile alcune stanzette, un paio di stanze per la semi libertà. Poi anche qui bisogna vedere.

Sicuramente il personale ne ha ricavato un beneficio perché le poche agenti, mi sembra che fossero quattro quelle in servizio alla struttura di Rovigo, che erano state ultimamente poi supportate da altre che arrivavano in missione, chiaramente non dovendo più occuparsi di tutta una sezione, sono state reinserite all’interno in turni con gli altri agenti, poi qualche agente nuovo è arrivato perché c'è stato anche un rimpinguamento, siamo intorno ai 65-68 agenti in funzione.

Sicuramente il personale vive meglio la situazione perché ha un ricambio maggiore, cosa che magari prima non succedeva ed erano più stressati. Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 11 Giugno 2013 46 Il voto ha comportato due cose. Poi diciamo che è stata una tempistica quasi simile: la Consigliera mi ha mandato una mail chiedendomi notizia sul voto, io pochi giorni prima avevo già mandato una lettera al Direttore.

Cosa che abbiamo fatto un po’ come tutti i Garanti, perché io partecipo spesso alle riunioni del Coordinamento Nazionale dei Garanti e ci eravamo proprio dati come indicazione quella di cercare di sollecitare maggiormente gli istituti perché questo fosse possibile, cioè questo accesso a un diritto di voto.

Purtroppo rispetto alla precedente tornata elettorale, dove una sola persona aveva votato, questa volta hanno votato mi sembra in otto - il dato che mi era stato rilevato - però quello che è stato importante è stato soprattutto che molti di loro, che non erano poi tanti che avevano la possibilità di votare, alcuni si sono visti sollecitare a questo, perché c'è diciamo spesso un disinteresse da parte di chi è recluso, anche di esercitare il proprio diritto.

La reclusione spesso porta anche a un ché di isolamento, di depressione psicofisica nella quale cadono le persone. Comunque credo che sicuramente ha fatto comunque un movimento perché poi immediatamente il Direttore ha fatto partire una richiesta presso l'ufficio elettorale del Comune di Rovigo, il quale a sua volta ha risposto e le cose sono andate avanti. Quella del CUR è una sollecitazione che magari ne potremo parlare con il Presidente Professor Tovo, per vedere se riusciamo a trovare qualcosa.

Il Consigliere Montagnolo parlava di essere rimasto abbastanza allibito nella struttura nuovo rispetto alle aspettative che uno potrebbe avere.

La questione è molto semplice: quando parliamo di carcere, che siano strutture ricavate da vecchi complessi come è quella di Rovigo, che è ricavata da un vecchio convento del secolo scorso, quindi di cento e passa anni fa, che sia una struttura come quella che stanno costruendo, sono tutte fatte nella stessa logica, cioè l’ordinamento penitenziario è sempre quello, la legge è sempre quella: la persona che viene condannata, deve trovarsi in una situazione di sofferenza.

Quella è la logica, non è la logica di un recupero attraverso altri procedimenti, ma attraverso la sofferenza. Per ciò gli spazi devono essere sempre stretti e il luogo deve essere sempre angusto, indipendentemente dal fatto che invece in quello nuovo ci possono essere le possibilità di usare il tempo della giornata all’interno di spazi più grandi che possono essere il campo sportivo, cioè fare delle attività sportive, o delle attività lavorative.

Ritengo abbastanza illusorio, anche se sono contento che il Presidente Avezzù abbia detto questo, però che in una situazione economica come è la nostra adesso ci siano dei soggetti imprenditoriali che possano avere il desiderio di investire all’interno di un carcere con tutto quello che comporta da un punto di vista di lentezza, di farraginosità e anche di mancanza di professionalità, lo ritengo abbastanza aleatoria come possibilità.

Sul discorso del Direttore del carcere, che qualcuno ha detto, anche l’Assessore, il Vice Sindaco ha detto Vabbè, adesso aspettiamo di vedere chi è”. In ogni caso c'è una legge che è di per sé un po’ assurda, non è che c'è una regola che, indipendentemente dal Direttore, le cose funzionano. No, il Direttore ha un potere assoluto su quello che succede in carcere, è insindacabile il suo.

In base all’attuale normativa, per qualsiasi motivo lui può chiudere o aprire. In fondo l’aspetto più importante del carcere da un punto di vista se noi ci pensiamo tutti quanti che cosa è? La sicurezza.

Per ciò a motivo di sicurezza lui può chiudere tutto quello che vuole, nessuno può dirgli di no, per ciò pensate.

E allora dipende dall’aspetto culturale, cioè queste persone se hanno una cultura di apertura, se hanno avuto una scuola in cui entrano in carcere e non hanno paura di prendersi delle responsabilità, come sta succedendo ed è successo con l'attuale Dottor Casarano, è lì, si è ricreata una serenità, le attività vanno avanti, si cambiano i turni, cioè si fa tutto quello che è possibile fare nel rispetto dei ruoli, perché c'è anche chi lavora con i suoi diritti, non è che ci sono solo i diritti dei detenuti, ci sono i diritti anche dei lavoratori, però voglio dire ognuno nel suo ruolo si riesce a mettere insieme.

Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 11 Giugno 2013 47 Precedentemente con altri soggetti, le cose sono diventate difficoltose perché la paura, la burocrazia, eccetera, ha impedito tutto questo. Purtroppo siamo essere umani, cioè c'è l'essere umano che chiude di più e quello che apre di più.

29 maggio 2012

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

2 interventi
Intervento n. 86
Pagine 28–29
Punto 1

Interpellanze ed Interrogazioni…

Garante delle persone private di libertà nel Comune di Rovigo

Leggi intervento

Grazie e buongiorno a tutti, ai Presidente, agli Assessori ed ai Consiglieri. Devo parlarvi sempre di disastri, purtroppo non posso mai arrivare a questi appuntamenti raccontando di cose positive. Quello che però vorrei fare oggi è anche richiamare un'attenzione ed un coinvolgimento maggiore rispetto a questo luogo: il carcere, un luogo abbandonato, nel senso che la maggior parte di noi non se ne interessa e lascia che qualcuno se ne occupi.

Dal 2007, verso fine 2007, un anno o poco più di un anno dopo l'indulto del 2006, tutti gli istituti penitenziari, e Rovigo non fa eccezione, d’Italia, vivono il sovraffollamento. C'è stato un momento addirittura che a Rovigo nella sezione maschile non c'era manco il posto per metterci una branda in più, un materasso in più, e c'era qualcuno che ha fatto, anche negli anni scorsi, a turno per stare a dormire una notte.

La situazione di sovraffollamento, che è intollerabile e per la quale siamo stati condannati dall'Europa, dalla Corte Europea, e continuiamo a pagare ogni anno milioni di euro per condanne riguardo alla violazione dei diritti umani nelle carceri italiane, sembra che non interessi poi al Parlamento nostro, nonostante la più alta carica dello Stato, che è il Presidente della Repubblica, abbia detto ed abbia fatto un'affermazione dalla quale immediatamente avrebbe dovuto scaturire una presa di posizione, una scelta di questo senso, dicendo che sono luoghi di alta illegalità e invivibilità.

Cioè, se lo dice il Capo dello Stato, in quel momento credo che il Ministro della Giustizia ed il Parlamento avrebbero dovuto già fare qualcosa. Questo non è successo.

Siccome questa situazione si protrae da tanto tempo ed io ancora un anno e mezzo fa avevo fatto uscire sulla stampa e avevo fatto un invito esplicito all'Amministrazione Comunale, al Sindaco in testa e all'Amministrazione Comunale, di non aspettare che lo Stato legiferi, ma nell'egida delle sue competenze e di quello che è il suo ruolo, di riprendersi una parte del suo territorio.

Il carcere, non dimentichiamoci, anche se gestito dall'Amministrazione Penitenziaria e dal Ministero della Giustizia, è un luogo del territorio e il Sindaco ed il Comune sono coloro che hanno l'egida su quel luogo. Perciò riprendersi questo luogo significa entrarci a più riprese, capire quello che non va e cercare, in qualche maniera, di vedere di trovare delle soluzioni che... da non aspettare che arrivino dall'alto. Perché poi alla fine tutto questo pesa su chi?

Sulle persone che vengono recluse ma anche sugli agenti e su chi ci lavora, perché se noi guardiamo i dati che abbiamo in Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 29 Maggio 2012 29 questo momento in Italia, dati terribili, oltre ai suicidi che sono sempre in aumento ed ai morti che sono sempre in aumento, nel nostro paese si suicidano gli agenti di polizia penitenziaria, anche loro in maniera sempre più alta e con molti danni da un punto di vista psichico e fisico per quanto riguarda tutti coloro che frequentano questi luoghi.

Allora io ritengo che sia il caso e l'ora che ci sia, proprio tutti insieme, non sia lasciato solo a me che faccio da tanti anni questa attività all'interno dell'istituto penitenziario, ma che tutti insieme riusciamo a dare un contributo forte ed un segnale forte.

Rovigo, io l'ho evidenziato nella relazione che vi ho fatto avere, chi non l’avesse ne ho altre copie da potervi fare avere, purtroppo evidenzia due aspetti molto negativi: una criticità sopra le norme, sopra le righe, una è dovuta, come ho ripetuto prima, al sovraffollamento e ad un luogo sicuramente invivibile. Qualcuno di voi avrà notato in questi giorni sui giornali degli articoli che facevano riferimento ad un'ispezione dell’ASL riguardo allo stato dei luoghi proprio.

Se effettivamente l’ASL applicasse quelle che sono le regole per i cittadini liberi fuori, dovrebbe chiudere immediatamente il carcere di Rovigo, ma non da adesso, da tanti anni, ma dovrebbe chiudere i tre quarti degli istituti penitenziari italiani. Ma la cosa più grave è quella che invece subiscono le persone che sono condannate, ma sono condannate ad una privazione della libertà, mentre non sta scritto da nessuna parte ed in nessuna sentenza che siano condannate anche alla perdita della salute.

