Allora proseguo con le interrogazioni. La prima è un'interrogazione integrata all’Assessore Aretusini, responsabile della sicurezza urbana, e all’Assessora Milan per quanto riguarda invece l'ambito sociale, in particolare perché credo che per il tema appunto che sto per porre questi due elementi sono legati tra loro e non vadano pensati come separati. La mia interrogazione riguarda la sicurezza urbana, la zona rossa, e più in generale l'aumento di episodi di violenza giovanile nella nostra città.
Come saprete sicuramente, negli ultimi mesi abbiamo assistito a una gestione che nei fatti ha prodotto un risultato opposto rispetto a quanto auspicato, come peraltro molti avevano cercato anche di mettere questa Amministrazione in guardia rispetto ad alcune scelte prese e in primis appunto la rinuncia ai fondi SAI. Nel corso di questi mesi l’Amministrazione ha scelto di puntare su un approccio prettamente repressivo, senza investire in prevenzione e presidio sociale, e sottolineo sociale, degli spazi pubblici.
Come molti cittadini sui social e non solo lo stanno appunto evidenziando, la situazione è peggiorata, ma anche i fatti di cronaca locale ce lo raccontano ormai quasi quotidianamente. Abbiamo assistito a un progressivo vuoto dei luoghi pubblici e, come ben sappiamo, dove si crea il vuoto è inevitabile che qualcuno lo occupi.
A ciò si aggiunge un altro elemento, e qui appunto entra nel merito probabilmente l’Assessore Aretusini, cioè l'assenza percepita di un presidio costante ed efficace anche sul piano operativo; le pattuglie risultano inefficienti e comunque non inserite in una strategia complessiva capace di prevenire e non solo di intervenire.
Ovviamente le cause del fenomeno, lo sappiamo, sono profonde: povertà educativa, marginalità sociale, abuso di sostanze e così via, e proprio per questo limitarci solo ed esclusivamente a una risposta sicuritaria non è più sufficiente ma anzi, come stiamo vedendo, è assolutamente controproducente.
Per questo chiedo ad entrambi gli Assessori di intervenire rispondendo appunto a queste domande, rispetto a quali azioni concrete di prevenzione sociale sono state attivate o si intendono attivare in collaborazione con scuole, Associazioni e terzo settore per combattere questo fenomeno, e come si spiega l’Assessore Aretusini i continui episodi e la paura diffusa a livello della cittadinanza nonostante la zona rossa e tale presidio sui territori delle Forze dell’Ordine.
Infine, proprio per l'importanza del tema, chiedo alla Sindaca che si faccia promotrice di un Consiglio Comunale dedicato aperto alla cittadinanza e agli attori del territorio per affrontare in modo strutturato il tema, perché ci sono tante Associazioni del territorio esperte da cui potremmo trovare preziosi input per impostare una strategia integrata, per riprenderci gli spazi pubblici della nostra città.
La seconda è sempre per l’Assessora Milan, un altro tema legato ai servizi sociali, che nasce da un fatto noto a tutti noi: purtroppo nelle scorse settimane la nostra comunità è stata segnata da un evento grave e doloroso, cioè la morte di una persona senza fissa dimora al di fuori di un supermercato.
Come appunto sappiamo, non è la prima persona senza fissa dimora vittima quest'anno e da qui nasce la mia interrogazione che voglio sottolineare, ovviamente non imputo a questa Amministrazione alcuna responsabilità rispetto ai fatti, questo mi sembra evidente, ma come per l'interrogazione di prima ritengo che sia doveroso non gestire solamente l'emergenza, ma costruire degli interventi e una rete capace di rispondere e di attivarsi prima che questi fatti accadano.
Ovviamente oggi le temperature si stanno alzando, quindi potrebbe sembrare anche un tema non pertinente ma, proprio perché abbiamo tanti mesi davanti, non sarebbe sbagliato attivarsi adesso per costruire un piano del freddo, così come fanno molte altre città, e appunto attivare tutta una serie di interventi per portare a zero possibilmente nella nostra città questi fatti.
Quindi chiedo all’Assessore in questione se intenda predisporre un piano del freddo strutturato per il prossimo inverno, quali risorse umane economico organizzative siano oggi destinate al fenomeno; se esiste, e quindi se ce lo può illustrare, un coordinamento stabile tra servizi sociali, terzo settore, volontariato e Forze dell’Ordine per intercettare queste situazioni.