Grazie, Presidente. Indubbiamente fa piacere innanzitutto che i temi affrontati dal direttore e dal Presidente diano al tema commercio uno spettro molto più ampio perché stiamo parlando non più di commercio in sé, quindi di botteghe, di clienti o cose, ma stiamo parlando di città che è una cosa interessantissima perché qua viene fuori la politica, vengono fuori anche le iniziative che si vogliono fare.
Viene fuori anche quello che bisogna cambiare nel senso di capire culturalmente che stiamo andando verso la Rovigo del Terzo Millennio, come c’era la prima contro le grandi strutture di vendita, contro il mercato informatico, cioè un sistema che sta cambiando radicalmente.
Radicalmente che vuol dire anche rivedere totalmente quello che è una visione complessiva della città al servizio o del commercio ma anche di un commercio o di un’attività al servizio della città, sono due cose che sembrano in antitesi, ma di fatto sono collegate, ognuno deve capire quali sono le esigenze, la parte urbanistica, la parte dello sviluppo, l’esigenza di una rivitalizzazione di un centro storico, di un centro città che sta spegnendosi non da ieri, non dall’altro ieri, ma da tempi ben più lontani, dove le iniziative nascono e muoiono o non vengono più proseguite o passano per una strada che non dà un futuro.
E le occasioni c’erano perché parliamo di un passato non remoto, ma recente in cui c’erano delle opportunità che non sono state cavalcate e che, pur nonostante adesso si stia facendo la rincorsa, la rincorsa è frenetica e quasi sempre in ritardo rispetto a un sistema, che è venuto meno. Parliamo di un rilancio del commercio e non dimentichiamo il piano degli interventi, no, il piano degli interventi è essenziale per una azione di rilancio.
È un piano degli interventi che doveva nascere dieci anni fa, è un piano degli interventi che doveva nascere dieci anni fa, che ha visto delle Legislature totali di Amministrazione che hanno lasciato dormire il tema e adesso noi lo stiamo prendendo in mano. Pag. 83 di Credo sia fondamentale pensare che un piano degli interventi del commercio, che è all’interno del piano degli interventi complessivo per quanto riguarda la città, doveva nascere qualche anno fa, eppure lo stiamo discutendo adesso.
Con quali principi? A) zero suolo al di fuori di quello che è indispensabile, è logico che abbiamo visto che ci mangiamo di campi di calcio ogni anno secondo i sondaggi per quanto riguarda lo sviluppo e la cementificazione della città. Credo che l’Assessore all’Urbanistica, che sta facendo un ottimo, abbia puntato prima sul recupero delle aree degradate, secondo sullo sviluppo del centro storico e quindi di un’attività imperniata su questo.
Certo, ci potranno essere che cosa? Ci potranno essere delle manifestazioni di interesse e anche degli sviluppi di piccoli superficie, ma che sono dovute al fatto che in una città si cerca un equilibrio per quanto riguarda il servizio e quindi cercare di dare completezza alle vite dell’intero territorio.
Non possiamo dimenticarci un piano del turismo, credo che le iniziative che questa Amministrazione sta facendo non siano altro che il riprendere in mano un programma nato quindici anni fa, pensate bene, quindici anni fa quando nasce a Rovigo la volontà del CUP, chi si ricorda, in cui si trovano dei soldi per riqualificare l’area del castello. L’area del castello, che doveva essere il volano da cui partiva il rilancio del centro storico.
È stato un volano che è morto, che si è addormentato per dieci anni perché le opportunità tipo Torre Donà e la rivisitazione, i sotterranei e la riqualificazione non più a magazzini ma a qualcosa di vivo, di pulsante, potesse trovare qualcosa di positivo, di fatto noi ripartiamo adesso dopo questo con un progetto serio, con un progetto seguito dall’assessore Sguotti e dal Sindaco con il GAL, che ci porta a portare una prospettiva a breve termine per poter aprire finalmente la torre e la rivisitazione, una torre che è altamente richiesta anche perché abbiamo turisti che continuano vengono a chiedere questa opportunità.
Non possiamo dimenticare un percorso turistico che abbiamo naturale in città perché la rotonda e la riqualificazione di Piazza XX Settembre, nata anche questa dieci anni fa per dare una bellezza, (inc.) uno dei monumenti più belli che ci siano in circolazione.
Non possiamo dimenticare che il turismo è colui che grazie a Roverella e grazie alle iniziative possiamo sviluppare ed è uno questo uno dei volani su cui il centro storico e il mondo commerciale devono rimettersi in moto, però un mondo commerciale che non può non stare al passo con le esigenze che questo porta perché parlare di turismo e non parlare di turismo del commercio, cioè i turisti che vanno in cerca di aree da visitare, chi non è mai andato in giro la domenica scagli la prima pietra per sapere chi non è mai andato in un centro commerciale di domenica, non solo locale, ma anche fuori città.
Spesso e volentieri troviamo i centri commerciali, questi grandi centri dove c’è del turismo, cioè la gente va a girare, va a vedere, va a visitare, magari gli scappa anche di comprare. Quello che noi, invece, non siamo capaci di fare come alternativa.