Nel nostro istituto, come in tante carceri italiane, purtroppo il carcere produce dei danni enormi alla salute, e questo non solo perché è un luogo di per sé che alimenta queste situazioni, ma perché purtroppo da fine del 2008 nel nostro paese è successo un qualcosa che ha aumentato in maniera esponenziale i danni alle persone detenute. C'è stato il passaggio della sanità dal sistema sanitario, cioè gestito dall'amministrazione penitenziaria, dal Ministero della Giustizia, al sistema sanitario nazionale.

In quel momento è stato un disastro: le ASL non passano ausili, non passano certi farmaci e il loro atteggiamento di attenzione rispetto alle persone che hanno delle grosse patologie è assolutamente insoddisfacente, insufficiente e assolutamente penalizzante.

Io ho avuto la fortuna, e posso fare il nome anche di un bravissimo professionista ed una cara anche persona che ho incontrato in questi anni nelle carceri nostre, che è il dottor Mazzo, il direttore del SERT di Rovigo, il quale, sollecitato da me, su certe situazioni in cui stavano calpestando veramente la salute di alcune persone, potrei farvi l'elenco di queste persone con le patologie, gente che dopo 15 anni arriva in carcere a Rovigo e l’insulina gliela tirano via improvvisamente, perché al medico gli gira diversamente: gli danno la pastiglietta ed in 20 giorni cala di 15 chili.

Vi potrei fare un elenco, ecco! Non sono andato in Procura della Repubblica a fare un esposto solo perché l'intervento del dottor Mazzo ha sanato questa situazione. Ma è inverosimile che un cittadino debba stare attento a quello che succede nella salute in carcere, quando la tutela della salute dovrebbe essere un qualcosa di automatico che succede tutti i giorni, perché nella nostra struttura ci sono tre medici e ci sono degli infermieri.

Perciò, ecco, è anche questo uno degli aspetti critici, uno degli aspetti inverosimili dei nostri luoghi, perciò io… So che avete tante cose da fare, stamattina sono ancora sballottato dal… credo un po' tutti noi in questi giorni viviamo, anche se per fortuna senza i danni di altre popolazioni pesantemente colpite da quello che succede con i terremoti, però non vi voglio togliere anche da tutte le vostre discussioni.

Mi piacerebbe che parlare di carcere non fosse una volta all'anno per un quarto d'ora, 20 minuti o mezz'ora in quest'Aula, ma l'Amministrazione Comunale, il Sindaco e chi per lui, l'Assessore Saccardin che tanto si interessa a tutti i temi sociali e tutto il Consiglio, se ne riappropriassero, perché riappropriarci, cioè entrare dentro significa diminuire la distanza che c'è tra il dentro e il fuori. Significa incontrare le persone, capire i loro problemi e vedere cosa si può fare per risolverli.

Se c'è qualcosa che posso dirvi di più, visto che l’ho detto nella relazione, e non sto qui a tediarvi, sono qui a vostra disposizione. Grazie.

Intervento n. 104
Pagine 37–39
Punto 1

Interpellanze ed Interrogazioni…

Garante delle persone private di libertà nel Comune di Rovigo

Leggi intervento

Spero di ricordare un po’ tutto. Diciamo che la questione nell'entrare in istituto è una questione che mi ha creato anche un certo imbarazzo, perché nella legislatura scorsa, con il precedente Sindaco e il precedente Assessore, il sindaco aveva espresso lo stesso desiderio di entrare a vedere, e con molta… una situazione un po' surreale, l'attuale Direttrice non l’ha fatto entrare in carcere, l'ha accolto in ufficio e gli ha detto che ci volevano le autorizzazioni.

Io frequento le carceri d'Italia da 23 anni e il Direttore può fare entrare chi vuole, quando vuole e come vuole se lo ritiene lui un qualcosa… soprattutto il primo cittadino.

Ecco, queste sono situazioni un po' inverosimili, sulla quali secondo me anche su queste bisognerebbe forse fare un po’ di attenzione per i diritti, e partirei proprio, su sollecitazione della Consigliere Nale, che parla di una delegazione, io direi una cosa di più, visto che questo Consiglio ha adottato questa figura e l'ha fatto in maniera, da parte di tutti, insomma, all'unanimità, perché non promuovere un Consiglio Comunale aperto dentro il carcere?

Potrebbe essere un segnale importante per i detenuti, per l'amministrazione penitenziaria e per la città, per far capire quanto l'Amministrazione è vicina a tutto questo. Però, andare dentro un carcere, e così mi riallaccio al discorso dell'edilizia, si chiedeva il nuovo carcere cosa comporterà.

Allora i nuovi istituti, quello che stanno costruendo da noi come altri, hanno la stessa modalità, hanno spazi più grandi per quanto riguarda gli aspetti ricreativi, perciò ci saranno sale per fare delle attività, tipo un campo sportivo o cose di questo genere, però la cella sarà sempre della stessa dimensione, perché questi istituti non sono fatti per garantire quanto scritto nell'articolo 27 della Costituzione e in molte altre parti dell'ordinamento penitenziario, ma sono fatte esclusivamente perché le persone che vengono arrestate e viene loro comminata una pena, debbano sentire la sofferenza e il dolore che questa comporta.

