Io volevo presentare un’interpellanza, l’ho già preparata dopo e la deposito, per quanto riguarda il problema della verifica degli impianti delle caldaie, perché mi hanno eletto sessanta persone, però ho ricevuto duecento - trecento telefonate.
La leggo: “Premesso il fatto che la convenzione del 4 marzo del 2005, il Comune di Rovigo ha affidato alla ditta Energia Ambiente con sede a Milano i controlli necessari ad accertare l’effettivo stato di manutenzione e di esercizio degli impianti termici siti sul suo territorio e con delibera del Consiglio comunale del 30 settembre del 2004 veniva approvato il Regolamento comunale per l’esecuzione del controllo del rendimento di combustione dello stato di esercizio e manutenzione degli impianti, l’affidamento del servizio e le relative perizie a carico degli utenti per autocertificazione degli impianti per delle potenze nominali diverse, che la durata della convenzione è stata stabilita in anni otto, quindi il servizio riguardava ai punti 1 - 2 - 3 della convenzione, le verifiche degli impianti con delle potenze diverse”, perché le verifiche riguardano non solo le abitazioni, ma anche le caldaie logicamente di siti di aziende e industrie.
“Ai punti 4, la convalidazione e la certificazione dei rapporti di prova delle autocertificazioni. Al punto 5, l’apertura di uno sportello informativo, collegato alla distribuzione dal ricevimento delle dichiarazioni di avvenuta manutenzione per la diffusione del materiale informativo valido, nonché la dichiarazione di avvenuta manutenzione”. Questo ufficio doveva garantire anche il front office con l’utenza e le imprese di manutenzione.
“Al punto 6, doveva essere creato un archivio continuamente aggiornato di tutti gli impianti termici cittadini e delle verifiche effettuate, il cosiddetto Catasto - Impianto di cui anche il servizio ambiente del Comune di Rovigo, potrà in qualsiasi momento prendere visione. Al punto 7 era prevista una campagna informativa a carattere periodico, diretta alla cittadinanza e agli operatori del settore, che l’impresa di Energia - Ambiente, veniva remunerata con importi diversi al di là dell’entità della verifica”.
Comunque quello che interessava più che altro ai cittadini, era che con 5 euro + Iva per impianti a 35 chilowatt autocertificati e a 55 euro + Iva, quindi 66 euro, per impianti a 35 chilowatt non autocertificati.
“Considerato che tale servizio, almeno la finalità della convenzione è questa, è finalizzato alla prevenzione nonché alla tutela e salute dei cittadini, perché questo è un servizio che la Legge, tra l’altro, questa è una convenzione che è stata fatta su una normativa, che risale al 99, quindi nel ’93 dopo è stata modificata, l’ultima modifica al ’99. “Che la verifica avviene anche per impianti, la cui certificazione ha una validità biennale e pertanto non è motivata. Perché?
Perché io non l’ho obbligo di certificare la caldaia ogni anno, io la certificazione ce l’ho ogni due anni. Quindi se a me vengono a fare il controllo della caldaia nel 2006 e io il controllo della caldaia l’ho fatto nel 2005, io nel 2006 sono a posto, perché ha validità biennale. Il pagamento dei 66 euro è richiesto anche agli utenti - che pur avendo certificato il proprio impianto - non hanno provveduto all’autocertificazione”.
Perché qui autocertificazione viene inteso come il deposito della certificazione presso l’Ufficio comunale, è il cosiddetto bollino. “Non hanno prodotto un’autocertificazione attraverso il relativo deposito presso i competenti uffici.
Tale richiesta, appare palesemente infondata, priva anche di qualsiasi fondamento normativo”, perché non c’è scritto da nessuna parte, la Legge prevede che il Comune ha l’obbligo di garantire questo servizio, di fare questo tipo di controllo, però se io cittadino ho fatto il mio dovere e ho certificato il mio impianto, non vedo proprio perché dovrei pagare anche 66 euro per una verifica di un qualcosa di cui sono a posto.
“Allora tale richiesta appare palesemente infondata, priva di qualsiasi fondamento normativo, la Legge prevede l’obbligo di certificarsi e comunque è penalizzante nei confronti dei cittadini che hanno comunque assolto il proprio obbligo.
Di fatto il cittadino si trova costretto per una dimenticanza o non conoscenza, a sostenere un costo doppio per un medesimo obbligo, che l’inizio della verifica degli impianti - cioè l’anno scorso - è avvenuto senza la dovuta campagna informativa a favore dei cittadini anche per quanto concerne l’imminente stagione di verifica”.
Cioè il discorso dell’obbligo del deposito del bollino lo sapevano solo quelle persone che leggono i giornali o che si collegano a Internet, gli anziani, ma tutta quella parte di cittadini, che non leggono 7 il giornale o che non si collegano a Internet o che non vanno nei siti dell’Amministrazione comunale, non potevano essere al corrente di questo obbligo.
“Chiedo quindi che il riesame della predetta convenzione - in particolare per quanto concerne il punto 5 che l’Amministrazione comunale ha... - al fine di far pesare sui cittadini oneri non dovuti, che in sede di revisione della predetta convenzione sia indicata nella programmazione dell’attività di verifica, deve essere tenuto conto dell’obbligatorietà biennale”.
Cioè la ditta deve andare a verificare gli impianti che non hanno ottemperato all’obbligatorietà biennale, cioè quelli che sono a posto, sono a posto “punto e basta”. Cioè deve essere considerato un esempio. Adesso, per il biennio 2005 - 2006, io cittadino ho tempo fino al 31 dicembre del 2006, per certificare l’impianto.
Quindi se vengono a casa mia a farmi una verifica e io non ho l’autocertificazione, io ho tempo fino al 31 dicembre del 2006. Questo nonostante gli sia stato fatto notare, non è stato recepito anche da parte di Associazioni di categoria. “Di conoscere se la concessione degli uffici comunali e relativi mezzi strumentali attualmente utilizzati dalla ditta Energia Ambiente, con sede in Milano per l’espletamento del servizio in questione, avviene a titolo gratuito”.
Nella convenzione, vedi punto 2, tale onere, apertura di sportello informativo, non appare a carico di quest’Amministrazione comunale”.
E allora, cerchiamo di far risparmiare, risparmiamo da tutte le parti, questa è una domanda e io volevo sapere, siccome ho visto con sorpresa per andare a fare il bollino a mia madre, sono andato in Comune e pensavo di andare in un ufficio della ditta, io voglio sapere, anche perché onestamente - e qui è rivolto al Segretario comunale - ho i miei dubbi che un dipendente di un’altra azienda possa venire a fare un servizio all’interno di un ufficio dell’Amministrazione comunale.
Io volevo sapere se è tutto a titolo gratuito e il perché. Ultimo: se è stata effettivamente realizzata una campagna informativa a favore dei cittadini e attraverso quali mezzi, perché siamo in presenza della stagione - la prossima - invernale e quindi non vorrei che tutte...perché qui va bene tutto, ma non dobbiamo essere noi, già pagano tante tasse i cittadini! Dopo la deposito.