Volevo rispondere all’intervento del Consigliere Avezzù, che mi ha chiamato in causa giustamente perché ha introdotto un argomento molto interessante, che credo possa essere utile -appunto come diceva il Presidente- anche per lo sviluppo della discussione e per le decisioni che verranno prese.
Il Consigliere Avezzù ricordava che tra il 2004 e il 2005 i rapporti tra il Comune e la SITA, l’Azienda che svolgeva e svolge tuttora sia il servizio di trasporto pubblico di linea, che il servizio di trasporto disabili non deambulanti, erano rapporti che erano diventati particolarmente tesi.
Questo perché SITA evidenziava lo squilibrio economico del servizio; in pratica lamentava il fatto che le risorse fossero insufficienti a coprire le spese, sia per quanto riguardava il TPL che per quanto riguardava il trasporto disabili. Ora, il trasporto… il TPL trasporto di linea, com’è noto, viene compensato con i trasferimenti che dal Ministero arrivano al Comune, tramite la Regione, e questo corrispettivo dovrebbe coprire interamente il costo chilometrico.
Un costo parametrato a livello regionale e quindi su questo il Comune non ha nessuna possibilità di intervento; l’unica possibilità che ha il Comune, anzi il dovere che ha il Comune, è quello di contenere le percorrenze all’interno di un tetto predeterminato, perché percorrenze superiori dovrebbero essere coperte con fondi di bilancio, cosa che quasi nessun Comune appare ovviamente. Questo per quanto riguarda il TP.
Per quanto riguarda il trasporto disabili, come diceva l’Assessore Moschin in apertura dell’illustrazione, il trasporto disabili non è un obbligo… E’ un obbligo diciamo di principio, come ribadito dal Consigliere Avezzù, ma non è che sia un obbligo, non è specificato in quali termini economici il Comune deve contribuire all’attuazione del servizio. Quindi ogni Comune ha facoltà di assegnare le risorse che ritiene opportune e di svolgere il servizio nella maniera che ritiene più opportuno.
Tra il 2004 e 2005 questa tensione, che si era creata tra Comune e SITA, come ricordava il Consigliere Avezzù, c’aveva portato più volte ad un tavolo di conciliazione, Comune/Azienda e Sindacati, l’opera svolta dal Prefetto fu in quell’occasione estremamente positiva, perché si riuscì ad arrivare, dopo lunghissime trattative, ad un accordo che -sono passati quasi sei anni- io personalmente, ma credo anche gli altri, perché i Sindacati ne hanno dato pubblicamente atto, è un accordo che ha funzionato perché per il Comune non ha costituito un costo eccessivo.
L’Azienda ha continuato a svolgere sia il servizio del TPL, che il trasporto disabili fino ad oggi, e quindi i risultati, almeno nel medio tempo, sono stati positivi. Cos’è successo? E’ successo che comunque, non essendoci stato un miglioramento della situazione, anzi la situazione è peggiorata, perché i trasferimenti statali sono sempre bloccati se non ridotti, il corrispettivo chilometrico è stato adeguato in maniera assolutamente insufficiente, per il TPL i problemi persistono.
Però, ecco questo è il succo del discorso che voglio fare, anche per sgombrare il campo da possibili dubbi, in questo caso ad oggi stiamo parlando solo esclusivamente del trasporto disabili. E’ vero che con SITA c’è una difficoltà nel portare avanti il rapporto, ma solo 24 esclusivamente per il trasporto disabili. Non si è mai discusso di possibili interferenze tra questo tipo di discussione e il rapporto che comunque sussiste tra Comune e SITA per il TPL.
Cosa succede?
Succede che l’accordo che è stato fatto nel 2005, firmato dall’allora Sindaco Avezzù e da me e dall’Assessore, allora Assessore Mancin, con l’Azienda e con i Sindacati, prevedeva la prosecuzione del rapporto per il trasporto disabili, prevedeva anche che se il Comune avesse successivamente stabilito di non essere in grado per qualsiasi tipo di motivo, di proseguire il rapporto, avrebbe potuto affidare il servizio ad un soggetto diverso, a patto che nel bando, perché per forza di cose un servizio di questo tipo non può essere affidato a trattativa privata, ma va fatto tramite una selezione, ed è anche una forma di chiarezza che mi pare ovvia!