E’ difficile aiutare qualcuno ad uscire dal dolore se gli si procura dolore. Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 29 Maggio 2012 38 Questa è una situazione inverosimile che continua nel nostro paese. Comunque non vorrei mai che anche il carcere di Rovigo avesse, facesse la fine degli altri istituti d'Italia.

In questo momento, anche se si pensa che aumentando il numero degli istituti, e perciò dei costi, risolveremo il problema, questo non è vero, perché in tutte le altre situazioni al mondo, dove hanno aumentato le carceri, hanno aumentato anche il numero dei detenuti. In America, all'inizio degli anni ’80, c'erano 200.000 detenuti, hanno aumentato le carceri e nel giro di pochi anni sono diventati 2 milioni, ecco! Per darvi l'idea di cosa significa un'idea balzana di questo genere.

Ma Rovigo non vorrei che facesse la fine di altre carceri, perché in Italia in questo momento abbiamo, mappate se volete e vi do anche nome e situazione oggettiva, 38 istituti nuovi mai aperti, istituti che stanno, addirittura qualcuno di loro crollando, uno è stato inaugurato tre volte e non è mai stato aperto! Ecco, 38 nuove carceri. Perciò, senza stare lì a costruirne di nuove forse, se qualcuno avesse veramente in animo questa cosa, avrebbe fatto un altro passaggio.

Piani di evacuazione, qualcuno mi ha chiesto… il Consigliere Montagnolo mi ha chiesto: se succedesse? Se succede loro devono solo appellarsi ad una forza più grande, perché tenete conto che le nostre strutture non hanno, a parte un paio di porte, ma non hanno nessun dispositivo elettronico, vengono aperte ancora... ogni cella viene aperta ancora con quelle chiavi così grosse e lunghe, sono chiavi così, gialle.

Ecco, perciò se ci sono, per dire, in quel momento, come può succedere in certi turni di pomeriggio o di notte, pochissimi agenti, potrebbero essere anche tre o quattro agenti, per 120 persone rinchiuse, voi pensate quanto ci metterebbero per aprire tutte le celle e se uno poi potrebbe andarsene… Ecco, siamo in una situazione inverosimile dal punto di vista della sicurezza, dicevo poi prima nell'intervento che avevo fatto l'inizio, che se l’ASL veramente verifica se sono a norma le strutture del carcere, quanto lo dovrebbero essere quelle delle nostre case, lo chiuderà istantaneamente.

Il discorso dei politici che vanno in carcere: in effetti all'inizio è successo così, i primi anni qualcuno l’ha sollecitato, a Ferragosto, invece di andare in ferie, andiamo in carcere. Era una bella idea; poi è diventata un'idea che si è ripetuta tutti gli anni solo a Ferragosto, tanto che l'anno scorso noi garanti abbiamo emesso, invece, uno slogan che era “in carcere è sempre Ferragosto”.

Nel senso che c’è sempre emergenza, c'è sempre un dramma, c'è sempre una distanza, che è una distanza che purtroppo, e per fortuna da un'altra parte, in Italia è colmata in molte misure e comunque lenita e comunque aiutata da una grande attività di volontariato. Perché è l'unica parte del nostro paese che s’interessa di queste persone in maniera volontaria, senza avere un pro e con grande abnegazione.

Spesso, ancora adesso, nonostante l'ordinamento penitenziario abbia introdotto la figura dell'assistente volontario ancora nel 1975, spesso osteggiati dagli stessi agenti della Polizia Penitenziaria, non sempre aiutati comunque nella loro attività. Dobbiamo dirlo senza avere paura di scandalizzare nessuno.

Rovigo, qualcuno citava i Due Palazzi di Padova, allora qui bisogna fare, mettere dei puntini sulle i, nel senso che non tutte le carceri sono uguali, Rovigo è una struttura che si chiama cosiddetta “Casa circondariale”, cioè un luogo per pene non superiori ai quattro anni, e con un turnover di passaggio continuo. La Due Palazzi, sono due i Due Palazzi a Padova, c'è una circondariale e c'è una reclusione.

Quello che viene spesso agli onori delle cronache per tutte le attività che vengono fatte, è la Casa di reclusione, che è il cosiddetto penale, dove ci sono persone che scontano l'ergastolo, 20 - 30 - 40 anni di carcere, perciò soggetti che hanno una permanenza assolutamente enorme e lunga, e rispetto alla quale allora i progetti chiaramente iniziati oggi possono andare avanti anche 10 anni.

A Rovigo se si inizia un corso, per dire, scolastico, con 15 persone, non si sa neanche se alla fine del corso, che dura sei mesi, sette mesi, si arriverà con una persona. C'è il rischio di non arrivare neanche con una persona. Perciò è molto spesso frustrato qualsiasi tipo di progetto che possa essere fatto dentro.

Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 29 Maggio 2012 39 Mentre -ecco l'importanza- sarebbe importante che questi progetti, queste idee, fossero fatte fuori, per portar fuori la gente, perché poi è fuori che torna ed è fuori che deve ritrovare il senso della loro esistenza. Il ruolo di garante, ha sottolineato mi sembra la Consigliera Businaro, che io ho scritto questo.

