Grazie, Presidente. Buongiorno a tutti. Esaudisco subito il consigliere Vernelli, sono stata Consigliere comunale anche nella precedente esperienza, Amministrazione Piva, e durante quel periodo, ci sono stati vari episodi che hanno riguardato questa società.
Diciamo pure che Polesine Acque è un miracolo se è viva perché, se andava in porto il decreto in- giuntivo che il Comune di Rovigo voleva chiedere da 4 milioni di euro sulla società per avere tutti nudi sull’unghia i soldi che avanzavamo, la società andava in default sicuro. Poi Piva è caduto e il commissario non ha dato seguito a questa operazione. Qualcuno aveva parlato di responsabilità, però questo era il caso.
La società era una società non più bancabile, non riusciva ad ottenere un finanziamento. Solo grazie agli idrobond, dei finanziamenti particolari della Banca Europea, degli investimenti, è riuscita a fare dei piani di rientro con i vari Comuni, che sta adesso rispettando.
Il punto centrale, però, del nostro servizio idrico, non è tanto dire: “Faccio arrivare l’acqua a tutte le famiglie”, ma come arriva questa acqua, quante perdite ha, e quindi il punto centrale dell’attività delle società di servizi idrici è la gestione della rete. Su questo punto c’è qualcuno in quest’Aula che può ritenersi soddisfatto di come finora sono state gestite le cose, soli soletti, da Polesine Acque?
Siamo partiti da stesse valutazioni perché, quando ho sentito parlare il consigliere Ruggero, devo dire che ad una prima visione, anch’io ho avuto tutti gli stessi dubbi. Tutti. Poi però sono andata avanti e per esempio per quanto riguarda quello che dice il consigliere Rossini, che dice “si applica- no dei metodi previsionali”, beh, questo è il metodo.
Se applicavamo quelli storici patrimoniali il rapporto era di 90 a 10 perché, come ha detto l’assessore Garbo, il patrimonio di una è 200 e l’altro è 10. Quindi giustamente in perizia c’è scritto che non hanno applicato il metodo patrimoniale, per fortuna! Che cos’hanno applicato in perizia?
Hanno applicato un valore, che viene dato dall’autorità per l’energia, la (inc.), che si chiama valore a termine. In pratica, se Polesine Acque non ha più la concessione, e voglio subentrare io con la mia società, quanto devo pagare a Polesine Acque? Que- sto valore è 31.
Se, invece, CVS non si occupa più di acqua, vende tutto e devo subentrare. Quanto devo dare a CVS? 131.
Voi vedete che, facendo la proporzione tra 131 e 31, il rapporto diventa 81 per CVS e 19 per Polesine Acque. Ma questi sono valori su cui nessuno può andare a sindacare perché sono determinati dall’autorità per l’energia. Accanto a questi valori, è stata fatta, sì, l’applicazione del metodo del discounting cash flow, ma qual è la differenza sostanziale tra le due società?
Che una purtroppo ha avuto con quella legge la possibilità di avere tutte le reti e quindi ha una casa propria, e l’altra ha una casa in affitto e quindi qual è la grossa differenza tra i Comuni del Polesine e i Comuni della Padovana? I Comuni della Padovana da CVS non ricevono nulla. I Comuni del Polesine da Polesine Acque, tutti gli anni, ricevono un affitto.
E questo continuerà anche dopo. E se i padovani mangiano la foglia e se ne rendono conto, sono loro che scappano da questa fusione perché sarà l’incorporanda a dover versare questi contributi perché le reti restano ai Comuni. Finora, come è stata gestita questa socie- tà?
Alla società sono stati dati i mutui, e non la rete. Vogliamo ancora mantenere tutto questo? Una Pag.
14 di società senza un operaio? CVS ha cinquanta operai, effettua le manutenzioni. Può anche essere vero quello che dite che la rete ha più buchi della nostra, ma stanno facendo investimenti, io è questo che voglio, non voglio precludermi, come dicono, dal 2018 di poter fare investimenti perché nessuno mi fa più mutui, voglio ancora investire sulla rete, perché questo è il mio obiettivo: di avere meno per- dite possibili sulla rete.
Quindi ognuno si assumerà le proprie responsabilità, soprattutto chi dice che è un artificio contabile una perizia, però dobbiamo anche capire che, se vogliamo un cambiamento, o siamo contenti di com’è adesso la società, del servizio che ci dà, oppure dobbiamo cercare di cambiare le nostre azio- ni.