Nel bando doveva essere prevista la possibilità di transitare le due… i due accompagnatori, non i due autisti, perché SITA svolge questo servizio con due autisti e due accompagnatori, i due accompagnatori dovevano transitare al soggetto che sarebbe subentrato. Quindi questo soggetto doveva prendere l’impegno di assorbire due persone delle quattro che svolgevano il servizio. Cosa stiamo facendo noi?
In questo momento da dicembre stiamo lavorando al bando, per individuare un nuovo soggetto. Com’è stato detto, sul territorio si trovano offerte di vario tipo di costi chilometrici; tengo a precisare che SITA, essendo un’azienda del settore ferro tranviario ha un costo del lavoro che è estremamente diverso da una cooperativa, quindi è evidente che possa esserci una cooperativa che può offrire il servizio ad un prezzo più basso!
Noi, però, non è che possiamo dire a SITA: “Grazia e arrivederci” e rivolgerci direttamente un altro soggetto! Dobbiamo fare, come dicevo, un bando. Quindi, in accordo con SITA , è stato stabilito che noi cercheremo un nuovo soggetto con il bando; speriamo di ottenerlo ad un prezzo che sia competitivo sulla base di quelle che sono le realtà sul territorio.
Dobbiamo trovare un soggetto affidabile, perché SITA ci ha garantito in tutti questi anni comunque un servizio di alta qualità, bisogna darne atto. E’ un servizio molto delicato è quindi occorre che, chi lo esercita, sia in grado di dare delle garanzie sia sulla puntualità, sulla professionalità degli addetti; non si tratta solo di guidare un mezzo, ma si tratta di assistere delle persone che hanno dei problemi di deambulazione. Quindi tutta una serie di problemi!
Per cui, in tempi molto brevi, andremo a bando su questo. Chiaramente ci vorrà una garanzia su quelli che sono i fondi disponibili e tutta una serie di ragionamenti. Per questo dico che è una soluzione comunque transitoria quella che stiamo studiando, stiamo andando verso una stabilizzazione di tipo diverso.
Il Regolamento serve a dare un inquadramento a quello che verrà, al servizio come verrà svolto. Colgo l’occasione per dire, ecco un accenno… non mi ricordo quale Consigliere aveva detto che ci sono delle cooperative, forse Pavarin, cooperative che fanno servizio a € 1,80. Bisogna specificare anche una cosa: il servizio si svolge su orari, su tutto l’arco della giornata, ma le punte del servizio, come per il trasporto di linea, sono tra le 7,30 e le 8.30 di mattina e tra 13.00 e le 12.30, le 2.00.
Molte cooperative, molte associazioni sono in grado di offrire… e anche servizi sociali hanno diciamo messo in piedi un certo tipo di rapporto con le associazioni, per offrire un servizio di trasporto disabili, ma molto pochi sono in grado di offrire il servizio nell’arco della giornata e soprattutto nei momenti di punta.
Perché è evidente che alla mattina ci troviamo 10-12 persone che vanno portate contemporaneamente a scuola e al lavoro, e questo comporta l’esigenza di una organizzazione del lavoro estremamente delicata. È evidente, come dicevo, che nel bando che faremo, questo punto verrà specificato in maniera particolare. Però non è solo una questione di soldi.
Riallacciandomi, quindi, alla domanda del Consigliere Avezzù, tengo a precisare appunto che quello di cui stiamo discutendo è sgombro da equivoci, sgombro da considerazioni dietrologiche! Il Consiglio è chiamato a esprimersi su una proposta di Regolamento e solo su questa, quindi non ci sono possibili ricadute, in particolare sul servizio trasporto di linea.