Allora, quando io sono entrato in carcere il primo anno con questo ruolo, abbiamo fatto degli incontri con la Sezione maschile e femminile, eccetera, c'erano molte aspettative e i detenuti in effetti mi chiedevano di tutto e di più. Poi ad un certo punto hanno capito che il mio ruolo li aiuta sicuramente solo -come ho evidenziato prima- quando si tratta di negazione dei diritti, tipo quelli della salute.

Per il resto non ha risorse per un motivo molto semplice: non essendoci una legge nazionale che ci disciplina, e non solo ci dice quello che non dobbiamo fare, ma ci dovrebbe dire quello che possiamo fare, anche essere garantiti, perché spesso noi non siamo garantiti in nulla, e dobbiamo stare attenti a come ci muoviamo per non ricevere a nostra volta delle denunce. Cioè, ci potremmo trovare di là dalla barricata nel nostro ruolo.

Perché poi se noi sentissimo, per dire, di qualche attività violenta dentro il carcere, ma non avessimo la prova di questa e la denunciassimo, potremmo essere denunciati a nostra volta. È un ruolo molto difficile, in bilico, un po' sul filo dobbiamo camminare, però insomma cerchiamo di fare la nostra parte. Direi una cosa bella che è successa stamattina, venendo qui qualcuno parlava dei progetti di inserimento del lavoro, il Presidente Avezzù, del lavoro, no?

Ecco, la cosa bella è quello che mi è successo anche stamattina, come succede spesso, stavo arrivando qui in bicicletta, ho incontrato una cosiddetta ex, con la sua bambina che ha alcuni mesi, mi sono fermato a chiacchierare, una persona che è rientrata nella legalità, che ha trovato un compagno e che adesso ha un bambino. Quello è il bello, la vita continua, anche nonostante questi luoghi terribili, questi luoghi che sono il contrario della vita umana, che sono il contrario della decenza di questa vita.

Ritengo che se riuscissimo veramente, come Consiglio Comunale, come città, a riprenderci questo luogo, faremmo un grosso servizio a tutti quanti cittadini. Grazie.

8 marzo 2011

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

2 interventi
Intervento n. 87
Pagine 32–34
Punto 6

Relazione del Garante dei diritti delle persone private della libertà…

Garante dei detenuti

Leggi intervento

Presidente, Consiglieri e Assessori, grazie dell'invito. E vi ringrazio anche e soprattutto perché, come rappresentanti del territorio e della città di Rovigo, avete dato un segnale forte rispetto ad altre scelte e ad altre situazioni che ci sono in Italia in rapporto a questa figura. Purtroppo, direi, parlare di questo mondo non è parlare di situazioni positive!

Io non voglio togliervi tanto tempo alla discussione di tanti progetti e documenti che voi dovete approvare, ma è importante pensare anche alle persone che sono in carcere, perché il carcere, al di là della dinamica dell'esecuzione, sulla quale non vi intrattengo, che è una questione abbastanza difficile e frammentaria da capire immediatamente nelle sue dinamiche, anche vendicative che ha ancora il carcere oggi, c’è una questione da dire: che la metà delle persone detenute sono in attesa di giudizio, ed è un dato drammatico, considerato che il 20% di queste persone poi saranno scarcerate e saranno dichiarate innocenti!

Perciò, anche le persone che noi pensiamo spesso dentro le mura del carcere, le pensiamo come persone che hanno fatto del male, non è vero assolutamente! Se poi il carcere sia la soluzione per chi ha fatto del male è un'altra questione.

Io vi intrattengo solo sui dati critici del nostro territorio e della Casa Circondariale di Rovigo, che vede da alcuni anni un grosso sovraffollamento, perché è un istituto piccolo, prevede al massimo, proprio superando le norme e arrivando al massimo, 45 persone al maschile, e 25 al femminile. Mentre al maschile si va da un minimo 90 e si arriva anche a 120 persone. Ecco, perciò pensate solo alla situazione in cui si vive qui nel nostro piccolo, a Rovigo.

Un altro dato molto drammatico è stata la conseguenza del passaggio della Sanità. Fino al 2008 la Sanità in carcere era gestita attraverso gli strumenti e le risorse del Ministero della Giustizia; con la riforma è passata sotto il sistema Sanitario Nazionale, ed è stato un dramma. Perché le cose più semplici, gli ausili più necessari, le medicine più importanti, perché certi soggetti che hanno dei problemi fisici, molto drastici, non vengono più passate dall'attuale Servizio Sanitario Nazionale.

Io vi faccio solo un esempio, che forse qualcuno l'avrà visto anche sul giornale, c'era un detenuto che da due anni e mezzo non riusciva a mangiare, si nutriva solo di cose liquide perché aveva una dentiera completamente rotta, tenuta insieme da nastro adesivo e chewingum. Con una mia richiesta, la direzione dell'Asl di Rovigo, mi è stato risposto che non competeva loro, in base alle normative attuali, dare nulla alla persona detenuta.

