È una nota esplicativa... (Intervento dall’Aula) La nota è una nota esplicativa per cui dopo nell’ambito della dissertazione verrà letta. Inizierò cambiando l’ordine, chiedere innanzitutto se, vista l’importanza, il regolamento lo prevede, se potrò avere qualche minuto in più per poter spiegare bene la situazione. Leggo la convocazione di commissione d’inchiesta, così come presentata con le ventiquattro firme.
In relazione alla interrogazione presentata in data odierna, ovvero il 27 luglio del sottoscritto consigliere Borella Benito riguardante la richiesta delle planimetrie aggiornate del centro commerciale La Fattoria e la mancata consegna, a distanza di oltre sessanta giorni della richiesta di accesso agli atti, presentata in data 25 maggio 2017, e la successiva richiesta di attivazione di una Commissione d’inchiesta al fine di verificare lo stato attuale del centro commerciale e di tutte le cosiddette medie e grandi strutture di vendita presenti sul territorio comunale, oltre alla Fattoria, oggetto della interrogazione di cui si chiede la maggiore attenzione, essendo ad oggi indisponibile la documentazione richiesta utile alla verifica degli spazi commerciali concessi.
A tale proposito, si allega la richiesta dell’ufficio organi istituzionali, comprendente la firma di almeno un terzo dei Consiglieri, ovvero di un numero almeno uguale o superiore a undici unità, di seguito riportato. E qui ci sono le ventiquattro firme. Proseguo.
Leggo tutti i nomi. Sono Borella Benito, primo firmatario, Rossini Antonio, Vernelli Ivaldo, Livio Ferrari, Silvia Menon, Nello Chendi, Nadia Romeo, Mattia Moretto, Andrea Borgato, Giorgia Businaro, Silvano Mella, Benetti Fabio, Bonvento Marco, Gennaro Francesco, Milan Mattia, Andriotto Giancarlo, Riccardo Ruggero, Nicola Marsilio, Raule Stefano, Michele Aretusini, Zanotto Matteo, Gabban Luca, Daniela Goldoni e Rosito Alba.
Facendo seguito a questa raccolta di firme, volevo leggere la finalità della legge 50/2012, intitolata “politiche per lo sviluppo del sistema commercio della Regione Veneto”, presupposto per cui è stata Pag. di 122 fatta la richiesta di ampliamento del 2012 del centro commerciale La Fattoria. Il principio fondante di tale legge è rigenerare l’economia e il tessuto sociale, culturale e urbano, favorendo la riqualificazione dei centri storici attraverso lo sviluppo delle attività commerciali.
A tale proposito, è interessante conoscere un comunicato stampa dell’assessore regionale Roberto Marcato del 2015 in cui egli afferma la piena legittimità di questa legge regionale, dichiarando tra l’altro: “Con questa legge e il regolamento del commercio il Veneto ha scelto la strada di uno sviluppo sostenibile delle attività commerciali, finalizzando alla rigenerazione del tessuto urbano le nostre città, questa strategia si fonda sul principio del non consumo di suolo, favorendo gli interventi di riqualificazione e recupero.
Nasce, dunque, dalla attenta analisi dei presupposti di questa legge il mio interesse per valutare con attenzione ciò che sta avvenendo nella nostra città e, in particolare, il costante e continuo aumento di superfici di vendita commerciali nel medio e lungo periodo, tendono a impoverire e snaturare il tessuto commerciale della città”.
L’interrogazione, presentata il 27 luglio, aveva come obiettivo quello di istituire una commissione d’inchiesta, utile a fare chiarezza su alcune dinamiche e procedure amministrative che hanno condotto nel tempo ad una situazione nel settore commercio che si può definire fuori controllo.
Ho effettuato una richiesta di accesso agli atti nel mese di maggio alla quale è stata data parziale risposta solo il 28 luglio, ovvero successivamente al mio sollecito in aula consiliare, nonostante il regolamento preveda il termine di sette giorni per la risposta ai Consiglieri.
La documentazione consegnata soddisfa in parte le mie richieste, in particolare l’architetto Ferlin il 28 luglio risponde con la nota: “Allo stato attuale non è presente agli atti una planimetria complessiva con l’esatta articolazione interna degli spazi commerciali autorizzati. Sono, altresì, disponibili in archivio le planimetrie relative ai singoli locali interni e alla struttura e alle loro modifiche”.
Detto questo, in base al DGR 455 del 10 aprile 2013, disposizioni di legge attuative della 50, nel quale si disciplina il procedimento della Conferenza dei Servizi, si evince che tali documenti sono necessari e sono certamente stati prodotti nella Conferenza dei Servizi decisoria nell’anno 2013 - 2015 che hanno condotto alle seguenti deliberazioni: un aumento di superficie di vendita del parco commerciale di 2.305 metri alla Fattoria e un aumento di superficie di vendita del centro commerciale di 195 metri.
Appare evidente che la mancata consegna della documentazione evidenzia la mancanza di un archivio aggiornato e organizzato e la conseguente impossibilità di effettuare anche a campione delle verifiche del complesso commerciale in oggetto e, altresì, in altri complessi commerciali di media e grande superficie del Comune di Rovigo.
Ciò appare in contrasto con il principio di equità e concorrenza leale tra qualsiasi attività presente sul territorio, soggetta ad eventuali verifiche sulla superficie di vendita, oltre che a numerose altre prescrizioni. Avendo, dunque, constatato l’impossibilità di effettuare una verifica con la documentazione alla mano, verificato che al momento non è disponibile una cartografia aggiornata del centro commerciale La Fattoria e, con buona probabilità, anche di altre grandi superfici di vendita.
