Sì. Grazie, Presidente. Questo mio intervento è… se vogliamo in una triplice veste, nella veste di Consigliere Comunale naturalmente, nella veste di volontario e nella veste di avvocato.
E la premessa del mio intervento la traggo dalla mia esperienza di volontario di avvocato. Dal novembre 2006 anche a Rovigo esiste lo sportello di “Associazione volontariato avvocato di strada”, che è un’associazione costituita dal 2001 a livello nazionale e che si occupa di assistenza legale ai senza fissa dimora, quindi non ha istituzionalmente come finalità precipua quella di prestare assistenza legale, appunto, agli immigrati. I destinatari sono una categoria più ampia.
Però, i dati dello sportello di Rovigo dove lavoriamo, dove operiamo in circa una ventina di avvocati e di praticanti del Foro di Rovigo, sono abbastanza significativi perché circa l’80 - 85% “dell’utenza”, cioè delle persone che si rivolgono a noi per avere un supporto legale in caso di problematiche, sono cittadini extracomunitari o comunitari, soprattutto naturalmente dei paesi che sono stati ammessi nella Comunità Europea negli ultimi anni.
E’ chiaro, quindi, che abbiamo dovuto confrontarci con questa realtà e anche a livello legislativo abbiamo dovuto verificare che l’attuale normativa non sempre aiuta e facilita l’inserimento dei cittadini stranieri nel nostro tessuto. Io lo voglio dire senza 64 nessuna venatura ideologica, però è evidente, a mio avviso, che se si pretende che ci sia una richiesta nominativa dello straniero che deve entrare in Italia, ancora prima, appunto, che entri nel territorio nazionale.
E’ evidente che dal punto di vista dell’ammissione e quindi della legalizzazione e quindi della possibilità di chi vuole entrare nel nostro territorio regolarmente, è evidente che questo è un ostacolo ed un incoraggiamento oggettivo alla clandestinità.
Io vorrei invitare tutti quanti qui Consiglieri di maggioranza e di opposizione, a venire una volta presso lo Sportello di Rovigo di avvocato di strada, e vedere e guardare negli occhi le persone che si rivolgono a noi, perché a volte si legge, è possibile leggere la disperazione di chi vorrebbe integrarsi e regolarizzarsi, chi avrebbe anche la possibilità di farlo perché ha un lavoro, perché avrebbe un lavoro, ma non può farlo.
Non può farlo perché magari è fuori dal decreto flussi, oppure perché ha ricevuto, quando è entrato in Italia, un decreto di espulsione che nessuno più gli toglierà, perché questa è la realtà. Quindi, la disperazione di persone che sarebbero, appunto, sono irregolari, sono clandestini, però in realtà non hanno commesso nessun reato, non hanno fatto nulla di male, vorrebbero anzi integrarsi nel nostro territorio, nel nostro tessuto.
C’è poi da dire anche un’altra cosa, anche dal punto di vista repressivo, è una normativa che non funziona e che purtroppo si sta cercando di peggiorare, questo perché? Perché l’ha detto chiaramente il Capo della Polizia nella sua audizione in Commissione Parlamentare, lui ha parlato di indulto quotidiano, cosa vuol dire? Che concretamente anche il cittadino extracomunitario che viene espulso, in realtà un 30% viene sostanzialmente avviato verso i Centri temporanei.
Dopo non tutti questi, poi verranno effettivamente accompagnati alla frontiera, ma mettiamo anche, diamo anche questo dato del 30%, il restante 70% di quasi tutti i cittadini extracomunitari che si sono rivolti a noi, hanno questo Decreto di espulsione, hanno il così detto foglio di via, che in realtà non è un foglio di via, è un invito a lasciare il territorio nazionale entro cinque giorni, che loro chiaramente si tengono in tasca, perché nessuno li porta alla frontiera e lì espelle, e quindi continuano a rimanere clandestini.
Dopo di che cosa succede?
Che dopo un paio d’anni vengono rifermati, c’è questa inottemperanza all’ordine di lasciare il territorio nazionale, vengono arrestati, si fanno una notte in carcere, fanno il processo per direttissima, vengono liberati, essi ricevono un nuovo ordine di espulsione che continuano a tenersi in tasca e che quindi non ha nemmeno una valenza, in realtà, repressiva e in qualche modo di allontanamento effettivo dal territorio nazionale e di effettività, e purtroppo -ripeto- mi sembra che le tendenze siano quelle di un peggioramento di questa normativa, e verso un intasamento ulteriore delle nostre carceri, che però effettivamente non riuscirà a produrre dei risultati che si assumono come risultati importanti.
Fatta questa premessa, allora io mi pongo una domanda, e me la pongo naturalmente nella veste di Consigliere, la pongo a tutta l’Aula. Che modello di società abbiamo in mente? Che modello di società vogliamo costruire?
Perché se abbiamo in mente un modello di società che in qualche modo richiami il “Brocardo hobbesiano: homo homini lupus” o della guerra tra poveri, io dico subito che noi occidentali saremmo chiaramente perdenti!
Perché noi possiamo 65 recintare anche tutto il territorio nazionale e costruire un muro che circondi anche tutte le nostre coste, però la gente viene qua, ha una carica di disperazione tale che, dal punto di vista della guerra tra poveri appunto, e dell’aumento dell’incitamento a questa avversione non motivata, sicuramente saremmo perdenti.
Perché finché l’80% delle risorse economiche mondiali sono in mano al 20% della popolazione, è evidente che queste persone continueranno sempre a venire qui da noi in occidente. Allora, o cambiamo modello di sviluppo e rinunciamo al nostro benessere, e non so quanti di noi qui sono disposti a farlo, oppure non c’è alternativa: bisogna promuovere una politica non dell’avversione e dell’intolleranza, ma evidentemente una politica dell’accoglienza e dell’integrazione.
L’intervento di ristrutturazione di rivisitazione dell’ex chiesa di San Michele, è in questo senso e risponde ad un’esigenza concreta, perché a Rovigo c’è un solo asilo notturno con pochissimi posti, e ci sono due mense, una dei Frati Cappuccini e una della San Vincenzo. Non ci sono tantissime strutture che possono aiutare e favorire accoglienza ed integrazione. Perché attaccare allora questo intervento, e perché far preoccupare la popolazione su questo tema?
Su questo tema la sicurezza proprio non centra assolutamente nulla. Chi delinque va punito, ma non tutti gli extracomunitari delinquono, e nemmeno tutti i clandestini delinquono.
Concluderei leggendo semplicemente un messaggio, che ho inviato al mio amico e collega Aldo Guarnieri, quando mi informa del successo della manifestazione del centro-destra contro, appunto, l’intervento a San Michele, il 31 maggio io gli risposi: “Io credo che la politica debba dettare le linee guida e cercare di condurre la collettività ad una maggiore civiltà, non farsi trasportare da pulsioni populiste e razziste. Non rinuncerei mai ai miei ideali per un pugno di voti.
Forse però la pensiamo diversamente, anche se continuo a sperare di no.” Grazie.