Grazie, Presidente. Il malloppo è tanto, pieno di carte.
I metri di giudizio sono due, o si valuta, o quando uno fa il ragioniere aggiunto o si mette a fare le valutazioni sui numerini, oppure fa la funzione a cui è chiamato il Consiglio comunale, cioè fa la politica che, per fortuna, nonostante in alcuni ambienti non siano più, come è ridotto il sociale, non viene più dato ai partiti, quindi non si fa più politica, sembra di essere tornati ai tempi del Fascio, qui non si fa politica, una cosa abbastanza strana, ma comunque la politica credo che sia fondamentale all’interno del Consiglio comunale di Rovigo, soprattutto, a parte il resto del Provincia e il bilancio di previsione è uno dei momenti in cui il confronto apre questa possibilità.
Se poi, invece, si gioca nel senso che si presenta il bilancio, le carte, pur potendo andare al 28 di febbraio, si gioca sul fatto che forse qualcuno è in ferie e magari non fa in tempo o non legge e si presenta il tutto il 29 di dicembre con i ponti e le domeniche in mezzo, l’Assessore dice: “Ma c’era tempo fino all’8”, c’è gente che in quel periodo lì, come il sottoscritto che, ahimè, lavora, magari fosse stato in montagna, ma si chiama high season, alta stagione, e quindi non c’è tempo neanche di andare in bagno, figurarsi se ho tempo di leggere quintali di carte e uno deve trovare tempo durante la giornata per studiarle.
Io do il mio plauso agli uffici, ma il problema è che gli uffici hanno una competenza da sempre, è bene che la mantengano. Ma chi la fa politica, compreso l’Assessore, non può diventare un ragioniere aggiunto e non dà uno strumento di lettura del bilancio, anche se non è obbligatorio. La politica è fatta per semplificare le cose, non per complicarle.
Quindi, quando ci sono tanti numeri, è un bilancio di un centinaio di milioni, non è che sia “micio, micio, bau, bau” che si liquida in due minuti, va letto e, per leggerlo, ci vogliono gli strumenti, non soltanto i numerini, perché sfido chiunque a dire: “Io ho letto tutto”, se qualcuno è in grado di dire che l’ha letto tutto, io gli do il mio plauso, lo invito a cena nel miglior ristorante, se mi dice che ha letto tutto pagina per pagina, e ha capito tutto perché uno deve essere un mostro, deve essere un mostro.
Quindi, ripeto, il bilancio deve essere anche messo nelle condizioni di... (Interventi dall’Aula) Dopo la interrogo però, troppo facile, troppo facile! Comunque, la porto volentieri a cena. Non c’è problema.
Il problema di fondo è una paginetta, due, Assessore, invece che magari fare una relazione a braccio, che dicesse: l’Amministrazione all’interno dei 100 milioni di bilancio, di cui le entrate abbiamo visto prima, grazie all’IMU, grazie a questo, grazie a quell’altro, grazie al fatto che abbiamo recuperato il milione e più dell’acquedotto e quindi abbiamo messo abbastanza bene i conti, che fino qualche anno fa erano precari, quindi, bene, plauso, quindi su questo bisogna riconoscere che le entrate ci siamo anche troppo, detto questo, per quanto riguarda la spesa, la potenzialità di spesa abbiamo individuato i quattro o cinque punti che sono questi.
Bene, questa è la politica, queste sono le priorità, che sono il sociale, questo e quell’altro. Non è che può venire qua a dire: “Ho fatto questo” e si passa di palo in frasca, qua non c’è un ordine, non siamo al mercato qua: “Ho comprato le scarpe, poi i fagioli, i piselli e poi un barattolo di marmellata”, cioè il bilancio ha individuato all’interno delle disponibilità, magre, ma che comunque ci sono, questi cinque punti, sei, sette, dieci, questa è la politica.