Non sto dicendo che qui le attività commerciali devono aprire la domenica, perché è una scelta imprenditoriale, ma sto dicendo che, se vogliamo creare la concorrenza ai centri commerciali, dovremmo essere in grado di fare concorrenza e le maniere sono due: o rincorriamo i clienti o abbiamo qualche sistema di attrazione che è diverso perché, di fatto, il mondo della vita, la vita di ognuno di noi è diversa. E ognuno di noi ha delle fasce che dedichiamo alle esigenze di terzi.
Il sistema del pubblico è importante quanto è importante il sistema del privato. Prima parlava il direttore di ASCOM di accessibilità, di viabilità, di trasporto.
Pensiamo che abbiamo un piano del traffico che è andato avanti a balzi, dovremmo farne tre, tre piani del traffico per la città, uno che vale per il lunedì, uno che vale per mezza giornata del martedì, uno che vale da martedì, giovedì e venerdì, uno che vale dal sabato alla domenica, cioè questo non è possibile, così come per il trasporto pubblico locale, non è possibile continuare ad avere una variazione di questi tipi di piano ma soprattutto una accessibilità diversa perché non dimentichiamo che Corso del Popolo è l’arteria, è la nostra arteria, è come se noi mangiassimo troppi grassi, il colesterolo strozza nelle arterie e, quando le arterie vengono strozzate, il rischio è anche questo.
Non dimentichiamo che uno dei mali fu la chiusura del Corso del Popolo, la chiusura del Corso del Popolo all’epoca fu una di quelle che portò alla crisi del commercio del centro storico, non dimentichiamo questo, e soprattutto non dimentichiamo che questo ha fatto sì che quel sistema di Pag. 84 di viaggio, di transito ha portato obbligatoriamente a qualcosa perché, quando uno mi dice che non ci sono iniziative e non ci sono eventi, è inevitabile che la massa porta il sistema.
Quando noi andiamo nei centri commerciali, cosa vengono i centri commerciali? Vendono gli spazi? No.
Vendono le presenze. Vendono le presenze i centri commerciali. E come facciamo a vendere i nostri spazi in centro storico?
Dobbiamo venderli attraverso le presenze, dobbiamo fare sì che la gente venga in piazza, che possa vedere, che possa godere della piazza, che possa godere del centro storico e sperando che compri. Su questo voglio andare avanti un attimino perché dicevo il sistema dei parcheggi indubbiamente, il sistema dei parcheggi fa parte di uno dei punti che abbiamo.
Dico sempre che, appena avrò un po’ di quattrini, ma purtroppo la situazione è anche quella che stiamo subendo un po’ tutti nell’Amministrazione comunale, avrò la possibilità di poter andare avanti anche con il sistema dei parcheggi perché il sistema dei parcheggi non è svincolato dal piano del trasporto pubblico locale, non è svincolato dal piano della viabilità complessiva perché tutto l’insieme, si chiama piano della mobilità, ha un valore all’interno di questo e quindi non dimentichiamo che tutto l’insieme è una macchina che stiamo mettendo in moto, ma purtroppo la sofferenza che abbiamo è che ci mancano anche i 540 euro per fare una SCIA per una scala antincendio e questo è dovuto a che cosa?
Probabilmente a qualcosa che nasce, i dieci anni passati e quindi, come tale, io voglio dire: subiamo in questo momento qualcosa in cui pian pianino si sta mettendo in moto. Parliamo della parte tributaria, l’Amministrazione comunale è stata la prima forse che nei primi anni ha calato qualcosa, il primo segnale che nel Bilancio di quest’anno abbiamo avuto la riduzione per l’IMU per quanto riguarda le attività commerciali, gli immobili destinati ad attività commerciali del centro storico che vengono date in affitto.
Sembra una cosa, l’1 per mille, per carità, sembra poca cosa però nell’insieme di questo è un segnale politico non indifferente, è una attenzione particolare che abbiamo dato per chi è disponibile a dare in affitto. Poi è facile parlare da fuori perché, come dico sempre, fare maggioranza e fare governo e fare opposizione sono due ruoli in cui uno si lamenta e propone qualcosa e l’altro deve governare e fare con quello che ha.
È come in casa normalmente, quando abbiamo dei figli, che hanno delle pretese, e dei genitori che magari conoscono i bilanci... è una cosa normale, è una cosa normale sulla quale ci si confronta, ma, purtroppo, spesso e volentieri, non è che sia mancanza di volontà perché non credo che i Consiglieri di maggioranza né il Sindaco né la Giunta siano persone che vogliono (inc.) una città, anzi, sono persone che stanno cercando in tutte le maniere per rilanciarla, cercando anche delle fantasie delle volte, magari dei sogni a volte che si possono realizzare.
Siamo d’accordissimo su Palazzo Angeli. Palazzo Angeli potrebbe essere un volano insieme al castello e all’università in Piazza, è un’altra cosa che è ferma lì da dieci anni, cioè non dimentichiamoci di questa roba qua, sono lustri, stiamo parlando di lustri, non stiamo parlando di settimane, lustri, lustro vuol dire multiplo di cinque anni perché un lustro è uguale a cinque anni. Sono lustri che Palazzo Angeli è lì, perché è stato iniziato, sono stati spesi 3 milioni di euro all’epoca, 2001 - 2006, e poi?
Fermo. È una fase di recupero lenta ma determinata. Parlavo anche del discorso della positività dell’incontro dei ruoli con i privati... (Voce confusa dall’Aula)