Per fortuna nel territorio ci sono anche persone di buon cuore, di buona volontà e siamo riusciti, dopo due anni e mezzo, a sopperire a questo problema. Sembra una banalità, ma solo mangiare è già un qualcosa di importante.

La cosa diventa ancora più drammatica quando ci sono delle necessità di medicine per la pressione, per altri tipi di problemi, persone condannate e in esecuzione penale interna, non hanno la possibilità di acquistarsi perché non hanno nessuna remunerazione, non hanno nessuna possibilità economica per acquistarle. Ecco, questi sono alcuni dei piccoli frammenti di una vita, nei dati che vi ho detto prima, già pesantemente segnata dalla mancanza di spazio, dalla mancanza di attività.

Perché poi, forse voi tutti non lo sapete, ma in carcere non si fa nulla, non c'è lavoro. Ci sono tre o quattro lavori, ma sono lavori certamente che non sono abilitanti per quando si uscirà, perché sono lavori poi che anche nella terminologia indicano un'idea quasi infantilistica che si dà al carcere, perché sono quelli dello “spesino”, dello “scopino”, pensate al termine! Anche per chiedere qualsiasi cosa in carcere si usa “la domandina”, come le persone lì dentro fossero un po' particolari, no?

Ecco, pensate anche a queste terminologie che sembrano assurde nella nostra quotidianità, all'esterno! Dentro hanno tutto un'altra rilevanza.

In effetti chi ha avuto la disgrazia, anche per motivi non necessariamente drammatici, o di avere calpestato la vita di qualcuno, di aver fatto dei danni enormi, ma anche per banalità, non curate, trascurate, in fase di procedimento, si è trovato a scontare qualche mese di carcere, all'interno di quel luogo si vede la distanza che c'è tra noi liberi e chi sta dentro, perché dentro, una volta che uno entra non sa se ci uscirà più.

33 L'anno scorso, come negli ultimi anni, c'è un dato drammatico, quello delle morti in carcere, dei suicidi e delle morti. L'anno scorso siamo arrivati a 171 morti, 66 suicidi. Dall'inizio dell'anno abbiamo già 10 suicidi e una ventina di morti.

Ecco, sono luoghi dove noi ci dimentichiamo la legalità, perché quando uno entra lì non sa veramente se uscirà. E il dato drammatico -sempre concludendo un po' questo aspetto sulla Sanità- è che nessuno viene condannato e viene condannato a perdere la salute perché va in carcere, però l'Associazione dei medici penitenziari ci indica come le persone che entrano in carcere il 90% di chi entra sano esce malato. Il 90%!

Che è un dato terribile! Oltretutto poi uno non sa in che cella viene messo, perché può essere sicuramente inserito insieme con persone che hanno problemi di natura bronchiale, di natura malati di Aids o HIV. Ecco, perciò in una situazione di promiscuità che crea grossi drammi e grossi disastri.

Il disastro più grosso però che si vive in carcere è la lontananza dal territorio e la prospettiva di futuro. Perché, al di là di tutti i discorsi che noi possiamo porre, di tutti i progetti che noi possiamo fare, se non abbiamo una risposta come territorio all'aspetto fondamentale, che è quello del reinserimento attraverso un lavoro, noi non riusciremo mai a recuperare certe persone.

E in questo periodo, dove sulla stampa si nota spesso l'aumento di furti, tutto questo, se lo guardate, è connaturato anche ad una situazione sociale emblematica, dove non c'è più lavoro, dove non ci sono più risorse economiche, famiglie che si separano e diventano improvvisamente povere, e alcuni di loro iniziano a commettere dei reati.

A me fa un dolore terribile incontrare persone che a 55 anni, dopo una vita spesa a lavorare, trovandosi senza lavoro, con una moglie e dei figli che hanno problemi di salute, con le medicine da dover andare ad acquistare, si inventano di fare improvvisamente una scorciatoia, attraverso un atto, che ne so, di spaccio, non riescono neanche a farlo perché questi qua non sono delinquenti, sono persone che non hanno mai commesso reati, perciò sono talmente banali nella loro modalità che vengono arrestati ancora prima, condannati, e te le ritrovi dentro, in una situazione terribile, dolorosa per loro e per le famiglie.

Ecco, io credo che il compito di chi amministra sia anche quello di capire, ve lo dico proprio toccando da anni questa situazione umana, drammatica, dolorosa, che non è di grandissimo impatto delinquenziale, è di basso impatto delinquenziale, ma è di grande necessità economica, che è quella, forse, che anche nel nostro territorio, magari, riusciamo ad avere più attenzione a certe situazioni economiche e sociali, che possono poi sfociare anche in atti di devianza. E questo significa investire più risorse in questo.

Ecco, vi sollecito, visto che siete voi che avete questo compito. Un altro grosso problema, per tagliare corto, che vive la nostra realtà di Rovigo, è quella anche della possibilità di attività, perché c'è un numero ridotto di personale di Polizia Penitenziaria, che in certi momenti della giornata si riduce ancora di più, e riduce molto la possibilità di intervento nella società esterna.