La maggioranza si gioca questo e sfida a dire che abbiamo sbagliato, non l’emendamento. In questo contesto gli emendamenti non li abbiamo fatti per scelta, non perché non avevamo tempo. Non si fanno gli emendamenti di notte, uno deve scrivere di notte con l’orologio alla mano, su che cosa?
Su trenta, Pag. 54 di cinquanta pagine? Io queste qua le butto nel cesso, non esiste!
Non è politica questa! Quindi, ripeto, le condizioni anche di confronto sono state negate, sono state impossibilitate, non si può dire: “Trovi il tempo”, trova il tempo chi? Io non vivo di politica e il tempo lo ricerco all’interno delle giornate di lavoro, però per farlo, ci vogliono le condizioni, ripeto, manca ed è mancata anche questa sera un’opportunità di dire: “Abbiamo individuato queste poche cose, ma su questo noi ci giochiamo la faccia”.
Anche perché ci sono le condizioni, un po’ di soldi ci sono e c’erano le condizioni per fare questo tipo di scelta e non è stato fatto. Non è stato detto come risolviamo, l’ha citato prima il consigliere Menon, come risolviamo in via finale perché non può essere una mezza verità, il problema del lodo Baldetti, quindi il problema della piscina rimane una questione aperta, abbiamo da farci carico completamente?
Quindi il bilancio ha nelle pieghe le voci tutte delle entrate, tutte le risorse per affrontare eventualmente il lodo? Ce la facciamo? Questa è delle questioni che rimane aperta.
La cosa delicata, però alla fine non è un problema soltanto di rapporti, noi sappiamo che la città di Rovigo sul rugby ci gioca molto, in questi giorni, di pochi giorni fa, è successo quello che è successo, le dimissioni di un Presidente, la polemica tra la società, che rappresenta Rovigo in tutta Italia in polemica con il Comune, a torto o a ragione, il problema non è chi ha torto o chi ha ragione, è che questo problema qua lo dobbiamo gestire anche questo, è una questione che non può trovarci come spettatori, ha a che fare con il bilancio?
Certo. È comunque una parte, anche se fosse un euro, ma c’è un qualcosa che ci coinvolge? Sono questioni che al limite nella relazione in due righe si poteva dire: “Abbiamo attenzione verso questo mondo che ci interessa, ci rappresenta, ci fa fare un salto di qualità, che ci porta in giro per tutta Italia e quindi è una questione che non può diventare secondaria”, ecco perché ci sono quelle poche cose che potevano essere dette.
E, infine, l’ultima sui servizi sociali, le questioni più delicate, abbiamo messo a disposizione, oppure “metteremo a disposizione anche se adesso non lo leggete o non lo vedete cifre che adesso non sono leggibili, ma che ci saranno, cioè un impegno politico che assumiamo affinché vengano rafforzate tutte quelle questioni che sono state poste e che vengono poste” perché sono oggetto di una valutazione obiettiva da parte della città, che lo chiede, non è che vengono tutti i giorni qua, però ci sono quelle questioni che vanno poste all’attenzione nostra, della politica e credo che quindi la maggioranza debba senz’altro mostrare sensibilità verso questo mondo, affrontando con metodo, anche qua dicendo: “State tranquilli che, anche se al capitolo tal dei tali ci sono scritti pochi soldi”, ci sarà comunque con le sistemazioni che faremo, strada facendo, un impegno particolare verso questo mondo che è quello a cui siamo più sensibili, a cui si rivolge sempre Masin, giustamente, perché è uno che è tutti i giorni con la realtà che soffre e che quindi deve essere posta in una città come Rovigo, che vive la crisi in maniera più grande di Padova o di altre città del Veneto, che su questo settore ci andiamo a giocare molto.
Queste sono le debolezze di una struttura, ripeto, sul bilancio tecnicamente non ho niente da dire, è scritto bene, ci sono tante pagine, però, ripeto, mancano queste poche cose che almeno, speriamo nella replica, vengano fuori, grazie.