Constatato che l’Amministrazione ha chiesto nel mese di agosto alle medie e grandi strutture di fornire una documentazione aggiornata circa le loro superfici di vendita con cartografia allegata, ho ritenuto opportuno chiedere un approfondimento attraverso la richiesta di attivazione di una commissione d’inchiesta, così come previsto dall’articolo 44, comma 2, del Testo Unico legge 267, asserendo che il funzionamento di tale Commissione viene disciplinato dallo Statuto del Comune di Rovigo, articolo 18, comma 1), lettera b) e successivamente da regolamento comunale, articolo 17, comma 2) e 3).
Lo scopo di questa commissione di inchiesta è verificare gli esatti adempimenti previsti per legge e l’iter procedurale seguito per giungere alla definizione dello stato attuale di ciascuna medio - grande struttura di vendita al fine di potere monitorare il rispetto delle superfici di vendita licenziate.
Tale richiesta viene fatta coinvolgendo 24 Consiglieri che trasversalmente sottoscrivono l’iniziativa, ritenendo necessario approfondire questo tema importante per lo sviluppo dell’economia e del commercio nelle città, formulando un quesito chiaro a tutti, fin dal primo momento e privo di ogni colore politico.
Pag. di 122 La Commissione avrà il compito di redigere una relazione alla conclusione dei lavori, che auspico si possano concludere entro la durata, che stabilirà il Consiglio in questa seduta, fatto salvo la possibilità di essere prorogata per la durata richiesta dal Presidente. Sarà composto da un membro per ciascun gruppo consiliare, scelto al termine della discussione su questa proposta di istituzione, così come sancito dall’articolo 17, comma 2 e 3, e verrà altresì scelto il Presidente.
Mi è stata chiesta su questa cosa una integrazione, che ho inviato ieri, la seguente integrazione è fornita a completamento della nota del dirigente Cavaliere del 27 settembre e viene ora letta in aula, come previsto dall’articolo 17, per sottoporre all’approvazione durante la delibera di attivazione della Commissione d’inchiesta. “Preso atto della richiesta di integrazione, pervenuta ieri, 27 settembre, tramite e-mail, sono a presentare le seguenti note integrative richieste, così come concordato.
L’oggetto è la verifica degli atti e l’iter procedurale seguito per giungere alla definizione dello stato attuale di ciascuna medio - grande struttura di vendita, al fine di poter monitorare il rispetto delle superfici di vendita licenziate e con particolare riferimento al centro commerciale La Fattoria e al parco commerciale Fattoria, così da poter verificare la corrispondenza tra lo stato dichiarato e lo stato di fatto delle suddette strutture.
I mezzi da utilizzare, al fine di acquisire tutti gli elementi di conoscenza necessari per l’espletamento dell’incarico ricevuto, il Presidente potrà richiedere agli uffici dell’Ente, che vengano messi a disposizione dalla Commissione di inchiesta tutti gli atti da essi ritenuti afferenti all’oggetto dell’indagine e allo stesso connessi, anche se di natura riservata. La Commissione, se lo ritiene necessario, potrà sentire i dirigenti e i loro delegati per avere delucidazioni in merito agli atti appena citati.
La modalità di rendicontazione: con la presentazione della relazione finale al Consiglio, la Commissione d’inchiesta concluderà la propria attività e sarà da ritenersi sciolta d’ufficio, infine il termine di ultimazione dei lavori: la Commissione si impegna allo svolgimento del proprio lavoro di inchiesta entro il termine di novanta giorni dalla istituzione, salvo l’eventuale proroga su richiesta del Presidente per una sola volta e per un periodo massimo non superiore alla metà di quello originariamente assegnato, ovvero di ulteriori quarantacinque giorni, sempre come stabilito dall’articolo 17, comma 3.
I membri della Commissione verranno nominati durante la Seduta del Consiglio, scegliendo un rappresentante per ciascun gruppo consiliare regolarmente costituito e il Presidente sarà nominato durante la prima seduta della Commissione medesima, come espressione della minoranza”. Aggiungo questa cosa rispetto alla nota, che è stata presentata oggi dal consigliere Rosito.
Io sono il proponente di questa richiesta di commissione d’inchiesta, le note integrative mi sono state richieste nell’ambito di un documento inviato a tutti i Consiglieri e solo in qualità di proponente posso chiedere ai firmatari il voto in aula, come previsto da regolamento.
La nuova proposta odierna non risulta essere adeguata in quanto l’acquisizione dei documenti e dei verbali della Terza Commissione, come indicato nella nota della dottoressa Rosito, è stata convocata dopo la mia richiesta di commissione di inchiesta. Quindi il contenuto non rispecchia il contenuto originario della mia raccolta di firme. Pertanto, essendo sopraggiunti dei nuovi elementi successivamente, e cioè la presunta convocazione della Terza Commissione, ritengo che questa nuova nota non possa essere accolta.
In ogni caso il lavoro della Terza Commissione andrebbe ad influenzare il ruolo della Commissione d’inchiesta e questo non sarebbe positivo. Termino la relazione dicendo che questa lunga spiegazione è stata necessaria e sono certo di ottenere il riconoscimento della maggioranza dei Consiglieri che dovranno esprimere un voto non politico ma etico, come ho cercato e dichiarato da sempre, utile per fare chiarezza su un tema importante per il futuro sviluppo dell’economia della nostra città.
Un tema che, ogni qualvolta viene toccato, solleva gli animi fino ad arrivare ad azioni di disinformazione, di metamorfosi politiche, di linciaggio mediatico fino al punto di rovinare amicizie al limite di un comportamento che non è più possibile definire politico. Ringrazio tutti i Consiglieri, che hanno firmato questo documento. Pag. di 122