La qualità della vita di un carcere -se si può dire qualità, perché è una contraddizione in termini- è data comunque dalla presenza del territorio, perciò da persone che riescono ad interagire con chi è fermo, con chi è chiuso, con chi passa, badate bene, 22 ore su 24, in cella, in una cella di 3 metri per 3, magari in tre o quattro persone. Ecco, questo è un dramma che viene lenito da attività che si possono portare dentro, da situazioni che si possono creare.

Ma sicuramente sarebbe molto ma molto riqualificato, come atteggiamento umano, quello di dare delle possibilità esterne, perché molte di queste persone condannate con pene abbastanza piccole, potrebbero già usufruire di misure alternative, perciò di quello che poi, nei dati che ci vengono forniti dal Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria, è l'aspetto significativo del recupero delle persone.

Perché i dati che ci vengono forniti dall'Amministrazione Penitenziaria è che chi sconta tutta la pena in carcere, circa il 70% torna a delinquere. Mentre, come uno specchio, chi la sconta fuori il 70% non rientra più nel giro della delinquenza. Ma perché?

Perché chi ha la possibilità di scontarla fuori, ha anche la possibilità di coinvolgersi con le persone, riprendere un passo di vita normale, riscoprire il senso della fatica quotidiana del vivere, del guadagnarsi da 34 vivere, anche nella fatica di farlo! Cosa che per certi, magari nelle scorciatoie prese, questo non è più possibile. Ecco, l’investimento, perciò, delle misure alternative potrebbe essere fatto sin d'ora.

Non c'è bisogno di nuove leggi, si potrebbero svuotare le carceri di molte di queste presenze, se i nostri territori, non solo qui a Rovigo, ma dappertutto, implementassero, dessero forza e gambe, e risorse, per progetti di lavoro esterno di queste persone. Il che significa recuperare queste persone, ed è qui che c'è la vera sicurezza. Io so che avete molto da fare.

Non voglio tediarvi oltre. Ah, perché avete cose… siete poi alle battute finali di questa legislatura, ecco. Diciamo è un luogo dimenticato.

Ci sono molte criticità. Coinvolgetevi di più in quello che sta succedendo.

Voi l'avete già fatto in maniera formale molto forte, un segnale bellissimo che avete dato oggi con l'approvazione nello Statuto, perciò una figura che insiste proprio nello Statuto nella nostra città, però coinvolgetevi anche personalmente, magari con l'ufficio, che in questo momento è ricoperto dal sottoscritto, ma comunque anche con le realtà territoriali, per vedere insieme tutti quanti di dare delle risposte che leniscano soprattutto il dolore di queste persone. Grazie e buon lavoro.

Intervento n. 101
Pagine 39–40
Punto 6

Relazione del Garante dei diritti delle persone private della libertà…

Garante dei detenuti

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Allora, per quanto riguarda l’entrare in carcere, quelli autorizzati dalla legge sono i Consiglieri Regionali, sono i Parlamentari mentre gli altri… e il Garante, che è stato assimilato in un articolo di legge a queste figure. Però il Garante si può portare dentro una persona. Cioè io, quando entro, posso portare con me un collaboratore o una persona di fiducia, perciò chiunque volesse fare, al limite, questa esperienza può venire tranquillamente con me.

Comunque io ritengo che, come soggetti politici, siate sicuramente nella possibilità, con una normale richiesta, in tempi di prassi per l'autorizzazione, per poter entrare chiunque di voi, insomma. Perciò, da questo punto di vista non credo che ci siano ostacoli. Sarà solo una questione di tempi un po' più lunghi, ecco, solo questo.

Il nuovo carcere: mi si chiedeva quando il nuovo carcere... Io non sono né al Ministero delle Infrastrutture, né a quello della Giustizia. So solo una cosa che questo istituto nuovo era stato finanziato in due tranche: la prima è quella con la quale sta andando avanti; la seconda era di € 20 milioni.

Io non ho mai scovato nessuna traccia di nessun documento, di niente, di nessun approvazione, di questa seconda tranche. Ecco, questo è un punto interrogativo sul quale io ho chiesto lumi diverse volte a diverse persone, ma non ho mai ottenuto risposta. Non ho mai visto...

Probabilmente può darsi che mi sia pure sfuggito, tutto è possibile. Per quanto riguarda, invece, l’infrastruttura in sé, qualcuno dice: “Beh, nel nuovo carcere ci saranno spazi maggiori”. Le celle sono uguali a quelle del vecchio carcere!

La cosa emblematica delle nuove strutture, che nuove non sono, nel senso che vengono costruite come nuove, ma sono progetti che hanno trent'anni, ormai sono degli anni ‘80 questi progetti che vengono poi rifatti più o meno nella stessa misura. L'emblematicità di questi luoghi è che hanno degli spazi enormi. Se voi andate alla reclusione di Padova, il famoso Due Palazzi, il penale, voi trovate dei corridoi lunghissimi, centinaia di metri vuoti, e le celle strette.

Cioè, la concezione del carcere è proprio una concezione punitiva: tu devi vedere lo spazio grande, e sapere che lì stai male nello spazio piccolo. L'unica cosa che hanno alcuni istituti grandi, rispetto a quelli piccoli, certamente gli spazi aggregativi per fare delle attività. Perciò, se c'è una realtà esterna che dà delle risorse, come qualcuno ha citato Padova come esempio, allora ci sono delle cooperative, c’è dell'attività lavorativa?

Sì. Dal punto di vista della qualità è peggio anche di Rovigo. Perché io ero la settimana scorsa a fare un incontro con i detenuti dell'alta sicurezza, proprio nella Casa di Reclusione di Padova, mi hanno chiamato ad un incontro di 2 ore con loro, e qualcuno mi parlava -sempre tanto per non cambiare argomento- sulla Sanità, che ci sono alcuni di loro che è un anno che hanno fatto richiesta per avere una visita specialistica, nessuno ha ancora risposto.

Un anno! Ecco, tanto per rimanere su questi temi. Sulla questione delle risorse, purtroppo ogni anno, ma da quando io mi interesso di questo, perciò da oltre vent'anni, ogni anno ho assistito ad un taglio da parte di qualsiasi forza politica che fosse al Governo, ogni anno ho visto un taglio sulle risorse dovute all'Amministrazione Penitenziaria, che in media era del due, due mezzo, al 3%, ogni anno, solo per quanto riguarda il carcere, con situazioni inverosimili.

40 Anche lo scorso anno, come Coordinamento di Volontari del Carcere, siamo stati costretti a chiedere dei finanziamenti ad una fondazione bancaria, cosa che sto per rifare, stamattina ho sentito proprio la direttrice, per il problema della carta igienica. Ci sono stati momenti, con il precedente Direttore in missione che c'era Rovigo, che veniva dato un rotolo di carte igienica al mese, un assorbente al mese nella sezione femminile del nostro istituto.

Ecco, non c'era la possibilità di avere più risorse, perché quando poi, per certi capitoli, il Dipartimento taglia i soldi, anche l’Amministrazione si ritrova con qualche difficoltà. L'attuale direttore, che è sempre in missione, e che viene da Belluno, la dottoressa Nicolini, cerca invece di sopperire meglio, stiamo però anche noi cercando di supportare con un altro aiuto, sempre della fondazione bancaria, di un piccolo aiuto da un punto di vista di queste risorse.

Il carcere è fatto anche di questo, mancano le cose essenziali, manca il sapone, manca il dentifricio, mancano le cose basilari, che se uno non ha i soldi, non può acquistarsi, perché il carcere non le passa più, perché non ha più i soldi per passarti queste cose qua. Ed è una cosa che poi crea anche tutta una serie di contraccolpi, non sto qui a farla lunga, ma in ogni cella c'è un equilibrio fra le persone della cella.

Se uno ha più soldi e uno ne ha meno, quello che ha più soldi magari dà qualcosina in termini di, che ne so, sigarette, qualcosina nell'acquisto di queste cose, però poi l'altro restituisce in un'altra maniera. Sono situazioni molto drammatiche e deleterie, di cui poi potremo parlare.

Il volontariato da anni fa dei progetti, che sono però progetti molto piccoli, perché il Centro Servizi di Volontariato che è stato chiesto, finanzia un progetto da 11 anni dell'Associazione Centro Francescano di Ascolto, che è la mia associazione poi di riferimento, e cointegrato da un piccolo contributo del Comune di Rovigo, € 4000 partecipa il Comune di Rovigo. Voi capite che con cifre di questo genere, con € 15.000 all'anno, non si riesce a dare grandi risposte.

Avessimo delle risorse maggiori potremmo dare delle risposte, ma soprattutto avessimo risorse in termini cooperativistici, perché in questo momento potremmo, senza possibilità di smentita, mettere a lavorare delle persone sia che sono in esecuzione penale interna e sia in esecuzione penale esterna, che sono in detenzione domiciliare, ma non abbiamo nessuno che le prende! Pur avendo anche delle piccole risorse, non riusciamo a trovare manco le cooperative che ci danno una risposta su questo.

Perciò, pensate a quanto povero è questo mondo nostro, e voi non avete idea dell'elenco lungo di persone che dalla detenzione domiciliare, o che incontro in carcere, mi chiedono aiuto, e non sanno dove sbattere la testa, con dei figli piccoli, di sei anni, di quattro anni, non sanno dove sbattere la testa, anche per riuscire ad avere un pasto al giorno! Ecco questa è la situazione in questo momento drammatica.

Come volontariato ci siamo da tanti anni, dal 1989 a Rovigo, credo che forse siamo una realtà unica in Italia, esiste il coordinamento delle associazioni di Volontariato che tutti i mesi dall'89 si ritrovano, perciò una tradizione credo anche abbastanza lunga e abbastanza forte. Per quanto riguarda, invece, le sollecitazioni all'Assessore io le lascio all'Assessore.

Come leggere questi numeri. Il numero degli interventi dipende dalle sedute e dai verbali attualmente acquisiti. I ruoli di Presidenza possono inoltre generare numerosi interventi procedurali: per questo Lente Civica non li usa come classifica di attività politica.